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Avenue Q

 

Giusto perché ogni promessa è debito, posto il video dei un nuovo spettacolo che sbarcherà in Italia dopo settembre.
Nel frattempo qui è tutto sotto controllo. Sto solo tentando di sopravvivere al lavoro visto che c’è già chi mi vuole in una cassa da morto.

Tim Burton – Alice nel paese delle meraviglie – 10 Marzo 2010

Ogni parola è del tutto superflua.

Per chi se li fosse persi: Johnny Deep nei panni del Cappellaio Matto, Helena Bonham Carter in quelli della Regina di Cuori e Anne Hathaway in quelli della Regina Bianca. Spettacolo.

Mi sono innamorato

Si vabbè, giusto due capelli in più sarebbe proprio l’ideale. E comunque a questo punto non posso che dare piena ragione a lui che ci ha visto lungo già da tempo.

I talloni non li vedo proprio…

O questa è pubblicità subliminale o la mia è deformazione professional-sessuale.

Welcome to Bologna

Credo che trovare casa, o anche solo una stanza, in due giorni sia una di quelle cose che temprano l’esistenza e la marchiano indelebilmente. Ho visto cose che voi umani non potete neanche solo immaginare.
Non è solo per il duro scontro con la realtà. Perché dalle descrizioni le case son tutte belle, ampie e spaziose, poi nella realtà entri in quel gergo in cui capisci al volo che “cucinotto” sta per “nicchia a muro“, che “da vedere” è sinonimo di “pacco colossale” e che “camera silenziosa” lo è perché è così lontana dalla città che quando apri la finestra e guardi giù ti trovi i leprotti che amoreggiano in giardino.
Ecco perchè ho ben deciso, in una eventualità futura, di fare tutto tramite agenzia seria. Gli mollo due soldi in più, mi fa vedere delle foto e una serie di sbattimenti me li potrei saltare a piè pari.
Ma partiamo con ordine nel descrivere alcuni casi umani e le proposte che non dimenticherò mai.

I 3 DARKETTONI. 
Casa un po’ lontana ma mica tanto abitata da tre ragazzi/lavoratori. Mi aprono e si presentano in tutta la loro contentezza: caparezza, uno secco secco con una capa di capelli enorme, un nerd che a tutti i costi voleva fare il simpatico e il sociopatico piercingato che per tutta la durata della visita sarà come se non ci fosse. Tutti e tre in perfetto stile dark. Parevano Qui, Quo e Qua.
Mi mostrano la casa e le loro camere : un agglomerato di moboli riversi sul pavimento coperti di vestiti che manco in una ispezione dell’FBI. La camera matrimoniale destinata a me, era appartenuta ad un tempo a Nonna Papera.
Un parato a fiori anni 40 così brutto ma così brutto che non augurerei neanche al mio peggior ex. E penso di aver detto tutto.
Se poi vogliamo aggiungere che mi hanno sottolineato di essere bravi e tranquilli anche se, ogni pomeriggio ci si incontrava per l’aperitivo in corridoio. Esattamente di fronte alla camera era stato costruito un mobile bar stracolmo di alcolici. Se penso agli aperitivi dark ancora mi si accappona la pelle. 

L’UCRAINA
Cioè, io con più grande soddisfazione da tre settimane a questa parte ho licenziato la badante e dovrei mettermi con un casa un’altra ucraina?  Passo! Pure se è la casa più bella del mondo! Manco i cani!

LA FRIKKETTONA
Dal mio marcato accento meridionale che straripa ogni qual volta metto piede fuori dalla mia città, subito capisce che vengo da Napoli e decide che dobbiamo per forza diventare amici amici amici perchè pure lei è di Napoli. Premessa numero 1: Si è scoperto che era di Salerno e Salerno non è Napoli.  Premessa numero 2: io odio i Salernitani quasi quanto i laureati in lettere.
Si presenta e, mentre parla, si divincola come una tarantolata, si tocca, si spoglia e ci tiene tanto a far vedere che porta delle mutande nere di pizzo.
A parte questo momento di pulp che Tarantino è una pippa, mi mostra questa bellissima casa in pieno centro con salottino che dà su una delle più importanti arterie universitarie, con ampia stanza singola libera da fine giugno, cucina nuova, bagno e due ampi terrazzi.  
Bene, la stanza era grande con una finestra che dava sulla tromba di un ascensore che però il palazzo non ha. Mistero assoluto. Il bagno era un cesso tipo “il peggiore cesso di tutta la Scozia” in Trainspotting e la cucina era dieci volte peggio il peggior cesso della Scozia. I terrazzi erano due tetti dai quali si accedeva dai pedrellini per le fogne. Ecco.
Ero così disperato che avrei anche potuto accettare, ma sono stati tre gli elementi che mi hanno fatto cedere:
1. Conosceva tutti gli homeless e i bancarellari luridi della zona che già me li vedevo ospitati in casa a qualsiasi ora del giorno e della notte pronti ad ammazzarmi nel sonno.
2. C’era un cane che necessitava dell’aria condizionata che aveva preso espressamente per lui. In più, aveva un soffio al cuore.
3. La pianta di aloe nel salotto che aveva un nome e che necessitava di massimo rispetto e devozione. 
L’unico motivo che poteva spingermi a restare era il coinquilino uscente: uno straniero di rara bellezza da cui mi sarei fatto ben volentieri ammazzare nel sonno.

I GATTARI
Ossia quelli che mettono prima di tutto i loro animali. Specialmente gatti. Ed io mica posso tornare a casa e trovare la gatta che mi usa il Mac come la sua lettiera.

THE ARTIST
Casa non male, vicino al lavoro, zona centralissima, ampi spazi, tv, internet, cucina nuova, bagno enorme, tutto apparentemente pulito e in ordine e padrone simpatico anche lui di Salerno. Che non è Napoli, ribadisco.
Fittava due stanze, una singola e una doppia. Peccato che una aveva una finestra che dava nell’androne del palazzo e l’altra mi trovavo la signora di fronte che mi passava il caffè mentre innaffiava le piante. E avevano due soppalchi fatti coi tubi delle impacature. Una roba quasi da cruising gay. Ci si attaccava una sling sotto e via.

Potrei scriverne per altri venti post ma mi fermo qui. Tutto per dire che ci sono, persino vivo. E che il blog mi ha salvato una seconda volta. La prima volta facendomi conoscere il mio womo. La seconda facendomi trovare casa.
Eh si, perché una delle mie coinquiline è proprio lei.

Prossimamente ma mica tanto

ItalianPsycho live @ Bologna.

Cambia la location, arrivano nuovi personaggi, ma la sostanza rimane la stessa.
Sempre che riuscirò a trovare, nella mia sfida contro il tempo, una casa con wifi.
See ya.

Giusto per riprendere il filo

Anche perché le cose o si fanno in grande o niente proprio.

Zoolander – secondo tempo

- Cosa facciamo quando cadiamo da cavallo?
- Risaliamo in sella

Nulla è una fine perchè ogni fine può sempre essere la base per qualcosa di nuovo e diverso.
Keith Haring, Diari 

Ciao Papà

Se potessi far tornare indietro il mondo 
Farei tornare poi senz’altro te 
Per un attimo di eterno e di profondo 
In cui tutto sembra, sembra niente è 

Per cinque mesi ho tentato di tenerlo fuori da questo blog, ma oggi davvero non ce la faccio.

La sfida finale

In caso di grave crisi internazionale, come successe per l’iperinfalzione degli anni ‘70, i beni rifugio rappresentano da sempre una importante garanzia. E soprattutto danno la certezza che qualsiasi cosa potrebbe succedere, una parte del patrimonio rimane tesaurizzata
Se ciò è vero, e abbiamo articoli su articoli dei più autorevoli quotidiani economici internazionali, è altresì vero che il discorso può essere perfettamente traslato alle crisi derivate dalle esperienze personali.
Un po’ come Picasso che  passò per il periodo blu, rosa, africano, analitico e sintetico, io passo, con l’agilità di un levriero inglese ad accumulare beni rifugio in quantità più che maggiori alla reale capacità del mio armadio ormai allo strenuo delle forze. E non c’è legge dell’impenetrabilità dei corpi che tenga.
Sono passato per il periodo scarpe in cui, come sognante e spregiudicata Carry Bradshaw, appagavo i miei bisogni compulsivi invece di agognare gli oggetti del desiderio appannando e bagnando di bava le vetrine dei negozi.
Poi c’è stato il momento intimo di cui ho un meraviglioso ricordo delle commesse di Intimissimi e Yamamay e di uno dei negozi più ricchionici della città, che si appostavano fuori al negozio per chiamarmi appena mi intravedevano in lontananza. Ricordo tangibile sono le decine di magliettine, slip, boxer e pantaloncini con tanto di cartellino attaccato.
Il periodo maglietta è qualcosa di ormai costante a cui riconosco le caratteristiche di una immobilizzazione materiale.
Per il momento borse & zaini invece c’è un discorso a parte. E’ come una tassa, un sorta di una tantum indispensabile. E poco importa se per essere acquistata mi invento i più svariati motivi. Ad esempio ho comprato quattro borsoni per quel luogo ormai mistico che alcuni chiamano palestra. Chissà se esisterà davvero.
La botta giubbino arriva invece a inizio saldo invernali dove, incurante di prossime mode, si compra la qualsiasi purchè carino e mettibile con indumenti che necessitano di essere ancora comprati. Vige la regola universale: shopping chiama shopping.
Il periodo jeans invece è il frutto di uno studio finale di politiche di ricerca e sviluppo incrociato. Con un occhio al trend futuro e alla possibilità di rimettere in vita una vecchia moda. L’ho capita solo io questa.
Il punto dolente è il momento accessori vari, ossia la costante di equilibrio di una vita.

Ed è proprio per bilanciarmi che, spinto da un attacco latente di voglia di cambiamento mi sono diretto verso l’ottico per il cambio di paio di occhiali da sole orientandomi, come ogni anno, al tentativo di acquisto di una mascherina in cellulosa (plastica rigida) non tanto cafona (se, lallero!).
L’acquisto dall’ottico è come il taglio di uno stylist: infame.
Si è nel negozio e tutto brilla di luce propria, proviamo due miliardi di occhiali che vengono divisi nella pila dei “si”, dei “forse”, dei “no”, e dei “questi non me li fare proprio provare vade retro” per poi passare alle semifinali e alle finali, sceglierne uno, comprarlo, uscire dal negozio e dire “che cazzo mi sò comprato?”.
Dallo stylist è uguale: due secondi prima, agli specchi magici del salone e tutto perfetto ma quando si esce e ci si specchia su una vetrina pare che ci siamo andati a tagliare i capelli da un “Edward Mani di Forbice” in crisi epilettica e sotto droghe.

La mia personalissima finale dell’occhiale tamarro, perchè non c’è niente di meglio di un occhiale tamarro diciamolo, è stata tenuta da un appassionante corpo a corpo che ha toccato i più alti livelli di trash.
Dolce & Gabbana con scudetto in fronte vs Dolce e Gabbana con bandiera dell’italia a tutta fronte.

Manco ai tre giorni del militare

Oggi, in un atroce tentativo di prendere un po’ di sole in una città trasformata in un esodo biblico senza guida alcuna (perché almeno quando il popolo ebraico uscì verso la Palestina attraverso la penisola del Sinai aveva Mosè, a Napoli c’è il caos cosmico), tra un bagno in una piscina che sembrava una metropolitana giapponese e una sauna dove non c’era manco mezzo posto sul soffitto, ho ben deciso di farmi un bellissimo e solitario massaggio relax da 40 minuti.
La massaggiatrice relax, secondo il mio personale punto di vista, dovrebbe essere un incrocio tra una mummia, una sordomuta e una guaritrice dal tocco terapeutico che appena mette un dito su una qualsiasi parte del corpo sia in grado di provocare un estatico crollo fisico e mentale.
Ecco, la mia era la sorella gemella di Veronika di Lucia Ocone che, per tutta la seduta, è stata colta da una attacco di logorrea in cui ha unilateralmente tentato di convincermi a:

- Evitare latticini e salumi. Hanno troppo sale che si accumula negli eccessi adiposi.
- Mangiare carboidrati la mattina, pochi perché sono fondamentali, e proteine a fottere la sera. Perché se no si accumula solo massa cattiva che a noi ragazzi va a finire sulle maniglie e alle ragazze sulle cosce.
- Mai osare addentare dolci e fritti dopo l’alba. E’ la pesta nera per la linea
- Bere una bottiglietta di acqua Uliveto alla quale si tolgono due bicchieri di acqua per sostituirli con succo di limone. L’utilità me la sono persa.
- Andare a correre almeno 3 volte a settimana e, negli altri giorni, usare una mazza di scopa da far roteare intorno al busto per sciogliere il punto vita. Che io mi sia già visto come una fantastica majorette che lo dico a fare.
- Dulcis in fundo mi ha chiesto, toccandomi l’addome, di intestino come andassi

Praticamente un opuscolo del Ministero della Salute umanizzato.

A questo punto ci mancava solo che mi facesse un esame della prostata in day hospital per stare a posto.

Marina Rei – Sorrido

 

L’unica spiegazione è che Carmen Consoli si sia impossessata di lei.

Trova le differenze

 

Una roba allucinante: Stesse immagini riproposte pari pari in diversi film della Disney.

Non c’è tempo per lo spaparanzo

Oggi, in otto ore di riunione  su Creatività e Innovazione con sette cape diverse, ho sommamente condiviso dal mio palchetto personale  nozioni fondamentali di:

- Kung Fu Panda con collegamenti alla filosofia orientale di Goku, “Hero” e “La foresta dei pugnali volanti”.
- La bomba nucleare che ha modificato radicalmente il concept dei più importanti protagonisti dei cartoni animati giapponesi disegnandoli come un popolo di orfani di padri e madri.
- Mazinga Vs Yattaman, ossia uno stesso format che trae le sue origini dal teatro greco.
- L’aborto e il voto alle donne con i loro sconvolgimenti devastanti: “Gira la Moda” e le collezioni di Barbie. 
- Il differente approccio emozionale dei Puffi, dei Gormiti e gli Exogini con un rapido excursus sulle figurine Panini e gli “Stick & Stack”.
-  La filosofia di Harry Potter e le sue interrelazioni su Facebook.
- Lo spin off e i pinguini di Madagascar

Praticamente mancava solo che parlassi delle coreografie di Pamela Petrarolo a “Non è la Rai” per far capire anche ai muri le mie inclinazioni sessuali.

C’è bisogno di leggerezza

    

O anche solo di sculettare un po’ appena parte nell’iPod.

Cioè questo pare un film di M. Night Shyamalan

 

Già son fuori al cinema, ovvio.

Non la si può lasciare due secondi da sola

La badante, che continua a girovagare per casa minando le basi non più tanto solide del nostro esaurimento nervoso, in un’attimo in cui è stata lasciata da sola a causa di una nostra fuga volontaria da lei medesima ha deciso, visto che domani dovrà festeggiare la cugina e un’amica, di darsi una passata di tinta.
Il colore scelto è una via di mezzo tra JemMemole e Lingonsylt.
In pratica è una groupie 59enne dei Tokio Hotel

SuperM, con una faccia da Niles, le ha detto che sta benissimo. Questo è odio allo stato puro.

On air da Londra

 Fantasticoso Mozzafiatante. *_*