Visto che oramai la botta l’ho fatta

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Luglio 24th, 2008

E se a questo punto, dopo un periodo di stress interminabile, me ne andassi un pochino in vacanza?
Sono arrivato al punto che quando apro il frigorifero, il latte scaduto mi sfotte che sono più bianco di lui. Ed in effetti ha pure le sue ragioni visto che la mia media di mare e sole è drasticamente calata da ogni-santissimo-weekend-non-ci-sono-proprio-cazzi a un-bagno-a-maggio-col-brutto-tempo-ed-è-pure-assai.
Tanto tre settimane e son di nuovo con le mie chiappe secche su questa sedia.
Anzi, facciamo 4 settimane e non se ne parla più. Una, ovvio, è per riprendermi. Sempre se non sbatto a terra prima.

Una piccola preview della quarta stagione di ItalianPsycho: matrimoni, separazioni, viaggi, isole che spariscono, concerti di Madonna, incontri, circensi innamorati, scontri, uragani improvvisi, trasferimenti momentanei e improvvisi, la vittoria alla casa bianca, lavori, paracadutismo e tanti cambiamenti.
Tutto questo e ancora di più. Meglio della Fox. Si ok, ho fatto la solita confusione, ora però non mettiamoci a fare i pignoli.

Gatto Rognoso, bel gattone, tu puzzi come un caprone

Posted in Isteria Personificata by ItalianPsycho on the Luglio 5th, 2008

So di essere in ritardo, ma tra partenze e ritorni qua non si è capito più niente. Tutta colpa del jet lag manco fossi andato a Palm Springs. L’età non aiuta più, lo dico sempre.
Come dicevo un po’ di tempo fa, se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. In questo caso, la montagna era Cats che è arrivato a Caserta per il suo ultimo e definitivo, si come no, tour.
Tutto è cominciato con IsteriaPersonificata che avrebbero di sicuro portato ad una organizzazione calma
e serena. Già dalle 8 del mattino, infatti, si rincorrevano sms del tipo "che ansia", "a che ora ci vediamo", "dobbiamo arrivare puntuali", "devo ancora ripetere le canzoni", "sono emozionatissimo".
Appuntamento per le 19 prontamente spostato alle 19.30 per ovvi problemi lavorativi: IsteriaPersonificata comincia ad avere la schiuma alla bocca.
Prendiamo gli altri che non si fanno trovare dove dovevano essere: IsteriaPersonificata è colpito da un mancamento e gli occhi gli si rigirano all’indietro.
Alla richiesta di fermarci ad un baretto per mangiare e prendere una cosa da bere, mi lancio col defibrillatore su IsteriaPersonificata gridando "libera! libera!".
Apro una parentesi del viaggio in macchina dove in cinque siamo riusciti a riversare una quantità di bile da fare impallidire un camion cisterna. Perchè noi siamo tutti molto calmi, ci vogliamo tutti tanto bene e ci sappiamo relazionare con gli altri. Ma soprattutto non ci facciamo un fegato tanto per situazioni che si ripropongono anno dopo anno in tutta la loro interezza.
Finalmente arriviamo alle 20.45, tappa al merchandising dove Isteria compra in fretta e furia un cappellino e un tour book.

ItalianPsycho: Scusa ma perchè compri il cappellino, non ne hai già 40?
IsteriaPersonificata: Vabbè ma era a 5€.
ItalianPsycho: Si ma tu sempre una testa tieni…

Che poi parlo io che quasi ad ogni musical compro la maglietta e faccio l’amico di Maria in casa. Ho già quella di "Grease", "Footloose", "Fame" ed ora anche quella di "Cats". Taglia baby. Mi sta di un bene ma di un bene, che lo dico a fare.

Insomma, comincia lo spettacolo. Nessuno sa niente eccetto IsteriaPersonificata che di lì a poco sarebbe asceso lui stesso al paradiso dei Jellicle al posto di Grizabella. La cosa comica è che lo spettacolo è stato tutto in inglese a cui sono stati tolti i sopratitoli perchè distoglievano l’attenzione dalla scena. Della serie, ‘azzi vostri.
Meno male che il nostro fido Isteria ci ha dotato un bel mappozzo di foglietielli con la storia del musical, la sinossi e le note critiche di Andrew Lloyd Webber. La classe non è acqua.
Ma passiamo allo spettacolo partendo dalla scena che è una enorme discarica. Un pò pochino lo ammetto ma grazie a delle luci stratosferiche, sembra sempre che la scena cambi ad ogni cambio di musica. In Italia ce la sognamo una cosa così.
Gli attori sono esageratissimi: fisici pazzeschi quasi da atleti, bravura infinita, voci da urlo, trucco da paura, coreografie magiche e musiche favolose….insomma anche qui, ripeto, una cosa così ce la sognamo. Non capisco quali pene dobbiamo ancora scontare visto che a noi è toccato il tour di 9 mesi di "A un passo dal sogno" mentre in Inghilterra e in qualsiasi altro luogo del globo ci sono dei musical da capogiro.
Da menzionare il fattaccio dei nomi dei gatti che, per uno come me che era alla prima visione, impararli al volo al volo era qualcosa di impossibile. Ecco perchè, per la gioia di Isteria, ho prontamente ribattezzato i gatti per memorizzarli in modo rapido ed indolore: Macavity era diventato Malkovich, così come Demeter e Bombalurina erano rispettivavemente Desdemona e Bambulella, poi diventata bomba-all’-urina.
Ovviamente il "Memory" finale è stato un momento davvero molto toccante che ha generato il più grande applauso all’interno della reggia.
Insomma, da rivedere assolutamente più e più volte. Ops, è terminato. Mannaggia.


Segreti (in)confessabili #2

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Luglio 4th, 2008

Ho una passione smodata per i ragazzi tutti storti.

Sopra, Luca Dirisio, un chiaro esempio a cui va tutta la mia assoluta ammirazione carampanica.

I bei incontri che si fanno in treno

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Luglio 3rd, 2008

Ogni qual volta mi trovo sul binario di Piazza Garibaldi in attesa di prendere un treno sono sempre assalito da due sentimenti contrastanti: da un lato un terrore autentico e puro per dover condividere lo scompartimento, per un periodo di tempo che va da un minimo di due ore ad un massimo di otto, con un gruppetto di figuri uscito da un film di Kusturica (perchè non si può sempre stare con l’iPod nelle orecchie o con la testa buttata dentro a "Mi raccomando: tutti vestiti bene" di Sedaris o con lo sguardo perso verso l’orizzonte anche se l’orizzonte è l’interno di una galleria infinita), dall’altro provo una gioia immensa perchè inganno il tempo blocchetto e penna alla mano e prendo appunti per un post come questo.
Ecco, in rapida rassegna, chi ho incontrato tra andata e ritorno.

IL NARCOLETTICO
Il viaggiatore da me più invidiato perchè appena si diede l’occhio gli diventa lucido e mezzo secondo dopo è lì con la bocca spalancata che meriterebbe un bel ragno in bocca come il miglior cartone animato che si rispetti.
Il narcolettico era caruccio assai, aveva quel che di trucido che non guasta mai che si è palesato in tutta la sua prorompente tamarraggine quando, arrivato a Roma, ha mugugnato qualcosa di ingnoto alla fidanzata via cellulare mentre si grattava il pacco inserendo fino a metà avambraccio all’interno del pantaloncino.
Dettaglio di non poco conto, era compeltamente depilato. Praticamente un maialino d’india che faceva "uè uè". Visto che anni fa, sul mercato dei giocattoli, uscì con grande successo l’orso parlante Ciro con la sua tipica parlantina napoletana e la cravattina col golfo di Napoli disegnata, direi che a questo punto potrei giocare la carta di un maialino d’india tamarro. Sarà un successone, lo so.

LE VECCHIE COL MORTO NELLE VALIGIE
Uno le vede belline che salutano educatamente, si accertano se i posti siano effettivamente quelli o meno, offrono i loro giornaletti dal gossip più infimo finchè decidono di posizionare le valigie sulla grata superiore e, con sguardo languido e sofferente con optional di "uh, ah" vari, costringono ad aiutarle.
A me va pure bene, si deve essere sempre pronti e gentili con le vecchiette, fare attraversare la strada, portare la spesa, salire 5 piani e sbloccarle l’attenzione, trovare un numero di telefono, caricare i bagagli. Così come si deve sempre essere pronti a ridere se scivolano in mezzo alla via, ma questo è un’altro paio di maniche ed è qualcosa che non riuscirò mai a tenere a freno.
Dicevo che bisogna aiutarle. Si certo. A meno che non decidano di riempire le valigie di mattoni e pietre. Manco fossero salite a Massa Carrara. Mortacci loro.

LA SUORA
Non chiedetemi come sia possibile ma le suore si stanno sostituendo ai giapponesi. Anzi diciamo le cose con ordine: I napoletani si sono sostituiti ai giapponesi, e le suore si sono sostituite ai napoletani.
Comunque io avevo l’iSuora: iPod nelle orecchie e cellulare di ultima generazione. Mancava cacciasse il portatile da sotto il gonnone e poi sarebbe diventata amica mia.

LA FRANSCESE INCAZZOSA
Io odio i francesi, è una cosa nota a tutti oramai. Però quando l’ho vista che educatamente ha implorato aiuto per ricaricarle il telefono cellulare perchè doveva telefonare alla mamma, ammetto che mi si è stretto il cuore ed ero lì lì pronto a ricredermi sui francesi spocchiosi, snob, maleducati e sprucidi. Anzi, ammetto che il primo istinto che ho avuto è stato dirle "Potevi mandarmi quel manzo altro 8 metri del tuo fidanzato, no?".
Ma comunque ero lì a caricarle una Tim accorgendomi che, in effetti, le operatirci parlano troppo e rincoglioniscono con le loro offerte quando è arrivata un’americana che reclamava il posto dove era seduta la fanciulla francese. Ero lì per spiegarle che di lì a 1 minuto sarebbe andata via quando la francese ha esordito con un gentilissimo "Wait a minute, shit!" allargando le mani e sventolandone una all’americana. Il tutto prima di rivolgersi a me con un sorriso a 2000 denti.
E lì mi sono ricordato perchè odio i francesi. Io l’avrei presa per quei quattro capelli unti e trascinata dalla carrozza 1 alla 11 andata e ritorno con pausa caffè al bar. Ma vabbè.
Va via ma dopo 5 minuti ritorna con un bigliettino ed una penna chiedendomi qualcosa in francese, dopo averle spiegato che la mia espressione da mucca che guarda i treni era dovuta alla mia completa ignoranza della lingua francese, mi rispiega in francese cosa voleva. Di nuovo. Di nuovo. E di nuovo.
Dopo il mio quinto "I don’t speak french" credo che abbia capito mandandomi elegantemente affanculo con tanto di dito medio allegrotto.

LA FRANSCESE CHE VOLEVA SOCIALIZZARE
Io guardavo il panorama, lei guardava il panorama e mi sorrideva. Io guardavo il cellulare, lei guardava il suo e sorrideva. Io leggevo, e lei leggeva la sua inquetante "Guida all’Italia a piedi". Io volevo fare un video del mare elei sorrideva inclinando la testa.
Sono persone come questa che vanno ad ammazzare la gente per poi indossare il panama e prendere l’aperitivo in piazzetta, che si sappia.

I SICILIANI
C’era Pippo e Carmen. Carichi di tutto. Arancini, cassate, cannoli, radioline, melenzane, peperoni….di tutto. Vederli era uno spettacolo.
C’è mancato tanto così che non indossassi camicia bianca e bandana rossa al collo e mi mettessi a cantare "ciuri ciuri".

Diamonds are a blog’s best friend

Posted in Blogpalla by ItalianPsycho on the Luglio 3rd, 2008

C’è che c’è un contest che gira, il Brillante Weblog 2008. Praticamente è un premio che viene assegnato a siti e blog che risaltano per la loro brillantezza, sia nel contenuto che nel design.
Due l’li ho già vinti grazie a Phoebe e LBetty che sono state così carine da premiarmi, l’altro invece è ancora sottoposto a votazione ed è stato messo su da Pero. Indi per cui, se volete fare clic e darmi un voto premete qua, altrimenti cliccateci comunque e votate per gli altri per ovvia preferenza alternativa o semplicemente per sfregio.
Insomma fate questo in memoria di me.

E nel frattempo nomino gli altri brillanti, andate e moltiplicatevi:
Consorzio Manzetti
Joshua Neumar
Gipris
Drink Pop

Greenvich Village
Viola Scintilla

Dovrebbero essere sette ma non ditelo a nessuno. Shhh.

Serate che si pensa di non dover organizzare mai

Posted in Ripensamenti by ItalianPsycho on the Luglio 2nd, 2008

Trovo di una comicità infinita il fatto che, per impossibilità sopravvenuta altrui ma forse più semplicemente per levarsi da mezzo alle botte, io sia stato messo a capo dell’organizzazione per un addio al celibato.
Ma la cosa ancora più comica è l’ostinarmi a proporre un locale di lap dance, privè e spogliarelliste perchè "Iamm, un addio al celibato senza la spogliarellista che ti sbatte in faccia tette e culo a cui devi mettere i soldi nei microperizoma non si è mai visto!".
Detto da uno che praticamente starà tutta la serata completamente ubriaco e con le mani davanti agli occhi ma che preferirebbe di gran lunga andare all’addio al nubilato per sapere i dettagli sull’abito e sulle decorazioni a tavola e in chiesa, poi…è tutto un programma.

Mamma mia, here I go again, my my, how can I resist you?

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Luglio 2nd, 2008

London, last week.

E come siamo delicati….

Posted in Avviso by ItalianPsycho on the Luglio 2nd, 2008

E’ ormai assodato che il mio pc sia colpito da una congiunzione astrale negativa che lo porta a fondersi ogni anno nel preciso e critico passaggio tra giugno e luglio.
Non so ancora se è stato un semplice dispetto per averlo lasciato solo a se stesso decidendo autonomamente di punirmi in questo modo o se ha avuto un collasso dovuto alla temperatura vicina al nucleo del sole che caratterizza casa mia.
Neanche averlo aperto, sventrato, spolverato e messo in scia del ventilatore ha avuto alcun effetto se non quello di modificare il già di per sè strano "Bip Bip" iniziale in un inquietante e poco promettente "Bop Boooooop". Anche qui non so se rientra nel discorso punitivo di cui sopra o se è per colpa dello Svelto Sgrassatore Universale (ottimo!) che ha mandato in corto ciò che già poco funzionava. Ma non è colpa mia se l’interno del pc sembrava il sacchetto dell’aspirapolvere dopo non averlo cambiato per due anni!
Ora sto pensando di svoltare e tagliare il filo blu. O mi si innesca il C4? Ah no, questo non è Lost.
Più o meno.

O si innamora o si trasforma in rana

Posted in Deliri by ItalianPsycho on the Giugno 24th, 2008

L: Che stai facendo?
IP: Ma niente di che, ho appena finito di vedere la seconda parte di "Caffeine" quando ho messo su Italia 1 e il dj della notte parlava di "Battle without honour or humanity" dei Tomoyasu Hotei dicendo che è una delle canzoni della colonna sonora del famosissimo film di Tarantino: "Bill Kill". Un’istigazione a sfasciare la tv.
L: E non ti è ancora venuta la schiuma alla bocca?
IP: No, ho retto il colpo. Uh, metti su Rai Due che ci sono i Ricchi e Poveri che cantano "Mamma Maria"!
L: Ah si guarda, sto proprio già cambiando.
IP:
"due guance rosse, rosse come meeeeeeeeele", che peccato cantano in playback.
L: Beh, d’altra parte sono sulla cresta dell’onda.
IP: "
E poi ti dice solo cose beeeeeeeeeelle".
L: E poi comprendi pure che quando erano famosi loro c’erano solo 5 note, devono mettersi al passo…

Mi sembra chiaro che in realtà io venga semplicemente istigato.

Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street

Posted in PsychoMovie by ItalianPsycho on the Giugno 23rd, 2008

Con ritardo stratosferico sono riuscito a vedere l’ultimo film di Tim Burton che, sebbene avessi anche scaricato quelle due o tre volte in ogni formato possibile ed immaginabile, ho preferito attendere la data di uscita ufficiale del dvd per acquistarlo e vederlo con tutti i crismi su un lcd 42” con il volume a manetta che mi scompigliava i capelli. D’altra parte si tratta di Tim, mica pizza e fichi.
Essenzialmente il film è il rifacimento del pluripremiato musical scritto da Stephen Sondheim e basa la sua trama su
una sanguinosa vendetta di un barbiere contro l’uomo che lo ha ingiustamente imprigionato per separarlo dalla sua famiglia. Il tutto immerso in una meravigliosa Londra vittoriana malsana, plumbea così cupa ma così realistica che giustifica pienamente l’oscar a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.
Tim Burton abbandona completamente l’atmosfera da fiaba di Big Fish per strizzare l’occhio un po’ alla sete di vendetta della Sposa di Tarantino, un po’ al genere splatter in generale con litri sangue impazzito che schizza a profusione in ogni dove e un po’ al musical degli anni 70.
Si dice che dietro ad un grande uomo ci sia sempre una grande donna e questo è ciò che sintetizza al meglio il film. Perchè se da un lato il protagonista indiscusso è il barbiere con la sua sete di vendetta, dall’altro
troviamo la splendida Mrs. Lovett che in qualche modo contribuisce al suo successo, rendendogli la vita più semplice diventando una perfetta compagna di crimini sfornando degli ottimi pasticci cucinati con la carne delle sue vittime.
La trama regge perfettamente con tanto di colpo di scena finale e Burton, se possibile, ha nuovamente superato se steso. Anche se eviterei il contronto del tutto inesistente con "La fabbrica di cioccolato" a cui, non finirò mai di ripeterlo, preferisco senza dubbio la versione del 1971 con uno spettacolare Gene Wilder. Ma non tutte le ciambelle riescono col buco, si sa. Anche Fincher con "Panic Room" cadde miseramente.
Forse l’unica pecca sono le canzoni di richiamo non così immediato, ma possiamo anche trascurare il "problema". Non siamo mica davanti a Moulin Rouge!.
Insomma, promosso a pieni voti. Ed io attendo già con trepidazione il suo "Alice nel paese delle meraviglie".

Segreti (in)confessabili #1

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Giugno 23rd, 2008

Non ho mai saputo fare il nodo alla cravatta.

Per me è sempre stato un mistero quasi quanto cosa facessero gli americani nell’Area 51 o il perchè i ragazzi dovrebbero indossare magliette e pantaloni dorati.
Munito di buona volontà, internet e YouTube, ho superato facilmente l’ostacolo nonostante il gatto mi si lanciasse addosso ad ogni mio tentativo di annodamento. Dovrei solo affinare la tecnica di quando giro due volte il lembo grosso attorno a quello piccolo visto che sembra tanto stia per uscire da un momento all’altro un cappio da impiccagione. Però assicuro che il risultato finale è ottimo.
Ok, c’è pure un po’ da lavorare sulle lunghezze, ma ho tempo fino a sabato. Potrei quasi imparare anche la tecnica per il Windsor che già amo solo per il nome.

E’ ancora memorabile quando a 18 anni, non riuscendo in pieno luglio a trovare nessuno che mi facesse il nodo, accostai il motorino accanto ad un camion della spazzatura e chiesi aiuto al monnezzaro che mi guardò come se gli avessi chiesto una dose di cocaina di quella buona.

[Sto diventando grande, lo sai che non mi va. A a a.]

Top five delle cose che amo dell’estate

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Giugno 21st, 2008

1. Partire la mattina quando la città dorme ancora verso una direzione sconosciuta e finire in quei borghetti medievali che mi fanno commuovere per le casette da favola di Andresen e per le viuzze piccole, tortuose e nascoste.
2. Trascorrere una splendida giornata di mare, stendersi sul lettino addormentarsi con l’mp3 nelle orecchie ascoltando "Blunotte" e risvegliarsi al tramonto mentre Damien Rice mi canta "Cannonball".
3. Un Mojito sulla spiaggia, con i granelli che si infilano tra le dita e la condensa che si crea sul bicchierone.
4. Camminare a piedi nudi sull’erba appena tagliata.
5. Le panzelle metropolitane dei ragazzi che si intravedono quando le magliette si sollevano impercettibilmente per aggrapparsi ai sostegni o per rispondere al cellulare.

Back to the past: la maturità

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Giugno 19th, 2008

Un pò è colpa di Dave che ha scitto un post sulle tracce di quest’anno che sono una fuffa che non ci si immagina manco lontanamente e un pò è per colpa del post amarcord di Lord sul suo esame di maturità. Fatto sta che anche a me è tornato alla memoria nonostante lo avessi volontariamente chiuso in un cassetto a quadrupla mandata insieme a tutti e 5 gli anni trascorsi del liceo. Ma andiamo con ordine.

LA SCELTA DELLE MATERIE
Prima materia: Fisica.
A me piacevano troppo le materie scientifiche. Avrei portato anche matematica all’orale se avessi potuto. O anche Geografia astronomica se la nostra professoressa ci avesse costretto a non sceglierla per nessun motivo al mondo dato che aveva prenotato un bel viaggio in un periodo di malattia farlocca a cavallo della fine della scuola. Poi diciamo che amavo platonicamente il mio professore di matematica e fisica, soprattutto quando decise di presentarmi con 9. L’anno dopo andò in pensione e si sparò in bocca, ma credo che i due fatti non siano collegati.

Seconda materia: Italiano.
La professoressa mi odiò. Ricordo quando le dissi che portavo la sua materia e alzò il sopracciglio, abbassò gli occhiali fumè da Gina Lollobrigida, scosse la chioma verde cacata di piccione e disse "ma perchè proprio italiano?" per poi presentarmi con un tristissimo 6. In realtà l’odio era reciproco da 3 anni, da quando io, scrittore in erba, venivo valutato sempre con un fetente di 6 meno meno. E poi odiavo i temi che lei dava perchè nonostante si frusciasse che offriva delle valide alternative a quello di letteratura, in concreto sparava roba del tipo "la necessità dell’educazione civica in un più ampio contesto socio-politico". Ma ricordo ancora il 7 e 1/2 che mi diede con sdegno sul tema dell’incomunicabilità dove mancava solo che aggiungessi un "si, sono frocio". Tant’è che da quel momento mi indicò come una persona dalla spiccata sensibilità e senso pratico. Il senso pratico non l’ho capito. O forse si.

LO SCRITTO
Primo scritto: Italiano.
Il membro interno mandò l’aiuto-preside a fare le fotocopie delle tracce da distribuire e noi, che ne avevamo già ascoltato una prima lettura a voce alta, eravamo nel panico più totale e tentavamo disperatamente di trovare qualcosa sull’indice dei 2000 temari che nascondevamo in ogni dove.

Traccia 1
"
I continui successi delle scienze, in particolare della medicina, offrono la possibilità di raggiungere risultati finora insperati, creando nuove condizioni di salute e benessere. Impegnativo e delicato si fa però il lavoro dello scienziato, sul quale incombe la responsabilità di conciliare l’irrinunciabile principio della libertà della ricerca con l’esigenza di evitare i rischi connessi ad eventuali manipolazioni, soprattutto nel campo della genetica. esponete le vostre riflessioni in proposito adducendo la necessaria documentazione."

Cioè, una traccia del genere quando non si sapeva niente di niente di genetica se non di una pecorella Dolly appena clonata e dovevamo pure addurre la necessaria documentazione? Fantascienza.

Traccia 2
"Il romanzo italiano dell’Ottocento. Analizzate questo genere letterario facendo riferimento alle vostre letture e con opportuni rinvii ai testi".

Fattibile, peccato che noi avessimo studiato per tutto l’anno il 900.

Traccia 3
"Ricostruite il quadro politico ed economico-sociale dell’Italia alla vigilia della prima guerra mondiale, soffermandovi sugli orientamenti del governo Giolitti, sulle scelte da esso compiute e sulle conseguenze che ne derivano nella vita politica italiana di quegli anni".

A noi che non avevamo mai studiato storia e filosofia e avevamo delle lacune che manco la fossa delle marianne.

Traccia specifica
"La scienza avanza attraverso la formulazione di teorie ed ipotesi sempre affidate alla sperimentazione ed alla verifica, alla costante insoddisfazione rispetto a facili certezze. Regola fondamentale di un comportamento scientifico rimane quindi il dubbio, che impone la necessità di una continua ricerca della verità. esponete le vostre riflessioni con riferimenti alla storia delle scienze e alle vostre esperienze di studio, adducendo la necessaria documentazione".

Eeeeeeeh? Questo me lo sogno ancora la notte. Altro che temi sulle mail e gli sms o sulla condizione della donna o la tresca gay di Montale.

Alla fine scelsi la traccia storica per un motivo: all’orale potevo sboronare e dire che trovavo utile spaziare da materia a materia invece che fossilizzarsi solo ed esclusivamente su ciò che portavamo. Fare un tema di letteratura era facile se si portava letteratura all’orale, fare un esame di storia lasciava intendere che si era ferrati in più campi.
In realtà trovai in un temario con una traccia quasi tale e quale.

Secondo scritto: Matematica.
Organizzammo una perfetta disposizione geniocentrica dei posti che venne studiata a tavolino da tutti e accettata all’unanimità. Dai 4 banchi centrali occupati dai geni matematici dovevano defluire le soluzioni dei quesiti agli altri disposti a circonferenze crescenti e occupati secondo una perfetta gerarchia di voti. Da quelli che sapevano di più, fino agli scarsoni che stavano all’esterno. Un capolavoro dell’ingegno studentesco.

L’ORALE
Primo della giornata mi presentai alle 7, bello carico di camomilla e di una tripla dose di uno psicofarmaco calmante. Perchè io agli orali mi sono sempre agitato più del previsto e volevo evitare di fare scena muta o cominciare a balbettare come un imbecille.

Italiano: la professoressa esterna partì col farmi vedere il risultato del tema e mi chiese come mai avevo trattato così in generale l’argomento delle conseguenza politiche. Dissi che altrimenti mi sarei dilungato troppo nella singola analisi delle innumerevoli conseguenza che avrebbero portato solo ad allontanarmi dalla traccia che era, di base, un qualcosa di generale. Lei mi guardò. Io la guardai. Lei sorrise. Io sorrisi. Lei aspetava che dicessi quali erano le conseguenze. Io sorrisi ed esclamai un "Possiamo inziare prima con Dante?". Un paraculo stratosferico.

Fisica: a fine esame mi alzai per andare di fronte alla prof di Fisica, una che si era laureata ieri, e Patapàm, lungo lungo a terra. Il calmante aveva fatto perfettamente effetto e mi aveva addormentato completamente le gambe che non sentivo assolutamente nulla. Tutti accorsero e chiesero se volessi prendere aria o fare un giro ed io dissi "beh si, se vi trovate anche una sedia a rotelle in più, io un giretto me lo farei…". Strisciai fino alla sedia e mi sollevai per sostenere l’esame. Tutti volevano che mi fermassi, che mi facessi vedere da qualcuno, ma io niente. Stoico feci l’esame mentre mi massaggiavo le gambe per riattivare la circolazione. Comico che manco Benny Hill.

Ok, ora basta che mi è già risalita l’orticaria.

David Beckham per Armani

Posted in Markette by ItalianPsycho on the Giugno 19th, 2008

Di questa foto adoro l’assoluta nonchalance della posa che non ha minimamente intenzione di shakerare gli ormoni con quel salsicciotto in primo piano che non richiama assolutamente l’attenzione.

Già c’è il caldo, poi ci mettono pure ’sti mega cartelloni con Beckham. Sarà un’estate difficilissima.

Dimenticavo! Grazie ad Elisabetta per la foto!

Io non è che voglio mettere il dito nella piaga

Posted in Isteria Personificata by ItalianPsycho on the Giugno 19th, 2008

Ma voi mangereste mai una roba così?

Giusto per capire se sono io che col tempo sono diventato tremendamente acido e schizzinoso.

L’imperdibile accessorio estate 2008

Posted in Roba Gay by ItalianPsycho on the Giugno 18th, 2008

Isteria Personificata, e chi altrimenti, ha scovato l’accessorio da borsetta per l’estate 2008: Le caramelle Flormenta.

La cosa che differenzia Flormenta dalle altre caramelle è il packaging: pensate per un target prettamente femminile, la scatola in alluminio contiene uno specchietto che lo trasforma in un accessorio per il make up.
Ci sarà il piglia piglia tra i gay, ne sono certo.

Solo non si vedono i due liocorni

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Giugno 17th, 2008

La mia adolescenza è stata da sempre caratterizzata da una smaccata privazione riguardante gli animali domestici. Per chi se lo fosse perso, le linee guida le trova qui.
Se in passato desideravo ardentemente un qualsiasi animale a cui offrire il mio smisurato affetto, con il passare del tempo ci ho fatto l’abitudine e l’idea di possedere una qualsivoglia bestiola d’appartamento è passata in secondo piano lasciando il primo posto allo studio delle coreografie di Pamela nell’ultima edizione di "Non è la Rai" quando fecero fuori Marina Cinti.
Tre mesi fa me ne stavo per il fatti miei a vedere un bel dvd quando bussò la porta, andai ad aprire e trovai SuperM con in braccio MiniPsycho, figlio di una cucciolata infinita che cercava casa. Io non lo volevo e non lo volevo ma non c’è stato lamento di sorta e ci siamo ormai abituati ad avere un coinquilino scodinzolante per casa.
Tre giorni fa me ne stavo per i fatti miei a concludere un progetto quando sentì bussare alla porta, andai ad aprire ed era SuperM con un batuffolo di gattino di un mese scarso, trovato nel bel mezzo dellla strada nel mentre che stava per suicidarsi sotto una macchina.
Sebbene il gatto suicida mi facesse abbastanza gola io non lo volevo e non lo volevo.
Non lo volevo a tal punto che:

- Ha già marcato più volte il territorio proprio sulle mie bellissime pantofole rosse. Si, quelle che pareva avessi appena scuoiato babbo Natale.
- Si è ormai impadronito del mio letto. E’ inutile metterlo nella cesta, dargli una coperta, una pallina o un giochino con la campanella dentro. Il mio letto ha una capacità di attrazione più che magnetica.
- Quando mi stendo sul letto decide che il posto migliore dove stare è la mia pancia. Ovviamente correda il tutto con delle fusa che si sentono fino in Cina.
- Continua ad avere una spiccata propensione al suicidio. Adora i fili elettrici. Quelli del computer poi non ne parliamo, è il suo paradiso. Pure finisce fulminato.
- Lo sto addestrando alla perfezione. Se cammino mi segue combattendo le scarpe, se lo chiamo corre da me, se lo sgrido mi guarda inclinando la testa tipo pupazzetto Trudy. Si, ok parlo col gatto ma c’è bisogno pure di qualcuno che gli faccia capire le cose. SuperM per farlo stare buono gli dice "Cuccia!", non so se mi spiego. Che poi si mette pure a parlare e ad accarezzare la piantina di pomodorino se è per questo. Siamo in completa anarchia senile, lo so.
- Divide il suo tempo tra il sonno profondo e la pazzarìa più sfrenata. Corre a destra e sinistra per la casa e, non avendo ancora ben presente le distanze, va a sbattere contro le porte o i mobili per poi arruffarsi tutto come chissà quale nemico sia stato.
- Gli ho insegnato così bene a fare cacca e pipì che ora se la fa sulle mattonelle, come uno scemo è lì con la zampettina che cerca di coprirla.

- Non ha ancora capito di essere un gatto e quando si vede riflesso parte con una battaglia che manco su Tekken.

Ah, dimenticavo. Non lo voglio a tal punto che per la scelta del nome ho fatto il pazzo perchè gli fosse affibiato quello che volevo io.
Vabbè ma ho la scusante
: Silvestro, ribattezzato Silvy, non si poteva proprio sentire.

The pomodorino experiment #2

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Giugno 16th, 2008

"E’ vivo, è vivo, è vivo, vivo, lasciate fare a me, ciao caro, adesso ti libererò, il sedativo è pronto?"

Ora si tratta solo di capire se si tratti di gramigna o meno.

Pagina successiva »

Plin Plon. Avviso ai signori lettori
Questo è un Blog. Per chi non sapesse di cosa stia parlando vada ad informarsi su Wikipedia, per cortesia. A parte questo ci tenevo a dire che, checché se ne dica, non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62/2001. I marchi citati appartengono ai rispettivi proprietari. Così come per le foto di cui sono proprietario di un buon 90%.

DISCLAIMER
Questo blog è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi ed eventi sono frutto dell’immaginazione o vengono usati in maniera fittizia. Qualsiasi somiglianza con persone reali, vive o defunte, è puramente casuale. Se uno tiene la coda di paglia se la risolvesse da solo. Il tenutario del blog non è responsabile nè perseguibile per il contenuto dei commenti e collaborerà con le autorità giudiziarie per fornire tutti i dati in suo possesso, in caso di contenzioso, dovuto ai suddetti commenti registrati nel blog. Insomma, sò cazzi vostri.

LICENZE
Creative Commons License

CREDITS
Il banner e gli stickers sono stati fatti dalle mie manine sante, da una massiccia dose di Fotosciòp e dall'immagine di Jesar