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Archive for giugno, 2006

Mi è sembLato di vedeLe uno Psycho

Ok. Già alle otto del mattino mi sono arrivate 4 mail, 2 sms ed un commento.
Per non parlare delle telefonate a casa e sul cellulare.
Visto che sta diventando il segreto di Pulcinella a questo punto confesso.
Si, ieri sera ero proprio io a Lucignolo di Italia 1.
E con questo, ho davvero toccato la vetta del trash. O il fondo del barile. Fate un pò voi.

Del mio odio per le polpette

Il primo giorno di qualsiasi scuola è sempre stato, almeno per me, qualcosa di terrificante. Roba che me lo sogno ancora la notte. C’è chi sogna di cadere nel vuoto, di correre all’infinito, di non riuscire ad urlare in una situazione pericolosa, di fare una figura di merda clamorosa esami o di scopare come un riccio con Brad Pitt davanti e Orlando Bloom da dietro mentre Paris Hilton filma la scena. Ed io sogno il primo giorno di scuola.
Soprattutto quello della prima elementare.
Quei piccoli bipedi puzzoni, unti, strepitanti, piagnoni e portatori insani di pidocchi che corrispondono al nome di “bambini” rappresentano in tenera età la personificazione umana dell’esercito di Satana sulla terra.
Perché si sa che i bambini, soprattutto se piccoli, sono di una cattiveria unica e senza fine e si riuniscono in branco prendendo di mira il più debole senza alcuna pietà. Che poi le persone lo facciano ancora fatica a contenersi dal riversare cattiveria fino ad età pseudo adulta è un altro paio di maniche.
Quando ero piccolo nessuna scuola mi voleva. Non so se perché mi ritenessero un genio, un perfetto imbecille o un possibile serial killer. Opto per la terza. Si, perché da piccolo ero una belva umana. Roba da far impallidire Samara di “The Ring”. Il tutto finchè non ebbi come maestra una vera ed autentica puttana che mi trattava come se fosse stata Hitler, procurandomi tutta una vastissima serie di traumi. Oggi mi sono messo in privato e faccio da solo, vedete che progressi.
Ma non è di questo che volevo parlare. Ma del fatto che, alla tenera età di 5 anni compiuti, una scuola mi prese. Incredibile davvero. Tutti ci interrogavamo del perché. Il mistero fu subito svelato: ero in una classe di tamarroni disadattati che comunicano tra loro con l’antica lingua IsiZulu conosciuta dai più come Zulù. Inutile dire che quando mi si avvicinarono dicendomi “Ngubani igama lakho?” scappai terrorizzato per nascondermi dentro l’armadietto dei lavoretti.
E poiché ero una delle rare eccezioni di personcine perbene, dovevo essere punito a sangue.
Uno dei principali momenti socializzanti in qualsiasi tipo di scuola è stato da sempre l’intervallo. Una merenda mancata o sbagliata era in grado di distruggere l’immagine di un bambino. Il primo giorno di scuola mia madre mi diede come merenda un barattolo con n°8 polpette. I miei tentativi di lancio del barattolo vennero abilmente parati da mia madre che, all’epoca, aveva i riflessi di un ghepardo affamato. Mica come ora che le chiedo se esce e mi risponde che si, ha già chiamato il fioraio ed i calzini si devono dividere e mettere a posto. Bei tempi.
Al momento dell’intervallo quando la maestra disse di tirare fuori la merenda, osservavo terrorizzato gli altri. Ad ogni panino con la Nutella o merenda del “Mulino Bianco” con tanto di sorpresina del mugnaio bianco sudavo freddo. In una classe di Zulù loro avevano le merende normali ed io ne avevo una che adatta a sfamare un’intera popolazione Biafra di un paese africano. E, comunque, totalmente inadatta.
Timidamente cominciai a mangiare le mie polpette cercando di mimetizzarmi quanto più era possibile ma, in un nanosecondo netto, mi trovai accerchiato peggio di un popolo Masai intorno ad un cinghiale morente. Capii istantaneamente che era necessario un sacrificio umano. Il mio. Per potersi poi fiondare sulle polpette indisturbati.
Ma poiché anche da piccolo ero avanti anni luce feci, istantaneamente amicizia con una ragazzina, futura mia fidanzatina prima e lesbica poi, che con il suo fare da maschiaccio era sempre pronta a scagliarsi contro tutti per difendermi. Avete presente quelle camioniste lesbiche? Ok. Immaginatela di un metro e con i codini rosa. In breve diventò il leader della classe. Ed io, in cambio di un paio di innocenti bacetti sulle guance, divenni il suo ragazzo. E fui salvo.
Un’ottima contropartita.
Perché alla fine lo si deve ammettere. La scuola è come la vita: una giungla.
E Si deve sempre scendere a compromessi per pararsi il culo.
Io qua volevo arrivare. Ecco.

Mica per invidia

Che Francesco Arca sia un bel ragazzo, è innegabile. Come anche che abbia quell’occhio che incita ad uno stupro plurimo da rigirargli la testa di 360° meglio di Regan dell’Esorcista del 73. Se apre bocca perde un po’ punti, ma è una delle caratteristiche dei belli belli belli in modo assurdo.

C’è da spezzare una lancia anche in favore del fotografo Maurizio Montani che quando si tratta di ritrarre uomini riesce a far uscire la loro parte più sensuale e selvaggia. Proprio un bravo fotografo non c’è che dire.

Nuovi business

Accendo Msn e mi appare una finestrella per accettare un nuovo contatto. Chi sarà mai?
Un fan in preda ad una crisi carampanica? Un corteggiatore segreto che mi vuole concupire in modo selvaggio e rude? Maria De Filippi?

Sconosciuto: Ciao
Italian Psycho: Ciao
S: Ti puzzano i piedi?
IP: Scusami?
S: Ti puzzano i piedi?
IP: Ma no! Che domande sono?
S: Come “no”?
IP: Guarda, sono una persona molto pulita…in genere li lavo. E’ raro che le mie scarpe si trasformino in una bomba H. Al limite quando vado a correre non è che odoreranno di Fabuloso alla vaniglia ma non è roba che sbatti a terra come se avessi spruzzato il Baygon scarafaggi e formiche.
S: E quando corri quanto ti puzzano da 1 a 10?
IP: Ti sembrerà strano ma non passo il tempo ad odorarmi i piedi per stilare una classifica simile.
S: Ma più 1 o più 10?
IP: Guarda, non so se ti è chiaro il concetto che non passo la mia giornata ad odorarmi i piedi, né miei né altrui, e alzare le palette per dare i voti…
S: Vuoi sentire la mia puzza dei piedi?
IP: Ti ringrazio per aver pensato a me ma purtroppo credo che sono costretto a declinare l’invito poiché non credo sia una pratica che mi possa entusiasmare.
S: E cosa ti piace?
IP: Non te la prendere ma non credo proprio che lo vengo a dire a te.
S: Mi fai vedere in cam i tuoi piedi?
IP: Ma tu stai completamente fuori come un geranio.
S: A o p?
IP: R
S: R?
IP: Riflessivo
S: Cioè?
IP: Che sto riflettendo quando mandarti a fanculo
S: Mi dai i tuoi calzini sporchi dopo la corsa?
IP: Uhm…
S: Dai!
IP: Quanto mi dai?
S: Sei uno schifoso! Ti fai pagare!
IP: Tesoro, ma non a caso sto ad economia. E’ una magnifica occasione di business questa, che ti credi? Altro che andare a fare le marchette!
S: Schifosoooooo
IP: Azz, io? Io colgo le occasioni al volo!
S: Mi fai vomitare!

Non so. Ho forse detto qualcosa di male? Dovevo conquistarlo col 3X2? Dovevo offrire una scheda “Calzinoamico” e regalare uno slip usato ogni 10 punti? Dovevo fare uno sconto sulla quantità? Dovevo mandare a casa un campione gratuito per fidelizzare il cliente? Pagamento rateale tasso zero senza anticipo? Non so proprio dove ho sbagliato.

Le faremo sapere (?)

L’estate sta arrivando, a differenza del caldo che questo weekend ha trasformato le città nel deserto del Negev sciogliendo completamente l’asfalto e la mia fu scatola cranica brain included. Ma su quello non credo vi erano dubbi già da tempo oramai, o sbaglio?
Una cosa di cui vi erano seri dubbi era invece, causa follia eccessivamente folle, la mia partecipazione ad un casting per un prossimo reality.
Dopo aver spedito domanda ed essere stato richiamato in mezzo secondo, preparo curriculum, stampo foto e faccio fotocopie per le varie liberatorie. Tutto pronto vengo accompagnato dalla fida amica Betty (diminutivo di “Piccola Betoniera” per chi si ricordasse della sua figura nel blog scorso), saliamo in macchina e per le successive due ore e passa di viaggio è delirio totale.
Entriamo in un locale che più vip non si può, noi ancora più vip che eravamo in lista, compiliamo il form con una decina di domande del tutto inutili visto che il mio curriculum era più esauriente dei 1800 volumi della Treccani, consegniamo tutto e, mentre nella sala accanto partiva la serata discoteca, sul terrazzo iniziavano i casting.
Dopo un iniziale panico dovuto al dover stare fermo sui segni per terra, con un telo con logo della televisione di dimensioni stratosferiche da non impallare, il dover guardare fisso in telecamera e parlare come un imbecille in un occhio nero che non riuscivo proprio a mettere a fuoco, devo dire che non è andata male. Sopratutto visto che a farmi le domande era un vips. Che la mia svampitaggine l’ha riconosciuto quando mi hanno microfonato.
Domande di rito e tante chiacchiere. A quanto pare mi hanno tenuto più degli altri, mi hanno fatto molto parlare da solo ed interagire con i provinanti e mentre il vips capo provinante mi stava salutando augurandomi tante belle cose e figli maschi, uno della produzione l’ha bloccato dicendogli di farmi parlare ancora. Dopo la richiesta di fare una domanda al vip e uno scambio di battute sulla politica, tanti saluti ed in bocca al lupo per tutto.

Vip incontrati: 2, entrambi disponibilissimi e simpatici. Si sono anche prestati allo scatto di una foto. Ero un meraviglioso incrocio tra un leccaculo e una carampana. NB: Uno di loro ha uno spiccato senso estetico visto che appostava con lo sguardo quei bei ragazzotti in tenuta più che adamitica.
Drink scolati: 2 ettolitri e mezzo di capiroska al limone. O caipirinha? O caipirissima? Vabbuò, una di queste…mò non facciamo i pignoli.
Numerosità di sfrante al provino: infinito. E di una tamarraggine inaudita e senza precedenti. Uno aveva una cinta con led luminoso sul pacco con scritta “morto che parla”. Lo avrei buttato a mare solo per questo. E anche per il suo capello finto stoppa leccato dalla mucca della Milka. Che poi io ci avrei visto meglio il numero "23" su quel led luminoso.
Chiavate bibliche: Tutti i ballerini meno uno. Era l’eccitazione che confermava la regola. A parte un altro paio di bei ragazzotti. Ed un altro paio. Ed un altro paio ancora. O forse era l’alcol che me li faceva vedere tutti bellissimi?
Qualità dei provinati: agghiacciante. Esempio. Provinatore: “Qual è il tuo miglior pregio?” Provinato: “Che sono ricco”. Uccidetemi. Adesso. Ripetutamente e con tanta violenza. Non posso sopportare tanta stupidità.

Chiaramente non dico altro e, se avete capito di cosa parlo, tacete adesso e per sempre… vi chiedo solo di fare i carini e non buttare troppo veleno…hanno il link del blog. Ci osservano. Su, salutiamoli tutti. Bravi, così vi voglio. Educati e cortesi. Vi adoro. Tanto, eventualmente, per spalare merda c’è sempre tempo.

Trying to make a move just to stay in the game

Scommetto che eravate in tanti a pensare che mi avessero denunciato nuovamente per diffamazione ed avessi dovuto chiudere in fretta e furia baracca e burattini mentre la polizia postale bussava alla porta e mi trascinava a Potenza per fare un po’ di salotto con Vittorio Emanuele di Savoia, vero? Ed invece no. Almeno per il per il momento.
Determinati errori si fanno una sola volta. In ogni campo. Perseverare sarebbe eccessivamente diabolico.
Questa volta giuro che non è stata colpa mia ma del server a cui mi appoggio che intorno alle 23 di qualche giorno fa è esploso in mille pezzi provocando la temporanea scomparsa di questo ed altri postacci. Giusto perché stavamo scarsi a tarantelle.
Si perché ultimamente mi sta succedendo di tutto e non riesco a trovare un istante per fermarmi e stare lì a pensare ai cazzacci miei. Son sempre a trotterellare come se mi avessero messo su per il culo un peperoncino messicano king size. Sarà per questo che in concomitanza dell’esplosione del server ho mandato tutto a puttane e sono scappato per due giorni in località segreta per un pò di… uhm…diciamo tranquillità.
Ed in più è comparsa, puntuale come i servizi dei telegiornali su come affrontare il caldo, la crisi del trentesimo anno. Che poi si chiama così ma a me viene regolarmente ogni giugno/luglio.
Sapete com’è, sono sempre un tipo ben organizzato e mi piace anticiparmi con il lavoro.
E’ questo infatti uno di quei periodi in cui si tirano le somme. Perché uno può dire quello che vuole, ma l’anno non termina il 31 dicembre ma alla metà di luglio.
Ed ecco quindi, come sempre, che mi ritrovo a fare un po’ di bilanci in ogni campo e vedere che, nonostante da gennaio sia stato travolto da mille miliardi di eventi di ogni tipo, tanto male non me la sono poi cavata. In parte per una forza di volontà che straripa come il Nilo nel periodo di piena ed in parte per una ritrovata voglia di cambiare. Sempre e comunque. Quel cambiare che ho sempre, più o meno, lasciato da parte per rivestire i panni di Mr. Perfezione che fa tutto per gli altri e poco e niente per se stesso.
In questi giorni invece qualcosa sta cambiando. Sarà il caldo, sarà la crisi anticipata dei 30 anni, sarà che il criceto obeso ospitato dal mio cervello riesce a stento a far girare la sua ruota, sarà che c’è un momento in cui è necessario mettersi in gioco, sarà che sono stanco degli standard a cui vengo sottoposto ogni giorno, sarà che il mio spirito di cambiamento si sta risvegliando sempre più dal suo torpore.
Fatto sta che mi sto lanciando in un paio di nuove situazioni che, per chi mi conosce, sono al limite della pazzia. Ma si sa che spesso si fanno delle scelte non perché siano quelle giuste o perché più facili ma solo perché c’è bisogno di mettere un nuovo punto fermo in una situazione troppo complicata e ricominciare da zero. Qualcuno di voi sa di cosa parlo, altri meno. Per il momento mi fermo qui. E che qualcuno me la mandi buona. Perché su, un pochino pochino me lo merito.

Ricoveratela

A me TgCom, che ultimamente se la sta battendo bene con Studio Aperto, lascia sempre perplesso come se avessi appena visto un tricheco scopare con una giraffa.
Parliamo di
Kate Beckinsale e delle sue doti inusuali: i capezzoli potenti come idranti.

L’attrice inglese ha rivelato di essere in grado di spruzzare latte per tutta la stanza, una capacità "sviluppata" dopo aver allattato al seno la figlia Lily.

"Potrei colpire un muro da una buona distanza!". "Mi manca allattare. Ero bravissima. Ho avuto più latte di quanto servisse. Ho un talento inutilizzato!"

Nel frattempo, per non creare imbarazzi alla figlia Lily, Kate ha rinunciato al ruolo principale nel film “Wonder Woman”. Fortemente voluta nel cast, avrebbe potuto battere Catherine Zeta Jones ma, dopo aver indossato per Halloween i panni dell’eroina dei fumetti, ha deciso che Lily non va più traumatizzata:

"Ho imbarazzato mia figlia a sufficienza. Non penso che apparire in calzamaglia sia appropriato".

Invece vantasi pubblicamente di fare tiro a segno da un lato all’altro della stanza con il latte dei capezzoli non è mica traumatizzare una povera bimba. No, eh!

Ah, ricoverate anche lui e il suo agghiacciante reality dal carcere.

I veri trend estivi

A parte il discorso del buon gusto che abbiamo fatto qualche giorno fa, c’è da dichiarare la fine di un’era e l’inizio di un’altra.
I due principali must dell’inverno scorso sono ormai nulla che più di un lontano ricordo.
Dimentichiamoci l’auto, Smart o Mini (più piccola è, meglio è), con i vetri oscurati da utilizzare alternativamente da garconiere in pieno centro in cui trombare in piena libertà, da discoteca con tanto di palla che gira, stroboscopia nel portabagagli e lucine blu nel sotto asse o da semplice tamarrata senza precedenti con tanto di facce da galeotti alla giuda.
Dimentichiamoci anche le Timberland, alla cui azienda pare siano scomparsi, intorno a Natale 2005, un paio di tir carichi dell’ultimo modello in tinta marroncino chiaro come quello che si portava negli anni 80. A Napoli il 26 dicembre tutti avevano scarpe Timberland da 180€ al piede. Modello in tinta marroncino chiaro come quello che si portava negli anni 80. Guarda tu che caso.

Ma non giriamo troppo il discorso e passiamo ai nuovi trend dell’ estate 2006:
1. Confermato l’Olio Johnson’s come miglior abbronzante dell’universo. Grazie ad una panatura perfetta dona alla pelle, in tempi più che rapidi, un meraviglioso color carbone ardente Giucas Casella. Se vi gettate in mare e vedete che intorno a voi state lasciando residui che manco la petroliera ecuadoriana Jessica, risolvete il problema facendo ampiamente finta di niente. Se qualcuno osasse solo lamentarsi scagliatevi contro senza pietà. La gallina che canta per prima è quella che ha fatto l’uovo. Sempre.
2. New entry in materia di abbigliamento uomo. Stanche dell’uomo metrosexual? Nauseate di vedere orribili infradito di plastica di pessimo gusto sotto un completo giacca e cravatta? Vi viene il voltastomaco a girare per la città con in vostro ragazzo che indossa un pinocchietto girocazzo? Vorreste sfasciare la faccia a quel ragazzo che indossa una camicia aperta fino all’ombelico tronfio dei suoi peli perché l’uomo senza peli non è uomo? Date fuori di matto quando incontrate quei fisici flaccidoni strizzati in un micro pareo?
Ma soprattutto siete stanchi di vedere un abbigliamento uomo sempre più vicino ad un gusto femminile? Non vi preoccupate. Quest’anno non ci saranno mezze misure. Questa estate il vostro ragazzo aprirà direttamente il vostro armadio.
3. E’ ritornato il cappellino. Non il solito a tinta unita con una scrittina sul davanti. Osate, porca paletta! Da quelli militari a quelli mezzi sdruciti. Va bene anche la visiera che fa tanto anni 70. Basta solo che non sia di marca. Che fa solo buzzurro di periferia. Può pure essere di marca, ma non deve essere sbattuta in faccia. Es. Evitate come la peste quelli D&G con le lettere a caratteri cubitali ovunque.
4. L’accessorio fondamentale sarà la cintura. No assoluto a quelle di tela che si portavano fino all’estate scorsa. Adesso la cinta è rigorosamente di pelle/cuoio nera o marrone con borchie da centro sociale. Ma più fine. Buttate le catenelle e le cinture di strass. Hanno fatto il loro tempo.
5. La borsa/zaino da uomo. Tascapane di media dimensione (Es. Eastpak) e mini bag tracolla (Es. Converse). Mica si può andare in giro in piena estate con le tasche cariche di ogni ben di dio che pensano siamo perennemente in tiro?
6. Ritorno del Mojito. Basta birra e superalcolici assoluti. Quest’anno si beve Mojito! Meglio a stomaco vuoto, sale che è una bellezza cosmica.
7. Costumi colorati. Al bando il bianco ed il nero. Si al verde, rosa, giallo e arancione. Al rogo Calzedonia e le sue commesse.

Puttana da competizione

Hey tu, stronzetta! Si si proprio tu con quegli occhialoni alla “Top Gun” dei poveri, con quello stivale a punta di pelle nera che sanno solo i tuoi piedi quanto si stanno decomponendo con i 30 gradi che ci sono oggi, con quel jeans mezzo strappato che vorrebbe fare moda vintage mentre fa solo riciclaggio della Caritas, con quella stella marina d’argento delle dimensioni di un piatto da pizza, circondata da strass rosa e legata al collo con lo spago dei giornali, con quella borsetta tascapane finto militare che manco mio nonno ai tempi, con quella maglietta con scollo inguinale che lascia vedere un push up che fa più miracoli della Madonna di Lourdes, con quel capello giallo meshato male e riccio da fare invidia al mocio del mio portiere. Si si, proprio tu che sei entrata prima che la funicolare chiudesse sul tuo bel faccino da mastino napoletano le porte scorrevoli. Proprio tu che sei entrata camminando come sulla passerella di “Moda sotto le stesse”. Proprio tu che hai gettato un rapido sguardo nello scompartimento, hai notato 3 posti su 4 liberi, hai rivolto attenzione a me per un nanosecondo, mi hai schifato inarcando il labbro superiore e ti sei, nonostante tutto, seduta accanto. Tu che ti sei seduta con mezza pacca da fuori in equilibrio precario sul seggiolino come se ti avessero proprio ieri operato (e male) di emorroidi. Tu che con la faccia di sufficienza mi hai squadrato da capo a piedi come se fossi nell’ordine: un drogato prossimo alla pubblica overdose, un lebbroso con arti in cancrena e malformazioni facciali in atto, un disadattato con chiari sintomi di depressione maniaco compulsava che lo portano a parlare da solo con testa dondolante, occhio sbarrato e sguardo assente, un ladro nell’atto di cacciare un revolver e far collassare il misero malcapitato, un terrorista di Al Quaeda pieno di tritolo pronto a farsi esplodere al segnale del verso della giraffa che muore, un esibizionista folle che si sarebbe di lì a poco deliziato in una meravigliosa lap dance con tanto di base di Britney Spears. Ti sei riconosciuta? Bene. Spero tanto che tu prenda dalla vita un cazzo in culo che non ne hai minimamente una idea o in alternativa, come Bridget insegna, essere mangiata viva dai cani alsaziani.

A colpo sicuro sui trend della prossima stagione

Una cosa è certa: Il cattivo gusto non passerà MAI di moda.

Do you believe I can make you feel better

Due link equivalenti per scaricare quella gran chiavica di video che è Get Together. 1 e 2

Comunicazione di servizio
La visione di questo video è consigliata a tutti coloro che si premuniranno di essere accompagnati da un catino dentro cui espellere a iosa succhi gastrici e quant’ altro ingerito in precedenza. Attenzione: visione severamente sconsigliata a donne incinte e deboli di cuore.

Judgement day

Dentro di me ci sono due persone. Anzi, correggo il tiro, c’è una folla di gente impazzita che manco di prima mattina nella metro di Tokyo.
Esternamente potete osservare una splendida Bree Van De Kamp con le sue manie di meccanica perfezione, snervante ordine ed estenuante precisione.
Se ci addentriamo ecco che potete imbattervi in un magnifico esemplare di Hannibal Lecter pronto a cibarsi selvaggiamente di chiunque si trovi a tiro solo per il fatto di esistere.
Se mi seguite, ai piani alti troverete il rinomatissimo Parlamento composto da un numero variabile di membri che hanno ragion d’essere per il massiccio contributo alle scelte decisionali.
Oggi, a prendere il sopravvento,  stata Bree Van De Kamp. Sono in fase riordino. E si sa, quando riordino c’è qualcosa che non va e tutti mi devono stare a distanza di sicurezza.
Vuol dire che c’è qualcosa da pensare, da rimuginare, da metabolizzare.
L’ordine fisico di giornali, libri, cd, dvd e tutti gli altri oggetti è un semplice paravento per un più complicato ed impossibile ordine mentale che provo ripetutamente ad ottenere.
Ed eccomi qua tra le mura di una nuova stanza, con luci soffuse e un numero pari ad n più infinito di candele accese che da fuori potrebbe sembrare che mi stia romanticamente intrattenendo con qualche aitante ragazzotto. O più semplicemente che stia con una siringa in mano pronto a farmi 28 pere di morfina dritte dritte nell’aorta.
Ma è tutto sotto controllo. Quasi. C’è solo bisogno di riassettare. Oggi e domani. Anzi, oggi per un domani. E dopotutto, come dice Rossella O’Hara, domani è un altro giorno.

Referrer #1

Ma che, niente niente l’hanno preso per una pignatta?

Poi uno si chiede com’è che esce deviato

Omosessualità
SuperM: Io a questo lo schifo troppo.
Italian Psycho: Ma chi?
SM: A Carlo Conti! Non lo posso proprio vedere!
IP: Uh non me ne parlare…
SM: Che poi, in tanti anni, l’avessero mai beccato con qualche ragazza. E’ proprio strano.
IP: In che senso?
SM: Che è strano
IP: Ma perchè? Si fa semplicemente i cazzi suoi!
SM: E’ quello il punto…
IP: Cioè?
SM: E’ troppo strano. Capisc a mmè.
IP: …
SM: E’ strano forte!
IP: …
SM: E’ gheeeeeeei!
IP: Dici? A me pare solo coglione.
SM: Troppo ma troppo gheeeeeeeei.
IP: A questo punto me lo fai un esempio di "strano debole"??
SM: Costanzo!
IP: Ma tu butti nomi random, eh?

Vita da pusher
SM: Uh senti senti!
IP: Cosa?
SM: Ascolta!
IP: Ma cosa?
SM: E’ arrivata la droga!
IP: Allora ammetti che ti fai?
SM: Hanno fatto proprio il pieno!
IP: Ma che ne sai tu, scusa?
SM: Li senti i fuochi d’artificio?
IP: Embè?
SM: Quando a Napoli senti i fuochi d’artificio significa che è arrivata la droga. E’ il segnale.
IP: Azz sei esperta insomma…
SM: Ma sono cose che si sanno!
IP: Niente niente sapessi pure dove trovare un po’ di White Widow?
SM: Cosa?
IP: Niente lascia stare.

Esagerazioni alimentari
IP: Senti, visto che sei in cucina non è che mi sbucceresti una pesca?
SM: Ma tu non lo sai fare?
IP: Si, ma godo silenziosamente nel vedere qualcuno che lo faccia per me.
SM: Una o due?
IP: Una.
SM: Tieni.
IP: Cos’è che non hai capito del termine "una"? da confonderlo con “macedonia"??

Ore 23.57
SM: Ho un pò sete. Ce la smezziamo una birra?
IP: A quest’ora?
SM: E si! Mi è venuta voglia vedendo Harrison Ford che beveva da un bicchiere ghiacciato pieno di birra.
IP: Ok spè che la prendo e la metto nei bicchieri.
SM: Mettici pure un goccio di Vodka liscia.
IP: Ma si…’mbriachiamoci! Che ce frega!

Ma che ti guardi?

Spesso capita di avere gli occhi di tutti addosso. Soprattutto quando si prendono i mezzi pubblici. Ad esempio quando si è ultimi a giungere sul binario della metropolitana attendendo che arrivi o quando si aprono le porte e si entra per primi minando il territorio già marcato da altri passeggeri o quando si è sotto la pensilina dell’autobus o anche quando si passeggia per i corridoi dell’università. Tutti si girano e cominciano a puntare gli occhi addosso come se avessimo appena effettuato un perfetto salto carpiato con avvitamento o, in alternativa, defecato pubblicamente e goduriosamente. Da bravi sofferenti di manie di persecuzione è fondamentale fare finta di nulla e attivare, con mirabile nonchalance, una serie di operazioni atte ad identificare il problema ed estirparlo alla radice per passare nuovamente nel paradisiaco status dell’anonimato.

1. Rapido sguardo sul pacco per constatare la presenza o meno della patta aperta o, in alternativa, di un eventuale ed eccessivo abbassamento dei pantaloni a vita bassa che potrebbero essere sul punto di perdersi per la via.
2. Passata di lingua sulle labbra per verificare l’assenza di residui di dentifricio essiccato che potrebbe far pensare ad un mezzo pompino arrabattato in un anfratto poco distante.
3. Ricerca di una qualsiasi superficie riflettente su cui specchiarsi e verificare staticità e vaporosità residua del capello per evitare di non rendersi conto di girare per la città con un fastidiosissimo effetto casco o secchiata d’acqua.
4. Veloce occhiata alle scarpe per assicurarsi di aver indossato un paio dello stesso tipo e soprattutto della tipologia adatta. Le pantofole non rientrano in quella tipologia se non per tratti brevi ed interni al palazzo.
5. Tastare il corpo in più parti per rilevare o meno la presenza di qualche arto in più. Tastare altresì lo stomaco nell’eventualità, seppur remota, di una possibile ed improvvisa gestazione isterica di un cucciolo di Alien che teneramente potrebbe scavare le pareti interne dell’organo e, nel contempo, emettere urli disumani.
6. Buttare l’occhio intorno con fare guardingo per valutare la possibilità che stiano guardando, con sommo disappunto e delusione infinita, qualcun altro. Perché un po’, essere al centro dell’attenzione, piace e si sa.

Se dopo queste constatazioni vi renderete conto che è tutto sotto controllo e che voi, tutto sommato, siete perfettamente ordinati, lindi e pinti e continuate a non capire il perché del comportamento dei guardoni, posso suggerire alcuni atteggiamenti da adottare.

1. Entrare nel primo bagno pubblico che trovate, prendere lo scopettino del cesso, bagnarlo nel vomitevole luridume della tazza, uscire e battezzare i presenti con ampi gesti delle braccia rincorrendoli fino allo sfinimento.
2. Inserire contemporaneamente gli indici delle mani nel naso per estrarre una congrua quantità di muco e utilizzare i suddetti per allontanare le persone con un semplice avvicinamento dell’arto.
3. Munirsi di una bottiglia di Coca Cola ghiacciata da due litri, trangugiarla nel minor tempo possibile, avvicinarsi alle persone e domandare con il linguaggio dei rutti “E’ da molto che aspetta?”.
4. Inserire due dita in gola e, come nel punto 1, dispensare a piene mani il materiale organico ed inorganico rigurgitato. Si consiglia di insistere fino alla fuoriuscita della bile, amara a nauseante, il cui odore raramente si può eliminare con facilità. P.s. Che bello tornare ai post vecchia maniera. Che sodddisfazione.

Moda mare uomo: estate 2006

Ok che siamo nel 2006 e dovremmo essere aperti ad ogni novità . Ok che la tipologia di uomo metrosexual la sta facendo da padrone e oramai non si capisce più chi è frocio e chi no. Ok che i costumi da uomo sono da anni sempre uguali a se stessi mentre per le donne c’è una varietà  di scelta che manco i cereali della corsia “prima colazioneâ€? dell’ipermercato Auchan di Mugnano. Ok che anche noi uomini dovremmo un po’ di più osare. Ok che per gli etero “osareâ€? significa indossare lo slip.
Ok che il caldo spesso e volentieri dà  alla testa, ma credo proprio che se questa estate incontrerò mai qualcuno con i costumi della Vizeau mi scaglierò contro con una mazza ferrata per punirli barbaramente.
Perchè nessuna persona un minimo sana di mente può scegliere di indossare un costume della serie “pronti all’usoâ€? o un modello “Sacchetto di biglieâ€? o ancora un “Veet timeâ€?. E non pensate minimamente che con l’underwear ci andrete a guadagnare.
E guardate che nel sito c’è MOLTO di peggio…

The Duckfather

Meglio di Tarantino, Fincher e Burton messi assieme. Un thriller ricco di pathos e meravigliosamente geniale. Prendete, mangiatene tutti e condividetelo più che potete. I ragazzi meritano. O no?

Confession e Re-Invention Tour in mp3

Allora, il file che potete scaricare cliccando qui è tutto il concerto di Phoenix dell’8 giugno del “Confession Tour” di Madonna.
A parte i gridolini di qualche invasata, il tutto è in alta qualità. L’unica pecca è che è un solo file, quindi se volete metterlo su cd vi troverete un’unica immensa traccia. Altrimenti dovete usare un programma per tagliarlo nelle varie pause. Non dite niente, ma non me ne tiene di farlo.

Ora torniamo nel passato e più precisamente al “Re-Invention Tour”.
Per farvi un bootleg in ottima qualità basterà cliccare qua per il primo Cd e qua per il secondo.
Se volete le copertine cliccate qua per il front e qua per il back.

Le canzoni, questa volta, sono staccate. NB E’ probabile che rapidshare dopo il primo download vi dica di aspettare 80 minuti o giù di lì prima di poter scaricare il secondo file. Se non avete un cazzo da fare, aspettate. Altrimenti basterà disconnettersi per 2 o 3 minuti, riconnettersi e effettuare il download. Sempre che il vostro pc abbia un ip variabile. Per me è aramaico quindi non fate altre domande, please. Insomma, disconnettete, riconnettete ed incrociate le dita.

Mi dicono che nel primo cd non è stata inserita “Burnig up” che troverete qui. Poichè i link ti ho raccattati qua e là per la rete, non so fino a quando saranno online.
Che dio ve la mandi buona. Anzi, che Madonna ve la mandi buona.
Io, come ogni fine settimana, scompaio. Buon weekend.