Vie di fuga - atto 1°
Visto che non ne posso più di essere coperto da capo a piedi di polvere e di spostare scatole, scatoloni e scatolini ma soprattutto visto che mi sono rotto altamente le palle ad anche abbastanza la schiena a causa dei continui traslochi a cui, da un anno a questa parte, sto in prima persona partecipando così come alle infinite tarantelle su che libreria inserire tra la scrivania e il muro o sulla tenda che guarda che bel colore fa quando arriva il sole o, ancora, sul parquet da coprire se no già si fa pieno di strisce e poi sono stracazzi tuoi o sulle tavole rotonde di due giorni per decidere se e quando ma soprattutto dove mettere una mensola, ho or ora deciso che mollo tutto e vado via.
E quindi basta, facessero quello che vogliono. Tanto al ritorno finalmente me la vedrò da solo. Lascio tutto così e me ne vado lontano da muratori, pittori, falegnami e qualsiasi altro operaio prima che sia troppo tardi e vengano urgentemente ricoverati al pronto soccorso con un chiodo da
Ma soprattutto quello che ora cerco disperatamente è di stare lontano dai miei che sono entrati in fase “ultimo tentativo patetico”. Ossia cercano di estendere il loro controllo anche quando oramai non hanno più voce in capitolo.
E visto che ho una pseudo sanità mentale e fisica che dopo l’estate avevo stranamente recuperato e che si sta pian piano sgretolando sotto i miei occhi e quelli dell’umanità intera, è arrivato necessariamente il momento di cambiare aria. Si parte per Genova. Eh si.
La Vajolet e la Littizzetto
Non so voi ma io ne ho le palle piene di girare per la mia città ed assistere a quel trenino di 6×3 di pubblicità di intimo femminile. Non tanto perché le protagoniste sono femminoni discinti e distesi su letti con sguardo famelico da troia in calore anche perché, fosse per me, metterei un po’ di nudo ovunque. Quello di cui parlo è l’aspetto tecnicamente strategico del marketing.
Eh si, perché alla fine capita sempre più spesso di trovare un cartellone Yamamay accanto ad uno Belfiore, accanto ad uno Pompea, accanto allo stesso Yamamay precedente, accanto ad uno Intimissimi, accanto allo stesso Intimissimi.
Non che abbia niente in contrario contro i suddetti intimi, chiariamo. Detto da me farebbe morire di risate isterica i polli giamaicani visto che anche le foche sanno che sono un underwear addicted: Roba che se entro da Intimissimi o Yamamay svaligio il negozio a tempo record per la felicità di quelle acide di commesse.
Quello che ho da ridire è sulla strategia di acquisto di massa di spazi pubblicitari da parte di queste aziende. La trovo solo una inutile sovraesposizione che provoca confusione nel cliente medio. Vedi cinque cartelloni merceologicamente simili ognuno con suo bel puttanone disteso uno accanto all’altro e cosa ti ricordi? Una ceppa. Solo che se ti è piaciuto un completino devi entrare random in uno di quei negozi ed essere fortunato a beccare quello giusto. Se no, cambi negozio e continui la caccia al tesoro. Non so voi, ma io la vedo una perdita di tempo che non credo al cliente piaccia essere sottoposto. A me di certo girerebbero le palle.
Poi però vedi una pubblicità di intimo dove non c’è nessun femminone, anzi c’è una donna comune che indossa un intimo normalissimo senza ammiccare nè niente. E’ la “Vajolet” che ha scelto Luciana Littizzetto come testimonial. E lì faccio un applauso perché con una idea piccola così si è riusciti a differenziare e a calamitare l’attenzione.
Questo mi piace del marketing: Basta una idea del cazzo per fare soldi a palate.
Letture da cesso
Ammettiamolo, al giorno d’oggi stiamo come i pazzi. Uno dei problemi alla base di questa follia è sicuramente lo spreco di tempo. Tutti abbiamo 1280 cose da fare al secondo e vorremmo delle giornate di 72 ore per poter dedicare un po’ di tempo a questo o a quello che realmente ci piace.
Ma riflettiamo sulla variabile “tempo”. Pensiamo a quanto tempo perdiamo nel traffico mentre smadonniamo quella vecchiezza ubriaca che non si sa cosa cazzo stia facendo al volante, a quanto tempo buttiamo nelle attese alla cassa del supermercato perché di fronte a noi c’è una cassiera impallata o un cliente che vuole sapere cosa può vincere con 200 punti girasole o se può convertirli in un portachiavi a forma di tucano innamorato, a quanto tempo sprechiamo seduti sulla tazza del cesso a leggere le etichette dei prodotti o i fumetti impressi sul rotolo della carta igienica, a quanto tempo prezioso prediamo mentre la metropolitana o il treno fa ore di ritardo perché un giovanotto ha pensato bene di farsi saltare in aria sulle rotaie.
Se sommassimo tutti questi tempi morti, di sicuro ci verrebbe una mossa epilettica. A questo punto, prendiamoci un po’ cura di noi, e utilizziamo questi momenti per ampliare la nostra cultura.
Ecco per cui voglio parlare delle letture da cesso. Non nel senso di brutte letture sebbene alcune lo siano, ma di letture che possono essere lette nel lasso di tempo tipico di una cagata. O di una attesa al semaforo. O in coda alla posta. Avete capito insomma. E’ che lettura da cesso rende meglio l’idea.
Anche se, entrando nel particolare, si fa riferimento ad una cagata rigorosamente fuori casa. Che sia all’università, a casa di amici o al bar sotto l’ufficio poco importa. Perché? Perchè sappiamo bene che a casa tutti stanno al cesso per un tempo sufficiente a imparare a memoria un lemma della Treccani.
Una delle migliori letture da cesso è sicuramente Vanity Fair. Ebbene si. La redazione di questo splendido giornale, a fine di ogni articolo ha deciso bene di riportare il tempo di lettura previsto.
Avete lo stomaco come l’Etna a causa di una violenta peperonata piccante di ieri sera? No problem, ecco per voi l’articolo da 1 minuto sui problemi di erezione di Enrique Iglesias, povero cocco. Avete uno stimolo ma non siete convinti? Andate tranquilli e fate le cose con calma, c’è l’articolo sulla rinascita di Janet Jackson da 18 minuti. Tra due fermate di metro siete arrivati a destinazione? La sezione cucina fa per voi! Sciopero dei mezzi? Impiccatevi! mica penserete di leggerlo tutto per intero?
Ma passiamo ad un’altra mirabile lettura da cesso: Focus. Focus ha al suo interno un numero impressionante di articoli, box, risposte a quesiti scientifici, tutti rigorosamente al di sotto dei 5/10 minuti di lettura media. Mezza paginetta A4 per parlare dell’effetto serra. I "dossier" sono costituiti da 4/5 articoli, ognuno leggibile indipendentemente dagli altri.
Le foto sono le vere protagoniste delle pagine di Focus, grandissime coloratissime e bellissime, peccato che la maggior parte siano state già pubblicate dal National Geographic. Altra costante di Focus è il servizio sul sesso nel numero di Agosto, annunciato dalla consueta donna nuda in copertina, quasi che solo d’estate ti possano interessare certi argomenti.
Insomma, anch’esso è una lettura adattissima ai brevi periodi di ignavia da passare in punta di tavoletta. Altri suggerimenti?
Thank You, Gracias, Obrigado, Danke Schà¶n, Merci, Arigato…

Coca cola + Mentos
E’ dall’inizio di settembre che lo sento dire da tutte le parti: Inserendo in una bottiglia di Coca Cola delle caramelle Mentos si ottiene un geyser di schiuma. Se la Coca Cola è light, il getto sarà ancora più alto.
La spiegazione scientifica l’ho trovata nel miglior giornale da cesso: Focus. Uno mica può entrare in bagno col “Corriere della sera”. Che poi, a parte il tono serio è pure scomodo da maneggiare.
Ma comunque passiamo al discorso scientifico. L’anidride carbonica è contenuta nella cola sotto forma di piccole bollicine, tenute insieme da forti legami. Questa soluzione non è stabile e, come tutti sanno, quando si agita una bottiglia le bolle si rompono e se ne formano di più grandi, responsabili del getto di schiuma.
È il cosiddetto fenomeno della “enucleazione” che avviene anche quando le bolle incontrano una superficie rugosa o con granelli, come quella delle Mentos. Lo scioglimento istantaneo della superficie glassata della caramella amplifica il fenomeno, ed ecco il getto di schiuma.
Poiché il piccolo vandalo che è in me ha deciso che deve fare un filmato e postarlo al più presto su Youtube, nell’attesa vi propongo un esperimentos davvero spettacolare fatto da due fulminati.
Vi è venuta voglia di farlo, eh?
Keroro vs Sakura
Le ultime parole famose
Italian Psycho: Chissà che farà su Italia 1 come cartone animato, in genere nel pomeriggio studio e non riesco mai ad accendere la tv.
Lestat: Ah boh, io sono sempre al lavoro. Non ne ho idea.
Parte la sigla di Keroro
IP: Uhhhhhh, è bellissimo questo! È un ranocchio che mi fa pisciare sotto dalle risate! lascia qua, lascia qua!
L: ma non dicevi che il pomeriggio sei sui libri?
IP: E vabbè ma che c’entra…
Finisce Keroro e parte Sakura
IP: Ma che è sta stronzata?
L: Non mi toccare Sakuraaaaaaa!!!
IP: Ma non dicevi che il pomeriggio sei a lavoro?
L: E vabbè ma che c’entra…
Siamo pessimi. Altro che persone serie e mature.
Napoli by night: Kukai
Che alla fine l’aver aspettato 1h e 50 min per un fetente di tavolo, quando nel bel mezzo dell’attesa ti esce BelloccioAllaCassa con una bottiglia di bianco e quattro calici per intronarci di vino per ben due volte sebbene mi sia presentato nel più odioso dei modi, devo dire che è stata una attesa molto piacevole.
Anche perché, ascoltando le presentazioni degli altri clienti in fila, ho scoperto l’esistenza del nome “Maraica” che non ho ben capito sia una immonda storpiatura di “Marica”/”Marika” in “Maryca/Maryka” o se sia nome proprio di gentil donzella.
Comunque…a mangiare, si mangia bene. A bere, si beve bene. A stare bene, si sta bene. Cosa si vuole di più?
L’unica cosa che consiglio è quella di prenotare, soprattutto la sera. Per la mattina andate pure tranquilli, non c’è da fare a capate per un tozzo di sushi.
Datemi dell’ossigeno
Non che voglia essere monotematico, ma di fronte a delle foto del genere non posso assolutamente tacere.
Che fino alla settimana scorsa andasse dallo stesso parrucchiere di Amanda Lear, lo si può pure comprendere visto che è più di un anno ce la sta mettendo tutta per rilanciare la moda degli anni 80.
Ma decidere, una volta arrivata in Giappone, di correre dal parrucchiere di Maria De Filippi…
Questo è un affronto che non riescono a reggere neanche le mie stanche coronarie seppur abituate da massicce dosi di trash giornaliero a cui vengono sottoposte.
Madonna: Il Confession tour a Roma
Eh, si. Finalmente è arrivato il post del concerto di Madonna. In molti mi hanno chiesto come fosse o non fosse andato ma soprattutto mi hanno fatto notare che non avevo scritto assolutamente niente sebbene avessi cacato il cazzo per oltre 3 mesi.
Come la migliore delle carampane già due giorni prima ero andato, insieme a Isteria Personificata e Antonio dell’Eredità, a effettuare un sopralluogo all’Olimpico per constatare l’eventuale affluenza e valutare le possibili strategie per evitare la fila il giorno del concerto.
Ciò che si parava dinanzi ai nostri occhi era questo. Un accampamento di 100 e più metri di checche assolate ed impazzite italiane e non che agonizzanti tenevano saldamente il posto con beauty case a tracolla contenenti cremine solari e antirughe. Come ho fatto a capire che erano checche eliminando il vantaggio del beauty ? Beh facile…ditemi un etero che campeggia per 2 giorni fuori all’olimpico in attesa dell’apertura dei cancelli e che vesta Gucci e Dolce & Gabbana. Solo un gay lo può fare, perché anche nella lotta per la sopravvivenza si deve essere chic e prevalere esteticamente sull’altri.
Il giorno del concerto ho la malaugurata idea di prendere appuntamento con Toxic. Eh si, perché alla fine ero stato bidonato dal precedente accompagnatore per essere sostituito nel più ignobile dei modi. Ma lasciamo stare questa parentesi visto che è acqua passata e la cosa è già stata fatta scontare. E non solo da me.
Arriviamo da Isteria Personificata che era intento a organizzarsi dettagliatamente i musical da vedere e i suoi incontri vacanzieri e pensiamo che non possiamo mica andare al concerto di Madonna vestiti tutti fighetti. Eh no. E’ il concerto dell’anno e, come diceva Rds, “l’estate si ferma per un giorno”. Dovevamo osare. Opto per una tinta ai capelli: Blu.
Sebbene fossi altamente consapevole che il risultato sicuramente non sarebbe stato manco lontano un miglio quanto Ryan Phillippe in “Scherzi del cuore” ci abbiamo lo stesso provato. Il risultato era una sorta di stoppa blu elettrico con brillantini fosforescenti. Roba che Ru Paul avrebbe vomitato all’istante e i vigili del fuoco mi avrebbero visto a
Colsi il messaggio che il buon Dio volle darmi e mi lanciai sotto la doccia con Toxic che, grazie al cielo, mi aiutò a eliminare ogni traccia della tinta. Anche perchè mica potevo rischiare di prendere la pioggia in testa e colare di blu per tutta la serata.
Comunque si diceva che una delle peggiori idee fu stata quella di avviarsi prima con Toxic, lasciare Isteria Personificata a casa e prendere un fantomatico appuntamento “fuori allo stadio tanto ci si becca”. Si si. In mezzo ad 80.000 persone. Come no.
Perché è stata malaugurata questa andata con Toxic? Semplice, entravamo in ogni bar che incontravamo per la via per brindare con shot di vodka liscia. Alle 5.30 ero ubriaco perso e strisciavo per Roma.
Aarrivati a destinazione decidiamo che, finiti i bar, avremmo ripiegato con la birra. E così come barboni ubriachi ci accasciamo verso uno degli ingressi ancora chiusi mentre la popolazione gay mondiale si maniava animatamente camuffando i movimenti con delle spinte che provenivano da dietro.
Lì fuori ho incontrato chiunque. Ricordate Occhiomalefico? Ecco c’era. Ricordate Lorenzo? Ecco, c’era anche lui. Ricordate Isteria Personificata e il suo fantomatico appuntamento? C’era anche lui con Antonio dell’eredità. Finito qui? Assolutamente no: camminare con me significava essere connessi a Gaydar. Guarda là c’è questo, là c’è quest’altro, guarda dal vivo com’è una passiva, ecc.
Nel bel mezzo degli incontri e scontri ecco che iddio interviene nuovamente facendo piovere come solo lui la può mandare. Ed ecco il panico. Avete presente un gaypride di cotonate e truccate colte all’improvviso da uno tzunami? Perfetto. Era peggio. Partono grida di un acuto che Katia Ricciarelli è ancora lì che prende a capate il muro.
Il sottoscritto e Toxic prendono la palla al balzo e appena aprono i cancelli ci buttiamo a pesce in mezzo alla folla. Tanto siamo piccolini e parliamo in americano, mica ci picchieranno. Superiamo praticamente tutti, entriamo e parte la corsa per i posti.
Ho visto cose che voi umani non potete immaginare: Trans che cadevano dai tacchi
Nel delirio totale io e Toxic pensiamo alle uniche due cose da salvare: la birra e la macchina digitale. Ci denudiamo all’unisono per coprire la digitale e correre all’impazzata bevando più che possiamo mentre la schiuma della birra comincia ad assumere fattezze inquietanti. Toxic sostiene che un pezzo di schiuma sembrava Patty Pravo. Io ero troppo impegnato a tenere, durante la corsa, i pantaloni ad una giusta altezza tale da far uscire lo slip Cavalli di
Raggiungiamo la postazione, gli altri e mettiamo da bravi napoletani i panni spasi ad asciugare sulla balaustra dello stadio. Un po’ come nei quartieri spagnoli.
E’ il momento del merchandise! Ufficiale è logico! Si scende e, porca bubbazza, sebbene i prezzi siano esagerati non posso fare a meno di comprare uno splendido polsino viola per la modica cifra, mortacci loro, di 15 euri. Però ne valeva tutti, era un polsino quasi doppio rispetto ai normali. Si deve pur trovare una scusa per gli acquisti stronzi, no?
Chiedo la bustina e quell’etero del cazzo cosa mi dà? Questa. Ora…signori e signori della giuria vi sembra normale che io debba aver provato sulla mia pelle un sopruso del genere? Come io, fan della divina, posso riporre gelosamente il divin polsino all’interno di una pezzottatissima bustina trasparente così brutta che manco ci potevano mettere le prove per incriminarmi di omicidio? Ed ecco Toxic interviene per evitare di finire la serata al gabbio e chiede cortesemente la bustina del tour. “Ma che cazzo di busta hai dato, dai quella del tour strunz! Abbiamo pagato. Ricchiò!”. Lo adoro quando fa l’uomo.
Nel mentre ricevo la telefonata di un coso di 3 anni che corrisponde al nome di Nipote nr 1.
Nipote n. 1: “Zio, hai visto la Madonna?”
Italian Psycho: “Eh, no prosutto ancora no. Ma lo zio non va a vedere la Madonna che trovi in chiesa. Uddio stasera si crocifigge e ci potrebbe essere confusione ma non è lei, ti assicuro”
N: E chi è?
IP: E’ un’altra Madonna, si chiama allo stesso modo ma questa canta.
N: Ah, va bene. Mi chiami dopo?
IP: Si piccirillo ti chiamo dopo e ti faccio sentire “Like a Virgin, ok?”
N: Si si si!
Che nipote ottimo.
Comunque. Dopo poco parte la musica prima dell’inizio del concerto: Suona Paul Oakenfold. Delirio. Si balla, si balla e si balla. Mezzi nudi col sole in faccia si balla fino allo sfinimento. La sbornia passa e si comincia con le canne. Si balla si balla si balla, si fa amicizia con mezzo stadio, si becca un gay che abita praticamente sotto casa mia e che è nella mia stessa situazione sentimentale e cioè con l’ex nel prato che si diverte col suo ex, si fa la ola e si canta quella cafonata di “Seven Nation Army”, si fuma, si riballa e si fanno foto mentre lo stadio si riempie come un uovo.
Ore 21.20: Booooooom! Boato immondo: il concerto inizia. Ecco che nel panico totale da una enorme palla da discoteca che scende a metà stadio esce lei, figa come sempre, perfetta come solo lei sa essere e bianca come un morto canta “Future Lover”. E’ il panico. Lo stadio diventa un rave party.
Su “Like a Virgin” altro boato immenso. Con “Live to tell”, canzone che notoriamente odio, sono quasi sullo scioglimento delle lacrime di S. Italian Psycho.
Perché alla fine i giornalisti sono dei minchioni, loro e quel cazzo di crocifisso che fa tanto blasfemo e che in realtà blasfemo non è. Una canzone che fa riflettere con le infinite immagini di bambini che muoiono di fame e di aids in africa messe a rotazione sui megaschermi con tanto di indirizzo internet finale per dare un contributo.
Con “Forbidden Love” mi sciolgo. Ebbene si. Nessuno se ne accorge ma il sottoscritto diventa uno psychino di due anni con occhi lucidi e tanto di moccolo che esce dal naso.
”Like or Not” ci fa ritornare alla normalità: una Madonna che canta come una gatta partoriente dopo che è stata colpita da una martellata in testa.
Il momento Rock e Acustico passano via in un attimo e si finisce nella sezione Dance. Un continuo spettacolo.
Da “la Isla Bonita” alla prima versione di “Erotica” che mi ha fatto scappare anche lì una lacrimuccia. Aò che volete, so sentimentale.
Finale spettacolo con una “Hung Up” di 10 minuti ed uno stadio trasformato in dancefloor colorato e pieno di palloncini dorati che piovono dal cielo. E lo spettacolo è finito, purtroppo. Nessun bis. Ed è per questo che Madonna ci piace, perché è una stronza con la S maiuscola. Non regala niente a nessuno se non quattro parole per dire che per fortuna la pioggia è finita, che abbiamo vinto i mondiali e non ricordo che altro.
A fine concerto io e Toxic cerchiamo di recuperare i palloncini dorati che erano caduti nel blocco sotto al nostro, quello dei disabili. Chiediamo gentilmente se possiamo avere un palloncino e i disabili diventano la reincarnazione di Satana. I palloncini li vogliono tutti per loro. Ognuno ne raccoglie a decine e se li porta a casa. Stronzi figli di puttana. E non aggiungo altro.
Tutti fuori in poco tempo nonostante quegli ambulanti napoletani continuassero a fare muro per costringere a comprare un ricordo del concerto. Col cazzo. Dopo i 15 euri direi basta.
Fuori, incredibile, ritroviamo Isteria Personificata e Antonio dell’Eredità con i palloncini in mano: Il fido Isteria si era lanciato a pesce nel settore sottostante e sottratto i palloncini a chiunque. Lo adoro. E così, con i palloncini invidiati da tutti, ci allontaniamo dallo stadio.
Un altro concerto è andato. Forse sarà l’ultimo, forse no. L’importante è stato esserci. Lì in mezzo ad 80.000 che saranno pure dei devastati mentali ma di sicuro si sono divertiti come dei matti.
Come me.
Soddisfazioni
Ci sono canzoni che ti entrano nella testa senza volerlo. Mentre prendi il sole, mentre ritorni dal mare, mentre ti prepari per una uscita, mentre aspetti in macchina che gli altri vadano a comprare le sigarette, mentre fai shopping, mentre lavori, mentre cucini, mentre fai la spesa.
Pensi a tutt’altro ma non c’è nulla da fare, la musica è entrata nella testa e ci si ritrova a canticchiare il ritornello senza nemmeno rendersene conto.
Finche non si sente il bisogno fisico di ascoltare quel pezzo per propria scelta, andare oltre quelle quattro paroline e trovarsi a rivivere un passato per fortuna ben lontano.
E farsi una grassa, grassissima risata.
Down on my knees, I’m begging you
Down on my knees, I’m begging you
Down on my knees, I’m begging you
Please, please don’t leave meDo you really think, she can love you more than me
Do you, really, really, think so
Do you really think, she can give you more than me
Baby I know, she won’t
Cause I loved you, unconditionally I gave you even more than I had to give
I was willing for you to die, cause you were more precious to me than my own lifeDown on my knees, I’m begging you
Down on my knees, I’m begging you
Down on my knees, I’m begging you
Please, please don’t leave meI won’t believe, that you really, really, wanna leave me just because of her
Have you forgot about, all the things, we’ve been through
She was not the one, who was there for you
I loved you unconditionally, I gave you even more than I had to give
I was willing for you to die, cause you were more precious to me than my own lifeDown on my knees, I’m begging you
Down on my knees, I’m begging you
Down on my knees, I’m begging you
Please, please don’t leave meDon’t leave me
I’m begging
I love you
I need you
I’m dying
I’m crying
I’m begging
Please love me
I love you
I love you
I’m begging
please love me
I’m dying
I’m crying
Please dont’leave me, no,no, no, no, noDown on my knees, I’m begging you
Down on my knees, I’m begging you
Down on my knees, Down on my knees I’m begging you , you, you
Uomini e Donne: I nuovi tronisti
Giornata ricca oggi. Oltre alla già discussa seconda serie di “Lost”, troviamo ai nastri di partenza l’ennesimo reality che finirà alle 3.30 del mattino: “Reality Circus”. Condotto da, urli di gioia ed esaltazioni varie vi prego non strappatevi i peli dal petto o da posti che non posso dire che ci sono i bambini grazie, Barbara D’Urso.
Ma il ritorno più atteso è un altro: quello di Maria de Filippi che dopo quella gran vaccata di Unan1mous torna con “Uomini e Donne”. Che culo, vero?
Che poi Unan1mous non era tanto male come idea. Cinismo e cattiveria allo stato puro. È che i protagonisti erano stati scelti con i punti del latte Parmalat.
Ma parliamo di “Uomini e Donne”: Come ho dormito oggi nel vederlo non se ne ha una idea, quanto mi mancava.
A parte questo vediamo di conoscere i tronisti:
GIORGIO ALFIERI
Da tempo immemore si sa che siederà sul trono. L’hanno fatto vedere a fine stagione precedente presentandolo come figone immondo rubacuori. Mah. Esce dal cappello della trasmissione “Campioni”. Dopo Manuel Paesani buttato fuori dall’ex tronista Giada, ci riprovano con Giorgio. Paragona la sua famiglia a quella dei Simpson. Il Papà è Homer il combina guai della casa, la sorella è come Lisa la principessa sognatrice, la mamma che come Marge tiene in piedi tutto e lui è Bart “il bandito”. Il bandito?!? Per piacere, degli autori che scrivano dei testi! Ora!
FERNANDO VITALE
Incontrato oggi dalle solite ragazze trasbordanti da fasce per capelli usate al posto dei top e pantaloni/gonne girofica. Nessuno si immaginava che fosse lui il tronista. Noooooooooooo. Almeno ha preso il posto di Cristiano Angelucci per cui il mio televisore sta ringraziando tutti i santi per lo scampato pericolo di esplosione a furia di prenderlo a sprangate.
Fernando è l’ex corteggiatore di Michela Lombardi e sua scelta. Lui le ha detto di no e si è beccato il trono. Chiamatelo scemo. Domanda di oggi “Fernando, tra il successo e l’amore cosa sceglieresti?”, Lui: “l’amore”. Ma smettiamola! Sguinzagliate Karina, adesso!
GLAUCO
Cognome non pervenuto. Datemi tempo. Si è appena lasciato dopo 7 anni di fidanzamento. Lui voleva sposarla, lei gli ha risposto che non era pronta. Un uomo distrutto che deve riprendere in mano le redini della propria esistenza viene sbattuto in primo pomeriggio in Italiavisione a domare delle presunte veline. Odia la mondanità, parla poco ed è timido. Un classico esempio di pozzo da cui attingere per tutto l’anno.
FLORA CANTO
Ex di Filippo Bisciglia del “Grande Fratello” della scorsa edizione. Cornificata in tv viene chiaramente chiamata a “Uomini e Donne”, prende e va in tv a cercare fidanzato.
Si dice che Filippo non l’abbia presa bene. Che poi non solo la doveva sposare e le ha messo corna da adesso fino al 2015 quanto poi fa pure la parte del rosicone. Bah.
CAMILLA/VITTORIA
Non pervenuta
Menzione particolare per:
Karina Cascella: A due secondi e tre decimi dall’inizio del programma già spara a zero: la adoro. Per lei divento etero e vado a corteggiare, lo giuro.
Gianni Sperti: Arrestate il parrucchiere o consegnategli il porto d’armi. Quel capello è inguardabile.
Bene, ora posso andare a vedere il nuovo programma di Costanzo.
4 8 15 16 23 42
Oggi su Sky inizia la seconda serie di “Lost”. Lo dico giusto per la cronaca anche perché io sono troppo avanti a già l’ho vista in americano con sottotitolo in italiano e senza.
E dato che per quasi due mesi e mezzo (se non tre) me ne sono stato buonino buonino a non dire niente a nessuno per non sputtanare nulla, da oggi sono un pò più sereno perchè l’attesa è quasi finita e posso dare libero sfogo all’inciucio.
Quindi vi avverto, non mi date il “la” altrimenti vi spoilero tutta le serie senza pietà a partire da cosa c’è nella botola.
Nel frattempo attendo in messianica attesa l’inizio della terza serie che dovrebbe andare in onda a breve negli USA e che verrà scaricata a tempo di record per essere vista a tempo ancor più di record per impazzire definitivamente.
Ah, li vedete i numeri lì sopra? Sommateli, vedete la puntata e poi ne riparliamo.
E non vi lamentate accusandomi di rovinarvi la puntata perchè vedrete che sarò stato bravissimo.
Becoming a smurf
Una cosa che davvero odio è il calcio. In tutte le sue forme. Eccetto quando arrivano i mondiali e gli europei dove mi reincarno nella perfetta tipologia di uomo eterosessuale incollato davanti alla tv per tifare Italia come se me ne fottesse realmente qualcosa. Ovviamente con birra alla mano e rutto libero come nella miglior tradizione italiana e fantozziana.
Buuuuuurp! Scusate, era un richiamino della Vodka di ieri sera.
Non che voglia mettermi ancora a parlare di mondiali, chiariamo. Anche perchè dopo la nausea calcistica di metà luglio le mie palle sono arrivate al livello di allarme a causa anche di quel tormentone musicale che ora hanno penosamente rimaneggiato ed utilizzato in un cafonissimo spot Fiat che ha come payoff “c’è più gusto ad essere italiani”, del centinaio di libri con i protagonisti mezzi nudi tipo quel gran tocco di Cannavaro, dei dvd con tutte le partite dell’Italia da Adamo ed Eva ad oggi, dei francobolli che manco Lady D ne ha avuti un numero simile, e delle medagliettdi Cannavaro in primisan cosa a quelli della durex: La smettiamo?e, francobolli,s ciarperimaneggiato ed utilizze che le Giovani Marmotte gli fanno un baffo e di tutto il merchandising creato per l’occasione.
E poiché non c’è mai limite al peggio, ecco che dal ciarpame generale le menti pensanti della Durex hanno lanciato sul mercato l’”Italian Supporter”. 11 preservativi 11, uno per ogni calciatore in campo, in limited edition per sentirsi tifosi anche a letto e fare goal con la/il propria/o compagna/o. Colore? Ovvio: Blu puffo.
Vorrei dire una cosa all’ufficio marketing della Durex: La smettiamo?
Isola #1
Ad essere bella, l’isola è molto bella. Quasi da cartolina con la sua sabbia bianca e il mare cristallino. Sui concorrenti già ne abbiamo detto qualcosina che regolarmente confermo. Il ritmo è di una lentezza esasperante tanto che ho sconocchiato fino alle 23.30 per poi dire finalmente basta preso in preda alle convulsioni.
Tre sono le cose che mi lasciano perplesso:
1. Si è detto che questa dovesse essere l’edizione più dura dove la sopravvivenza costituiva la vera vittoria. Che gli isolani dovevano farsi un mazzo a tarallo perché gli veniva tolto tutto, anche la striminzita razione di riso degli scorsi anni o un semplice telone per ripararsi dalle tempeste.
E allora perché Alessandra Pierelli alzando una foglia di palma trova una quantità di legna già tagliata e secca pronta per fare un falò?
E perché una delle Kris alzando un’altra palma trova una quantità di manghi e papaye poggiate sulla sabbia che potrebbero sfamare la popolazione del congo?
Se devono morì di fame, devono morì di fame: Nessuna scusa! Li voglio vedere agonizzare! Se no che lo guardo a fare? Ah, devono anche picchiarsi. Che bei momenti nell’edizione con Antonella Elia e Aida Yespica!
2. Ho la leggera sensazione che lo scenografo sia andato al concerto di Madonna dello stadio Olimpico a Roma. Se no non si spiegherebbe quei due Wallscreen ovali che girano impazziti per lo studio, lampi a manetta insieme a fulmini di computer grafica e la tendina di specchi da cui Simona Ventura è uscita manco fosse il momento clou di un musical di Broadway.
Se nelle prossime puntate arricchiranno la scenografia con dei cavalli, delle palle da discoteca o una croce Swarovsky giuro che vado a piedi a Milano con Bazooka in spalla.
3. Qual’è l’esigenza impellente di avere come colonna sonora dell’arrivo dei naufraghi sull’isola l’agghiacciante cover di Seven Nation Army cantata dai Finley? Posso capire la canzone del film "The beach" ma i Finley che cazzo c’entrano?
There’s a party
Nonostante la valanga di casini ed imprevisti a cui sono stato provato per l’intera settimana e che mi hanno fatto venire così tanti di quei capelli bianchi che a breve sarà necessaria una tripla tinta su cui si accettano suggerimenti, alla fine sono riuscito a fare una cazzo di festa.
In principio non avrei voluto fare niente, anche perché il giorno del mio compleanno mi prende sempre male. Non per l’età che avanza. Di quella poco me ne importa, tanto continuo a vestirmi come un 16enne e ad avere la testa di un 22enne. E’ che mi scoccia il fatto in sé di festeggiare. Alla fine ho ceduto per evitare di essere preso a morsi nella palle da un pitbull drogato scagliatomi contro dai miei amici.
Abolita l’idea della campagna, per motivi logistici si è spostato tutto al mare per un party multietnico on the beach con gli amici di sempre e qualche new entry. Qualcuno che non c’era, sa perfettamente che verrà punito barbaramente in un prossimo futuro.
I momenti salienti sono stati:
1. L’aperitivo Daiquiri Frozen alla fragola preparato da Toxic che ci ha accappottato in un nanosecondo.
2. La preparazione di un tzatziki alla cazzo di cane con risultati davvero degni della guida michelin italia 2006.
3. Preparazione di un guacamole a mio parere rivoltante ma da tutti elogiato. Forse avrà fatto contrasto con l’8° drink e la salsa tex mex superpiccante. Poi non saprei. Con l’avocado ho sempre avuto un brutto rapporto.
4. Sparizione a tempo record di un cous cous alle verdure di cui è stato ritrovato il vassoio di portata solo dopo due ore su cui il ris sta ancora effettuando controlli.
5. Braciata ad opera del “Lord of the Grill” che è stato obbligato a ritirarsi dal campo per evitare di far prendere fuoco alla casa dopo che è stato visto barcollare con le chiappe da fuori e un tizzone ardente tra i denti.
6. Tentativo da parte della ciurma ubriaca e molesta di far piangere il sottoscritto cantanto “perché è un bravo ragazzo…” un numero di volte pari ad infinito ed oltre nel momento di apertura dei regali. Tentativo miseramente fallito. Questa volta ho avuto la situazione sotto controllo. Soprattutto quella alcolica.
7. Brindisi nell’acqua e tentativo della ciurma ancora più ubriaca e ancor più molesta di gettarmi a mare vestito. Tentativo non effettuato a causa dell’armamentario tecnologico che portavo nelle tasche che mi avrebbe visto costretto ad una repentina capata in bocca ai colpevoli.
8. Trasformazione del pavimento di casa da spiaggia a piscina alcolica a terreno appiccicoso su cui a fine giornata è stato trovato di tutto. Anche un paio di tette di ricambio di Carmen di Pietro di cui non sapevo l’esistenza.
Alla fine è stata una bella giornata, devo ammetterlo. Una giornata in cui si è riuscito a capire qualcos’altro di me che era sfuggito in tanti anni. Al fatto che le persone possono cambiare e che quelle che escono dalla mia bocca non sono solo parole. E al fatto che per vedermi sorridere tutto sommato basta poco. Una giornata dove qualcuno ha azzeccato tutto e non avrebbe potuto fare di meglio e che è stato in grado di stupirmi come nessuno è mai riuscito a fare.
Isola dei famosi 4
Mercoledì inizia l’isola dei famosi. Quest’anno sono abbastanza impreparato così cerco notizie sul cast. In un secondo lo trovo. Eccolo:
Andrea De Gortez - fantino del palio di Siena. Punto interrogativo.
Claudio Chiappucci – ciclista. Secondo punto interrogativo.
Maurizia Cacciatori – pallavolista. E siamo a tre punti interrogativi.
Massimo Ceccherini – attore della scuderia di Pieraccioni. Meglio Ceccherini che Carlo Conti.
Luca Calvani – attore e corteggiatore di “Uomini e donne”
Raffaello Balzo – attore gran chiavata mai visto prima. E per dirlo io…
Fernanda Lessa – Dopo aver fatto la dj nella discoteca sotto casa mia era arrivata alla frutta.
Domiziana Giordano – attrice. Per me poteva pure vendere frutta. Mai visto un suo film.
Kris & Kris – Veejay e deejay.
Alessandra Pierelli - Ex Costantino. Non contenta si fa ancora più del male.
Sara Tommasi – schedina. Totalmente sconosciuta a me. Ecco una diapositiva.
Raoul Casadei - re del liscio. Quest’anno vogliono farci scappare il morto in diretta?
Si dice che Giorgio Gori abbia destinato un investimento superiore al 25% rispetto alla precedente edizione. Ma questo 25% in più, visto il cast, dove è andato a finire?
Perplessità infinita. Su tutto. Già ne ho le palle piene e deve ancora cominciare.
Don’t Be Light
Le aspettative sono sempre state uno dei motivi base che mi hanno sempre creato una valanga di serie problematiche che oltrepassano la follia. Perché se la rasentassero mica starei qua a parlarne. Si farebbe finta di niente e ciccia. Ma tant’è.
Come il più stupido degli esseri umani, il qui presente imbecille, è in grado di comprendere le cose solo col senno di poi. Mai un po’ prima mi raccomando. Preciso preciso in ritardo. Se colossale, ancora meglio.
E, col famoso senno di poi di cui sopra, mi rendo conto solo ora che quando i miei amici mi accusano di avere aspettative continue e che è per questo che vivo male ogni momento della mia incasinatissima vita è lì che invece di incazzarmi a morte e buttargli merda in faccia dovrei mettermi la lingua in culo, abbassare la testa ed incassare senza fiatare. Perché alla fine hanno ragione. Una ragione coi controcazzi armati.
Perché uno va via un mese e mezzo. Poi ritorna per una manciata di giorni. Poi riparte ancora. E ritorna definitivamente. E nel prima, durante e dopo si accende una scintilla che però la si lascia da parte in tacito accordo perché dopotutto con l’estate in mezzo mica uno può mettere carne a cuocere. Con tutti i rischi del caso, si intende. Anche perché il tempo passa per tutti e a furia di rimandare ci si può pure rompere le palle. Ma non c’è niente da fare: in ogni caso la mente vola e le aspettative pure.
Ed ecco l’errore: Invece di prendere quello che di buono di volta in volta si può avere, io ripongo puntualmente delle aspettative nel volere di più. Perché tutto sommato in due si sta meglio, si sa. E si sta meglio soprattutto con chi fa venire le palpitazioni anche solo a rileggere un messaggio stupido con occhiolini e faccette buffe.
E poi si ritorna alla vita di tutti i giorni. All’improvviso le cose cambiano senza un ma ed un perché e ci si scontra con una nuova realtà. Domande del cazzo, risposte ancor più del cazzo, sparizioni, apparizioni, chattate senza senso, sms senza risposta. Insomma, una vasta collezione di punti interrogativi in cemento armato antisismico moltiplicati all’infinito.
E non dite che forse sono stato frainteso. Perché non posso assolutamente essere stato frainteso. Più chiaro e cristallino non potevo essere. Mi sono esposto, e pure troppo. E’ che ora è comparso un muro. E questa volta non sono io il proprietario.
Ed è per questo che questa volta non mi incazzo. Perché lo stronzo sono io. Io che in un mese e mezzo avevo già messo su un piedistallo qualcuno che forse tanto tanto giusto si è rivelato non essere. Io che avevo abbattuto finalmente i miei muri che di giorno in giorno ricrescono mattone su mattone.
Forse devo fare come gli altri che si fanno scivolare le cose addosso. Dovrei essere più leggero in tutto. Anche se è più forte di me, non riesco proprio a prendere le cose così alla leggera.
E poi ripenso a chi prende ferie, macina chilometri, risolve problemi, ne inventa ogni giorno una e spende l’ira di dio per passare un weekend con l’intento di far nascere sulla mia faccia un sorriso. Riuscendoci.
Il genio della conquista
Ovvero, come nascono gli istinti omicidi in sole 5 battute.
Italian Psycho disteso a riva a prendere il sole oliato come una crocchetta di pollo del Mc Donalds viene avvicinato dal peggio del peggio del classico conquistatore da spiaggia.
1#
GDC: Ciao, disturbo?
IP: Beh dipende.
GDC: Da cosa?
IP: Da quello che vai cercando
GDC: Ah
IP: Tu cosa vai cercando?
GDC: Eh, la luna!
IP: E mi sa che hai proprio sbagliato orario…saranno quasi le due del pomeriggio, quale luna vuoi trovare?
GDC: Quella che si riflette nei tuoi occhi
IP: Forse tu hai bisogno di un oculista ed io di un fosso per vomitarci dentro.
2#
GDC: E che fai qui a prendere il sole tutto solo?
IP: l’hai detto, prendo il sole tutto solo.
GDC: E non vuoi nessuno che ti faccia compagnia?
IP: Guarda, non sto attrezzando una partita a burraco quindi non mi serve un partner.
GDC: Quindi vuoi stare in tranquillità?
IP: Direi di si
GDC: Ma sai che si può stare in tranquillità e rilassarsi anche in due?
IP: Sai che non ci avevo mai pensato? Spè che me la segno questa, potrebbe tornarmi utile.
3#
GDC: Sai che sei carino? Anzi, molto ma molto carino.
IP: Grazie.
GDC: Guarda che puoi fare complimenti anche tu.§
IP: Anche se devo mentire?
GDC: Però osservando bene c’hai un po’ di panzella del commendatore…
IP: Scusami?
GDC: Beh si, la panzella del commendatore.
IP: fammi capire, tu vorresti scoparmi a sangue, fai di tutto per farmi cadere ai tuoi piedi e mi dici che c’ho la panza? Ma forse qualcosa non ti funziona in testa? Poi sta panza ora dove la vedi?!?
4#
GDC: Ma tu sei carne o pesce?
IP: Prego?
GDC: Mi chiedevo se tu fossi carne o pesce?
IP: Di domande strane in tanti mesi me ne hanno fatte…ma non potresti essere più diretto? A questa non ci arrivo proprio…
GDC: Mi chiedevo che preferenze sessuali hai
IP: A letto?
GDC: No, se sei gay, bsx, etero.
IP: Sono in una spiaggia gay, cosa credi che io sia?
GDC: Beh non saprei, ancora non ti ho visto camminare.
IP: Ma è una candid camera questa?
5#
GDC: Beh dai io vado, se mi vuoi sono lì con l’ombrellone
IP: Non credo ti verrò a cercare quindi ti saluto ora
GDC: Sai come vanno le cose, al tramonto vengono strane voglie.
IP: In effetti al tramonto io giro per la spiaggia a gambizzare le persone
GDC: Tanto ci rivediamo dopo, lo so.
IP: Ma cosa te lo fa pensare scusa?
GDC: Li conosco i peperini come te.
IP: Peperino?!? Manco mia madre a 3 anni mi ha mai chiamato peperino…
GDC: C’è sempre una prima volta.
IP: Anche per mandarti a fanculo?





