Nuovi trend da discoteca
Il locale del giovedì è uno dei migliori luoghi per studiare al meglio l’ambiente gay napoletano e intuire quelle che saranno le mode della stagione invernale prossima ventura.
Qui di seguito una pratica guida per non rimanere impreparati ad un invito dell’ultimo momento e sapere sempre come vestirsi e che argomenti trattare al fine di evitare di essere guardati come una merda secca al sole d’agosto.
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La scena sarà presa d’assalto da ragazzini massimo 18enni ed anoressici che avranno appena preso il patentino o che si saranno appena iscritti alla prima elementare dopo aver superato a pieni voti la scuola materna. Gli over 20 saranno una specie in via di estinzione. Appena entrati, infatti, il WWF tatuerà un codice a barre dietro la nuca e inserirà un chip nel lobo dell’orecchio per tenere sotto controllo con un Tom Tom Go gli sfortunati che potrebbero essere attaccati da eventuali istinti isterici da parte dell’asilo presente.
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Altro trend sarà l’abbronzatura. Tutti i gay dovranno essere abbronzati come se fossero appena tornati da 4 mesi a Sharm El Sheik. Il gay Doc non sarà colorito, sarà nero pece.
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Per l’abbigliamento permarrà la moda delle righe ma saranno messe al bando le magliette attillate. Ora si indosserà solo ed esclusivamente camicie avvitate. Per quanto riguarda l’underwear si sceglierà ovviamente per slip o parigamba “Dolce & Gabbana” che dovranno fuoriuscire quel tantinello che basta affinché la marca sarà visibile da
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Per i capelli non ci saranno mezze misure. O lunghi lunghissimi che sfideranno la forza di gravità in strane architetture dal misterioso equilibrio, o corti cortissimi con eventuali finte cicatrici in perfetto stile Daniele Interrante.
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Il gay dovrà profumare, sempre e comunque, emanando zaffate come se si stesse entrando da Sephora. Chi ha mai detto che “l’uomo ha da puzzà”? Il gay, non può puzzare e non può assolutamente sudare. Si dice che ai ribelli verrà iniettato direttamente nell’ascella una dose massiccia di Ck Summer in limited edition.
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L’ala da gabbiano sfiorerà il limite dell’indecenza. Se in passato si era abituati ad una sottile strisciolina di peluria ben potata e coltivata amorevolmente dal proprietario, d’ora in poi si estirperà il problema alla radice. Via tutto! Non ci sarà praticamente più nulla come una agghiacciante versione aliena.
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Il gay deve seguire con il labiale almeno l’80% delle canzoni pop e dance che metteranno durante la serata. Per il restante 20% si informerà su titoli e artisti per scrivere un memorandum su un cellulare di ultimissima generazione che fa anche da caleidoscopio multicolore e che a tratti telefona pure.
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Argomenti di conversazione saranno i soliti: Christina Aguilera, Britney Spears, Madonna e Beyoncè. Il tutto intervallato dal solito gossip becero da “Diva e Donna”o “Dippiù”.
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Altro trend sarà il bere. Al bando il fumo che impuzzolentisce come manco un camion della nettezza urbana, ora si beve. Indecentemente. Perché si dovrà socializzare completamente ubriachi e uscire dal locale strisciando. E qua ci siamo: una Heineken e mezza da 66 Cl, due vodka liscia, mezzo caipiroska, due birre rosse alla spina e mezza vodka lemon. Sono perfetto su questo aspetto, o no?
Mi sa che con una chiavata di ringraziamento ci faccio ben poco anche perché il ragazzo vuole ovviamente di più. Brrrr. Ma fare la parte del fidanzatino riconoscente o del bell’oggettino mi sta a morte come solo Hitler può capire. Ma non tenendomelo buono perderò l’opportunità di lavorare in quella e altre aziende ad essa collegate per i prossimi 40 e passa anni a meno che non vada di cambio di connotati dal chirurgo estetico. Mi sento molto Elisabetta Gregoraci, lo ammetto. Ma non credevo che anche il mondo del lavoro fosse così palesemente un puttanaio. 

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