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Archive for ottobre, 2006

Nuovi trend da discoteca

Il locale del giovedì è uno dei migliori luoghi per studiare al meglio l’ambiente gay napoletano e intuire quelle che saranno le mode della stagione invernale prossima ventura.
Qui di seguito una pratica guida per non rimanere impreparati ad un invito dell’ultimo momento e sapere sempre come vestirsi e che argomenti trattare al fine di evitare di essere guardati come una merda secca al sole d’agosto.

1#
La scena sarà presa d’assalto da ragazzini massimo 18enni ed anoressici che avranno appena preso il patentino o che si saranno appena iscritti alla prima elementare dopo aver superato a pieni voti la scuola materna. Gli over 20 saranno una specie in via di estinzione. Appena entrati, infatti, il WWF tatuerà un codice a barre dietro la nuca e inserirà un chip nel lobo dell’orecchio per tenere sotto controllo con un Tom Tom Go gli sfortunati che potrebbero essere attaccati da eventuali istinti isterici da parte dell’asilo presente.

2#
Altro trend sarà l’abbronzatura. Tutti i gay dovranno essere abbronzati come se fossero appena tornati da 4 mesi a Sharm El Sheik. Il gay Doc non sarà colorito, sarà nero pece.

3#
Per l’abbigliamento permarrà la moda delle righe ma saranno messe al bando le magliette attillate. Ora si indosserà solo ed esclusivamente camicie avvitate. Per quanto riguarda l’underwear si sceglierà ovviamente per slip o parigamba “Dolce & Gabbana” che dovranno fuoriuscire quel tantinello che basta affinché la marca sarà visibile da 8 km di distanza anche in assenza di luce.

4#
Per i capelli non ci saranno mezze misure. O lunghi lunghissimi che sfideranno la forza di gravità in strane architetture dal misterioso equilibrio, o corti cortissimi con eventuali finte cicatrici in perfetto stile Daniele Interrante.

5#
Il gay dovrà profumare, sempre e comunque, emanando zaffate come se si stesse entrando da Sephora. Chi ha mai detto che “l’uomo ha da puzzà”? Il gay, non può puzzare e non può assolutamente sudare. Si dice che ai ribelli verrà iniettato direttamente nell’ascella una dose massiccia di Ck Summer in limited edition.

6#
L’ala da gabbiano sfiorerà il limite dell’indecenza. Se in passato si era abituati ad una sottile strisciolina di peluria ben potata e coltivata amorevolmente dal proprietario, d’ora in poi si estirperà il problema alla radice. Via tutto! Non ci sarà praticamente più nulla come una agghiacciante versione aliena.

7#
Il gay deve seguire con il labiale almeno l’80% delle canzoni pop e dance che metteranno durante la serata. Per il restante 20% si informerà su titoli e artisti per scrivere un memorandum su un cellulare di ultimissima generazione che fa anche da caleidoscopio multicolore e che a tratti telefona pure.

8#
Argomenti di conversazione saranno i soliti: Christina Aguilera, Britney Spears, Madonna e Beyoncè. Il tutto intervallato dal solito gossip becero da “Diva e Donna”o “Dippiù”.

9#
Altro trend sarà il bere. Al bando il fumo che impuzzolentisce come manco un camion della nettezza urbana, ora si beve. Indecentemente. Perché si dovrà socializzare completamente ubriachi e uscire dal locale strisciando. E qua ci siamo: una Heineken e mezza da 66 Cl, due vodka liscia, mezzo caipiroska, due birre rosse alla spina e mezza vodka lemon. Sono perfetto su questo aspetto, o no?

A. A. A. Cercasi costumista

Quando vedo il video “Borderline” di Michael Gray il mio cervello entra in modalità “segreteria telefonica lasciare un messaggio dopo il segnale inesistente”. Occhio vitreo e perso nella tv per tutta la durata della canzone con affioramento di due istinti completamente opposti.
Il primo è quello di stuprare selvaggiamente i quattro puttanoni che:
1# fanno di un sesso indicibile
2# sono riusciti nella massima prova di risvegliare i miei defunti istinti eterosessuali.
E un po’ mi preoccupo. Eh si. Se stessi inconsciamente ritornando etero? E se domani, giusto per parafrasare “Ricomincio da tre”, mi svegliassi e cominciassi a uscire, toccare le femmine e andare a rubare? Improbabile, ma mai dire mai nella vita.
Il secondo istinto è di natura omicida: Vorrei colpire a violente forchettate negli occhi le suddette puttanone, gettare i loro corpi nelle fogne dopo averli segati in pezzi 10×10 e seguire l’irrefrenabile desiderio di andare a sculettare e troieggiare al loro posto.
E qui mi rendo conto che sono gay. Proprio gay. Ma gay perso.

Come una partita di poker

Tra le varie persone che ho conosciuto l’estate scorsa una menzione d’onore va a Sbullonato. Prende questo soprannome a causa di 3 giorni passati insieme in cui, nonostante i miei continui e infiniti chiarimenti, decise autonomamente di trattarmi come se fossi stato il suo fidanzato offrendomi tanto di cenette a lume di candela per poi propormi di cominciare una fantomatica storia con lui. Illuso.
Io gli ho ovviamente negato questa possibilità per tutta una serie di motivi che è meglio non trattare per non scrivere 8 fogli A4 e far cadere le palle a terra a tutti quanti.

Sbullonato: Sai, ho pensato molto a noi due.
Italian Psycho: A noi due?
S: Si certo. Tu no?
IP: Beh io non ci ho minimamente pensato
S: Ma come?!?
IP: Forse mi sono perso un pezzo…ma da quando c’è stato un “noi due”?
S: Beh, non puoi negare che tra di noi è nato subito un certo feeling…
IP: Si definisce scopata, non feeling.

E qui ho chiaramente sentito il suo cuore fare “CRACK”.

Sbullonato ha incassato il colpo ed è ripartito alla volta di Milano seppur rilanciando l’offerta mettendosi a disposizione per prenotarmi i voli aerei per tutti i weekend invernali nel caso cambiassi idea. Ma io, niente. Ho mantenuto la mia ferrea posizione. E per rafforzare la mia posizione ed evitare che certi miei comportamenti potessero essere fraintesi ho cominciato a rispondere ad una telefonata ogni venti tentativi di chiamata.
Nella telefonata fortunata ha rilanciato ancora. Dice che ha pensato molto a me e che tramite conoscenze avrebbe la possibilità di farmi lavorare per una nota multinazionale cosmetica parigina e di non pensare minimamente di trovarmi alloggio a Milano visto che mi ospiterebbe vita natural durante a casa sua.
Non so voi, ma questa situazione ha un solo nome: Trappola da puttana.
Sappiamo tutti che un impiego in quella multinazionale farebbe gola a tutti, ma che fare?
Mi sa che con una chiavata di ringraziamento ci faccio ben poco anche perché il ragazzo vuole ovviamente di più. Brrrr. Ma fare la parte del fidanzatino riconoscente o del bell’oggettino mi sta a morte come solo Hitler può capire. Ma non tenendomelo buono perderò l’opportunità di lavorare in quella e altre aziende ad essa collegate per i prossimi 40 e passa anni a meno che non vada di cambio di connotati dal chirurgo estetico. Mi sento molto Elisabetta Gregoraci, lo ammetto. Ma non credevo che anche il mondo del lavoro fosse così palesemente un puttanaio.
E se mandassi tutto a monte per andare a vendere noci di cocco ai cinesi o allevare api assassine in Tanzania?
In tutto ciò, come se non bastasse, domani riapre "la stagione delle danze". E sono convinto che non perderò occasione per fare altri lutti. L’unica cosa che spero è di riuscire a contenermi con la mia fidata ancora di salvezza: l’alcol. Anche se la vedo molto difficile.

Madonna Vs Armani Remix


Le confezioni flowpack stampate con il logo cromato Remix si uniscono e si completano in un gioco di specchi, per un effetto riflettente, urbano e alla moda, che prende spunto dai volantini dei concerti.

Di Madonna aggiungerei io. E non parliamo della pubblicità  in tv che è un plagio pauroso.
E dire che c’è gente che viene davvero pagata, e bene, per questi colpi di genio.

Le tecnica del riciclo: applicazioni

Fino ad oggi non ho detto nulla su “La pupa ed il secchione”, anche perché alla fine ne hanno parlato un po’ tutti. Ma oggi non posso proprio farne a meno. Tralasciamo l’intelligenza delle ragazze paragonabile ad un tavolino Lack dell’Ikea e parliamo di cosa è successo nella tarda serata di ieri.
E’ entrato in gioco un nuovo secchione, l’ingegnere 22enne Accinelli, che ha dovuto, immerso in una vasca di schiuma, sigaro in bocca e bibita da Club Med in mano (gli autori si discolpino, adesso!), scegliere la sua pupa.
Le alternative erano due: Laura Albertin, Miss padania 2005, e Amalia Roseti, corteggiatrice storica e divina rifilatrice di due di picche di Uomini e Donne.
Per chi non ricordasse il curriculum televisivo di questa reincarnazione del male umano, del trash televisivo e della falsità che corrisponde al nome di Amalia può tranquillamente cliccare qua e qua senza sbattersi a cercare notizie su Google.
A parte il fatto che, grazie all’intervento di numerosi lettori, sono venuto a sapere che Amalia studia allo Iuml e che quindi un po’ come Silvia ci sta prendendo un po’ tutti per il culo visto che tanto scema non è, vorrei però porre attenzione sulle armi che ha usato per convincere il secchione a sceglierla.
Uno spogliarello erotico come Valeria Marini sulla mortadella degli indimenticati tempi di “Bambola” e sculettamento ballerino intorno un palo da lap dance che, a confronto, un’ anguilla col Parkinson avrebbe potuto vincere “Ballando con le stelle”.
Ammetto però che la ragazza ci sa fare. C’è voluto un anno di insulti da Maria de Filippi ma alla fine è stata scelta come pupa ed è in televisione in prima serata.
Certe persone sono come le mode: Prima o poi ritornano sempre.

Appunti di viaggio

Forse sarà una banalità ma quando si dice che nella vita c’è sempre una prima volta devo dire che è vero. Si è sempre un po’ vergini tutto sommato. E questi giorni, sebbene non credevo ce ne fosse ancora possibilità, mi hanno sverginato ulteriormente. Esempi?

1#
Arrivare alla carrozza 10 posto 116 e trovare un pessimo esemplare maschio di pseudo umano che ingurgitava famelicamente un panino alla salsiccia nel buio totale dello scomparto dentro cui si era chiuso tirando anche le tendine. Il picco di finezza si è avuto quando, alitando una essenza mista a bambino morto da 4 anni e mezzo e cipolla all’uovo marcio, mi ha chiesto se quello fosse il treno per Torino. Purtroppo si, era proprio quello il treno per Torino.

2#
Arrivare a Roma, vedere salire Miss “E’ mia e ce l’ho solo io” e trovarsela di fronte per 6 ore in cui non ha degnato di un fetente di sguardo infastidito nessuno. Unica eccezione è stata la richiesta da parte sua di leggere il mio Vanity Fair che ho gentilmente prestato e che mi ha restituito con un “grazie” comprensivo di faccia schifata. In questa situazione mi sarei voluto alzare e urlarle: “Piccola stronzetta, se c’hai la patata non me ne passa manco per il cazzo dato che sono un finocchio doc, quindi evita di fare la vippettina e fai poco la schizzinosa che sei una pezzente e non tieni manco 1,50 € per prenderti Vanity Fair! Snobbettina di sto cazzo”.

3#
Giungere a Moneglia e trovare come comitato di benvenuto un signore che per la gioia infinita derivante dal mio passaggio in quella ridente località ha pensato bene di rendermi omaggio lanciandosi sotto ai binari del treno richiamando polizia scientifica e giornalisti facendomi arrivare a Genova con 1 ora di ritardo. Pace all’anima sua.

4#
Mangiare la focaccia più buona in assoluto ma più malefica della storia della digestione. Che pare una specie di pizza molto sottile mentre in realtà c’è il doppio fondo ripieno di chili e chili di stracchino che ho tentato di digerire in una nottata molto ma molto difficile. Si dice che intorno alle 5 del mattino sia stata avvistata sul mio stomaco una scritta r.i.p.

5#
Andare a bere un boccale di rhum al miele in una sorta di cambusa di una nave in perfetto stile “pirati dei Carabi” con un proprietario in loop alcolico dal 1985 e ritorno.

6#
Girare per i vicoletti alla ricerca di una caffetteria e chiedere informazioni a delle signorine un po’ discinte che si sono rivelate essere dei gran puttanoni che avrebbero voluto incarrettarci ben volentieri. Donnine stolte!

7#
Fare uno spuntino a base di pescetti fritti sulla prua di una nave con panorama mozzafiato su tutta Genova e l’architettura di Renzo Piano e constatare che
quello che si stava mangiando era più olio che pescetti. Ma che ce frega. E poi perché le cose che fanno male sono sempre quelle più buone?

8#
Diventare delle palline impazzite: Lanciarci in fretta e furia a Portofino per un gelato in piazzetta sfidando il meteo, il traffico e il portafogli, correre a Rapallo a compare pasta fresca e ripieni e tornare a Genova per una last minute di shopping alla H&M che ho eletto a miglior negozio del mese visto che con 40€ me ne sono uscito con 1 maglioncino, 2 paia di calzini a righe, un bracciale figoso da trend setter ed un tascapane. Tappa a casa e poi via ancora per una cena genovese fatta apposta per me. Roba da mangiare per un esercito e mezzo, fiumi di vino bianco e spumante. Al secondo primo eravamo definitivamente Ko con ampi sintomi di cagotto. Io, stranamente, ero fresco e integro come mai.

9#
Tuffarmi in un mondo non mio ma che, mandando tutto a puttane, avevo voglia di conoscere seppur con la paura di trovarmi in una situazione ingestibile. Ed invece rendersi conto che sì, sarà pure lontano 713 Km, ma tutto sommato è un mondo vicinissimo al mio. Con i suoi splendidi amici compresi. E constatare che di cose in comune ce ne sono. Eccome se ce ne sono. Ne sono fottutamente troppe.

Insomma, è stato uno sverginamento continuo.
Vado a fumarmi una sigaretta.
Che sto stanco.

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