E’ tardi, è tardi, è tardi!
Correre. Sempre e comunque. Oramai se non si corre non siamo contenti.
Ed io sono il primo, eh? Già mi complico la vita e me la stresso che solo
Guido e trovo la macchina dietro di me che suona il clacson per avvisarmi che il semaforo a destra sta per diventare rosso e che in un nanosecondo sarà verde per noi. Perché potrebbe farsi venire un ictus ad attendere 1 secondo in più.
Vado al supermercato e tutto è fast. Pasta già cotta e condita che la passi al microonde ed è pronta in 2 minuti, cibi vari che basta sciogliere i cubetti surgelati e hai già pronto un contorno, nel balsamo c’è il ristrutturante, nello shampoo c’è il balsamo col fortificante, nel docciaschiuma c’è lo shampoo con l’antiforfora e l’anticaduta. Manca solo la scopa e la paletta per raccoglierli.
Tutto per ridurre i tempi e correre. Non sia spetta neanche un bambino senza conoscere se sarà maschio o femmina. Perché alla fine si devono comprare abitini e regalini rosa o azzurri.
Oppure la colazione in strada. Non resisto a vedere qualcuno che esce dal bar carico di ogni ben di Dio mentre lo mangia per strada. E questo è uno dei motivi per cui se andassi in America mi verrebbe un’ulcera a vedere la gente fare colazione in metropolitana con bicchieroni di caffé, sacchetti pieni di muffin o ciambelle glassate e lucide come palle da bowling.
Manco 5 minuti al bar rilassati. No, tutto di corsa. Tutto “To go”. Per trasformarci in tante palline rimbalzine cariche di stress.
Anche camminare è diventato stressante. In America, nei telefilm, vedi tutti che mentre camminano fanno la maratona. A Milano è lo stesso. Un po’ meno a Roma anche se nei passaggi di metropolitana se non si regge il passo si rischia di essere buttati a terra e venire calpestati da chiunque.
A Napoli per fortuna è diverso. A Napoli esiste l’intaso. Se sei alla guida potresti trovare qualcuno che ti punta la pistola alla tempia perché non ti sei accorto che
Vado così di corsa che penso sempre al cosa fare dopo e a programmare tutto per velocizzarmi. E alla fine non focalizzo mai l’attenzione su quello che realmente accada attorno.
Come quando dò la mano, quando conosco qualcuno, mi dimentico sempre di schiacciare il pulsante REC della registrazione e poi non mi ricordo come si chiama. La stretta di mano diventa una gomma che cancella il nome.
Anche la tecnologia è diventata più veloce. Adsl velocissime, distanze sempre più vicine, contatti sempre più facili e cellulari sempre più piccoli.
Peché oggi conta quanto uno ce l’ha piccolo. Il cellulare. Ci sono ragazze che quando squilla e si prendono l’anno sabbatico per cercarlo nella borsetta. Vi aiuto io. E’ sul fondo. E’ sempre sul fondo.
Poi mentre vedi lo speciale “Matrix” su Anna Maria Franzoni con Taormina e Di Pietro capita che cambi canale e ti trovi una specie di donna discinta e rifatta che pare un trans uscito dalla clinica del Dr. Frankenstein con in sovrimpressione la scritta gialla lampeggiante “Chiama e godiamo in 30 secondi”.
Adesso pure l’ansia da prestazione e l’eiaculazione precoce ci voleva.
Alla fine si dovrebbe fare come ad Hyde Park. Portare una cassetta della frutta, rovesciarla, salirci sopra e dire che ci siamo sbagliati. Che tutti noi abbiamo sbagliato e che la situazione ci è scivolata tra le mani. Ed ora che ce ne siamo resi conto dobbiamo solo organizzarci.
Rifacciamo tutto da capo e prendiamoci un momento per noi stessi. (Thanx Fabio again)

novembre 27th, 2006 at 09:57
belle parole..ma ce ne vuole per ricominciare..e tempo non c’è!
novembre 27th, 2006 at 10:32
alla stretta di mano io ascolto sempre il mio nome mentre lo pronuncio. poi l’oblio.
ma non è una questione di eccessiva velocità. è proprio che son stupida.
e quello che serve si trova sempre sul fondo della borsa, soprattutto se sono chiavi, soprattutto se piove e il portone non è protetto, se piove e hai già la sigaretta in bocca – priva di coscienza hai anche gioito di aver immotivatamwente trovato subito il pacchetto – e l’accendino sta sotto alle chiavi.
mentre si corre ci si affanna, e si è meno lucidi, e ci si accorge meno di cosa è la vita che ci si sta dando.
correre è un po’ stordirsi.
novembre 27th, 2006 at 11:36
Mi sa che il buon Fabio stia tenendo un pò troppo a bada l’attributo "psyco" della tua persona…
Come un ciclo di sedute dalla psicanalista. Se poi sia un bene o un male per te…beh..
La stretta di mano: io in quel momento oltre a pensare a tutti altri cazzi non guardo neanche in faccia la persona.
Nome e volto totalmente irreperibili in memoria.
novembre 27th, 2006 at 14:24
Sono napoletano a vivo a MIlano da 7 anni. Ti confermo che nel capoluogo lombardo in metropolitana rischi la vita se non segui il passo delle persone che ti stanno intorno.
Quando scendo a Napoli mi sembra tutto più lento.
novembre 27th, 2006 at 14:44
aha, e così perdi i capelli. … … :p
mi associo a “ascolto il mio nome durante la stretta di mano”: sono stupida anch’io.
novembre 27th, 2006 at 19:18
Diamine ecco dove finisce puntualmente il mio cellulare: è lì, adagiato sul fondo!!
Io comunque sta frenesia di oggi non la sopporto, stiamo caaalmi e godiamoci un po’ la vita, please
novembre 28th, 2006 at 00:20
un post sulla fretta, che però vale la pena di leggere con calma.
che strane dicotomie. ma soprattutto, che cosa cazzo è una dicotomia? l’ho sentito prima, al cinema, e volevo assolutamente usarla.
ti regalo una dicotomia. con affetto.
novembre 28th, 2006 at 01:10
Ma lo sai che mi hai quasi suggerito un prossimo post?
Lo sai quanto mi ritrovo in questa descrizione?
Lo sai che un po’ ce l’ho con te perché mi rivedo pallina-da-flipper scritto nero-su-bianco?
novembre 28th, 2006 at 08:17
Chissà come mai quando io vengo giù invece mi rilasso…..anche se ci si mette due ore due per fare 100 metri in macchina. Sarà forse che la mia spina è perennemente staccata…
novembre 28th, 2006 at 09:59
A qualcuno và una tisana?
Due tisane?
“Salve Andrew” shakeshakeshake “Oh che coincidenza anche lei Andrew?!?!!!”
….per quello bacio tutti….odio l’handshake….mi confonde.
Lentamente Drew (much more insane than ever)
novembre 28th, 2006 at 17:51
Azzo! Non ho abbastanza tempo per lasciare un commento! Devo correreeeeeee! Saluto velocemente il blogger (del quale ho dimenticato il nome con una stretta di mano) e scappo! CIAOOOO!
novembre 29th, 2006 at 08:57
volevo commentare… ma vado di fretta.