Il dottor P e le donne
Già il titolo del post mi fa ridere. Ma cominciamo lo stesso e vediamo di fare le persone serie.
Baby Camorrista
La prima volta fu all’asilo dove conobbi, tra un disegno di un’isola tropicale e una casa fatta col didò, una bella bambina tanto carina con le treccine rosse, abitini da inglesina ed enormi occhi verdi che mi guardava teneramente. In realtà dietro il suo sguardo da innamoratina di Peynet si nascondeva una bimba con le manie di controllo che manco l’FBI.
Ogni movimento, dal cambio di pennarello all’alzata di mano per andare in bagno, era scandito dal suo “che fai?”, seguito da una mia spiegazione e da un suo “perché?” e da un mio “perché si” e, in fine, da un suo “No, non puoi”.
Ok che da piccoli si è simpatici come un gatto attaccato alla schiena, ma lei rappresentava tutti i gatti di Napoli e dintorni che facevano a gara per trovare un cm quadrato libero sulla mia schiena.
L’idillio fu ben presto rotto quando
Io sono pure partito con tutte le buone intenzioni per esprimermi, poi è stato col passare del tempo che ne ho avute le balle piene. Avessi continuato a dipingere e suonare la chitarra forse non starei qua a scrivere. Va bene che altre 5 o 6 ideuzze le avrei pure, ma per il momento è roba campata in aria.
La Baby Camorrista si rassegnò. Ma solo dopo avermi piantato una sedia dietro la testa. E uscì di scena completamente visto che la espulsero dalla scuola. Ci vuole l’arte ad essere espulsi all’asilo.
Wonder Girl
E passiamo alle elementari. Lì da un lato del mio mini banco avevo quella che tutt’ora è la mia migliore amica, dall’altro quella che con ostinazione voleva diventare la mia fidanzatina.
Era più alta di me, più grassa, più brutta, coi baffi, mascolina e giocava a calcio. Io ero minuto, caruccio, senza baffi, giocavo a “Strega comanda color” e riordinavo la casa delle Barbie (quella con l’ascensore rosa) della mia migliore amica.
In quinta elementare capii una cosa. Io ero il suo fidanzato ma non lo sapevo. E se avevo addosso gli occhi di qualche ragazzina, lei la pestava a sangue. Se avevo gli occhi addosso da qualche ragazzino che mi voleva fare uno scherzo, lei pestava a sangue anche lui.
L’ultimo giorno di scuola, quasi con le lacrime agli occhi, mi salutò dandomi un bacio a stampo sulle labbra. Io ero rosso come non lo ero mai stato e ovviamente tutti i bambini del pulmino che mi riaccompagnava a casa mi presero per il culo. Lei prese a testate ad uno ad uno tutti i bambini. Stavo con Wonder Woman e non lo sapevo.
Eppure-le-nuvole-ci-sono Girl
Arriviamo alle medie. Alle medie c’erano sempre feste. Ed è lì che comincia sempre tutto.
E c’era un iter da seguire. L’amica della ragazza adocchiata veniva in avanscoperta per sapere se si era interessati per poi tornare dalla tipa che, soddisfatta, confabulava con le amiche e decideva sul da farsi. L’amica della ragazza tornava e diceva che avevo via libera. Andavo e le chiedevo di ballare un lento e nel mentre avveniva la proposta del “metterci assieme”. Lei diceva di no, io non capivo e riparlavo con l’amica. L’amica diceva che dovevo fare un altro ballo. Nel secondo ballo avveniva la seconda proposta e questa volta “ci doveva pensare”. 10 minuti dopo l’amica messaggero veniva per dire che accettava la proposta.
Si era fidanzati. Bene. Baci? Noooo. Carezze? Noooooooo. Solo balli lenti. Due coglioni a terra che lucidavo il parquet. Finiva la festa e due giorni dopo ci lasciavamo. Anche se non si faceva niente di concreto poco importava, alla fine già solo il fatto di dire “sono fidanzato” faceva fico.
La festa successiva rifacevamo le stessa tarantella. Facemmo questo per 3 anni. Ci saremmo fidanzati qualcosa come 120 volte.
L’ultima volta che ci fidanzammo decise che dovevamo fare il gran passo e baciarci con la lingua. Lei, mentre attendeva, disse "eppure è normale, ci sono anche le nuvole". Io le scoppiai a ridere in faccia e me ne andai. Che significa sta frase? E’ una sorta di codice come il "palloncino rosso" della pubblicità degli assorbenti Lines?
Bitch Girl
E finiamo con il liceo. Complice una vacanza all’isola di Ischia mi presentarono una tipa bassina, più piccola di me e con sguardo già da donna che la sa lunga. Da quel momento capisco perché rientrasse nella categoria di “ninfomane insaziabile”. Ho ancora conservato una sua maglietta che resterà per sempre il mio vessillo di guerra di quel weekend dove tornai incredibilmente vivo a casa. Fu uno stupro.
Che fine hanno fatto?
- Baby Camorrista: E’ sposata, ha due bambini e fortunatamente non mi riconosce.
- Wonder Girl: L’ho incontrata in discoteca gay ed ogni volta mi vuole appioppare qualche suo amico.
- Eppure-le-nuvole-ci-sono Girl: L’ho incontrata in una serata fighissima che si era appena lasciata con la ragazza per divergenze su un progetto musicale da lanciare (ricordatelo questo!!!).
- Bitch Girl: l’ho incontrata in facoltà dove si fa scopare nei cessi del terzo piano da 3 ragazzi assieme. Il lupo perde solo il pelo.
E la prima volta si fa un tentativo, e la seconda ci si riprova, e non c’è due senza tre, e si offre l’ultima chance…poi uno dice basta e il cerchio si chiude.
Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. Ed io non sono mica così di coccio.

Ritorniamo al discorso del pesce rosso.
Partendo dal presupposto che il cambo di stile musicale e di look di Nelly Furtado lo trovo fantastico così come l’album, vorrei capire perchè ha voluto rovinare clamorosamente il suo terzo singolo di "Loose" che è "All Good Things (Come To An End)" cantandola insieme a quei due
Siamo in un periodo dove tutti i prodotti sono di origine controllata. Tutto ha una scadenza, un codice a barre, certificazioni e marchi di provenienza.
Per me Natale è sempre stato sinonimo di privazioni.
