ItalianPsycho.net RSS Feed
 
 
 
 

Archive for febbraio, 2007

Il cambio della lampadina

In genere evito come la peste tutto il ciarpame internettiano che arriva in mail ma Cucciolina, la mia spacciatrice preferita di paccottiglia trovata in rete, è sempre in grado di farmi fare una risata.
Di seguito ecco come viene affrontata la situazione di cambio di una lampadina dai diversi segni zodiacali.

Ariete
Quanti Ariete sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, però ci vogliono molte lampadine.

Toro
Quanti Toro sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno, al Toro non piace cambiare niente.

Gemelli
Quanti Gemelli sono necessari per cambiare una lampadina?
Due, probabilmente. Aspettano fino al weekend, ma alla fine la lampadina è al centro dell’attenzione, parla francese e dà luce del colore preferito a chi entra nella stanza.

Cancro
Quanti Cancro sono necessari per cambiare una lampadina?
Solo uno, ma dovrà mettersi in terapia per superare il trauma.

Leone
Quanti Leone sono necessari per cambiare una lampadina?
Un Leone non cambia lampadine, al massimo le tiene ferme mentre il mondo gira intorno a lui.

Vergine
Quanti Vergine sono necessari per cambiare una lampadina?
Vediamo: uno per preparare la lampadina, un altro per prendere nota di quando la lampadina si è fulminata e della data in cui fu acquistata, un altro per decidere di chi è la colpa se la lampadina si è bruciata, dieci per ripulire la casa mentre gli altri cambiano a lampadina.

Bilancia
Quanti Bilancia sono necessari per cambiare una lampadina?
In realtà non saprei… penso che dipenda da quando la lampadina ha smesso di funzionare. Forse uno solo è sufficiente se si tratta di una lampadina qualsiasi, due se la persona non sa dove trovare una lampadina nuova…ci sono molti dubbi!

Scorpione
Quanti Scorpione ci vogliono per cambiare una lampadina?
E chi può saperlo? Perché volete saperlo? Siete forse della polizia?

Sagittario
Quanti Sagittario sono necessari per cambiare una lampadina?
Il sole brilla, c’è bel tempo, abbiamo tutta la vita davanti e voi vi preoccupate per una stupida lampadina?

Capricorno
Quanti Capricorno sono necessari per cambiare una lampadina?
Nessuno. I Capricorno non cambiano lampadine se non ci trovano il loro tornaconto.

Acquario
Quanti Acquario sono necessari per cambiare una lampadina?
Arrivano frotte di Acquario, in competizione per stabilire chi di loro sarà l’unico capace di ridare la luce al mondo.

Pesci
Quanti Pesci sono necessari per cambiare una lampadina?
Perché, è forse mancata la luce?

A me ha beccato in pieno, e a voi?

Chi lascia la via vecchia per la nuova…fa bene!

E’ stata una dura lotta, a tratti estenuante, quella che ho vissuto in prima persona.
Ho indossato il camice bianco e armato di ogni mezzo a me noto e tanta buona volontà, come i miglior medico di E.R. escluso Clooney, ho fatto di tutto per salvarlo da un destino che lo vedeva da troppo tempo spacciato.
La rianimazione con batterie nuove nonché specifiche ha dato esito negativo così come la defibrillazione ad opera delle 5 porte usb che hanno tentato invano di strapparlo dal limbo tra vita e morte.
E’ stato fatto tutto nelle mie possibilità non solo durante la crisi ma anche prima che si manifestassero in maniera acuta tutti i sintomi che hanno portato all’imprevedibile, ma l’acquisto di due paia di cuffiette da corsa in pandan con la fascia da braccio non hanno alleviato un morale già troppo indebolito dalla forte depressione.
A darne triste notizia è il sottoscritto che ha constatato la morte cerebrale e tecnologica del fido lettore MuVo Creative da 128 Mb pieni pieni che, dopo 3 anni di onoratissimo servizio, si è spento definitivamente esalando come ultimo respiro “Non me lo so spiegare” di Laura Pausini feat. Tiziano Ferro.
E’ dura lo so. Sono atterrito dal dolore. Solo il tempo rimarginerà le mie ferite. Ma si deve prendere il coraggio a due mani, lasciarsi le spalle il passato e andare avanti.
E come con i bambini a cui muore un animale se ne regala subito uno nuovo ecco che questo weekend tra le mie mani, che avevano da poco dato degna sepoltura al fido MuVo, si è materializzato un nuovo amichetto.
Ora ho questo bel gioiellino e sono tanto tanto felice.

Hai capito a Harry Potter…

Mentre è stata svelata la data dell’uscita del settimo ed ultimo libro di Harry Potter (Harry Potter and the Deathly Hallows) ovunque è un gran parlare delle discusse scene di nudo nell’opera teatrale Equus in cui Daniel Radcliffe è protagonista insieme a Johanna Christie. E visto che a Londra hanno il metro di giudizio sfasato, è subito scandalo con tanto di proteste dei genitori.
Lo spettacolo, che tratta di un ragazzo con un’attrazione patologica per i cavalli di cui non voglio sapere di più (Io oooooodio i cavalli), non è vietato ai minori ed il regista, vedendo i muscoli di Radcliffe mentre veniva immortalato per le fotografie, ha esclamato "O mio Dio!".
Già me lo immagino con la bavetta e la mano davanti alla bocca.
A meno che non ci siano doti ben più interessanti che sfuggono all’obiettivo del fotografo, trovo il fisico di Daniel Radcliffe quello di un normale 17enne di quando ero anche io 17enne. Quindi una vita e mezzo fa.
Mica possiamo confrontarlo con i 17enni di adesso che vengono nutriti di anabolizzanti e già hanno un fisico da 25/30enne. 

Non mi sono lavato con la candeggina

SM: Ma stai facendo i capelli bianchi?
IP: Giusto qualcuno…
SM: Mi sono sempre piaciuti gli uomini con i capelli "sale e pepe".
IP: Non ho i capelli "sale e pepe".
SM: Ma come no! Guardati allo specchio!
IP: E’ solamente una ristrettissima minoranza di capelli ad essere bianca e non è una percentuale così alta da essere classificato come "sale e pepe".
SM: Come la fai pesante…
IP: Aò ma che voi?
SM: Stai diventando vecchio!
IP: Ma quando mai! Pensa ai tuoi di capelli!
SM: Guarda che non c’è niente di male a fare i capelli bianchi, sai?
IP: Per piacere…io non ho tutta la testa di capelli bianchi!!!
SM: Ma li farai!
IP: Ed io li brucerò alla radice, che credi?

Nel frattempo SuperM si rivolge a Nipote n°1 che osserva la scena in silenzio.

SM: Dillo allo zio “stai diventando vecchio”.
Nipote: no, lo zio è un po’ piccolo e un po’ grande, non è vecchio.
SM: No, è “anziano”.

[Agitando le braccine in aria]
N: No nonna, lo zio è un pezzo di ragazzo!

Non c’è niente da fare: quel nanetto lo adoro.

Peluche: Odi et amo

I peluche sono una cosa che ho sempre odiato sin da piccolo. Quando andavo nelle camerette delle mie amiche e le vedevo traboccare di pupazzi e pupazzetti tutti colorati, quasi mi veniva un attacco epilettico come se avessi visto Laura Freddi strucccata.
Tutti quegli orsetti, cagnolini e gattini che mi fissavano con occhietti vacui e sgranati mi procuravano istinti omicidi di squartamento violento ed irrefrenabile.
In particolar modo i gatti. Non so, forse perché il gatto è l’animale che meno rende in peluche e a me han sempre inquietato non poco quasi come una puntata de “L’Arena” a “Domenica in”.
La mia infanzia però è stata costellata, oltre che dallo squartamento, da un attaccamento viscerale al pupazzo di Snoopy dei Peanauts. Avevo, ed ho, ancora tutto: Tazze, penne, pupazzetti, block notes, calendari e tutto il ciarpame esistente negli anni 80. Quando persi il mio Snoopy preferito fu un lutto che non riuscii a sopportare tanto che girai con una fascetta nera al braccio per due settimane.
Comprai anche “Snoopy, il manuale del giovane scrittore creativo” con Snoopy in versione “Era una notte buia e tempestosa” chinato sulla sua macchina da scrivere rossa. Mi piaceva troppo, anche con gli occhialoni e sciarpa in versione Barone Rosso.
Chi mi stava sul culo era Woodstock, quell’uccello giallo che parlava con gli accenti (‘ ‘’’’ ‘’ ‘’ ‘ ‘’ ‘ ‘”). Ma il mio odio verso Woodstock ha radici piantate nella mia avversione totale verso i pennuti: Titti in primis. Ma sarà anche dovuto al mio tifo sfegatato per il cattivo: vedi Silvestro, Willy il coyote, Tom di Tom e Jerry e così via.
Devo però riconoscere che non è che non abbia mai avuto peluche in vita mia. Erano ben accetti tutti i peluche purchè di animali non comuni. Tipo che in camera mia era possibile trovare ippopotami, leoni o pinguini. Nessun orsetto o cagnolino pena decapitazione immediata.
Con il passare degli anni, ma soprattutto dopo la razzia fatta dai miei nipoti, ho scoperto un feticismo prorompente verso due animali: La rana ed il maiale.
Ed anche lì si è andato giù di tazze, penne, pupazzi, doccia schiuma, spugne e altro.
La rana però, per forza di cose, sta cedendo il passo alla massiccia invasione dei maiali. I pezzi forte sono due: il maiale da frigorifero che quando si apre comincia a grugnire e che, ahimè, è stato scagliato da SuperM contro il forno a microonde pace all’anima sua ed il maiale londinese che si preme e fa “oink oink.” Questo i miei nipoti lo invidiano troppo. E’ proprio uno spettacolo.
Sui maiali il feticismo è ormai evidente a tutti. Anche gli amici quando ne vedono uno pensano a me e lo comprano per regalarmelo.
Giusto per aumentare la dose di psicopatia, voglio condividere con voi la regola autoimposta di porre un maiale su ogni apparecchio elettronico. Sul televisore c’è un maiale, sullo stereo anche, così come sul monitor. Lo preserva dal cattivo funzionamento, che credete.
Ma in tutto ciò perché sono arrivato a parlare di maiali? Ah si…perché, in previsione delle vacanze, come si fa a non essere tentati da quegli adorabili cinesi e organizzare un viaggetto dalle loro parti in concomitanza dell’avvento dell’anno del maiale?