ItalianPsycho.net RSS Feed
 
 
 
 

Archive for marzo, 2007

Melbourne 2007: Il tuffo sincronizzato

Ultimamente mi sto rincoglionendo più del dovuto nel guardare in tv uno sport che non avevo mai visto prima: il tuffo sincronizzato.
Questo sport, che sta andando in onda sulla rai in occasione dei mondiali di Melbourne, è stato introdotto nel 2000 e due componenti di una stessa squadra devono eseguire contemporaneamente lo stesso tuffo.
Sarà quel che sarà ma per gli sport dove è necessario un estremo livello di coordinazione dò fuori di matto.
Potete dire quello che volete ma il tuffo sincronizzato, insieme al pattinaggio artistico su ghiaccio, mi fa impazzire. Roba che ad ogni tuffo applaudo verso il teleschermo e alzo le palette coi voti in contemporanea con i giurati.
Chiaramente sono carampanizzato da quello maschile soprattutto nel momento in cui i tuffatori toccano l’acqua e la telecamera li segue inquadrando quelle chiappette sode scoperte dall’attrito dell’acqua con il loro costumino striminzito.
Le ragazze invece non mi piacciono. Non so perché. Forse per quella perenne espressione maligna da sorella Aghisawa mentre esegue la "Goccia di ciclone" in “Mimì e la nazionale di pallavolo”?

Il peto: Vigorsol Vs D&G Time

In genere le pubblicità della Vigorsol mi sono sempre piaciute fino a che, dopo la loro insistente messa in onda per 12 mesi consecutivi ad ogni ora del giorno e della notte, non fa nascere in me un istinto di odio viscerale.
Da poco è in rotazione su ogni rete televisiva il nuovo spot: c’è uno scoiattolo che, per fermare l’incendio scoppiato in una foresta, mangia una vigorsol, fa un peto e gela tutto.
Nel 2004 “Dolce & Gabbana” per promuovere un orologio della linea “D&G Time” proponeva un ragazzo che regalava alla propria fidanzata un orologio e a lei scappava un peto.
Per D&G i giornalisti hanno gettato fiumi di inchiostro per dire che era una roba indecente, inguardabile, che non si sapeva che fine stavamo facendo, che era una schifezza immonda e tutte le solite manifestazioni penose di sdegno. Addirittura fecero uno speciale in tv se non sbaglio.
Poi se qualcuno si tocca le tette e fa il gesto di un pompino facciamo finta di niente, mi raccomando.
Così come ora per lo spot Vigorsol. Perché? Se siamo il solito popolo bigotto di sempre mi aspetto che facciano tarantelle come se piovesse e che i giornali, visti i precedenti, mettano tutto a ferro e fuoco e vadano giù più pesante di prima visto che c’è un precedente.
Uno scoiattolo può scorreggiare il libertà e fa tanto ridere mentre per un essere umano è riprovevole ed inconcepibile?
Ma d’altra parte, se nessuno si occupa delle manovre da due soldi e mezzo del voto di maggioranza sull’ Afghanistan figuraimoci se qualcuno si interessa a cose meno importanti. O forse, come sempre, è arrivato il momento di occuparsene per spostare l’attenzione sulle idiozie?
Non è che sotto sotto ora non ci scandalizziamo perchè, ai tempi, è stata utilizzata la solita manovra di marketing e tutti noi boccaloni ci siamo cascati?
Prot!


                     Vigorsol (2007)                                             D&G Time (2004)

Il manuale della sopracciglia perfetta

Poiché sono masochista fino in fondo, dopo aver passato un paio di sabati fa una giornata all’Ikea, ho pensato di bissare la gita al super mega sbarabauz parco commerciale da mille e una notte per tuffarmi nel solito girone delirante di famiglie isteriche. Questa volta la fortuna ha toccato “Leroy Merlin”, centro di bricolage adatto a chi deve ristrutturare, abbellire, rendere più funzionale casa e giardino.
Accanto ai vari prodotti ho potuto largamente constatare che la politica di assunzione di Leroy Merlin non fa alcun tipo di discriminazione, soprattutto di orientamento sessuale, dato che i commessi sembravano appena scesi dal carro del Gay Pride. Una percentuale di gay che manco al concerto di Madonna.
Soprattutto il commesso a cui ho chiesto consiglio per la scelta di un cristallo che era uomo tanto quanto una Cher glitterata in "Dov’è l’amore?".
E questo post è per lui. Perché se è all’ascolto vorrei dire un paio di cosette che, per ovvi motivi che non sto qui a dire, non ho potuto comunicargli a voce:

Caro Gay,
non ti stavo guardando insistentemente per farmi scrivere il tuo numero di cellulare dietro il preventivo dell’idromassaggio cabinato, ero solo sconcertato dalla visione delle tue sopracciglia perfettamente depilate che da un lato sfidavano le leggi dell’ala di gabbiano e dall’altro erano così perfettamente sfoltite da sembrare un ordinatissimo prato all’inglese appena tagliato.
E mi sono chiesto come si facesse a diventare così e se per caso esistesse un manuale.
Per andare a bruciarne ogni singola copia.

Mai più un film con la Lopez: Bordertown

Tralasciando la storia che, seppur molto interessante, è trattata che peggio non si poteva, devo affermare che Jennifer Lopez è credibile come Topo Gigio a capo del parlamento europeo. Per non parlare di Banderas che vorrei sapere se l’hanno pagato per intero dato che il suo nome è a caratteri cubitali sul manifesto o se si è accontentato di un gettone di presenza visto che praticamente fa una parte che manco il cameo di Madonna in "007 – Die Another Day".
Devo entrare nei dettagli o mi credete sulla parola de dico che è una roba inguardabile?

Tipi da metropolitana

E cominciamo la settimana con un post fenomenologico catalogando alcune tipologie di persone che ogni giorni frequentano la metropolitana.

LA TELEFONISTA ESIBIZIONISTA
Generalmente è donna e la si vede ogni secondo della sua permanenza metropolitana attaccata al cellulare. In genere non parla ma urla perché sente la necessità impellente di condividere con il resto del mondo ciò che deve fare in giornata, aggiornare i presenti su ciò che ha fatto la sera precedente nonché illustrare nei minimi dettagli le sue performance sessuali del weekend utilizzando facili metafore dove per penna intende il pene e per foglio la vagina. Anche perchè non è possibile che ogni volta che questa scriva, le esploda la penna in faccia.

LA SQUILIBRATA IPOCONDRIACA
Non nel senso di pazza che lancia i gatti insieme a un assortito set di bestemmie. La squilibrata è una persona che ha seri problemi di equilibrio con evidenti problemi mentali. Entra in carrozza ed ha la fobia che toccando i poggiamani prenda una malattia. Quindi rimane ferma come un palo ed ondeggia alla frenate improvvise della metro andando a sbattere comunque sulle persone. Il mio sogno è una brusca frenata e vederla schizzare come un missile per i 20 metri della carrozza ad una velocità di 100Km/h e sfracellarsi sulla parete divisoria delle carrozze.

L’AMICO TRONISTA
E’ la tipologia di ragazzo che potrebbe essere tranquillamente uscito da una trasmissione di Maria de Filippi: “Amici” o “Uomini e Donne” che sia. Vestito come un tronista, capello sparaflashato verso l’infinito e oltre o abbassato e sfilato come il miglior Aldo Coppola insegna. I-pod d’ordinanza con rispettivo calzino porta I-Pod e ogni tipo di accessorio che può essere applicato, gioielli della collezione “Dolce & Gabbana Jewels”, scarpe all’ultimo grido e pulitissime perché loro non camminano ma volano.

IL BAMBINO (O L’ADULTO) ZOZZO
Non si lava o se si lava, dopo non usa il deodorante perché è cheap e inebria l’aria delle sue esalazioni ad elevato tasso inquinante che potrebbe determinare la nascita delle uscita ad ascelle alterne al posto delle targhe. Vi giuro che questa cosa esiste. Avevo un ex che non metteva il deodorante perché lo considerava cheap e dozzinale. Ho resistito poco.

Il GAY LURIDO
Si comprende subito che è gay perché fissa insistentemente la preda dello stesso sesso, fa occhiolini, inclina la testa di 30° ed indica, con un lento movimento del capo, il fondo della carrozza o, peggio comincia con una serie di insistenti strusciamenti sulla gamba della preda o sui pali per sorreggersi mostrando il risultato conseguito attraverso i pantaloni.
Se non riesce a concupire nessuno, si dirige nell’ultimo vagone per lasciare il proprio annuncio sulle pareti. In particolare c’è un ragazzo che, con infinita pazienza, ha scritto il suo numero ovunque. Su ogni mezzo pubblico e in ogni stazione di Napoli e provincia. So anche a memoria il suo numero di telefono per quante volte l’ho letto. Quasi come quello che ha scritto lo stesso annuncio nei cessi dell’università con un improbabile uso dei verbi: “Sei gay e superdotato e vuoi un ragazzo che ti fa godere? Chiamami”

IL LETTORE INCALLITO
Legge sempre e comunque. Può esplodere una bomba nella metro ma lui non si renderà conto di niente per quanto è immerso nella lettura. Legge qualsiasi cosa: dalle testate gratuite come City, Leggo e Metro a “Gomorra” di Saviano che è diventata la lettura d’ordinanza della metropolitana, dagli appunti dell’esame da ripetere agli inutili supplementi sui viaggi che se non sei milionario è inutile che cerchi il viaggio che fa per te a meno che tu non voglia donare due reni, mezzo fegato e un po’ di coronarie. Ah, Se il soggetto è polacco leggerà il corso di italiano. Se è indiano, leggerà l’Harmony.

LA VECCHIA CHE SOFFRE DI LOGORREA
In
genere è grassa e bassa e, appena entra, si fa largo brandendo quattro buste della spesa stracolme di verdura per conquistare un avamposto di fortuna per e chiedere, con linguaggio chiaro e conciso (famm assettà) di farla sedere. La probabilità di attaccare discorso con la persona accanto alla quale si siede è del 148%. Più persone hanno dovuto fare un tiro salvezza per uscire dal turbine di parole e luoghi comuni senza fine che ingabbiano la preda. Dopo poco uscirà l’animo da capera e inizieranno la valanga di domande personali. In genere è una persona tendenzialmente rispettosa iniziando ogni frase chiamando i ragazzi “giuvinò”, le ragazze “signurì”, gli uomini “professò” e le donne “’agnò”.

Il PSICO-SOCIOPATICO
Entra e non caga di striscio nessuno. La carrozza può essere deserta o assomigliare ad scatola di sardine ma lui troverà sempre un suo spazio vitale dal quale isolarsi completamente pur tenendo una piena e completa visuale della zona. Guarda nel vuoto e spesso ascolta l’I-pod a volume basso per tenere sempre e comunque tutto sotto controllo. Non incrocia mai lo sguardo di nessuno e, se capita, incrocerà sicuramente quello del gay lurido (vedi sopra) diventando automaticamente una sua succosa preda.

Il vip all’improvviso #1

Qualche giorno fa, quasi un mesetto fa a dir la verità, parlai di Marco Liorni e della mia adorazione carampanica verso di lui.
Sul finale, dato che aveva cancellato il link a cui facevo riferimento, gli ho dato del cattivo.
Marco è intervenuto lasciando un commento dicendo di essersi fatto un sacco di risate leggendo quello che abbiamo scritto su di lui e, prendendo esempio dalla sua idea del volemose bene, mi rimangio il cattivo.
Solo tanto ammore. Ma sempre compatibilmente, eh. 

Ora però manca solo la Bignardi: Daaaaaariaaaaaaaaa, dove sei?

Memorandum per gli indagati di sputtanopoli

Apro e chiudo parentesi.

Se rientri in una di queste categorie:
- Personaggio pubblico che va a trans.
- Personaggio pubblico che si fa di cocaina.
- Personaggio pubblico che fa festini a luci rosse con vallettine e simili.
- Personaggio pubblico che mette le corna alla moglie o al marito.
- Personaggio pubblico che ha rapporti sessuali con persone dello stesso sesso.

Se vuoi evitare di finire col culo a terra in mondovisione basta starsene a casa invece di salterellare da un locale all’altro tra stuoli di femmenazze dove è logico che ci siano dei paparazzi pronti a farti il mazzo a tarallo.
Ci vuole tanto a capire questa cosa?

Ricordarsi di fissare l’appuntamento con il dentista

Uccidetemi. Adesso.

Update
Ringrazio Ste per questa segnalazione. Lui sì che sa come dare il colpo di grazia.

San-gue! San-gue! San-gue!

Piccolo aggiornamento settimanale su cosa è successo oggi pomeriggio a "Uomini e Donne": E’ più forte di me lo so, lo so.
Parte l’rvm della fine della scorsa puntata dove Karina accusava Antonella di essere ipocrita. Karina infatti sostiene che Antonella, in puntata, fa tanto l’amica di Susan ma, appena fuori lo studio, le dice peste e corna. Antonella smentisce e Susan la difendende.
Parte il civile scambio di opinioni dietro le quinte del programma dove, nell’ordine:
– Susan azzanna Karina
– Karina distrugge Susan.
– Susan ri-azzanna Karina stando a 1 cm dalla sua faccia.
– Ci scappa quasi la rissa.
– Interviene Gianni dicendo che Karina ha ragione e che Antonella ha detto quelle cose anche in sua presenza.

Si ritorna in studio e la merda vola un po’ per tutti indistintamente.
Karina contro le troniste. Il pubblico contro le troniste. Gianni contro le troniste. I corteggiatori contro le troniste. Il pubblico, Gianni e Karina contro Maria che è troppo buona e dovrebbe dare due calcioni alle due troniste che hanno oramai occupato lo studio. Mancava solo Ricky e facevano bingo. Chiaramente, manco a dirlo, Karina forever.

Poco prima della fine della puntata, Susan definisce Gianni un Maggiordomo. Lui la chiama scema. Lei lo richiama maggiordomo. Lui la richiama scema. E così via ad libitum. Per ricominciare da capo.

Ci eravamo quasi, mancava tanto così e partiva la rissa. Io non mi sbaglio mai, l’avevo detto che con Susan la rissa era quasi assicurata.
Chiedo però alla redazione del programma se si può fare qualcosa perché durante la rissa verbale Susan-Karina nel dietro le quinte della scorsa puntata, la tv aveva azzerato l’audio di Canale 5 e sostituito con la pubblicità di Italia 1. Sono convinto di essermi perso delle perle fantastiche.
Come faccio a vedere queste cose? Anni e anni di duro allenamento quotidiano. O forse, arrivato a questo punto, sarà feticismo.

Mandateli in pensione

Qualche sera fa, dopo aver bocciato il secondo capitolo dei pirati dei Carabi, ho visto, insieme ad una mandria di amici, un film completamente passato inosservato: “The Hoax”. Bastato su una storia vera, tutto sommato non è male. Sopratutto se si è un pò fatti.
Io però mi domando perché Hollywood, con tutta la valanga di attori a disposizione, si ostina imperterrita a scegliere Richard Gere?

- E’ completamente inespressivo
- E’ una maschera di cera con gli occhi a cinese
- E’ un mimo
- E’ un manichino con un mocio in testa.

Mai trovato attore peggiore. Ah, no: c’è Clooney. E chi se lo scorda quello. Pure la Bellucci non ci scherza. Sarà la più bella donna del mondo e per questo tanto di cappello, ma dove la vedi la vedi rimane sempre immobile che pare una statua di cera. Per non parlare della voce: apre bocca e si trasforma in Asia Argento.

E voi avete una personale Top 3 dei peggiori attori?
Per i peggiori film rimandiamo.

Il precursore del bambino de “Il sesto senso”

Uno dei miei primi ragazzi, da chiunque soprannominato “il cuoco anoressico” per le ovvie attività che svolgeva nell’arco della giornata, una volta mi prese da parte e mi fece sedere per condividere con lui il suo piccolo segreto.

CA: Io ti devo dire una cosa ma sono sicuro che riderai.
IP: Ma no figurati, perché dovrei ridere?
CA: Per me è una cosa molto importante, giura che non ti metterai a ridere.
IP:Appunto per quello, non ti preoccupare. Se è una cosa seria per quale motivo dovrei prenderti in giro? Vai tranquillo, spara! Non ti preoccupare.
CA: Non saprei…è che è così difficile da dire.
IP: Uddio mi stai facendo preoccupare. Dillo come vuoi ma dillo, non mi fare pensare al peggio.
CA: Ok, vado?
IP: Vai.
CA: Vedo la gente morta.
IP:Tu sei fuori. [S
eguirono risate malefiche in fade ]
CA: E tu sei uno stronzo.

Ok, sono stato uno stronzo e ci metto dentro anche un bell’insensibile che non guasta mai, ma voi come avreste reagito?
Però, col senno di poi, potrei anche richiamarlo per suggerirgli citare la produzione de “Il sesto senso” per aver plagiato la battuta.
Ok, sono ancora più stronzo ed ancora più insensibile. C’est la vie.

Image Mosaic Generator


Il corrispondente Isteria Personificata mi manda un link interessante: l’Image Mosaic Generator.

Volete creare un Maxi-Mosaico composto da centinaia di altre foto?
Lo so che in giro c’è già un programma, ma ci mette una vita ed è necessario caricare una quantità di foto spropositata dalla quale si sceglierà quali utilizzare per il mosaico. Ed attendere una vita intera per la creazione.
Ora invece è facilissimo: basta scegliere la foto che volete trasformare in mosaico, uplodarla e attendere che il lavoro sia pronto.
Massimo il tempo per bere un caffè o un drink ed è pronto, server permettendo.
Non provate a fare “Salva immagine come” o quello che esce dal menu a tendina di explorer, anche perchè vi salva solo una striscia di foto e non ve ne fate niente.
In basso alla creazione basterà cliccare su “Print” per stampare o su “Download” per scaricare.
Facile facile, ma soprattutto aggratisse.
Qui di lato, un esempio.


Un’offerta che non si può rifiutare

Secondo TgCom che quota come fonte il “News of the world” che a sua volta quota Rupert Grint ossia Ron Weasley, Emma Watson aka Hermione Granger diserterà i prossimi film perchè "è stufa di sentirsi chiamare la ragazzina che fa Harry Potter".
La produzione ed i dirigenti della Warner sono disperati e non sono riusciti a venirne ad una neanche con il trucco di raddoppiare il compenso della Watson a due milioni di sterline per ogni episodio. I produttori però rilanciano: "Siamo estremamente convinti che Emma tornerà sul set".
Mi sembra quasi di sentir parlare Don Vito Corleone.

I segnali dell’apocalisse

1. Lo zucchero che non si scioglie nella tazzina di caffé e crea quella melma dolciastra sul fondo.
2. Terminare la riserva da 24 Kg di caffé ma avere una quantità di zucchero pari al fabbisogno mondiale giornaliero.
3. Sognare di essere pappa e ciccia con Karina di Uomini e Donne mentre inciuciamo su uno dei corteggiatori perché, a nostro dire, è palesemente gay.
3. Passare senza accorgersene sotto una scala ed incontrare la pazza del 6° piano che non ti ha mai salutato in vita sua e che oggi ti accarezza persino una spalla augurandoti buon lavoro e tante care cose a te e ai tuoi.
4. Sentire chiaramente  il mio ranocchio da passeggio richiedere a gran voce un tiro di Marlboro Medium insieme ad un sorso di Coca Cola light nuova formula.
5. Gmail non funziona. Il peggior segnale.
6. Il sole si è or ora oscurato e grandina che dio la manda. Attendo stasera, se sarò vivo, per vedere se anche la luna assumerà il colore rosso. Nel frattempo vedo tante Mary Poppins trascinate via dal vento.                                                       
Ok, vado di danza propiziatoria: E one. E two. E one, two, three, four!

                                                                                                                     Continua?

I lucchetti dell’amore a Napoli

Allora, qua c’è bisogno di fare un po’ di ordine.
Leggendo "il Mattino", si lo so che un giornale peggiore non si può trovare, sono rimasto folgorato dall’ennesima puntata della soap opera dei lucchetti dell’amore. Qualche post fa, poiché l’idea non mi era sembrata malvagia, avevo dato come suggerimento quello di andare a mettere il proprio lucchetto ai pali del pontile che porta a Castel dell’Ovo.
Ed invece che cosa leggo? Che i ragazzini, oramai in pieno delirio post lettura dai libri di Moccia, post film appena uscito in sala e tutte quelle robe che lascerei stare per evitare di fare danni al mio fegato già strenuamente provato da litri e litri di vodka, hanno fatto come gli pareva ed hanno messo altrove i lucchetti. Senza criterio alcuno.

Ho infatti letto che sono comparsi nell’ordine:
1. Su una balaustra a via Caracciolo vicino alla rotonda Diaz: E la chiave la buttano in pasto alle sottostanti zoccole che allegramente fanno nuoto sincronizzato nell’acqua che emana quella caratteristica fragranza di cloaca indiana.
2. Ad un palo di ex divieto di sosta. Ex perché è rimasto solo il palo e si sono rubati il segnale. Di un romanticismo sta cosa del palo del divieto di sosta che non se ne ha una idea.
3. Ad un palo della luce di via Caracciolo di quelli alti 20 metri da illuminazione stradale. Come quelli che si trovano in tangenziale, giusto per rendere l’idea. Pure questa scelta è fantastica, eh. Proprio da occhi a cuoricino.
4. Di fronte al Lido Club 21 di S. Lucia e non Mergellina come il giornale scrive. Club 21 se non erro è un noto locale di spogliarello e/o lap dance. Pure questo di un romanticismo da film porno anni 80 con doppiaggio non sincronizzato. Equivale quasi a sposarsi a Las Vegas da uno vestito da Elvis Presley.

Quindi, mettiamo le cose in chiaro. Da ora in poi si sceglierà uno ed un solo luogo per i lucchetti, ok? Non facciamo i soliti napoletani casinisti che fanno i cavoli loro tanto a noi che ci frega, ok?
Il luogo sarà il primo palo del pontile dal lato del cancello di ingresso del Castel dell’Ovo, di quelli antichi mi raccomando. Il posto è molto romantico sopratutto al tramonto o di sera e sotto c’è del mare pseudo pulito in cui buttare la chiave. Nessun palo della luce stradale, nessun semaforo, nessun divieto di accesso. Intesi?

Ultime due cose
1. Una moda del tutto napoletana vede quella di dichiarare il proprio amore con scritte sugli scogli di fronte alla rotonda Diaz. Una roba di un’osceno senza pari. Uno va sul lungomare a farsi un giro e si trova "Samy ama Tony Forever" che occupa 18 scogli, uno per lettera cubitale.
2.
Moccia mobilita i neomelodici affinché uno di loro scriva una canzone sui lucchetti. Visto che eravamo scarsi. Che qualcuno lo fermi prima che sia troppo tardi.

Movie Quote Trivia #3

Il film è molto molto molto famoso, forse la frase “Non sono ossessivo, sono solo curioso” non è tra quelle che rimangono maggiormente impresse, ma sono sicuro che chi l’ha visto indovinerà sicuramente.
Ah, in linea di massima questa frase non dovrebbe comparire nei motori di ricerca quindi è inutile che provate ad imbrogliare. Ah.

And the winner is
Alebino! Praticamente manco il tempo di postare che ha indovinato! La frase viene detta nel premiatissimo "American beauty" del 1999. E’
Ricky (Wes Bentley) a dirla a Jane (Thora Birch) nel cortile della scuola nel loro primo vero e proprio scambio di battute. Ricky si difende dall’acido "Non ho bisogno di qualcuno che mi ossessioni la vita" detto da Jane in realtà già completamente cotta.

L’Ikea e la mia nuova battaglia personale della busta gialla

Sabato mattina, in uno slancio di raro ottimismo ma anche a causa di una sveglia umana allucinante, ho deciso di andare all’Ikea. Era da tempo che mancavo e le cassiere avevano incessantemente cominciato a telefonare a casa, peggio del rivenditore di zona Sky, per avere notizie sulla mia salute.
Come ogni umano che sa, nel weekend l’Ikea si trasforma in un autobus napoletano nell’ora di punta: stracolma di coppie, coppiette, single, gay e famiglie intere con doppia coppia di nonni a seguito, passeggini e monopattini per trascorrere, tra strepiti e capricci dei bambini, una giornata intera nel mondo svedese manco fosse l’Edenlandia. Quasi come il parco commerciale Auchan di Giugliano.
L’idea di base dell’Ikea, ossia che tutto ciò che vedi in quell’immenso scatolone giallo e blu lo puoi comprare, mi è sempre piaciuta. Qualsiasi cosa vedi, la puoi avere. Anche se fai una pausa al bar: dal cucchiaino alla tazzina, dal portazucchero al tavolo, dalla lampada al vasetto coi fiori, lo trovi nel magazzino sottostante. Così come adoro il fatto che il magazzino è così grande che troverai sempre quello che vuoi senza attese infinite e continui passaggi in negozio.
Chiaramente, giusto per il solito discorso di Murphy, tutto ciò che io volevo non c’era. Manco un doppio tavolino Lack da 14,90 € che dovrebbe essere un must dell’Ikea. Chi non ha mai avuto un tavolino Lack 55 cm X 55 cm o una sua declinazione?
Così come non c’era un mini scaffale VIKA ANNEFORS che doveva riempire esattamente l’unico buco libero di una parete. Purtroppo era terminato e la commessa mi ha spontaneamente comunicato che arriverà non prima di 6 settimane. Un mese e mezzo. Al che le ho chiesto se l’Ikea stava ancora in trattativa sul prezzo del taglialegna da assumere per abbattere il futuro VIKA ANNEFORS. Lei mi ha solo guardato inclinando di 30 gradi la testa e chiedendomi con fare interrogativo: “In che senso?”.
Ovviamente nella scheda per esprimere il mio gradimento sul sistema Ikea che mi ha dato al cassiera, nella zona “altri suggerimenti”, mi sono sentito in dovere di scrivere di assumere commesse con un maggior senso dell’umorismo: sopratutto nel reparto ufficio.
Così come ho deciso che comincerò verso l’Ikea un’altra battaglia: l’acquisto della busta gialla. Perché nessun Ikeese può decidere di mettere dei cartelli sopra la cassa con la scritta a caratteri cubitali “ ti piace la busta gialla? Comprane una blu!”. E’ sadismo puro.
Che cosa mi significa? E’ come se dicessi “ti piace questo blog? Leggine un altro!” oppure “Ti piace il panino con prosciutto e mozzarella?, compratene uno con porchetta, insalata russa e parmigiana di melanzane!”.
Se è vero che posso comprare tutto ciò che vedo, devo avere anche la busta gialla. E basta!
Per il resto mi sto zitto. Anche sul dover trasportare i mobili e montarli taccio. Che poi, come mi piace montare i mobili lo so solo io. D’altra parte questo è il prezzo che uno paga per risparmiare. E nonostante abbia smontato una scrivania, trasportata e rimontata altrove, smontato una cassettiera e buttata nonchè montato due nuove cassettiere mi ha leggermente ucciso la salute e ora cammino peggio di Gargamella dei puffi, non mi lamento mica.
Ah, ultima cosa. Perché se casa mia, data l’innumerevole presenza di candele, già sembra una cappella votiva, ogni santissima volta che vado all’Ikea me ne torno con una quantità spropositata di ceri, candele e candeline? Organizziamo un woodoo party all together?

Nemo Vs Lilly

E’ quando si decide di passare una domenica tranquilla in relax senza cacamenti di cazzo esterni che senti bussare alla porta e ti trovi davanti un nano biondo che dice “Zio, posso mangiare da te? Mi fai vedere Nemo?” che comprendi che i tuoi progetti di fancazzismo puro sono andati dritti dritti nello sciacquone in un microsecondo.
E così ,dopo aver arrabattato un pranzo in 10 minuti netti che il nano mangerà schizzinoso facendo cadere l’80% degli spaghetti sul tappeto persiano che urlerà pietà, comincia la visione.
Dopo aver visto “Alla ricerca di Nemo” una media di 280 volte e conoscere ogni singola battuta sono però, con mossa astuta, riuscito a convincere il nanetto alla visione del ben più tragico “Lilly e il vagabondo”.
Mai errore fu più fatale. Perché se con “Alla ricerca di Nemo” sono preparatissimo su tutto meglio di un concorrente di TeleMike, con Lilly è tabula rasa. E sono chiaramente subissato un secondo si e l’altro pure da una serie di insistenti domande a cui non so dare risposta alcuna.

“Zio, come si chiama il cane barbone”?. Dubbio. Ma il vagabondo avrà un nome proprio da cane o è bastardo fino in fondo e si chiama Vagabondo e basta? Compro una vocale, Mike.

“Zio, il cane che nasconde le ossa come si chiama?”. Panico totale. Gioco il Jolly. Come non posso? La telefonata a casa dei nonni la posso usare?

N1: “Zio, ma perché Lilly è piccola, non dovrebbe essere grande?”.
IP: “E’ un flashback”.
N1: “Ooooooooooooooh”.
La prima regola è spiazzarlo.

Ora però, mentre io scrivo queste due righe, lui è lì che mi guarda con fare sornione chiamandomi una media di 8 volte al minuto per farmi andare vicino a lui a vedere il film. Mi attende oltre un ora di film e non so più a che fare affidamento.
Mi serve urgentemente un bignami. O rimetto Nemo? Dio mio, se solo rivedo un’altra volta la scena delle tartarughe giuro che vomito. Vado, che mi attende la scena degli spaghetti. Brrr.