E cominciamo la settimana con un post fenomenologico catalogando alcune tipologie di persone che ogni giorni frequentano la metropolitana.
LA TELEFONISTA ESIBIZIONISTA
Generalmente è donna e la si vede ogni secondo della sua permanenza metropolitana attaccata al cellulare. In genere non parla ma urla perché sente la necessità impellente di condividere con il resto del mondo ciò che deve fare in giornata, aggiornare i presenti su ciò che ha fatto la sera precedente nonché illustrare nei minimi dettagli le sue performance sessuali del weekend utilizzando facili metafore dove per penna intende il pene e per foglio la vagina. Anche perchè non è possibile che ogni volta che questa scriva, le esploda la penna in faccia.
LA SQUILIBRATA IPOCONDRIACA
Non nel senso di pazza che lancia i gatti insieme a un assortito set di bestemmie. La squilibrata è una persona che ha seri problemi di equilibrio con evidenti problemi mentali. Entra in carrozza ed ha la fobia che toccando i poggiamani prenda una malattia. Quindi rimane ferma come un palo ed ondeggia alla frenate improvvise della metro andando a sbattere comunque sulle persone. Il mio sogno è una brusca frenata e vederla schizzare come un missile per i 20 metri della carrozza ad una velocità di 100Km/h e sfracellarsi sulla parete divisoria delle carrozze.
L’AMICO TRONISTA
E’ la tipologia di ragazzo che potrebbe essere tranquillamente uscito da una trasmissione di Maria de Filippi: “Amici” o “Uomini e Donne” che sia. Vestito come un tronista, capello sparaflashato verso l’infinito e oltre o abbassato e sfilato come il miglior Aldo Coppola insegna. I-pod d’ordinanza con rispettivo calzino porta I-Pod e ogni tipo di accessorio che può essere applicato, gioielli della collezione “Dolce & Gabbana Jewels”, scarpe all’ultimo grido e pulitissime perché loro non camminano ma volano.
IL BAMBINO (O L’ADULTO) ZOZZO
Non si lava o se si lava, dopo non usa il deodorante perché è cheap e inebria l’aria delle sue esalazioni ad elevato tasso inquinante che potrebbe determinare la nascita delle uscita ad ascelle alterne al posto delle targhe. Vi giuro che questa cosa esiste. Avevo un ex che non metteva il deodorante perché lo considerava cheap e dozzinale. Ho resistito poco.
Il GAY LURIDO
Si comprende subito che è gay perché fissa insistentemente la preda dello stesso sesso, fa occhiolini, inclina la testa di 30° ed indica, con un lento movimento del capo, il fondo della carrozza o, peggio comincia con una serie di insistenti strusciamenti sulla gamba della preda o sui pali per sorreggersi mostrando il risultato conseguito attraverso i pantaloni.
Se non riesce a concupire nessuno, si dirige nell’ultimo vagone per lasciare il proprio annuncio sulle pareti. In particolare c’è un ragazzo che, con infinita pazienza, ha scritto il suo numero ovunque. Su ogni mezzo pubblico e in ogni stazione di Napoli e provincia. So anche a memoria il suo numero di telefono per quante volte l’ho letto. Quasi come quello che ha scritto lo stesso annuncio nei cessi dell’università con un improbabile uso dei verbi: “Sei gay e superdotato e vuoi un ragazzo che ti fa godere? Chiamami”
IL LETTORE INCALLITO
Legge sempre e comunque. Può esplodere una bomba nella metro ma lui non si renderà conto di niente per quanto è immerso nella lettura. Legge qualsiasi cosa: dalle testate gratuite come City, Leggo e Metro a “Gomorra” di Saviano che è diventata la lettura d’ordinanza della metropolitana, dagli appunti dell’esame da ripetere agli inutili supplementi sui viaggi che se non sei milionario è inutile che cerchi il viaggio che fa per te a meno che tu non voglia donare due reni, mezzo fegato e un po’ di coronarie. Ah, Se il soggetto è polacco leggerà il corso di italiano. Se è indiano, leggerà l’Harmony.
LA VECCHIA CHE SOFFRE DI LOGORREA
In genere è grassa e bassa e, appena entra, si fa largo brandendo quattro buste della spesa stracolme di verdura per conquistare un avamposto di fortuna per e chiedere, con linguaggio chiaro e conciso (famm assettà) di farla sedere. La probabilità di attaccare discorso con la persona accanto alla quale si siede è del 148%. Più persone hanno dovuto fare un tiro salvezza per uscire dal turbine di parole e luoghi comuni senza fine che ingabbiano la preda. Dopo poco uscirà l’animo da capera e inizieranno la valanga di domande personali. In genere è una persona tendenzialmente rispettosa iniziando ogni frase chiamando i ragazzi “giuvinò”, le ragazze “signurì”, gli uomini “professò” e le donne “’agnò”.
Il PSICO-SOCIOPATICO
Entra e non caga di striscio nessuno. La carrozza può essere deserta o assomigliare ad scatola di sardine ma lui troverà sempre un suo spazio vitale dal quale isolarsi completamente pur tenendo una piena e completa visuale della zona. Guarda nel vuoto e spesso ascolta l’I-pod a volume basso per tenere sempre e comunque tutto sotto controllo. Non incrocia mai lo sguardo di nessuno e, se capita, incrocerà sicuramente quello del gay lurido (vedi sopra) diventando automaticamente una sua succosa preda.
marzo 26th, 2007 | Category: PsychoEducational | Comments (35)