La piattola umana
Un cordiale saluto ed un caloroso benvenuto a tutto il pubblico presente, alle innumerevoli autorità giudiziarie ed a tutti i gentili ospiti che da sempre seguono con passione e costanza questo blog.
Quest’oggi è con sommo piacere nonché goduria personale che presento a tutti voi un nuovo numero della già collaudata rubrica Psychoeducational dal titolo “La piattola umana”.
A differenza di molte altre razze che soffrono del fenomeno dell’estinzione, la piattola umana da sempre ha mantenuto invariata se non in costante aumento il proprio tasso di natalità.
E’ logico pensare che discenda direttamente dalla famiglia del Pthirus pubis, volgarmente noto anche con il semplice appellativo di piattola del pube anche se, a sua differenza, abbandona la forma schiacciata per mantiene inalterata la sua somiglianza con la figura umana per tutta la durata della propria esistenza. In età matura tenderà ad evolversi nella figura di Kojak a causa del fenomeno della muta del pelo che, ahinoi, l’abbandonerà definitivamente.
La piattola umana sopravvive in un primo momento a contatto con l’ospite, nutrendosi ad intervalli regolari succhiando con i suoi denti marroncini il sangue ed ogni cosa di materiale e non che possa percepire con il suo olfatto finissimo.
Caratteristica fondamentale è il voler ostinatamente vantare gli stessi diritti anche se scacciata dal territorio ospite. E’ infatti in quella fase che si aggrappa agli amici e a tutto ciò che sia direttamente o indirettamente è presumibilmente a contatto con l’ospite originario per mantenere una sorta di legame invisibile e, in questo modo, continuare il suo certosino lavoro di sanguisuga mangiavita cercando ottenere notizie succulente nonché di istillare dubbi e incertezze nonostante si vanti di avere una ben felice e realizzata esistenza.
La piattola umana è stupida poiché non si rende conto che, una volta tagliato il cordone ombelicale che lo tratteneva all’ospite originario, non è più nelle condizioni di poter dire o fare nulla per poter in qualche modo intaccare l’equilibrio altrui. L’unico movimento in cui riesce bene è quello di pancia, in quanto fa cagare sia come persona che come personaggio.
Il rimedio più efficace è l’indifferenza totale che potrebbe però essere interpretata come una sorta di rabbia repressa e giustificare ulteriori attacchi che però non porteranno da nessuna parte se non ad una tristezza smisurata. Il trattamento sopraccitato va ripetuto ogni settimana per un periodo variabile ma mai inferiore all’anno.
E’ infatti intorno all’anno che la piattola umana cerca di rimpossessarsi di una sorta di posizione di supremazia sull’ospite originario, ma basterà ignorare gli attacchi per vincere su tutta la linea. Se il rimedio non dovesse funzionare, si può tentare con la dialettica ed una formula magica vecchia come il mondo che funzionerà solo se detta con amore vero: “Ma te ne vai a farti fottere?”.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e che hanno collaborato alla realizzazione di questa puntata. Così come ringrazio tutti coloro che come me continuano ad avere una pazienza di Giobbe che, personalmente, non mi ha mai contraddistinto in modo così massiccio come in questi tempi.

marzo 2nd, 2007 at 08:56
ma non esiste un prodotto chimico antipiattola?
marzo 2nd, 2007 at 09:44
Guarda ho deciso di iscrivermi a biologia solo per trovare una cura definitiva…
marzo 2nd, 2007 at 10:26
Che poi al limite fa anche pena. La piattola cerca in ogni modo di influenzare la tua vita e questo vuol dire che non vive serena, che non riesce a rassgnarsi di aver perso ogni potere su te, che non ha un cazzo da fare e che non ha nessuno su cui concentrare le sue frustrazioni.
Proprio per alleviare le sue sofferenze proporrei la soppressione
marzo 2nd, 2007 at 11:22
Il problema è che le piattole non si rendono conto di essere tali…e allora mi chiedo “e se in qualche occasione lo fossi stata anche io?”…
Brrrr…brividi di terrore…
marzo 2nd, 2007 at 11:45
Posso utilizzarlo come materiale di tesi???
marzo 2nd, 2007 at 11:55
pare che il MOM tirato negli occhi funzioni anche con questa specie!
marzo 2nd, 2007 at 12:00
a me fu posta un dì questa domanda: “ma come, non sei mai stato con uno che avesse le piattoleh…?!”
forse era di queste che mi si chiedeva!
marzo 2nd, 2007 at 12:10
Io ce ne ho una che mi gira intorno in questo periodo…se trovate un rimedio passate parola, perchè sennò prima o poi je meno! : )
marzo 2nd, 2007 at 13:06
Le piattole non vanno ignorate altrimenti tornano sempre alla carica, devono essere schiacciate. Prova con del pesticida oppure assolda qualche animale che stia più in alto nella catena alimentare.
marzo 2nd, 2007 at 18:51
viva il MOM.
marzo 2nd, 2007 at 21:41
contro la piattola umana funziona solo una cosa:misantropia pura e semplice, ad uso esterno, applicata solo nei casi acuti.
Detta in maniera piu semplice, la si manda a cagare dicendo che è un periodo in cui non si riesce a sopportare il genere umano intero, eccezion fatta per 5.999.999.999 persone. Tanto la piattola è talmente stupida da non accorgersi che al conto dei sei miliardi manca solo lei
cmq, caro Psycho, Sanremo me lo perdo a priori…ieri sera sono andata a vedere the devil wears Prada, e sn tornata giusto in tempo per vedere ALBANO…ma pietaaaaaaaaaaaa
marzo 2nd, 2007 at 21:48
un buon antiparassitario funziona ..fidati!
marzo 3rd, 2007 at 06:18
Mi par d’intendere che ogni riferimento a cose o persone o piattole è puramente casuale ^^
marzo 3rd, 2007 at 10:48
sono purtroppo spesso recidive…
marzo 3rd, 2007 at 20:46
Io invece son contraria all’aver pazienza. A morte le piattole!
marzo 3rd, 2007 at 23:52
Ne conosco parecchie di persone cosi. Però a volte ammetto di essere stata anch’io una piattola umana. Ma i miei amici monogami mi hanno troppo sfranto i coglioni e io devo andare a ballare. Per cui, faccio la piattola umana con te: QUANDO CI VEDIAMOOOOOOOOO?!? ^^ gh!
marzo 4th, 2007 at 03:12
Dal tuo resoconto sembra che tu sia stato con un mio ex; o con una sottospecie riconducibile allo stesso fenotipo cellulare. In questi casi, vale il vecchio ISS: Ignorare, Sfanculare, Sopprimere.