Da qualche tempo a questa parte, la mia presenza agli infiniti raduni della PsychoFamily sono diventati frequenti come vedere Britney Spears che indossa un paio di mutande. Probabilità molto ma molta scarsa.
In settimana ho ceduto per presenziare ad una delle tante reunion dell’anno che sono partite ad inizio mese e che termineranno praticamente a fine luglio dopo che si sono riunificate più o meno 24 famiglie con tutti i parenti filo al terzo grado. Compleanni, feste, anniversari, cazzi e mazzi vari che è inutile stia qui a dire.
Una cosa che si verifica puntualmente in queste feste, a parte l’addio alla mia già scarsa lucidità, è il ritrovarmi assediato da una nutrita schiera di vecchiette e vecchietti che decide di prendermi in simpatia e raccontarmi tutti i loro scazzi.
Ecco perchè, per sopportare la situazione, mi digievolvo volentieri in Karen Walker con tanto di bicchiere di falanghina ghiacciata sempre pieno, sorriso stampato in faccia, capo sempre pronto ad annuire, vomito dietro l’angolo e acidità assortite da abortire.
La situazione, con la giusta quantità di alcol in corpo, è perfettamente sostenibile. L’unico problema è il riuscire a contenersi quando vogliono farsi una bella padellata di cazzi miei incalzati da argomenti jolly tirati fuori dall’ovetto Kinder delle banalità di parenti più stretti.
Momento Angelina Jolie
Ray: E allora, quante ragazze hai al momento?
IP: Ultimamente non ne ho nessuna. Mi sto concentrando su altro.
R: Tipo?
IP: Ho deciso di offrire la mia vita al volontariato adottando bambini in ogni parte del mondo. Vedi mai che prima o poi non acchiappo pure io Brad Pitt.
Momento il figlio perfetto
Barbie: Ma come è servizievole tuo figlio….
SuperM: Si si, infatti [inarcando il sopracciglio e lanciando sguardi misti a terrore e perplessità]
IP: In realtà è solo per farmi fare i complimenti…poi quando me ne vado, torno ad essere lo stronzo di sempre.
Momento ViverSaniEbelli
Dietologa: Ma ti trovo ingrassato o sbaglio?
IP: Si sbaglia. Lei è ingrassata. E anche molto.
Momento datemi una pera (non il frutto)
Prince: Ti ho mai raccontato di quando in guerra stavo per perdere la gamba?
IP: Ma alla fine l’ha persa?
P: No.
IP: E allora lasciamola là dove sta, no? Non buttiamoci le secce da soli.
Momento del toccone
T: Ma com’è bello tuo figlio [disse il/la toccone/a accarezzandomi guance, capelli, spalle, braccia e mani]
IP: Facciamo che sono un cesso pubblico e se mi tocca si prende una malattia, eh?
Per chi non lo sapesse, io odio essere toccato. E’ una cosa che mi istiga i più bassi istinti isterico-omicidi.
Comunque è innegabile che alla presenza di pubblico diventi il figlio perfetto. Quello che ogni genitore ha sempre desiderato e che non ha mai avuto. Un figlio educato, rispettoso, con la faccia pulita, servizievole, socievole, molto a modo, gentile e con la testa a posto.
Che poi due ore dopo me ne vado a fare, tutto fatto, un lancio dal paracadute a 190 euri chi vuoi che ci creda?
Ma a parte questo, volevo dire che è in queste giornate che mi trovo catapultato in un dejavù continuo da due pellicole che costituiscono la base della filmografia napoletana: il “Mistero di Bellavista” e “Così parlò Bellavista”. Due film che per me sono un autentico cult.
Ed è appunto in una delle mie chiacchiere con una vecchia che, mentre le mie palle stavano spolverando a terra, ha cominciato a raccontarmi della storia dello schizzo del Mancini di proprietà del padre e delle vicissitudini per non farlo rubare non ricordo da chi.
A quel punto come è stato possibile trattenersi e non cominciare sguaiatamente a riderle in faccia soprattutto dopo che, nitido come il sole, mi è apparso l’indimenticabile sketch tra Marisa Laurito aka Marchesa Maria Bonajuto di Pontecagnano e Riccardo Pazzaglia aka Marchese Filiberto Bonajuto di Pontecagnano della scenetta del Mancini di papà?
TU TI STAI VENDENDO IL MANCINI DI PAPA’….
TU ‘O MANCINI ‘E PAPA’ NUN T’O PIGL’ ‘E CAPIT???
Ora vado a movimentare la serata impacchettando i miei beni duraturi e non. Ah, avrei pure da smantellare un letto. Allegria, amici ascoltatori.
maggio 21st, 2007 | Category: PsychoLife | Comments (21)