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Archive for maggio, 2007

Il nuovo catalogo intimissimi estate 2007

In moda come in amore ed in guerra tutto è permesso.
Io posso pure vedere un boxer Intimissimi con una stampa di un macinino di pepe dietro le chiappe e farmi una risatina pensando al detto di avere “il pepe in culo”. E vabbè.
Però quando vedo nel catalogo una mutanda con una chiave sul pacco e una serratura sul didietro rimango senza parole per due cose:
1. Il velatissimo rimando gayo. Se non sponsorizzano il Pride si perdono un’occasione.
2. Il nuovo modello che è una roba da svenimento carpiato che fa passare in secondo piano il rivoltamento di stomaco per i doppi sensi dei creatori di slip e boxer della Intimissimi. Persino il Boxer con il gamberetto non sembra essere così male di quanto lo sia in realtà.

Potere del marketing o della primavera?

Io mangio di tutto. Basta che sia aria.

Una delle frasi standard che le vips rispondono quando il giornalista di turno chiede come fanno a mantenere la loro splendida forma è "Ah guarda io non faccio niente, è il mio corpo che brucia in fretta! Io sono golosissima e mangio di tutto, sopratutto pasta e dolci. Non ne potrei fare mai a meno". Si si, come no.
Per ora mi basta solo che Cate Blanchett abbia il buon senso di tacere. Sperando che riprenda qualche chilo. Che così non si può proprio guardare, povera stella.                                Via loro.

La pazienza verso i dissociati mentali ha un limite…molto basso

A me la matematica è sempre piaciuta.

  • 1 + 1 farà sempre 2.
  • Il quadrato di un binomio sarà sempre uguale al quadrato del primo monomio più il doppio del prodotto del primo per il secondo più il quadrato del secondo.
  • Un’equazione sarà sempre una uguaglianza tra due espressioni contenenti una o più variabili, dette incognite.

E’ però quando ti trovi a che fare persone che ragionano come se 1 + 1 facesse 8, che un quadrato di un binomio fosse una matrice o come se un’equazione fosse l’area della sfera che vorresti tanto augurargli di svegliarsi tra le braccia di un paroliere 70enne dal parrucchino bicolore.
Perchè non è possibile, per giungere in meno tempo da A a B, dover fare il giro dell’alfabeto e dei sette numeri primi facendo uscire il disegno del coniglio che mangia la arota [come nell' "unisci i puntini" de "la settimana enigmistica"] invece di tirare una linea dritta tra i due punti.

La legge della gelosia

Quando SuperM è venuta a trovarmi per la solita iniezione quotidiana di stress ha sentito il bisogno impellente di comunicarmi, da brava capera che farsi i cazzi propri mai eh, che il figlio dell’amica sua ha la mononucleosi e di stargli lontano anni luce manco lui fosse un appestato ed io andassi a mettere la bocca dove capiti. Niente battutine! Neanche tu lì in fondo!
Al che mi sono ricordato di due cosette.
Il primo è un post scritto un po’ di tempo fa da River in cui ammette cosa fece per gelosia. Non so se sono io lo strano ma credo che possiamo discutere da oggi fino al 2075 ma la gelosia, insieme al controllo ossessivo, sono le principali cause degli sfanculamenti nei rapporti di coppia. E fin qui non ci piove.
Anche se è pur vero che se si decide di stare con una nota troia dell’ambiente e non si voglia fare la Karen Walker della situazione e spedire la propria Rosario personale o assoldare un Will qualunque per controllare gli spostamenti del compagno, la soluzione è sempre quella della fiducia piena o lo sfanculamento per impossibilità sopraggiunta.
L’ eccessivo controllo ed il dover stare sempre sotto una spada di Damocle ha sempre seriamente minato le basi della fiducia che ripongo nella persona con decido di stare.
Una cosa per me matematica è infatti la legge della gelosia. Per me la gelosia, insieme a tutta quella serie di controlli che si decide di mettere in atto, è direttamente proporzionale al mio grado di allontanamento e alla probabilità che io faccia le corna.
Statemi addosso, controllate tutto quello che faccio, vietatemi tutto e siate pur certi che avrete, in men che non si dica, un paio di corna sulla testa quanto due torri Eiffel. Lasciatemi in pace, non mi controllate e lasciate che abbia il mio spazio e sarò la persona più fedele di questa terra. 
Io ammetterò anche di non essere la calma e la tranquillità fatta persona ma, salvo le dovute eccezioni, sono sempre stato una persona a cui si potesse dare fiducia piena.
L’unica situazione in cui ammetto la gelosia e una sorta di pseudo controllo è nella prima fase di un rapporto. Uno non può dare la propria fiducia aggratisse, siamo pazzi? Prima un po’ si deve far cacare sangue. Metaforicamente parlando.
E questo è il primo fatto.
Il secondo ricordo è invece una delle tante telefonate di routine che a suo tempo mi fece un ragazzo con cui stavo per comunicarmi che aveva la mononeucleosi e per accusarmi di chissà quali bassezze avevo commesso io lurida troiaccia.
Dieci giorni dopo, tante provette di sangue in meno e cinque fogli di analisi alla mano, tra i due ad avere la mononucleosi continuavo a non essere io. Sano come un pesce come mai lo ero stato.

La mia peggiore bassezza in gelosia è stata quando mi connessi con nick diverso in chat per parlare con l’amante di un mio ragazzo e terrorizzarlo con mezzucci che sapevo avrebbero dato i loro frutti. Punti gelosia: +3000 (+ 3000 punti paranoia in omaggio).
Pensavo che sbarazzarmene avrebbe potuto eliminare i problemi. Ah, beata gioventù.
Ricordo quando, a storia terminata, me lo andai a fare selvaggiamente e, senza pietà, lo sbattei in faccia all’allora ragazzo. Punti distruzione dell’ex: 10.000 + 50.000 punti soddisfazione)
E voi, per gelosia, cosa avete mai commesso?
Solo bassezze di alto livello mi raccomando.

Il vip all’improvviso #3

Questa notte una lucciola illumina la mia finestra.

Spider-Man 3

E’ con sincera e profonda commozione che a nome mio e di tutto il popolo carampanico partecipo al dolore per il gravissimo lutto che ha colpito il terzo capitolo di una delle saghe più fortunate della cinematografia mondiale.
A causa della prematura scomparsa di Goblin Jr mi unisco al cordoglio generale augurandomi che gli sceneggiatori decidano un domani, attraverso una tempesta magnetica o una qualsiasi altro effetto speciale da supereroe, di riportarlo nuovamente in vita.
Insomma, che si riprendano pure quella vecchiaccia malefica della zia di Spider-Man che già nel 2 si è salvata per opera e virtù dello spirito santo, ma riportino in vita James Franco!
Ah, il film è esattamente allo stesso livello dei primi due capitoli.
Una menzione particolare va al doppio mento di Tobey Maguire che rumours di corridoio lo danno quasi per certo in nomination nella categoria migliore attore protagonista ai prossimi Oscar.

Quasi rimpiango la Ruta

Questo è un altro che non ci leveremo dalle balle tanto facilmente.

CSI Taormina


Io la verità la so ma non la dico.

Disse il bambino dispettoso alla strega cattiva.
Come minimo adesso voglio una puntata incrociata di "Porta a Porta", "Matrix" e di "Chi l’ha visto?" tutti assieme appassinatamente. E pure una puntata di CSI liberamente tratta dalla vicenda. E non "Ris" che è la sua versione sasicce e friarielli.

Comunque, se posso dire la mia, il colpevole è il "mio mini pony" posseduto dallo spirito di Pacciani che si è scagliato contro quella povera creatura. Lo zoccolo era il suo. Per forza.

Z-blog Award: Nominee

In realtà non ho capito come funziona l’ambaradan anche perché, come ben sapete, sono mancato per circa tre settimane e non ho avuto modo di leggere cosa succedeva in rete.
Comunque, nel mio rientro, sono stato sorpreso nello scoprire di essere stato nominato da qualcuno ai Z-Blog Award.
Prima di tutto ringrazio l’oscuro figuro che ha pensato a me, in secondo luogo ringrazio anche chi mi ha già votato prima ancora di sguinzagliare i miei Pitbull da combattimento.
Comunque se non avete niente da fare e volete partecipare al sondaggio potete farvi un giretto da Sw4n o, in alternativa, potete scaricare la scheda voto qui e inviarla, compilandola in ogni sua parte, alla mail awards@sw4n.net entro e non oltre le 23:59 di Giovedì 10 Maggio 2007.
Se non votate per me, non vi preoccupate. Mica me la prendo, eh. Ora come ora sono troppo impegnato ad aiutare un anima in pena che cerca un rito per allontanare un corteggiatore.

Update
Il manuale di stregoneria che ho ritrovato in fondo ad un cassetto dice:

Recatevi in un prato prima che il sole si levi e con un panno bianco catturate una rana. Riponetela poi in una scatoletta con nove forellini. Andate ai piedi di un albero dove vi siano grosse formiche, scavate una fossa, mettetegli dentro la scatola e ricopritela con il piede sinistro dicendo: Che tu cada in confusione secondo i miei desideri.
Dopo nove giorni ritornate alla stessa ora a recuperare la scatola senza voltarvi: vi troverete dentro due ossicini, uno simile ad una forca, l’altro ad una piccola gamba.
Se toccherete lo spasimante con l’osso a guisa di forca egli vi amera prontamente. Se invece lo toccherete con quello a forma di gamba, egli smetterà di importunarvi.

Due al prezzo di uno, che volete di più?!? Ed anche oggi ho fatto la mia buona azione quotidiana.
Ora posso tornare a frustare i cinesi che pago 1€ all’ora per fabbricare bamboline woodoo con le faccine di chi non mi vota.
Ovviamente scherzo. Li frusto e basta.

La verità vi prego sull’amore

Per anni, inconsapevolmente, sono stato accecato dalla mia passione per l’amore entrando ed uscendo da storie e storielle alla velocità che manco il tempo di riscaldare al microonde una Nastrina del Mulino Bianco.
Nonostante mi impegnassi, non riuscivo a smettere di amare l’amore.  Tant’è che ad un certo punto ho pensato di assoldare qualcuno che mi impedisse di dire “ti amo” troppo spesso o solamente di perdere la testa per una persona nuova.
Poi, in un ampio momento di pausa inaspettata dove ho dato il peggio ma anche il meglio di me, ho finalmente aperto gli occhi e mi sono accorto che tutto sommato riuscivo a stare da solo. Che non era necessario lanciarmi alla ricerca di un nuovo sostituto perché in fondo l’amore non era diventato il mio obiettivo da raggiungere, da conquistare, non era la mia casellina da barrare.
Perché, per fortuna, l’amore e l’approccio che noi abbiamo con esso, con il tempo, cambia.

A 15 anni, periodo dei primi flirt, si dà tutta la colpa al destino. Il destino che ci ha lasciati da soli a sognare l’amore vero. Il destino che ci ha fatto incontrare e tenuto insieme. Il destino che come ci ha dato l’amore così se lo è ripreso.
E non c’è “prometto prometti, ti giuro amore un amore eterno se non è amore me ne andrò all’inferno” che regga.
E’ stato il destino, non ci sono cazzi.

A 20 Ti innamori davvero per la prima volta. Per la seconda. E pure per una terza.
Farfalle nello stomaco, non capisci più niente, cammini a dieci metri da terra, sei un tutt’uno con l’altro, smetti di fare le cose serie perché esci fuori di testa  e cominci a fare progetti. Vuoi scappare con lui/lei e lui/lei con te nonostante ti metta un paio di corna grosse così.
Si fanno promesse, si dicono tante cose finché ti accorgi che tra il dire e il mare c’è un abisso e che ogni tipo di teoria difficilmente si trasformerà in pratica e l’unica cosa da fare è mettere una bella parola fine. Punto. A capo.
Tutto diventa irrimediabilmente chiaro quando le parole diventano lividi sulla pelle. Logoranti come l’invidia.

A 25 i capitoli per fortuna si chiudono uno dietro l’altro e, a malincuore, si comprende che il destino non c’entra nulla.
La gente entra nelle nostre vite per puro caso e ne esce per puro caso. E noi non possiamo farci niente. Il destino diventa qualcosa che solo da giovani si può credere. E capisci il valore di avere qualcuno che ti ami al tuo fianco.
E che ti ami “Così come sei”. Alla Bridget Jones. Lasciando che le cose prendano il loro corso.

A 50 anni vuoi avere dei figli. E capisci che in fondo non faresti più due balle così a Madonna perchè è andata a rubare figli in Malawi con la nonchalance di una che va a comprare al Gs un pacco di latte Weight Watchers della Punto.

E poi c’è il problema di formalizzare il rapporto. Stiamo insieme? E da quanto? E mi ami? E mi vuoi bene? E mi schifi? E mi prenderesti a sprangate tra i denti? Otto volte su dieci, si. E allora? Tanto il confine tra amore e odio è lebile.
Tutto sempre perché si ha bisogno di certezze e non si sa vivere giorno per giorno.
Altro stress è il matrimonio che arrivato ad una certa età deve necessariamente essere celebrato o, in alternativa, si deve convivere.
Ringraziando la Madonna che il discorso matrimonio per me non conta, Ma anche se contasse diciamo che non l’ho mai visto come qualcosa che realmente facesse per me. Ora come ora, manco una convivenza. Una convivenza a case e periodi alterni però si. Come le targhe in una città in costiera il weekend.
Perché se ti vedi tutti i giorni è troppo. Ma se ti vedi una volta alla settimana è troppo poco.

Ascolti i racconti delle persone a te vicine e vedi che, certi come la morte, continuano ad esistere i classici stereotipi uomo-donna-gay che ti sfiniscono:

– L’uomo con la sindrome dell’ “io ti proteggerò” o dell’ “io ti userò come un oggetto e tu lurida puttana dovrai anche ringraziarmi”
– La donna con la sindrome dell’ “io ti salverò” o del “lo voglio stronzo che mi meni o non sono contenta”
– I gay che, non lasciandosi mancare mai niente, fanno le cose in grande e le posseggono tutte e quattro abbinate al giramento di cazzo del momento.

E quindi basta parlare di amore. Tanto non se ne viene mai ad una. Perché in fondo, d’accordo con Angelina Jolie nel mio film preferito, “parlare di amore è come ballare su un’architettura”. Basta con le parole e via libera ai fatti.

Ha senso dire di amare una persona e poi fare le peggio cose alle spalle? Ha senso il contrario…ossia fare la santa della situazione ma far vedere tutt’altro perché si ha una paura fottuta dei rapporti?
Chiamare le cose con un nome ha senso?
D’altra parte anche Giulietta dice “Che cos’è Montecchi? Non è la mano, non è il piede, non è il braccio, non è il volto né qualsiasi altra parte d’un corpo umano. Prendi un altro nome. Cosa v’è in un nome? Quella che noi chiamiamo rosa non perderebbe il suo profumo se avesse un altro nome”.
E poi siamo seri, mica possiamo fare la fine dei cantanti anni 50 che invecchiano cantando sempre la stessa canzone!
Tutto chiaro, VERO!?!
Ah, ho dato le chiavi di casa.

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