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A volte ritornano

Avrò scoperto Luca Bianchini nel settembre del 2004. Giravo per la Feltrinelli sotto casa e sono stato attratto dal tascabile di “Instant Love”. A dir la verità era diverso tempo che lo tenevo d’occhio ma sono sempre stato una di quelle persone che decide di comprare un libro non per arricchire la propria libreria così alla cazzo perchè fa figo avere  libri fin dentro la lavatrice, ma solo quando ne vengo attratto magneticamente.
Quando comprai “Instant Love” lo divorai nel vero senso della parola e cominciai con il passaparola di questo libro dove una amicizia un po’ particolare tra i tre protagonisti mette in discussione un rapporto di coppia. Il tutto arricchito dallo strano mondo che fa da sfondo ai protagonisti.
Scrittura veloce ed ironica come piace a me. Finisco il libro e parto con l’esclamazione “Cazzo, e adesso che leggo”?
Per fortuna il mese successivo uscì “Ti seguo ogni notte”. I temi sono gli stessi: l’amore istantaneo ed una passione viscerale che sconvolge la vita del protagonista. C’è sempre un triangolo ma un po’ più gestibile. Almeno nella teoria.
Finito anche questo libro ricaddi nella rota totale. Trovai vari sostituti tra cui Matteo B Bianchi ma nel cuore avevo sempre Luca Bianchini.
L’uscita successiva fu la biografia autorizzata di Eros Ramazzotti. Triplo vomito carpiato.
Lasciai anche uno dei pochi commenti negativi che dovrebbe ancora essere visibile sul sito ufficiale. Il fatto è che a me, Eros Ramazzotti, non è mai stato simpatico più di tanto. Ecco perché ogni volta che entravo in libreria stavo lontano anni luce dallo scaffale con quel libro.
Un mesetto fa in posta arriva una mail di Luca Bianchini per avvertirmi dell’uscita, martedì 17 Aprile, del nuovo libro “Se domani farà bel tempo”.
In allegato aveva inserito il primo capitoletto di presentazione di uno dei personaggi: Leonardo Sala Dugnani detto Leon con l’accento sulla “o”, alla francese.
Posto tutto con un ritardo immane, lo so. Ma c’è voluta la carrambata vis a vis con Luca Bianchini per avere l’autorizzazione del seguente copia e incolla ed evitare che la Mondadori mi facesse un culo grosso così.

1.
Se proprio devi morire, è meglio farlo guidando una Cadillac Eldorado.
Mia madre me lo ripete ogni giorno. Peccato che noi non abbiamo mai avuto una Cadillac. A casa nostra abbiamo distrutto solo Mercedes, le migliori, due Porsche, una Lamborghini Diablo, un’Aston Martin e il mio maggiolino, tre volte. Ah, naturalmente anche la Panda per il personale di servizio, quando la prendevo di nascosto prima di avere la patente. Mia madre vuole che i camerieri abbiano sempre un’auto riconoscibile, e ha scelto il Pandino perché crede che metta loro allegria.
Come avrete capito, siamo una famiglia che ama la velocità, le belle macchine e le buone maniere. La capofamiglia, in particolare: potrebbe scrivere un saggio sul cenno con cui a tavola rifiuta da bere, anche se è un gesto che non compie quasi mai. E il modo in cui si asciuga la bocca prima di sorseggiare il suo Chevalier-Montrachet? Impeccabile e insopportabile, come è lei la maggior parte del tempo.
Ma non l’ho mai odiata quanto quella mattina, quando spalancò la porta di camera mia e mi trovò con la sigaretta accesa e gli occhi spenti. Ero veramente sotto, sottissimo, e lei riuscì a farmi solo un’unica, drammatica domanda:

- Ti hanno di nuovo ritirato la patente?

Non le interessava la risposta – in cuor suo forse sapeva che era una domanda del cazzo – ma in quel momento aveva una fremente priorità: l’open day a scuola di Maria Lorena, la mia sorellina-sorellastra: sette anni e mezzo, erre moscia come la mia, apparecchio colorato, un’ammirazione proibita per le Winx, una chiara inattitudine per la danza classica e tendenza a parlare di soldi come quel tirchio di suo padre. Però in fondo ho sempre voluto bene, alla mia Lola, e le avevo promesso che sarei andato a vederla al suo ultimo giorno all’International School. Lei e i compagni avevano fatto con le loro manine oggetti che sarebbero stati battuti all’asta tra i genitori. Profitti in beneficenza per la costruzione di una scuola in Africa, sai che novità.
Era una mattina di giugno senza sole, con grandi nuvole che intasavano il cielo di Milano come il traffico cittadino. Io avevo un solo, grande desiderio: essere investito da una macchina appena uscito di casa, magari una Cadillac Eldorado. Quella sì che sarebbe stata una grande morte. Poi vedere mia madre che mi scorge dalla finestra con il gessetto bianco intorno, e mi piange per un attimo da lì, prima di pensare a quale cappello mettersi per il funerale. E poi cosa scrivere sui biglietti di ringraziamento? E come dare l’annuncio ai giornali per fare sapere che “non fiori, ma opere di bene alla Rockefeller Foundation”? Uh, quanti problemi se muoio per una madre come la mia.
Anita mi aveva lasciato quella mattina. Dopo tre anni, due mesi, sette giorni e una manciata di ore, forse sei. E sentivo che non sarebbe più tornata indietro. Me n’ero accorto dal modo in cui aveva chiuso la porta, senza un attimo d’indecisione, senza nervosismi, senza nessun cedimento delle gambe. Un colpo secco e stop, il passato alle spalle.
Aveva trovato un sasso nel bagno, la sera prima. Era andata su tutte le furie, delusa e alterata come ogni volta che una discussione si ripete – quando si litiga spesso, si litiga sempre nello stesso modo, con le stesse dinamiche, con le medesime pause – e mi aveva supplicato di lasciarlo lì, quel sasso, almeno per un giorno.
Non c’ero riuscito. Non ci sarei mai riuscito.
Al mattino, dopo una notte insonne per entrambi, aveva fatto un’inutile doccia di riflessione, si era preparata per andare a catalogare i suoi Pistoletto da Sotheby’s e mi aveva detto:

- Non siamo più uguali, Leon.

Io ero troppo fatto per capire, prima che per dire qualcosa, e le avevo risposto ’fanculo-tu-e-i-tuoi-quadri senza conoscere il significato di quella sequenza. Avevo un gran mal di testa per starmi a sentire, e soprattutto per ascoltare il suo addio senza lacrime. Ma quando un paio d’ore dopo ho rivisto la foto farsi più nitida, ho capito che Anita non sarebbe più tornata sui suoi passi. Ed è stato lì che gli Stones hanno iniziato a cantare “Angie” nella mia testa. Ed è stato lì che mia madre ha fatto irruzione in stanza con il fottutissimo open day di Lola:

- Per l’asta dei ragazzi ci raggiunge anche Pierandrea, perciò vedi di ricomporti che tra poco passa a prenderci Amedeo. Quindi anche se non hai la patente non importa.
- …
- E ricordati la camicia.

Ventisette anni. Ventisette anni a sentire ricordati-la-camicia e non sapere mai come ribattere. Mi guardai allo specchio cercando di ricompormi. Le regole, innanzitutto le regole. Le regole che mi avevano tramandato, quelle che mi avevano schiacciato. Le regole che mi avevano permesso fino a quel giorno di non lavorare.
Vivere era il mio lavoro, ed era un lavoro che non mi piaceva più di tanto. Soprattutto quella mattina di giugno – maledetto giugno, che dio ti fulmini, e ti trasformi in un novembre piovoso che nemmeno l’Irlanda – in cui a tutto avrei voluto pensare tranne che vedere mia madre a un’asta delle scuole elementari. Conoscete punizione peggiore per uno che è appena stato lasciato dalla donna più bella di Milano? A parte restare bloccati in ascensore con un portavoce del Vaticano, intendo. Ma alla fine la camicia la misi. Una camicia di Caraceni con le mie belle iniziali incise tono su tono: LSD. Leonardo Sala Dugnani. Leon per gli amici (con l’accento sulla “o”, alla francese).
Un ragazzo smarrito davanti a se stesso, questo ero, ma ancora in grado di ammettere il proprio sex appeal. Ora, non perché sia io, ma non si può proprio dire che sono un brutto ragazzo: ho occhi chiari, un naso appena deviato, capelli corti e scuri che taglio da solo, quasi a scodella, due fossette che m’illuminano il sorriso, un fisico tonico e tre tatuaggi. Fossi una donna cederei subito al mio fascino, insomma. A meno che scoprissi il significato del mio tatuaggio preferito, una specie di simbolo orientale, che per anni ho creduto volesse dire “Lunga vita felice”. In realtà, una volta un cinese mi rivelò che significava “Nuvolette di drago a tremila lire”.
Ancora adesso non riesco a farmene una ragione.

Il libro è stato chiaramente divorato a tempo record e mi è piaciuto tanto che avrei un mini progettino per un giretto alla fattoria del colle a Trequanda. Qualcuno che vuole venire con me?

29 Responses to “A volte ritornano”

  1. 1
    Far:

    Quando passi fai un fischio!

  2. 2
    phoebe:

    Istant love mi era piaciuto molto, ma dopo la storia della biografia di Ramazzotti non me la sento.,.. Però se passi da ste parti… chiama!!!! :wink:

  3. 3
    Ari:

    Giugno è diventato un mese piovoso che manco in irlanda. su questo ci ha sicuramente azzeccato.

  4. 4
    greenwich:

    ora, se è Trequanda in provincia di Siena, io abito e lavoro a… 8 km?

  5. 5
    Lord:

    Stessa sorte è toccata a me. Istant Lover e Ti Seguo Ogni Notte divorati e piaciuti molto. Quello di Eros neanche lo prendo in considerazione e farò finta che non l’abbia mai scritto. Quest’ultimo lo devo ancora comprare… ma se non si tratta della biografia di qualcun’atro (che so… Renato Zero…?! …Tanto per dirne uno che odio…), son sicuro che mi piacerà.

  6. 6
    Witty:

    Ma pensa la coincidenza! Io l’ho visto stasera all’aperitivo letterario del Festival del Cinema Gaylesbico a Milano, ed ho pure ‘vinto’ una copia del libro con dedica (a cui ho fatto aggiungere quella di Diego di Radio DJ) sul fondo del libro.

    Lui è davvero adorabile comunque…

  7. 7
    Ari:

    dai Psycho, se capiti a Trequanda allungo anche io per venire a conoscerti.

  8. 8
    IsteriaPersonificata:

    ma raccontaci del vis a vis piuttosto. vogliamo gossip

  9. 9
    alebino:

    anche io divorai istant love però mi son perso il secondo!
    :-P
    :whistle:

  10. 10
    Little Bandt:

    Ciao, scusa l’intrusione…Vienici a trovare su http://piccolibanditi.blogspot.com
    Potrai leggere le più divertenti avventure d’infanzia e raccontarci le tue!
    Ti aspettiamo…E complimenti per il tuo blog!

  11. 11
    Vega:

    anch’io ho letto “Istant Love” grazie a batgirl. devo dire che mi è piaciuto, ma, senza offesa, credevo meglio. anyway leggerò anche l’ultimo.
    quando si parte???
    love,
    V.

  12. 12
    patroclo:

    Mi sto divorando le budella!!!Io è da quando è uscito che devo leggerlo ma i sensi di colpa non me lo hanno permesso, perchè se inizio a leggerlo so già che non mi fermo più e questo significa tempo sottratto alla mia “adorata” materia di giugno. L’utlima volta alla Feltrinelli continuavo a guardare bianchini-tahar beh jelloun…alla fine scelsi il secondo (e non me ne pentii).Ma è il rpimo che leggerò non appena finisco sta materia.

  13. 13
    cumpi:

    ah bellissimi instant love e ti seguo..

    Eros l’ho preso in mano alla Feltrinelli ma non l’ho aperto sono un codardo.

    ps guarda gli istant friends che mandano le foto (ma che facce hanno?)

  14. 14
    elle:

    :wub: io Luca Bianchini lo adoro semplicemente il prossimo libro che comprerò, visto che sono una divoratrice di libri, sarà il suo :)
    non mi scapperà!
    besito

  15. 15
    lud:

    io vengo.
    però voglio una mazza chiodata e un upazzo di ramazzotti.
    poi illustrerò il perchè.

  16. 16
    La Mondina:

    Come posso non comprare almeno un suo libro dopo il tuo ottimo coinvolgimento psicologico e dopo aver saputo che lui abita nella mia città? Corro. :)

  17. 17
    marco:

    …effettivamente anche io ho la curiosità di come hai fatto ad avere l’autorizzazione alla pubblicazione anche se capisco che per lui è comunque pubblicità infatti penso proprio che lo leggero’

  18. 18
    Mari:

    Ciauuuu…son tornataaa…proprio in questi giorni ho iniziato a leggere Se Domani Farà Bel Tempo….mi sta piacendo..io i libri li divoro e questo l’ho quasi finito!!

  19. 19
    marlene:

    :w00t: ciao
    sono sopravvissuta a questo mese del cavolo… per rimanere in tema: io questo non l’ho mai letto, però mi hai intrigato, da dove mi consigli di iniziare dal primo o mi sparo questo e poi vado indietro?
    ciauz

  20. 20
    amosgitai:

    Non posso muovermi… ma mi consolo con il libro… quasi quasi lo compro!!!

    Il mio blog sul cinema e viaggi: sei invitato!

  21. 21
    Deception Point:

    What has ever happened to Italian Psycho?!?! :shocked:

  22. 22
    batgirl:

    Ho letto questo libro in pochissimo tempo, divorandolo come i precedenti. Però…a parte la voglia di fare un giro a Trequanda, ti confesso che Instant Love mi è rimasto nel cuore mooolto di più dei successivi. Forse perchè è il primo? Mah. (La biografia di Eros mi sono rifiutata di leggerla per principio. Ramazzotti mi risulta indigesto peggio dei peperoni alle tre di notte.)

  23. 23
    Mari:

    Finitooooooooooo…mi è piaciutooooooooo!!! Quando partiamo allora??? :w00t:

  24. 24
    Siria:

    “Ti seguo ogni notte” letto e piaciuto. vedrò di ordinare anche l’ultimo. Mi fido della tua opinione in merito ^^

  25. 25
    AmicoFrocio:

    eh eh…Luca Bianchini è sempre Luca Bianchini… :sideways:

  26. 26
    sakai:

    Ho amato i suoi libri, ovviamente non la
    biografia di Ramazzotti (…), e non vedo l’ora
    di leggere anche questo! :)

  27. 27
    occhidaorientale:

    oddio, mi mancano tutti (me vergognosa).
    Però provvederò, promesso.

  28. 28
    Jay:

    In quanto io stesso giovane scrittore bohemien, mi auguro di poter contare, magari un giorno non troppo lontano, sul tuo passaparola!

    Il tuo blog mi piace molto, a presto! :happy:

  29. 29
    seb:

    :blink: Oddio, lo sapevo…t’ha rapito Luca Bianchini!! :getlost:

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