ItalianPsycho.net RSS Feed
 
 
 
 

Flashback scolastico

Vedendo il tg, non Studio Aperto che sta ininterrottamente trasmettendo il servizio sul delitto di Garlasco, sono incappato nel classico servizione della ripresa dell’anno scolastico con l’immancabile intervista fuori dai licei.
Sono quei servizi che ciclicamente ci propinano di anno in anno. Un pò come quello sugli esami di maturita il giorno prima degli scritti con "Notte prima degli esami" di Venditti in sottofondo.
Solitamente non ricordo neanche cosa ho fatto sabato scorso, ma per gli anni del liceo ho una memoria formidabile.
Nitido come il sole ricordo tutto quello che è successo al liceo:

- Dell’inserto abbinato al libro di geografia che andava a sostituire il capitolo della germania e del muro di Berlino. Così come la tesina sulla Liguria con menzione particolare alla "Sagra del pesce di Camogli" e della padella dal diametro di 3,80 mt.
- Dell’aula con gli angioletti sorridenti affrescati sul soffitto che mi rasserenavano come "Tenebre" di Dario Argento.
- Del gradino verde su cui veniva poggiata la cattedra e la lavagna a tutta parete che negli esercizi di matematica mi perdevo come nel labirinto di Cnosso.
- Della professoressa di Inglese e della caga che faceva venire quando scriveva con la sua Pilot nera i nomi delle persone da torturare con una quantità di domande che "Chi vuol essere milionario" è una passeggiata. Il colmo fu "Fai il labiale della parola almost". Ovviamente preso in preda dal panico dalla surrealità della richiesta, lo sbagliai miseramente e lei mi insultò in barese.
- Della compagna di classe con il nome da uomo ma con due tette come Pamela Anderson. Quella che per non farsi interrogare inscenò un suicidio. Quella che inscenò di avere una mega cisti allo stomaco (tipo Alien) che le era esplosa e lei stava per morire perchè continuava ad ingoiare litri e litri di sangue. Sempre quella che spaccò la fronte ad un altro compagno con una squadretta da 90° Oliviero Martini repentinamente gettata dalla finestra. Nella cui traiettoria si trovò anche una sfortunata signora dei quartieri spagnoli.
- Della professoressa di italiano con la sua inconfondibile tinta biondo verdastro ribattezzata "cacata di piccione con la lebbra".
- Dell’ odore di soffritto, di pasta e patate, di melenzane e di qualsiasi altro cibo che proveniva dalla signora della casa di fronte.
- Del compagno che trasformava le sedie in sedia elettrica con un semplice accendigas a scintilla. Geniale.
- Dell’amore reciproco per il professore di disegno che, qualsiasi cosa facessi, andava bene. Ero l’unico a disegnare col walkman e a poter non sentire le lezioni. Tanto in arte facevo i buchi a terra e non c’era bisogno che mi spiegasse niente. Gnè gnè gnè.
- Del soggettone della classe che veniva bombardato di cassini pieni di gesso tritato e trasformato in un mimo.
- Di me che venivo ripetutamente chiamato ricchione da un compagno rivelatosi "the best femminella of the whole world".
- Della supplente della professoressa di Inglese che, durante la mia interrogazione, scoppiò in lacrime perchè aveva appena saputo di aver perso il bambino. E mi mise lo stesso 4 la stronza. Alla faccia dell’istinto materno. Puttana.
- Del doversi alzare ogni volta che entrava un insegnante a mò di saluto.
- Del compagno di classe umiliato pubblicamente perchè a 15 anni non sapeva la differenza tra "a" preposizione "ha" verbo avere dopo aver scritto alla lavagna "Luigi è andato ha casa" subito dopo "vado ha fare la spesa".
- Dei compagni figli di papà che venivano col Rolex da 15 milioni e con la Mercedes/Bmw/Porche del papi guidata dall’autista.
- Della mia perdita di 18 Kg in due mesi che quando entrai in classe nessuno mi riconosceva.
- Del professore di Storia e Filosofia che ci faceva dire il "Padre Nostro" prima di ogni lezione. Poi chissà a chi pregava quando molestava il mio copagno di banco nel suo ufficio.
- Della compagna di banco del diametro di un tavolo per 8 che era stata chiamata da Boncompagni in persona per partecipare a "Non è la Rai". Si si, come no.
- Del salsicciotto paraspifferi da tenere sul marmo della finestra per evitare broncopolmoniti virulente.
- Dell’assistente tuttofare molto amico dei ragazzi che invitava a casa sua per aiutarti nello studio o per fare quattro chiacchiere e poi ti ritrovavi la sua mano sul pacco: pedofilo di merda.
- Dei filoni sulla spiaggia di Miseno a prendere il sole sulla Mercedes decappottabile con lo stereo a palla. O dei filoni a prendere il sole mezzi nudi a "Valle dei re" tra una canna e l’altra.
- Del compagno di banco che durante la nostra rappresentazione taatrale de "La passione di Gesù Cristo" si alzava la tunica per far vedere che non portava le mutande. O di quando correva nudo sul balcone dell’aula teatro mentre le sclassi delle medie facevano salto in alto nell’ora di educazione fisica.
- Dei professori di religione: 5. Uno all’anno. Li abbiamo fatti fuori tutti. Una classe di indemoniati.
- Della preparazione alla cresima durante le pause di una partita di pallavolo ed una di calcio.
- Del viaggio all’estero e dell’essere inconsapevolmente drogato da un gay che mi aveva disciolto qualcosa nel drink presentato mi dallla femminella of the year sopracitata.
- Del professore di religione che quando mi confessai e dissi che non andavo spesso a messa, il suo viso trasmutò in quello del diavolo.
- Dei film porno che ci si scambiava sottobanco. Barbarella forever.
- Dei rutti della prima ora del lunedì mattina che sapevano di vodka bevuta il sabato sera.
- Delle telefonate all’assistente della preside per avvertire che facevamo filone, quindi non dovevano chiamare a casa per controllare. E degli sgami quando l’assistente della preside chiamava a casa e venivamo beccati in pieno filone.
- Delle compagne col naso rifatto perchè avevano problemi respiratori dovuto al setto nasale deviato mica perchè avevano una portaerei tra gli occhi e la bocca.
- Delle Smemorande comprate a giugno, riempite con qualsiasi cosa e abbandonate a casa perchè già dopo 3 mesi pesavano 8 Kg.
- Di quando l’ultimo anno, ad un mese dalla maturità, mi ruppi le palle ed finalmente uscì con la testa da fuori al sacco gettando scompiglio ovunque. Ricordo ancora lo shock della professoressa di italiano. Disse bene il prof di matematica: ItalianPsycho è un’acqua cheta.
- Di tutto questo e di tanto altro ancora. Che sotto sotto mi manca anche un pò.

23 Responses to “Flashback scolastico”

  1. 1
    Lestat:

    …ma cosa sono i “cassini”?
    sarà sicuramente un’altra parola di dubbia esistenza, tipo calandrella

    e solo ora ti fai uscire la storia del compagno di banco???

  2. 2
    ItalianPsycho:

    No senti…ma voi lì al nord come li chiamate quegli aggeggi per pulire la lavagna? Cassini, no??!?

    Ma dai….la storia del compagno di banco non la sapevi?!?

  3. 3
    Lestat:

    cancellini……e a meno che tu ora non mi voglia far credere che “cassinare” significhi pulire, il nostro termine è molto più funzionale…

    e no, la storia del cristo nudista non la sapevo

  4. 4
    cubo:

    che teneri i ricordi di gioventù di IP! :heart: :heart:

    ma che cattivone con la supplente di inglese…dai poverina…..
    (1pò come io che stappo 1bottiglia di spumante mentre la mia prof di francese apprende della morte della madre)

    e riguardo alla balenottera invitata a nn è la rai…nn ci vedo nulla di strano, io son stato chiamato come fotomodello

    PS. “ItalianPsycho è un’acqua cheta”….nulla da aggiungere, splendido!

  5. 5
    Cucciolina:

    Lo sai ke la tua prof d’italiano abita nel mio parco????

  6. 6
    Juliette Saito:

    Mah. Non mi mancano PER NIENTE:

    - le due stronze all’ultimo banco che comandavano a bacchetta l’intera classe, sobillavano le pecore, mettevano fuoco alla corda dell’avvolgibile, mi nascondevano la cartella, scrivevano sul mio banco, e altre amenità del genere;
    - la pallonate in faccia totalmente CASUALI a pallavolo;
    - la pallavolo;
    - il prof di greco che ‘aveva studiato greco per ripiego perchè doveva fare medicina, quindi facessimo silenzio, tanto anche se nons tudiavamo l’importante era farlo spiegare’;
    - le top model che venivano in classe con lo stucco in faccia e i pantaloni scesi e facevano arrossire il prof di matematica;
    - il prof di filosofia che non spiegava dal libro ma borbottava cose inesistenti (in dialetto, mentre fumava il sigaro) e prendeva sempre in prestito un libro da noi, per poi restituirlo dopo essersi sgrattuggiato in zone poco consone per tutta la lezione;
    - uscire da scuola alle 14:05;
    - i mille metodi inventati da quei cretini dei miei compagni per non entrare a scuola, tra cui fingere che l’estintore fosse stato svuotato in classe nostra da un’altra classe, che secondo loro ci odiava;
    - e molto, molto, molto altro.

    Però, se proprio devo essere nostalgica, parliamo allora dei 3 anni della triennale… :heart:

  7. 7
    Massi:

    Bellissimi i tuoi ricordi…anch’io ne ho tanti e altrettanto belli, ma se devo essere sincero non mi mancano più di tanto…

    …anche se mi capita spesso di sognare i miei ex compagni… :pouty:

  8. 8
    alebino:

    a me non mancano per nulla quegli anni, non mi mancano i compagni figli di papà con l’ultimo giaccone/felpa/scarpadaginnastica firmatissima e costosissima. Non mi manca la compagna di classe che rifiutava l’uso del reggiseno così all’età di 17 anni già le arrivavano al giro vita… non mi manca lo strabismo pronunciato dell’arpia di matematica e i 2 capelli in croce della prof di storia. Non mi manca la vecchia ottantenne di chimica che ignorava il significato di pensione…

  9. 9
    Disorder:

    I cassini sono LE CIMOSE!

    ps. ma era piena di pedofili scuola tua? Ma che eri dai preti? :D

  10. 10
    ^Angel^:

    Dopotutto a chi non manca il liceo? :cwy: Tutte le volte che volevi scappare dalla finestra che dava sul cortile; tutte le volte che inspiegabilmente trovavi cioccolatini sotto al banco, tutte le volte che i compagni, durante educazione fisica, si legavano la maglietta alla Britney Spears e ti facevano il verso; tutte le volte che hai rivisto gli stessi compagni, finiti a fare le commesse fallite nei negozi di abbigliamento di infimo ordine, quali “Sottotono” et similia. Tutte quelle volte avresti voluto che finisse subito e tutte le volte che ci ripensi, vorresti riviverlo e non finirlo mai….Ma da dove mi spunta sta poesia?! :ermm:

  11. 11
    ItalianPsycho:

    Disorder, tu che dici? :wink:

  12. 12
    ladymercury:

    Diavolo che ricordi pazzeschi….io mi limito a molto meno..
    -la compagna di classe che rimane incinta in quinto e si fa tutto l’anno scolastico seduta al banco davanti al mio con tutti che le offrono panini/biscotti e i prof che la trattano come una bambola di porcellana…
    -le litigate sempre nei giorni in cui io ero assente…che bisognava chiamare 4 persone per sapere che era successo..
    -il compagno fascistone che mi chiamava comunista di merda, epperò a modo suo mi voleva bene :whistle:
    -le prof mandate a fanculo in modo non tanto velato
    -le lezioni di inglese passate dormendo, mentre la mia migliore amica sibilava alla prof robe tipo “ti odio, brutta perchia, crepa, sei inutile, sei scema” e via discorrendo…
    ahhh che bei tempi :D

  13. 13
    Marica:

    …..bellissimi gli anni del liceo…
    - le risate fino alle lacrime con la seguente “cacciata” fuori dall’aula
    - la prof. d’italiano con la forfora sopra il colletto del cappotto
    - le compagne “perete” che cadevano quotidianamente dalle zeppe di circa 72cm…hihihihi:-)
    - la bidella che sottobanco vendeva, merendine, fogli protocolli, sigarette, accendini, giornali, borghetti…e chi + ne ha + ne mette
    - entrare in classe travestiti da mummie di carta igienica
    - bigliettini segreti che giravano x l’aula…da fare invidia al FBI

    …..TROPPO BELLO::::::::::

  14. 14
    patroclo:

    ma perchè tutti i gay hanno sempre qualche ricordo di compagni che li chiamassero “ricchione,frocio” etc etc. Io ho dei ricordi bellissimi del mio periodo scolastico anche se mai vorrei tornare indietro…troppa angoscia dietro a quei pazzi.
    p.s. comunque il fatto che non ci fosse nessuno che apostrofasse gli altri in modi volgari credo sia dovuto al fatto che su 10 maschi della mia classe 9 eravamo gay:)

  15. 15
    Massi:

    Patroclo ma che scuola hai fatto?!? :blink:

  16. 16
    Lamu':

    la cimosa è quella arrotolata tipo girella motta, il cassino è quello col manico di plastica e di vellutino sotto! Il verbo “cassinare” non l’ho mai sentito prima, ma conosco quello cassare che credo che voglia dire cancellare! Me ne intendo…la lotta per la sopravvivenza è dura anche in un liceo di fighetti sorrentini e una donzella come me ha bisogno di difendersi con qualsisasi arma a sua disposizione. :angel:

  17. 17
    ^Angel^:

    Wa assurdo, se veramente hai fatto la scuola dai preti il mondo è piccolo! Anche io l’ho fatta dai preti, però in provincia…Per fortuna a noi non ci molestavano, ma il prof di filosofia stava di continuo sotto la scrivania del preside a cercare gli occhiali… :biggrin:

  18. 18
    phoebe:

    Ah! Le scuole superiori!!! Che meraviglia!!! Pensavo che solo io avessi frequentato una specie di riformatorio e nvece no! :blink:

  19. 19
    Fabio:

    A Napoli la “girella” di feltro per cancellare la lavagna si chiama cassino. Mai sentito cancellino.. :)
    Bellissimo post :) Ma com’è che a settembre vien voglia di fare i nostalgici? Io sto scrivendo un post che si intitola “Flashback estivo”… evidentemente questo dev’essere un mese che fa riaffiorare ricordi :)

    F.

  20. 20
    Zeroshin:

    Ahhh i prof di religione… da me ci fermammo a 4. La più odiosa (il suo astuccio di ferro era un’arma letale per le povere orecchie di noi studentelli), nonnché tenace, dopo il nostro boicottaggio (le impedimmo l’accesso all’aula con sedie e banchi, a cui seguì un clima di omertosità compiaciuta) non si arrese e finì per farci storia e filosofia. Un solo anno durò anche lì, eh :P

  21. 21
    WonderDa':

    oooooh…eravamo dirimpettai!

  22. 22
    normalacid:

    madò quanti ricordi mi hai fatto venire in mente…

    approposito dobbiamo fare un inciucio che riguarda uno che lavora nella tua scuola quando ci vediamo…

    @Lestat: dal Dizionario della Lingua italiana “De Mauro” (consultabile on line)

    “Cassino: 2cas|sì|no – s.m. OB cancellino”

    e fai poco il purista della lingua :biggrin:

  23. 23
    damned:

    lol io li sto vivendo adesso sti momenti…ma mi spieghi cm hai fatto a perdere 18 chili in due mesi che ne ho bisogno..grazie

Leave a respond