Lontano dagli occhi, vicini al cuore
Sono sempre stato contrario alle storie a distanza.
Sarà che per anni, nella mia testolina da gnomo, ha imperversato l’ideale utopistico dei "due cuori e una capanna" in perfetta sintonia amorosa da qui all’eternità.
Oppure sarà che ho sempre vissuto il rapporto come una condivisione reciproca e continua catapultando letteralmente il partner nella mia esauritissima vita.
Che poi il discorso del condividere tutto va pure bene, ma con il tempo sono arrivato alla conclusione che non bisogna mai arrivare al livello della cozza attaccata allo scoglio. Quelle sono le peggiori coppie.
Ne ho viste a vagonate di quelle sempre appiccicate come il tappo della colla Attack già aperta. Escono con gli amici e si estraniano totalmente parlottando zitti zitti per non far entrare nessuno nella loro quiete di coppia.
Non so, ma io trovo alquanto soffocante l’estremismo di quei rapporti dove l’unico momento per stare da soli è per andare ad espletare le proprie funzioni organiche in bagno. E in alcuni casi manco è possibile.
In questi mesi mi sono accorto che praticamente tutti hanno una storia a distanza: Napoli-Milano, Roma-Londra, Milano-Mosca, Napoli-Londra, Napoli-Palermo e così via.
Sarà quella dell’amore forestiero la nuova moda del 2007-2008?
Il detto dice “lontani dagli occhi, lontano dal cuore”: Si, può essere vero. Ma anche no.
Il fatto è che tutti hanno le balle piene di avere sempre qualcuno attaccato ai maroni. Tutti vogliamo un nostro spazio vitale. Manca quella liberta che il rapporto a distanza è in grado di dare: ognuno con i propri spazi, le proprie amicizie, i propri progetti e i propri momenti di scazzo dove non si deve nicchiare per non incombere in una crisi diplomatica col partner.
Perché diciamolo, tutta una serie di problemi nascono a furia di frequentare assiduamente una persona. Mentre nella relazione a distanza il problema non sussiste.
Quando ci si vede, si vive pienamente il momento mentre spesso e volentieri in un rapporto normale sorgono i soliti problemi del “tu vuoi uscire sempre con gli amici tuoi e coi miei non vieni mai” oppure “io l’ho fatto per te, a me di andare al cinema a vedere Beowulf me ne passa per il ciufolo” e tutte quelle rivoltanti paturnie che si ingigantiscono portando a mastodontiche guerre nucleari da cui è pressocchè impossibile liberarsi.
Per contro si deve dire che se uno fa un rapido conteggio dei giorni all’anno passati insieme non si arriva manco a 1 mese e ci si potrebbe chiedere quanto si conosca di una persona. Ma questo davvero importa più di quanto si sta bene con la persona stessa?
Il detto dice sempre “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore”. Ma non sarebbe giusto poter dire il contrario?

novembre 25th, 2007 at 09:59
Onestamente non concordo. Se ho ben capito la tua idea più o meno è “Lontano dagli occhi, lontano dal cuore, non mi girano le balle e ci amiamo meglio”. Sinceramente ho sempre detestato le storie a distanza. A grande distanza intendo. Tipo Napoli-Milano. Ma una distanza ragionevole, quella sì che aiuterebbe ad andare meglio d’accordo! Tipo Ercolano-Napoli o anche meno, come Torre del Greco-San Giorgio! L’importante è non abitare nella stessa città. Poi alla fine dipende tutto da come imposti un rapporto; ci sono rapporti più lascivi ed altri asfissianti, ma sono certo che tutti si chiedono: il tuo rapporto com’è?! :tongue: (Il mio solito spirito da Erin Brokovich/Signora in giallo/Veronica Mars)
novembre 25th, 2007 at 11:08
Ok, l’appiccicume è devastante…però anche il vedersi troppo poco…non lo trovo molto costruttivo. Poi dipende dal tipo di rapporto, io parlo di rapporto che si prevede a lungo termine…se si sta distanti per un periodo, nulla di grave se il rapporto è abbastanza solido, ma alla lunga la grande distanza logora…
novembre 25th, 2007 at 11:18
che temone che hai sollevato..
sarà che ci sguazzo dentro fino al collo..
io son fidanzato da 4 anni con un ragazzo di torino..ed io vivo a roma..
ovviamente non si tratta di una scelta..il cuore ha iniziato a impazzare per lui e ho deciso di amarlo senza farmi tanti problemi…
purtroppo la distanza porta con se anche tanta insicurezza, tanta gelosie e tante paranoie..ma anche nostalgia, malinconia e tanti problemi pratici..
io non capisco quelle storie a distanza assurde in cui ci si vede una volta ogni 3 mesi…quello difficilmente si può dire “stare insieme”..
con la mia dolce metà abbiamo messo in modo un piano diabolico che ci fa vedere almeno una settimana si e una settimana no..
io vivo la distanza come qualcosa di necessariamente momentaneo e transitorio perchè a due cuore e una capanna ci credo profondamente..
vorrei vivere con lui e dividere i problemi quotidiani anche se al momento studio, lavoro ecc ecc stanno rendendo tutto di difficile attuazione..
novembre 25th, 2007 at 11:31
le storie a distanza sono così insidiose. se non sei sicuro di te ecco che parte la raffica di sms e telefonate dubbiose, e poi quella volta che hai voglia di rivederlo lui non può non c’è non vuole. sono perfette per i pipparoli mentali, per chi ha il vizio del cornino, per chi non ha altro di meglio tra le mani e per chi è -poveraccio- innamorato perso.
novembre 25th, 2007 at 11:35
Io di storie a distanza ne ho avute, in passato.. e sono anche stato abbastanza stupido da rifare lo stesso errore (fidanzarsi con un ragazzo sardo, sapendo com’è andata a finire quando eri fidanzato con un altro ragazzo sardo è da cretini)
Per costruire davvero qualcosa non si può essere troppo distanti, però anche autoescludersi completamente dalla vita sociale, e rinchiudersi nel rapporto di coppia è assolutamente deleterio. Per me è fondamentale che un ragazzo faccia parte della mia vita.. ci tengo molto alla condivisione.. però se lui una sera vuole andare a vedere Beowulf, e a me non me ne frega nulla, nonè un problema, può andare con i suoi amici. Oppure vado anche io e mi faccio una ricca dormita. Il problema è quando queste discrepanze sono tante, troppe..! Conviene farsi la guerra? No, per me è meglio tagliare. Molti però insistono a vivere un rapporto fatto di piccole e grandi battaglie per difendere i propri spazi.. questo per me non ha senso. Io credo che una storia d’amore si possa definire perfettamente riuscita, quando la presenza del tuo fidanzato nella tua vita non è vista come un peso, un obbligo.. ma qualcosa di assolutamente spontaneo.
F.
novembre 25th, 2007 at 12:01
Minchia…praticamente ho lanciato una bomba! :blink:
novembre 25th, 2007 at 15:39
Credo che le storie a distanza possano avere un senso solo quando la distanza subentra in un secondo momento a causa di forze maggiori. Altrimenti, per esperienza personale (e recente), è impossibile mantenere un rapporto del genere. Poi dipende da quello che si cerca in un rapporto. E’ ovvio.
novembre 25th, 2007 at 17:02
IP: sì, ihihih
novembre 25th, 2007 at 19:28
uh, questo post fa molto Carrie Bradshaw! :w00t:
Io dico che sì: le storie a distanza sono assolutamente il trend 2007-2008… poi bisogna vedere che esito avranno. *risatina malefica*
Ci ho provato anch’io: prima con un pulenta poi con un siculo… ora stiamo lavorando sul centro italia, per variare.
La cosa pare non funzionare ma vabè, io sono un caso umano!
PS. uh, la fotina che adoro! :wub:
novembre 25th, 2007 at 20:26
In pieno trend con la moda 2007/2008, pure io ho una storia a distanza. E ti assicuro che non è facile, pure io preferirei che vivesse appiccicato a me, ma che devo fare? Al cuor non si comanda!
novembre 26th, 2007 at 00:00
Credo che non ce la potrei MAI fare.
Anche se…mai dire mai eh…
novembre 26th, 2007 at 08:53
Assolutamente contraria alle storie, soprattutto se a distanza, soprattutto se la distanza diventa un alibi per paturnie assurde, crisi diplomatiche che neanche Kofi Annan riuscirebbe a sbrogliare.
novembre 26th, 2007 at 09:53
io sono contrarissima alle storie a distanza. mi è bastato una volta per non farlo mai più, per carità!!! secondo me una persona va vissuta giorno per giorno, altrimenti uno sta da solo e vive di avventure che è una condizione rispettabilissime e, spesso, invidiatissima, anzichè legarsi a qualcuno che non vedi mai, si perchè prima o poi uno dei due si deve spostare per costruire qualcosa assieme altrimenti chi ce lo fa fare di subirci tutte le nevriosi (il telefono E’ il nemico) e menate che comporta una SAD se non vogliamo il lieto fine?! poi ci si molla dopo aver perso anni avanti/indietro. uno che conosco è stato 4 anni con una tipa che vive in un’altra nazione e quando lui le ha detto che si sarebbe trasferito lei l’ha lasciato. MA va??? proprio non me l’aspettavo!!! tsk
Vega
novembre 26th, 2007 at 09:56
ah, dimenticavo… d’accordo al 100% con Fabio!!!
V.
novembre 26th, 2007 at 12:43
Per quanto maschilistico, banale e sciocco possa sembrare, io l’ho sempre detto e qui lo ripeto, sottolineando. Il marito ideale è l’OhMiBod. Ossia il vibratore che si attacca all’iPod ( http://www.ohmibod.com ). Perchè? Semplice. Te lo porti dove vuoi, ti soddisfa quando vuoi, come vuoi, con chi vuoi, gli piacciono le stesse cose (e le stesse playlist) che piacciono a te e soprattutto: NON PARLA.
L’unico problema che può causare è relativo alle batterie che si scaricano sul più bello. Ma questo succede anche agli uomini ogni tanto. Solo che a loro non puoi cambiare le batterie e ricominciare… :pinch: :ninja: :getlost:
novembre 26th, 2007 at 18:36
Assodato che ogni caso è a se stante, bisogna avere chiaro in testa la direzione che si vuole prendere, la moda di oggi secondo me non è tanto la coppia a distanza o appiccicata, ma lo “stare con qualcuno ad ogni costo” e da questo poi nascono quelle situazioni pieni di grovigli come quelleelencati…ma il problema sta a monte.
novembre 26th, 2007 at 20:19
posso solo leggere e pensare a quanto il mio lui sia lontano.