Le top 10 e la mania delle classifiche
Gli ultimi giorni dell’anno, che lo vogliamo o meno, sono da sempre caratterizzati dagli inevitabili bilanci e dalle solite valutazioni sull’anno appena trascorso cercando di lanciarci con entusiasmo e energia in un nuovo anno che, si speri, sia migliore del precedente.
Che poi io non senta tutta questa esigenza di fare bilanci al 31 dicembre manco fossi un’azienda, è un fatto risaputo. I bilanci si fanno di settembre in settembre ma, ammettiamolo, qualche proposito ci scappa lo stesso.
Ad accompagnare i bilanci, poi, ci sono le classifiche. Siamo invasi di classifiche. Guardando la tv, accendendo la radio o leggendo i giornali è una classifica continua. Si fa la top ten degli omicidi, la top ten zodiacale (ah, la vergine quest’anno si salva), la top ten del vestito per capodanno da incrociare alla top ten della pettinatura moda del 2007, la top ten del malvestitismo, la top del dei rifiuti umani che rispondono al nome di politicanti, la top ten degli eventi più importanti dell’anno includentdo tra le prime posizioni il matrimonio di Briatore. Insomma…una quantità di classifiche che vengono create pescando alla men peggio dai sondaggi fatti durante l’anno e che verranno ripetuti fino allo sfinimento dal 28 dicembre al 6 gennaio.
Come sempre, non mancano le top ten musicali. Per generi, autori, mese, uscita, live…un megamix montato e smontato per tamponare il nulla televisivo prima che qualcuno riprenda in mano le redini della situazione per invaderci di notizie sull’inizio dei saldi.
E quindi ho deciso anche io di fare una classifica: una mia personalissima top 12 delle canzoni che hanno caratterizzato, mese per mese, il mio 2007.
Forse sarà un pò ripetitiva, ma certe canzoni e certi stili mi si infizzano nella capoccia che per farli andare via ci vuole la mano del Pateterno.
Buon Anno.
Per la Befana una carriola di carbone, grazie
Assalto improvviso del nepotame il giorno di servizio del cameriere.
IP: Ragazzi, salutate il cameriere.
Nipote n°1: …
Nipote n°2: ….
IP: Nani, non fate i cafoni, su! Salutate!
N1: Ciau [timido]
N2: …[manina sventolante]
IP: Allora, ce lo vogliamo vedere Shrek appena finisce di pulire la camera?!?
N1: La mamma ha detto che non possiamo vedere nessun cartone oggi.
IP: E a noi che ci frega?
N1: …
N2: …
N1. Si dice….non ce ne frega niente!!!
N1: Niente!
N2: Niente!
IP: Bravi, e lo volete un biscotto?
N2: La mamma dice che possiamo mangiarne solo uno.
IP: Ma la mamma sta qua?
N2: No.
IP: Quindi a noi che ci frega?!?
N1 & 2: niente!!!
N1 & N2: Zio ma chi è quel signore nero che pulisce?!?
IP: E’ l’uomo nero
Seguono occhi sbarrati e manine davanti al bocca.
Io lo so che l’inferno già sta stendendo i tappeti rossi per il mio futuro ingresso in grande stile.
Californication
Se un paio di settimane fa è stata Calamity Sex ad abbandonare l’Italia per le Hawaii, ora è arrivato il turno di Toxic che, dopo un non tanto onorato servizio di 4 anni su territorio italiano, torna nella sua natia California.
Toxic, nano conosciuto in spiaggia due anni fa, ha avuto un notevole impatto sulla mia vita in quanto mi è stato molto vicino in una serie di situazioni difficili che non sto qui a ripetere e che, in un modo o nell’altro, ha rappresentato da un lato un punto di riferimento sempre presente con cui sfogarsi e riversare bile, dall’altro una variabile completamente impazzita impossibile da tenere a freno.
Era uno dei pochi che ha saputo come prendermi e che ha immediatamente capito perfettamente di cosa avessi bisogno. Trattato come un novello Bridjet Jones mi lanciava, invece che sulla Vodka e Chaka Khan, solamente sulla Vodka. Preferibilmente Absolut che era più posh. Da evitarla con l’acqua tonica a mò di Tiromancino.
Brevemente alcuni dei fatti salienti che hanno caratterizzato il suo soggiorno italiano e che me lo hanno fatto apprezzare a pieno.
- La quasi overdose del fratello che abbiamo trovato riverso a faccia in giù sul tappeto della sua camera con tanto di bava dalla bocca e bustina di cocaina nella mano.
- Il quasi collasso, sempre del fratello, trovato quasi morente per aver fatto fuori una Absolut Vodka da un litro con una bottiglia di Xanax liquido. E’ un intenditore il ragazzo.
- Delle varie volte che ha perso le chiavi dell’auto e che ho dovuto fare da taxi: una volta dopo una serata elettronica, una volta sulla spiaggia, l’altra volta in casa. In una situazione le ha ritrovate: erano nel calzino che indossava. Se credete che era l’ipotesi casa, sbagliate. Era l’ipotesi festa elettronica. Per non perderle le aveva messe nel calzino e poi se le era dimenticate. le ha ritrovate quando si è buttato in mare vestito e si è trovato con qualcosa di rigido sul tallone.
- Ha perso/rotto 5 cellulari: Uno non si sa dove, uno in casa (sostengo che ci sia un buco nero nel suo appartamento), uno è caduto in mare, uno l’ha rotto perchè si è fatto la doccia vestito, uno gliel’hanno rubato.
- 6 incidenti in auto che hanno portato alla distruzione di 3 macchine e una frattura del piede per Calamity Sex.
- Delle fughe in tenda al mare davanti ad un falò ad insegnarci ad usare i "Poi".
- Le numerose cene a base di schifezze americane di cui non potrò dimenticare mai e poi mai quella porcata immonda del Philadelphia con le verdure, le salse messicane piccanti, le salse al formaggio con le patatine fritte, il cibo cino-giapponese, gli hamburgher di soia che sapevano di carne, l’olio spray, e il mix da fame chimica che era la salsa messicana unita alla salsa al formaggio da pucciarci le Pringles.
- Delle feste di cui si occupava del reparto alcolici strabiliandoci con una attrezzatura che Tom Cruise in Cocktail era una pippa.
- Delle scorte di preservativi alla Nato.
- Le telefonate ad orari impossibili. Fissa la telefonata dalle 14 alle 16 nonostante tutto il mondo sia a conoscenza del veto che impongo su quell’orario. In più una trelefonata random dalle 00,30 alle 5,30 di notte perchè si è perso e non sa come tornare a casa. Impagabili le telefonate dall’America alle 5 del mattino. Tutto ubriaco, as usual.
- Le 8 risse di cui 3 ero presente in cui l’ho dovuto trascinare via per i capelli.
- Delle infinite giornate ad arrostirci al sole con un tasso alcolico che per alzarci poi ci voleva una gru.
- La labirintite di cui soffre. In due anni non ha ancora capito come si fa ad arrivare a casa mia nonostante abbia fatto la strada qualcosa come 20 volte. Così come ancora non ha capito come arrivare al consolato americano che ho più volte illustrato con tanto di mappa con una precisa localizzazione dei bar lungo il percorso.
- Chiarissimo nelle sue spiegazioni per tornare casa la prima volta che lo andai a trovare in un luogo in culo ai lupi.
- I dollari persi. Roba che poteva comprare un’auto.
- Delle infinite litigate perchè come sempre, capisce il cazzo per la banca dell’acqua.
- La cura che ha per la carta di credito: Una tessera cancellata, presa a morsi e così piegata che ha bloccato 3 bancomat.
- Il freddo glaciale della sua prima casa e di noi sotto il plaid a vedere l’anime night il martedì sera du Mtv.
- Del gazebo-bar che ha comprato e montato sul terrazzo che si è ben presto trasformato in un parafulmine facendo fondere per ben due volte la caldaia.
Ma le cose che ricordo più di tutto son state le lezioni di italiano che si sono rivelate un fallimento completo.
A nulla è valso correggere i suoi "i personi, il carne, vado a California e penzavo.
Ma quello che mi faceva più ridere era l’uso del "sto andando pazzo", perfetta traduzione di "I’m going crazy". Non fa una piega.
Ma confesso che un pò mi macherà. Mi mancherà il suo essere splendidamente surreale. Ma soprattutto mi mancherà il sorriso che nasceva sul mio viso ogni volta che sentivo quel piccolo gnomo fuori di testa chiamarmi Kikko.
Il fantasma del Natale passato
- Di quando, disteso a pancia in su sotto l’albero, sfogli il catalogo dei giochi che chiedi a Babbo Natale con tanto di letterina e disegnini che stranamente ritrovi per tutto il mese di dicembre dietro i barattoli del sale in cucina perchè si sostiene di avere un filo diretto col vecchio dalla barba bianca.
- Di quando si era rigidamente bloccati in una suddivisione dei giorni, menu e delle persone, per le feste natalizie che solo problemi di salute sopraggiunti ce ne hanno scampati per gli anni a seguire.
- Di quando mia zia mi regalava ogni anno una macchinina mentre io volevo una Barbie, o "gira la moda", o "Friggi Friggi" o "Dolce Forno harbert".
- Di quando voglio il presepe a più piani, voglio il presepe a più piani, voglio il presepe a più piani.
- Di quando mia zia capì che a 14 anni si è grandi per le macchinine e decide di converirle in un bel cinquantone, poi centone. Santissima zia.
- Di quando sempre mia zia ci regalò un bel ricovero sotto Natale.
- Di quando facevo l’albero e il presepe dai nonni, perchè ero il più piccolo ed era un compito destinato a me soltanto.
- Di quando se Babbo Natale non esite, come hanno fatto ad arrivare i regali sotto l’albero? Ero rimasto sveglio tutta la notte.
- Di quando i regali non si mettono più sotto l’abero perchè si deve lavare il pavimento e sono di impiccio.
- Di quando alle 18.00 della vigilia indossi il giubbino per un giro per la città ormai deserta e silenziosa.
- Di quando rimase solo la nonna e fu una tragedia vedere quel posto vuoto a capotavola di fronte al mio.
- Di quando il 24 mattina, nonostante cd ed mp3, si deve mettere il vinile di White Christmas dei Wham con il suo fruscio caratteristico che ora ce lo dimentichiamo.
- Di quando non c’è più una casa dei nonni da andare a trovare.
- Di quando, le parti si invertono, e diventiamo per tre volte di seguito nonni e zii e fai lo scemo vestito da Babbo Natale terrorizzando i nipoti.
- Di quando si era seduti al tavolo dei bambini con i cugini e si desiderava stare in quello degli adulti.
- Di quando si è seduti al tavolo degli adulti e si desidera avere 5 anni per stare al tavolo dei bambini.
- Di quando SuperM vede le foto dei genitori e scoppia in lacrime.
- Di quando rileggo il bigliettino che i miei nonni mi scrissero: "al piccolo Psychuccio, che tutti i tuoi sogni nel cassetto diventino realtà." Un pò come adesso.
Buon Natale a tutti.
P.s Se in queste feste volete fare qualcosa di carino, passate da "Il pozzo e il pendolo" a Napoli dove fino al 6 gennaio sarà in scena "Canto di Natale" di Dickens con un allestimento da salotti di altri tempi dove non mancherà nulla: dalla poltrona da sprofondo al plaid, per rendere più familiare la serata, fino alle piccole leccornie che rendono dolci le serate natalizie. Insieme intorno ad un ideale focolare per un omaggio a chi ha saputo raccontare il Natale che noi tutti vorremmo.
Il presepe dei blogger
Un anno fa avevo anticipato che per me il Natale in generale, e il discorso presepe in particolare, è da sempre stato sinonimo di privazioni. Ho deciso quindi di sopperire a questa mancanza atavica entrando a far parte di quella cricca di blogger che adotta un pastorello.
E’ con enorme piacere ed immensa soddisfazione che vi presento colei a cui va tutta la mia immutata stima e rinnovata gratidudine per i miei lunghi ed estenuanti tentativi di cucina a cui si sottopone con smisurata pazienza la dolce metà.
Cattivi pensieri pre-natalizi
Sono convinto che uno dei giorni maggiormente a rischio, in un ipotetico caso in cui decidessi di gambizzare qualcuno nel bel mezzo di una strada e ridurlo in fin di vita, siano quelli che vanno dal 20 al 24 dicembre. Questi 5 giorni sono i peggiori in assoluto e mettono a dura prova i miei nervi già stanchi per altri motivi.
Tutti, me compreso, sono presi dalla corsa al regalo. E la cosa la accetto, eh. Non faccio mica il tipo che si lamenta che per Via dei Mille o a Via S. Pasquale c’è sempre traffico e poi ci fosse mezza volta che non sta col culo sull’auto a strombazzare la macchina davanti alla propria.
Mi rendo pur conto che la gente ha da fare altro nella vita, deve portare la pagnotta a casa e che quindi il tempo a disposizione per i regali è sempre quello.
Ciò che mi urta il sistema nervoso però è che la gente in questi 5 giorni è:
Imbambolata
La si vede vagare con sguardo smarrito come il pastore munito di lanterna che si posiziona sempre ai limiti del presepe. Occhio vacuo, deambula come un orso polare col Parkinson, è in grado di occupare un intero marciapiede col suo zigzagare, si blocca all’improvviso col rischio di finirgli addosso. A queste persone dovrebbero dare la patente per camminare. E un bel set di doppie frecce destra/sinistra e stop da collocare dietro la capoccia.
Telecomandata
Gli stessati del regalo, lo fanno brandendo un cellulare all’orecchio. Non hanno idee, non sanno cosa comprare e chiamano qualcuno che li telecomandi come un Tom Tom Go verso negozi e oggetti da compare. Da Prada c’era uno che ha passato il cellulare direttamente al commesso. Un’altro ha fatto il filmino di un portafogli, l’ha inviato e ha atteso il nullaosta per l’acquisto.
Guerrafondaia
E’ una clientela indecisa che entra nel negozio e, con passo sicuro, spintona e arraffa strappando dalle mani dei clienti qualsiasi cosa che potrebbe rientrare in una possibile scelta. Quasi come fosse il giorno di apertura dei saldi. Si mette in un angolino, valuta la merce per poi acquistare o, eventualmente, gettarla per terra e uscire buttando all’aria le persone alla ricerca di un altro campo di battaglia. Sono molto simili alla figura di Attila.
Giocosa
Questi si trovano praticamente negli ipermercati o nei centricommerciali. O all’Ikea il giovedì prima di Natale col 10% su tutta la merce anche quella già in offerta. Credono di essere al Luna Park e usano il carrello come una macchinina Tozzi Tozzi. Brandiscono il carrello come se le persone davanti a loro fossero gli spiriti dei natali passati. Altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui centrano in pieno qualsiasi persona nel raggio di 3 metri. Al parco commerciale Campania, una famiglia ha rischiato il linciaggio pubblico fuori da ZaraHome.
Suicida
Perchè se in fondo la gente non sa attraversare, in questi giorni, presa da 3000 pensieri, diventa un pericolo pubblico. E si, si deve fare attenzione al pedone, ma se guidare significa entrare in uno schema di Motorstorm al livello di massima difficoltà, allora datemi dei punti per ogni persona messa sotto. Almeno ritiro un premio.
E anche quest’anno è andata. Devo solo assaltare il negozio di carta da regalo e farmi vampirizzare.
Attrazione fatale
Da piccolo ero ossessivamente attratto dai cartoni animati le cui protagoniste erano delle ragazzine con una bella botta iniziale di sfiga a cui se ne accompagnavano altre direttamente proporzionale alla soglia di età raggiunta. In pratica mi piaceva mezzo "Bim Bum Bam" e 3/4 di "Ciao Ciao". [*]
La mia preferita era "Candy Candy" ossia la storia di due povere orfanelle , Candy ed Annie, abbandonate presso l’orfanotrofio "Casa di Pony" diretto da Miss Pony e Suor Maria che ben presto verranno separate e date in adozionoe a due famiglie diverse. Quella di Candy sarà ovviamente la più sfigata: destinata a vivere in un fienile insieme ad una specie di puzzola mentre la sorrellastra Iriza, simpatica come un calcio nelle palle, le mette sempre e comunque i bastoni tra le ruote. nel frattempo sarà come Attila, dove le passa, morirà qualcuno. Andrà alla Royal St. Pal School di Londra e diventerà infermiera prestando servizio durante la prima guerra mondiale prima di ritornare alla sua tanto amata "casa di Pony". In realtà sotto ci sarebbe tutta la storia del "Principe della collina" che alla fine altri non è che Albert, ma qua sarà felice e contenta e quindi il divertimento è finito.
Poi c’è stato il momento di Lady Oscar. Un’altra donna piena di privazioni che ha avuto la sfiga di nascere femminuccia invece di maschietto destando sconforto nel padre che ha ben deciso di darle un nome da uomo, farle impartire un addestramento militare tale che fino all’età di 6 anni oscar credeva di essere un maschietto. A 14 anni diventa Guardia reale della regina Maria Antonietta e, in seguito, Colonnello. Fine tragica alla Shakespeare con Andrè, amico di infanzia a cui ha giurato eterno amore di cui abbiamo una dipositiva, che viene colpito da una palla di cannone vagante e oscar che di lì a poco morirà nell’assalto alla Bastiglia. Applausi.
Lovely Sarah aka la ragazzina più triste dell’universo è stata invece il primo esempio di sfruttamento minorile in un cartone animato. Sarah lascia l’India e viene iscritta ad un collegio diretto da una hitleriana Miss Minci che la terrà su un palmo di mano perchè figlia di un ricchissimo signore. Il tutto finchè, il giorno del suo compleanno, verrà raggiunta dalla notizia che il padre è morto e che lei è sul lastrico indi per cui, Miss Minci la comincerà a trattare come una sguattera di infimo ordine peggio di Cenerentola. Ad un certo punto, come Cenerentola comincerà a diventare pazza e a parlare con topi e scimmiette. ma, strano a dirsi, una scimmietta la porterà verso la salvezza perchè il proprietario era una amico di vecchia data del padre che ha deciso di adottarla. Ma lei, stupida come una paletta, deciderà di rimanere in istituto a farsi mettere la mutanda in testa.
Non plus ultra: Georgie.
Ritrovata in un bosco dell’Australia appena nata, viene adottata da una famiglia del luogo nella quale ci sono i due fratelli Abel e Arthur. Muore il padre e la madre darà la colpa a Georgie. Georgie crescerà infelice e complessata e, con il passare degli anni, i due fratelli si innamorano di lei creando problemi e rivalità fra loro.Georgie però si innamora di Lowell. Anche il ragazzo si innamora di lei, benché la sua famiglia lo abbia costretto a fidanzarsi con un’ altra simpaticona: Elisa.
Georgie scopre in seguito che era stata adottata alla nascita e disperata decide di fuggire in Inghilterra per seguire Lowell.
Dopo di lei anche Abel e Arthur si mettono in viaggio per convincerla a sposare uno di loro. Georgie capisce che per lei e Lowell non ci può essere futuro e deciderà di lasciarlo ad Elisa. Ritroverà anche il suo vero padre, un conte, ma rinuncerà alla ricchezza per ritornare in Australia insieme ad Abel e Arthur.
Ma quello che è facile ricordarsi di Georgie sono le valanghe di censure a cui è stato sottoposto il cartone. Anche se, almeno nella prima versione, la censura non è intervenuta poi così tanto perchè io ricordo perfettamente alcune scene che vennero poi bandite.
Ma andiamo per ordine e analizziamo le varie censure:




Ah, se per caso qualcuno si ricordasse che episodio fosse quello in cui Ataru Moroboshi di Lamù viene portato a fare un weekend in una casa di vacanza dove tutti gli amici muoiono in circostanze misteriose mi farebbe un immenso piacere. Ricordo con terrore che ogni volta ero troppo impaurito per continuare la visione e cambiavo canale. Ora credo che ce la posso fare.
[*] Chiaramente ero attratto anche da Magica Magia Emi e, Creamy e Hilary ma quello derivava non tanto dalla sfiga delle protagoniste che, almeno loro, sembravano avere una vita quasi normale, quanto dai miei sogni reconditi di bambino di diventare prestigiatrice, poi cantante e poi usare il nastro della ginnastica ritmica (Many Thanx To OnlyShojo)
Dreams come true
Ieri, zappingando su Mtv, c’era Beyoncè a Trl ed ho scoperto che sarebbe passata di lì a poco in Rinascente Duomo per firmare i profumi Emporio Armani Diamonds di cui è testimonial. Un pò come aveva sperimentato con grande successo poco tempo fa Tom Ford che ci mancava poco lo ritrovassero stuprato dietro il corner della Clinique.
Vado su Youtube per cercare il filmato e constatare il delirio e invece scopro, con mia immensa sorpresa, che circa 5 giorni fa il cartellone pubblicitario dell’intimo Bikkenbergs, di cui il Manzetti si è già occupato qui, ha preso vita all’interno del suddetto store con 33 atleti sgambettanti nei loro microslip per pubblicizzare l’arrivo della nuova collezione. Da infarto.
Perchè devo sempre essere l’ultimo a sapere le cose?
Madonna - 4 Minutes To Save The World (feat. Timbaland & Justin Timberlake)
Il Broogo, come sempre, batte sempre tutti sul tempo.
Ma chi è quella pazza che urla? Una fan di Madonna infiltrata al live di Timbaland?
I regali pacco
Incredibile ma vero scopro, quasi contemporaneamente alla pubblicazione, di essere stato incatenato non una ma ben due volte in un Meme che dovrebbe trattare l’abitudine natalizia non dei pacchi regalo ma dei regali pacco a cui abbinerei il discorso più generico dell’arte del riciclo.
Per quanto riguarda la mia esperienza personale posso dire che in genere quando faccio un regalo, come ovvio che sia, cerco sempre di prendere qualcosa che potrebbe realmente piacere al destinatario e che venga comunque utilizzato senza che stia lì a prendere polvere o, alternativamente, essere impacchettettato e riciclato a qualcun altro. Io sono per il regalo che deve essere un piacere per chi lo fa e per chi lo riceve. La cosa deve essere reciproca. Anche se è una stronzata. Va bene tutto, basta che sia un briciolo pensata. Non è che uno deve andare a prendere la prima spugna a forma di orca assassina e regalarla perchè tanto ci si lava e una spugna un pò frù frù la si può comunque utilizzare.
Per quanto riguarda la ricezione del regalo, è ovvio che a volte ho avuto dei regali pacco come un cellulare nokia 6111 non funzionante ma in genere si rientra il quella fascia di regali che ho ricevuto da persone che realmente mi conoscevano poco. Uno non può mica mettersi a sottilizzzare se la madre della moglie di mio fratello decide di prendermi un’aberrante maglietta Napolimania con la scritta "premio nobel per la Pacienza" essendo uno che storicamente ha la pazienza 2 Km sotto terra. E’ invece chiaro che se il mio migliore amico si presenta con un telo da mare rainbow, potrei usarlo per un fantastico gioco di prestigio e farglielo sparire lì dove non batte il sole. Se me lo fa qualcuno che non mi conosce, si ringrazia e si sorride perchè "a caval donato non si guarda in bocca". Se a farlo è un amico, gli si strappa un capello e lo si usa per una bambolina woodoo.
Il discorso del riciclo invece è una cosa che davvero non sopporto. Impacchettare un qualcosa ricevuto e rigirarlo mi fa rabbrividire. E’ una cosa che io non faccio. Preferisco di più chiamare la persona a cui potrebbe interessare e dire "sai, ho avuto un tucano che se batti le mani canta la Marsigliese e visto che a me non serve non è che a te farebbe piacere?". Se fa piacere, la si dà altrimenti la si butta.
Ed è così che mi son sbarazzato di:
- un set per aromi con vetro multicolor e mini teca in ferro battuto.
- un porta cd terrificante a forma di gatto con papillon al collo.
- un lettore cd della Kenwood con la capacità di risucchiare 4 pile stilo Duracell senza manco finire di ascoltare il cd.
- un vassoio da pub della Bud insieme ad un set di bicchieri di birra da collezione.
- una lampada Ikea ormai fuori produzione di un oscenissimo blu e rosso che illuminava come un’eclisse.
- l’opera omnia con tanto di cd per il mercato estero di Zucchero. Ah no quelli li ho lasciati alla grinfie della tarantola Shelob che ho abbandonato insieme al monolocale precedentemente preso in fitto.
- i primi tre giochi per pc di Harry Potter.
- i poster de "Il signore degli anelli" formato locandina cinematografica.
- quantità industriali di portachiavi e portafogli.
- un tagliapizza a forma di Babbo Natale.
Bene, visto che siamo prossimi al Natale e che in linea di massima dovremmo essere tutti più buoni, farò uno strappo alla regola ed eviterò di puntare il dito verso qualche malcapitato blogger. Anche perchè vorrei vedere di passare delle feste tranquille senza sentire i morti che mi sono stati lanciati dietro. Quindi facciamo così, chi vuole continuare la catena lo dica apertamente nei commenti ed io lo linkerò senza problemi.
Raccolgono l’invito: Angel e DaX. Qualche altro che si offre?
La situazione mi sta sfuggendo di mano
Ieri sera ho visto il nuovo programma di Pupo. E mi è piaciuto. Ho paura.
Arrivi e partenze
Tra i nuovi personaggi che sono approdati a Desperate Housewives stagione 4, hanno già fatto il loro ingresso Dana Delany aka Katherine Mayfair, una casalinga che 12 anni prima abbandonò in fretta e furia Wisteria Lane per un’opportunità lavorativa a Boston, sua figlia Dylan che pare abbia un misterioso buio totale del periodo trascorso lì e Adam, il marito ginecologo.
Insieme alla sua famiglia porterà con sè, come nelle migliori tradizioni, un terribile segreto insieme a delle abitudini molto pasrticolari e del tutto simili a quelle di Bree con la quale entra in pieno contrasto dopo appena un episodio.
Già è diventata il mio mito personale per due diversi motivi:
1. il suo essere una vipera immonda.
2. il suo volere a tutti i costi far crollare la terra sotto i piedi di Bree la quale sta cominciando ad andare in escandescenza per il terrorismo culinario ricevuto dalla nuova vicina che ha avuto il coraggio di mettersi in competizione con una torta di meringhe al limone uscendone vincitrice.
Dall’altro lato, a Brothers & Sisters stagione 2, abbiamo invece la partenza di un attore preso sicuramente per il la sua bravura e cioè Eric Winter aka Jason McCallister che verrà chiamato in Malesia per una missione umanitaria a cui dovrà assolutamente partecipare essendo un pastore.
Jason è antrato a far parte del cast verso la fine della prima stagione come fidanzato ufficiale di Kevin, membro dell’ingestibile famiglia Walker. La sua uscita è un gran peccato perchè insieme a Mattew Rys era uno shakeramento di ormoni continuo. Sopratututto le scene con l’asciugamano legato in vita. Arf, arf, arf!
Ma sono contento di una cosa: il telefilm "Viva Laughlin" a cui partecipava e che portava la firma di Gabriele Muccino si è rivelato un flop clamoroso tanto da essere stato cancellato dalla Cbs dopo soli due episodi. La sorte dei restanti episodi è appesa ad un filo tanto che si parla di una possibile trasmissione online. Ma tutto il male non viene per nuocere tant’è che, per risollevarsi, Eric ha firmato per tutta la serie di "Brothers & Sisters". Quindi, tornerà. Per la gioia di Kevin e di tutti.
Datemi dei pattini
E’ incredibile cle trasformazione che subisco, quando guardo il pattinaggio su ghiaggio, che mi fa assomigliare ad un tifoso con birra alla mano e rutto libero durante la partita di calcio decisiva per la vittoria del campionato.
Io adoro il pattinaggio in generale, figuriamoci quello su ghiaccio. Mi piace vedere le figure, i doppi axel o i tripli per i più coraggiosi, i flip, i loop e i lutz. Mi piace vedere quelli a cui non daresti in mano 5 centesimi e che, invece, si aprono in salti da capogiro e figure da contorsionista invasato con la facilità con cui bevono un bicchier d’acqua.
Ne sono sempre totalmente affascinato.
Oggi al Palavela di Torino c’è stato il ritorno della Kostner dopo la prova non tanto esaltante dei giorni delle olimpiadi. Ha conquistato il terzo posto ma questa volta ha avuto la sua rivincita personale facendo i fossi a terra. Perfetta in tutto ad eccezione di un doppio flip finale un pò fuori asse che è riuscita contenere per miracolo.
Spettacolare il secondo posto di Mao Adada, una nana scambiata da me per cinese, da L. per giapponese per poi essere smentiti entrambi perchè americana. Ha osato un triplo axel di una perfezione unica. Una roba che ero in piedi davanti la tv ad applaudire con le lacrime agli occhi.
Primo posto per la sudcoreana Yu-na Kim. Ammetto, lei l’ho persa. Ma con le coreane alzo le mani e mi inchino alla loro bravura.
E visto che siamo in tema di ghiaccio, suggerisco per chi si trovasse a Napoli, di andare al primo Ice-Bar Art Gallery completamente di ghiaccio, tenuto rigorosamente a tre gradi sotto lo zero.
Ok, ora devo cercare una pista di pattinaggio alternativa a quella sugli spalti del Maschio Agioino dove la percentuale di pernacchie impernacchiate da prendere a pernacchi è elevatissima.
Per la serie di corsi e ricorsi storici.
Lost terza serie
Non ci saranno spoiler, lo dico prima.
Quindi abbassate quelle manine e tenetele lontano da bamboline woodoo, fialette di veleno, siringhe con acido fenico, fucili a pallettoni e ogni altro mezzo che potrebbe provocare morte immediata. Giuro solennemente che non dirò nulla sulla storia, anche perchè la serie è da poco ricominciata su rai due e non mi va di bruciare tutta la sorpresa. E poi ammettiamolo, rischierei di trovarmi coi piedi freddi e la folla intorno al letto.
Dopo averla lasciata in stand-by per immemore tempo, finalmente l’ho vista e posso dire che è proprio bella. Bella bella bella. Più azione, più interazione, più risposte…uddio proprio quelle potrebbero essere un tantinello di più, ma in fin dei conti il mistero serve a tenere in piedi tutta la trama.
Una cosa di cui mi sono accorto durante la visione è la mia profonda intolleranza verso alcuni personaggi che dall’inizio della storia fino ad arrivare alla terza serie raggiungono in me quel culmine di odio viscerale misto ad astio lancinante che giustificherebbe delle continue e violente testate sulla tv.
Nella mia top 3 dell’odio rientrano di diritto:
Locke
Fa la cosa sbagliata al momento sbagliato, dice la cosa sbagliata al momento sbagliato, si fida delle persone sbagliate, pensa in modo sbagliato, comprende le cose nel modo sbagliato, è visionario, inaffidabile e menefreghista. Praticamente è una palla al piede e tutti gli altri superstiti devono ogni santissima volta rispondere delle sue stupide azioni.
Fossi sull’isola, già l’avrei impalato a mò di spaventapasseri nell’orto coltivato dalla cinese.
Ben
Il capo degli altri. Ma giusto perchè è la storia che ce lo fa odiare. Subdolo, viscido, manipolatore, bugioardo, quanto di peggio ci possa mai esistere sulla faccia della terra elevato all’ennesima potenza. Viene tenuto in vita solo ai fini della trama, sfido chiunque nella realtà a non farlo fuori tra atroci sofferenze ballandogli intorno "Stop" delle Spice Girls con tanto di coreografia.
Jack
Il dottore. Il leader. Come gli piace a questo gongolarsi che tutti se lo filano. Che poi, quando ritorna alla spiaggia, diventa di un insopportabile che non si regge proprio. Peggio di una donna in menopausa. E mi devono spiegare perchè il leader deve essere la persona con più complessi dentro la capoccia. Un pò come se scegliessimo di mettere alla guida del nostro stato un nano. Ops.
Esistono poi i non pervenuti:
Sayid, Hugo, Jin e Sun. Ci sono? Ah si? E che ruolo hanno? Questi qua fanno massa e basta. Inconcludenti ai fini della storia. Stanno là perchè serve gente e basta.
Il momento Centovetrine:
Charlie e Claire: Pipino e la bella ma travagliata, in ogni senso, ragazza dalla porta accanto. La storiella d’amore serve sempre. Un pò come quella di Sawyer e Kate. Ma loro possono fare tutto ed io sono di parte. Sappiatelo.
Il film
Desmond. E non posso dire il perchè se no qua rivelo mezza trama. Ma fidatevi, Desmond è un capitolo a parte. Fa poco, ma quel poco che fa è fondamentale.
Ovviamente non poteva mancare la top 3, quelli che mio avviso sono le colonne portanti di questa intera stagione e che senza di loro l’intera trama sarebbe semplice e pura fuffa:
Kate
Ha il fascino di Candy Candy con una goccia di Terminator: bella, buona ma quando si sposta la nervatura fa il lutto. E’ una sfigata di prima categoria perchè si fida sempre della persona sbagliata al momento sbagliato. Cinque minuti prima o dopo farebbe anche bene. Ha evidenti problemi di carpe diem ma ci piace così. E’ un pò come quando a scuola dicono che è intelligente ma non si applica.
Sawyer
Figo, cinico, bastardo, egoista, strafottente ma in fondo romantico e su cui fare affidamento. E’ l’unico che sa come vivere sull’isola e che è ion grado di non farsi mettere i piedi in testa da nessuno. Soprattutto da "Gli Altri". Ok ci sono anche casi estremi ma non contano. Lui è perfetto e basta.
Juliet
Doppiogiochista, misteriosa, non si sa da che parte sia fino alla fine, è del filone "merda per me, merda per tutti", falsa, bugiarda e manipolatrice. Una pessima. Indi per cui, la adoro.
In tutto ciò, tempo fa trovai in rete varie alternative possibili che, alla luce dei fatti, le trovo tutte incompatibili. Qualcuno che ne ha trovate di più valide?
Per ora, ecco il trailer della quarta stagione.
Ho udito cose che voi mortali…
Quando un cantante è a corto di idee, fa una cover. A meno che non si voglia campare solo ed esclusivamente facendo cover e tanti saluti alla voglia di creare e condividere propria musica. In genere la reinterpretazione e il riarrangiamento di un brano famoso è una cosa che va a vantaggio sia del cantante originale che della sua copia.
Ed in Cina che sono chilometri avanti lo sanno bene, altrimenti non saprei spiegare il motivo per cui già 6 anni fa, al ristorante cinese Giada che si trova verso piazza Trieste e Trento, abbiano messo in loop un Cd con i più grandi successi di Paola e Chiara rigorosamente in cinese.
Un pò come ieri sera che, complice la partenza definitiva (ed anche un pò commovente, diciamolo…perchè qua non siamo sempre dei nani tutti d’un pezzo) della mia amica americana Calamity Sex alla volta di Washington prima e delle Hawaii poi, mi trovavo in un locale di Piazza Bellini molto carino, con un’atmosfera rilassante, luce soffusa, cuscini e divanetti su cui bivaccare allegramente fumando narghilè di un’infinità di gusti che son tornato a casa che puzzavo di mango (non il cantante) e ciliegia, tavolini bassi e musica in leggero sottofondo.
Tutto è andato per il meglio, ad eccezione della mancanza di menta fresca così che non ho potuto chiedere un Mojito, finchè non è accaduto l’irreparabile: Il cambio di cd che ha invaso l’etere con la struggente "Save a Prayer" dei Duran Duran, seguita da "Tu sì ‘na cosa grande" di Domenico Modugno e "Destinazione paradiso" di Grignani: tutte cover rigorosamente cantate in arabo misto a spanglish.
Mi si è rivoltato tutto il Vodka Martini. Nonostante non ci volesse una qualche ragione esterna visto che era il peggiore che avessi mai bevuto. E non mi dite che ci vuole tutta quest’arte per mettere su un Vodka Martini, siamo realisti.
Ah, vorrei dire al ragazzo vestito come l’Ape Maya del tavolino di fronte che non c’era bisogno di fissarmi per 20 minuti di seguito e fare finta di voler vedere il locale per passarmi accanto e inchiodarsi a 2 cm da me. Ero io, si. Manco un’uscita si può fare, paletta santissima.
Ipse dixit: “tranquilli, io non mi ammalo”
Manco lo voglio capire che fare lo zio monatto sano e forte che va a portare i biscottini al miele ai nipotini in pieno delirio febbrile è qualcosa da evitare. Peggio di un lazzaretto quella camera.
Tutta piena di microbi naneschi cattivissimi. Piccoli e concentrati come loro.
Gastro: Instant relief of acid indigestion

All’estero ci sanno davvero fare.
Back to basics
In un momento di scazzo misto a noia mortale, ho deciso di mettere ordine nella mia vasta collezione di cd ormai da anni rigidamente catalogata per generi dopo una prima classificazione basata sul criterio di acquisto a cui ha seguito quella più pratica dell’ordine alfabetico. Ma come la miglior Bree Van De Kamp che si rispetti, se una cosa è in ordine, può esserlo ancora di più.
E mentre spolveravo, col magico Swiffer Duster, ho trovato una compilation che mi ha letteralmente catapultato a 7 anni fa: un cd masterizzato rinominato "sentimento in macchina". Questa compilation era stata creata da un mio flirt dell’epoca, da me ribattezzato "Melodramma Colossale" per la sua spiccata caratteristica di vittima del genere umano, che me lo aveva regalato per…ahem… diciamo creare atmosfera in macchina nelle nostre lunghe serate a Pimonte, ridente località in culo ai lupi.
Mettendolo nel lettore ecco spuntare "Romeo & Juliet" dei Dire Straits, "More then words" degli Extreme aka "Toc toc c’è Pierino", "Creep" dei Radiohead, "Crash boom Bang" dei Roxette Spanish version, "Truly madly deeply" dei Savage Garden, "Rub baby run" di Sheryl Crow Live version, "If you don’t know me right now" dei Simply Red, "Nothing compares to you" di Sinead O’Connor e, a finire, un momento di altissimo trash con "Sarà perchè ti amo" dei Ricchi e Poveri.
Che poi, tra parentesi, io adoravo i Ricchi e Poveri. Ricordo che da piccolo rimanevo alzato fino a tardi perchè al festival di Sanremo li facevano cantare sempre per ultimi. E che lacrime agli occhi quando presentarono "Mamma Maria" e "Voulez Vous Danser".
Ma perchè insisto sui Ricchi e Poveri? Perchè dopo averli ascoltati sentivo qualcosa nascere dentro di me, qualcosa che stava esplodendo come una bomba nucleare, come tetta in una seconda per Pamela Anderson, come un brufolo alimentato dal barattolo da 3,5Kg di Nutella: era il revival inizio anni 90.
Da quel momento, la PsychoHouse si è trasformata in un delirio pre e post adolescenziale con:
- I 5ive: Si perchè noi fan lo sappiamo che non si scrive Five. E con "Everybody get up" riaffiora alla mente il video nella scuola "quando il gatto non c’è i topi ballano", anticipando la Britney di anni, ma soprattutto riaffiora la coreografia. E via di momento Heather Parisi prima di passare alla più seria hit natalizia di "Until the time is trought" con testa ciondolante e sorriso stampato. Eh si, perchè ogni boyband o girlband che si rispetti sotto natale doveva necessariamente inserire una pseudo ballata con sottofondo di campane e campanellini. Era la regola!
- Geri Halliwell: ed è subito GayVillage con "Look at me", "Scream if you wanna go faster", "Mi chico latino" ma soprattutto "Bag it up" con quel suo video tutto rosa e i ballerini da sturbo la cui visione coportava come effetti collaterali un reintegro della fase masturbatoria adolescenziale.
- I Boyzone. Il best of. Romantici come pochi che sono stati in grado di fare un cd con 18 ballate una più tremenda dell’altra. Menzione di merito per la struggente "Baby can i hold you" con tanto di inginocchiamento e sguardo quasi commosso sul finale mentre la mano indicava un punto indistinto del soffitto e la testa faceva no no. Altra Menzione "droga musicale" per "Love me for a reason" con tanto di pugno sul cuore alla parola "reason".
Dulcus in fundo
- Gli Ultra: Chi sono gli Ultra?!? I ADOOOOOOOORO gli Ultra. Anche oggi nonostante siano passati anni ed anni. Sono una delle prime risponste maschili al fiorire del fenomeno delle Dollband, hanno fatto 4 singoli e poi ne ho perso le tracce. Ma sfido non ricordare "Say ya do", "Say it once" o, ballatona natalizia come sopra, "Rescue me" che è stato il loro vero capolavoro. E poi avevo una passione smisurata per il cantante, tale James Hearn, e il suo essere così figo indossando 18 anelli su due mani.
- gli LFO aka Lite Funky Ones: un terzetto di manzi americani tutti belli, palestrati, vestiti da Abercrombie & Fitch, sguardi abbagglianti e uno di loro con voce da castrato. Insomma, la perfetta tipologia di acchiappagay californiano con tanto di video patinato e colorato come i "10 comandamenti" delle Spice Girl impongono. Capolavori unici, perchè credo che dopo questi due video siano stati scaricati, "Summer girl" e "Girl on tv".
E con tutto ciò, ora posso fare a meno di andare in palestra. Con la sudata che mi sono fatto mi potrei anche concedere un Ciocorì o un Biancorì se solo non li avessero messi fuori produzione. Che volete farci, reminiscenza anni 80/90.





