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Archive for dicembre, 2007

La mafia dell’autotrasporto

Erano scene che non vedevo dallo scoppio della Guerra del Golfo.

Ed ecco che potrei intavolare una lezione di Economia Politica applicata al settore dei trasporti partendo dallo squilibrio tutto italiano dei modi di trasporto che porta, a fronte del minor costo, un massiccio utilizzo della modalità su gomma rispetto alle sue più valide alternative. Potrei anche illustrarlo con tanto di grafici, torte e teorie più o meno recenti.
Oppure potrei illustrare di come, soliti caproni, ci facciamo terrorizzare dalle notizie catastrifiche dei Tg su un eventuale assalto nei negozi per aumentare le scorte casalinghe di cibo. O del prosciugamento delle pompe di benzina.

Menù di stasera: Panatine con olive sottaceto, bifidus essensis e ovetti Kinder.
Così imparo a non fare il caprone.

Très chic

Al Teatro India di Roma sta andando in scena in questi giorni "Le cinque rose di Jennifer". L’opera è un omaggio al primo lavoro autonomo del commediografo, attore e regista napoletano Annibale Ruccello la cui vita venne spezzata nel 1986 a causa di un terribile incidente stradale.
Il personaggio principale è un travestito e, come nelle migliori tradizioni, la platea di ieri sera è stata uno sbrilluccicante gaypride che ha incluso le più note tipologie di gay compresa la coppia Dad & Son che ultimamente mi si dice stia trovando nuova linfa vitale.
Spettacolo nello spettacolo, il ragazzo con la pelliccia dal collo leopardato.

Ed è in quell’attimo che vorrei essere invisibile anche solo pochi secondi per poter assistere al momento in cui davanti allo specchio si è guardato ed ha escalmato, con tutta la convinzione di questa terra, "Si, vestito così sono proprio una gran chiavata".

Pura curiosità

Questo post si autodistruggerà quando verrà fatta luce sul mistero di un ipotetico banner porno così furbo che quando mi connetto gioca a nascondino col template.
Quando digitate questa pagina, vedete un banner porno!?!? E se si, dove?!?

Divinità dello shopping: la Puma

Uno dei misteri irrisolti della mia mente, quasi come quello dei templari per Voyager, è la ragione per la quale continuo ad acquistare selvaggiamente le sneakers della Puma.
Sono quel modello con la suola che è praticamente una leggera estensione della pianta del piede. Quelle che se cammini sui sanpietrini li senti uno per uno provocando fitte che arrivano fin dietro la nuca. Quelle che slanciano come gli stivali di cowboy per un nano da circo e, data la mia immensa statura che si aggira intorno al metro ed un uovo, direi che sono fatte apposta per me. Quelle che hanno la capacità di trascinare l’orlo del jeans quasi sotto la suola a causa di quel tallone gommoso che distrugge tutti i pantaloni.
Giuro che la prossima volta non le compro.
Anche se detto da uno che entra in un negozio Puma vestito con scarpe, giacca, maglietta, cappello, cinta e tracolla della stessa marca ha un coefficiente di credibilità tendente allo zero.
E’ che non so resistere a quella maledetta scatola rossa col pumino saltellante.

28 milioni di euro ci stanno proprio tutti


David Beckham per Armani Underwear.

Senza parole. Accompagnate da un’ingestibile secchezza delle fauci.

Giusto per alimentare l’ansia

Bene. Oggi ci mancava solo il test sull’età mentale che mi ha dato come risultato 40 anni.
NON SI PUO’, non si può, non si può…

Chiariamo subito: il fatto che mi sia trovato su quel sito non significa proprio niente. No no.

Ucci ucci sento odor di cristianucci

Il Natale è alle porte ed una delle tradizioni della Psychofamily è quella che l’8 Dicembre si debba fare l’albero. Correggo: una delle tradizioni della Psychofamily è quella che il sottoscritto debba fare il giro delle tre case a montare gli alberi di tutti.
E la cosa non mi dispiace, anzi.

Fare l’albero diverte.
A meno che non lo vada a fare a casa dei miei nipoti che iniziano prima col camminarmi addosso per poi strapparsi di mano qualsiasi addobbo e finire in un agghiacciante scontro nanesco su chi tra loro debba mettere una palla, chi le luci e chi il salsicciotto dorato. Senza contare il più piccolo che sta cominciando a manifestare strani istinti selvaggi decidendo autonomamente che la missione del giorno consisterà nella scalata dell’albero. Però ammetto che sono l’unico di tutta la famiglia che riesce a patteggiare con loro e a garantire un minimo di ordine di fondo. Soprattutto se il premio finale è l’84esima visione di Nemo da me ribattezzato "Salvate il soldato Nemo" mangiando Chupa Chups. E poi siamo bellissimi: tutti e 4 uno sopra all’altro non arriviamo ai 2 metri.
Siamo il totem perfetto per un ipoptetico regno di nani.

Fare l’albero rilassa
A meno che non lo vada a fare a casa dei miei con SuperM che vuole mettere fiori ovunque perchè fa colore nonostante le dica che un albero di Natale che sembra il palco dell’Ariston non si è mai visto e che non necessariamente dobbiamo fare da apripista in ogni santa situazione. O con mio padre che si piazza davanti alla tv a giocare a "Chi vuol essere milionario" senza alzare manco un dito mentre io mi arrampico sfegiandomi le mani sui 2,50mt di albero meglio di un componente del Cirque du Soleil. Ma soprattutto con tutti e due che litigano su chi indossava gli stivali delle sette leghe: SuperM era per il gatto con gli stivali, mio padre per Pollicino. E nella discussione caratterizzata dalla solita serenità e apertura mentale reciproca ci stava quasi scappando il morto.

Fare l’albero è tradizione
Natale senza albero non è Natale. Un pò come il riso alla cantonese senza frittatina. O come le campagnole della S.Carlo senza il tocchettino di sale in superficie. Il presepe si può pure buttarlo fuori alla finestra ma l’albero deve stare là dall’8 Dicembre fino al 6 Gennaio. Non ci sono santi. Nostante poi comincino le presse dandomi la morte per toglierlo già verso il 2 gennaio.
E’ ovvio che assieme all’albero si deve anche includere la spartizione delle candele, delle scopette portafortuna, dei babbini natalini e degli angioletti obesi della Thun che mi osservano con quello sguardo a metà strada tra il tacchino ripieno e lo sfasteriamento puro.

Fare l’albero è serenità
Soprattutto se lo si fa da solo a casa propria senza nessuno che venga a metterci mano. A meno che, di nascosto, non arrivi vostra madre con le chiavi di riserva mentre voi siete sotto la doccia e vada a mettere farfalle e uccellini sui rami trasformandolo nell’albero de "il libro della giungla".

Nella fase di addobbo però vige una importantissima legge di Murphy: quando tutto sarà finito, le luci non funzioneranno. E mica quest’anno se l’è preso di vacanza.

Abitudini dure a morire

Come quella di ciucciare la cioccolata al latte rimasta attaccata al bussolotto della sorpresa dell’ovetto Kinder. Punti regeressione infantile: +4000.

Meraviglia delle meraviglie

E’ nata la Moira Card, la nuova carta di credito pre-pagata di Moira Orfei. Nata dalla collaborazione tra Moira Orfei e il gruppo Ducato della Banca Popolare Italiana, la carta è stata presentata nella sede storica dell’Agis, a Roma.

Il direttore del gruppo Orfei-Nones Sandro Ravagnati la definisce:
"Un oggetto da collezione unico. La prima carta in Italia ad avere una forma sagomata, sul volto della diva ovviamente".

Da quanto si è appreso, la carta è stata pensata per gli innumerevoli fans di Moira, sia adulti che ragazzi, ed è utilizzabile da tutti, anche dai minori, perché non richiede l’apertura di un conto corrente.

Mannaggia a me che ho voluto anticipare la pubblicazione del post sull’oggetto feticcio del mese. Qui la prova.

Ditemi che non c’entra nulla con l’attività digestiva

Come le migliori previsioni è in atto nei forum di mezzo web il solito dibattito civile, controllato e rispettoso delle opinioni e dei punti di vista altrui sul possibile titolo del nuovo album di Sua Santissima Santità Madonna la cui uscita è prevista per la fine di Aprile 2008: "Give it to me" o "Licorice"? I roumors protendono per la seconda alternativa.
In linea di massima dopo quest’album è previsto un nuovo Greatest Hits di cui nessuno sentiva la necessità tantomeno se non si deciderà di dare in pasto ai fan almeno un paio di bonus track. Se no 30 euri non glieli vado mica a dare come feci per la versione cartonata di "The Ultimate Collection". Manco sotto minaccia di abbandono dalle scene.
Subito dopo passerà alla casa discografica Live Nation che le ha dato qualcosa come 50 milioni di sterline per poter sfruttare il suo nome a scopi di merchandising, siti e fan club, produzioni di film, programmi tv, Dvd, spot, tour e quant’altro. Ed ecco che potrebbe essere confermata la notizia data da Vanity della scorsa settimana sulla possibile creazione, seguendo le fortunate orme delle colleghe Britney e J-Lo, di un profumo marcato Madonna.
Suggerirei alla Sig.ra Ciccone di evitare una scelta di marchio del tipo "Acqua della Madonna". Suonerebbe un tantinello blasfema.

La pattumiera degli aspiranti fidanzati

I colpi di fulmine sono una cosa pericolosissima. Più ci penso e più ne sono convinto.
Oggi, mentre aspettavo la metropolitana su un binario che puzzava di piscio rancido misto a Coca Cola sgasata, riflettevo sulla caratteristica del colpo di fulmine di
far vacillare la capacità di intendere e di volere.
Scoccata la scintilla, il colpo di fulmine, pone su di un piedistallo glitterato quei potenziali fidanzati caratterizzati da una rapidità di ingresso combinata ad una di uscita manco fossero Speedy Gonzales.
In genere le prede sono le persone più incompatibili sulla faccia della terra che, una settimana prima, saranno l’ideale perfetto con cui voler trascorrere la propria vita con tutto l’amore che c’è, mentre la settimana dopo ci si renderà conto che saranno il più colossale errore di una doppia Vodka e quel pizzico di ricerca di affetto che è dentro onguno di noi.

L’aspirante fidanzato è paragonabile ad una maglia comprata al mercatino. La si prende perchè tutto sommato non è male. La si indossa la prima volta e si nota che fa difetto alla manica. La seconda volta si sfila l’orlo. La terza volta si buca. Quindi la si getta nella pattumiera riconoscendo di aver fatto un pessimo acquisto.
Ecco, per l’aspirante fidanzato generato dal random del colpo di fulmine è esattamente lo stesso. Si segue l’istinto. E l’istinto, nella maggior aprte dei casi, te lo mette in quel posto. A meno che il tempo non stia dalla tua parte e il periodo di garanzia fissato allo scadere del terzo mese trascorra senza intoppi.

Ricordo ancora con piacere il momento il cui ho aperto gli occhi sui seguenti figuri:

IL FULMINATO
Aveva il feticcio del novizio da discoteca e, rientrando perfettamente nel suo immaginario, capitolai tra le sue braccia la prima volta che in vita mia misi piede nella DiscotecaFelice del momento.
Dopo l’ovvia pomiciata in macchina e il riaccompagnamento a casa alle 6 del mattino, mi chiamò alle 9 per la "Sonata al chiaro di luna" di Beethoven interpretata da lui medesimo con la cornetta appoggiata sul pianoforte. 18 minuti dopo ringraziava me per essere così speciale. Alle 11 mi volle far conoscere i suoi amici a cui venni presentato come "il mio bellissimo bocconcino" nonchè ragazzo ufficiale. Alle 13 disse di amarmi. Alle 13.01 scesi dalla macchina e non risposi mai più al suo numero lampeggiante sul display del cellulare.
Dopo una settimana di appostamenti fuori casa mia, ci rincontrammo al mare. Disse che aveva cercato in tutti i modo di dimenticarmi ma non ce l’aveva fatta e per questo aveva deciso di partire alla volta di Milano – la lontananza sai è come il vento – per intraprendere il lavoro di modella dopo aver conosciuto un bel ragazzo che lo poteva inserire al meglio nell’ambiente. Mica sei geloso? Disse col suo sguardo da Brooke Logan. Risposi che per strappare i peli da petto già pagavo l’estetista. Non la capì.

L’ATTORE
Era Bisex. E già qui mi si dovevano aprire gli occhi invece di tenerli a forma di cuoricino. Ma vabbè. Era depresso, lunatico, socipatico, riservatissimo, acido, stupido come una paletta ma bellissimo. Due fanali della Madonna, un fisico che so solo io e quello sguardo sognante che capii ben presto essere il suo segnale di "assenza campo" alternato a "neuroni in loading".
Non potevo toccarlo lui ma lui poteva toccare me. Lui poteva giocare col mio coso, ma a me non era permesso. E visto che il sospetto che fosse un represso con un uccello piccolo così cominciava a farsi spazio decisi che ero stanco di impersonare
"Barbie gioca al dottore" e lo mollai con la rodatissima frase "No, il problema non sei tu, sono io". Mi credette.
L’ultima volta che lo incontrai mi disse: so che ti conosco ma non ricordo chi sei. Gli mollai un limone da paura e tanti saluti.

L’ASTROLOGO
Bellino, simpatico ma un tutt’uno con l’astrologia. Nei momenti di maggior pathos mi leggeva l’oroscopo del giorno incrociandolo con quello del mese per poi effettuare un ulteriore confronto con almeno con altre tre riviste del settore. Mi leggeva la mano, faceva le rune, sedute spiritiche e si intendeva di numerologia. Mi diede anche un paio di terni che non uscirono mai.
Un venerdì disse che non ci potevamo vedere perchè aveva Urano in opposizione con Saturno e poichè ero della Vergine ed avevo Marte che transitava nel mio segno, avrebbe portano solo negatività al nostro rapporto. Gli dissi che oltre l’astrologia c’è di più. Lui lo scoprì. E fu la tv.

L’ILLETTERATO
Un’altra statua umana. Bellissimo e pallista in eguale misura ma sopratutto completamente analfabeta. Non azzeccava un verbo che fosse uno, sbagliava i sostantivi ma soprattutto mischiava napoletano, S. Giorgese e quello che lui riteneva italiano con risultati da fare impallidire persino il mio cameriere che dopo 6 anni continua ad avere problemi col "si" e col "no".
Ricordo ancora l’ultima telefonata quando gli diedi la buona notte in anticipo poichè non mi sentivo troppo bene e lui, serafico, mi consigliò di farmi "un lattO caldO". NO. Il lattO caldO, NO.

IL LETTERATO
Come da legge del contrappasso venni abbordato da questo tipo abbastanza cessetto di cui mi colpivano gli infiniti giri di parole per rispondere ad una semplice domanda. Per sapere se dovevamo uscire partiva dal galateo per finire al consumismo passando per Pretty Woman e la celebrazione della donna oggetto nel mondo di oggi.
Quando voleva convincermi che eravamo fatti l’uno per l’altro, tornavo a casa come se avessi superato 4 esami all’università di cui due del ramo finanziario. Dopo 2 settimane ero sfinito come dopo aver visto la maratona del Signore degli Anelli in Extended Edition.
Lo mollai perchè non ne potevo più di leggere tra le righe. Mi disse che ero un fuoco di paglia. Gli risposi che era probabile. Mi disse che ero uno stronzo. Risposi che in fondo era vero. Mi disse qualcosa da leggere tra le righe che fino ad oggi sono indeciso se credere volesse offrirmi un weekend d’amore o legarmi ad un tir e partire a tavoletta.

In realtà ce ne sarebbero altri di aspiranti fidanzati disseminati qua è la in queste pagine.
Ed io sono come Paganini.

L’oggetto feticcio del mese #2

Dopo quella troppo trendy incappottata di pelo bianco stile orso polare (che gelosamente custodisco in un cassetto. Il cappottino, non la vodka) e quella rocker tutta nera disegnata da Costume National, arriva la Vodka Absolut versione Disco. Meravigliosa.

I’m hung up, I’m hung up on you

Fermi tutti!

E’ uscito il nuovo libro di Fabio Volo.

Vorrei ringraziare la Fnac che ha messo l’adesivo del prezzo verde sull’angolo frontale del libro in modo che levandolo si è portato via mezza patina lucida rovinando irrimediabilmente la copertina. Più lo vedo e più mi sposta la nervatura.

Segni zodiacali: i difetti

Ariete
Sei un visionario nato. Pensi che tutto giri intorno a te ma, ahimè, non sei la Vodafone. Credi di avere un briciolo di influenza sulle persone: illuso. Come colpo di grazie, ti manca fiducia in te stesso e sei uno spargimerda.

Toro
Sei pratico e affidabile. Sembri un elemento di una catena di montaggio giapponese: possiedi la determinazione di guerriero in trincea e lavori come una marmotta. La maggior parte delle persone ti ritiene quadrato, in realtà non hai mai abbandonato l’adolescenza e ti chiudi ancora in camera a farti di canne.

Gemelli
Sei un pensatore intelligente e veloce. La gente ti apprezza perché sei bisessuale. Hai la tendenza ad aspettarti molto in cambio di molto poco: un braccino corto che batti i nani di Biancaneve. I gemini sono famosi per essere umorali. In un rapporto d’amore si passa dall’idillio all’omicidio dopo appena due minuti.

Cancro
Sei eccessivamente gentile, troppo quieto e inguaribilmente sentimentale. Sei sempre pronto ad aiutare il prossimo mettendo le tue priorità da parte. Ed è ciò che fa di te un idiota. Tutti te lo mettono in quel posto. Il tuo futuro mica può dipendere dalla carità pubblica!

Leone
Ai tuoi occhi sei un leader nato, per gli altri sei semplicemente un idiota. Sei vanitoso e non puoi tollerare alcuna critica. La maggioranza dei leoni sono degli sbruffoni e la loro arroganza è sgradevole. In più godono di più con la masturbazione che con il sesso vero. Se sei uomo, sei il peggio.

Vergine
Sei il tipo logico e odi il disordine. Il tuo atteggiamento minuzioso e pignolo fa agghiacciare i tuoi amici e colleghi. Tutto deve essere categoricamente organizzato, sei freddo, paranoico, poco emotivo e spesso ti addormenti mentre fai sesso. Ci tieni tanto a dare sempre e comunque il tuo parere: non ti sai tenere mezzo cecio in bocca.

Bilancia
Sei del tipo artistico, fine, elegante e fai fatica a gestire la realtà. Se sei uomo probabilmente sei frocio. Le probabilità di lavoro e di fare soldi sono non esistenti, nulle. Sei propenso ai giochino perversi, ma attento, prima o poi pure ti farai male.

Scorpione
Sei il peggiore di tutti. Sei astuto per gli affari ma non degno di fiducia. Arriverai alla cima sulla base della totale mancanza d’etica. Sei il perfetto figlio di puttana. Quasi tutti gli scorpioni muoiono assassinati. Meritatamente.

Sagittario
Sei ottimista ed entusiasta. Hai un’innegabile tendenza ad affidarti alla tua fortuna, dato che non hai talento alcuno. Sei bravissimo a fare lo gnorri. Davanti ad una questione, scappi a gambe levate per poi ritornare a fare finta di nulla. Un paraculo immenso.

Capricorno
Sei un conservatore ed hai paura di rischiare. Sei silenzioso, un po’ introverso e freddo. Fondamentalmente, sei un essere detestabile. Un morto che cammina.

Acquario
Hai una mente ingegnosa, sei furbo e tendi ad essere altamente bugiardo. Sei un imbecille perchè commetti sempre gli stessi errori giorno dopo giorno. Tant’è che tutti pensano che tu sei un coglione.

Pesci
Sei disordinato e pensi che la maggioranza della gente sia stupida. Sei veloce per rinfacciare tutto, sei impaziente e vuoi dare consigli a tutti. L’ unica cosa che riesci a fare è allontanare tutti quelli con i quali hai a che fare. Una bella padellata di fatti propri fa sempre bene.

L’oggetto misterioso #1

A primo acchito è facile capire cos’è anche perchè è abbastanza palese. La cosa difficile è scoprire lo scopo per cui è stato creato. No, non è una variante della bacchetta di Creamy.

L’essere single è inconcepibile


A 40 anni, se non si ha una vrenzola di femmina, si è per forza dei gran ricchioni.

Ok che qua si sfonda una porta aperta, ma io ancora mi stupisco per come a volte siano trucidi i componenti della Psychofamily.

Oramai non sei nessuno sei non canti “Gimme More”

Lo so che sono di parte perchè mi è sempre piaciuto: dite quello che volete, ma anche quando Darren Hayes fa la sfranta io lo trovo di un sexy che mi accappotto sano sano.
Anche per quella panzella che gli conferisce quel tocco di orsetto che gli mancava.

E’ che si voleva suicidare…


Io ho perfettamente capito il motivo per cui Isteria Personificata, nonostante gli avessi giurato sulla prima stagione di Desperate Housewives che sarei andato a trovarlo, ha voluto fare l’albero di Natale il 28 novembre anticipandosi di ben 10 giorni.
E’ che l’albero, intuito il suo infelice destino, voleva sottrarsi alla carneficina annuale decidendo di farla finita infilando il puntale nella presa della corrente. E come dargli torto.

Qui la violenza dell’anno precedente.

Comunque la cornice di Auchan si poteva pure togliere giusto quel secondo per scattare la foto. Sono pignolo, I know.