I muri di carta

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Gennaio 24th, 2008

Le case dove ho abitato sono sempre state caratterizzate da una forte mancanza di intimità. Non a causa di chi ci viveva dentro perchè, a parte mio padre che saltuariamente veniva trovato a ravanare con la testa dentro al cassetto della mia cartoleria personale alla ricerca della colla o dello scotch, per il resto si sono sempre fatti i fatti propri.
La mancanza di intimità è dovuta a causa della sballato progetto di costruzione degli appartamenti con la particolarità di avere le mura dello spessore di un foglio di carta o, per compensare, dello spessore di due metri. Non ci sono mezza misure.
Il che vuol dire che da un lato si può costruire una stanza per sottoporre i propri peggior nemici alla "cura Ludovico" di "Arancia Meccanica", i quali però verranno costretti alla maratona dei best moment dei tronisti di tutte le edizioni di "Uomini e Donne", dall’alto non si può fare fare una telefonata che il condominio intero non venga a sapere tutto nei minimi particolari. Infatti basta avere un minimo di orecchio teso insieme ad una briciola di curiosità per sapere tutto di tutti per trovare poi i condomini nell’androne a fare comunella come i bambini dell’asilo. E che te ne fai di una puntata di "Un posto al sole".
Ieri, causa giornata di apatia e scazzo allo stato puro, mentre ero lì a volermi rilassare un poco poco nello svacco più totale e nella dissolutezza più barbara, i miei piani sono stati rovinati da tre persone:

LA RAGAZZA DEL PIANO DI SOPRA
E’ in piena fase di amore adolescenziale verso un gentiluomo che le urla in napoletano "stronza, perchè non rispondi su msn?" da sotto al palazzo. Lei coglie nella persona amata solo le qualità, di qui le continue delusioni.
Tutto il pomeriggio si è sentito l’intermittente pirupì di ricezione messaggio su msn insieme ad una quantità non ben accertata di trillini che facevano tremare le finestre. Lei piangeva ed urlava con le amiche al telefono. Quando non era al telefono ascoltava "Non amarmi" di Baldi e Alotta, "Che sarà di me" di Massimo di Cataldo, "Incancellabile" e "Ascolta il tuo cuore" di Laura Pausini, "Bastava un niente" di Fiorellino e mezza discografia di Gigi d’Alessio e Anna Tatangelo. Duetti inclusi messi in lopp.
Spinto da un attimo di amore verso il prossimo avevo deciso di salire un piano e farla ragionare mostrandole che, pur non volendo sminuire i suoi sentimenti, di essere lasciati dalla persona amata è una cosa che succede tutti i giorni a chiunque. Che la gente supera queste cose e che lei ha una piccola difficoltà in più perchè ha la testa piena di stronzate dei libri di ammore che va leggendo. Sarà stata mesi o anni con questa persona, sarà stata sempre fedele, avrà condiviso tutto ed è naturale elevare il primo amore ad una sorta di mitico piano sentimentale. Si è innamorata ed ora ha a che fare con il più comune effetto collaterale dell’amore: suicidio e manie depressive.
Poi ci ho ripensato e ho pensato bene di farmi una padella ta di fatti miei. E l’ho lasciata lì da sola e dilaniarsi mentre ascoltava il quarto "Non amarmi".

IL FRATELLO DELLA RAGAZZA DEL PIANO DI SOPRA
Un altro adolescente questa volta in piena crisi di iperattività. Non cammina, corre come una mandria di bufali. Non parla, urla come un film qualunque di Muccino. Non guarda un film, vomita sulla tv. Non gioca alla playstation, lancia i Mouse Pad dal balcone. Non ha amici, ha gli unni. Non si relaziona in modo civile con le persone, le picchia. Non si veste come un normale 15enne, ma solo Gucci da capo a piedi e squadra pure da capo a piedi chi non ha la marca in bella vista. Non oso immaginare cosa dica di me visto che mi vede sempre in abbigliamento casalingo che sembro appena uscito da un mese di cella di isolamento.
E’ uno dei ragazzini più fastidiosi che abbia mai visto. E’ come quelle zanzare estive che uno passa tutta la notte a scacciare ma sarà sempre lì a rompere le balle e fare casino.
Però credo abbia un moto di terrore puro verso di me, forse crede che lo potrei ammazzare da un momento all’altro. Ed ha ragione: farei di tutto per avere quel cappotto Gucci.

IL/LA RAGAZZO/A DI FIANCO
Non ho ancora ben capito chi ci sia di fianco anche perchè appartengono all’altra scala ma arrivati alle 19 si sente un bubùm bubùm insistente contro la parete con RDS a palla. Al che ho pensato a differenti situazioni:
- E’ uno che rientra nella categoria della scopata metodica. Cascasse il mondo, alle 19 si tromba. E bubùm bubùm con la spalliera del letto contro la parete col volume a palla per lasciarsi andare ad urli disumani.
- E’ uno sportivo acrobatico e il bubùm bubuù che si sente deriva dal correre sul tapis roulant appoggiano in verticale sul muro.
- E’ uno che sta picconando il muro e prima o poi me lo ritroverò in casa mia a farsi la caffè e vedere "Brothes & Sisters" su Sky con birra alla mano.
- E’ un acrobata del sesso con la passione del fitness. Tromba sul tapis roulant.

Ok, lo so che io non dovrei proprio parlare. Anche perchè mi rendo pur conto che sentirmi cantare "Soli a metà" di Manuel non deve essere tutto questo gran spettacolo.

Il panàro d’abbasso

Posted in Istinti Omicidi by ItalianPsycho on the Gennaio 22nd, 2008

Ero alla ricerca di un bel cesto di vimini da mettere in bella vista sul tavolo della cucina in modo da riempirlo di frutta fresca che fa tanto arredo e dà quel tocco di Will di Will & Grace che non guasta mai, quando zigzagando allegramente tra la munnezza trattenendo il fiato finchè il mio volto non ha cominciato ad assumere un colorito bluastro, mi è comparso un negozio che impagliava sedie e aveva una certa quantità di cesti in vetrina.

ItalianPsycho: Scusi, stavo cercando un cestino medio con i manici.
Impagliatore: Abbiamo quello con un unico manico.
IP: Posso vederlo?
I: Ma ti serve quello d’abbasso?
IP: Eh?
I: Stai cercando quello d’abbasso?
IP: Non ho capito, scusi.
I: Quello d’abbasso?
IP: Scusi ma io non so proprio che tipo di modelli ci sono in giro, non me ne intendo…ne cerco uno medio di un’altezza sui 15 cm.
I: Quello d’abbasso è da 15 cm..
IP: Ok, posso vederlo così capisco anche io?

Mentre ho cominciato seriamente a pensare che il suo vocabolario fosse costituito esclusivamente da qualche sparuta parola di italiano insieme al verbo abbassare coniugato fino alla morte, si gira e prende da dietro il bancone il panariello tipico della matrona napoletana. Quello che si fa scendere dal balcone (si abbassa, ci sono arrivato dopo), legato sul manico con una corda, per evitare di scendere da casa e farsi mettere dentro la spesa e quant’altro.

Ma l’interrogativo più atroce ne è un altro: sembro tanto una casalinga così disperata?

I sei gradi di separazione applicati ai film

Posted in PsychoMovie by ItalianPsycho on the Gennaio 17th, 2008

Oltre che un divoratore di serie tv americane che non riguardino camici bianchi e corsie di ospedale ad eccezione di Scrubs, sono un appassionato spettatore di ogni tipo di film: da quello più svuotacervello possibile come "Ragazze nel pallone" sul campionato annuale di cheerleader tra le high scool americane, a quello più intimistico, visionario, manieristico ed etereo come "In the mood for love" di cui ricordo ancora con vivo terrore il primo piano dell’orecchino della durata di 10 minuti ed un dialogo di due parole all’ora.
In genere però, pur guardando di tutto "Muppets" compresi, prediligo solitamente quei film che rientrano in quattro diverse categorie:

IL FILM CON LA CONGIUNTIVITE
E’ chiaramente il film che cerca con ogni mezzo possibile di scatenare la lacrima. Se poi riesce nell’intento negli ultimi minuti è il massimo e si può far rientrare il film nella categoria Cult come lo è "Titanic" nell’istante in cui la vecchia muore e la telecamera scorre sulle foto della sua vita che la ritraggono in tutta quella serie di situazioni che Jack promise di condividere insieme prima di tirare le cuoia perchè lei era troppo obesa per reggerlo sulla zattera.
Oppure "Big Fish", un film che emoziona in ogni singolo fotogramma, che nel finale dà il meglio di sè scatenando in me ogni basso istinto da crisi mestruale con gli occhi che si trasformano in un rubinetto rotto e un naso così intasato che manco con l’idraulico liquido. Ma lì è Tim Burton e quello che fa è sempre e comunque un capolavoro. Un pò come Fincher: "Panic Room" è l’eccezione che conferma la regola.

IL FILM CORALE
Una valanga di personaggi con tante storie apparentemente scollegate che piano piano si intersecano in crescendo fino al momento in cui tutti, in un modo o nell’altro, si ritrovano e interagiscono. Un esempio è "Magnolia" oppure, non finirò mai di nominarlo, "Scherzi del cuore" che rappresenta il film corale per eccezione.
Ok possiamo far rientrale anche "Crash" e "Saturno Contro" ma i primi rendono perfettamente l’idea di una storia apparentemente scollegata che ha, in realtà, senso proprio nell’intersecarsi delle storie.
Potrei nominare anche "Babel" se solo la gente la smettesse di elevarlo a capolavoro della cinematografia mondiale quale non è.
Una variante del film corale è data invece da una stessa storia raccontata dai diversi personaggi che, di volta in volta, si arricchisce di nuovi punti di vista ed angolazioni. Un pò come "Le regole dell’attrazione" (sia libro di Bret Eston Ellis che il film con Dawson Creek) o "Go - una notte da dimenticare".

IL FILM CON LA CAZZIMMA
"Cruel intention", "Kill Bill", "7even"…devo aggiungerne altri?

IL MUSICAL CON LA STORIA D’AMORE CHE LACERA IL CUORE
Quindi praticamente tutti. Ma alcuni meritano più di altri, lo dobbiamo ammettere. Come "Moulin Rouge!" Di Baz Luhrmann che è una spanna sopra gli altri. Lo marca stretto il recentissimo e sottovalutatissimo nelle sale italiane "Across the universe" dove, attraverso 33 canzoni dei Beatles, si dà vita ad una bellissima storia d’amore colorata, onirica e psichedelica come piace a me.
Film bellissimo, meraviglioso, stupendo e commovente dove ho scoperto quel gran pezzo di Jim Sturgess, ex membro di una rock band, che mi ipnotizza come pochi. Qui un esempio. Qui un altro. Da sbattere a terra.
E poi una colonna sonora, ma una colonna sonora, ma una colonna sonora reinterpretata e riarragiata che fa davvero i fossi a terra: consiglio "I want to hold your hand", "All my loving", "Across the universe", "I’ve just seen a face" e "Hey Jude". Praticamente mezzo cd…sono in botta completa.

IL THRILLERONE CON L’AUDIO A PALLA
Mi riferisco a quei blockbuster americani che sono così a terra di idee da dover inserire in una storia, credibile come l’eterosessualità per un etero curioso, così senza senso che c’è bisogno dell’effetto audio a palla per far cagare sotto il pubblico. Montano una suspence da panico, una inquadratura così buia da giocare subito a nascondino, la musica si alza si alza si alza e poi pepèm ecco che mollano il volume al massimo e fanno…che sò….cadere il gatto impagliato per farti venire un infarto e farti giurare che la prossima volta andrete a vedere "Whinnie the Pooh e gli Efelanti".

Ed ora vado a vedere Pleasentville: si, quello con Tobey Maguire e Reese Witherspoon che vengono catapultati in una sit-com anni 50. Si, la stessa Witherspoon che ha fatto "Go - una notte da dimenticare" assieme a faccina-Joey-Potter. Si, sempre la stessa che è ha fatto "Cruel intention". Si, la stessa che stata moglie di Ryan Phillippe. Si, quello che ha recitato in "Cruel intention", "Crash" e "Scherzi del cuore" di cui ho parlato prima.

Che volete farci, io vado sempre e comunque di rimandi continui. E’ un vizio.

Update: La canzone finale di Peasentville è "Across the universe". Manco uno l’avesse fatto apposta.

L’oggetto feticcio del mese #3

Posted in Marketing by ItalianPsycho on the Gennaio 16th, 2008



Sto per avere uno svenimento: datemi dei sali.

Si deve stare fermi con quelle ditine

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Gennaio 14th, 2008

Il pretesto è stata una telefonata per offrire una possibilità di lavoro ad una mia amica che chiamerò, senza sforzo alcuno, Lunatia. Lunatia è una Bridjet Jones bona con la sindrome di Memento ed è colei che ripetutamente mi ispira la scrittura di un romanzo che ha lei come protagonista. Semmai dovesse accadere, mi segherebbe le gambe, ma quello che le accade merita di essere condiviso.
Era, come ogni previsione, demoralizzata e affranta alla sua situazione affettiva che di settimana in settimana la devasta interiormente e soprattutto esteriormente. Prima di sparare a zero, questa volta ho cercato di capire il problema che era alla base per garantire a lei un consiglio ottimale e a me una posizione neutrale ed imparziale. Ovviamente, in linea di massima e del tutto teorica, le colpe sono da entrambe le parti e tutte queste belle cose lì ma in concreto io starò sempre e comunque dalla parte del più debole. Candy Candy ce l’ho nel Dna.
Parlottando tra il lavoro che avevo da offrire, che forse risuterebbe la miglior scelta da fare per lasciarsi tutto alle spalle, ed i suoi problemi sentimentali ho illustrato le quattro cose da evitare assolutamente per non intaccare un rapporto mediamente discreto:
1. Non cercare mai in rete il proprio ragazzo.
2. Non entrare mai nella mail del proprio ragazzo. Anche solo per evitare una causa per violazione della privacy.
4. Non farsi mai profili fake per coglierlo in flagranza di reato.
3. Non fare mai sorprese. Avvertire sempre, nessuna improvvisata.

Infine, congiuntamente, siamo giunti a delle considerazione da nonni che stavamo meglio quando si stava peggio: Era meglio quando eravamo senza internet, senza cellulari, senza msn, senza profili e soprattutto senza blog.

Però poi sono sorti altri interrogativi a cui la mia testa da pesce rosso non ha saputo dare risposta:
1. Ma prima, senza computer e senza blog, come perdevamo il tempo?
2. Senza cellulari come ci rintracciavamo?
3. Senza profili come stronziavamo con gli amici?

Changes

Posted in Avviso by ItalianPsycho on the Gennaio 14th, 2008

Signori belli pasticciotti, con il fidato supporto di aChamp [perchè se fosse per me salterebbe tutto in aria in mezzo secondo], c’è un trasloco in atto. E’ quindi probabile che in questi giorni ci sarà qualche piccolo problemino anche se spero vivamente si risolva tutto quanto prima. Incrociate le dita, pure quelle dei piedi su!

Ciclicamente

Posted in Ordine e Disciplina by ItalianPsycho on the Gennaio 11th, 2008

E’ che sono in quei momenti dove, per scaricare una 40ina di tensioni ed evitare di fratumare il muro a testate e macchiare di sangue le mie candide pareti, il mio corpo diventa la naturale rappresentazione vivente di Bree Van De Kamp. In 48 ore ho buttato la qualsiasi, inclusi 50 cd musicali risalenti al periodo 18/19 anni, e sto mettendo e rimettendo in ordine qualsiasi cosa mi trovi davanti. In un attimo di annebbiamento ho persino sostituito i quadri. Via Monet, arriva Keith.
E ora sono in ritardo. Sono a zero e devo ancora ordinare i dvd per generi, i libri per colore e subito dopo devo raddrizzare tutti i prodotti della dispensa e suddividerli secondo un criterio che sto ancora valutando: scadenza? livello di utilità? peso? dimensione? colore? arma contundente?
E’ che la serialità mi calma che uno non se l’immagina proprio.

Forse era meglio se me ne andavo a vedere Ambra.

Ogni maledetto gennaio

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Gennaio 10th, 2008

Sono indiscutibilmente quattro gli eventi che caratterizzano i primi dieci giorni del mese di Gennaio.

1# I BUONI PROPOSITI
Come quelli di iscriversi a 20 corsi differenti tra cui quello di scrittura creativa o di marketing teatrale presso teatri off o di perito ematologo per incanalare meglio la propria violenza, di organizzare dei fantastici weekend romantici nelle capitali europee, non ridursi allo stato liquido dopo appena due drink, di finire almeno uno dei 23 libri che giacciono sul comodino, di controllare un pò più spesso il saldo in banca invece di farsi venire un infarto da Armani, di mettere mano al portafogli e ricominciare con la doppia seduta di doccia solare settimanale o iscriversi in palestra. Quest’ultima, personalmente, sta diventando un’autentica barzelletta.
Roba che potrei andare a Zelig. Sono praticamente 10 anni che, sebbene con alcuni timidi tentativi, non riesco mai ad iscrivermi e fare seriamente palestra. Rimando sempre. Questa estate ero pompato a mille, nessuno mi avrebbe fermato, mi sarei iscritto al 100% dopo la prima settimana di settembre. Poi slittata a metà ottobre, poi prima di Natale, poi a fine gennaio. Ed io lo so che a fine gennaio terrò qualche altro sasiccio in mezzo per cui il buon proposito andrà a farsi una bella camminata fino a quando sarà.

2# LA DIETA
Dopo le feste, in cui il piccolo bambino-fogna che è dentro ognuno di noi si è fatto prepotentemente sentire, un pò di dieta assieme a una capatina dall’estetista ci vuole. Giusto per rimettersi in ordine: anche solo per evitare di assomigliare ad uno Shar Pei obeso. E poi comunque un pò di mantenimento è utile soprattutto per non arrivare impreparati alla prova jogging che precede quella costume di 5 mesi. Mica si può andare a correre col rotolino di ciccia che fa su e giù mentre si saltella. Eh no.
A differenza del buono proposito palestriero che sta amabilmente naufragando, la dieta per me è sempre stata un punto fermo. Soprattutto la fai-da-te che riduce drasticamente di settimana in settimana tutti gli alimenti fino a giungere a nutrirsi di aria. Ma col Dietor. Il progetto è dimagrire di 7 Kg, in concreto arriverò a -4. E già va bene. Se non avrete più mie notizie, sapete già che fine avrò fatto.

#3 LO SHOPPING NEI SALDI
Quest’anno è stato facile, non mi serviva niente di che. Ecco perchè in una mezza mattinata mi è caduto l’occhio su due paia di jeans, due t shirt a manica corta, 3 pantaloni del pigiama, 1 pigiama intero, 1 felpa e un paio di scarpe. Sneakers Puma. Lo so, lo so, non avrei dovuto. E’ che al feticismo non so dire di no. Ero lì nel negozio che provavo un maglioncino con scollo a V che mi faceva difetto sulle spalle ed ero così triste dell’acquisto sfumato che in lontananza ho visto delle bellissime scarpette beige con stiscia gialla che mi chiamavano. E’ colpa loro io non c’entro niente.

#4 IL RITORNO AL LAVORO
Lo so che l’unico pensiero che rende felici è quello di scaricare una sparachiodi tra gli occhi dei colleghi. Lo so che avete gli zebedei che sono sprofondati così tanto da dover chiamare il "Chi l’ha visto?" della Nuova Zelanda. Lo so che vedere le colleghe di scrivania mangiare gallette di riso o crakers integrali vi fa andare il corto il cervello. Lo so che quando la mattina suona la sveglia la vorreste prendere e distruggerla a martellate. Lo so che sentire il capo dire che siamo indietro e che le vancanze sono un male e non un bene vi fa salire la bile che se sputate esce roba tipo Slimer. Lo so che ora è tutta una tirata fino a Pasqua e si deve pregare in 12 lingue affinchè il capo conceda il martedì dopo pasquetta di ferie.
Un’alternativa valida? Contattare Dexter.

Delurking day 2008

Posted in Blogpalla by ItalianPsycho on the Gennaio 9th, 2008

Mi si dice che oggi sia il Delurking Day.

Chi sei tu, commentatore anonimo, che passi di qui e non lasci segno alcuno? E’ arrivato il tuo momento! Oggi hai la possibilità di farti avanti e palesarti. The Time is now, come dicono i Moloko.

Più spaventoso di ogni interrogativo di Lost

Posted in Confusione by ItalianPsycho on the Gennaio 8th, 2008

Ieri sera non me ne teneva di fare niente. Avevo anche un mezzo appuntamento per una vodkina volante ed una visione di un film coreano di quelli da taglio di vene dopo appena 10 minuti ma ho deciso di starmene sotto al mio bel piumone col riscaldamento a palla anche solo per evitare di prendere la macchina e fare acquaplaning nella munnezza.
Dalle parti mie, che stanno tutti col mignolino alzato, la spazzatura viene prelevata regolarmente. Appena si esce dalla suddetta zona ecco che le strade vengono invase da ogni tipo di pattume possibile. Dal normale sacchetto al frigorifero, al divano di zia Pina ai cartoni delle pizze, dalle vasche da bagno ai rifiuti chimici dove dei topiratti giganti ormai digievoluti propongono il gioco delle tre carte a quelli che vendono il pane in mezzo alla via. Il tutto che vola di qua e di là invadendo ogni millimetro di strada emanando un miasma terrificante. Ecco perchè ho ben deciso di rimanere nella mia bella zona franca ed evitare di navigare nella rumenta.
Ero in modalità replay con un occhio bello bello a leggere il secondo capitolo di "Harry Potter e i doni della morte" che già lessi in inglese questa estate (quindi lo spoiler altrui è ben accetto) e con l’altro occhio ero a vedere la terza serie di "Lost" su Rai Due che già vidi su satellite (anche qui potete spoilerare a tutto spiano) un paio di mesetti fa, quando nei lanci della pubblicità ho visto qualcosa da farmi accapponare la pelle che ho pensato fosse una mia percezione visuale causata dell’esalazione tossica della munnezza incendiata in quel luogo ameno di Pianura.
- La prima volta ho visto Desmond con dei cartelli in mano che diceva "A tra poco - su Rai Due - Lost".
- La seconda volta ho visto Hugo che ha detto in perfetto italiano "Pubblicità" buttando poi dietro di sè il cartello.
- La terza volta ho visto il mio odiato Locke che, ‘porello, l’hanno trasformato in un’annunciatrice Rai: guardava la telecamera e poi con il dito indice puntava il centro del teleschermo fino a toccare la farfallina simbolo Rai che ha fatto plin.

Ci manca solo Jack con la parrucca riccia bionda e il grembiule muccato che dice "Reclame" e poi siamo davvero a posto.

Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con i call center

Posted in Istinti Omicidi by ItalianPsycho on the Gennaio 7th, 2008

I motivi sono vari:

  • Il 60% delle volte che chiamo, risponde una badante russa che ad ogni semplice domanda risponde "potere parlare piano per piacere?" anche se le dico "Buongiorno a lei, Svetlana".
  • il 4% è costituito da ragazzi/uomini con i quali si entra subito in simpatia e quasi mi dispiace disturbarli tant’è che riattacco e aspetto che risponda la sfigata di turno. Ho un debole per loro, che ci posso fare. Come per Rocco che per attivarmi lo You&Me ci ha messo 2 secondi netti e mi ha pure chiesto se sapevo che squadra avesse vinto nello speciale di sabato di Amici.
  • il 20% è fatto da ragazze assunte il giorno prima che non sanno assolutamente dove mettere mano. Si scusano ogni 3 parole, mettono in attesa per chiedere consiglio a chi più esperto per poi tornare con una risposta così pertinente alla mia domanda che al mio restrae in silenzio si dicono da sole "Si, vabbè, ma non era quello che mi chiedeva, vero?".
  • Il 10% è costituito da ragazze con voce squillante, preparatissime che quasi si mettono a pecora e si scusano pure del disturbo arrecato e del fatto che abbia telefonato.
  • Il restante 5% gode nel vedere la linea lampeggiare e, nell’eventualità remotissima in cui risponderà, tratterà il cliente come sterco di vacca.


Oggi, appena ho acceso il cellulare, la Vodafone mi ha mandato un sms di avvenuta attivazione di "Autoricarica Live!". Giro per il sito ma niente, vedo la mia pagine e siente anche lì, chiamo il 190 che mi dice dell’attivazione senza spiegarmi cosa diamine fosse. A quel punto richiamo per parlare con l’operatore e capire che tipo di offerta fosse visto che non avevo attivato nulla.
Dopo aver sentito tutto il disco registrato della Vodafone mentre finivo le parole crociate a schema libero della terzultima pagina della settimana enigmisticae dopo aver cominciato a il fischiettare quel maledettissimo jingle natalizio mi risponde Lucrezia che mi spiega che la Vodafone mi ha premiato rimborsandomi la cifra massima di 20€ mensili speso attraverso il portare "Vodafone Live!". Per l’occasione decide di regalarmi altri 6 mesi di Bonus 80.

La ringrazio per i gentili omaggi e ci lecchiamo il culetto a vicenda facendoci gli auguri di buon Natale e felice anno nuovo.
Dopo 2 munuti mi arriva un sms confermando la disattivazione di "Bonus 80" e dell’"Autoricarica Live!".

Assodato che Lucrezia faccia parte del restante 1% che non avevo ancora trattato, ossia le imbecilli devo però ammettere una cosa che Vodafone riesce a fare è quella di mantenere la promessa del payoff.

Io lo dico sempre che entro in conflitto pure con le sorprese.

La Psychobefana vien di notte…

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Gennaio 6th, 2008

E mi sembra pure il minino che, dopo aver fatto Babbo Natale, dopo aver fatto lo zio sitter per cinque giorni full time, dopo aver letto gli Harry Potter che ora mi serve una gola nuova, dopo le innumerevoli visioni di Nemo a cui ho inserito "La Sirenetta" e "Shrek Terzo", dopo aver brandito il tubo di Baci Perugina tra la folla del "Flor do cafè" per conquistare l’ultima confezione di barrette Kinder, dopo essermi dimenticato i Tronky e gli Happy Hippo ed aver fatto una corsa dal tabaccaio, dopo che in piena notte mi sono alzato per riempire le calze scivolando sul carro dei pompieri come nel miglior "Mamma ho perso l’aereo" che si rispetti e facendomi un male cane camminando sui Lego abbandonati in salotto, ho conquistato una calzetta pure io.
Ok, vuoto il sacco: ho barato. Dopo aver fatto le tre calze ho tolto un pò di qua e un pò di là e ne è uscita una per me. E’ che sono troppo goloso e non mi bastava la spianata di cioccolato da 1 kg con le nocciole intere arrivata direttamente da Torino.

Ora però basta, l’Epifania tutte le feste si porta via e da domani si ritorna di nuovo belli carichi di bile come sempre. Che qua c’è un’immagine da rispettare. Vado, che ho le dita tutte impasticciate che mi fanno andare in tilt la tastiera. Noccioline caramellate, a me!

Manco in un negozio di caramelle

Posted in Dubbi by ItalianPsycho on the Gennaio 4th, 2008

Intimissimi ore 11.30, devo pagare il pantalone del pigiama scontato del 50% ed ho 18 persone in fila davanti a me. Ma fino ad oggi la gente non le ha portate le mutande? Bah.

Ma chi m’ha cecato

Posted in Istinti Omicidi, PsychoLife by ItalianPsycho on the Gennaio 3rd, 2008

A parte una febbre a 39 presa non si sa come e dalla quale ne sono uscito al meglio dopo due giorni di scatole intere di tachipirina, antibiotici, vivin C e lamenti che se mi sfondavano la testa contro un muro avevano pure ragione e gli davo la mancia a parte, ho festeggiato l’abbandono del vecchio anno e l’arrivo del nuovo in un modo a me sconosciuto da un pò di tempo: la devastazione della casa.
A fine serata sul campo di battaglia sono stati rilevati:

  • n° 1 piatto da portata spaccato sul bordo a cui è seguita la sparizione del proprietario di casa che si dice sia stato trovato riverso sul letto che sbranava un cuscino urlandoci contro come la scena del pomodorino incandescente di Fantozzi. Il giorno dopo è avvenuto l’intervento in day hospital con colla attack e mollette.
  • n° 1 piattaia ammaccata in più punti a causa della caduta di n° 3 piatti che, dopo un volo di un metro e mezzo e due salti carpiati, risultavano illesi. I piatti sono crollati perchè qualcuno si è inspiegabilmente schiantato contro. Era successo già una volta ed i piatti non hanno subito danni. E’ successo una seconda volta e i pianti erano ancora lì. Questa è stata la terza volta. Comincio a credere che siano frutto della mia fantasia: in realtà non ci sono ma li vedo solo io. Come il bambino de "Il sesto senso". Lui vede la gente morta, io vedo i piatti.
  • n° 1 bicchiere che mi ha scompagnato giusto il servizio da 12. E’ intervenuto Grissom per scoprire il colpevole che aveva fatto sparire le tracce ma un frammento di vetro trovato nello scolaposate ha dato chiari dati inerenti all’ora del decesso. Sul perchè, avendo usato quasi 300 bicchieri di carta, se ne sia rotto uno di vetro che non è mai stato preso è ancora un mistero: il ris indaga. Ma visti i precedenti…
  • n° 1 sedia in ferro battuto i cui piedi si sono piegati facendola somigliare ad una tarantola col colpo della strega. Anch’essa è stata messa  aposto a tempo record e lasciata lì come se nulla fosse. Chiaramente il primo che si siederà, la pegherà nuovamente. Il colpevole, varierà di volta in volta. Come a Cluedo.
  • n° 1 pentola. E’ stata fusa. E con lei anche le lenticchie. Che culo che mi porterà aver gettato una pentola piena del piatto che notroriamente dalle mie parti significa soldi e fortuna. Già mi gratto.
  • n° 1 posacenere spaccato. Era di Sorrento, bordo arancione con i limoni dipinti al centro. Ci hanno camminato dentro. E visti i precedenti , pensare che fosse semplicemente a terra è una ipotesi inaccettabile. Qualcuno è sicuramente salito sul tavolo per pestarla.

Insomma, l’anno prossimo acceto inviti da chiunque. Ovunque. Casa mia è bandita.

Dicheno Befaniero
Dicheno che una promessa stella oramai cometa, dopo una serie di fantafidanzati illustri sia tornata sulla via dei non famosi tentando disperatamente la strada dei salotti. Ma l’autopromozione e il nepotismo non è mai stato un ostacolo. Anzi.


Plin Plon. Avviso ai signori lettori
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