Con un parquet sulla faccia
Noto con uno stupore sull’inesistente andante che quest’anno va di moda farsi le lampade per avere un aspetto più sano e lasciare nell’armadio l’effetto bianco-verdastro post-mortem.
Noto allo stesso tempo che la colorazione preferita del momento è una tinta a metà strada tra il tek ed il wengè.
Qualcosa di molto fine, delicato ma soprattutto naturale insomma.
Ho vinto qualche cosa?
E’ la quarta volta in due settimane che mi salta il counter a causa di una domanda di Gerry Scotti a "Chi vuole essere milionario?". Saluto quindi tutto il gruppo carampano del programma che questa volta è venuto a farmi visita per cercare il prodotto che venne usato al posto del sangue nella scena madre del film Psycho girato da Hitchcock.
Questa volta vi aiuto: il sangue era in realtà sciroppo di cioccolato marca Bosco.
Però questa è proprio l’abc delle curiosità cinematografiche….
David Beckham per Motorola

Io non ce la faccio.
Un apostrofo rosa tra bla bla bla
Sono sempre stato un ferreo sostenitore dell’abolizione delle mine antiuomo ma devo riconoscere che intorno a S. Valentino le mie convinzioni vacillano che pare ballino completamente ubriache prima la Macarena e poi Aserejè.
Non so se già l’ho detto una quindicina di volte che S. Valentino e i giorni a cavallo della festa sono preso a metà da un istinto di distruzione dell’umanita intera che vorrei girare con un fucile a pallettoni per le vie della città e per l’altra metà da un moto farmi saltare in aria nel bel mezzo di Piazza Plebiscito in modo da evitare di vedere questo triste teatrino commerciale.
Odio vedere cuoricini dappertutto, odio le pubblicità dei Baci Perugina che imperversano ovunque, odio il fatto che se voglio andare a prendere una birra con gli amici c’è un traffico che manco il Napoli avesse vinto lo scudetto, odio che ogni locale ha diviso tutti i tavoli per farne tanti tavolini a due con tanto di candela accesa e rosellina in bella mostra, odio vedere le vetrine di Intimissimi e Yamamay che fanno degli slip a tema di rarissima bruttezza, odio questa squallida riproposta delle festività natalizia fatta di buoni sentimenti, sorrisi amorosi e baci. Ma sopratutto odio tantissimo i regali kitch che vengono messi in vendita in questa occasione: cuori gonfiabili del diametro di 2 metri in primis ma non dimentichiamoci i peluches dimensione Godzilla.
Però come si fa a non sciogliersi come lo zucchero nell’acqua calda quando si vede il maialino Valentino, nato pochi giorni fa in una fattoria a Taynton in Gran Bretagna, con una macchia a forma di cuore sulla chiappa sinistra?
Pure ad un rozzo come me gli si stringe il cuore.
Per i single allo stadio terminale è ora disponibile anche per il mercato europeo il fidanzato-cuscino, un normale cuscino imbottito, rivestito da un tessuto simil camicia, dotato di braccio e mano predisposti ad accogliere e confortare il proprietario durante la notte. Si compra qui.
Apro e chiudo parentesi
Ora esigo che pure la Sig.ra Clio vada a trovarla e le insegni la ricetta della vera pizza napoletana. Altro che canzonette.
E comunque a me di ’sta storia tra Grande Puffo e Madre Natura ne ho le balle piene da tempo immemore oramai.
Fenomenologia del mendicante
IL MISTERIOSO
Non spiega che problema ha. Io come faccio a sapere cosa sto finanziando se non mi fanno capire che problema hanno? Tipo al Corso Vittorio Emanuele vicino al Duomo di Milano ogni giorno girano, fasciate nelle loro belle tuniche, tre arabe: mamma araba, figlia araba nr. 1 e figlia araba nr. 2. Passano e spassano per il centro con un cartello scritto rigorosamente in arabo: ora io non dico che voglio il sottotitolo in italiano ma quei vermicelli io non li capisco proprio.
Mi facessero capire, mimassero qualcosa almeno. Che so, facessero un gesto di una bomba a mano capirei che sto per finanziare il prossimo attentato alla metro di Milano.
LO SCASSACAZZO TOCCONE
In genere è un bambino prende di mira una persona e non la molla finchè non si fa dare qualche spicciolo o, alternativamente, si fa mandare a fanculo perchè oltre a chiedere soldi comincia a toccare per reclamare attenzione. Se gli si sgancia qualcosa, poi si lamenta che è poco e chiede di più continuanado a toccare il braccio. Roba da sfracellargli la faccia contro una vetrina del Mac Donald e lasciarlo steso a terra.
I CASI UMANI FAKE
Non che voglia il certificato dell’ASL con il male che assilla il mendicante ma ne ho le palle piene di vedere pseudo-zoppi che appena scendono dalla metro corrono felici, contenti e liberi come nella siglia de "la casa nella rpateria". O vedere persone vestite come sbirulino con seri problemi mentali che cacciano bava dalla bocca per poi ritrovarli il sabato sera a piazza del Gesù a prendersi una birra con gli amici vestiti da fighetti col cervello perfettamente a posto e bocca senza bava.
IL FENOMENO
Tipo quello di Milano verso Piazza Castello che fa i fiori con gli ortaggi. Ci passerei intere giornate a guardarlo. Fa quasi venire voglia di mettermi seduto accanto a lui e imparare a fare le rose con le carote o i gigli con i finocchi. Oppure adoro i ballerini di tango che fino ad un pò di tempo fa si impicchiaccavano sani sani e ballavano in Galleria come se fossero ad una gara di ballo. Spettacolari.
IL GRUPPO GITANO
Che non si sa per quale motivo debbano reinterpretare i più grandi successi musicali col flauto di pan. Primo su tutti "My Heart Will Go On" della colonna sonora di Titanic. Suonassero roba loro mi fermerei pure e comprerei il loro cd a 5 euri, ma se mi suonano "Mon Amour" scappare a gambe levate è il minimo che io possa fare.
IL MIMO
Lo odio. Vi ho mai parlato del mio problema con i mimi? Siamo quasi allo stesso livello dei pagliacci.
IL PACATO
E’ quello che preferisco. Sta per i fatti suoi, spesso accanto a lui c’è un pò di ciarpame che vende ad una cifra davvero irrisoriea. O non vende nulla ma sta lì ad aspettare. L’esempio è un vecchietto che fino ad un pò di tempo fa era vicino al GS di via Morghen che ogni mattina si metteva seduto su un tronco e passava così la sua mattinata. Senza cartello nè niente ci si rendeva conto che era una pesona in difficoltà che faceva quel che poteva per tirare avanti.
Ci scambiavo anche quattro chiacchiere. Molto educato e perbene, aveva una pensione così bassa che era un affronto.
L’ATTORE
Si distinguono in due categoria: quelli che spingono sulla cronaca e quelli che recitano a soggetto. Primo caso: c’è una guerra in Bosnia? Il mendicante sarà appena scappato dalla Bosnia dove ha perso tutto. C’è una donna in funicolare che o ha case sparse in giro per il mondo nei posti più sfigati della terra o cambia la sua vita in base alla cronaca. Nell’ordine ha perso tutto in Bosnia, Iugoslavia, Palestina, Russia, Croazia, Bulgaria e Serbia. Secondo caso: inventa di tutto, piange, strepita e picchia con i bastoni i passanti per poi finire sul giornale come uno dei maggiori evasori delle tasse a causa del mancato apgamento inerente alle sue cento case che fitta a prezzi statosferici.
P.s. E’ ovvio che c’è chi realmente ha bisogno di un aiuto reale e concreto, ci mancherebbe.
Se una cosa non mi piace, non mi piace e basta
Immaginate per un istante di essere una cloaca umana pronta ad ingurgitare qualsivoglia alimento senza vizio alcuno. Immaginate di avere un gusto che vi porta ad odiare unicamente cibi con i canditi. Immaginate di mangiare un alimento che vi hanno spergiurato essere senza canditi quando crunch ve ne ritrovare uno tra i molari lasciandovi in bocca quel retrogusto di aranceto della Sicilia orientale misto a Gled Idea deodorante bagno. L’avete immaginato? Si?
Siete terrorizzati peggio di quando avete visto la scena di "Kill Bill: volume 2" in cui Uma Thurman aka "la Sposa" cava a mani nude l’occhio sinistro di Elle Driver e lo scamazza a piedi nudi sul pavimento di una fetida roulotte?
Bene, allora state alla larga dalla barretta Special K Delissima Arancia e Cioccolato.
Ed ora vado di quarto risciacquo con il Listerine.
E meno male che avevo fatto bene attenzione a prendere quello al cioccolato e basta. Il fatto è che mi ostino a fare la spesa mentre parlo al cellulare.
Consigli per gli acquisti: Glamour Beat
Sarà che di sera in genere non ho la radio accesa, sarà che nella camera dove trascorro le mie ore notturne se il cellulare prende devo solo accendere un cero alto due metri e del diametro di uno alla Madonna di Pompei, sarà anche la scarsissima pubblicità ma fino a ieri non conoscevo assolutamente Andrea Gelli.
Stavo bello bello alla Fnac ad aspettare un mio amico mentre buttavo l’occhio su un paio di libri da tenere presente quando ho sentito 4 canzoni una di seguito all’altra, una più bella dell’altra sullo stile di Sagi Rei.
Vado alla postazione Info per vedere che Cd hanno messo sul piedistallo del "State ascoltando" quando ecco comparire "Glamour Beat Session 3".
Praticamente è una compilation molto elegante che riunisce un cocktail di musica lounge e chill out molto ma molto raffinata e rilassante selezionata appunto dallo speaker radiofonico Andrea Gelli. E per dirlo io che per rilassarmi mi ci vuole uno shot di vodka ed uno di valium, ho detto tutto.
Insomma, lo consiglio caldamente. Insieme alle altre due session precedenti.
Giusto per essere precisi, le quattro canzoni erano "Style Up - Eyes Without A Face", "Eivissa - Fame", "Eveline Green - Kiss Of Life" e "Kate The Cat - I Was Made For Lovin’ You".
Del mio amore per il cartolaio
No, non il commesso, parlo della cartoleria in senso lato. Però se dobbiam parlare di commessi consiglio caldamente a tutti di andare da Decathlon Giugliano e chiedere di Riccardo, un nanetto con la giusta distribuzione di muscoli, uno stomaco azzeccato ai reni, sorriso splendido splendente da 4000 denti e che te ne fai di quelli degli spot Colgate Herbal White, gentilissimo, carinissimo e disponibilissimo. Si vede che gli piace quello che fa. Mica come i suoi colleghi che per chiedere qualcosa devi rincorrerli in una 300 ad ostacoli finchè spariscono nel magazzino.
Ma torniamo alla cartoleria. Io adoro la cartoleria. Per me è come un negozio di caramelle per un bambino di 5 anni. Sarà il retaggio che mi porto da piccino quando il mio desiderio variava tra il voler diventare un cantante rock o Michelangelo Buonarroti mentre i miei compagni volevano diventare piompieri o astronauti. Poi volevo diventare anche una ragazza di "Non è la Rai", ma qua si esula dal discorso.
Non so resistere a tutte quelle pennine, ai colori, ai quadernetti, alle gommine, ai pennarelli con le punte strane, alla roba colorata in genere, ai nastri adesivi, alle spillette….a qualsiasi cosa insomma. Se si aprono i miei cassetti si trova una cartoleria completa. Ho pure fogli e fogli di etichette che verso il periodo natalizio vedo di smerciare scrivendoci i nomi del destinatario del regalo per poi attaccarlo sul pacco ma niente, non finiranno mai. Ne avrò sicuro fino al 2015.
Il mio ultimo feticcio è l’acquisto di evidenziatori con nomi altisonanti che fanno illudere di essere un ingegnere aerospaziale. Un esempio? l’ Highlighter Cyber Shock della Tratto. Come si fa a lasciarlo insieme ai suoi fratellini? Oppure il nuovo della Staedtler, per la cui marca e i suoi formati triangolari nutro una vergognosa ed intima passione, il Triple Texsurfer. Textsurfer. Solo a leggerlo mi si drizano tutti i peli come se qualcuno mi stesse dando una sana leccata nell’orecchio. Vogliamo parlare dei colori a neon della Stabilo con i loro formati ottagonali? Oppure di papà evidenziatore e figli evidenziatorini?
Ogni volta che entro in una cartoleria sembro un tossicodipendente: ne esco sempre che ho speso una buona 15 euro di roba. Se poi la cartoleria in questione è Amodio a Portalba, è la fine. Un negozio su tre piani da cui uscirne indenni è praticamente impossibile. Considerando che all’ultimo piano c’è anche il settore belle arti con lo stand della Carandache con i suoi pastelli delle scatole di legno è chiaro comprendere il perchè.
Una delle regole da seguire nell’acquisto di merca da cartoleria è quello di scegliere solo ed esclusivamente roba di marca. Pensiamo al nastro adesivo: se si compra il set da 10 nastri adesivi ad 99 centesimi che si vende dal negozio "Tutto a 99 centesimi" sotto casa è chiaro che non attaccherà mai niente. Che volete fissare con qualcos afatto con la saliva di un cammello disidratato? Quelli della Scotch sono una garanzia. poi c’è anche il modello bianco trasparente su cui ci si può scrivere sopra, divino.
Altro caso? i Post-It. Costano la mano del Pateterno ma come stanno attaccati loro, non ci sta nessuno. Li attacchi e stacchi che è una bellezza. Mica come quei robi senza marca che basta vuoi raddrizzarli e se ne vengono sani sani.
Vabbè, ho capito, la smetto. E poi adesso ho da trovare un impiego fruttuoso per quei fogli trasparenti dove inserire i fogli A4 con i buchi laterali: erano in offerta e non potevo non prenderne un pò. Tanto servono sempre. Ne ho presi 50.
Come ammazzare una bella canzone
Skin - Tear Down These Houses (Feat Sivio Muccino)
L’amore ai tempi del colera
Non è la recensione del film, lo anticipo.
Una delle caratteristiche della vecchia, anzi diciamo vecchissima, generazione è quella di avere una concezione dell’amore che ho sempre creduto completamente agli antipodi rispetto al modo di pensare. A controprova di quello che dico sono le innumerevoli ed infinite conversazioni sull’argomento che periodicamente affronto con SuperM che insistentemente vuole accasarmi con una o l’altra ragazza (bello sognare) solo perchè, a detta sua, è un buon partito. Che manchi l’amore o anche la minima attrazione è un dettaglio.
Un pò però la capisco. In passato infatti bastava essere single, si usciva con una persona (meglio se ricca) e se la faceva andare bene fino alla morte perchè mica si poteva fare l’ape di fiore in fiore. Per una donna era disdicevole così come per l’uomo perchè aveva una famiglia a carico e che figura ci faceva. L’amore e la passione passavano in secondo piano: tieni un’età, ce l’ho pure io, mi piaci, sposiamoci. La donna pensava accasarsi per uscire dallo status di zitella così come l’uomo.
Poi arrivò il divorzio ed ecco vacillare finalmente la famiglia. Tutte le coppie attaccate con la Pritt si sfaldano e si passa alla separazione. Si partiva con una discreta passione/amore o anche una semplice simpatia e quando ci si trovava davanti ad un vicolo cieco si faceva marcia indietro e chi si è visto si è visto.
Con il passare del tempo, proporzionalmente all’aumento del costo degli avvocati matrimonialisti e alle spese post-matrimoniali, si è giunti alla convivenza. L’amore c’è e la passione pure. Ma tutti prima con la mano sul portafogli, poi sul cuore.
Il tutto per arrivare a dire cosa? Che sono generalmente una persona che vede erroneamente sempre nel buono delle persone. Dò sempre piena stima a chiunque e sopratutto sono sempre pronto al confronto civile perchè vedo nelle persone una mescolanza di esperienze da cui tutti possono trarre insegnamento. Sono una persona che crede che nel 2008 la gente stia cambiando e finalmente sta togliendo i paraocchi che ha mantenuto per troppo tempo.
Poi però vado in funicolare e mentre leggo per i fatti miei ma avendo una recchia appizzata come pochi, sento una 15enne che parla con l’amica e si dicono "beh sarà brutto, però è proprio un bel partito. Me lo sposo, mi faccio mettere incinta e poi son cazzi suoi".
E lì comprendi che i tempi del colera non sono poi così lontani come credevi. Ma soprattutto la devi smettere di uscire di casa senza la mazza ferrata.
Son passati buoni buoni, un paio di anni e di stagioni
La sveglia suona lo stesso nonostante la sera prima abbia tolto l’iPod dal supporto, maledetto allarme interno che dimentico sempre di disattivare. In coma fino alle 9.50 anche se fino a quell’ora che chi sostiene mi abbia chiamato più e più volte sebbene sul mio cellulare non vi sia traccia alcuna. Mi piazzo davanti al pc in uno scazzo più comune che quotidiano finchè scopro che sono reclamato per un pranzo di cui non ho assoluta voglia ma dal quale mi lascio trascinare per non infognarmi nel letto dopo 45 minuti netti a vedere l’ottava serie tv americana del weekend.
Destinazione: qualsiasi posto lontano dal traffico che abbia i tavolini al sole e che sia sulla spiaggia.
Pranzo da Guinnes nonostante c’è chi sostenga non abbia fama, presenza costante in ogni compagnia, innalzamento del tasso alcolico in continuo aumento, amarcord di vecchie situazioni, risate sguaiate miste a commozione, foto cazzute, video da uplodare su youtube per gli amici americani e scenette da film pulp di serie Z con tanto di cameriere che si è meritato tutta la mancia per intero fino all’ultimo euro.
Voglio aprire un blog, che devo fare per aprire un blog? Pazienza, solo quella. Il resto non serve. Forse serve di più frataternizzare con le Bielorusse e spiegare che non si dice sasichka.
Si fanno già progetti per l’estate: Mosca, S. Pietroburgo e almeno tre sere tre in Siberia. Alternativa: il coast to coast da Washington a S. Diego. Intermezzo post pasquale in campeggio su una spiaggia completamente isolata e bagno di obbligo con annessa polminite. Dolce, caffè, ammazzacaffè che fa saltare in aria tutti me escluso che devo pur guidare e vorrei mantenermi con un tasso alcolico abbastanza sotto al livello di ritiro a vita della patente.
Ed ecco che si parla di amanti. Chi ha avuto e chi farebbe mai l’amante e della rivelazione che si, ho fatto anche l’amante. Non proprio fisso ma l’ho fatto. Mica potevo farmi scappare anche questo. Ed ecco che ricompare la domandona che si tiene in serbo dai 18 anni del classico viaggio post maturità in Grecia. No, Tod no. Un bel pezzo, ma niente. Beccato esattamente il momento prima di finirci in camera. Brindisi a cosa poteva essere e non è mai stato.
Passeggiata sulla spiaggia, video da ubriachi, voglia di togliersi le scarpe e mettere i piedi nell’acqua. Come sempre, che lo dico a fare. Mi astengo, cosa più unica che rara ma oramai ci siamo quasi.
Ritorno al tramonto, tutti un pò assonnati ad ascoltare il random dell’mp3. Però Loredana Bertè è stata sempre una grande. Chi farebbe oggi dei testi e delle musiche come le sue? Ma perchè, vogliam parlare dei Moloko? Così ‘70! E questa chi è? Jennifer Lopez. No ti prego, non ci credo. Eh si. It’s time to be brave.
Perchè passano gli anni, le stagioni e tutto ciò che ci si mette all’interno, ma tutto sommato si è sempre gli stessi di prima. Un pò più decisi e con un paio di palle da sotto che sembrano due Super Santos. Perchè certi errori, per grandissima fortuna ed un pizzico di esperianza, non si fanno più. Eh si, forse sarà anche il coraggio che forse in ognuno di noi è venuto meno in passato e che ora fa a cazzotti con il voler sempre prevalere.
Jennifer Lopez - Brave
E vediamo chi la spunta
Per frenare i miei istinti di violenza collerica ma soprattutto per evitare gli scatti di ira contro personaggi random che mi capitano di fronte sono finito, dopo innumerevoli alternative bislacche, nel pentolone della medicina alternativa.
Ora mi riempio la pancia di una tisana alla camomilla, malva, melissa (ma che pianta è? per me era solo un nome fino a ieri) e finocchio (che mica me lo potevo far scappare).
In ipotesi di fallimento, il passo successivo sarà il Valium o il Rohypnol. Qualcuno che mi procura due o tre ricette?
Che poi mettere mano al template in questo stato fa di un bene….
Aulin santo subito
Prima si sono ribellate le giunture delle ginocchia che sembrava qualcuno me le stesse picconando selvaggiamente, poi è arrivato il momento dell’intera parte sinistra del corpo completamente addormentata per 48 ore con tanto di ansia da infarto imminente, infine è arrivato il turno dei crampi lancinanti allo stomaco.
Ora è la fase del blocco del collo e e della spalla destra che per girarmi devo ruotare tutto il corpo come Ram Man.
Ci manca solo che cado a terra e mi spezzo il femore.
No sentite, non si può
Ultimanente, causa improrogabile strategia di marketing per l’uscita di un film basato su di un libro che non voglio neanche nominare, si parla molto che in amore gli anni non fanno la differenza. Sull’argomento, in linea di massima, sarei anche d’accordo anche perchè le differenze sono qualcosa che alimenta la passione anche se a lungo andare creano solo dei forti limiti. In concreto devo ammettere che l’eccessiva differenza di età, tipo 20 anni, applicata ad una particolare fase della vita, è una cosa che aborro con tutto me stesso.
Si parla in genere di coppia dove uno/a ha 16/17 anni e l’altro/a ha 39/40 anni.
Io di anni ne ho molti meno di 40 ma supponendo oggi di stare con qualcuno di 16/17 anni mi chiedo come potrei iniziare una relazione con qualcuno nato l’anno in cui Minghi e Mietta cantavano "Vattene Amore" a Sanremo. Oltre al fatto che mi sentirei un pedofilo, come potrei stare con qualcuno che non ha vissuto a pieno gli anni di "Non è la Rai", qualla pseudo fucina di talenti ad alto impatto gayesco?
Ma volendo sorvolare il problema, oltre a farmi delle gran trombate che è l’unica cosa che mi viene in mente, cosa potrei fare con una persona tanto più piccola? Parlare della sessualità del cantante dei Tokio Hotel?!?
Io che oramai accendo Mtv e non riconosco più manco gli ospiti?
Blob culinari
Supponiamo che vi arrivi un MMS con la seguente foto.

Bene. Secondo voi cos’è? L’unico elemento che posso dare, che poi era il mio punto di partenza, è che è qualcosa da mangiare.
E comunque insisto…sono proprio dei ceci con il latte.
Sono fuori dal mondo
Uno degli appuntamenti che attendo con trepidazione è il taglio di capelli mensile con il mio barbiere di fiducia. Mi piace andare lì di martedì, giornata notoriamente di balle di fieno che passano e spassano, fare quattro chiacchiere ed intalliarmi un pò più del previsto.
Mi piace perchè è una giornata già vista e rivista decine di volte. Tutto sempre uguale alla volta precedente come una serata nella discogay dove l’unica cosa che cambia è il tasso di oscenità dei vestiti direttamente proporzionale alla mania di protagonismo dei presenti.
Questa ripetitività mi dà un senso di calma e rilassamento: la trifacciale che dopo 15 minuti fa assumere un colorito a metà tra il "cafone cotto nel forno a legna come una pizza" e il "rosso ustionato da endovena di olio Johnson’s" prima di svanire dopo manco 24 ore, il collo dissanguato dalla lama del rasoio ma tranquillo ora ti metto una cosa calmante e via di bruciore manco fosse la candeggina, l’aggiornamento sui fatti miei che ricordano perfettamente (io lo dico sempre che i barbieri hanno una memoria che Pico Della Mirandola è un babbeo) mentre io non ricordo manco i loro nomi sebbene abbia 5 biglietti da visita nel portafogli, la scelta del taglio che gira e volta e sempre più o meno quella anche se partiamo da idee al limite della denuncia, il tipo di gel o cera da mettere che per la prima giornata ho i capelli così tirati che quando vado a dormire mi fa male il cuoio capelluto, dello shampista che parla a voce bassissima e tra i denti chiedendomi cose che non capisco a cui rispondo "eh si" perchè pare brutto dire ancora "scusa?" dopo 4 volte e del caffè peggiore di sempre persino di quello che bevevo dalle macchinette dell’università che mi facevano saltare la pressione a 2000 e si sfiorava l’espistassi.
Ultimamente la mia calma e tranquillità è disturbata dalla presenza del ragazzetto shampista che, nonostante io sia notoriamente una persona che non si accorge di niente, credo ci stia a provà: Prima dello shampoo mi accarezza i capelli e ci gioca per due minuti, mi racconta i fatti suoi sussurrandoli all’orecchio, ci tiene a farmi sapere che lui chatta tutte le sere su msn con un sacco di amici che ha conosciuto con il suo profilo online che fa molte visite, quando mi tagliano i capelli si mette sulla seduta accanto alla mia con palmo della mano sotto al mento e mi guarda ininterrottamente per la durata del taglio, prima di asciugarmi i capelli mi ri-accarezza il cuoio capelluto per altri due minuti, mi sorride e mi fa gli occhiolini in loop.
Ora che so, sarà che ultimamente ho seri problemi di interazione con le persone che mi porta a vedere tutto in modo sballato, ma o ci sta a provà o è supergentile per ottenere una lauta mancia. Se è valida la prima ipotesi vorrei complimentarmi personalmente col ragazzetto. Eh si, perchè io in genere per cercare di far capire che mi interessa qualcuno ho voglia di sbattermi a terra e giocare di occhiate che pare mi sia entrato un volano negli occhi. Io son molto più bravo a parole che a fatti. Lì faccio capire proprio tutto. Sempre per il discorso che sulla teoria sono bravissimo mentre sulla pratica lascio ampiamente a desiderare. Io le ammiro queste persone così intraprendenti, non c’è niente da fare.
Se poi sono io a dover capire qualcosa, lì si sfiora la tragedia shakespeariana che manco con un disegnino ci arrivo. Manco se mi scrivono l’indirizzo del profilo su un figlietiello volante.





