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Archive for maggio, 2008

Una normalissima pausa pranzo

Ultimamente, non so come, ma riesco a trovarmi in situazioni che non so manco io il perchè. Si vabbè lo so che questa è una frase che avrò detto mille milioni di volte che oramai non ci credo manco più io, ma voi fate finta che l’avessi detta per la prima volta e ci stupiamo tutti con un oooh di meraviglia con tanto di manina davanti alla bocca.
Oggi, tra le 13.30 a le 14.45 mi sono ritrovato a:
1. Fare una spesa non mia. 2 Kg di pomodorini in due sacchetti separati, 1 Kg di banane, 1 Kg di kiwi e un po’ di odori grazie. 1 kg di pomodorini per me a questo punto.
2. Passare dal ferramenta per comprare degli aggeggi per rimettere a posto l’asta dell’armadio che stamattina ha ben deciso di cedere sotto all’esiguo peso di un centinaio di capi.
3. Montare l’asta dell’armadio che, tutto felice, è più bello e, soprattutto, più carico di prima.
4. Andare dal panificio a comprare 1 Kg di pane cafone che in tanti anni di permanenza su territorio napoletano devo ancora ben inquadrare che tipo di pane sia. Ma vabbè.
5. Guidare una 500 vecchio modello decappottabile con un gatto non mio da portare dal veterinario per fargli curare un’otite ed un bel bagnetto. A fine bagno, lui era bello pulito e cotonato mentre io odoravo di lettiera. Un ottimo risultato direi.

Io ho sbagliato tutto, dovevo fare il tuttofare.

ItalianPsycho risponde #1

Una domanda spettacolare appena sfornata dai referrer:

"se ti bacia sulle guance cacciando la lingua?"

E’ un lurido, bambina mia. Un lurido e niente di più. Però se ti piace la fantasia mamma-gatta, continua pure.

UPDATE
"nei film hard ,si lavano la vagina?"

Direi di no. E’ una leggenda metropolitana quella della pulizia.

Recita nanesca atto secondo

Tra le principali mansioni proprie del profilo di zio modello, compare quella di presenziare alla recita di fine anno aka "il pomeriggio più lungo dell’anno".
Se l’anno scorso si era stipati come sardine nel teatrino della scuola che a malapena riusciva a contenere i genitori presi in preda a sinceri attacchi di euforia mista a carampanismo collettivo, quest’anno hanno deciso di fare una cosa più gestibile accorpando tutte le classi e presentando la recita in un posto più adatto: una tensostruttura da 1000 posti.
Momenti indimenticabili:

L’ORGANIZZATORE ED I SUOI INUTILI AVVISI
- "Si è smarrita una borsa nera marca Dior, chi la volesse vada in cabina regia". Una folla in cabina regia che non vedevo manco all’Ikea di domenica alle 17.00.
- "Siete pregati di lasciare i corridoi liberi, lo dico per la vostra incolumità". Dopo 10 volte che ha ripetuto invano l’avviso
, ha esordito con un più convincente "va bene, se succede qualcosa sono cazzi vostri". E qui mi sono alzato epr una standing ovation con tanto di "Bravo!".
- "Siamo molto contenti che la recita ha avuto molto seguito, ma sinceramente quando abbiamo deciso di organizzarla in un posto più grande per evitare i disordini dello scorso anno non ci aspettavamo che ogni bambino portasse altre 30 persone". Uno "Stronzi" ci sarebbe stato a pennello sul finale.
- "Dulcis in fundo c’è la classica macchina da spostare, se qualcuno se ne interessa saremmo tutti più contenti".

LE VELINE DEL FUTURO
Alcune bambine dell’età orientativa di 6 o 7 anni già sono pronte per fare le veline. Quando sapevano di essere inquadrate, si giravano a favore di telecamera, sorridevano, facevano flap flap con gli occhioni e sculettavano più decise. E se la telecamera indugiava sulla compagna vicina, questa veniva presa a spintoni e buttata fuori inquadratura.

I MASCHIETTI
Sono tutti scoordinati, non c’è niente da fare. Manco una Macarena. Manco una semplice lotta.

IL MOMENTO PIPI’
Nipote N.2: Zio, devo fare pipì, mi aiuti?
IP: [con un gocciolone del diametro di 2 metri dietro la testa] Beh, si….ma scusa, tu non sei grande? non la sai fare da solo?
N2: Mi aiuti?
IP: Ma che devo fare?!!?!??!!? Aiuto!!!

Santa subito la cameriera che era lì con noi a cui gliel’ho affidato dicendo "torna presto così lo zio ti compra il gelato". Sono Satana, lo so.

LA RECITA
Un film giapponese di 4 ore con sottotitoli in cinese antico sarebbe stato più piacevole. Lo spettacolo era suddiviso in diversi blocchi e ciascun blocco era suddiviso in mini blocchi. C’è stato il momento inglese, quello tedesco e quello francese. L’italiano è un’opinione. Così impariamo a mandare i nipoti in scuole straniere.
Ho visto di tutto: Dai re magi e il bambin Gesù a "Yellow Submarine" per l’omaggio ai Beatles, da "Singing in the rain" con ombrelli ed impermiabili a "Moulin Rouge", da "La Carmen" alla Capoeira, da "Lilly e il Vagabondo" al girotondo con le bandiere perche siamo tutti diversi ma tutti uguali, dai più grandi che suonavano strumenti di ogni tipo all’omaggio alla Pasqua.
Più tutta una serie di altra roba che io, stremato, mi sono perso per fare compagnia a Nipote N.3 che aveva capito tutto della vita e se ne stava fuori a girare.

ED E’ SUBITO "BUONA DOMENICA"
Perchè la coreografia di Capodanno è una cosa che bisogna insegnarla da piccoli. E per questo ho un contributo video. Meritava troppo.

Ah, Ovviamente Nipote N.1 era il più bello di tutti, che lo dico a fare.

I biscotti più buoni del mondo

Ed io stupido che per anni mi sono fossilizzato sugli Abbracci….

Vir Napule e poi muori: Nennella

Essere napoletano e non conoscere Nennella è come ignorare l’esistenza del cornetto del Ciottolo o della macedonia di frutta dello Chalet Ciro a Mergellina o del Buondì Notte del Gran Bar Riviera o della pizza metro da Gigino a Vico Equense.
Nennella è un tipico, tipicissimo, ristorante napoletano dove regna il caos completo, i camerieri urlano come degli ossessi, prendono e si fanno prendere per il culo, maneano allegramente capezzoli e palle al momento della richiesta del conto che viene fatto molto sciuè sciuè, cucinano con una quantità di olio da riepire un autoclave da 500 litri e una volta finita la cena si è materialmente cacciati dal locale, a fatti e a parole.

Abbiamo ordinato:
3 spaghetti con le vongole.
1 bistecca con contorno di patatine fritte.
1 salsiccia alla brace con contorno di patatine fritte.
1 mozzarella impanata e fritta con contorno di patatine fritte.
1 melenzana grigliata.
1 scarola in padella.
1 pastenache (carote).
2 vino bianco.
1 acqua.

Totale 35€

Indigestione da olio (una nottata insonne) e cagotto da campioni compreso nel prezzo.

Ovviamente a fine serata è uscito un bottiglione da 3 litri di limoncello ghiacchiato che veniva offerto a tutti a patto di levarci dai coglioni. Detto in napoletano ovviamente.

Ah signora mia, queste ragazze sono diventate proprio sfacciate

Già di per sè trovo sconveniente girare per strada con la mano infilata nella tasca del proprio partner, se poi la si infila direttamente sotto la mutanda e si ravana incessantemente direi che mi fa pure un pò schifo.

Schifo come quell’orribile boxer largo a righine che manco mio nonno.

Adoro l’inventiva degli studenti universitari


Cambio di destinazione dell’aula fabrizi del DEA di Monte S. Angelo.

Tanto tuonò che piovve

Potrei parlare della preparazione fisica e psicologica durata mediamente 5 giorni.
Potrei parlare delle due sveglie puntate alle 6.35 e 6.37 ma che alla fine stavo con due occhi tanti già alle 5.00.
Potrei parlare del fatto che, come ogni volta, ero primo della fila in mezzo al gelo dell’alba vomerese cercando di ripararmi dalle ventate con una copia di City come il migliore dei barboni.
Potrei parlare della più classica e rodata delle organizzazioni che si estendeva sull’asse Napoli-Roma-Milano.
Potrei parlare delle orde di fan agguerrite con occhio spiritato e mp3 già a manetta che meritavano di essere incatenate al bancariello dei libri in offerta.

Ma potrei pure lasciare tutto da parte e dire che quel mazzoso di Isteria Personificata, come ogni volta, ha sfidato gli impallamenti di Ticketone uscendone vincitore praticamente l’istante successivo alla messa in vendita. Insomma, da farlo Santo Subito.

Mò però una cosina alla Sig.ra Ciccone: Mò basta venì in Italia che qua non siamo più dei ragazzetti. Non teniamo più l’età per ’ste tachicardie e ’ste follie. Mio dio sembro mia madre.

La storia dei silenzi che parlano

Louis Lavelle, uno dei filosofi di maggior spicco dello spiritualismo francese della prima metà del Novecento, a proposito del rapporto tra amore e silenzio scrive:

E’ soltanto nel silenzio che l’amore prende coscienza della sua essenza miracolosa, della sua libertà e della sua potenza d’intimità. Le parole distruggono la sua fragile delicatezza e la sua grazia sempre nascente. Se la parola è come un fiume che porta la verità da un’anima verso l’altra, il silenzio è come un lago che la riflette e nel quale tutti gli sguardi vanno a incontrarsi.
Chissà che si era calato.
Secondo il mio modestissimo parere (<- incipit che inserivo in loop nei miei temi dalle elementari al liceo per poi essere sostituito dal sempreverde "secondo un primo e più immediato angolo visuale" che stordisce chi ti sta ascoltando e dopo puoi pure raccontare "i tre porcellini"), nel silenzio in un rapporto, non ci vedo amore profondo ma puro e semplice disagio.
Generalmente, causa logorrea galoppante e manie di protagonismo, cerco di riempire ogni minuto ed ogni secondo di parole, parole e ancora parole. Non necessariamente d’amore come invece sostiene Mina.
A me sale un’ansia quando mi trovo davanti qualcuno che non parla o che per parlare devi stare lì a fargli duemilaquattrocentottanta domande che pare un interrogatorio dell’FBI. Anche perchè uno non è che può fare i monologhi che manco Amleto con teschio in mano.
Per esempio io non sopporto di andare per locali e vedere coppie su coppie con lo sguardo basso nel piatto. Mi verrebbe quasi da andare lì ad abbracciarle e chiedere cosa sia successo. Ma non prima di avere un improvviso desiderio di catapultarmi fuori dal locale e farmi buttare sotto dalla prima auto che passa.
Sembra quasi che ne vadano fiere e sarà solo ed esclusivamente colpa loro se un domani non starò mai bene con una persona in silenzio.

Si, vostro onore, ho finito. E’ che sto solo un tantinello esaurito ultimamente.

Trova i 5 cervi

Siamo tutti d’accordo che tre se ne sono scappati, vero?

Ad essere bellino è bellino

- Non capisco perchè alita sulla palla da discoteca. Sarà sesci e non me ne sono reso conto?
- Beve litri di acqua e manco si cimenta nella scena finale di Flashdance. Delusione infinita.
- Il pantalone abbassato sulle chiappe ad altezza muratore è inguardabile.
- La lingua felpata. Aggiungo altro?
- Nel finale quando parte con il set fotografico figoso c’è una foto in cui è il sosia di Ronaldo nella pubblicità per Crescina.                                                                                              Via

Il correttore ortografico di Word: questo sconosciuto

Secondo me hanno perso pure il vocabolario, ma vabbè.

Mi mettevo a posto per la vita

In certe parti d’Italia esistono delle celebrazioni collettive familiari che più che un invito rappresentano un sottile obbligo a cui non si può rifiutare. Già sentita questa cosa, vero?
Questo, per una serie di eventi che in futuro si chiariranno, è stato l’ultimo anno della mia presenza al party di casa Psycho, evento oramai consolidato, che caratterizza il primo/weekend del mese di maggio.
Infighettato come un matrimonio con la mia stupenda camicia bianca avvitata che finalmente sono riuscito a trovare come dico io, con 28° al sole che mancava tanto così che non cacciavo lo specchio e l’olio Johnson’s per schiattarmi sul campo da tennis, con Falanghina a seguito meglio di un pulcino appena nato con la mamma o come un carrellino da flebo, sono stato catapultato ad una mega festa di bambini con un centinaio di nani assortiti vestiti con maglia Lacoste o Ralph Lauren, pantaloncini al ginocchio Levi’s o Bikkemberg e scarpe Adidas o Nike.
E si, confesso che per un più di un istante mi è passato per la testa di rapirne uno e, col riscatto, andare ad aprire un hotel di lusso a Dubai.

Ah si, potrei anche raccontare della cesta di Chupa Chups lasciata lì sul tavolo e della mia regressione infantile mentre spintonavo i bambini per prendere quello gusto Cocomero, ma direi che non farei una gran bella figura. Quindi facciamo finta che non ho detto niente.

Campagna contro l’abbandono della musica anni 90 #1

Red Hot Chili Peppers – Under The Bridge

Giusto per diritto di cronaca, ricordo che ne è stata anche fatta una cover da parte di queste quattro smandrappate qui.

Sempre più nera e sempre più tragica

Da Claudio Villa a Claudio Baglioni. In loop.

Devo riprendere ad andare a correre se no qua lo sdoppiamento della personalità sarà una condanna incontrovertibile.

Quando rimpiangi di non essere rimasto a vedere La Corrida

Che poi, di dilettanti allo sbaraglio pur sempre si tratta. Ma andiamo con ordine.

Sabato, bella serata, tiepida, di quelle in cui in una qualsiasi città del mondo si va a passeggio in centro e si beve qualcosa con gli amici. A Milano no! A Milano ti viene proposto il Ricci, storico bar che ha di recente rinnovato e se avesse chiuso per sempre non avrebbe fatto una lira di danno, a quanto si dice anche friendly.
Ci presentiamo con un mostruoso ritardo di 25 minuti, tanto sappiamo che c’è chi ci batterà. E così è. Tanto che DueNeuroni riesce a stabilire il ritardo record di 1h 10′, secondo solo al tempo di riflesso di Paris Hilton.
Nel frattempo abbiamo tutto il tempo di renderci conto in quale agghiacciante situazione ci troviamo. Sotto un portico in stile fascista, su un marciapiede di travertino bianco su quella strada da panorama subatomico che è via Vittor Pisani, una colata di cemento senza un singolo cespuglio verde, che conduce dal centro alla stazione centrale, divanoni e puffoni di pelle bianca, tavolini finto IKEA (il cattivo gusto qui impone di imitare, in chiave dispendiosa, il LACK di IKEA), una popolazione del posto composta da mignotte e papponi che nemmeno all’epoca d’oro del Jackie ‘O a Roma e un gruppetto di filippini, chiaramente infiltrati, ma tollerati in nome del "facciamo i politically correct, tanto domani vengono gli squadristi della Lega e di voi resteranno solo i piumini per spolverare". Dentro il locale l’accesso è proibito, è "privato". Privato di gente, a quanto pare.
Dopo lunga attesa ci sediamo su un meritato divanone bianco, ordiniamo due Cosmopolitan che la cameriera, al suo secondo giorno di lavoro non aveva mai sentito nominare e, a quanto pare, non ha manco visto mezza puntata di Sex and The City, più un Gin Tonic: costo totale 45 euro. Per poggiare il culo su un divano che sta praticamente in mezzo ad una strada.
Almeno il cocktail è buono, tanto che Isteria Personificata accusa il colpo – il mix di alcool e 15 euro che volano producono sempre un effetto devastante su Isteria Personificata – e comincia a prodursi in una serie di risatine squillanti come i dialoghi di Cip e Ciop. Ma il peggio deve ancora arrivare.
Ed arriva! Personificato in un checcone di circa 50 anni, sniffato fino alla cima dei capelli, accompagnato da una sedicente stilista che dichiara, ad un certo punto, di avere 36 anni. Con stupore alcolico alle stelle ci chiediamo chi sia questa gente, quando capiamo che è gente della cricca di DueNeuroni (che, come indica il nick, è un imbarazzante incrocio tra un ologramma e una figurina della Panini, con la differenza che alcune figurine della Panini hanno un QI più alto). Come se stessimo scarsi a scemi, arriva persino una bionda modello Barbie con la S a zeppola, che si fa maniare da chiunque, compreso il checcone 50enne.
Ed è qui che accade il miracolo. Quando si crede di aver toccato veramente il fondo e di aver buttato inutilmente una serata della propria vita, la sedicente 36enne-per-gamba si produce in un numero che deve aver spopolato all’ultima riunione annuale "amici del Cottolengo": l’imitazione della modella che cade durante una sfilata. Roba che o sei totalmente fatta o sei una figa spaziale autoironica.
Descrizione della bionda: caschetto platinato alla Caterina Caselli, occhio vitreo a palla, naso a becco e doppio mento (praticamente il profilo di Gonzo dei Muppets), assurdo gilettino su camicia bianca, banalissimo short da signorina bene alle corse di Ascot, stivaletto arraffazzonato pescato in qualche retrobottega degli ambulanti di viale Papiniano.
Non è possibile descrivere la scena. Causa shock visiovo, Isteria Personificata si è immediatamente ripreso dal coma etilico e soprattutto dal rodimento di essere stato stronziato per un drink. Va solo specificato che l’agghiacciante esibizione è stata ripetuta circa 8 o 9 volte, all’arrivo di ogni nuovo pessimo elemento che si univa al gruppo.
La bionda si ripeteva nell’esibizione in un crescendo che si sperava culminasse in una sua corsa sfrenata attraverso via Vittor Pisani con arrotamento da parte di un rumeno ubriaco che, quando servono, non si trovano mai.

Ora la linea dovrebbe andare alla regia per il contributo filmato, ma io, Anotonio dell’eredità (a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti per il post), e Isteria Personificata vorremmo evitare di stare in mezzo agli avvocati. A meno che non siano gatti. E questa l’abbiamo capita in tre.

Manga Me

A me sti giochetti piacciono sempre un sacco.

Chi si vuole divertire, clicchi qua.

Chiaramente gli occhiali li porto solo in casa. Quando sono fuori non metto manco le lenti a contatto per entrare al meglio nella parte del cecato di Sorrento.

Cronaca di un flop annunciato

La scelta di mandare in onda la quarta stagione di Lost su Rai Due a partire dal 28 Luglio mi sembra proprio un’idea azzeccata.
E poi chi ha avuto il lampo di genio per questa collocazione meriterebbe proprio una promozione.
Sarà stato Topo Gigio, me lo sento.