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La storia dei silenzi che parlano

Louis Lavelle, uno dei filosofi di maggior spicco dello spiritualismo francese della prima metà del Novecento, a proposito del rapporto tra amore e silenzio scrive:

E’ soltanto nel silenzio che l’amore prende coscienza della sua essenza miracolosa, della sua libertà e della sua potenza d’intimità. Le parole distruggono la sua fragile delicatezza e la sua grazia sempre nascente. Se la parola è come un fiume che porta la verità da un’anima verso l’altra, il silenzio è come un lago che la riflette e nel quale tutti gli sguardi vanno a incontrarsi.
Chissà che si era calato.
Secondo il mio modestissimo parere (<- incipit che inserivo in loop nei miei temi dalle elementari al liceo per poi essere sostituito dal sempreverde "secondo un primo e più immediato angolo visuale" che stordisce chi ti sta ascoltando e dopo puoi pure raccontare "i tre porcellini"), nel silenzio in un rapporto, non ci vedo amore profondo ma puro e semplice disagio.
Generalmente, causa logorrea galoppante e manie di protagonismo, cerco di riempire ogni minuto ed ogni secondo di parole, parole e ancora parole. Non necessariamente d’amore come invece sostiene Mina.
A me sale un’ansia quando mi trovo davanti qualcuno che non parla o che per parlare devi stare lì a fargli duemilaquattrocentottanta domande che pare un interrogatorio dell’FBI. Anche perchè uno non è che può fare i monologhi che manco Amleto con teschio in mano.
Per esempio io non sopporto di andare per locali e vedere coppie su coppie con lo sguardo basso nel piatto. Mi verrebbe quasi da andare lì ad abbracciarle e chiedere cosa sia successo. Ma non prima di avere un improvviso desiderio di catapultarmi fuori dal locale e farmi buttare sotto dalla prima auto che passa.
Sembra quasi che ne vadano fiere e sarà solo ed esclusivamente colpa loro se un domani non starò mai bene con una persona in silenzio.

Si, vostro onore, ho finito. E’ che sto solo un tantinello esaurito ultimamente.

27 Responses to “La storia dei silenzi che parlano”

  1. 1
    martass:

    secondo il mio modestissimo parere sono totalmente d’accordo con te..
    ma anche io sono logorroica e temo il silenzio più di ogni altra cosa

  2. 2
    IsteriaPersonificata:

    lo sappiamo che sei logorroico ma c’era da sbandierarlo al mondo?
    ahah

    e io sono esaurito
    ùahahah

  3. 3
    lascar:

    Forse, però, di due persone si può dire che stanno veramente bene insieme quando sono capaci di stare da soli in una stanza in silenzio senza sentirsi a disagio.

  4. 4
    ladymercury:

    Secondo il mio modestissimo parere da logorroica sfibrante nei rapporti d’amicizia e di taciturna ad oltranza quando sono in coppia, a volte tacere é la scelta più efficace.
    E si, é snervante trovare qualcuno che non parla. Ecco perché tendo a frequentare sempre gente più logorroica di me (bieca approfittatrice che non sono altro, mi metto là e ascolto…e penso che come esercizio per diventare interpreti sia PERFETTO! :whistle: )

  5. 5
    Rossella:

    D’accordissimo con te.
    Quando esco con qualche ragazzo difficilmente sto zitta perchè appunto il silenzio crea disagio.
    Il giorno in cui troverò una persona che parla più di me,e che da ogni singola stupida parola riesce a costruire fantastici racconti di vita vissuta…me lo sposo! :smile:

  6. 6
    Padda:

    C’è silenzio e silenzio, io credo.
    C’è il silenzio che è meditazione, ed il silenzio che è non-considerazione. Il primo fa bene, il secondo è indice che qualcosa non va.

    Comunque, la filosofia più spicciola è quella di Nonno Libero aka Lino Banfi: “Una parola è troppa, e due sono poche”.

    Meditiamo. In silenzio. :smile:

  7. 7
    Watkin:

    Mah, sì, sono d’accordo con te. Però penso che Louis Lavelle si riferisse (o almeno, io quando ho letto la sua frase ho pensato) al silenzio che c’è, o meglio alle parole che non ci sono, quando nasce un amore. Quando si è in quella fase magica del detto-non detto che potrebbe evolvere in mille modi diversi. Ecco, lì le parole rovinerebbero tutto (ti pare che uno dica “è la seconda volta che ti vedo, mi sa che mi piaci e se non sbaglio anch’io piaccio a te, chissà se fra qualche giorno ci metteremo insieme”?)
    Insomma, un silenzio che è sottrazione, non assenza. Ed è bello, no? :happy:

  8. 8
    ItalianPsycho:

    Martass Iù, quei silenzi infiniti come si fa a sopportarli!!!!

    IsteriaPersonificata Infatti tengo un blog! Prrrr!

    Lascar A me sale un’ansia…..

    Ladymercury Vabbè ma tu parli di silenazio per non finire a cartonate in faccia? No no…io anche lì sono epr la guerra aperta!

    Rossella Ma ce ne sono, ah se ce ne sono! :wink:

    Padda No no, manco la meditazione! Tutti stressati, avanti!

    Watkin Watkin bello yu mi stai troppo simpatico, ma alle 19.30 con una testa che fuma come una ciminiera vuoi che capisca quello che dici? Credo manco con un disegnino per quanto sto fatto…facciamo che ripasso domani e leggo con calma và. :unsure:

    Update Ok, ho riletto con calma e mi sono fatto uno schemino. Si, vista così è bello bello bello. Ora mi prendo una tisana calmante. Adieu

  9. 9
    Memole:

    Parlare troppo fa male. Punto.

  10. 10
    ^Angel^:

    Concordo, parlare (di qualsiasi cosa) in un rapporto è una cosa bellissima, il silenzio serve, ma in pochi e determinati momenti :wink:

  11. 11
    ladymercury:

    Ma scherzi?? è cosi poco elegante urlare, strepitare…molto meglio e molto più efficace la guerriglia silenziosa. Sono più infida di un vietcong nella giungla, quando mi ci metto d’impegno.

  12. 12
    Isma:

    E come cantavano i Depeche Mode:
    ‘Words are very unnecessary, they can only do harm.’

  13. 13
    ItalianPsycho:

    Memole Dici che si finisce tipo Furio di Bianco, Rosso e Verdone?

    Angel Appunto, solo in quei momenti. Ma manco tanto eh.

    Ladymercury I know….ma che vuoi farci, io sono vasciaiola iside! :lol:

    Isma Bello questo sollegamento musicale…non ci avevo pensato proprio!

  14. 14
    cicerenella:

    concordo con padda…
    non sempre una coppia che sta in silenzio è sinonimo di disagio
    magari uno può aver anche litigato. io e il mio compagno alterniamo momenti pieni di parole a momenti di silenzio.
    e poi se non si ha niente da dire è meglio tacere

  15. 15
    Lestat:

    tu mica parli solo…..rutti anche parecchio

  16. 16
    ItalianPsycho:

    Cicerenella E sia accende la radio! ^^

    Lestat Hei tu! DENTRO AL SACCO SUBITO!!!! :angry:

  17. 17
    cubo:

    perchè nn prendi in considerazione forme di comunicazione alternative a quella verbale, ma le parole sono comunque importanti e le coppie zitte che fissano il tavolo nei locali fanno mestizia pure a me…
    però tu nn esser logorroico!
    impara ad usare il trucco “ragazzo misterioso” in silenzio e con sguardo penetrante… :wink: :biggrin:

  18. 18
    Memole:

    Amore tu mi adori?
    allora vedi che la cosa e’ reciproca?

  19. 19
    Upclose:

    io la penso come il filosofo. se con una persona stai bene pure nel silenzio dell’intimità,allora vuol dire che ci stai veramente bene. capita di rado,comunque. ma io sono pazzo,si sa. il mio giudizio è assolutamente confutabile :D

  20. 20
    Drewy:

    Uh…come siamo SIMILI….(mentalmente intendo….fisicamente io assomiglio di più al figlio bastardo dell’ottavo nano)
    Anchio guardo stupito le coppie silenziose…mi imbarazzano…sarà che sono un tipo ORALE (lo ha detto il Doc. eh! mi ha anche detto che ho una “carenza congenita nello sviluppo di una personalità adulta, sindrome di PeterPan” ma questo è un altro discorso…)
    Adesso faccio una prova:
    Fisso mio moroso in silenzio. Vediamo che fà…

    Drewy

  21. 21
    Drewy:

    Aehm….30 secondi di “fissaggio in silenzio” e il mostro ha sbottato:

    “Piantala di fissarmi! Mi fai venire fame!”

    (per le masse: il mostro = mio moroso..)

    Vabbè….Drewy

  22. 22
    Pero:

    Io d’accordo con Louis Lavelle sono. Ovvio che si parla di storie già avviate, non di corteggiamenti o di fasi di conoscenza. Per me, che ho l’aspirazione a una storia d’amore fatta come da due pensionati, la dimensione del silenzio è l’ideale. Ovvio, non silenzio come reticenza o assenza (o peggio ancora indifferenza), ma come completa accettazione dall’altro nella sua totalità e nella totale fiducia.

    “Chi non comprende il tuo silenzio probabilmente non capirà nemmeno le tue parole.”
    (E. Hubbard)

    :face:

  23. 23
    halfblood:

    In my humble opinion…non hai tutti i torti! Ma perchè stai esaurito? dai vieni a divertirti un po qui….http://flyingwords.ilbello.com/?p=73 sono sicuro che ti farai due risate! :wink:

  24. 24
    phoebe:

    Secondo il mio modestissimo parere… non c’ho capito una cippa, ma continuo a chiacchierare per riempire gli spazi vuoti!!!

  25. 25
    Lestat:

    ma che fine hai fatto? sei sparito? dove sei finito?

  26. 26
    ItalianPsycho:

    Ma tu che dici!!!! :w00t: :w00t: :w00t:

  27. 27
    ugo:

    i blog servono per essere aggiornati.
    pelandrone!

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