Visto che oramai la botta l’ho fatta

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Luglio 24th, 2008

E se a questo punto, dopo un periodo di stress interminabile, me ne andassi un pochino in vacanza?
Sono arrivato al punto che quando apro il frigorifero, il latte scaduto mi sfotte che sono più bianco di lui. Ed in effetti ha pure le sue ragioni visto che la mia media di mare e sole è drasticamente calata da ogni-santissimo-weekend-non-ci-sono-proprio-cazzi a un-bagno-a-maggio-col-brutto-tempo-ed-è-pure-assai.
Tanto tre settimane e son di nuovo con le mie chiappe secche su questa sedia.
Anzi, facciamo 4 settimane e non se ne parla più. Una, ovvio, è per riprendermi. Sempre se non sbatto a terra prima.

Una piccola preview della quarta stagione di ItalianPsycho: matrimoni, separazioni, viaggi, isole che spariscono, concerti di Madonna, incontri, circensi innamorati, scontri, uragani improvvisi, trasferimenti momentanei e improvvisi, la vittoria alla casa bianca, lavori, paracadutismo e tanti cambiamenti.
Tutto questo e ancora di più. Meglio della Fox. Si ok, ho fatto la solita confusione, ora però non mettiamoci a fare i pignoli.

Gatto Rognoso, bel gattone, tu puzzi come un caprone

Posted in Isteria Personificata by ItalianPsycho on the Luglio 5th, 2008

So di essere in ritardo, ma tra partenze e ritorni qua non si è capito più niente. Tutta colpa del jet lag manco fossi andato a Palm Springs. L’età non aiuta più, lo dico sempre.
Come dicevo un po’ di tempo fa, se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. In questo caso, la montagna era Cats che è arrivato a Caserta per il suo ultimo e definitivo, si come no, tour.
Tutto è cominciato con IsteriaPersonificata che avrebbero di sicuro portato ad una organizzazione calma
e serena. Già dalle 8 del mattino, infatti, si rincorrevano sms del tipo "che ansia", "a che ora ci vediamo", "dobbiamo arrivare puntuali", "devo ancora ripetere le canzoni", "sono emozionatissimo".
Appuntamento per le 19 prontamente spostato alle 19.30 per ovvi problemi lavorativi: IsteriaPersonificata comincia ad avere la schiuma alla bocca.
Prendiamo gli altri che non si fanno trovare dove dovevano essere: IsteriaPersonificata è colpito da un mancamento e gli occhi gli si rigirano all’indietro.
Alla richiesta di fermarci ad un baretto per mangiare e prendere una cosa da bere, mi lancio col defibrillatore su IsteriaPersonificata gridando "libera! libera!".
Apro una parentesi del viaggio in macchina dove in cinque siamo riusciti a riversare una quantità di bile da fare impallidire un camion cisterna. Perchè noi siamo tutti molto calmi, ci vogliamo tutti tanto bene e ci sappiamo relazionare con gli altri. Ma soprattutto non ci facciamo un fegato tanto per situazioni che si ripropongono anno dopo anno in tutta la loro interezza.
Finalmente arriviamo alle 20.45, tappa al merchandising dove Isteria compra in fretta e furia un cappellino e un tour book.

ItalianPsycho: Scusa ma perchè compri il cappellino, non ne hai già 40?
IsteriaPersonificata: Vabbè ma era a 5€.
ItalianPsycho: Si ma tu sempre una testa tieni…

Che poi parlo io che quasi ad ogni musical compro la maglietta e faccio l’amico di Maria in casa. Ho già quella di "Grease", "Footloose", "Fame" ed ora anche quella di "Cats". Taglia baby. Mi sta di un bene ma di un bene, che lo dico a fare.

Insomma, comincia lo spettacolo. Nessuno sa niente eccetto IsteriaPersonificata che di lì a poco sarebbe asceso lui stesso al paradiso dei Jellicle al posto di Grizabella. La cosa comica è che lo spettacolo è stato tutto in inglese a cui sono stati tolti i sopratitoli perchè distoglievano l’attenzione dalla scena. Della serie, ‘azzi vostri.
Meno male che il nostro fido Isteria ci ha dotato un bel mappozzo di foglietielli con la storia del musical, la sinossi e le note critiche di Andrew Lloyd Webber. La classe non è acqua.
Ma passiamo allo spettacolo partendo dalla scena che è una enorme discarica. Un pò pochino lo ammetto ma grazie a delle luci stratosferiche, sembra sempre che la scena cambi ad ogni cambio di musica. In Italia ce la sognamo una cosa così.
Gli attori sono esageratissimi: fisici pazzeschi quasi da atleti, bravura infinita, voci da urlo, trucco da paura, coreografie magiche e musiche favolose….insomma anche qui, ripeto, una cosa così ce la sognamo. Non capisco quali pene dobbiamo ancora scontare visto che a noi è toccato il tour di 9 mesi di "A un passo dal sogno" mentre in Inghilterra e in qualsiasi altro luogo del globo ci sono dei musical da capogiro.
Da menzionare il fattaccio dei nomi dei gatti che, per uno come me che era alla prima visione, impararli al volo al volo era qualcosa di impossibile. Ecco perchè, per la gioia di Isteria, ho prontamente ribattezzato i gatti per memorizzarli in modo rapido ed indolore: Macavity era diventato Malkovich, così come Demeter e Bombalurina erano rispettivavemente Desdemona e Bambulella, poi diventata bomba-all’-urina.
Ovviamente il "Memory" finale è stato un momento davvero molto toccante che ha generato il più grande applauso all’interno della reggia.
Insomma, da rivedere assolutamente più e più volte. Ops, è terminato. Mannaggia.


Segreti (in)confessabili #2

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Luglio 4th, 2008

Ho una passione smodata per i ragazzi tutti storti.

Sopra, Luca Dirisio, un chiaro esempio a cui va tutta la mia assoluta ammirazione carampanica.

I bei incontri che si fanno in treno

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Luglio 3rd, 2008

Ogni qual volta mi trovo sul binario di Piazza Garibaldi in attesa di prendere un treno sono sempre assalito da due sentimenti contrastanti: da un lato un terrore autentico e puro per dover condividere lo scompartimento, per un periodo di tempo che va da un minimo di due ore ad un massimo di otto, con un gruppetto di figuri uscito da un film di Kusturica (perchè non si può sempre stare con l’iPod nelle orecchie o con la testa buttata dentro a "Mi raccomando: tutti vestiti bene" di Sedaris o con lo sguardo perso verso l’orizzonte anche se l’orizzonte è l’interno di una galleria infinita), dall’altro provo una gioia immensa perchè inganno il tempo blocchetto e penna alla mano e prendo appunti per un post come questo.
Ecco, in rapida rassegna, chi ho incontrato tra andata e ritorno.

IL NARCOLETTICO
Il viaggiatore da me più invidiato perchè appena si diede l’occhio gli diventa lucido e mezzo secondo dopo è lì con la bocca spalancata che meriterebbe un bel ragno in bocca come il miglior cartone animato che si rispetti.
Il narcolettico era caruccio assai, aveva quel che di trucido che non guasta mai che si è palesato in tutta la sua prorompente tamarraggine quando, arrivato a Roma, ha mugugnato qualcosa di ingnoto alla fidanzata via cellulare mentre si grattava il pacco inserendo fino a metà avambraccio all’interno del pantaloncino.
Dettaglio di non poco conto, era compeltamente depilato. Praticamente un maialino d’india che faceva "uè uè". Visto che anni fa, sul mercato dei giocattoli, uscì con grande successo l’orso parlante Ciro con la sua tipica parlantina napoletana e la cravattina col golfo di Napoli disegnata, direi che a questo punto potrei giocare la carta di un maialino d’india tamarro. Sarà un successone, lo so.

LE VECCHIE COL MORTO NELLE VALIGIE
Uno le vede belline che salutano educatamente, si accertano se i posti siano effettivamente quelli o meno, offrono i loro giornaletti dal gossip più infimo finchè decidono di posizionare le valigie sulla grata superiore e, con sguardo languido e sofferente con optional di "uh, ah" vari, costringono ad aiutarle.
A me va pure bene, si deve essere sempre pronti e gentili con le vecchiette, fare attraversare la strada, portare la spesa, salire 5 piani e sbloccarle l’attenzione, trovare un numero di telefono, caricare i bagagli. Così come si deve sempre essere pronti a ridere se scivolano in mezzo alla via, ma questo è un’altro paio di maniche ed è qualcosa che non riuscirò mai a tenere a freno.
Dicevo che bisogna aiutarle. Si certo. A meno che non decidano di riempire le valigie di mattoni e pietre. Manco fossero salite a Massa Carrara. Mortacci loro.

LA SUORA
Non chiedetemi come sia possibile ma le suore si stanno sostituendo ai giapponesi. Anzi diciamo le cose con ordine: I napoletani si sono sostituiti ai giapponesi, e le suore si sono sostituite ai napoletani.
Comunque io avevo l’iSuora: iPod nelle orecchie e cellulare di ultima generazione. Mancava cacciasse il portatile da sotto il gonnone e poi sarebbe diventata amica mia.

LA FRANSCESE INCAZZOSA
Io odio i francesi, è una cosa nota a tutti oramai. Però quando l’ho vista che educatamente ha implorato aiuto per ricaricarle il telefono cellulare perchè doveva telefonare alla mamma, ammetto che mi si è stretto il cuore ed ero lì lì pronto a ricredermi sui francesi spocchiosi, snob, maleducati e sprucidi. Anzi, ammetto che il primo istinto che ho avuto è stato dirle "Potevi mandarmi quel manzo altro 8 metri del tuo fidanzato, no?".
Ma comunque ero lì a caricarle una Tim accorgendomi che, in effetti, le operatirci parlano troppo e rincoglioniscono con le loro offerte quando è arrivata un’americana che reclamava il posto dove era seduta la fanciulla francese. Ero lì per spiegarle che di lì a 1 minuto sarebbe andata via quando la francese ha esordito con un gentilissimo "Wait a minute, shit!" allargando le mani e sventolandone una all’americana. Il tutto prima di rivolgersi a me con un sorriso a 2000 denti.
E lì mi sono ricordato perchè odio i francesi. Io l’avrei presa per quei quattro capelli unti e trascinata dalla carrozza 1 alla 11 andata e ritorno con pausa caffè al bar. Ma vabbè.
Va via ma dopo 5 minuti ritorna con un bigliettino ed una penna chiedendomi qualcosa in francese, dopo averle spiegato che la mia espressione da mucca che guarda i treni era dovuta alla mia completa ignoranza della lingua francese, mi rispiega in francese cosa voleva. Di nuovo. Di nuovo. E di nuovo.
Dopo il mio quinto "I don’t speak french" credo che abbia capito mandandomi elegantemente affanculo con tanto di dito medio allegrotto.

LA FRANSCESE CHE VOLEVA SOCIALIZZARE
Io guardavo il panorama, lei guardava il panorama e mi sorrideva. Io guardavo il cellulare, lei guardava il suo e sorrideva. Io leggevo, e lei leggeva la sua inquetante "Guida all’Italia a piedi". Io volevo fare un video del mare elei sorrideva inclinando la testa.
Sono persone come questa che vanno ad ammazzare la gente per poi indossare il panama e prendere l’aperitivo in piazzetta, che si sappia.

I SICILIANI
C’era Pippo e Carmen. Carichi di tutto. Arancini, cassate, cannoli, radioline, melenzane, peperoni….di tutto. Vederli era uno spettacolo.
C’è mancato tanto così che non indossassi camicia bianca e bandana rossa al collo e mi mettessi a cantare "ciuri ciuri".

Diamonds are a blog’s best friend

Posted in Blogpalla by ItalianPsycho on the Luglio 3rd, 2008

C’è che c’è un contest che gira, il Brillante Weblog 2008. Praticamente è un premio che viene assegnato a siti e blog che risaltano per la loro brillantezza, sia nel contenuto che nel design.
Due l’li ho già vinti grazie a Phoebe e LBetty che sono state così carine da premiarmi, l’altro invece è ancora sottoposto a votazione ed è stato messo su da Pero. Indi per cui, se volete fare clic e darmi un voto premete qua, altrimenti cliccateci comunque e votate per gli altri per ovvia preferenza alternativa o semplicemente per sfregio.
Insomma fate questo in memoria di me.

E nel frattempo nomino gli altri brillanti, andate e moltiplicatevi:
Consorzio Manzetti
Joshua Neumar
Gipris
Drink Pop

Greenvich Village
Viola Scintilla

Dovrebbero essere sette ma non ditelo a nessuno. Shhh.

Serate che si pensa di non dover organizzare mai

Posted in Ripensamenti by ItalianPsycho on the Luglio 2nd, 2008

Trovo di una comicità infinita il fatto che, per impossibilità sopravvenuta altrui ma forse più semplicemente per levarsi da mezzo alle botte, io sia stato messo a capo dell’organizzazione per un addio al celibato.
Ma la cosa ancora più comica è l’ostinarmi a proporre un locale di lap dance, privè e spogliarelliste perchè "Iamm, un addio al celibato senza la spogliarellista che ti sbatte in faccia tette e culo a cui devi mettere i soldi nei microperizoma non si è mai visto!".
Detto da uno che praticamente starà tutta la serata completamente ubriaco e con le mani davanti agli occhi ma che preferirebbe di gran lunga andare all’addio al nubilato per sapere i dettagli sull’abito e sulle decorazioni a tavola e in chiesa, poi…è tutto un programma.

Mamma mia, here I go again, my my, how can I resist you?

Posted in PsychoLife by ItalianPsycho on the Luglio 2nd, 2008

London, last week.

E come siamo delicati….

Posted in Avviso by ItalianPsycho on the Luglio 2nd, 2008

E’ ormai assodato che il mio pc sia colpito da una congiunzione astrale negativa che lo porta a fondersi ogni anno nel preciso e critico passaggio tra giugno e luglio.
Non so ancora se è stato un semplice dispetto per averlo lasciato solo a se stesso decidendo autonomamente di punirmi in questo modo o se ha avuto un collasso dovuto alla temperatura vicina al nucleo del sole che caratterizza casa mia.
Neanche averlo aperto, sventrato, spolverato e messo in scia del ventilatore ha avuto alcun effetto se non quello di modificare il già di per sè strano "Bip Bip" iniziale in un inquietante e poco promettente "Bop Boooooop". Anche qui non so se rientra nel discorso punitivo di cui sopra o se è per colpa dello Svelto Sgrassatore Universale (ottimo!) che ha mandato in corto ciò che già poco funzionava. Ma non è colpa mia se l’interno del pc sembrava il sacchetto dell’aspirapolvere dopo non averlo cambiato per due anni!
Ora sto pensando di svoltare e tagliare il filo blu. O mi si innesca il C4? Ah no, questo non è Lost.
Più o meno.


Plin Plon. Avviso ai signori lettori
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