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Archive for settembre, 2008

Io e la tecnologia siamo amici #1

Ho appena scoperto che, tra i tanti bottoni che affollano il pannello di scrittura del blog, c’è anche quello che giustifica il testo. Ora si che ho la strada spianata per diventare un hacker.

Di questa notte ancora da capire però peccato che dovrà finire

Ci sono cose che vanno fatte almeno una volta nella vita: il bunjee jumping da una gru sospesa nel mare, tuffarsi lanciandosi da una rupe alta 30 metri per perdere l’orologio, campeggiare su una spiaggia in condizioni igieniche e sanitarie peggio di Lost, giungere alla conclusione che certa gente merita davvero di fracassargli la testa e infilargli due bacchette cinesi negli occhi, amare veramente, guidare una muta di husky sulle nevi di un remoto villaggio svedese, assistere alla migrazione degli gnu nelle pianure del Serengeti, ridere a crepapelle quando cade una vecchia, andare ad un naked party, solcare il Nilo a bordo di una feluca, picchiarsi con un amico, vedere la Muraglia Cinese, vivere dieci giorni da Masai, muoversi tra gli atolli delle Maldive alla ricerca della perla nera, fare un tour di degustazione nei castelli del Bordeaux.
Oppure andare alla serata Madonna in uno spazio polifunzionale dedicato all’arte, alla musica, al teatro, all’enogastronomia, al cinema, alla storia e alla filosofia in onore dei 25 anni di carriera e dei 50 di vita di Sua Santissima Santità del Pop.
Essendo un locale ad alto tasso di chiachielli, non mi aspettavo urla di isteria ad ogni canzone o ad ogni video. Ed infatti è stata una bella serata di chiacchiere, un Negroni perchè il Mojito va in pensione almeno fino a marzo, un bicchiere di vino e zompettamienti tra amici. Nessuna esagerazione a parte qualche ragazzo che si strusciava un pò troppo su "Erotica", anche se ha tutte le scusanti di questa terra. Quando parte Erotica si deve smignottare e basta.

Un pò come con "Vogue" dove è lì che si riconosce il finocchio doc, o sai la coreografia o sei out.

E comunque i proprietari del locale si sono salvati grazie al basso tasso ricchionico, altrimenti dovevano pensarci su due volte ad abbassare il volume alle 23.45.
Come minimo avrebbero cosparso il pavimento di benzina e si sarebbero legati con le catene alla pista.

Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte, Italia chiamò!

Trovo molto utile il gilettino con la scritta ESERCITO che indossano i soldati qui in città. Senza indicazione, vestiti da militare e con il mitra in mano, li avrei potuti tranquillamente scambiare per semplici bibitari. Eh si.

I Jonas Brothers

Non è che MaryStar, tra una riforma al maestro unico e una sul ritorno del voto in condotta, può pure mettere bocca su una meritatissima chiusura degli asili discografici?

Potrei anche cambiare idea, ma solo se qualcuno fosse in grado di convincermi che in realtà è semplicemente un video di repertorio dei Maroon 5 dei tempi delle medie.

Cumm’ è bell, cumm è bell a città e’ Pullecenell

Italian Psycho: Un caffè per piacere.
Barista: Lo posso zuccherare?
IP: Si, certo. Senta, sto apettando che la gioielleria accanto apra (ndb una delle più importanti di Napoli, mica bau bau micio micio), sa a che ora apre in genere?
B: Eh, dipende.
IP: E’ che sono passato sabato mattina ed era chiusa, venerdì che era festa non ho proprio provato anche se ho pensato che essendo zona turistica, in linea di massima, forse poteva aprire, stamattina ho pensato che fosse chiuso perchè era lunedì mattina ma ora sono le 17 ed è ancora chiuso. Ha fallito per caso?
B: No vabbè, ma il proprietario fa quel che gli pare. Ora si è stabilizzato a lavorare dal martedì al giovedì.
IP: O_o
B: Però guarda, puoi provare ad aspettare, credo che debba passare oggi perchè c’è il ragazzo che va a fargli le pulizia che sono due ore che sta fuori al negozio ad aspettare qualcuno che gli apra.

E’ che io ci faccio l’abitudine e non mi sembra per nulla strano, ma uno di fuori Napoli schiumerebbe all’istante.

Tutta un’estate a domandarmelo

E poi vorrei proprio capire chi è che ha deciso che gli occhiali da sole con la montatura bianca sono belli. Ecco.

Stavolta è stata proprio brava

Quest’anno, per l’anniversario del mio decadimento, avevo deciso di scappare. E zitto zitto l’ho fatto. Quattro giorni da una parte, mezza giornata a casa e un’altra settimana fuori più qualche altro giorno a casa in allerta perenne perchè non si sa mai che qualcuno voglia fare un’improvvisata o una sorpresa.
Quando pensavo di essermela cavata ecco che vengo invitato da DrunkenFairy per una cena in un noto locale spagnolo o giù di lì che odio con tutte le mie energie perchè un menù ricchissimo a tal punto che si ha l’imbarazzo della scelta ma che per la quale è necessario un preventivo accordo congiunto tra cameriere e cuoco. Perchè avranno pure un sacco di roba buona, ma non puè essere che ogni volta che siedo a quel tavolo le alette di pollo piccanti non ci sono, la patta rollena è finita, il burrito forse c’è forse è scappato e se c’è si può avere senza fagioli e che gli spiedini marinati non li hanno.

La cosa che però ha caratterizzato questa reentrèè non sono stati i racconti sul mio decadimento fisico e del conseguente bollettino medico aggiornato al pomeriggio, non è stato il racconto comico dei weekend passati e neanche gli interrogativi sui miei trasferimenti futuri anche se futuri ma mica tanto.
A mezza serata sono arrivati tre rozzi che hanno palesemente chiesto il pizzo gettando il gelo nel locale. Ed io, lo ammetto, in quelle situazioni vorrei tanto essere la pupa del boss biondo platino con sguardo annoiato e sigaretta stancamente soffiata all’indietro. Ma a parte queste piccola parentesi del tutto normale in uan città come la mia, qualsiasi pericolo è del tutto rientrato poichè gli indiani che hanno rilevato il locale avevano una dimistichezza con l’italiano che manco la Pausini quando si è ostinata a cantare Surrender. Indi per cui, se da domani non troverò più il locale perchè fatto saltare in aria il motivo risiede nel fatto che gli indiani hanno capito che volevano una porzione di Paella doppia invece di 2000 euro.
A parte ciò, la serata è andata splendidamente. Va bene che a un certo punto si è sentita una tale puzza di bruciato che ho sinceramente pensato al peggio tipo che stavano già bombardando il locale, anche se in realtà erano gli indiani che stavano caramellando la crema catalana a cui avevano infilato le candeline per me.
Con il cuore in gola, quindi, ho potuto finalmente spegnere le candeline senza la paura di morire per colpa di un mancato acquisto di "Parlo Italiano Facile" della De Agostini.

Insomma, anche quest’anno è andata. Devo solo scegliere se optare per il conteggio degli anni con la Cabala o con il metodo Cacace.

Lo Tzatziki perfetto

Da anni uso sempre la stessa ricetta tarata sulla quantità "barattolone grosso di yogurt": 500 grammi di yogurt magro, 1 cetriolo grosso, aglio, olio, sale e pepe.
Il procedimento è sempre lo stesso: pelare il cetriolo, grattugiarlo e unirlo allo yogurt. Aggiungere due spicchi di aglio tritato, un cucchiaio di olio extravergine di oliva, due pizzichi di sale e un pò di pepe.
Facile facile. Una cosa impossibile da sbagliare. A prova di inceppato.

E allora com’è che quello che ho fatto per una festa ha un retrogusto di Fabuloso freschezza ellenica?

Io voto CiccioBello tutta la vita

Quando sono passato davanti la vetrina del giocattolaio e ho visto questi bambolotti mi stava per venire un infarto al volo al volo. Da quando esistono questi terrificanti bebè in tutto e per tutto uguali ai bambini veri?!?
Una paura quasi come Regan che scende le scale a mò di ragno rovesciato ne "L’esorcista".

E aveva pure un cane che si chiamava Pepita

Pero: Goldie Gold te la ricordi?
Italian Psycho: Quella con Action Jack?
P: Shhhhhiiiiiiiiii! *_* Bravo! Bravo! Bravo!
IP: Che poi secondo me è l’erede naturale di Penelope Pitstop
P: *____* Siamo troppo froci.
IP: Milva mi manca, ma sui cartoni sono bravissimo!
^^
P: Và, ti seleziono una raccolta su Milva e poi sarai un vero frocetto certificato doc.

Ok, taccio su Mina. Che è meglio.

Madonna: lo Sticky & Sweet Tour a Roma

Essendo ormai inutile premettere che tutta la giornata si è svolta nella solita calma e tranquillità che mi contraddistingue, credo che potrei cominciare con la sveglia intorno alle 8 del mattino che è stata caratterizzata da un’attenta organizzazione sui tempi e i modi della partenza per lo stadio Olimpico ma anche su cibo e bevande da portare nonchè sul tipo di abbigliamento per la serata. Qua mica siamo fan piza e fichi. Bisogna essere pronti ad ogni situazione. Di pericolo e non.
Tipo che se ad un certo punto si conosce qualcuno e ci invita ad un locale figoso che si fa? si va in infradito e pantaloncino corto? Giammai!!! Tipo che se c’è una fuga di finocchie mica si pùò stare in infradito, ma è necessario optare per delle più pratiche Caterpillar con suola rinforzata in acciaio inox 18/10 che manco le pentole Mondial Casa.
Comunque si diceva dell’organizzazione.
Da un lato IsteriaPersonificata che voleva andare a parcheggiare l’auto all’Olimpico già alle 9, così da trovarla a fine concerto in posizione strategica per calpestare stouli e stuoli di sfrante ormai accaldate e sfatte, dall’altro io che trovavo tutto ciò inutile e che suggerivo di andare in auto o in tram senza ansia.
Ok dall’altro lato ancora c’era il mio womo che non ha fatto una piega. Anzi, fosse per lui avrebbe pagato di tasca sua pure un elicottero vista la stanchezza che aveva addosso dopo il tipico giretto turistico che gli ho fatto fare per vedere due cose due e che ha incluso Re di Roma, S. Giovanni, la gay street, il Colosseo, il Campidoglio e Piazza Venezia, Via del Corso, Piazza del Popolo, Piazza Navona e il leone che piace a me, Pantheon, pausa pranzo di 40 minuti da "Scusate il ritardo" al Pantheon (che per una fritturina, due piatti di pasta e due calici di bianco ci hanno rapinato di 66 euri mortacci loro), via Condotti, Gucci, D&G, la festa da Vuitton, Piazza di Spagna, Trinità dei Monti, Villa Borghese e Metro per tornare a casa.
Tempo di una doccia e di un acchittamento poco improvvisato e siamo pronti per la battaglia: il piano prevedeva Metro fino a Flaminio, tram e dita incrociate.
A flaminio becco OcchioMalefico, vecchia conoscenza di questo blog, che distrugge in un solo istante tutti gli studi di statistica dalle origini ad oggi. Occhio Malefico nasce, cresce e vive fuori Napoli. Io nasco, cresco e vivo ancora per poco a Napoli. Ci siamo beccati solo una volta con appuntamento ma, per puro caso, lo beccai fuori all’Olimpico 2 anni fa. In mezzo a 50.000 persone. Due anni dopo in pieno centro di Roma in mezzo a…quanti abitanti ha Roma? bene, quelli…lo incontro nuovamente. Altro che mistero dei templari, tzè.
Alla fermata del tram accade un fenomeno che pensavo fosse destinato solo a Napoli e provincia. L’assalto al primo tram quando attaccato dietro ne arriva un’altro vuoto. Tutti che si strusciano peggio che un vecchio bavoso in una dark room per entrare nel primo tram mentre il secondo, quasi vuoto, se lo filano 4 gatti. Io ero uno dei 4 micetti furbi.
Scesi dal tram ci dirigiamo con calma e tranquillità ai cancelli a tal punto che dobbiamo quasi mettere il collare al collo di Isteria che quasi crede di gareggiare alla corsa alle Olimpiadi di Pechino tra i bancarellari campani di ciarpame concertantesco favezo. Il ragazzo però ha tutte le scusanti di questa terra visto che voleva essere certo di accaparrarsi due o tre mug del concerto.
Entriamo ed è subito lutto: le tazze sono finite. Ore 18 e le tazze sono andate via. Mentre Isteria vorrebbe saltare il collo alle guardie per scendere sul prato o scavalcare le transenne per vedere se negli altri gazebi ne sono rimaste, lo convinco a comprarla sul sito. Tanto sempre quella è, non è che cambiano.
Ci sediamo e abbiamo la fortuna di avere davanti a noi un gruppo alquanto misto di individui composto da: grassona fumatrice sociopatica e albina, coppia gay uno grasso e 30enne l’altro 17enne anoressico che ogni due per tre limonavano con tre metri di lingua fuori, terzo incomodo in mezzo a loro due, ragazza cubista tarantolata e stripper che a fine esibizione di Benny Benassi era praticamente nuda e col culo da fuori. Abbiamo tentato in ogni modo di fare un video, ma era così tarantolata che è stato impossibile filmarla in modo che non si vedesse la faccia.
Lascio stare il dj set di Benny Benassi. Croce nera. Luna nera. Come diceva la Littizzetto quando imitava Loris la zingara? Ecco, quella.

Puntuale come un orologio svizzero con i suoi elegantissimi 5 minuti di ritardo, il concerto parte. Io non conoscevo niente. Ebbene si. Dopo i tour passati che sapevo pure in che direzione alzava la coscia o quando faceva l’occhiolino mente ballava Hung Up, volutamente non ho voluto sapere niente. Beh, 10 giorni di tour prima che arrivasse e con un pc fuori uso ce la potevo pure fare!
Tutto fila via liscio come sempre, splendidamente coreografato e cantato (cioè, più o meno) come sempre. In testa ho ancora una confusione totale su quello che ho visto ma di certo è impossibile non ricordare:
- L’uscita, già vista nella preview dell’album, sul trono col solito sguardo da "gasatevi, stronzi".
- Su "Human Nature" ero in panne quasi con le lacrime agli occhi.
- Vogue in versione sadomaso: il sogno di ogni gay divenuto finalmente realtà.
- "Devil Would’nt Recognize" me dopo l’intro di "Rain" con quel che che di magico che solo quella stronza è in grado di dare.
- "Miles Away" dove stavo per avere un altro mancamento.
- Il momento zingaresco che avrei buttato taniche su taniche di benzina su tutto il palco prosciugando tutti i pozzi di petrolio di questa terra. Cioè, pareva la sagra della porchetta. E poi parlavano di Max vs Federico ad Amici 6.
- "Like a Prayer": ed è subito rave party e gasamento a mille. Ed ecco perchè non capisco Madonna: fai un album di merda ma ci tieni a sbattere nel tour tutto. Persino "Spanish Lessons" che pare una cameriera sudamericana che arranca con l’apprendimento dell’inglese. Poi metti "Like A Prayer" o "La Isla Bonita" ed è l’inferno che pare se ne crolli lo stadio.
- "Ray of Light": che spero dopo tre tour che la fa tale e quale mò ci metta una bella pietra sopra se mi la prossima volta entro con una fionda.
- "Hung up" un pò sotto tono rispetto al tour precedente e "Give It 2 me", cafonissima come non mai, che entra in testa per tutto il resto della notte e del giorno successivo.

Come sempre non saluta, cala una scritta Game Over sul palco e le luci si riaccendono. Neanche un palloncino o un coriandolo. Neanche delle fiamme, delle stelle cadenti, delle stelline di capodanno. Niente di niente. Braccino corto che non è altro.

Rapido incontro, difficilissimo, a fine concerto con un blogger con cui oramai mi scambio più sms con lui che col mio womo. Il tutto con un appuntamento meraviglioso: "sono sul ponte, lato destro, vicino al cubo, accanto a xxxxxxxxxxxx (vincitore di una edizione di un famoso reality che in quattro giorni avrò beccato duecento volte che alla fine siamo usciti a parenti)". Quattro inciuci, saluti e promessa poi mantenuta di un caffè prima della partenza l’indomani pomeriggio e via da altri amici che ci stavano aspettando per un post serata.

E un pò storditi e stanchi ce ne andiamo a Campo dei Fiori dove tra una pizza, una birra, quattro risate e una "Give It 2 Me" canticchiata finisce anche questa serata. Che chiude un capitolo personale riaprendone uno nuovo con un interrogativo che da 12 giorni mi sta dilandiando: Napoli, Roma o Milano?

Per i coraggiosi che sono arrivati fin qui ed hanno voglia di rinfrescarsi la memoria leggendo un altro papiello, cliccate qui per il tour precedente.

La pompa sul pacco

Non so se sono più cocciuto io che mi ostino a buttare l’occhio alle vetrine di Intimissimi o se sono loro che oramai hanno preso gusto a scegliere le fantasie più brutte del mondo.
Oramai non avranno già utilizzato tutti i doppi sensi di questa terra?

Un intervento da due soldi facile facile

Che al mio computer non bastasse un day hospital, lo aveva capito anche il mio cameriere che, dopo 6 anni, continua a chiamarmi Epsycho donandomi quel che di messicano che mi immagino sempre con un sombrero in testa e quell’orrido poncho a righe multicolor che ingrassa peggio di un pollo praghese.
In effetti non è bastato neanche un weekend hospital, poi divenuto full week hospital per terminare in un double week hospital che ha portato, per la disperazione, il mio womo a comprare un portatile al volo al volo. Diciamo che l’uscita di Spore ha molto aiutato. La Vodafone un pò meno che per attivare quella maledetta Vodafone Key Internet Facile impiega più tempo di Phileas Fogg a fare il giro del mondo nonostante le patane che uno gli dà al mese anche solo per il traffico voce e le varie altre offertuzze. E poi facile un paio di ciufoli, diciamolo.
Visto che non ho una cippa da fare fino a fine ottobre per una cosa aumma-aumma-incrociate-le-dita-e-non-fate-supposizioni-che-porta-male, mi sono fatto un’ultima settimana di mare assieme al gatto in una spiaggia deserta. Non è che ho portato il gatto a fare il bagno, siamo chiari. Quello lo fa SuperM.
Per punizione divina, Iddio mi ha fatto venire a piovere con tanto di tromba d’aria che pareva di stare a New Orleans. Per la gioia immensa del mio womo che ha potuto continuato a giocare ininterrottamente a Spore mentre io, da brava Bree, lavavo e cucinavo.
Ma la cosa di notevole rilevanza è che adesso ho quasi un pc. E’ bastasto solo cambiare il processore, la scheda madre, la ram, l’hard disk, le porte usb e una serie di cose che non sapevo manco esistessero. Ora sono in fase reinstallazione di tutto il ciarpame a cui, proprio ieri, è seguita una mia crisi isterica per aver perso qualcosa come 2500 foto che pensavo di aver masterizzato ed invece sono state perse come al dignità di qualcuno. La punizione è stata esemplare: Ballo delle debuttanti, Isola dei famosi, Tutti pazzi per la tele e, stasera, Carramba

Si, ok, sto anche dando di matto perchè non trovo più dove ho messo Photoshop e, quindi, non posso aggiungere la foto in alto a sinistra, ma datemi un cicinino di tempo e sono sicuro di ritrovarlo. Dovrà pur stare in uno dei miei 300 cd.

Aggiornamento: Trovato! ^^

Quando le macchine si ribellano

Vorrei assicurare di non avere un vuoto di memoria che manco in Memento. Il mio pc è definitivamente morto. E’ prima intervenuto Angel, travestito da George Clooney in versione E.R. della tecnologia, ma non è riuscito a riesumarlo manco con le mazzate. Però può finalmente dire pubblicamente che il mio pc è un autentico X-Files. Non si sa come abbia funzionato fino a quel momento.
Comunque ora è in assistenza. Si sono dati 3 giorni per farlo risorgere, ma niente. Nessuna news. D’altra parte mica è Gesù Cristo. E non credo sia manco Lazzaro a dir la verità. Ma diciamo le cose come stanno: se me lo abbattono anticipo di un pò l’acquisto preventivato di un bel Mac bianco bianco.
Nel frattempo, visto che anche la mia auto è dal concessionario per un piccolissimo incidente, me ne sono venuto a Roma a chiedere asilo politico a IsteriaPersonificata che mi fa usufruire del suo bellissimo minipc che mi fa anchilosare le dita.
E poi, visto che siamo in tema religioso, sabato arriva Madonna.
Any Blogger?

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