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Archive for novembre, 2008

Volevo scriverci un post

Ma poi ho pensato che non si può dare spazio alla nuova moda uomo dell’orecchino brillantinato con la doppia C di Chanel. Quelle horreur!!!

Wanted dead or alive

Io vorrei capire da chi è partita l’idea di mettersi a scrivere dediche alla fidanzata o al fidanzato sul marciapiede o sull’asfalto di fronte casa.
Si perchè ci deve per forza essere una mente diabolica dietro a tutto ciò. Deve aver scritto un libro o diretto un film in cui si legge/vede questa cosa, altrimenti non mi spiegherei la ragione per cui oramai pare di camminare sulla Divina Commedia o su i testi di mezza discografia depressa.
Prima c’era "io e te tre metri sopra il cielo" e derivazioni varie quali 3MSC o "Io e te sei metri sopra al cielo perchè a tre c’è troppa gente" e lì mi si rigirava lo stomaco che manco dopo lo Space Mountain, il Big Thunder Mountain ed Indiana Jones and the Temple of Peril di EuroDisney messi assieme.
Poi c’è stato il momento lenzuolo. E lì ho approvato con tanto di personale standing ovation. Perchè uno scrive quello che vuole, come lo vuole sopra un telo e poi lo si appende sul cavalcavia dell’autostrada, ad un cancello, ai fili elettrici ecc ecc senza dover imbrattare edifici o altro.
Ma questo fatto di scrivere sul marciapiede, soprattutto se appena rifatto, mi urta davvero il sistema nervoso.
E non ci piove che io sia diventato uno di quei vecchi intossicosi che stanno su una panchina di un parco a lamentarsi delle bravate dei ragazzetti.

Transmanichino

Siamo tutti d’accordo che questo manichino da uomo abbia le tette, vero?

E sono vittima di questa gioia immensa

Dopo Eva contro Eva, quello che è stato definito il suo disco più suggestivo, a cui è seguito un tour prima nei palasport e poi, in versione acustica, in teatro, ammetto di essere stato un pò perplesso. Vedere l’evoluzione di una Carmen che aveva abbandonato il suo stile iniziale è stato un pò un colpo al cuore .
In questi ultimi due mesi, a dieci anni dall’uscita di Mediamente Isterica, ha voluto rispresentare l’album in una versione Deluxe arricchendolo di registrazioni e versioni mai pubblicate prima e di brani inediti dell’epoca più un tour che riprende esattamente scaletta e sonorità del primo concerto a cui ho assistito.
E nonostante il mazzo a tarallo che mi sto facendo ultimamente tra colloqui, smantellamenti di case, traslochi parziali e previsionali, nel bel mezzo di una devastazione fisica e psicologica in atto che poco ci vuole che esco con la bombetta nera, bastone e sospensorio sui jeans, mi sono lanciato come un avvoltoio su un cadavere. Anche a costo di andare da solo. Ed ho fatto la migliore scelta.
Chitarra in spalla, è la Carmen che conocevo e che mi fa sempre emozionare come un bimbo che aspetta la mattina del 25 dicembre per aprire i ragali portati da Babbo Natale.
Per tutto il concerto mi sono tuffato nei miei ricordi di dieci anni fa quando, per la prima volta andavo ad un concerto giudando la mia macchina, con uno degli amici a cui mi ero "svelato" da poco e che è diventato una delle attuali colonne portanti delle mie amicizie, che facemmo metà concerto praticamente in aria visto che ad ogni salto venivo incastrato e lanciato a destra e sinistra in un minuscolo locale pieno zeppo di pazzi esaltati, di viaggi futuri che hanno avuto come colonna sonora solo e solamente quel concerto.
Ero appena uscito dal liceo. Sono passati dieci anni. E ora sto per uscire di casa. E Carmen è sempre lì a miagolare come piace a me.

Ma basta con questa pensantezza e raccontiamo un aneddoto: a fine concerto viene presentato l’inedito "Uomo meschino", canzone che Carmen voleva da sempre pubblicare e che è stata rifiutata dal produttore perchè considerata un doppione di "Besame Giuda". Ha detto che in realtà non era da considerarsi un doppione perchè c’è il perdono, tema assente in "Besame Giuda". Perchè si deve sempre perdonare un uomo meschino.
E si è alzato un "MAI!!!" nell’unico momento di silenzio dell’intero concerto. Indovinate chi è stato.

Sia ben inteso ogni riferimento
non è puramente casuale
non è puramente generico
credimi

The pomodorino experiment #4


La triste notizia è che fratello pomodorino ci ha lasciato.

Di lui non resta che un vaso arancione pieno di terra ben drogata drenata, una stecchetta per reggerlo e quel che ne rimane di una ex florida pianta che dall’oggi al domani si è accasciata su se stessa rinsecchendosi come una balla di fieno nel far west.
Chissà chi è che gli ha messo gli occhi addosso. Io lo sapevo che dovevo starmene zitto e non esternare il mio entusiasmo che in giro c’è sempre chi butta le secce.
E devo ringraziare IsteriaPersonificata per il suo appoggio quando oggi, tra un dvd e un libro, mi sono comparse loro ed ho avuto un momento di sbandamento ed i miei gli occhi si sono riempiti di lacrime. Ed lui che crede ancora nel mio pollice nero verde e mi ha regalato una nuova creatura a cui donare morte vita e devastazione amore.
Signori e signore, vi presento: Il Tulipano Nero. Inizia una nuova grande avventura.

Colpi di qua, colpi di là, cos’accadrà? cos’accadrà?
colpi di qua, colpi di là, cos’accadrà? cos’accadrà?

Non è mica colpa mia

Non è per ritornare sull’argomento….ma potevo mai resistere ad una vetrinetta così colorata?

Per il ciclo notte horror

 Lancio un’idea, anzi due: Il tappo della bottiglia di champagne che esplode o ci piace di più il missile?

Obiettivo lavoro #5

IP: Buongiorno, potrei lasciarle il mio curriculum?
Ragazzotto Frivolo: Ma…tu già sei venuto, vero?
IP: No, è la prima volta.
RF: Uhm….eppure hai una faccia nota….
IP: Guardi non saprei.
RF: Ma tu hai profilo da qualche parte?
IP: A livello di social network, intende?
RF: E’ che ho come l’impressiona di conoscerti già…
IP: Ho Myspace, facebook, un blog….ma chi non ce l’ha oggi?!?
RF: Ma sabato eri a ballare?
IP: No, ero a casa.
RF: Ah ma leggo che abitiamo vicino, ecco dove ti avrò già visto!
IP: Eh si probabile…
RF: Eri all’Umberto?
IP: No, niente Umberto….
RF: Ah giusto, leggo che hai fatto lo scientifico. Mercalli?
IP: No, neanche. C’è scritto dove ho sostenuto gli studi.
RF: Neanche giovedì in Birreria?
IP: No, neanche giovedì in Birreria.
RF: Mai mai mai mai?
IP: Non vado in discoteca.
RF: Strano.
IP: Davvero eh.
RF: Però non me la conti giusta…
IP: Ci siamo beccati su gaydar tre anni fa e ti avevo tra i miei contatti msn prima che cancellassi l’account, ok?
RF: Ah ok, allora facciamo così….io ti metto nel database, per ogni evenienza ti chiamo ma se vuoi qualche chiarimento o comunicarmi qualcosa….puoi sempre anticiparmi. [blink]

E fu così che mi ritrovai con un numero di ufficio, di cellulare, una mail e un contatto msn in tasca.

Sono tremendi questi gay. TREMENDI.

Obiettivo lavoro #4

Italian Psycho: Buongiorno!
Sessantottino Stanco Dalla Vita: …
IP: Potrei lasciarle il mio curriculum?
SSDV: … [indicando con un occhio prima un foglio sul tavolo e poi una penna]
IP: Devo firmare solo qui?
SSDV: ….
IP: Tenga
SSDV: …
IP: Basta così?
SSDV: ….
IP: Arrivederci, è stato un piacere!

Forse ho sbagliato, dovevo spararmi il numero della LIS.

Obiettivo lavoro #3


Italian Psycho: Buongiorno, potrei lasciarle il curriculum?

Facebook Cronica: No.
IP: No?
FC: Non ha letto il cartello fuori?
IP: Quale dei 20?
FC: Quello che dice che oggi non prendiamo curriculum. Qua abbiamo da fare, vada vada e torni nei giorni e negli orari prestabiliti.

Disse lei prima di inspirare la sigaretta, finire il caffè nella tazzulella di plastica marrone e di battere il proprio livello a Word Challenge.

Obiettivo lavoro #2

E nel frattempo ballo il tuca tuca.

Obiettivo lavoro #1

Signorina: Lei ha per caso legami sentimentali?
ItalianPsycho: Ehm….si.
S: Quindi la relazione sarebbe da intralcio ad una possibile richiesta da parte di una azienda di trasferirsi altrove?
IP: Direi di no.
S: Come mai?
IP: Beh, è a Milano. E’ una storia già nata a distanza….diciamo che un mio traferimento potrebbe solo aiutare.
S: Come mantenete il rapporto?
IP: Scusi?
S: Come avete intessuto la relazione?
IP: ….
S: Si, cioè, io devo decidere se cominciare o meno una storia con un ragazzo che abita a Bologna e volevo sapere se è difficile impostare una relazione a distanza o meno….Cioè…ecco…si.

Questi cercano un profilo specifico: Marta Flavi.

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Non sono mai stato bravo a scrivere di cose serie. Mi riesce molto più facile ironizzare, scherzare e prendere in giro chicchessia. E questo è uno di quei momenti dove il circo di nani e ballerine deve essere messo in stand by. Almeno per oggi. Alla larga le banalità che si possono pensare in momenti come questi, vorrei solo, con queste righe, poter stare vicino a chi oggi ne ha davvero bisogno, di farsi forza…per quanto ci si possa fare forza, di stringere i denti e di andare avanti con un ricordo meraviglioso nel cuore di una persona splendida che da oggi, purtroppo, non c’è più.
Da domani sarò il buffone di sempre, anche solo per far nascere un piccolo sorriso sul volto di un amico.
Ed ora basta che sto inondando pure la tastiera.

Moda uomo autunno/inverno 2008-2009

Benvenuti a tutti alla nuova puntata di "GiraLaModa con ItalianPsycho", semplice vademecum che ha il fine di illustrare come essere sempre alla moda in semplici e pratiche mosse in un periodo come questo dove i mercati sono ormai saturi di prodotti e servizi e tutti urlano ai quattro venti che c’è grossa crisi. 

L’uomo autunno/inverno 2008-2009 è un uomo semplice ma non troppo, elegante ma non troppo, chiachiello ma non troppo, che sa sempre come distinguersi dalla mazzamma che lo circonda.

Ecco perchè l’ideale sarebbe un abbigliamento del tipo camicia, pulloverino collo a v o smanicato collo a v, jeans non scolorito, cinta semplice semplice e un giubbotto che è un cappottino corto. Il tutto ravvivato da una bella pashmina.

E’ ovvio che a seguito verrà stilata una lista che, a mio insindacabile parere, illustra cosa sia  "in" e cosa sia "totally out". Lista che potrà essere soggetta a cambiamenti dovuti all’intervento di voi, miei cari topoloni da casa, che siete sempre attenti, come un avvoltoio su un cadavere, ad ogni dettaglio anche più insignificante.

Ma entriamo nello specifico:

LA CAMICIA
Lo dirò fino alla morte: la camicia deve essere avvitata. Calza meglio, mette in risalto le spalle che non si hanno e nasconde le maniglie dell’amore. Per chi non ha di questi difetti, la camicia avvitata ha la capacità di esaltare pettorali, spalle e vitini da vespa in un meraviglioso effetto "Incredibile Hulk".
Avete mai visto un palestrato con una camicia avvitata? I pettorali esplodono così tanto che pare serva un reggiseno. Invidia immensa. Per il pettorale non per il reggiseno.
Per il modello da scegliere, consiglio un classico con righine blu, colletto arrotondato e gemelli in argento. Come quelli della nuova collazione di NaraCamicie. Ah, portatevi a casa il catalogo e sfogliatelo con un fazzolettino  per tamponare la bava o altri liquidi di cui non voglio proprio sapere.

I CAPELLI
Corti cortissimi o lunghi lunghissimi. Il gel è ancora accetato scordatevi di impomatarvi la cute con quegli impasti schifosi che fanno un effetto bagnato che a me è sempre sembrato un effetto "mi è mancata l’acqua in casa e non avevo manco il borotalco come fanno le femmine".
Altra raccomandazone: chi ha deciso che il cerchietto sottile sottile è ritornato di moda? I calciatori? Ecco, come sparare sulla croce rossa.

LA PASHMINA
Quest’anno sostituirà la sciarpa. Indossata come una sciarpa, con un nodo da marinaio, tipo cravatta, tutta arrotolata… insomma, come la si vorrà portare la si porterà. Verso via Roma è, invece, Kefiah-mania a 5 euro.
Ecco, Kefiah e Pashmina sono due cose diverse. Una è cool, l’altra è da centro storico e fa tanto zozzone rasta sdraiato tra i cani sotto "Lazzarella" a Calata Trinità Maggiore. Non azzardatevi a usare la Pashmina al posto della cinta: è roba già vista ed è pure un tantinello troppo gheiz. E per dirlo io…non so se rendo.

I COLORI
I negozianti hanno deciso che dobbiamo stare tutti a lutto. Benetton e Sisley, che poi sono la stessa cosa, invece propongono una ventata di tristezza con il lavanda (Ciò che rimane del blu dopo un lavaggio della nonnina Ace), verde muschio (verde scuro che ogni anno cambiano nome, l’anno scorso era verde petrolio) e vinaccia (viola scuro).
Il bianco è assolutissimamente proibito, eccetto per le camicie, se no si fa la parte di Rossano Rubicondi da ritorno dall’Isola che il mio gelataio preferito a confronto potrebbe andare alla serata degli Oscar.

LE SCARPE
Le Hogan non si portano. Lo dico ogni volta e, forse, a qualcosa è valso visto che da un mesetto a questa parte la gente non fa più la fila fuori al negozio. Ora va di fronte. Da Fendi. E poi si parla di crisi. Bah.
Per il resto offro ampia scelta: da ginnastica ma che nons embra o classica va tutto bene. Ma via, l’oro , l’argento e gli inserti osceni.
Da tenere d’occhio le Converse basse.

I CALZINI
Visti i morti che adocchio in giro è necessario fare un pò di ordine perchè credo manchino le basi. Se si indossa la scarpa da ginnastica, il calzino di spugna è accettato senza problemi (meglio blu scuro o grigio e bello alto). Per qualsiasi altra scarpa, il calzino deve essere di cotone: filo di scozia, a righe, a palloncini…come lo si desidera, ma mai e poi mai su una scarpa si devono vedere quei calzini di spugna fino al tallone con bordo marchiato dalla Nike, Adidas, Puma o Asics. Soprattutto Asics. Se poi sono bianchinon vi fate mai vedere.

Voglio una pasticceria così.


Grazie a Silvia!

Del corso di scrittura creativa

Tra i miei desideri più intensi c’è sempre stato quello di iscrivermi ad un corso di scrittura creativa.
Anzi, facciamo un passo indietro.
Tra i miei desideri più intensi c’è sempre stato quello di iscrivermi in palestra e uscirne, dopo un mese scarso e senza il minimo sforzo, con un aspetto del tutto simile a quello di David Gandy, andare dai vari ex, farglielo annusare e andarmene dopo un contratto "Ah" aspirato con tanto di movimento del mento all’insù e sguardo posh "perchè io valgo".
Poi ho ripiegato sul corso di scrittura creativa che mi è sembrato qualcosa di più fattibile anche solo sulla carta.
Tutto è cominciato un mesetto fa quando varcai la soglia della scuola e mi presentai alla classe come in quei telefilm americani dove la prima sfigata di città viene catapultata in un paesino sperduto in mezzo alle campagne dove nessuno la conosce e l’insegnante chiede, prima di prendere posto, di stare in piedi e presentarsi.
Avevo una voglia matta di giocherellare con le dita, stare con lo sguardo basso, far toccare le punte dei piedi, dondolare e dire sottovoce "Salve, mi chiamo ItalianPsycho e se sono qui è perchè ho un problema" ma ho creduto che, vista l’età media che virava sulla cinquantina, l’ironia non potesse essere ben compresa. Però il "Ciao ItalianPsycho" è arrivato. Almeno quello.
In pratica il corso si struttura con un tema che viene deciso di mese in mese e ognuno ha il compito di scrivere un racconto su quel tema di massimo 2 pagine.
A parte la polemica iniziale che manco ero arrivato e mi sono messo a dire che un corso strutturato in questo modo poco mi serviva perchè se non mi vengono date delle basi, delle impostazioni o degli step da seguire io mica il racconto lo faccio uscire dal cappello. E lì tutti, dopo la felicità iniziale di aver trovare un "collega giovane" (Io. Collega giovane. Avete capito?), mi hanno cominciato a guardare come le mucche guardano passare i treni.
Tema del mese precedente: Cenerentola. Tema del mese attuale: l’Eros.
E già ecco la vendetta messa in atto: "ItalianPsycho, per te che sei giovane (se se), cos’è l’eros". Ecco, avete presente l’esempio delle mucche di prima?
Perchè mi sembra giusto cominciare da zero avendo come riferimento un tema praticamente impossibile. O comunque un tema se non impossibile abbastanza complicato e che facilmente può sforare sul porno andante. Erotismo a me, poi.
Mica poteva andarmi di culo almeno una volta e capitarmi come tema "Cenerentola": Un pò di Candy Candy, un pò di Signorina Rottermeier, un pò di Georgie in combo con la mamma quando le muore il marito e il gioco è fatto. Si poteva pure prendere spunto da "un posto al sole", per dire.
E invece no, l’Eros. L’idea sarebbe quella di un innamoramento tra i banchi di scuola: un erotismo low cost che difficile finisce in bui camerini di saune o dark room o chattate clandestine. Che si sa che là si va a parare.
A fine lezione c’è, poi, il momento lettura racconti dei partecipanti al corso. Ne leggono uno scritto da una 60enne sul tema Cenerentola che ha come protagonista una bambina orfana, anoressica, bulimica, strabica, epilettica, con un tumore, anemica e con non ricordo quale altra malattia che passava le sue lunghe ed interminabili giornate in una enorme camerata 30 x 10 con muri grigi e crepati, con un pavimento di freddo cemento e piena di letti tutti uguali illuminati dalle flebile e incerta luce proveniente da lerce finestre che si posava sulle lenzuola tutte uguali e su lise coperte di lana di una qualità non ottimale ed infeltrite da lavaggi non troppo accurati.
Un’agonia si sfighe infinite che non auguro a nessuno.

Prof: ItalianPsycho, tu che sei giovane (aridaje), che ne pensi?
IP: Beh, non so…..

P: Te la sarai fatta una idea, su!

IP: Beh, mi sembra….come dire…troppo spiegato?

P: Cioè?

IP: Troppi dettagli…

P: Beh ma il dettaglio serve per farci immedesimare nel racconto. Serve sempre. Sei d’accordo?

IP: ‘nsomma

P: Non ti convince?

IP: Bah

P: Cosa c’è?

IP: ….

P: Confrontati, su.

IP: ….

Ed ecco che mi sono trovato catapultato in un incontro alcolisti anonimi dove ti istigano a parlare quando si vuole solo starsene per i fatti propri senza fare danni.

P: Parla, tranquillo, siamo qui per partecipare!
IP: No vabbè, è che poi esagero…

P: Dai su….

IP: No, davvero…

P: Insistiamo, vero ragazzi?

Ragazzi: Si si parla….!

IP: Sincero? Sicuri?

P: Certo!

IP: Sentite, a me il dettaglio va bene, vabene pure che si parla di Cenerentola e quindi un tot di guai sono previsti, ma darci giù di malattie e sfighe lo trovo di una pesantezza che manco in una telenovelas brasiliana quando scoprono che il marito della seconda moglie dell’amante che se la faceva col ricco propietario terriero è morto per colpa di una combo micidiale di alcol, barbiturici, infarto e pugnalata in testa.

Poi su, va bene spiegare, descrivere….ma che bisogno c’è di entrare così nello specifico delle coperte lise di una qualità non ottimale ed infeltrite da lavaggi non troppo accurati. Cioè, ci mancava solo che uscisse l’ologramma di Paolo Ferrari coi due fustini in cambio di uno.

E’ inutile dire che da "una bella ventata di novità", "da tanto aspettavamo un ragazzo", "finalmente uno studente nuovo", sia di colpo diventato il loro peggiore incubo che manco i quattro "Saw" messi assieme, vero?

Esperi-mela

Se qualcuno riuscisse mai a leggere questo post di servizio significa che sono riuscito a far funzionare il mio bel Mac che per capire come funzionasse ci ho emsso buoni due giorni due.
Ma se qualcuno riuscisse a leggermi direi che sono addirittura riuscito a  sostituire il modem senza che abbia fatto fondere qualche chip vitale del pc
e collegare una mega rete wireless senza aiuto alcuno.
A parte, forse, quello della signorina Netgear, santa subito, che quando le ho chiesto che password dovevo inserire mi ha detto "password" e io che continuavo a chiedere che password e lei "password" come ne "I promessi sposi" con la scenetta di Andrei, no ma resti perché vuole andare via?
Così in loop per cinque minuti buoni senza che mi sfanculasse.
Mi sembra ovvio che i miei deliri siano in rapida ascesa.
 

Della mia invidia per le commesse

Io che ho sempre avuto una serie infinita di problemi con le commesse di qualsivoglia genere, devo ammettere di essere invidioso marcio della loro capacità di ricordarsi volti, nomi, professioni e eventi manco fossero tutta la giornata davanti ad un pc a frugare tra i profili delle persone.
Io, oramai, ho gettato la spugna ed ho deciso di disseminare la casa di Post-It prima di cominciare a tatuarmi il corpo in perfetto Memento mood. Anche perchè qualcosa la si deve pur escogitare.
Io ammiro con tutta la mia persona chi ti ha visto mezza volta e si ricorda tutto.
Tipo quando sono andato al negozio di camicie, mio nuovo feticcio, per comprarne una avvitata blu scuro mi si è avvicinata una commessa e mi ha chiesto come fosse andata quella azzurrina che avevo preso 3 mesi prima, se fossi io quello laureato e alla ricerca di un posto nel marketing e se mi chiamassi ItalianPsycho.
Roba che manco le mie capacità di scanner in discoteca.
Oppure quando sono andato in un negozio di edilizia per cercare un parquet e mi si avvicina una tipa chiedendomi se fossi io ItalianPsycho, quello che un anno e mezzo fa aveva ordinato di sabato mattina verso le 12.00 quei 20 mq di Vietri modello Firenze e se fossi quello che era vestito con una maglia gialla che aveva come stampa una silhouette di una cantante anni 70.
O questa si rivede le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso o non so.
O della ragazza che, in un paesino sperduto dell’entroterra napoletano dove mi trovavo per caso, mi ha riconosciuto dicendo che si, io ero ItalianPsycho, quello a cui aveva fatto provare la ceretta al cioccolato 6 mesi prima, che ero andato con SuperM e che dopo dovevamo partire per Capri.
Cioè, io da un lato le ammiro profondamente, dall’altro sono terrorizzato: le avvisaglie di una personalità da assassino seriale ci sono tutte.

Categorie

Dark Room