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Archive for novembre, 2008

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Qua non è manco un discorso di leggere un libro o di comprare un vocabolario di italiano visto che non ci si è nemmeno scomodati di scrivere due righe due di proprio pungo per affidarsi ai versi di mon amour Luca Dirisio mio.
Se, sembra strano lo so, posso pure capire l’illetteramento degli sms compressi per un discorso di risparmio di costi, non comprendo nella maniera più assoluta la sostituzione delle lettere con i numeri.
Questa è una di quelle cose che mi fa rispondere con tanto di doppio braccino alzato alla domanda su chi è d’accordo a introdurre le punizioni corporali a scuola.


Trovato a Termini, o Re di Roma, o Repubblica. Sono un pò confuso.

Non è stata colpa mia

Giuro solennemente che quando sono entrato nel negozio di scarpe era giusto per dare un’occhiata e vedere se avevano ancora il paio di scarpe che indossavo ma in un colore sul grigioscuro/blu.
Poi è stata tutta colpa di SuperM che si è coalizzata con la commessa, che mi avrebbe venduto pure la panchetta dove si provano le scarpe o la moquette verde prato, se ci ho preso la mano e sono uscito con due Nike uguali ma di colori diversi ed un tascapane Adidas in tela.

E nessuno dica che non sono stato bravo visto che ho lasciato quella in EcoPelle marrone con inserti beige. Non mi si può dire proprio niente.
Vorrei solo tranquillizzare il Sig. Puma prima di fargli venire un infarto e trovarlo ricoverato in un letto di ospedale: tesò, tranquillo, è stata solo una sbandata momentanea. Capita a tutti. Se però mi fai una bella borsa in pelle arancio zucca con scritta blu/viola o azzurro cielo con scritta giallo/bianca/blu scuro, mi trovi fuori al negozio già domattina. Baci baci.

The pomodorino experiment #3

L’avevamo lasciato il 16 giugno mentre continuava a crescere felice e contento nel suo barattolino contro ogni aspettativa mia e di chiunque mi conosca. Ma che fine ha fatto?
Ha continuato e continuato a crescere senza mai fare una foglia gialla o dare segni di qualche attacco da parte di moscerini e altri animaletti vari.
Galvanizzato da tale pollice verde, il mio womo che crede tanto tanto in me, ha pensato bene di comprargli un amichetto: il Coleus.
Piero Angela vieni a me. Il Coleus rientra tra le piante erbacee perenni, vengono perciò coltivate come annuali e sono originarie dell’Africa e dell’Asia. La maggior parte presentano vistosissime foglie di colori sgargianti, spesso variegate, gialle, rosse o rosa e in estate producono piccoli fiorellini di colore viola. Crescono senza problemi anche in pieno sole, anche se spesso i raggi solari tendono a schiarire le foglie. Praticamente è una pianta che nel mese giugno/luglio dovrebbe crescere pure se la si lascia da sola in mezzo al deserto. Felice e contento, come dimostra la foto, comincia la nuova avventura.

Una settimana e non nasce nulla, due settimane, tre settimane, un mese: niente. Parto per il mare e mi porto dietro il pomodorino e il coleus credendo fermamente che anche solo la presenza di SuperM che le rende partecipi delle sue chiacchierate e delle parole crociate, stimoli la crescita.
Ed ecco il risultato: Agosto e Settembre.
Dopo quattro mesi il suo destino è stato un meritatissimo pattume, maledetto Coleus.
Torno in città lasciando il pomodorino al mare e, poichè il mio womo continuava a credere nelle mie capacità di giardiniere provetto, ben presto arriva il Fagiolo. Diapositiva.

Cioè, un fagiolo. Quello cresce pure dentro alla busta sotto vuoto, non so se rendo. Ed infatti ecco la sua evoluzione.

Finchè una mattina, così a cazzimma, è defunto miseramente. Ed io che pensavo di farlo crescere e bucare il soffitto per arrampicarmici e farmi regalare le caramelle dalla fata del fagiolo.
Insomma, la mia inettitudine vegetale è chiara a chiunque. E già ho pensato al mio ex pomodorino abbandonato a se stesso tra l’avocado e il banano tutto rinsecchito e orami fradicio.

E quando un paio di giorni fa sono andato a trovarlo già pronto a bruciarlo e disperdere le ceneri in mare questo è quello che ho trovato.

Ora le soluzioni sono due: o io sono bravissimo o è lui che è attaccato alla vita come Bruce Willis in Die Hard.
E mi sa che punto sulla seconda ipotesi.

Novembre

Credo ci sia qualcosa di malato ad essere in botta per due canzoni dallo stesso titolo nello stesso momento.

Sempre presente!

Non so se sarò ancora in questa città ma, se ci sarò ancora, non potrò mai mancare a questo meraviglioso replay.

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