Evoluzioni Losteggianti
Folle, follissimo amore. Soprattutto nel video centrale con quegli movimenti della testa a scatti come un piccione.
Folle, follissimo amore. Soprattutto nel video centrale con quegli movimenti della testa a scatti come un piccione.
A Bologna non ho la televisione. Che per una persona come me potrebbe essere sinonimo di suicidio conclamato e imminente. Però me la sono cavata bene, le mie coinquiline non mi hanno trovato riverso sul pavimento mentre chiamavo “Maria! Maria!” come un assetato nel deserto del Sahara. Ecco perché già mi starei attrezzando per portamene una al mio rientro. Un po’ di telegiornali, film di denuncia e documentari storici ci sono sempre e non posso mica essere così tagliato fuori dal mondo. Mica lo faccio perché a settembre mi riparte Amici. No no.
Però ho Facebook. Se non avessi anche Facebook allora si che sarei davvero fuori dal mondo.
Fino ad una settimana fa ero quindi completamente tagliato fuori dal vario ciarpame televisivo per cui non so se Studio Aperto ha già parlato, una buona settantina di volte, di:
- Caldo: anziani boccheggianti abbandonati in città, turisti coi piedi al formaggio in ammollo nelle fontane pubbliche, turisti coi gelati in mano e i vestiti scoordinati. Si deve mangiare frutta, bere molto, al bando porchetta e lasagne, non uscire di casa, copulare col ventilatore o, al meglio, col condizionatore. Finale in fade con il meterologo.
- La crisi: tutti sono indebitati e nessuno partirà. Ecco perché nei servizi dalle località balneari sembra di giocare a Twister.
- Un paio di omicidi passionali a caso.
- Il traffico: auto sgranate e in coda immobile su megaschermi in diretta dal servizio autostradale CCISS Viaggiare Informati.
- Le vacanze dei vip corredati da culi e tette zoomate peggio che a Lucignolo.
- In e Out dell’estate in diretta dalle spiagge d’Italia. Stesso servizio da rifare per tre volte a settimana da diverse località per essere sempre aggiornati sulle ultime mode del momento. oh yeah.
- Il Tormentone.
Ecco, a me questo servizio del tormentone è qualcosa che osservo con terrore autentico misto a shock anafilattico. Balletti in spiaggia, karaoke improvvisati, canzoni di un tamarro che manco agli stacchetti di Striscia la Notizia Afghanistan edition.
Ecco perché ho già deciso i miei personali tormentoni saranno due e solo due: Mika – We Are Golden e Neffa – Lontano Dal Tuo Sole.
Shakira con “She Wolf” è, invece, rientrata già di diritto nel mio dna estivo. Auuuuuuuuuuu!

Io ero rimasto, con mia somma rassegnazione perché manco con duecento anni di palestra mi ci potrò avvicinare minimamente, che il metrosexual di oggi doveva avere tre caratteristiche: essere fisicato, depilato e possibilmente tronista.
Ora chi lo dice alla mia cerettara, incrocio perfetto tra un cucuzzaro, una corteggiatrice e una Francesca Cacace fan di, come li chiama lei, Dom Gruis e Cior Glunei [Tom Cruise e George Clooney]?

Il fatto che Madonna, ai tempi di Music, abbia provato a sdoganare l’accessorio più stracafonal dell’hinterland americano, non significa mica che si può proporlo così all’improvviso e sperare che diventi un nuovo oggetto di culto. Anche se a rimetterlo in circolo ci abbia pensato Benetton in primis con quel look da fighetto minimal casual. Soprattutto se non siamo in una spiaggia deserta che ci vorrebbe la Sciarelli per rintracciarci.
Soprattutto se viene anche venduto dai venditori ambulanti che campeggiano ai semafori di quella ridente località pseudo-marina che è Mondragone.
Altro consiglio: Il rosso in estate non si porta e non si porterà mai. Non state a sentire Vanity Fair. In particolar modo non si porta in tessuto di raso. Non che le cose in vernice siano questo manifesto di eleganza eh.
Se tanto mi da tanto….a questo punto… lunga vita allo stivale in spiaggia! In confronto a questa oscenità sembra “quasi” accettabile.
Dispenser di acqua di Hello Kitty trovato a casa di un fortunatissimo blogger.
Per restare in tema: Assorbenti Hello Kitty.
Dopo il discreto cuore tanto aka mazzo a tarallo che mi sono fatto a Bologna per un lavoro ai confini della realtà, con orari da bambino che cuce i palloni ma di una soddisfazione stratosferica nonostante dopo due giorni mi abbiano accusato di essere un mafioso napoletano perché loro sono schiette e sincere e dicono quello che pensano (a nulla è valso spiegare che, sebbene di spettacolo ci occupiamo, non si è in uno studio televisivo e soprattutto non servono delle corteggiatrici di Uomini e Donne), torno in una Napoli infuocata come un sasso di Matera dove mi attendevano trepidanti una SuperM in crisi di affetto e una valanga di carte che, per un mese, dovevano trovare da sole una naturale collocazione.
Ovviamente la crisi di affetto si è stemperata cucinando qualcosina di tipico perché “sono sciupato” che poteva essere mangiata dagli invitati di otto matrimoni. Pure Nove.
Dopo un innato rigurgito alla Bree Van De Kamp e aver messo le cose un po’ in ordine, ho deciso di andarmene al mare anche solo per non fare la fine delle blatte e/o zoccole attaccate al muro. Peccato che dopo una ustione media regalata dall’Arval Half Times, me ne sono tornato col le pive nel sacco a Napoli perché mi ero dimenticato di pagare le ferie al cameriere.
Ma facciamo un po’ di ordine:
1. Non che l’Arval Half Times sia un cattivo prodotto eh, ma diciamo che usarlo come prima esposizione in due giorni consecutivi di barca non è stata forse un’idea così brillante. Soprattutto visto che avevo preso appuntamento con la cerettara.
2. Al cameriere gli hanno regalato un pc e, ufficialmente, vuole consigli per passare canzoni da cellulare a cd, da cd a cellulare e robe varie. In realtà vorrà sapere come passarsi le cose zozze, ovvio. Peccato che i nostri dialoghi siano sullo stile di Totò e Peppino a Milano, con me che sgrano gli occhi una volta si e l’altra pure e lui con venti punti interrogativi sulla testa. ma purtroppo io non ho mai instaurato un dialogo come ha fatto SuperM.
3. Andare alla casa al mare è una pessima idea. Lì le mancanze si fanno più vive che mai. Anche perché sebbene in 6 mesi, oramai 8, sia passato dal ruolo di figlio più piccolo a punto di riferimento di una intera famiglia, mi sono autoimposto di reggere reggere e ancora reggere. Perché almeno uno non deve crollare. E quello sono io. Un nano tutto di un pezzo. L’ho detto ora e non lo dirò più.
Ma tra le cosa più buffa però è che, dopo le trasferte di questo mese e mezzo, mi sveglio nel cuore nella notte e non so dove mi trovo. E una volta stavo pure per cadere dal letto perché non ricordavo da che lato fosse il muro. Roba che manco il mio nipote più piccolo. Mi sento molto l’uomo con la valigia degli OttoOhm. Solo un po’ più sfigato.
Tutto questo post sconclusionato per dire che sono in ferie.
Vivo.
Quasi.
L: Per cementare un rapporto bisogna condividere gli stessi vizi, tipo alcol e cibo. Ecco perché i miei resistono!
IP: Cos’è…un non tanto velato tentativo di distogliermi dal bruciare i quintali di carboidrati che ho accumulato a tempo record a Bologna?
L: Ma noooooooooo! Noi sia già ferratissimi in alcol e teledipendenze!
SuperM: Uuuuuuuuh! Da Tv Sorrisi e Canzoni, cono soli 4,90€ in più, puoi avere la borsa termica!
ItalianPsycho: Quella della Rettondini? Me l’ha detto già un’amico mio.
SM: E’ utile per quando vai a mare e ti porti la frutta!
IP: Ma tu mi ci vedi con la borsa termica della Rettondini?
In piena spiaggia finocchia, aggiungerei se solo non sbattesse a terra.
1#
IP: Uh ma stasera a Milano c’è Madonna…
L:Pure io l’ho letto e mi è venuta una nostalgia….
IP: Vedi, dovevamo prendere un paio di biglietti anche di quelli in culo al mondo! Prendevo un treno e arrivavo giusto per l’inizio! E ora le vendite son chiuse…
L: Ma a te non fregava un cazzo?
IP: Si vabbè ma a questo punto facevamo giusto un salutino tipo Regina Elisabetta! Poi potrebbe essere l’ultimo tour!
L: Questa la sento come minimo da dieci tour…
IP: Senti tu! Guarda Michael Jackson!
L: Si ma lui non aveva Jesus che ti tiene in forza.
IP:
Giusto, lui aveva i bambini.
L: Quelli ti esauriscono e basta! A meno che non ti chiami Angelina. Ma credo che ne suo caso sia uan forma di feticismo.
Il lavoro ci incatttivisce, è questa la verità.
2#
IP: La lo sai che stasera Madonna ospiterà sul palco una delegazione di Rom per lanciare un messaggio contro il razzismo? Cioè…i ROM?!?! A MILANO?!?
Pero: Venisse a farsi un giro in pieno centro storico a Brescia ORA, e poi vediamo se fa ancora le campagne antirazzismo lei che come vicina di casa c’ha Gwynet Paltrow. Pare di stare in un sobborgo di Instanbul!
Noi invece siam sempre così: nature.
Che qualcuno mi fermi!
L’ultima volta è stata a 20 anni. Presi la mia bella Psychomobil e me ne andai con il tipo dell’epoca a Roma per un mega raduno di un forum di Madonna. Mio dio come ero dietro di dieci anni.
Dopo del pomeriggio massacrante dove si parlava solo di Madonna, di canzoni di Madonna, di testi di madonna, di gossip su Madonna, su track demo e abbigliamenti assortiti girando per tutti i negozi di musica a trovare rarità su Madonna, decidemmo di andare a passare una bellissima ma massacrante serata in discoteca con ritorno alle 10 del mattino con me che quasi puntavo ogni Km il cartello di aggiornamento per Napoli.
Da bravo rottame umano quale sono, questo weekend sono andato a Padova per l’inaugurazione del Padova Village Pride. Il che la dice lunga sulla mia reale voglia di rimanere a Bologna. Datemi una qualsiasi alternativa via da questa città e io l’accetterò.
E così dopo una giornata al lavoro che mi ha procurato un paio di occhi incrociati come un quadro di Picasso, passo dal buon Falcon per un rapido cambio e via sul treno della speranza stracolmo in egual misura di pendolari e gente allegra che quasi sembrava il Pride di Genova traslato su rotaie.
Arrivati a Padova, ridente e bella cittadina così piena di vita che alle 20.30 di venerdì stavamo solo noi e un esercito di rumeni, ci dirigiamo a piazza delle erbe per uno Spritz volante prima.
Tema: lo Spritz in veneto.
Potrebbe essere tranquillamente usato come prossimo combustibile. Che cos’è un negroni, un long island o un cinque bianchi rispetto a questo concentrato di euforia formato bicchiere da scotch?
Potete ben capire come sono arrancato in stazione, alle 4.20 dopo 6 Spritz. Cioè, io volevo pure cambiare e prendere un Mojito ma non avevano la menta, un negroni ma non avevano il martini (che poi si mette il martini?!?)e la birra non me ne teneva proprio….
Comunque vediamo di capire come si è svolta la serata.
Il luogo dell’evento, per chi è campano, è l’esatta trasposizione della fiera della casa in stile gay. Stradona centrale con pizzettari, piadinari e patatinari sui lati, grandi padiglioni senza strobo e librerie sotto i gazebi, l’Ikea come sponsor con dei claim fini ed educati come “Ti piace montare?” nell’area con un letto o “Le dimensioni contano” nell’area dispenser metro e matitine. Mancava solo il mio incubo ricorrente: gli omini e le donnine “Ti piace leggere?” di Mondolibri. Però devi dire una cosa: Le cule venete son meno regine di quelle napoletane. Si vestono in modo più decente e, avendo la possibilità vista la passerella montata, non sfilano. O forse ero troppo ubriaco, bah.
A parte la cornice, tutto è stato molto divertente. Ho incontrato mezza blogosfera: l’abbronzatissimo Manzetti, l’altissimo Heecabot con il quale abbiamo cercato di dare un aiuto psicologico ad un ragazzo che voleva capire se fosse gay o etero e i divertentissimi Yota con amico che, in perfetto ghetto style, si picchiavano e si urlavano in testa in americano.
Insomma, un’esperienza da rifare. Ma solo a breve. Che non ho più l’età e il fisico per fare ’ste cose.
Un appello: rottamatemi.
Perché io mi ero completamente dimenticato dell’usanza di timbrare il dorso della mano appena si entra in discoteca. E soprattutto mi ero dimenticato dell’impresa titanica per togliere quel maledetto inchiostro senza bruciarmi, come ultima spiaggia, con l’Ace Blu Densoattiva.
E che bella figura quando al lavoro, mentre ticchettavo sul pc del capo, ha letto BOYTOY a caratteri cubitali.
Uccidetemi.
Un ringraziamento speciale però va a Falcon che, da quando sono qui, ha spontaneamente intrapreso con fervore la campagna “adotta un ItalianPsycho”. Santo Subito!
Credo che, dopo quattro ore abbondanti che la lavatrice sta girando forsennatamente, da domani mi ritroverò con un armadio pieno di vestiti che saranno di venti taglie più piccole. Forse ho un problema col prelavaggio.
Meno male che ci sono solo le camicie pezzotte di H&M.
La peggiore idea in assoluto che un emigrante, Troisi docet, possa mai fare per allontanarsi da una città che per ora, come ovvio che sia, non gli va proprio giù, è quella di prendere un treno per Milano un venerdì pomeriggio afosissimo dopo il lavoro per decidere di andare a trascorrere un weekend per troppo tempo rimandato per ovvi motivi ma anche per fare quattro passi per i negozi e rincontrare vicine di casa che oramai a casa non ci si vede più da mesi perché uno vive da una parte dell’Italia e l’altra dalla parte opposta.
L’idea è stata nefasta perché il mio sbarco in piazza San Babila è coinciso precisamente col il secondo esatto in cui sono iniziati i saldi. Una roba che Strar Trek non è fantascienza e Lost è una favoletta tipo Hansel e Gretel.
Dopo un primo momento di smarrimento in cui ho visto la cassa Guess con già trenta persone in fila, il mio womo mi ha dirottato verso il negozio dove lavorava una sua amica che ci fa sempre pisciare sotto per i suoi racconti al limite del paranormale. Come la signora appena entrata che vendeva Barbie “particolari” tipo vestite da pitoni o di piume e voleva che qualcuno le creasse dei vestiti in chiave fetish. O di quella che ha osato chiedere se poteva provare il dildo a coniglio nel camerino. Da chiamare la neuro. Abbandonatala ci siamo immersi in una fiumana che manco alla notte bianca di Napoli dove per prendere la funicolare c’era una fila di tre ore e mezza e la gente aveva fatto da imbuto in galleria.
Visto che non ero nelle condizioni psicologiche ma soprattutto fisiche per fare shopping in quel bagno di gente riversa per strada con 34 gradi al minimo, il mio bottino è stato misero. Sono andato a colpo sicuro in un negozio che appagasse all’istante il mio senso di shopping compulsivo seppur guidato: David Mayer.
David Mayer è un negozio da uomo con un arredo minimal sul nero laccato, faretti orientati secondo le congiunzioni astrali di Plutone e Giove, aria condizionata e musica a palla e zaffate di fragranze profumate che vengono spruzzate nell’aria per tramortire i clienti. Anzi no. Per tramortire i clienti ci sono i commessi che, sono certo, devono passare una selezione rigidissima: o si è delle chiavate immonde o non puoi manco pensare di fare lo spruzzino in profumeria. Anzi, manco quelli visto che alla Rinascente ce ne era uno altissimo, abbronzatissimo, fisicatissimo, perfettissimo nel corner Dior che mi sarei potuto comprare tutto lo stand seduta stante.
Ma torniamo a David Mayer. Un’altra caratteristica fondamentale sono le cabine vedo-non vedo. La tendina è fatta da piccolissimi fili di raso tipo abito da charleston. Praticamente quando si è dentro, tutto vedono perfettamente tutto. Tanto vale rimanere in mutande in mezzo al negozio.
Ultimo punto sempre sui commessi: oltre alla già citata caratteristica di essere belli belli belli in modo assurdo, sono sempre gentilissimi e sorridentissimi. Purtroppo hanno un gusto di merda.
Perché se io chiedo una camicia avvitata “normale”, non mi si può chiedere cosa intendo per normale visto che un buon 80% aveva la fantasia di un parato anni 40 o di un divano in broccato o di un trip da funghi allucinogeni.
Ecco, perché negozi così, qua a Bologna, non ce ne sono?
Giusto perché ogni promessa è debito, posto il video dei un nuovo spettacolo che sbarcherà in Italia dopo settembre.
Nel frattempo qui è tutto sotto controllo. Sto solo tentando di sopravvivere al lavoro visto che c’è già chi mi vuole in una cassa da morto.
You are currently browsing the ItalianPsycho.net blog archives for luglio, 2009.