Un bel divano sul petto
La peggiore idea in assoluto che un emigrante, Troisi docet, possa mai fare per allontanarsi da una città che per ora, come ovvio che sia, non gli va proprio giù, è quella di prendere un treno per Milano un venerdì pomeriggio afosissimo dopo il lavoro per decidere di andare a trascorrere un weekend per troppo tempo rimandato per ovvi motivi ma anche per fare quattro passi per i negozi e rincontrare vicine di casa che oramai a casa non ci si vede più da mesi perché uno vive da una parte dell’Italia e l’altra dalla parte opposta.
L’idea è stata nefasta perché il mio sbarco in piazza San Babila è coinciso precisamente col il secondo esatto in cui sono iniziati i saldi. Una roba che Strar Trek non è fantascienza e Lost è una favoletta tipo Hansel e Gretel.
Dopo un primo momento di smarrimento in cui ho visto la cassa Guess con già trenta persone in fila, il mio womo mi ha dirottato verso il negozio dove lavorava una sua amica che ci fa sempre pisciare sotto per i suoi racconti al limite del paranormale. Come la signora appena entrata che vendeva Barbie “particolari” tipo vestite da pitoni o di piume e voleva che qualcuno le creasse dei vestiti in chiave fetish. O di quella che ha osato chiedere se poteva provare il dildo a coniglio nel camerino. Da chiamare la neuro. Abbandonatala ci siamo immersi in una fiumana che manco alla notte bianca di Napoli dove per prendere la funicolare c’era una fila di tre ore e mezza e la gente aveva fatto da imbuto in galleria.
Visto che non ero nelle condizioni psicologiche ma soprattutto fisiche per fare shopping in quel bagno di gente riversa per strada con 34 gradi al minimo, il mio bottino è stato misero. Sono andato a colpo sicuro in un negozio che appagasse all’istante il mio senso di shopping compulsivo seppur guidato: David Mayer.
David Mayer è un negozio da uomo con un arredo minimal sul nero laccato, faretti orientati secondo le congiunzioni astrali di Plutone e Giove, aria condizionata e musica a palla e zaffate di fragranze profumate che vengono spruzzate nell’aria per tramortire i clienti. Anzi no. Per tramortire i clienti ci sono i commessi che, sono certo, devono passare una selezione rigidissima: o si è delle chiavate immonde o non puoi manco pensare di fare lo spruzzino in profumeria. Anzi, manco quelli visto che alla Rinascente ce ne era uno altissimo, abbronzatissimo, fisicatissimo, perfettissimo nel corner Dior che mi sarei potuto comprare tutto lo stand seduta stante.
Ma torniamo a David Mayer. Un’altra caratteristica fondamentale sono le cabine vedo-non vedo. La tendina è fatta da piccolissimi fili di raso tipo abito da charleston. Praticamente quando si è dentro, tutto vedono perfettamente tutto. Tanto vale rimanere in mutande in mezzo al negozio.
Ultimo punto sempre sui commessi: oltre alla già citata caratteristica di essere belli belli belli in modo assurdo, sono sempre gentilissimi e sorridentissimi. Purtroppo hanno un gusto di merda.
Perché se io chiedo una camicia avvitata “normale”, non mi si può chiedere cosa intendo per normale visto che un buon 80% aveva la fantasia di un parato anni 40 o di un divano in broccato o di un trip da funghi allucinogeni.
Ecco, perché negozi così, qua a Bologna, non ce ne sono?

luglio 6th, 2009 at 01:00
uh
quindi dovrei entrare nel fighissimo negozio tutto nero, invece che bramare solo sui vestiti in vetrina, per bramare anche i commessi?
e perché tutti parlano degli spruzzatori in rinascente? devo andare a vederli?
luglio 6th, 2009 at 12:24
Tu mi fai morire… come descrivi certe cose tu n-e-s-s-u-n-o!
luglio 6th, 2009 at 14:03
Ok, ora ti sto odiando tanto, mi serve un megagiro in questi negozi, assolutamente!
luglio 8th, 2009 at 01:18
1)perchè ancora non sai dove fighetteggiare, a Bologna -vedrai che riusciremo a fare un giro di shopping che ti cascheranno i piedi, prima o poi.. attendesi womo?-
2)perchè tendenzialmente Bologna è meno “figa” di Milano (va più l’alternativo aristo-freak radical chic)
3)perchè manca la Rinascente, tanto per cominciare.
Io domani vado a Milano, fortunatamente ci starò poco. il mio conto in banca già piange sangue, non c’è bisogno di infierire.
luglio 8th, 2009 at 14:49
ma ne troverai! e anche di meglio.
basta saper cercare e aspettare.
V :-)))
settembre 23rd, 2009 at 14:47
io sto a bologna da più di un anno e sono giunto alla conclusione che l’unica cosa che a bologna ti sbattono in faccia sono le scarpe… soddisfano ogni tipo di gusto e fantasia e sono l’unica cosa che mi rende veramente soddisfatto quando faccio shopping li °_° per il resto è tutto così sciatto e ripetitivo e io, ahimè, sono così medio-terrone, che più di qualche camicia oversize non riesco a comprare….. ._.