Nei piccoli progressi della casa scaccerò le nostalgie
Dopo il discreto cuore tanto aka mazzo a tarallo che mi sono fatto a Bologna per un lavoro ai confini della realtà, con orari da bambino che cuce i palloni ma di una soddisfazione stratosferica nonostante dopo due giorni mi abbiano accusato di essere un mafioso napoletano perché loro sono schiette e sincere e dicono quello che pensano (a nulla è valso spiegare che, sebbene di spettacolo ci occupiamo, non si è in uno studio televisivo e soprattutto non servono delle corteggiatrici di Uomini e Donne), torno in una Napoli infuocata come un sasso di Matera dove mi attendevano trepidanti una SuperM in crisi di affetto e una valanga di carte che, per un mese, dovevano trovare da sole una naturale collocazione.
Ovviamente la crisi di affetto si è stemperata cucinando qualcosina di tipico perché “sono sciupato” che poteva essere mangiata dagli invitati di otto matrimoni. Pure Nove.
Dopo un innato rigurgito alla Bree Van De Kamp e aver messo le cose un po’ in ordine, ho deciso di andarmene al mare anche solo per non fare la fine delle blatte e/o zoccole attaccate al muro. Peccato che dopo una ustione media regalata dall’Arval Half Times, me ne sono tornato col le pive nel sacco a Napoli perché mi ero dimenticato di pagare le ferie al cameriere.
Ma facciamo un po’ di ordine:
1. Non che l’Arval Half Times sia un cattivo prodotto eh, ma diciamo che usarlo come prima esposizione in due giorni consecutivi di barca non è stata forse un’idea così brillante. Soprattutto visto che avevo preso appuntamento con la cerettara.
2. Al cameriere gli hanno regalato un pc e, ufficialmente, vuole consigli per passare canzoni da cellulare a cd, da cd a cellulare e robe varie. In realtà vorrà sapere come passarsi le cose zozze, ovvio. Peccato che i nostri dialoghi siano sullo stile di Totò e Peppino a Milano, con me che sgrano gli occhi una volta si e l’altra pure e lui con venti punti interrogativi sulla testa. ma purtroppo io non ho mai instaurato un dialogo come ha fatto SuperM.
3. Andare alla casa al mare è una pessima idea. Lì le mancanze si fanno più vive che mai. Anche perché sebbene in 6 mesi, oramai 8, sia passato dal ruolo di figlio più piccolo a punto di riferimento di una intera famiglia, mi sono autoimposto di reggere reggere e ancora reggere. Perché almeno uno non deve crollare. E quello sono io. Un nano tutto di un pezzo. L’ho detto ora e non lo dirò più.
Ma tra le cosa più buffa però è che, dopo le trasferte di questo mese e mezzo, mi sveglio nel cuore nella notte e non so dove mi trovo. E una volta stavo pure per cadere dal letto perché non ricordavo da che lato fosse il muro. Roba che manco il mio nipote più piccolo. Mi sento molto l’uomo con la valigia degli OttoOhm. Solo un po’ più sfigato.
Tutto questo post sconclusionato per dire che sono in ferie.
Vivo.
Quasi.

luglio 30th, 2009 at 09:49
Vivo e artritico.
luglio 30th, 2009 at 11:18
Ma tu non eri in riunione!!!!
luglio 30th, 2009 at 11:24
Alle 10:30.
Ho avuto tutto il tempo prima per essere fastidioso!
luglio 30th, 2009 at 12:05
Appunto!!! Via a fare la botta tu! Avanti!
luglio 30th, 2009 at 13:08
ps: io quella canzone la adoro, e poi tu sfigato mai!
luglio 31st, 2009 at 14:50
Bentornato tra noi!