San Valentino a Firenze
Dopo quasi quattro anni, ebbene si è passato già una cifra di tempo, ho deciso di passare per la prima volta il San Valentino con il mio pazientissimo womo. Pazientissimo perché erano 2 mesi buoni che stavamo cercando di andare a Firenze ma di settimana in settimana rimandavamo sempre. Ma non è colpa mia. Mettiamo le cose in chiaro: io e L. ogni settimana facciamo la posta ad un sito internet di viaggi che propone posti e altrettante location molto orientate al design e mica è colpa mia se le location non erano così esagerate come noi cercavamo. Poi siamo stati folgorati da un appartamento che non potevamo rifiutare per niente al mondo.

Sono stato a Firenze due volte: la prima volta con mio padre a 16 anni in un tour di tre giorni dove mi ha fatto vedere tutto nel vero senso della parola (roba che tornavo in albergo con i polpacci doloranti) e l’altra a 20 anni con un mio amico romano per una toccata e fuga in pieno luglio con 60 gradi all’ombra.
Come ogni tipica vacanza le attività previste sono sempre le medesime.
1. agonizzare in qualche museo o vedere qualche momumento.
Siamo stati a Santa Maria del Fiore, bellina eh ma mi sono imposto per non salire sulla cupola che già gli scalini che faccio al lavoro mi bastano. A Santa Croce abbiamo sfidato una temperatura glaciale che manco sotto 50 cm di neve a Bologna. Santa Maria Novella l’abbiamo vista solo da fuori perché prima delle 13 fanno funzione e non fanno entrare nessuno. Volevamo andare a vedere i giardini di Boboli ma appena arrivati il tempo ci è stato avverso e abbiamo pensato che non era tanto il caso di fare le rane in mezzo al fango. Volevamo andare anche agli Uffizi il giorno di San Valentino e mai idea fu più nefanda: c’era il 2×1 e dopo un’ora di 500 metri di fila e un avanzamento abbondante di tre mattonelle e mezzo abbiamo deciso allertare il Lord che aveva fatto la stessa pensata per poi mollare il colpo. Anche perché erano le 17 e alle 18 chiudevano baracca e burattini.
2. sfondarci di cibo e alcol fino a svenire.
Dopo un primo tentativo in una taverna tipica toscana che sulla carta avrei dato cento e che invece si è rivelata un mezzo pacco tanto che aveva finito i dolci e ci siamo coccolati su un localino zona Ponte Vecchio con affaccio sull’Arno molto vintage anni ‘50, abbiamo messo le tende da Marione in Via della Spada: si mangia benissimo e si spende il giusto. Dai crostini toscani alle pappardelle al cinghiale, dalle penne strascicate al sugo di carne alla tagliata con rucola e patate al forno, dalla ribollita all’agnello ripieno. Un ristorante assolutamente da provare. Ed è lì che abbiamo beccato Lord e marito per ben due volte. Grande Firenze eh.
3. fare shopping da ubriachi.
E’ una cosa che non impareremo mai e poi mai. L’altra volta, a Bologna, dopo aver mangiato e bevuto come spugne da Eataly ci siamo trovati da Fendi per dare un’occhiata. Dieci minuti dopo siamo usciti con un portafogli ed una sciarpa. E poi ho mangiato pane e acqua per un mese. Però quando pago il pane faccio proprio una porca figura. Questa volta siamo stati da Tommy Hilfigher. MAI PIU’. Dico solo questo. E che sarò bellissimo con la camicia a righe ultrastretch e ultrafrocia.
4. farci stronziare dai servizi extra dell’ albergo.
Questa volta siam stati bravi. Dopo aver contestato il malfunzionamento dell’impianto idraulico ci hanno offerto una bottiglia di rosso qualsiasi dalla cantina. Appena ho sentito le parole “offrire” e “vino nella cantina” già ero con l’apribottiglia pronto. L’unico extra è stato un drink sulla base del Bloody Mary che devo ancora capire come hanno fatto. Troppo troppo buono: roba che dopo sembravo la Dellera per quanto era piccante.
5. distruggere i cojoni per le foto.
Una delle tante cose che il mio womo pazientemente sopporta sono le infinite richieste di foto e sono sicuro che una volta o l’altra che dirò “fotina?” mi lancerà nell’Arno attaccato ad un Suv. 48 ore per un totale di 643 foto. Non so se rendo.

febbraio 17th, 2010 at 00:17
E io sarei paziente solo per queste due cose?
E poi fra tutte le cose che ho mangiato non hai citato il bollito, con quella buonissima e enormissima lingua!
febbraio 17th, 2010 at 00:32
Come ti allarghi, mamma mia!!!
febbraio 19th, 2010 at 18:33
La pazienza è la virtù dei forti…il mio amore è un maciste!
febbraio 19th, 2010 at 18:34
P.s. manco il tempo di arrivare che avevi piazzato già il MAC sulla scrivania eh?! =D
febbraio 21st, 2010 at 00:48
E’ bello tornare a leggerti e divertirsi come sempre! Sono contento che hai trovato questo bel posto a Firenze. Sul Mac però hai tutta la mia indulgenza: anche io avrei fatto la stessa cosa!
Bravissimo!
Ballestrero
febbraio 21st, 2010 at 12:50
Angel e certo! Dovevo provare pure la connessione!
Ballestrero Macciao! Come stai?!?