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Mine Vaganti

Volutamente “Mine Vaganti” è un film di cui non ho voluto sapere nulla, trailer a parte, per non rovinarmi l’effetto sorpresa. E bene ho fatto perché mi aspettavo un tipo di storia e mi sono ritrovato con tutt’altro.
Ambientato in una bellissima Lecce, il classico film corale alla Ozpetek, racconta il ritorno a casa di Tommaso (Scamarcio) che decide di rivelare la propria omosessualità ai genitori.
E qua mi fermo perché non sono il tipo che sputtana le trame. A parte “l’amante inglese“, storia di una francese tanto ninfomane quanto inscopabile che vive in una casa della madonna con un marito pazzoide e due figli stupidi ma che un bel giorno decide di mettere le corna con un sudicio muratore panzuto. L’ex le mette i bastoni tra le ruote finché non la convince a tornare a casa. Dopo sei anni, lo ammazza. Film di rara bruttezza.
Ma torniamo a “Mine Vaganti”. Riccardo Scamarcio è sempre monoespressivo, per il prossimo film propongo per far recitare un cartonato. Preziosi è bravo ma non mi ha mai convinto molto. La Grimaudo, la Savino, la Sofia Ricci e Fantastichini sono splendidi. Il ragazzo di Scamarcio, ossia Carmine Recano è di una dolcezza e bellezza unica. Standing ovation per la nonna Ilaria Occhini.
Poi ci sono diverse cose che di Ozpetek fanno impazzire: le enormi tavolate con la telecamera che gira intorno ai commensali in un intreccio di botta e risposta esilaranti, la perfetta fotografia e i primi piani che colpiscono allo stomaco.
Due ultime cose. La prima è che ho scoperto di essere una mina vagante, ossia una di quelle persone che dicono una cosa e poi ne fanno puntualmente un’altra. Sempre e comunque. L’imprevedibilità fatta persona.
La seconda, un po’ più seria, è una frase che la Occhini dice: “sorridi sempre, anche quando stai soffrendo o se stai morendo dentro“. Che è quello che da un anno sto facendo. Detto ora non lo dirò più: mi sono imposto che questo sia un blog caratterizzato da cazzeggio, ironia e prese per il culo (mie in primis) e non di quelli maniaco depressivi da sfrantecamento di palle. Perché ammettiamolo, non si può rompere i coglioni alla gente con un muso che arriva da qua fino in Papuasia.
Comunque che dire, “Mine vaganti” è uno di quei film che vorrei non finisse mai. E questo è il Ferzan Ozpetek che mi piace.

3 Responses to “Mine Vaganti”

  1. 1
    Signor Ponza:

    Non vedo l’ora di vederlo. Se tutto va bene giovedì, dopo aver letto il tuo post mi è venuta ancor più voglia. :D

  2. 2
    Ilari:

    anche io sono curiosa di vederlo, le persone che l’hanno visto fino ad ora mi stanno dando tutti giudizi positivi.
    sono andata a cercare su Google Carmine Recano: era in “Certi bambini”,in quel ruolo era molto bravo( fa il piccolo delinquente guappo) l’ho visto a Giffoni mille anni fa ed è davvero molto bello anche dal vivo,specie di viso, anche se un pò basso.
    è anche napoletano o giù di lì, vero?

  3. 3
    ^Angel^:

    A parte il disaccordo su Recano che ha una faccia insopportabile…parlando di cose serie: si scorge almeno una fetta di chiappa di qualcuno apprezzabile?!

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