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Minivacanze romane

E pure finisce che in un momento di crisi mistica lavorativa in cui l’unica alternativa valida era rappresentata dall’inforcare il capo con uno spiedo di 1.70 cm, rosolarlo ben bene nell’incendio delle torri gemelle e poi buttarlo in una vasca di piraña tenuti a stecchetto da 3 mesi, che prendo un giorno e mezzo di malattia (che mi verrà fatto scontare con la morte) per un incontro in terra romana che la CIA mi fa una pippa.
E girando girando mi ritrovo, come sempre, a stare a piedi nudi sul praticello del mio bel parco vista Colosseo come un qualsiasi studentello che ha marinato la scuola, a mangiare il tiramisù alla fragola di Pompi invece di essere sommerso di carte, previsioni e lingue in culo per non dire quello che si pensa, a ridere da solo vedendo i centurioni che convincono i turisti a fare le foto, a saltellare in una strada ampia, l’autobus che fa ritardo e nessuno che rompe le balle al conducente, a fare i chilometri sotto una bellissima e calda giornata primaverile che sa tanto di liberazione e che potrebbe essere l’inizio di un qualcosa di nuovo e  tanto atteso.
Se solo la sfiga se la prendesse un po’ pure lei nel culo.

2 Responses to “Minivacanze romane”

  1. 1
    Fabio:

    tutto questo da solo?

  2. 2
    ItalianPsycho:

    Ah no. Avevo IsteriaPersonificata a stressarmi.

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