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Archive for Blogpalla

Tra lui e lei sceglier non saprei

Sarà la primavera nell’aria ma questo è periodo di outing. Proprio ieri ho letto che Andrea Occhipinti ha vuotato il sacco ammettendo di essere gay ed anche io, per stare al passo coi tempi ho deciso di fare il mio outing.
Senza vergogna alcuna ammetto pubblicamente che a me Marco Liorni è sempre stato simpatico per vari motivi.
Ad esemoio è caruccio assai ed ha la classica faccia da bravo ragazzo che non si fa le canne e che non tira cocaina girando da un rave party all’altro
fino alle 8 del mattino.
E’ educato e conduce con garbo sia in televisione che in radio dei programmi che riscuotono il loro successo senza cadere nella volgarità e senza alcuna scivolata nel trash. E ce ne vuole visto che è passato indenne sotto alcuni Gf su cui stenderei un velo pietoso.
Ammetto anche che lo preferisco in versione radio perché quando fa lo speaker mi trasmette una calma ed una tranquillità che abbatte in un secondo il mio stress da endovena di caffè. Poi mi piace anche perché, a differenza di altri speaker, non si fa venire un’embolia per dire 30.000 parole al minuto prima dell’inizio della canzone. Fa delle belle pause che ti mettono a tuo agio come se stesse proprio nel salotto di casa tua e ti volesse spiegare per bene quello che dice come se fossi un bambino di due anni.
Con calma, tanto abbiamo tempo. Senza stress. Ah.
Da poco, e più precisamente da quando Rds ha rinnovato il sito internet, Marco Liorni ha creato il suo blog personale che me lo rende ancora più simpatico. Perché se uno già ti sta simpatico e apre un blog, come ha fatto anche Daria Bignardi con il suo Barbablog, uno non può che alzarsi in piedi, fare clap clap con le manine ed esprimere tutta la propria approvazione.
Poi però leggo il suo ultimo intervento e non posso fare altro che pensare che forse Marco Liorni sia momentaneamente in stato di incoscienza. Se c’è un medico in sala è pregato di  fare qualcosa e pure alla svelta grazie.
Nel frattempo vado a fracassare la tv giusto in tempo per domani sera.

Update: Cattivo Liorni che su tutti i post va a cancellare proprio quello che linko io dove si vantava che se a Sanremo avevano Michelle loro del Gf avevano Califano.  Cattivo Liorni! Cattivo!

What’s in your wallet?

Un bel po’ di tempo fa circolava in rete un giochino che mi piaceva tanto. Consisteva nel tirare fuori dalla borsa o zaino tutto quello che c’era all’interno, scattare una foto, metterla online, taggarla e leggendarla. Flickr è ottimo per questa cosa.
Insomma, è quel giochino che ogni rivista di Style che si rispetti fa col vip di turno ogni tot di tempo cercando di scovare qualche scheletro nell’armadio. Mi stupisce che Vanity fair non abbia ancora giocato questa carta. O forse l’ha già giocata prima di averlo eletto a "giornale da cazzeggio" per eccellenza e fiondarmi ogni santissimo giovedì mattina in edicola.
In rete si fa gli sboroni e si fa credere di avere qualsiasi cosa, dall’appendiabiti a forma di uomo ad una boccia con tanto di pesce rosso, manco uno girasse con il set da viaggio della Samsonite. Ma che ci frega degli altri, pensiamo a noi.
Visto che di rifare la stessa cosa ora non me ne tiene ho pensato di riproporlo nella sua variante meno sfruttata: quella del portafogli.
Quindi se volete farvi un po’ di fattacci miei basta cliccare qui.

Guess the books

Questa volta prendo subito la palla al balzo da NormalmenteAcido prima che si aggiunga qualcun altro. Adesso niente arretrati.
Il gioco è facile: si deve prendere il primo libro che capita a tiro, aprirlo a pagina 123, saltare le prime 5 righe e riportare le successive tre. Fine. Bah.

Visto che proprio non capisco il senso di questo gioco, io rilancio: si deve indovinare il titolo del libro.
E per movimentare un po’ la cosa, invece di uno metto tre libri con un diverso grado di difficoltà. Dovrete essere precisi nell’indovinare, mi raccomando. Non si vince niente, è chiaro.
E’ giusto per pariare un po’.

Primo tentativo (difficoltà bassa):
"poi disse sia la luce e la luce fu"

Secondo tentativo (difficoltà medio/alta):
"Pestate al mortaio il peperoncino in polvere, un cucchiaino di semi di carvi, le stecche di cannella, i cardamomi, una cipolla, le foglie di alloro, lo zenzero e il sale".

Terzo tentativo (difficoltà alta):
"Perché rimanga ancora un po’ di senso del mistero, non verrà rivelato per il momento di chi sia il braccio contuso. Questo particolare è infatti allo scopo di creare una suspance…"

Coinvolgo: Lord, Pero, VittyME, Alebino, Gattonero e Astrognauta

Five things you don’t know about me

Ok, la smetto di fare il sociopatico e mi lancio in questa catena visto che prima Stee, poi Normalmenteacido e per ultimo Achamp mi hanno nominato.
E’ un giochino in cui devo scrivere 5 cose che non sapete di me.
Quindi cominciamo.

1. Sono un maniaco dell’ordine
In casa mia tutto ha un ordine prestabilito e guai a spostare qualcosa. Ad esempio la tazzina della prima colazione deve evere il manico rivolto verso le finestra e deve stare alla sinistra della zuccheriera e alla destra del box con le bustine di zucchero di canna e dietetico.
Altro esempio sono i telecomandi: ognuno ha un proprio posto e devono essere perfettamente paralleli alla mensola/cassetto/tavolo su cui è poggiato.
Basta un colpo d’occhio per sapere chi ha spostato cosa. Ogni volta che viene il cameriere è mi sale la bile. Non si rende conto della gravità della situazione quando mette gli evidenziatori nel bicchiere delle penne o i libri nel portariviste.

2. La mia macchina deve sempre essere pulita
Tant’è che nel mio cassettino è sempre pronto un kit composto da Swiffer Duster piumino, Swiffer panno acchiappapolvere, spray mangia polvere e boccettina deodorante di ricambio all’essenza di mela verde.
Nelle interminabili pause al semaforo è possibile vedermi intento a dare una pulitina per ingannare l’attesa.
Ok, nel cruscotto ci sono anche le salviette “Fresh & Clean”, ma quella sappiamo tutti a cosa servono, no? Quando scappa la ciulata in macchina, scappa.
Una volta al mese, se non due, faccio lavare la macchina ed aspirare l’eventuale polvere dai tappetini ma soprattutto la sabbia che continua ad imperversare sui sedili.

3. Adoro il mare
D’estate, di inverno, in primavera ed in estate. Ogni settimana vado al mare a fare una passeggiata per pucciarci dentro i piedi o raccogliere sabbia o pietre rigorosamente tonde. Vado anche a capodanno con una temperatura di -30°. Meglio se accompagnato dal mio fido lettore mp3. Perché pure io sono romantico, ma solo un po’. Ma è anche perchè come mi calma il mare, non mi calma nessuno.

4. Conto
Conto tutto e tutti. Conto qualsiasi cosa abbia davanti. In metropolitana conto i pallini nel linoleum o le cicche di sigarette sui binari. Per strada conto le macchine parcheggiate o le mattonelle che calpesto come in “Qualcosa è cambiato” con Jack Nicholson. Quando studio conto le matite o i libri. Il risultato deve essere pari, altrimenti si ricomincia daccapo.

5. Batterie sempre cariche
Ho la sindrome da abbandono tecnologico. Il mio cellulare deve essere sempre carico in termini di soldi e di batteria. Così come la digitale che porto sempre con me le cui pile non devono mai e poi mai abbandonarmi. Per il lettore mp3 è lo stesso. E’ infatti facile trovare nel mio zaino caricabatterie o pile di ricambio di ogni genere.
Insieme a due o tre barattoli di gel. Perché si deve sempre essere in ordine.

Ora dovrei passare la palla a cinque blogger.
Visto che oramai questa catena l’hanno fatta cani, porci e babbuini con le emorroidi, e visto che non ho intenzione di ricevere ulteriori macube, accetto proposte da 5 persone che hanno intenzione di continuare il gioco.
Fatevi avanti tra i commenti, i blogger verranno linkati qui sotto nell’ordine di alzata di mano.

Risponde all’appello: Vega, La Franca e IronicoSclero.

And the winner is…

Torno subitissimo



Autoreferenzialità Atto 1
Visto che si stanno attrezzando per farmi crollare la media con una costanza che solo una madria di disadattati può avere, vi ricordo che potete continuare a votarmi cliccando il nuovo ragazzotto della colonna laterale oppure direttamente da qui. Ci si registra in 5 secondi, vi assicuro. Basta solo una mail e 5 secondi di pazienza.

Autoreferenzialità Atto 2
Qualche giorno fa sono stato intervistato da PeroChan. Quindi se volete avere un quadro di un Italian Psycho un minimo minimo più sciolto potete cliccare qui. Troverete anche una mia foto.

Referrer #1

Ma che, niente niente l’hanno preso per una pignatta?

Submachine

Vediamo un po’ di farvi pariare. L’ho trovato ieri sera dimenticato da tempo immemore in un sito che conservavo tra i preferiti ed è un giochino per niente malaccio che fa perdere un po’ di tempo e testa.
E’ una variante di fuga da un luogo chiuso dei tanti giochini "punta e clicca"?.
Si devono visitare stanze, raccogliere oggetti ed enigmi da risolvere.
Si usa solo ed esclusivamente il mouse: sia per clikkare e raccogliere gli oggetti che per dare le soluzioni agli enigmi. Per usare gli oggetti invece, clikkateli dall’inventario e trascinateli fino al luogo in cui riterrete che debbano essere usati.
Ci vorrà una decina di minuti, venti per i meno esperti.

Il post è stato editato per evitare che, nei prossimi dieci giorni, ad ogni accesso si aprisse automaticamente tutta la Madonna. Musichetta angosciante inclusa.
Quindi, per giocare basta che cliccate qua.
Per le soluzioni vi evito di impazzire e le metto tra i commenti.

7 pazzi in libertà

NormalmentaAcido: Mi sono organizzato con Kermit per andare al cinema, vuoi venire?
Italian Psycho: Si dai vengo che non ci vediamo da una vita e rivedo pure Kermit.
NA: Ci sarà anche qualcun altro.
IP: Tranquillo, no problem.

Dopo un aperitivo vippissimo, perchè io vado solo in locali fighi che ti chiedono un rene se no non sono contento, con lui a piazza Dante arriviamo fuori al cinema all’orario dei signori, ossia 3 minuti prima dell’inizio del film, dove incontriamo lui, lui, lui e lei. In attesa di lui.

Kermit incazzato come una rana da combattimento africana, dopo essersi reso conto di aver sbagliato cinema si è teletrasportato alla velocità della luce dalla parte opposta di Napoli. E’ arrivato in preda dalla disidratazione, dai morsi fame e con un grado di isteria quanto bastava per inserirsi al meglio nel clima da gaypride che affollava il cinema.
Ago cerca di prendere in mano le redini di una situazione ormai allo sbando per fare i biglietti visto che il monitor segnalava la presenza di 8 posti liberi ed ancora dovevamo vedere la via di entrare. Arriva alla cassa e finiscono. Panico. Si continua ad inciuciare. Panico. Battute e cotillon. Cinema? Cosa? Come?
La disorganizzazione fa da padrona finchè interviene Bartleby, armata di sentinello antizanzare attaccato alla tasca, rendendosi conto che lasciare tutto in mano a 6 gay è il peggiore errore da poter mai fare.
Si opta per lo spettacolo successivo utilizzando i biglietti a metà prezzo spacciati da NormalmenteAcido mentre IronicoSclero ingiacchettato fa salotto con mezza città incontrata sotto al cinema.
Nel frattempo si perdono le tracce di Marmo. Notizie vaghe lo vedono fuori un altro cinema dal lato opposto della città.

Scambio di sms
IronicoSclero: Ma dove sei?
Marmo: Med, voi?
IS: Mod
M: Merd!

Solo a noi froci può succedere di trovarci in tre posti diversi nonostante nelle mail si parlasse dello stesso cinema. A quel punto viene telecomandato da Kermit fino al ristornate cinese dato che, a quanto pare, soffre di labirintite acuta ed è in grado di perdersi anche nelle sue scarpe.
Dopo una cenetta a base di roba cucinata che più di merda non si può (mica ci possiamo dimenticare gli spaghetti al muco?) e ancora con l’interrogativo se i ravioli ai gamberi trasparenti abbiano la faccia di un preservativo indossato o meno, ci dirigiamo verso il cinema abbandonando NormalmenteAcido che ritorna a casa per ovvi impegni matrimoniali.
Il film scelto era “Volver"?. Non male a dir la verità. Soprattutto la parte splatter. Peccato che non avevano acceso l’aria condizionata e la temperatura rasentava quella del Sahara il 15 agosto mentre delle ballerine Hawaiane ci deliziavano tra i primo ed il secondo tempo.
Tutto sommato però la serata non è stata per niente male, anzi! E finalmente si è dato un volto a coloro che leggevo, chi segretamente chi meno, per scoprire che: Kermit, anche a distanza di 7 anni, è sempre troppo alto e assieme sembriamo l’articolo “il"?, IronicoSclero è un continuo di battute da rotolarsi per terra un secondo si e l’altro pure, Ago fa tanto il serio ma quando sclera facendo la vajassa è divino, Marmo un po’ svampito e stressato ma con una memoria da far impallidire il mio neurone solitario e Bartleby, come dice Carmen Consoli, una donna con la D maiuscola o, in alternativa, una splendida regina incontrastata dei froci.
Chiaramente si farà il bis, anche perchè una certa personcina che mancava davvero tanto e che arriva stasera è alquanto richiesta.
Che poi ora mi chiedo…ha senso parlare di una serata del genere quando lo faranno altre 6 persone?

AAA Cercasi writer pazzo

Comparso su un sedile posteriore di una delle due funicolari di Chiaia nel periodo di chiusura del mio primo blog, è ancora possibile trovare questa scritta.
Sarà che il pennarello con cui è stato scritto è uscito direttamente da una industria chimica, sarà che il mezzo pubblico viene lavato solo in concomitanza di una eclissi di sole o del passaggio di Marte su Plutone, fatto sta che la scritta c’è ancora.
Ad accorgersene è stato lui che gentilmente ha scattato la foto col cellulare visto che io ‘sta diamine di scritta la becco una volta ogni mille anni e quasi sempre mi ritrovo senza digitale. La qualità è quella che è, ma è pur sempre una foto scattata col cellulare! Che volete, il grandangolo? Io non so chi sia che l’abbia scritto, forse io stesso in preda all’estati pura ed ad un delirio di onnipotenza cosmica dopo aver pippato l’impensabile ed oltre? Chi lo sa. Fatto sta che sono curioso come una scimmia impazzita.
Chi è il colpevole si faccia avanti! Verrà nominato prima carampana ufficiale ed incontrastata di questo blog ed inserito nell’albo dei potenziali serial killer. Poi potremmo anche diventare dei simpatici compagni di merende ed andare a sterminare la popolazione napoletana, ma questa è solo una idea. Per il momento mi trovo bene ad essere tutto scoppiato da solo anche se, pensandoci, anche in questo caso in due si starebbe benissimo.
Perché uno che va a scrivere Italian Psycho su una carrozza di una funicolare tanto bene non deve stare…

Perchè il mondo a Napoli è davero minuscolo

E’ oramai prassi che ogni giorno verso le sette abbandono baracca e burattini per andare a correre aka rimettermi un po’ in forma aka rifarmi gli occhi e sbavare con il ben di dio che fa jogging a via Caracciolo. 45 minuti e poi di ritorno a casa strisciando per buttarmi sotto la doccia, cena con qualche cazzata e collasso libero.
L’altro ieri, nel collasso time, decido di fare un giretto online per sfottere un po’ di gente e chi ti becco? Lui.
La cosa che ho notato è che sia la mia memoria da pesce rosso che il mio neurone supersite erano completamente andati a puttane. O forse a prendersi un margarita con le pacche nelle calde acque messicane. Si perchè già avevamo scambiato su msn qualche battuta un po’ di tempo fa finchè, non chiedetemi perchè, lo avevo identificato come un 40enne voglioso che voleva concupirmi in modo viscido e subdolo e quindi è stato bloccato barbaramente.
Successivamente, nelle prime battute, l’ho identificato come un 18enne liceale con problemi pseudo depressivi. Poi per fortuna è venuto incontro alle mie residue facoltà mentali e è riuscito a ravanare nella mia memoria finchè, come in "Millennium"?, ho avuto un flash e d ho visto tutto bianco. E mi è stato chiaro tutto.
Da quel momento è iniziato un taglia e cuci spaventoso per circa due ore dove abbiam buttato merda su qualsiasi argomento esistente. E’ bello trovare qualcuno che vada oltre i soliti discorsi da chat di quart’ordine. Qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere in tranquillità parlando del più e del meno e che non sia ossessionato dal sesso o che non sia accompagnato da uno stormo di turbe mentali da far arricchire uno psichiatra per tutto il resto della sua vita.
Però sono certo di una cosa, che se lo becco stasera, ci faremo davvero un sacco di risate. Perchè se già sul virtuale ci lanciamo in dei fantastici botta e risposta non oso proprio immaginare in real cosa può mai succedere. Secondo me ci picchiano.

Furti

Girovagando tra blog (e non) della rete nelle mie folli pause di studio ho trovato alcune chicche che davvero non potevo non riportare di diritto anche qui a causa di alcuni elementi di puro trash non entità non indifferente.

1. Da Davide rubo uno spaventoso e riconoscibilissimo plagio di "La Isla Bonita" di Madonna ad opera di Cristina D’avaena nelle sua "Sailor Moon ed il Cristallo del cuore". Sarà che la terza serie mi è passata sotto gli occhi quasi inosservata, ma come ho fatto a non accorgermene?
Visto che mi trovo ne dico un’altra: Lo spot del cioccolato "Nero" della Perugina non ha una musica che assomiglia troppo a “drowned world/substitute for love” o mi sono rincoglionito?

2. Da River invece rubo il ritorno a casa di Ivan D’Andrea, il fortunatissimo vincitore di questa edizione di “Nemici” di Maria De Filippi. Tornato nel suo paesello gli han fatto la festa. Tutto sotto controllo eccetto l’omaggio del suo nome scritto con delle piantine. Fa molto “Sul cucuzzolo della montagna con la neve alta così”. Ivan 1 – Heidi 0.

3. Da Libero riesco finalmente a vedere le foto della decomposizione di Whitney Houston. Se non erro la cognata ha pensato bene di fotografare il lavandino del bagno della casa di Atlanta di Whitney stracolmo di cocaina, pipe, pipette e tutto il kit necessario per il tossico doc per poi passare, per il bene della povera Witney, gli scatti al "Sun". Se pensate che spesso si è pure pisciata sotto è facile pensare come sia totalmente devastata. Questo è anche il potere dei soldi. Io proporrei a Whitney di passarmene un poco a me, io saprei sicuramente cosa farmene invece di buttarli in droga.
Apro parentesi: Non ci stupiamo quando troviamo notizie di cognate uccise a colpi di sega elettrica.

Ed ora che ho sparato la mia dose di stronzate quotidiane credo che posso pure rimettermi sui libri. Che forse è meglio.

Sono stato nominato

Che ormai Libero non mi linki più era cosa assodata da tempo visto che scrivo poco e niente e prettamente di cazzi e stracazzi miei. Ma vedere che i blogger sono comunque rimasti affezionati a ciò che avevo costruito in passato non può che farmi piacere. Si perché è innegabile che il blog di adesso non vale la mezza palla destra di quello che avevo tempo fa ma le cose cambiano, lo sapete.
E ieri all’improvviso mi arriva la notizia che Matteo Pedrosi mi ha nominato tra i blog preferiti nell’intervista fatta da EgoSconnesso.
E l’Ego, il mio, si impenna.
Grazie a tutti, anche solo per la pazienza che state dimostrando. Si, perché è scandaloso che faccia 250 contatti non scrivendo nulla.

P.s. come ringraziamento ai due su citati anche io appoggio la causa Lucarelliana che dovrebbe essere seguita dai più. Quindi metto qua il bannerino che potete scaricare e inserire nei vostri templates utilizzando questo codice html (tasto destro e salva oggetto con nome).
Se poi EgoSconnesso intervenisse per dire come faccio a mettere online un file html è sempre un piacere.

Del perchè non sono una blogstar

Che poi fa pure piacere quando me lo dicono, ma siamo realisti…io non sono e non potrò mai essere una blogstar per vari motivi:

1. linkano e rilinkano post passati per auto incensarsi. Ah qua come sono stato bravo a dire questo, ah come sono stato arguto nell’affermare quest’altro, come vedete avevo ragione, io sono Dio e so sempre tutto. In un anno e mezzo di blog avrò linkato si e no a 2 post miei su 800 post. Non so.

2. linkano e rilinkano la cerchia di amichetti come manco all’asilo si faceva comunella per estromettere lo sfigato della classe. Io do link a cani e porci pure su semplice richiesta o, semplicemente, mi sveglio la mattina, leggo un commento che mi fa rotolare dalle scale e linko la persona. Che è sta mafia dei link?

3. Non rispondono alle email. Io rispondo a tutte le mail. Ma io la vedo come un fatto di educazione. Sia che facciano i complimenti, che esprimano solidarietà, che vogliano scopare violentemente, che vogliano solo mandarmi affanculo, perché non dovrei rispondere? Mica so fatto Marco Aurelio sul Campidoglio che devo farmi solo guardare.

4. Non rispondono ai commenti. Qui però devo aprire delle parentesi. Che chi come Dave che, pur avendo sempre la situazione sotto controllo, per ovvi motivi di praticità non può rispondere ogni giorno a 1000 e passa commenti ed interviene solo in alcuni casi. C’è poi chi fa finta che i commentatori non esistessero e si crogiolano infinitamente nel vedere il numerino di interventi che sale sale sale e sale. Io rispondo, in genere, a tutti i commenti. Tempo permettendo. Sempre per un fatto di educazione. Se non si vuole che la gente intervenga si può sempre eliminare i commenti o rendere privato un blog, o no? Adesso ditemi…Posso mai essere una blogstar?

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