No, non il commesso, parlo della cartoleria in senso lato. Però se dobbiam parlare di commessi consiglio caldamente a tutti di andare da Decathlon Giugliano e chiedere di Riccardo, un nanetto con la giusta distribuzione di muscoli, uno stomaco azzeccato ai reni, sorriso splendido splendente da 4000 denti e che te ne fai di quelli degli spot Colgate Herbal White, gentilissimo, carinissimo e disponibilissimo. Si vede che gli piace quello che fa. Mica come i suoi colleghi che per chiedere qualcosa devi rincorrerli in una 300 ad ostacoli finchè spariscono nel magazzino.
Ma torniamo alla cartoleria. Io adoro la cartoleria. Per me è come un negozio di caramelle per un bambino di 5 anni. Sarà il retaggio che mi porto da piccino quando il mio desiderio variava tra il voler diventare un cantante rock o Michelangelo Buonarroti mentre i miei compagni volevano diventare piompieri o astronauti. Poi volevo diventare anche una ragazza di "Non è la Rai", ma qua si esula dal discorso.
Non so resistere a tutte quelle pennine, ai colori, ai quadernetti, alle gommine, ai pennarelli con le punte strane, alla roba colorata in genere, ai nastri adesivi, alle spillette….a qualsiasi cosa insomma. Se si aprono i miei cassetti si trova una cartoleria completa. Ho pure fogli e fogli di etichette che verso il periodo natalizio vedo di smerciare scrivendoci i nomi del destinatario del regalo per poi attaccarlo sul pacco ma niente, non finiranno mai. Ne avrò sicuro fino al 2015.
Il mio ultimo feticcio è l’acquisto di evidenziatori con nomi altisonanti che fanno illudere di essere un ingegnere aerospaziale. Un esempio? l’ Highlighter Cyber Shock della Tratto. Come si fa a lasciarlo insieme ai suoi fratellini? Oppure il nuovo della Staedtler, per la cui marca e i suoi formati triangolari nutro una vergognosa ed intima passione, il Triple Texsurfer. Textsurfer. Solo a leggerlo mi si drizano tutti i peli come se qualcuno mi stesse dando una sana leccata nell’orecchio. Vogliamo parlare dei colori a neon della Stabilo con i loro formati ottagonali? Oppure di papà evidenziatore e figli evidenziatorini?
Ogni volta che entro in una cartoleria sembro un tossicodipendente: ne esco sempre che ho speso una buona 15 euro di roba. Se poi la cartoleria in questione è Amodio a Portalba, è la fine. Un negozio su tre piani da cui uscirne indenni è praticamente impossibile. Considerando che all’ultimo piano c’è anche il settore belle arti con lo stand della Carandache con i suoi pastelli delle scatole di legno è chiaro comprendere il perchè.
Una delle regole da seguire nell’acquisto di merca da cartoleria è quello di scegliere solo ed esclusivamente roba di marca. Pensiamo al nastro adesivo: se si compra il set da 10 nastri adesivi ad 99 centesimi che si vende dal negozio "Tutto a 99 centesimi" sotto casa è chiaro che non attaccherà mai niente. Che volete fissare con qualcos afatto con la saliva di un cammello disidratato? Quelli della Scotch sono una garanzia. poi c’è anche il modello bianco trasparente su cui ci si può scrivere sopra, divino.
Altro caso? i Post-It. Costano la mano del Pateterno ma come stanno attaccati loro, non ci sta nessuno. Li attacchi e stacchi che è una bellezza. Mica come quei robi senza marca che basta vuoi raddrizzarli e se ne vengono sani sani.
Vabbè, ho capito, la smetto. E poi adesso ho da trovare un impiego fruttuoso per quei fogli trasparenti dove inserire i fogli A4 con i buchi laterali: erano in offerta e non potevo non prenderne un pò. Tanto servono sempre. Ne ho presi 50.
febbraio 6th, 2008 | Category: Deliri | Comments (32)