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Archive for Deliri

Il tormentone di Sanremo 2010


Il buongiorno di Ari. Perché noi qui in casa ci teniamo sempre sul pezzo e stiam tutti benino.

Gli anfibi fetish

Ieri il taxista mi ha suggerito, per evitare di pattinare sul ghiaccio e sfracellarmi sotto un suv, di andare da un gommista e farmi mettere sotto alle suole delle scarpe dei chiodi per ancorarmi al terreno e non scivolare. Si certo, come no. Mi pare normale sventrare le mie scarpette e trasformarle in una scarpa da combattimento tipo “Robot Wars“.
Ecco perché ho deciso di indossare quelle che per me sono da sempre state sinonimo di devastazione massima: gli anfibi fetish.
Anni fa mi ero autoconvinto che la scarpa che non poteva assolutamente mancare  fosse l’anfibio fetish. Nero, con inserti in tela rigida e pelle, qualcosa che avrei potuto indossare sotto qualsiasi cosa. La scelta ricadde sull’anfibio fetish da film porno gay. Quelli genere militar con musclebear che l’istante prima son tutti belli a pulire i cannoni, e due secondi dopo spostano la loro attenzione su altri cannoni, gambe al vento e anfibi in primo piano. Leccata compresa.
Ecco. Non fatevi ingannare: per toglierli ci vuole mezz’ora che altro che scena porno, per allacciarli un’altra ora, fanno venire le veschiche, si balla dentro, si cammina come Frankenstein, pesano venti Kg e stanno così di merda che per appianare la situazione ci si deve vestire da punkabbestia. Non so se rendo.
Ecco, i film porno non sono credibili.

Cambi di rotta

Devo entrare bell’ordine di idee di stare lontano anni luce da film come Julie e Julia che poi mi viene voglia di trasformare questo blog in uno di ricette di cucina con tanto di foto e video che fanno venire l’acquolina in bocca solo a vedere cosa è stato cucinato. PsychoMoroni. Già mi vedo.
Si, ok che ora vado in palestra e faccio una dieta di quelle per mettere su massa che se aggiungo un cucchiaio in più di olio poi mi costringo a fare altre venti serie con la Lat Machine, però è per dire che tra i miei progetti c’è sempre stato quello di aprire un blog del genere.
O quello di mettermi in proprio e fare ciao ciao con la manina ai datori lavoro.

Abbattiamo il toro meccanico


Il fatto che Madonna, ai tempi di Music, abbia provato a sdoganare l’accessorio più stracafonal dell’hinterland americano, non significa mica che si può proporlo così all’improvviso e sperare che diventi un nuovo oggetto di culto. Anche se a rimetterlo in circolo ci abbia pensato Benetton in primis con quel look da fighetto minimal casual. Soprattutto se non siamo in una spiaggia deserta che ci vorrebbe la Sciarelli per rintracciarci.
Soprattutto se viene anche venduto dai venditori ambulanti che campeggiano ai semafori di quella ridente località pseudo-marina che è Mondragone.

Altro consiglio: Il rosso in estate non si porta e non si porterà mai. Non state a sentire Vanity Fair. In particolar modo non si porta in tessuto di raso. Non che le cose in vernice siano questo manifesto di eleganza eh.

C’è bisogno di leggerezza

    

O anche solo di sculettare un po’ appena parte nell’iPod.

Un fenomeno che non mi saprò mai spiegare


Quello della moltiplicazione dei piatti e delle posate in un pranzo a due dove si mangia solo un primo e due bruschette.

Finalmente uno studio serio


Io l’ho sempre detto che dimostro si e no 17 anni.

Essere pronti ad ogni evenienza

Vista la sfiga che ci gira intorno, SuperM ha deciso di placcare il prete più gay del mondo per una benedizione da cima a fondo della casa ma anche una total body personale e familiare in generale. Non prima di aver buttato due chili buoni di sale doppio fuori dalla porta e dalle finestre. Di ruotato i gufi verso le finestre e gli elefanti con le chiappe in bella mostra. 
Io ho fatto il mio: Ho preso un esorcista.
Ma uno buono.

Assalto alla Diesel

Con tanti giorni a disposizione nell’anno, quale potevo mai scegliere per andare alla Diesel? Ovviamente quello del 30° anniversario in cui viene messo in vendita un jeans in limited edition al prezzo di 30€.
Diciamo che aspetto che sfolli.

Travolto da un insolito destino

Stamattina mi sono imbattuto nelle ragazzine Post-it che omaggiavano i passanti con gadget e cancelleria varia. Praticamente, un sogno proibito diventato realtà. Già mi immaginavo, come una qualsiasi Mena Suvari, immerso in una vasca stracolma di fogliettini gialli. Si, lo so che lei aveva i petali di rosa e che faceva molto più onirico, ma che devo farci se ho una spiccata propensione per pennine, bloc notes e gommine?
Rimpiango solo di essere passato davanti a loro solo un paio di volte.
Moltiplicate al cubo.

Se fossi il padre

A mia figlia 14enne, alle 2 del pomeriggio, non la farei mica scendere di casa con queste scarpe. A differenza di un bel bernoccolo in fronte per la grande e sonora capata che si merita.

Certo è che se il padre è questo qui, allora il cerchio si chiude ed io alzo le mani.

O si innamora o si trasforma in rana

L: Che stai facendo?
IP: Ma niente di che, ho appena finito di vedere la seconda parte di "Caffeine" quando ho messo su Italia 1 e il dj della notte parlava di "Battle without honour or humanity" dei Tomoyasu Hotei dicendo che è una delle canzoni della colonna sonora del famosissimo film di Tarantino: "Bill Kill". Un’istigazione a sfasciare la tv.
L: E non ti è ancora venuta la schiuma alla bocca?
IP: No, ho retto il colpo. Uh, metti su Rai Due che ci sono i Ricchi e Poveri che cantano "Mamma Maria"!
L: Ah si guarda, sto proprio già cambiando.
IP:
"due guance rosse, rosse come meeeeeeeeele", che peccato cantano in playback.
L: Beh, d’altra parte sono sulla cresta dell’onda.
IP: "
E poi ti dice solo cose beeeeeeeeeelle".
L: E poi comprendi pure che quando erano famosi loro c’erano solo 5 note, devono mettersi al passo…

Mi sembra chiaro che in realtà io venga semplicemente istigato.

Del mio odio per Msn

Chi mi conosce, ma anche chi ha avuto a che fare solo un minimo con me, sa che la probabilità di trovarmi su Msn è pari alla possibilità che Paris Hilton rimanga la sera a casa a fare la calzetta.
C’è stato un periodo dove ero praticamente incollato finchè l’ho avuto proprio a male. Spesso mi si chiede di smetterla di stare in modalità invisibile ma vagli a spiegare che non è che sto in modalità invisibile, non ci sto proprio. Non ci sono cazzi.
Così come per i grandi amori dove serve un pò di pausa per avere chiara la situazione, con Msn è stato lo stesso. C’è voluto un pò di distacco per comprendere perfettamente cosa mi faceva saltare i nervi:

- Chi contatta scrivendo "Chi sei?". Lo dico qui una volta per tutte: se, come me, hai la memoria di un pesce rosso, usa i log e prima di cliccare fatti una bella ripassata. Così mi sono salvato da una quantità di grezze infinite.
- Chi per richiamare attenzione parte con i trilli a raffica che traballa pure il monitor. Se non rispondo al trillo, due sono le soluzioni: 1. Non sono al computer 2. Sono impossibilitato dal rispondere 3. Sono morto. Fate voi. E non pensate che sia una cosa facile da far recepire, eh. Io li staccherei uno ad uno quei ditini indice.
- Chi cambia nome 8 volte al giorno. Minchia, peggio che uno con la sindrome da personalità multipla.
- Chi utilizza al posto dei caratteri, le immagini Gif che per vederle si deve aspettare il caricamento di buoni 10 minuti. Il che significa che per 10 minuti il testo risulta chiaro come dei geroglifici. Non che dopo 10 minuti la cosa sia semplice anche perchè spesso le immagini sono collegati con dei comandi senza senso che per capire cosa si sta dicendo si deve vedere come hanno rinominato il file. Un esempio di DiarioBignardo.
- Chi, dopo un pò che non ti vede, ti manda mail minatorie chiedendo se l’hai cancellato. Non ti ho cancellato, uddio può essere pure, non mi connetto. Più facile di così davvero non saprei come spiegarlo. Poi se vuoi sapere se effettivamente ti ho cancellato c’è la funzione apposita quindi perchè chiedere.
- Chi, come ha notato anche Camilla, usa il righino del "inserisci un messaggio personale o visualizza la musica in ascolto" trasformandolo in un microblog dove ci tengono a fare sapere anche se sono andati in bagno. Se lo voglio sapere te lo chiedo, ok?
Non sono mica Arale con la mazzarella nella cacca.

Mi sembra proprio un’ottima idea

Ce li teniamo stretti stretti, ce li cresciamo e aspettiamo che comincino a gattonare.
Vedi mai che ci affezioniamo e risolviamo una volta per tutte il problema?

Del mio amore per il cartolaio

No, non il commesso, parlo della cartoleria in senso lato. Però se dobbiam parlare di commessi consiglio caldamente a tutti di andare da Decathlon Giugliano e chiedere di Riccardo, un nanetto con la giusta distribuzione di muscoli, uno stomaco azzeccato ai reni, sorriso splendido splendente da 4000 denti e che te ne fai di quelli degli spot Colgate Herbal White, gentilissimo, carinissimo e disponibilissimo. Si vede che gli piace quello che fa. Mica come i suoi colleghi che per chiedere qualcosa devi rincorrerli in una 300 ad ostacoli finchè spariscono nel magazzino.
Ma torniamo alla cartoleria. Io adoro la cartoleria. Per me è come un negozio di caramelle per un bambino di 5 anni. Sarà il retaggio che mi porto da piccino quando il mio desiderio variava tra il voler diventare un cantante rock o Michelangelo Buonarroti mentre i miei compagni volevano diventare piompieri o astronauti. Poi volevo diventare anche una ragazza di "Non è la Rai", ma qua si esula dal discorso.
Non so resistere a tutte quelle pennine, ai colori, ai quadernetti, alle gommine, ai pennarelli con le punte strane, alla roba colorata in genere, ai nastri adesivi, alle spillette….a qualsiasi cosa insomma. Se si aprono i miei cassetti si trova una cartoleria completa. Ho pure fogli e fogli di etichette che verso il periodo natalizio vedo di smerciare scrivendoci i nomi del destinatario del regalo per poi attaccarlo sul pacco ma niente, non finiranno mai. Ne avrò sicuro fino al 2015.
Il mio ultimo feticcio è l’acquisto di evidenziatori con nomi altisonanti che fanno illudere di essere un ingegnere aerospaziale. Un esempio? l’ Highlighter Cyber Shock della Tratto. Come si fa a lasciarlo insieme ai suoi fratellini? Oppure il nuovo della Staedtler, per la cui marca e i suoi formati triangolari nutro una vergognosa ed intima passione, il Triple Texsurfer. Textsurfer. Solo a leggerlo mi si drizano tutti i peli come se qualcuno mi stesse dando una sana leccata nell’orecchio. Vogliamo parlare dei colori a neon della Stabilo con i loro formati ottagonali? Oppure di papà evidenziatore e figli evidenziatorini?
Ogni volta che entro in una cartoleria sembro un tossicodipendente: ne esco sempre che ho speso una buona 15 euro di roba. Se poi la cartoleria in questione è Amodio a Portalba, è la fine. Un negozio su tre piani da cui uscirne indenni è praticamente impossibile. Considerando che all’ultimo piano c’è anche il settore belle arti con lo stand della Carandache con i suoi pastelli delle scatole di legno è chiaro comprendere il perchè.
Una delle regole da seguire nell’acquisto di merca da cartoleria è quello di scegliere solo ed esclusivamente roba di marca. Pensiamo al nastro adesivo: se si compra il set da 10 nastri adesivi ad 99 centesimi che si vende dal negozio "Tutto a 99 centesimi" sotto casa è chiaro che non attaccherà mai niente. Che volete fissare con qualcos afatto con la saliva di un cammello disidratato? Quelli della Scotch sono una garanzia. poi c’è anche il modello bianco trasparente su cui ci si può scrivere sopra, divino.
Altro caso? i Post-It. Costano la mano del Pateterno ma come stanno attaccati loro, non ci sta nessuno. Li attacchi e stacchi che è una bellezza. Mica come quei robi senza marca che basta vuoi raddrizzarli e se ne vengono sani sani.
Vabbè, ho capito, la smetto. E poi adesso ho da trovare un impiego fruttuoso per quei fogli trasparenti dove inserire i fogli A4 con i buchi laterali: erano in offerta e non potevo non prenderne un pò. Tanto servono sempre. Ne ho presi 50.

E vediamo chi la spunta

Per frenare i miei istinti di violenza collerica ma soprattutto per evitare gli scatti di ira contro personaggi random che mi capitano di fronte sono finito, dopo innumerevoli alternative bislacche, nel pentolone della medicina alternativa.
Ora mi riempio la pancia di una tisana alla camomilla, malva, melissa (ma che pianta è? per me era solo un nome fino a ieri) e finocchio (che mica me lo potevo far scappare).
In ipotesi di fallimento, il passo successivo sarà il Valium o il Rohypnol
. Qualcuno che mi procura due o tre ricette?

Che poi mettere mano al template in questo stato fa di un bene….

Abitudini dure a morire

Come quella di ciucciare la cioccolata al latte rimasta attaccata al bussolotto della sorpresa dell’ovetto Kinder. Punti regeressione infantile: +4000.

L’importante è partecipare…vincendo

Con la giornata di ieri credo che potrò tranquillamente compilare l’ordine per ricevere il premio fedeltà della raccolta punti "Stupidità 07".
Perchè sfido chiunque a sfiorare, in un mega torneo a 16, la lussazione della spalla a causa dei vari doppi al tennis del Wii. Non che il bowling, le freccette, il "Brain Accademy" con sfida a squadre che manco ad "Amici" e i mini giochi di Wario tutti assieme non abbiano dato anche loro il colpo di grazia definitivo.
Putroppo è che, giocando relativamente poco, quella volta che mi propongono una full immersion di 17 ore dalle 12.00 del venerdì alle 5 del mattino del sabato divento competitivo come una donna nel primo giorno di saldi da Bloomingdale’s. Irrimediabilmente eccessivo.
Ricordo ancora "Zuma Deluxe" quando mi stavano ricoverando per ricostruirmi il polpastrello dell’indice e per curarmi dalle continue allucinazioni visive delle palluccelle colorate che vedevo ovunque anche e soprattutto ad occhi aperti e lontano dal monitor.
Oppure lo schema del Quiddich di "Harry Potter". Là si che trovai un buon analista che mi fece il 3×2 con visita omaggio ogni 10.
Scusate ma sono in ritardo per una rivincita e, per par condicio, devo portarmi avanti anche con la lussazione dell’altra spalla. Mica io faccio figli e figlisastri. Ah.