ItalianPsycho.net RSS Feed
 
 
 
 

Archive for Deliri

L’importante è partecipare…vincendo

Con la giornata di ieri credo che potrò tranquillamente compilare l’ordine per ricevere il premio fedeltà della raccolta punti "Stupidità 07".
Perchè sfido chiunque a sfiorare, in un mega torneo a 16, la lussazione della spalla a causa dei vari doppi al tennis del Wii. Non che il bowling, le freccette, il "Brain Accademy" con sfida a squadre che manco ad "Amici" e i mini giochi di Wario tutti assieme non abbiano dato anche loro il colpo di grazia definitivo.
Putroppo è che, giocando relativamente poco, quella volta che mi propongono una full immersion di 17 ore dalle 12.00 del venerdì alle 5 del mattino del sabato divento competitivo come una donna nel primo giorno di saldi da Bloomingdale’s. Irrimediabilmente eccessivo.
Ricordo ancora "Zuma Deluxe" quando mi stavano ricoverando per ricostruirmi il polpastrello dell’indice e per curarmi dalle continue allucinazioni visive delle palluccelle colorate che vedevo ovunque anche e soprattutto ad occhi aperti e lontano dal monitor.
Oppure lo schema del Quiddich di "Harry Potter". Là si che trovai un buon analista che mi fece il 3×2 con visita omaggio ogni 10.
Scusate ma sono in ritardo per una rivincita e, per par condicio, devo portarmi avanti anche con la lussazione dell’altra spalla. Mica io faccio figli e figlisastri. Ah.

Sai che botta di popolarità

Hanno assassinato una studentessa americana a Perugia e, digitando su Google in nome ed il cognome di uno dei tre arrestati, uno dei primi risultati è il suo spazio su Msn con tanto di foto. Ed ecco che i giornalisti leggono tra le righe ogni intento malsano di un normalissimo ragazzo di 24 anni con i suoi scazzi e i suoi desideri.
Hanno ucciso un ragazzo che stava andando ad una partita di calcio e anche in questo caso, digitando su Google il suo nome e cognome, ecco il suo spazio su MySpace con tanto di foto, video e appuntamenti a cui dovrà, per forza di cose, mancare.
Oggi infatti non sei nessuno se non hai un fetente di spazio nella rete. Che sia un flickr, un blog, un twitter, un tumblr, un forum, un facebook, un profilo, un anobii, un myspace, uno spazio msn…tutto va bene. Se non hai nulla, sei un pò sfigato.

Ma se, corna facendo assieme ad una bella e sana grattata mentre tocco un ferro di cavallo, la stessa cosa succedesse a me?

Se, giustificatamente o meno, venissi massacrato e fatto a brandelli? Se mi ritrovassi ingabbiato in una situazione a me estranea ma a causa di un rilevamento del Ris rientrassi nella cerchia degli indagati? Se domani dovessi schiantarmi con la macchina contro un palo?

Cosa ne sarebbe di questo blog?

Ipotesi 1# : assassinio
Sarei la persona buona, solare e disponibile barbaramente ammazzata da una irragionevole follia omicida. Studio Aperto si accamperà fuori il palazzo con tanto di plastico dove le sagome degli omini saranno sostituiti dalle statuette da presepe di S. Gregorio Armeno e i miei genitori dovranno fare lo slalom per uscire di casa. Il blog mi rappresenterà come un ragazzo spostato che si circondava di personaggi ambigui. Insomma, sarò tanto bello e caro ma me la sarò andata a cercare.

Ipotesi 2#: convolgimento
I giornalisti troverebbero sicuramente qualche post (qualche, si, ‘na parola) in cui confesso di avere istinti omicidi, rabbia repressa o rancora verso la persona di turno e tutto sarebbe chiaro. A seguito di un raptus omicida, anche in mancanza di prove, sarò il colpevole. Il blog parlerebbe chiaro. A "Porta a Porta" o "Matrix" verranno letti i passaggi salienti dove sarà chiaro il mio intento criminale.

Ipotesi 3#: incidente
Sarò elevato a status di santo, figlio modello, amico fraterno e conoscente perfetto. Tutti testimonieranno il mio essere splendido, la mia voglia di vivere e il mio gran cuore. Verrà scelta una foto in cui, orridendo, offrirò speranza e gioia. Il blog verrà pubblicato sotto forma di libro dato in regalo con "Chi" e il giudizio finale sarà che si, avrò pure avuto un gran cuore ma sotto sotto sarò sempre stato un pò stronzo.

Occorre quindi correre ai ripari attraverso poche e semplici mosse:

  • Scegliere un amico fidato a cui dare password e istruirlo sull’eliminazione dei post pericolosi per sostituirli con messaggi di amore verso il prossimo e l’umanità intera.
  • Interrogarsi come fa lei sul set fotografico che dovrà rappresentarmi al meglio. Una cosa è certa: dovrò essere bello come il sole. Da abolire le foto con sguardo simil truce da terebroso che mi vengono così bene.
  • Scegliere un altro amico fidato che sarà autorizzato a cancellare seduta stante i vari profili di noi gente felice perchè ok farsi i fatti degli altri ma a tutto c’è un limite.
  • Concordare l’affido di uno spazio web su cui creare uno spin-off con testimonianze, teorie e notizie come hanno fatto per Meredith. Chiaramente l’amministatore diventerà una blogstar.

Dipendenze

Dopo una serie di dipendenze che spaziano dall’eccessivo consumo/totale mancanza di cibo all’uso smodato di alcol passando per il fumo e l’impiego di sostanze stupefacenti leggere medie e pensanti, sono arrivato alla decisione di mettere fine ad un altra dipendenza prima di dover barattare i miei sparuti neuroni con quelli più sani di un criceto russo albino. Parlo della dipendenza dal caffè.

Sono 24 ore che sono pulito e già sono spariti mal di testa cronici, tachicardie simil infarto, insonnie, ansie, spostamenti di vocca, stress, oppressioni, scatti di ira con tanto di occhio iniettato di sangue e isterie condite da attacchi di violenza verso oggetti di ogni tipo a cominciare da matite e evidenziatori pace alle loro anime.

Visto che mi sembra brutto non finire la collezione, mi serve un’altra dipendenza: psicofarmaci, compulsive buying o overtraining mi sembrano delle valide alternative.

Antò, fa caldo

In un pomeriggio domenicale in cui credo la maggior parte delle persone se ne sia andata, mortacci loro, dritta dritta al mare a mostrar le chiappe chiare e ad oliarsi come una porta cigolante io sono sempre qui, a copulare allegramente con il condizionatore finchè il mio pisello non diventerà un calippo e dovrò correre a Casablanca per risolvere la questione in qualche modo.
E così, poichè non si può vivere di solo sesso col condizionatore e non tenendo una ceppa da fare ho ben pensato di farmi salire la bile con una endovena di satellite [vedetevi Five Fingers, storia del cazzo, film pessimo ma con un Ryan Phillippe ammore della zia che dà una bella mossa di rumba agli ormoni] dove ho fatto un pieno di news [adoro la funzione RePlay] e ci tenevo tanto a dire la mia anche su alcuni temi che hanno tenuto baco in questo mese e sui quali non ho ancora detto niente. Potrei stare zitto. Ma anche no.

Il Family Day
Tutti a dare ragione a Ratzy che No No e ancora No. No ai Dico, No ai Pacs, No all’aborto, No al preservativo, No al mangiare comprato al discount per il gatto, No alle Prada rosse che quest’anno non si portano, No, No e ancora No. Sempre e comunque. NO. Tutti i politici e le persone scese in piazza a manifestare a favore della famiglia canonica fatta dell’omino col pisellino, la donnina con la farfallina che devono astenersi dal sesso prematrimoniale e poi procreare tanti bimbi e bimbe che seguiranno le orme parentali. Che poi a me sta cosa dell’astinenza mi ha sempre fatto ridere quasi come una puntata de "I Promessi Sposi" del trio Lopez, Marchesini e Solenghi.
I migliori, come sempre d’altra parte, si sono rivelati i politici. Coerenti come solo possono essere. Tutti belli belli in prima fila con il loro doppiopetto nonostante una callara della Madonna. Tutti lì pronti, presenti e sull’attenti a dire anche il loro NO. Tutti separati e divorziati. 
Che poi uno potrebbe pure evitare di buttare merda sui politici, ‘porelli….perchè dargli sempre contro: amano così tanto la famiglia ne hanno messe su due o tre. Giusto per far felice la Chiesa e pure un pò i divorzisti, mi sembra giusto.

Il GayPride

Causa biglietto per "Romeo e Giulietta" di Riccardo Cocciante per l’Arena Flegrea [L'anno prossimo al posto di Panella vado io a fare il paroliere. Un pò di Romeo, Giulietta, Verona, l'amore, noi, voi, cuore ed è fatta. Valeria Rossi con "dammi tre parole: Sole, Cuore e Amore" ha avuto più inventiva] purtroppo, anche quest’anno, mi sò perso il Gaypride di Roma. Ho però letto e sentito in televisione le solite minchiate del carnevale, della promiscuità, delle tette da fuori, dei piselli al vento, delle trans che si facevano incarrettare da chi passasse, che è uno scandalo, che a gente così è chiaro che deve essere negato ogni diritto alla famiglia, che l’esempio che danno è una roba allucinante.
Come se si andava vestiti in frac ci facevano il 2X1 con Dico, i Pacs e in omaggio pure il portachiavi double-season con la rainbow flag.
Che poi, a vedere i filmati in televisione e quelli in rete mi pare che quast’anno il popolo gaio sia stato molto più tranquillo rispetto agli altri anni. O forse era lo stesso concentrato di pazze ma diluito in una fiumana di gente più calma? Un pò come lo Svelto concentrato. Boh.

Il servizio sui preti pedofili in Vaticano
Per i froci si fa ferro e fuoco: mò tutti zitti zitti che camminano sotto al muro come le zoccole.

Il caso Corona
Lo dico subito, io sono sempre stato Pro-Corona. Più di 100 giorni in carcere come chissà chi avesse ucciso. Non posso far altro che difernderlo sempre e comunque. E poi ha quell’aria da tamarrazzo da film porno a cui non si può proprio resistere. Vai così Fabbrì, e ripijati a Nina! Ah, ultima cosa, ma non trovate che a parte l’assonanza di nome ci sia una incredibile somigliaza tra il p.m. Woodcock e Woodstock il canarino amico di Snoopy?

Il caso Paris Hilton
E’ mai possibile che oramai non viviamo più se non sentiamo gli aggiornamenti di questa imbecille dal carcere? Legge la Bibbia, si è redenta, ha pianto, ha cagato, ma basta!
Ha avuto sempre una vita di lusso, cazzi e contromazzi. Ha sbagliato? Deve pagare. Una vita, almeno per 43 giorni (anche se dalla regia mi dicono che per buona condotta uscirà prima), diversa. D’altra parte ci ha rotto il cazzo una vita sana a furia di "meglio cambiare, no?": E allora cambiasse pure lei. E la tv e i giornali si occupino di cose serie.

Terzo Round col condizionatore. Scusatelo, oggi è insaziabile.

La finestra di fronte

Una caratteristica delle case dove sono andato a vivere è sempre stato l’abitare ad un piano basso: mi affacciavo dalla mia camera-grotta (temperatura sempre 10 gradi in meno delle altre camere….altro che pinguino De Longhi, tsè) e vedevo due alberi e una siepe, mi affacciavo da un’altra parte e vedevo le macchine parcheggiate e subito sopra un pò di mare, mi affacciavo da un’altra parte e vedevo un muro di 50 metri in tufo che ha resistito ad ogni tipo di terremoto o intemperia.
Da quando abito al 6° piano è tutto un gasamento. Eh si perchè è un mondo completamente inesplorato dove, per la prima volta, posso finalmente farmi i cazzi dei dirimpettai visto che sono incastrato tra 3 palazzi.
Dopo un mese di isolamento infatti, e ore ed ora appollaiato al balcone o alla finestra come un pesce rosso impazzito per troppo cibo messo nella boccia, ho indossato i panni di Sherlock Psycho e sono arrivato a diverse conclusioni che rientrano di diritto nella categoria del farmi i cazzi miei mai.

Palazzo di fronte
- L’uomo del 6° piano è morto. Sempre chiuso dentro, la finestra è oramai chiusa da 3 settimane. Non so assolutamente chi sia. Mai visto in faccia, mai sentito un rumore, mai tenda spostata di un solo centimetro rispetto al giorno precedente.
- La coppia del 5° piano è composta da fratello e sorella che lavorano in un locale notturno. Di mattina sono sempre presenti, di sera scompaiono: mai una luce accesa. Perchè sono fratello e sorella? Perchè una donna con un minimo di amor proprio avrebbe già mandato a cagare un’otaria obesa che gira in perizoma forever and ever.
- Il figlio della famiglia del 4° piano è gay. Il 19-22enne gira seminudo, ammicca facendo occhiolini, saluta con la manina slogata e testa inclinata, sente Justin Timberlake, Madonna, Cindy Lauper e Mina. Se non è gay lui, allora io sono Lady D.
- Al 4° piano c’è un ufficio. Che noia che barba che barba che noia.

Palazzo di sinistra
- Al 7° piano c’è Granchiavata soprannominato anche Zompami-Addosso-quando-vuoi.  35enne perbene, lavora le sue 8 ore al giorno ma nello spacco prazo fa un saltoa  casa. Sarà medico. Sempre ordinato passa il suo tempo con un cagnolino nero molto affettuoso che prende il sole insieme a lui sul terrazzzo o che gli fa compagnia se si mette davanti al computer o legge il libro di Faletti. E’ chiaramente eterosessuale. Porta i calzini bianchi corti con l’infradito. Nessun gay accetterebbe una cosa simile.
- Al 6° ho intravisto una signora che, o è una Bree Van De Kamp da esposizione o è proprietaria di una squadra di calcio o lava i panni di tutto il palazzo. Ogni giorno è lì che mette ad asciugare vestiti usciti, come minimo, da 4 lavatrici.
- Al 5° palazzo c’è Tarzan e Jane di tarda età: Tutti e due patiti di giardinaggio hanno trasformato il loro balcone in una foresta equatoriale corredata da varie specie di pappagalli varipinti che con vento contrario investe il vicinato del classico aroma di merda secca a 40°. Ho già comprato la pistola a pallini per beccarli uno ad uno. 
- 4 piano: Lavori. I quarti piani sono sempre una delusione.

Palazzo di destra
- Il 6° piano è abitato da una famiglia schiavista. Ha una cameriera che ogni giorno indossa il tipico camice da cameriera tutto nero, crestina in testra e mantellina sul davanti. Mi verrebbe voglia di andare a bussare e rapirla per salvarla a questa povera donna.
- Al 5° piano un’altro Single Gay: potremmo organizzare una gaypride provato lo so. E sicuramente gay, mi gioco la mano sul fuioco perchè altrimenti non si spiegrerebbe l’abbiagliamento truzzo chic con infradito, canotta e cappellino alla Justin Timberlake. Ma sopratutto lo sculettamento e l’ondeggiamento delle mani mentre canta la dicono molto lunga.
- 4° piano: Ufficio. E’ sempre un pacco ’sto 4° piano….

Ora direi che posso anche affacciarmi dalle finestre laterali e sul davanti. Per par condicio, eh. Mica perchè sono una capera inside®.

Da seguire attentamente per una vita sana….

Appena arrivato in mail, piaciuto tantissimo e pubblicato con un vergognoso copiaincolla.

Dicono che tutti i  giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio.  Anche un´ arancia per la vitamina Ce una tazza di té verde senza zucchero, per  prevenire il diabete.
Tutti i giorni  dobbiamo bere due litri d´acqua (sí, e poi pisciarli, che richiede il doppio  del tempo che hai perso in berteli).
Tutti i giorni bisogna mangiare un Actimel o uno yogurt per avere i Cassei Defensis’, che nessuno sa bene che cosa cavolo sono, peró sembra che se non ti ingoi per lo meno un milione e mezzo di questi bacilli (?) tutti i  giorni, inizi a vedere sfocato.
Ogni  giorno un´ aspirina, per prevenire l´ infarto, e un bicchiere di vino rosso,  sempre contro l´ infarto. E un altro  di bianco, per il sistema nervoso. E uno di birra, che giá non mi ricordo per  che cosa era. Se li bevi tutti insieme, ti puó dare un´ emorragia cerebrale,  peró non ti preoccupare perché non te ne renderai neanche conto.
Tutti i giorni bisogna mangiare fibra.  Molta, moltissima fibra, finché riesci a cagare un maglione.
Si devono fare tra i 4 e 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 100 volte ogni  boccone. Facendo i calcoli, solo in  mangiare se ne vanno 5 ore.
Ah, e  dopo ogni pranzo bisogna lavarsi i denti, ossia che dopo l´ Actimel e la fibra  lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo il banano i denti… e cosí via  finché ti rimangono dei denti in bocca, senza dimenticarti di usare il filo  interdentale, massaggiare le gengive, il risciacquo  con Listerine… Meglio ampliare il bagno e metterci il lettore di CD, perché tra l´ acqua, le fibre e i denti, ci passerai varie ore lí dentro.
Bisogna dormire otto ore e lavorare altre  otto, piú le 5 necessarie per mangiare, 21.
Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico. Secondo le  statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno.
Giá non si puó, perché tutti i giorni bisogna  camminare almeno mezz´ ora (per esperienza: dopo 15 minuti torna indietro, se no  la mezz´ ora diventa una).
Bisogna mantenere le amicizie perché sono come le  piante, bisogna innaffiarle tutti i giorni. E anche quando vai in vacanza,  suppongo.
Inoltre, bisogna tenersi  informati, e leggere per lo meno due giornali e un paio di articoli di rivista,  per una lettura critica.
Ah!, si deve  fare sesso tutti i giorni, peró senza cadere nella routine: bisogna essere  innovatori, creativi, e rinnovare la seduzione.

Tutto questo ha bisogno di  tempo. E senza parlare del sesso tantrico

(al rispetto ti ricordo che bisogna  lavarsi i denti dopo che si mangia qualsiasi cosa!).

Bisogna anche avere il  tempo di scopare per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un  cane o … dei FIGLI???

Insomma, per farla breve, i conti mi danno  29 ore al giorno. La unica possibilitá che mi viene in mente é fare varie cose  contemporaneamente: per esempio: ti fai la doccia con acqua fredda e con la  bocca aperta cosí
ti bevi i due litri d´ acqua.

Mentre esci dal bagno con lo  spazzolino in bocca fai l´amore (tantrico) al compagno/a, che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi per terra.
Ti é  rimasta una mano libera?? Chiama i tuoi amici! E i tuoi! Bevi il vino (dopo  aver chiamato i tuoi ne avrai bisogno). Il BioPuritas con la mela te lo puó dare  il tuo compagno/a, mentre si mangia la banana con l´
Actimel, e domani si fa  cambio.
E meno male che siamo  cresciuti, se no dovremmo trangugiare un ALPINITO
Extra Calcio tutti i  giorni.
Uuuuf!
Peró se ti rimangono due minuti liberi, invia questo  messaggio ai tuoi amici (che bisogna innaffiare come una pianta) mentre mangi  una cucchiaiata di Total Magnesiano, che fa un mondo di bene.
Adesso vi lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la  birra, il primo litro d´ acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, giá  non so piú cosa sto facendo peró devo andare urgentemente al cesso.

E ne  approfitto per  lavarmi  i denti….

Il manuale delle giovani marmotte #2

Eccoci bambini ad un nuovo emozionante appuntamento de "Il manuale delle giovani marmotte". Siete ipnotizzati da quelle bottigliette colorate del Bacardi Breezer e vostra madre dice che no, non avete l’età per bere e che l’alcol fa male? Non datele retta e prendete esempio da Zia Karen.

Capitolo 2: Come fare il Bacardi Breezer.

Necessario:
1 bottiglia d’aranciata
1 bottiglia di Bacardi rum

Mischiare gli ingredienti ed ecco il Bacardi Brezeer. A 35 gradi. Servire freddo.

Due indizi fanno una prova

In uno dei miei ultimi post oramai scomparsi a causa del passaggio di host, parlai di una moda che stava per nascere e che, a distanza di un anno, sta velocemente prendendo piede: Il girasole grandezza stratosferica sul parabrezza dell’automobile.
Se prima era un qualcosa di abbastanza circoscritto, adesso, grazie all’aiuto dei miei corrispondenti sparsi per l’Italia, sono venuto a sapere che la moda sta dilagando a macchia d’olio un po’ ovunque.
Ma vediamo in un anno come è cambiato l’arredamento di interni per l’automobile.

Trend della stagione passata
– Millepiedi che occupa tutto il lunotto posteriore o, in alternativa, una assortita giungla di peluche.
– Tendine di Winnie The Pooh o, peggio, quelle con gli occhi dei gatti.
– Una coppia di dadi da gioco pelosi attaccati allo specchietto retrovisore che fa molto gangsta rap.
– Arbre Magique scolorito e puzzolente. Perché dopo un po’ l’Arbe Magique puzza, c’è poco da fare.
– Ghiaietta mangiafumo che odora come la lettiera di un gatto
– Lucette blu sul cofano o, in alternativa, neon di vario colore sotto l’auto per lasciare scie luminose sull’asfalto.
– Il peluche horror per eccellenza: quella zoccola di Didl o come si scrive lui che io continuo incessantemente a scambaire per coniglio. Grazie a Camilla che viene in mio aiuto e fa ordine!
- Il pupazziello del cane che fa su e giù con la testa.

Trend Attuali
– Navigatore satellitare rigorosamente su macchina che si ricorda Garibaldi.
– Monitor a cristalli liquidi dove guardare Mtv mentre si guida.
– L’intramontabile Girasole finto ed impolverato.
– Mini maglietta Napolimania “www vulesse parchiggià .com se fa??”
– Spranghe, coltelli e catene per eventuali risse non pianificate
– Vetro oscurato. Che poi non è illegale?
– Gel per capelli

Trend da lanciare
– Balconcino con piante di agrumi da installare ai finestrini posteriori
– Ravvivare il sedile posteriore con dei cuscini dai colori vivaci con annesso Granfoulard Bassetti.
– Tettuccio apribile e rivestito da lamina argentata per un meraviglioso effetto solarium.

E voi, in macchina, cosa avete?

Uffa, solo io non le ho!

Fiera del Baratto e dell’Usato 2007 all’orario di chiusura

Bambina Grassa: Bimba lo vuoi il peluche della carica dei 101?
Bambina Witch: No!
BG: Bimba, hai le ali da fata?
BW: Si le ho!
PG: Non è vero, non le hai!
BW: Si, le ho.

IP: Io però le ali da fata non le ho…
Amica con Santa Pazienza: Una Vodka al ragazzo, presto! Sta delirando!

Che poi per 3 € me le potevo pure comprare se qualcuno non avesse chiamato d’urgenza il reparto di psichiatria del Cardarelli per farmi venire a prendere da due uomini vestiti di bianco che mi hanno fatto indossare una camicia altrettanto bianca che aveva le maniche legate dietro la schiena.
Hanno detto che per essere alla moda ora la camicia si porta così.
Già mi vedevo turnicare come una libellula per via Caracciolo durante la mia oretta di jogging quotidiano mentre mi esercitavo nei saltelli. Eeeeeeee vola vola vola vola!

I segnali dell’apocalisse

1. Lo zucchero che non si scioglie nella tazzina di caffé e crea quella melma dolciastra sul fondo.
2. Terminare la riserva da 24 Kg di caffé ma avere una quantità di zucchero pari al fabbisogno mondiale giornaliero.
3. Sognare di essere pappa e ciccia con Karina di Uomini e Donne mentre inciuciamo su uno dei corteggiatori perché, a nostro dire, è palesemente gay.
3. Passare senza accorgersene sotto una scala ed incontrare la pazza del 6° piano che non ti ha mai salutato in vita sua e che oggi ti accarezza persino una spalla augurandoti buon lavoro e tante care cose a te e ai tuoi.
4. Sentire chiaramente  il mio ranocchio da passeggio richiedere a gran voce un tiro di Marlboro Medium insieme ad un sorso di Coca Cola light nuova formula.
5. Gmail non funziona. Il peggior segnale.
6. Il sole si è or ora oscurato e grandina che dio la manda. Attendo stasera, se sarò vivo, per vedere se anche la luna assumerà il colore rosso. Nel frattempo vedo tante Mary Poppins trascinate via dal vento.                                                       
Ok, vado di danza propiziatoria: E one. E two. E one, two, three, four!

                                                                                                                     Continua?

Pessimismo e fastidio: I cicli della vita

Da quando siamo piccoli tutti i maestri ed i professori hanno cercato di infilare nelle nostre testoline che gli esseri viventi sono caratterizzati dal seguente ciclo: nascita, crescita, riproduzione e morte.
Io di questa definizione me ne sbatto.
La vita va a fasi e questo è vero, io però ho da sempre deciso di caratterizzarla rispetto alle feste. Esistono feste comandate come Natale e Pasqua e feste che dipendono dalle singole persone. Ed è di queste che sto parlando insieme al continuo dejavù a cui andiamo incontro. E le fasi della nostra vita si concludono ad intervalli regolari che ci costringono necessariamente a fare il punto della situazione.
Il primo ciclo di vita si conclude con la festa dei 18 anni dove in linea di massima si diventa ometti, si può guidare, si può andare in Grecia per festeggiare la maturità, si può andare al cinema porno e tutte quelle robette che fanno sentire grandi ma che in realtà non sono manco la segatura per asciugare l’urina dal marciapiede della metropolitana.
A me le feste di 18 anni sono sempre andate in fronte. Innanzitutto per quel doversi per forza vestire come dei pinguini che a rivedere le foto sembriamo i Robinson al matrimonio di Lady D. Ma facciamo un po’ di calcoli per gli invitati alla festa: una media di 25 compagni di classe più altri 25 esterni alla scuola o comunque non direttamente imputabili alla classe. Significa che abbiamo trascorso una media di 50 sere per festeggiare qualcuno.
Niente di male in questo se non che, in linea di massima, si è sempre la stessa gente, spesso anche il locale è sempre lo stesso, i discorsi sono sempre quelli del tipo “e tu a che stai?” o del “dopo che vuoi fare?” e si finisce per vivere la stessa ed identica serata per 50 volte. Una roba che dopo 4 serate uno avrebbe voglia di correre nudo per via Caracciolo per farsi venire la febbre a 48 e non andare alla festa.
Il discorso è perfettamente estendibile ad una qualsiasi serata gay: inizialmente si è tutti gasati di vedere nuova gente e piace anche il posto e la musica finché, dopo un mesetto, ti rendi conto che la gente è sempre quella, il locale anche e la musica pure constatando che l’unica novità è come sono vestiti i ragazzi e chi si è scopato chi. Ecco che nasce l’istinto di puntarsi una pistola in bocca e sparare senza pensarci su due volte.
Seconda fase è la festa di laurea dove la situazione comincia a diventare pesante e tutti cominciano a fare i soliti discorsi del  “e tu a che stai?” e del “dopo che vuoi fare?” che affossano il morale in modo impietoso in una corsa forsennata per non essere considerati gli sfigati del gruppo e non perdere il giro del ciclo. Le feste di laurea sono da sempre la prima botta di depressione.
La botta definitiva che, oltre alla depressione, porta con se un’ invecchiamento da 1000 punti è il matrimonio. Perché uno può dire quello che vuole, ma quando è terminato pure il ciclo delle lauree, parte immediatamente quello dei matrimoni e appena uno si sposa si comincia ad essere vecchi tutto assieme. E pure lì, la gente è la stessa ed i discorsi pure con il “e tu a che stai facendo?” o “che aspetti?” o ,ancora, la new entry del "quand’è che metti la testa a posto?" come se fosse il matrimionio a rendere una vita equilibrata.
Il colpo di grazia si ha con il ciclo dei bambini: Quando nasce il primo bambino si è davvero spacciati. Tutti rincoglioniti a parlare di quando nascerà o peggio ancora se è già nato a fare gli imbecilli vicino alla culla e parlare in quel modo da deficiente che se il bambino capisse un po’ di più vomiterebbe dritto dritto in faccia alla gente.
E tutti corriamo per farci un fegato così e non uscire dai cicli e fare la figura di chi rimane indietro.
Io, come oramai anche le pietre sanno, mi fermerò prima. Niente matrimonio e niente bambini per ovvi motivi ma, anche se ce ne fosse la possibilità, ne farei volentieri a meno per tutta una serie di motivi che non sto qui a spiegare. Però, quale che sia il nostro percorso personale, stiamo sempre a correre come dei forsennati alla ricerca di chiudere un ciclo e aprirne un altro come se fosse quella la cosa più importante della nostra esistenza.
Ed è per questo che io invidio con tutto me stesso chi manda a puttane questo ordine mentale e che non ha paura di osare. Invidio chi, in un’orgia di egoismo puro, ha voglia di sentirsi vivo e di strafottersene di tutto. Per volare via come una rondine.
Ok, ho cominciato che doveva essere un post ironico e ne è uscito uno che più scorticauallera non si può. Ritento, sarò più fortunato. Nel frattempo vedo di chiudere qualcosa. C’è un pò di corrente.

Il manuale delle giovani marmotte #1

Se siete stufi del solito pacchetto di mentos da inserire alla velocità della luce in una bottiglia di CocaCola light per osservare un geyser di acqua marroncina e zuccherosa che raggiunge l’altezza di svariati metri, ecco per voi il primo di una serie di appuntamenti interessanti.
Da bambini tutti voi avrete sicuramente avuto almeno un manuale delle giovani marmotte. Io li avevo tutti. Ero riuscito a fare un sacco di cose come far crescere una rosa sotto la sabbia e in assenza di sole.
Ora che siamo cresciuti basterà unire alcune di quelle conoscenze insieme ad un po’ di fantasia ed intuito per trasformarsi in dei perfetti vandali.

Capitolo 1: Come fabbricare una bomba con acqua e ghiaccio secco.
Prendete del ghiaccio secco, in genere lo hanno le gelaterie per conservar meglio il prodotto nella distanza che impiegate a portare il gelato a casa, ed inseritelo in una bottiglia da mezzo litro o da un litro, ovviamente cambiano leggermente le dosi, e lasciare agire per due o tre secondi per poi chiudere ermeticamente la bottiglia.
Aspettate che il gas prodotto dal ghiaccio secco, ovvero biossido di carbonio, si espanda e vedrete la bottiglia scoppiare.
E’ la cosiddetta “Crater Maker”, in america viene utilizzata dai gruppi anarchici, solleva di sei metri in aria una cassetta della posta ancorata al suolo se fatta detonare al suo interno.
Sotto, due filmati esplicativi. Mi raccomando, bambini! Non fatevi male!

Sull’orlo di una crisi di nervi

Interno pomeriggio, sdraiato di traverso sul divano, vestito da sopravvissuto di Lost, fascia in testa, drink nella mano destra e palmo della mano sinistra sulla fronte pronto a dettare le ultime volontà.

IP-Sms
Non so se è l’effetto dei 18 caffè ma mi sento che ho oltrepassato l’orlo dell’esaurimento nervoso.

Risposta
Beh Tato, di sicuro depresso non sei altrimenti saresti apatico e stare come i pazzi è già qualcosa…magari hai bisogno di un po’ di relax senza preventivi di cucine e pizzerie tutte chiuse.

IP-Sms
No, sono pure apatico. Ho tutto. Ho fatto 100 come la ruota di “Ok, il prezzo è giusto!”. Cen-to! cen-to! cen-to!

Driiiiiiiiiiin
L: Ma Tato cos’hai?
IP: Mah non lo so. Sono tre giorni che sto come il pazzo: odio tutti, schifo tutto, appena qualcuno apre bocca dò fuori di matto, non reggo più alcun programma alla tv…quando ieri al baretto mi hanno detto che le patatine Stick erano finite avrei voluto trapassare il cuore del barista con la gamba del tavolo di plastica dove erano in bella mostra le Pringles.
L: Beh mi sa che siamo nella norma, qual è il problema?
IP: -.-’

Però è bello avere un ragazzo che mi smonta pezzo pezzo prendendomi per il culo con una semplice battuta finchè non mi spatafascio dalle risate e mi riprendo.
Mica faccio come Britney Spears che cerca di impiccarsi con le lenzuola del suo letto dopo essersi scritta sulla testa rasata il numero 666 e aver gridato "Io sono l’Anticristo". Povera stella. Io al limite indosserei una veste bianca, una parrucca nera lunga lunga e cercherei di lanciarmi, con la testa avvolta in un sacchetto della spazzatura, in un pozzo. Tipo Samara. Manco un pò di fantasia, quella.

Perchè non sono mai stato un azzeccato di giochi

Ieri, in un altro dei miei innumerevoli traslochi, ho ritrovato il mio primo computer: il Commodore 64. Quanto potevo schifare quel computer lo sa solo lui.

1. Era ingombrante in una maniera indegna e SuperM ogni volta che lo vedeva montato entrava in paranoia a causa impossibilità di pulizia sopraggiunta per i troppi fili aggrovigliati.
2. Odiavo quel dover aspettare anni, mesi e secoli per caricare i giochi che alla fine non erano neanche un granché con quella grafica agghiacciante. Mi veniva un’embolia nell’attesa.
3. Odiavo il doverlo spegnere nel bel mezzo di un mostro di fine livello perchè il trasformatore era così caldo da poterci cuocere alla perfezione un uovo all’occhio di bue sopra.
4. Odiavo quello schemo blu con il cursore cubettoso lampeggiante che attendeva il comando. però avevo imparato a cambiare i colori e mi divertivo a fare gli accostamenti più agghiaccianti.
5. In più ero invidioso marcio dei miei amici che avevano una cosa che mi è sempre stata negata: il monitor a colori. Per anni ho giocato con un televisore in bianco e nero adattato a monitor per Commodore 64 mentre vedevo i miei amici con monitor a colori bellissimi o, peggio ancora, con il successore del Commodore: l’Amiga.

L’Amiga spodestò subito il Commodore 64 ed io non potevo averla perchè già avevo il Commodore, che me ne facevo di un altro computer? Queste sono quelle cose che i genitori non capiranno mai….perchè voglio l’Amiga se ho il Commodore 64? Perché semplicemente è più bella, no? Che domande!
Comunque. Ah si. Ieri ho ritrovato anche il mio gioco preferito: “Aztec Challenge”. Avete presente "Apocalypto" di Mel Gibson dove un povero cristo corre due e più ore a scansare frecce e quant’altro? Ecco. Il primo livello è esattamente questo. Il che la dice anche lunga sul colpo di genio di Gibson. Lui mica ci aveva pensato alla valanga di cubettoni di ghiaccio o ai pettini che ostacolavano il percorso o ancora alla nuotata tra i pira
ñ­a o al labirinto con percorso prestabilito che se sbagliavi ti arrivava una freccia dritta nella milza. Che pivello.
Il primo quadro mi faceva diventare isterico. Si correva in questa specie di deserto sporco e, mano a mano che si scansavano le frecce, la piramide in lontananza si avvicinava sempre di più. Ogni volta che si ingrandiva entravo in panico, perdevo e mi toccava ricominciare. Ecco perchè avevo deciso di coprire metà schermo con un cartoncino per non farmi condizionare dalla piramide. Come ero avanti da bambino. Mica come ora che al livello del Quiddich di Harry Potter mi faccio venire un’ulcera, sudo freddo e sfacio il monitor con un cazzotto.
Il Commodore però lo lasciai ben presto perdere per passare al Mega Drive e al suo bellissimo "Sonic The Hedgehog". "Sonic" mi faceva letteralmente venire gli incubi. Giocavo tutta la santa giornata e quando mi addormentavo sognavo di essere un riccio blu che andava in giro per Marble Zone a prendere gli anelli.
Io adoravo le tipologia di gioco stile Sonic: un pupazzetto che doveva ravanare a destra e manca per prendere gli oggettini e finire, dopo 40 livelli e 20 mostri, il gioco. Un pò come "Medievil" o "Castelvania" per PS1, avete presente , no? Oppure, incredibile a dirsi, "Tekken" dal 3 in poi: Ero follemente, e lo sono ancora, innamorato di
Hwoarang. Come è bono porca paletta: E poi che stacco di coscia quando dà il calcio volante.
Chiaramente anche da piccolo ero in modalità Bree Van De Kamp: Ero peggio di Attila, dove passavo io tutto era pulito. La mia psicopatia per l’ordine si esercitava al meglio: dove passavo io non c’era più niente. Ho girato e rigirato tutti i mondi per trovare tutto ciò che poteva essere arraffato: Anelli, televisori, vite, passaggi segreti. E non lasciavo niente. Meglio di “Occhi di gatto”.
Ricordo ancora il trucchetto da fare prima della schermata di gioco di Sonic: Up-Up-Down-Down-Left-Right-Left-Right-A-B-A-B-Start.
Che poi il fatto di sognare di giocare mi capitava non solo con "Sonic": mi bastava chiudere gli occhi per vedere davanti a me i pezzettini colorati da incastrare per superare il livello 16 di "Tetris" o, in concetto era sempre quello, le pasticche di Dr. Mario.
E’ per il mio azzeccamento mentale che mi farebbe stare incollato ad una console che ho pensato bene di non acquistare mai una PS1, Ps2 o PS3 nonchè X-Box, GameCube e altro ancora. Per il mio bene, ma soprattutto per la mia sanità mentale.
Ecco perchè quando ne ho una a portata di mano entro in modalità satanica anche eprchè sullo PsychoPc mi sono quasi sempre rifiutato di usare giochi fatta eccezione per qualche Harry Potter, un paio di Thief, un tentativo per quella nerdata di Warcraft e un paio di the Sims. Ultimamente però volevo fare un tentativo su "Second Life" visto che ne parlano un pò tutti, peccato che lo PsychoPc non è stato potenziato abbastanza e il server mi risponde picche. Bastardo!
Scusate ma mi chiedono una rivincita di doppio nel torneo del tennis del Wii e prima devo terminare il mio lavoro di ammazzare un pò di conigli di Rayman Raving Rabbids.

Scusalo, è scemo. Non ha inserito il T9.

Metto già le mai avanti nel dire che questo è un post dettato da fancazzismo mixato con una massiccia dose di cazzeggio, quindi non aspettatevi che dopo essere impazzito a furia di sottolineature, ricerche su google, copia e incolla e stampate infinite, mi metta a disquisire sull’interpretazione fenomenologica della “Critica della ragion pura” di Kant. Al massimo potrei toccare un altro argomento filosofico più terra terra come “Babbo Natale, Gesù adulto. Cosa crede chi crede?”.
Ma è meglio accantonare questi argomenti per focalizzare la mia attenzione su imbecillità varie. Che qua sono preparatissimo e mi riesce anche bene.
Tipo che potrei ammettere che fino a qualche anno fa ero così fuori con il cellulare che avevo quattro schede dei quattro operatori diversi per sfruttare al meglio le offerte tariffarie. Con un cellulare solo diventò follia perché era un continuo metti la scheda, togli la scheda peggio di metti la cera, togli la cera. Con due cellulari la situazione si calmò molto finchè non mi lasciai con l’allora uagliunciello of my heart per approdare ad un’unica scheda con un numero che non potrò mai cambiare e con il quale mi diverto a fare il passaggio di operatore telefonico per rubare quattro soldi alle diverse compagnie che fanno di tutto per evitare che io cambi azienda.
Tra le varie, quella che ho sempre odiato è stata la Wind. Non so perché.
Però parlando della Wind non posso non tirare fuori quella stupenda pubblicità che sta girando da un po’ in tv.
Quella
ambientato all’interno di un caffé, dove Giovanni e Giacomo convincono Aldo a mandare un sms a Silvana, il suo “terremoto interiore”, dimenticandosi però di mettere il T9. A me Silvana, ogni volta che la vedo, fa morire dal ridere. La adoro. Si. Silvana Fallisi sarà il mio nuovo eroe personale.

Che poi, facendo una ricerca, ho scoperto che il regista è un habituè di spot di compagnie televisive ed è Marcello Cesena. Si si, proprio quello dei Broncoviz, nonché quello che partecipa ai vari programmi della Gialappa’s. Quello che si veste sempre da femmina. Avete capito, no?
Ma parlando sempre di pubblicità, vogliamo prendere in considerazione lo squallore delle televendite Eminflex? Mi spostano il sistema nervoso come se avessi appena calpestato una merda 1 minuto prima di un appuntamento romantico.
Ma cosa passa per la testa degli autori che costringono quelle povere ragazze a strusciarsi con fare erotico su trapunte, piumini, materassi e, brrrrrrr, quell’inguardabile testiera coperta da quel trapuntino marrone che non si può proprio guardare?
Quando accarezzano con fare lascivo le federe, le reti e le assi in legno massiccio, mi urtano proprio i nervi.
Ricapitolando, direi che il livello di idiozie è bello alto, quindi posso felicemente occuparmi di altro come mettere play e rivedere “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”, penosamente tradotto con “Se mi lasci, ti cancello”, gustando un bel mega Chupa Chups alla Coca Cola con gomma da masticare al centro.
Ora dico una cosa in stile “Forse non tutti sanno che…”della settimana enigmistica. Nel 2003 la Chupa Chups con un accordo con Ikon ha curato l’immagine di Dennis Fantina attraverso un ventaglio di originali iniziative. Tra queste la creazione di un video-game che aveva per protagonista lo stesso Dennis e che era reperibile presso il sito ufficiale della Chupa Chups.
Ok, ora mi sa che ho sforato.

L’euro ci ha rovinato

Le casse dei supermercati sono come i cessi dei locali: Si socializza che è una bellezza.

Signora Mia: Qua tutto aumenta.
Italian Psycho:Signora mia non ne parliamo, ha ragione da vendere.
SM: Già sotto Natale i prezzi sono raddoppiati, anzi che dico, triplicati!
IP: E dopo le vacanze ecco che salgono ancora.
SM: Ha visto in tangenziale che da 65 centesimi si è passati a 70?
IP: Che se consideriamo l’arrotondamento passato da 63 a 65 già sono 7 centesimi in più.
SM: E poi le sigarette. Oramai ogni sei mesi tutte le sigarette aumentano dai 10 ai 20 centesimi tutti assieme.
IP: Si dovrebbe fumare il tabacco e farsi le sigarette da soli ma alla fine si viene presi per drogati che rollano su pubblica piazza.
SM: Quindi meglio smettere di fumare e comprare i cerotti.
IP: Che sono aumentati pure quelli perché sono diventati sempre più specifici e rilasciano un’essenza di mela verde di Pechino che manco la Psychomobil odora così.
SM: E non parliamo della manovra per le medicine. Ticket, senza ticket. Prescrivibili e non prescrivibili.
IP: Le farmacia che fanno cartello e impongono prezzi da discount. Altre che se ne sbattono e fanno il porco che vogliono. Signora mia non lo tocchiamo il discorso salute per piacere che ho dato tutto al medico di fiducia e se la vedrà lui.
SM: E poi l’aumento del canone rai. Che io poi la Rai mica la vedo a parte la Ventura.
Cliente
Successivo: Ma l’hanno abolito il canone Rai…
SM: Ah, dice che non si paga più? Davvero? Ah che bella notizia.
IP: Così tutto sarà allo stesso livello e prenderemo direttamente il digitale terrestre o la parabola di Sky visto che il Sig. Marco mi telefona ogni 2 giorni per convincermi a installarne una. Sotto Natale mi voleva dare anche due cellulari. Ma che me ne faccio di due Nokia modello basic senza schermo a colori e senza quei milioni di inutilità che mi dà la tre per farmi videochiamare come la Paris Hilton al costo di un rene e mezzo? 
SM: Ma vogliamo parlare di un altro aumento clamoroso? Vanity fair. Finisce l’anno con 20 centesimi in più puntandola sulle agitazioni dei giornalisti e sulla qualità dei servizi per poi fermarsi una settimana e ritornare in edicola e feste quasi finite sempre coi 20 centesimi in più ma con 800 pagine di meno in un formato sottiletta Kraft.
IP: Signora mia non si fa così, eh no.
SM: E i treni! Aumenti dal 3 al 5%. Però se devi viaggiare di questi tempi non trovi posto manco a pagarlo l’oro che vogliono.
IP: Mai mettere un trenino in più, eh no. A quel punto, armati di santissima pazienza, si potrebbe andare all’aeroporto ma ci sono quegli inetti che passano e spassano 30 volte sotto al metal detector perché ogni volta dimenticano che hanno qualcosa che potrebbe suonare. Che fossi io l’omino col la fascetta “security” sbatterei la loro bella capoccia contro lo spigolo di marmo del lavandino del cesso antistante.
SM: E’ tutta colpa di Prodi e della Finanziaria! lo dice anche la sigla del Bagaglino.
IP: Che le devo dire Signora mia, spero solo che questi discorsi, una volta fatti, ce li siamo levati dalle palle per almeno un altro anno.
SM: Eh si, ci siamo levati il pensiero.
IP: Ora che dice, parliamo del tempo?
SM: Dicono che farà freddo…

IP: Perchè non viene anche lei a mettere su un chiosco di chupitos a Playa de Salinas o ad aprire una posada in Brasile?

Il coccodrillo come fa

A me “il piccolo coro dell’Antoniano” assieme a tutto “lo Zecchino d’oro” è sempre stato ampiamente sul cazzo. Si può dire ampiamente? E non lo dico per una sorta di invidia da protagonismo mancato.
A me il canto non è mai interessato più di tanto a differenza del potere della comunicazione che poteva essere ad esso attribuito.
Fino alle medie la mia voce era quanto di più simile a “Chobin, principe stellare” per poi diventare profonda come un uomo nutrito di ormoni a cui dall’oggi al domani sono cresciute due bocce così.
Ad essere intonato lo sono sempre stato, peccato che se la voce di Mariah Carey è in grado di raggiungere le cinque ottave io mi limito a mezza ed è pure assai. Sarà forse per questo che da piccolo iniziai a suonare la chitarra.
Lì ero davvero un talento e il discorso di potere della comunicazione era praticamente lo stesso. Ero bravissimo. Quattro anni di chitarra classica e due di chitarra brasiliana. Che momenti, che glorie.
Psycho ci suoni questo? Psycho ci suoni quello? Psycho ma come sei bravo! Psycho ma come fai?
Poi un bel dì mi sono reso conto che sarei voluto salire sul palco delle ragazze di “Non è la Rai” a sculettare con loro al suono di “Please don’t go remix” invece di lanciarmi nella carriera di musicista.
Lo so che avrei potuto avere capra e cavoli offrendomi come supporter ai concerti di Ambra, ma lasciai perdere per concentrarmi totalmente ed in egual misura sull’essere stronzo e su altri tipi di arte. Eh si, ero assai soggetto. Ci mancava solo che diventassi un’artista concettuale come la Giordano e poi avevo tutto. Ma c’è sempre tempo, mai dire mai.
Ma io comunque volevo parlare del coro dell’Antoniamo. Quindi concentriamoci su quello: Io lo odio.
Odio quelle arie da bambini superstar che quei nani canterini si danno. Odio quei denti ricoperti di apparecchi grossi quanto un Minipimer Braun. Odio quelle povere ragazzine con madri snaturate che le fanno andare in video col monosopracciglio. Odio quei vestitini da “Proud to be old” con merletti e colori improbabili. Odio quell’atmosfera di felicità, allegria e spensieratezza reale come una esterna di “Uomini e Donne”. Odio Topo Gigio che Dio solo sa. Odio persino Cino Tortorella.
Cino Tortorella. Parliamone. Già quando lo vestivano da Mago Zurlì mi veniva un ictus improvviso. Adesso che è nature le cose non sono molto cambiate. Ha un che di sinistro. Non so, pare proprio che di fare sto programma non gliene passi manco per le palle e che sia pronto a prendere a craniate se un bambino non mantiene una paresi da “come mi diverto, Dio grazie che sono qui te ne sarò perennemente grato ora puoi anche uccidermi facendomi salire Topo Gigio per il culo”.
Ma passiamo al programma. Io odio i bambini. Ad eccezione dei miei nipoti. Il pubblico in studio mi fa venire voglia di fare irruzione e farmi saltare in aria. Oggi è arrivato il pupazzo di Tigro con Whinnie Pooh che gli faceva da corista ballerino. A parte Whinnie che era inquietante peggio della bambola assassina ne "la sposa di Chucky", quando Tigro ha cominciato a cantare il pubblico è impazzito.
Tutti i nani a ballare e dimenarsi come Tigro. Tutti scoordinati. Tutti, cazzo.
Saranno le mie manie compulsive ossessive di ordine e disciplina ma io come minimo avrei fatto dei casting per del pubblico ordinato, disciplinato e con delle rudimentali basi di ballo e canto.
Credo che dovrei smettere di fare pausa accendendo la tv. La cosa mi stressa non poco. Vado a rilassarmi al cinema a vedere “Marie Antoniette” di Sofia Coppola.
E scaricatevi la colonna sonora che è un capolavoro. Ci sono anche gli Air grazie al cielo.

Oh-oh-oh Oooocchi di gaaaaaaatto

Da piccoli tutti ci immedesimiamo nei personaggi dei cartoni animati. Ed io mi immedesimavo in Sheila di “Occhi di gatto”. Anzi, a dirla tutta, prima mi immedesimavo in Hilary quella della ginnastica artistica. E da lì a provare e riprovare i numeri di equilibrismo della palla e delle spirali con il nastro a tempo di musica nel salotto buono di casa. Se lo ricordano ancora terrorizzati i vasi, i vetri delle finestre e i soprammobili superstiti di SuperM.
Poi, in una crisi mistica, passai a Candy Candy perché avevo deciso che, come lei, fossi perennemente l’incompreso della situazione e che solo a me capitassero tutti i guai di questa terra.
Poi vidi “Occhi di gatto” e lì capii che il mio destino era un altro: Dovevo diventare una del trio. E quindi ecco che mi preparavo in fantomatici allenamenti ginnici da contorsionista per essere pronto a qualsiasi situazione. Avrei dovuto passare in una presa d’aria? Uno scherzo da ragazzi. Avrei dovuto mimetizzarmi con la mia tutina nera? Pivellini, io ero un dio. Avrei dovuto camuffarmi? Ero il mago del make up che manco Solange.
Avevo tanto preso a cuore la cosa che ogni giorno andavo dal tabaccaio a comprare le cartoline di Napoli per rivestirle di fogli bianchi e disegnare quella specie di rombo rosso che era il simbolo di “Occhi di gatto” e mi allenavo a lanciarlo finchè glia ngoli non si piegavano e dovevo ricominciare tutto daccapo.
Poi sono diventato grande ed ho capito che tutta questa mia passione e immedesimazione nei cartoni animati anni 80 era dovuta ad un chiaro istinto latente che corrispondeva al nome di ricchionazza oramai impossibile da contenere.
Decisi quindi di diventare una persona seria che reprimeva questi suoi desideri incontrollabili di diventare la quarta sorella del trio o, al meglio, spodestare Tati che era stupida come una paletta o Kelly per quanto ce l’avesse solo lei. Sheila no, doveva rimanere. Ero innamorato folle. Carampana all’ennesima potenza.
Tutto fino a giovedì scorso dove il sogno è diventato realtà.

GB: Tu e Toxic mi aiutare a recuperare la memory card della Ps di mio fratello che ho lanciato sul tetto del mercatino?

E così fu che, dopo una settimana di preparazione con tanto di sopralluoghi fotografici, rilevazioni di ogni tipo, varie alternative di vie di ingresso e di uscita con tanto di misurazioni e precisissima identificazione dell’area dove era il nostro target, misurazione dei tempi dell’operazione e vari inconvenienti, eravamo prontissimi.
Fighi come solo noi potevamo essere passiamo una serata ad elevatissimo tasso alcolico nonché tossico per festeggiamenti vari che non sto qui a dire se no continuiamo con questa caccia alle streghe da voltastomaco che mi sta facendo sempre più pensare che certa gente potrebbe pure andarsi a fare una ricca cacata tosta tosta invece di contraddistinguersi per una piccineria da quartierucolo di Scampia, ci lanciamo nella missione.

Ore 4.23. Tempo previsto dell’operazione: 4 minuti scarsi.
Toxic da palo per bloccare la polizia che sarebbe potuta arrivare. Io e GB scavalchiamo e partiamo con la corsa finchè… Booooooom, non andiamo a scontrare contro il filo di una antenna che ci butta a terra nell’acqua mortaci suoi e della pioggia che ha fatto. Salto per recupero del target avvenuto con successo con seguente arrampicata. Comparsa di Toxic. Eh si, provate voi a far capire di rimanere a fare il palo e non muoversi ad uno tutto fatto che resetta meglio che in “Memento” gli ordini ricevuti. Torniamo alla base riacchiappando il filo dell’antenna in pieno. “Memento” anche per noi, che volete. Discesa volante con salto di 3 metri e ci lanciamo nel violetto. Missione compiuta con ottimo successo nonostante gli imprevisti.

Bene, ora che ho realizzato questo sogno vado a comprarmi un procione e mi iscrivo alla croce rossa. Per Hilary la vedo dura invece. Ma per caso le selezioni per ginnastica artistica dalle De Filippi sono ancora aperte o devo affrontare Bambi nella sfida del sabato pomeriggio?