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Archive for Deliri

Beeeeeeeeeeeeeeep!

Risponde la Segreteria Blogofonica di Italian Psycho.
Siamo momentaneamente assenti.
Uddio, a dir la verità io ci sono e pure lui. Ad essere presente, il signorino è presente. Solo che è di là immerso nella tristezza abissale della sua nuova stanzetta buia a buttare il sangue sui libri, bestemmie al professore e a prendere a craniate il muro arancione.
Lo intravedo che, tra una matrice tridimensionale ed una tabella a due voci incrociate, si appunta qualche bella frase d’effetto o qualche idea sui post-it dai colori del gay pride per i post futuri, ma ora come ora mi ha abbandonato.
Lo vedo che ogni tanto passa e spassa tra una pausa e l’altra vestito sempre più di merda, puzzone e allo stato brado come mai, barbone come 3 serie di Lost e bianco come una fetta di nutella con la sciorda.
Nel frattempo come posso impiegare il tempo? Potrei rispondere ai commenti, visto che alcuni sono lì a morire da giorni e giorni e stanno diventando più rinsecchiti di un bambino biafra non ancora rapito da Nostra Signora del pop Madonna. Potrei inoltrare a tutti voi lo spam sul Viagra e sul Prozac che ogni giorno sora Christina, sora Katiuscia e sora Jessica inondano questo posto, tanto ho tutte le vostre mail. Potrei pasticciare con gli Ip e hackerare qualche altro blog, tanto che me frega. O potrei far saltare tutto in aria e chi si è visto si è visto. Vabbuò, mo mi attrezzo e vi faccio sapere.
Nel frattempo lasciate un messaggio dopo il segnale acustico o, che so, discutete sugli slip delle cinesi che hanno il panda disegnato sopra o coputate tra i commenti…un pò di inventiva che diamine! Mica posso dirvi tutto io! C’ho da levare le ragnatele, che credete! Mica me ne sto con le mani in mano come voi nullafcenti…
E visto che valgo meno di niente perchè il tenutario deve ancora mettermi il plug-in dell’audio mi tocca pure fare le veci del segnale acustico che, visto che teniamo i vizi, è pure una canzuncella:

Iooooooo senza di teeeeeeeee fotografiiiiiiiiiia di chi va viiiiiiiiiia
Nello specchio dei peeeeeeeeensieri mieeeeeeeeei
Ti vedo ma non tiiiiiiiii raggiuuuuuuuuuungo maaaaaaaaai
Faccio a pezzi la mia rabbiaaaaaaaa,
Prendo a calci questa sabbiaaaaaaaaaa
Se sapessi amare un’altraaaaaaaa
Ti cancellereeeeeeeeeei dal tempoooooooooo

Pure “Lo specchio dei pensieri” di Gigi Finizio devo mettermi a cantare, come sono scesa in basso. Che vita di merda. Quasi quasi mi licenzio o mi iscrivo alle selezioni per Sanremo giovani. Che poi, per dirla tutta, avrei preferito mille volte “Margheritando il cuore” di Ambra a questo punto. Vado ad suicidarmi tirando il filo dalla linea telefonica. Adieu.
Click.

Qua non ci facciamo mancare niente

Ed ecco che vengo contattato da un fotografo d’arte che mi vuole assoldare per un servizio fotografico alle falde del Vesuvio per la sue imminente terza mostra di nudi sul tema della Solitudine.
Ci mancava solo lui. Peccato che, essendo stupido come una paletta, non ho richiesto in tempo la card per la “raccolta punti Psycho 2006/2007” e la vedo dura per raggiungere il viaggio premio per andarmene in Tibet dove ad aspettarmi ci saranno tante caprette che mi faranno ciao.
Ma facciamo poco gli schizzinosi. Alla fine l’idea mi attrae come una figa per Rocco Siffredi. Uno dei miei desideri reconditi e sboroni è quello di essere il soggetto di delle foto…ahem…chiamiamole d’autore và. Tanto, a vergognarmi non mi vergogno e il massimo del rischio potrebbe essere costituito da un improvviso stupro da parte del fotografo con seguente lancio del mio corpo esanime nel profondità del vulcano.
Ammettetelo, dove lo trovate qualcun altro che ha la capacità di mettersi in situazioni una più surreale dell’altra in un tempo così breve, dove?!?
Se accetto, mi venite a vedere?

Quando si passa il limite della decenza

Ci sono cose che ultimamente reggo meno di un pranzo matrimoniale avariato della durata di 12 ore.

1. Il loft.
Oramai le persone non hanno una garconiere, ma un loft. Non hanno una casetta soppalcata con cucinotto, hanno un loft. Non hanno una casetta piccolina in canadà con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà, hanno un loft.
Almeno finchè non si puliranno la bocca da quelle due parole e un quarto di inglese che hanno sentito dal parrucchiere e finalmente chiameranno le cose per quello che sono: Monolocale senza cesso, basso napoletano e capanna.

2. Gli accessori
Con 3 anni di ritardo la popolazione italiana ce l’ha fatta. Ha capito l’importanza dell’accessorio: Soprattutto della cintura e della borsa rigorosamente taroccate.
Oggi non sei nessuno se non hai almeno una dozzina di cinture con un pataccone dimensione parabola “Sky” sul davanti con tanto di logo in bella vista. Preferibilmente Gucci, D&G e D-Squared, mi raccomando.
Il massimo dello Style però è fare rifornimento sulle bancarelle. Li vedi tutti a fare la fila per accaparrarsi il finto Gucci o Prada o Dolce & Gabbana perché sono tali e quali a quelli veri così possono metterli nella serata figosa e fare del figo figo figo in modo assurdo che caga lingotti d’oro dal culo.

3. La vita bassa
Ammetto che non sono contrario alla vita bassa. Sono contrario ai pantaloni giropene o girofica indossati senza un briciolo di slip e lasciati cascare al di sotto del limite della decenza lasciando vedere praticamente anche l’eventuale presenza di piattole ribelli.
L’altra sera davanti a me un ragazzo aveva le pacche completamente da fuori che quasi gli si vedeva il buco. Gli ho chiesto se stesse aspettando l’infermiera per la puntura delle 20.
O siete dei Brad Pitt e allora potete pure andare in giro nudi, altrimenti copritevi che fate sesso quanto il radiatore della mia auto.

4. Antonella Clerici
Per quale motivo trascendentale da due settimane a questa parte qualsiasi giornale legga, qualsiasi tg veda, qualsiasi trasmissione veda, qualsiasi metropolitana prenda devo sentire che Antonella Clerici scopa con un riccio col suo amichetto brasiliano Eddy Martens e che non era felice così da anni e rompiamole le palle che certe cose vanno vissute in intimità senza l’occhio indiscreto dei curiosi che forse la storia sta finendo ma per ora diciamo che va tutto bene?

E’ un mondo difficile

Il problema è che sono stupidamente ingenuo e prendo troppo sul serio fatti, persone, cose, animali, fiori, città, bacio, lettera, testamento. E, ancor più stupidamente, mi stupisco come ogni volta ci sia sempre qualche occasione in cui mi ricredo sui suddetti fatti, persone, cose, animali e bla bla bla e faccio un po’ di passi indietro.
Ma un punto fermo su quale non posso che esserne fermamente convinto nei secoli dei secoli e che nessuno mai sarà in grado di fami cambiare idea manco con delle cannonate dirette su per il culo è che la gente non tiene davvero un cazzo a cui pensare.
Che andasse a scopare, a questo punto. Ma che lo facesse per bene e con somma soddisfazione e godimento. Così si distrae e la finisce una volta per tutte di cacare il cazzo aggratis.

Ed ora veniamo (non in quel senso) a cose di più alto spessore:

1#
Il verde militare abbinato a scarpe scamosciate sui toni del petrolio si porta ancora o fa sfigato finto guerrafondaio punkabbestia?

2#
Ad un primo appuntamento con un ragazzo che non cercherà mai e poi mai sesso come la migliore Madre Teresa di Calcutta che si rispetti e quando ti distrai per mettere la retromarcia ti ritrovi con 8km di lingua in bocca con tanto di ravanamenti sul pacco cosa bisogna pensare, che è una Santa Maria Goretti o una fetente di zoccola depravata?

3#
Con mia somma gioia da qualche giorno va in onda su italia 1 la 283esima replica di Georgie. A parte la scena dell’incesto da parte dei fratelli che credo nessuno mai si dimenticherà per il resto della propria vita rimanendo impressa come la Parietti che cantò “Jump and do it” al Festivalbar , mi domandavo se non ci fosse anche qualche risvolto finocchio o se il mio è un ricordo di qualche altra serie manga censurata. Che so, Loop messo a panino tra Abel e Arthur non c’era?
Ma poi, io Georgie da piccola non la ricordavo mica così obesa con un faccione quanto una pizza margherita…

4#
Quando ci si trova di fronte ad un nipote di anni 3 e mezzo che racconta in italiano e inglese con dovizia di particolari la storia di Cristoforo Colombo, della regina di Spagna e del Columbus Day senza che voi sappiate un emerita ceppa è forse arrivato il momento di mandare il suo curriculum come secchione ed il vostro come Pupa?

Eh si, devo fare un po’ di ordine mi sa. Modalità Bree: On. Datemi uno Swiffer Duster. Ora!

Evritaim ai luc in ior ais ai donnò uot iu dù

Che io mi domandavo com’è che ultimamente mi arrivavano mail di invasati che volevano sapere news sul nuovo singolo in inglese di Valentina.
Il mistero è stato presto risolto andando sul sito personale della mia cantante neomelodica preferita. E a controprova di questa mia ultima affermazione, visto non siamo dei quaqquaraqquà, potete trovare un post passato.

Si apre per l’artista Valentina una nuova era musicale con la versione inglese del successo “OK”. Il brano dell’autore Vincenzo D’Agostinoè stato nuovamente arrangiato e tradotto dal cantautore Luca Sepe. Vi renderete conto del completo rinnovamento della cantante che negli anni 98 – 2000 sconvolse l’Italia con la sua verve e la sua grinta. La versione dance ci riporta facilmente ai successi estivi che imperversano sulle spiagge italiane.

Ed ecco il momento che io e tutte voi carampane assetate di sangue aspettavamo da tempo: l’uscita del nuovo fantasmagorico e orgasmico video di Valentina che non farà rimpiangere i tempi di Jeansy, del suo inglese da cattiva digestione da pasta e fagioli con le cozze e del suo cavallo di battaglia diventato presto un cult della musica pop mondiale che è stato "Game Over".

 

Sempre collegandosi al sito è possibile anche scaricare la suoneria per il tuo cellulare in formato mp3. Cosa volete di più? La parrucca a strisce rosse bianche e blu, la coppola del gay pride o il cappello da joker con tanto di fiori di peluche in pandan?!?

UPDATE: Mi accorgo solo ora che al 43° secondo una tigre si trasforma in Valentina con una abile mossa di morphing: Basta, è il mio mito incontrastato. Da oggi tutto il resto non ha più ragion d’essere.

The new cut

Lasciando stare il discorso del “cosa si porta” e del “cosa non si porta” vorrei chiedere a tutti voi qualche suggerimento per il mio imminentissimo taglio di capelli dato che la loro gestione è facile come risolvere un cruciverba di Bartezzaghi della “Settimana enigmistica” o spiegare a SuperM che una busta di un negozio, seppur bella, non può essere incorniciata e appesa al muro come un quadro di Picasso.
Ma spieghiamo la situazione qual’ è: l’ultimo taglio risalente ad una mia mini tournèe romana è un capello molto corto sia lateralmente che dietro la boccia. Nella parte superiore c’era una specie di crestina un po’ più lunga per niente cafona che andava a scalare per ricongiungersi al corto generale. Il tutto impomatato da chili di gel per uno splendido effetto spettinato da soddisfacente stupro di gruppo.
Ora avrei bisogno di un po’ di novità anche dal punto di vista del taglio di capelli visto che in altri campi ci sto lavorando alacremente da diversi mesi.
Comunque avrei pensato a diverse alternative:

1# Rasoiata malefica fai-da-te.
Prendo una gillette Mach 3 e via di palla da biliardo. Due inconvenienti. Il primo è che è un taglio mai fatto prima d’ora quindi non conosco l’effettivo stato della mia testa che potrebbe nascondere sotto al cuoio capelluto di tutto. Dal cranio ammaccato da ripetute capate nel muro a metri di corna di ex ragazzi. Il secondo è che potrei essere scambiato per uno skinhead drogato. Problema superabile visto che per drogato mi prendono da quando ho 18 anni.

2# Taglio Mikey Mouse senza orecchie
Elimino il discorso crestina che mi ha seguito per tanto tempo e raso tutto alla stessa, corta, altezza. Inconveniente: Possibile somiglianza con il mio incubo giovanile, Monciccì. Convenienza: Male che vada attendo due settimane di ricrescita e mi impasticcio di gel cercando di salvare il salvabile.

3# Terence di Candy Candy
Mi lascio crescere selvaggiamente il capello, che da dopo l’estate ha pure assunto un meraviglioso effetto rosso/biondastro cromato e che è un peccato buttarlo via con uno zac zac di forbice, e lo si lascia cadere così come capita. Il “Così come capita” sarà ovviamente dopo ore e ore di lacca e botte di asciugacapelli. Mica posso trasformarmi dal bel Terence di Candy Candy in Solange. Eh no.

Se però avete altre proposte…

Vie di fuga – atto 1°

Visto che non ne posso più di essere coperto da capo a piedi di polvere e di spostare scatole, scatoloni e scatolini ma soprattutto visto che mi sono rotto altamente le palle ad anche abbastanza la schiena a causa dei continui traslochi a cui, da un anno a questa parte, sto in prima persona partecipando così come alle infinite tarantelle su che libreria inserire tra la scrivania e il muro o sulla tenda che guarda che bel colore fa quando arriva il sole o, ancora, sul parquet da coprire se no già si fa pieno di strisce e poi sono stracazzi tuoi o sulle tavole rotonde di due giorni per decidere se e quando ma soprattutto dove mettere una mensola, ho or ora deciso che mollo tutto e vado via.
E quindi basta, facessero quello che vogliono. Tanto al ritorno finalmente me la vedrò da solo. Lascio tutto così e me ne vado lontano da muratori, pittori, falegnami e qualsiasi altro operaio prima che sia troppo tardi e vengano urgentemente ricoverati al pronto soccorso con un chiodo da 20 cm conficcato in mezzo agli occhi da una mia violenta capata.
Ma soprattutto quello che ora cerco disperatamente è di stare lontano dai miei che sono entrati in fase “ultimo tentativo patetico”. Ossia cercano di estendere il loro controllo anche quando oramai non hanno più voce in capitolo.
E visto che ho una pseudo sanità mentale e fisica che dopo l’estate avevo stranamente recuperato e che si sta pian piano sgretolando sotto i miei occhi e quelli dell’umanità intera, è arrivato necessariamente il momento di cambiare aria. Si parte per Genova. Eh si.

Italian Psycho returns (come Superman)

In effetti stavo davvero per non tornare. Ebbene si. I motivi li lascio perdere perché alla fine non me ne tiene di scriverli manco per la palla destra. In questa settimana se ne è parlato abbastanza (non della palla destra) e alla fine ero davvero lì lì per non tornare.
Poi però puntualmente mi sono cacato sotto e come al solito non se ne è fatto più niente perché sono un perenne fascio di ansie senza fine.
Ma passiamo ad altro: com’è andata questa estate? Posso giocare l’aiuto da casa e fare rispondere a qualcun altro? Qualcuno che si offre? Nessuno? No, eh? Guardate che non metto mica il voto come a scuola. Al massimo vi frusto con fare sadico su una sling in pelle umana. E potrebbe pure piacervi, quindi non lamentatevi!
Ma non distraiamoci con questi pensieri zozzi. Alla fine questa estate la parola d’ordine è stata Casino. Ho fatto casini. Tanti casini. Troppi casini. Dove c’ero io, succedeva un casino. Più rimanevo e più il casino assumeva dimensioni mastodontiche. Roba che i miei amici delle sere mi legavano alla palma fuori casa con un limone in bocca per farmi stare fermo e zitto.
Non mi voglio mica nascondere dietro un dito, anzi. Ammetto tranquillamente di essere stato la benzina sul fuoco nella piena e consapevole totalità delle situazioni.
Colpa mia e di quel maledetto cellulare che devo lanciare in mare aperto o contro lo scoglio della spiaggia di Ibiza. Quelle ditine che ticchettano sul T9 me le devono tagliare violentemente con delle cesoie king size.
Colpa mia e di quella incredibile e inaspettata stima pompata a manetta che mi ha fatto conoscere una vagonata di gente che sono riuscito a destabilizzare sentimentalmente e non a tempo record. Perché alla fine ho scoperto che in estate divento proprio un figo. A saperlo prima…mannaggia  a me e al brutto anatroccolo inside. Foto esaustive verranno poi messe con calma su Flickr. Ma anche no.
Colpa mia e di quelle serate ad elevatissimo tasso alcolico che mi portavano dire cose che non avrei mai dovuto dire e fare cose che in condizioni normali non avrei mai fatto manco sotto tortura. Non ho ucciso nessuno tranquilli. Uddio…un paio di volte ci sono andato vicino ma di questo ne parliamo un altra volta.
Colpa mia e di quella voglia di mettere le bandierine di conquista territorio come a Risiko! che mi mettevano in situazioni al limite del surreale. Perché ammettiamolo, sarò stronzo, ma un po’ fa piacere vedere che qualcuno viene dietro non per lanciare i coppetielli.
Colpa mia e di quella impossibilità a mettermi a lingua in culo per evitare di dire sempre e comunque quello che penso e fare la figura del cinico figlio di puttana e di ritrovarsi a dire “te l’avevo detto”.
Ma non mi lamento di nulla, anzi. Avrei potuto evitare tante cose, come avrei potuto farne tante altre forse più importanti e significative. Un tentativo almeno l’ho fatto. Un po’ ci ho provato, ma se la gente non collabora che posso farci! Si, parlo di te. Non di te, di te. Eh vabbuò…prima che capisci!
E’ che un po’ in mezzo ai casini mi è sempre piaciuto stare. Fare tarantelle è un dono innato che ho da poco riscoperto. L’importante è saperne uscire. E su questo ci sto ancora un po’ lavorando. Tanto il tempo è ancora dalla mia parte. Soprattutto da quando ho evitato di sfracellarmi contro un autovelox alle 5 del mattino. Roba che con un accendino davanti alla bocca ero meglio di Mangiafuoco.
Alla fine però devo ammettere che mi sono divertito. Qualche strascico di stress ogni tanto, ma quello non fa mai male. O no? Anche perché tranquillo tranquillo mica ci so stare.
Comunque, signore e signori, datemi giusto il tempo di mettere a posto un po’ di roba visto che qua pare una baraccopoli africana e si ricomincia.
Ben ritrovati a tutti.

Oggi sono io

Sono timido ed ho lo sguardo truce perchè nella vita sono stato abituato ad osservare più che a guardare.
Sono isterico perché non amo la gente che mi manchi di rispetto.
Sono pazzo perché amo sognare con tutto me stesso.
Sono cattivo perché sono fottutamente sincero.
Sono stronzo perché dico in faccia se una persona mi sta sui coglioni.
Sono tutto quello che di peggio si possa pensare di me ed anche di più.
Ma so sicuramente di essere come uno specchio: rifletto.
Rifletto quello che gli altri mi fanno vedere.
Quindi quando pensano che io sia davvero isterico, pazzo, cattivo, stronzo, figlio di puttana e bla bla bla, quello è esattamente il lato che loro mi stanno facendo vedere.
Basta solo provare a sorridermi per vedere che avrò un sorriso come risposta.
Ma anche no. Alcune cose si meritano, altre meno.

Burn, baby burn

Noia estiva

Siete seduti sul divano con le gambe all’aria perchè fa tanto bene alla circolazione e col caldo avete le caviglie gonfie? Girate per casa con un paio di mutandoni di vostro nonno e due Kinder Pinguì freddi sotto le ascelle nell’attesa che qualcuno vi installi l’omonimo elettrodomestico della De Longhi? A furia di vedere l’80esima replica di “Bella in rosa” o il 375esim passaggio delle comiche di Benny Hill vi trovate con gli occhi rigirati all’indietro e una eccessiva bava schiumosa che fuoriesce dalla bocca? Siete così annoiati che avete cominciato a contare le cagate di colombo sul balcone del vicino a cui, a giorni alterni, avete deciso sparargli chicchi di riso copn una cerbottana artigianale mentre è intento a prendere una boccata d’aria?
Non preoccupatevi…io ho la soluzione per voi per farvi perdere un po’ di tempo e impegnare le vostre giornate:

1. Vi posso offrire un magnifico giochino: 20 Questions. Voi pensate ad un oggetto ed il computer in 20 domande ve lo indovina. Crea elevata dipendenza, vi avverto. In effetti è probabile che il computer non riesca ad indovinare. Basta solo che evitate di pensare parole come “deflettore” e “cataptosi”. Siate umani per cortesia.

2. Se il giochino di cui sopra non vi bastasse potrei intavolare una meravigliosa lezione di marketing in poche righe giusto per farvi pensare quanto i consumatori sono degli imbecilli. Parliamo dell’ ISY-PIL. Lo spot è un meraviglioso esperimento dove non viene venduto il prodotto ma, più semplicemente, la confezione. Quanti di voi sanno in effetti che prodotto si vende con quell’apertura? Cos’è…forse tonno? E di che marca?

3. Se siete ancor di più con le pacche nell’acqua, visto che fa caldo ed anche i miei neuroni si stanno prendendo a capate, getto la spugna e vi invito a cliccare qua.
Rincoglionitevi per un pò. Si narra che io sia stato 2 ore 18 minuti e 28 secondi in piena estasi prima che arrivasse il prete per praticare un ottimo numero di esorcismo. Vado a chiedere se è disponibile avere un filmato da uplodare su YouTube prima che venga spedito in Vaticano. Se però volete farvi del male fisico potete pure vedere qui l’allegrissima versione originale cantata live.

Le faremo sapere (?)

L’estate sta arrivando, a differenza del caldo che questo weekend ha trasformato le città nel deserto del Negev sciogliendo completamente l’asfalto e la mia fu scatola cranica brain included. Ma su quello non credo vi erano dubbi già da tempo oramai, o sbaglio?
Una cosa di cui vi erano seri dubbi era invece, causa follia eccessivamente folle, la mia partecipazione ad un casting per un prossimo reality.
Dopo aver spedito domanda ed essere stato richiamato in mezzo secondo, preparo curriculum, stampo foto e faccio fotocopie per le varie liberatorie. Tutto pronto vengo accompagnato dalla fida amica Betty (diminutivo di “Piccola Betoniera” per chi si ricordasse della sua figura nel blog scorso), saliamo in macchina e per le successive due ore e passa di viaggio è delirio totale.
Entriamo in un locale che più vip non si può, noi ancora più vip che eravamo in lista, compiliamo il form con una decina di domande del tutto inutili visto che il mio curriculum era più esauriente dei 1800 volumi della Treccani, consegniamo tutto e, mentre nella sala accanto partiva la serata discoteca, sul terrazzo iniziavano i casting.
Dopo un iniziale panico dovuto al dover stare fermo sui segni per terra, con un telo con logo della televisione di dimensioni stratosferiche da non impallare, il dover guardare fisso in telecamera e parlare come un imbecille in un occhio nero che non riuscivo proprio a mettere a fuoco, devo dire che non è andata male. Sopratutto visto che a farmi le domande era un vips. Che la mia svampitaggine l’ha riconosciuto quando mi hanno microfonato.
Domande di rito e tante chiacchiere. A quanto pare mi hanno tenuto più degli altri, mi hanno fatto molto parlare da solo ed interagire con i provinanti e mentre il vips capo provinante mi stava salutando augurandomi tante belle cose e figli maschi, uno della produzione l’ha bloccato dicendogli di farmi parlare ancora. Dopo la richiesta di fare una domanda al vip e uno scambio di battute sulla politica, tanti saluti ed in bocca al lupo per tutto.

Vip incontrati: 2, entrambi disponibilissimi e simpatici. Si sono anche prestati allo scatto di una foto. Ero un meraviglioso incrocio tra un leccaculo e una carampana. NB: Uno di loro ha uno spiccato senso estetico visto che appostava con lo sguardo quei bei ragazzotti in tenuta più che adamitica.
Drink scolati: 2 ettolitri e mezzo di capiroska al limone. O caipirinha? O caipirissima? Vabbuò, una di queste…mò non facciamo i pignoli.
Numerosità di sfrante al provino: infinito. E di una tamarraggine inaudita e senza precedenti. Uno aveva una cinta con led luminoso sul pacco con scritta “morto che parla”. Lo avrei buttato a mare solo per questo. E anche per il suo capello finto stoppa leccato dalla mucca della Milka. Che poi io ci avrei visto meglio il numero "23" su quel led luminoso.
Chiavate bibliche: Tutti i ballerini meno uno. Era l’eccitazione che confermava la regola. A parte un altro paio di bei ragazzotti. Ed un altro paio. Ed un altro paio ancora. O forse era l’alcol che me li faceva vedere tutti bellissimi?
Qualità dei provinati: agghiacciante. Esempio. Provinatore: “Qual è il tuo miglior pregio?” Provinato: “Che sono ricco”. Uccidetemi. Adesso. Ripetutamente e con tanta violenza. Non posso sopportare tanta stupidità.

Chiaramente non dico altro e, se avete capito di cosa parlo, tacete adesso e per sempre… vi chiedo solo di fare i carini e non buttare troppo veleno…hanno il link del blog. Ci osservano. Su, salutiamoli tutti. Bravi, così vi voglio. Educati e cortesi. Vi adoro. Tanto, eventualmente, per spalare merda c’è sempre tempo.

Trying to make a move just to stay in the game

Scommetto che eravate in tanti a pensare che mi avessero denunciato nuovamente per diffamazione ed avessi dovuto chiudere in fretta e furia baracca e burattini mentre la polizia postale bussava alla porta e mi trascinava a Potenza per fare un po’ di salotto con Vittorio Emanuele di Savoia, vero? Ed invece no. Almeno per il per il momento.
Determinati errori si fanno una sola volta. In ogni campo. Perseverare sarebbe eccessivamente diabolico.
Questa volta giuro che non è stata colpa mia ma del server a cui mi appoggio che intorno alle 23 di qualche giorno fa è esploso in mille pezzi provocando la temporanea scomparsa di questo ed altri postacci. Giusto perché stavamo scarsi a tarantelle.
Si perché ultimamente mi sta succedendo di tutto e non riesco a trovare un istante per fermarmi e stare lì a pensare ai cazzacci miei. Son sempre a trotterellare come se mi avessero messo su per il culo un peperoncino messicano king size. Sarà per questo che in concomitanza dell’esplosione del server ho mandato tutto a puttane e sono scappato per due giorni in località segreta per un pò di… uhm…diciamo tranquillità.
Ed in più è comparsa, puntuale come i servizi dei telegiornali su come affrontare il caldo, la crisi del trentesimo anno. Che poi si chiama così ma a me viene regolarmente ogni giugno/luglio.
Sapete com’è, sono sempre un tipo ben organizzato e mi piace anticiparmi con il lavoro.
E’ questo infatti uno di quei periodi in cui si tirano le somme. Perché uno può dire quello che vuole, ma l’anno non termina il 31 dicembre ma alla metà di luglio.
Ed ecco quindi, come sempre, che mi ritrovo a fare un po’ di bilanci in ogni campo e vedere che, nonostante da gennaio sia stato travolto da mille miliardi di eventi di ogni tipo, tanto male non me la sono poi cavata. In parte per una forza di volontà che straripa come il Nilo nel periodo di piena ed in parte per una ritrovata voglia di cambiare. Sempre e comunque. Quel cambiare che ho sempre, più o meno, lasciato da parte per rivestire i panni di Mr. Perfezione che fa tutto per gli altri e poco e niente per se stesso.
In questi giorni invece qualcosa sta cambiando. Sarà il caldo, sarà la crisi anticipata dei 30 anni, sarà che il criceto obeso ospitato dal mio cervello riesce a stento a far girare la sua ruota, sarà che c’è un momento in cui è necessario mettersi in gioco, sarà che sono stanco degli standard a cui vengo sottoposto ogni giorno, sarà che il mio spirito di cambiamento si sta risvegliando sempre più dal suo torpore.
Fatto sta che mi sto lanciando in un paio di nuove situazioni che, per chi mi conosce, sono al limite della pazzia. Ma si sa che spesso si fanno delle scelte non perché siano quelle giuste o perché più facili ma solo perché c’è bisogno di mettere un nuovo punto fermo in una situazione troppo complicata e ricominciare da zero. Qualcuno di voi sa di cosa parlo, altri meno. Per il momento mi fermo qui. E che qualcuno me la mandi buona. Perché su, un pochino pochino me lo merito.

Judgement day

Dentro di me ci sono due persone. Anzi, correggo il tiro, c’è una folla di gente impazzita che manco di prima mattina nella metro di Tokyo.
Esternamente potete osservare una splendida Bree Van De Kamp con le sue manie di meccanica perfezione, snervante ordine ed estenuante precisione.
Se ci addentriamo ecco che potete imbattervi in un magnifico esemplare di Hannibal Lecter pronto a cibarsi selvaggiamente di chiunque si trovi a tiro solo per il fatto di esistere.
Se mi seguite, ai piani alti troverete il rinomatissimo Parlamento composto da un numero variabile di membri che hanno ragion d’essere per il massiccio contributo alle scelte decisionali.
Oggi, a prendere il sopravvento,  stata Bree Van De Kamp. Sono in fase riordino. E si sa, quando riordino c’è qualcosa che non va e tutti mi devono stare a distanza di sicurezza.
Vuol dire che c’è qualcosa da pensare, da rimuginare, da metabolizzare.
L’ordine fisico di giornali, libri, cd, dvd e tutti gli altri oggetti è un semplice paravento per un più complicato ed impossibile ordine mentale che provo ripetutamente ad ottenere.
Ed eccomi qua tra le mura di una nuova stanza, con luci soffuse e un numero pari ad n più infinito di candele accese che da fuori potrebbe sembrare che mi stia romanticamente intrattenendo con qualche aitante ragazzotto. O più semplicemente che stia con una siringa in mano pronto a farmi 28 pere di morfina dritte dritte nell’aorta.
Ma è tutto sotto controllo. Quasi. C’è solo bisogno di riassettare. Oggi e domani. Anzi, oggi per un domani. E dopotutto, come dice Rossella O’Hara, domani è un altro giorno.

Cantanti neomelodici ed eccezioni

Io odio i cantanti napoletani: sia i neomelodici che quelli più “seri”. Ma questo è un problema che ho dalla notte dei tempi. Odio tutto ciò che proviene da Napoli ad eccezione del cibo con cui sono in lotta continua per evitare di trasformarmi nel dirigibile della “Duff”. Un esempio è Pulcinella, lo prenderei a morsi nei coglioni o gli infilerei su per il culo quel suo naso lungo e nero.
Ma torniamo ai cantanti di cui, ad onor del vero, ci sono due eccezioni. Per i cantanti neomelodici salvo a pieni voti la trans Valentina. Una di cui si trovano poche notizie nella rete ma che ha lasciato nel cuore di noi napoletani un vuoto immenso.
Il personaggio nasce a “Tele Akery”, televisioncina regionale campana, dove cantava e intavolava conversazioni di alto spessore con i fan. Una volta uno chiamò dicendo “Valentì, tien’ a’ pall’ a’ for’ “. Traduco: Valentina, fai attenzione…ti si vede lo scroto. Un gran signore.
Valentina però se ne è sempre sbattuta le palle, in tutti i sensi, ed ha continuato a sfornare singoli di ottima fattura come “OK”.

Ok / se tu mi vuoi / l’appuntamento vale per le sei / sarei una pazza se non ci verrei / e poi c’hai il numero mi chiamerai / Ok / Se aspetterai / Cinque minuti ed io non ci sarei / Appena arrivo non dirò di no / Se a letto nuda mi vorrai con teeeeee / Uh uh

Poi c’è stata l’hit di una intera estate: “Hey, ragazzo gay”. Ricordo ancora quando si aggirava per i locali gay divina più che mai bevendo un flute di champagne mentre noi comuni mortali andavamo avanti con i cocktail fatti coi superalcolici del discount e passavamo il giorno dopo sul cesso in preda ad una colite cronica.

Hey, ragazzo gay / Io lo so lotterai / Perché il cuore ce l’hai / Dentro di te c’è l’amooooooore / Di chi ha creato ogni cooooooosa / L’anima non ha dolooooooore / Né sesso né età / Hey, ragazzo gay / Abbi fede e vedrai / Anche tu vincerai / Come meeeeeee

Ultimamente ha cantato “Ficcanaso”, sigla di una trasmissione televisiva in stile “striscia la notizia” di cui manco ricordo il nome che conduceva con il Nano della pubblicità Kodak: Cibibiribì, lo ricordate? Ho ritrovato la pubblicità! Gioia immensa!

A me piace ficcare, ficcare / Il naso dappertutto, ficcare / Per conoscere tutto, ficcare / Fino a farmi stancare, ficcare

Audace e piena di doppi sensi meglio di Amanda Lear, vero? La mia Icona gay trash napoletana per eccellenza. La adoro. Ultima hit è la stupenda “Con il nastro rosa” di Battisti ma in versione napoletana che ha duettato con sua divinità immensa Leopoldo Mastelloni.

Ma passiamo all’altra eccezione. Lasciamo da parte i Gigi D’Alessio e i Nino D’Angelo che hanno ispirato 2800 cloni tra cui Gigi Finizio, Gianni Fiorellino e compagni cantante.
Io parlo di Anna Tatangelo. Io non so com’è che mi prende così, ma ‘sta ragazzetta mi resuscita i più bassi istinti da carampana 12enne.
A parte la parentesi sanremese con capello da Manola di "Amici" con la sua donna che non vuol dire riempire solo una minigonna su cui vorrei stendere un velo pietosissimo, dove vogliamo mettere “Ragazza di periferia”? Oppure “Colpo di Fulmine” che ha cantato ieri sera alla serata della moda di RaiUno? Quel motivetto mi è entrato e non mi è più uscito più, poca paletta.
Mannaggia a me che ho perso il concerto aggratis che fece l’estate scorsa a Sperlonga. Me tapino!

Ok, e con questo post ho perso anche quel poco di dignità che mi era rimasta. Se mai ne fosse rimasta.

Luoghi comuni

Non esiste più la mezza stagione


O fa caldo caldo o fa freddo freddo


Perché quando non si ha niente da dire uno può sempre usare la carta jolly del tempo.

 

Quando la situazione sfugge completamente di mano

A parte che, come volevasi dimostrare, è arrivato il quarto inaspettatissimo boy e vorrei sorvolare su questo avvenimento per mia e vostra sanità mentale.
A parte che il pranzo con Iboy è andato splendidamente bene lasciandomi alquanto stupito visto che, in un certo qual modo, ha dimostrato un certo interesse che andrebbe al di là della semplice amicizia.
A parte che OcchioMalefico continua a chiamarmi piccolo e a propormi di vederci facendomi sciogliere come un ghiacciolo nel microonde.
A parte che sta cominciando un weekend che per riprendermi ci vorranno 84 flebo.
A parte tutto questo mi chiedo come riesco a mettermi in delle situazioni così al limite del surreale. Perchè non è pensabile decidere di fare una uscita in un locale etero e venire a sapere che tre ragazzi su quattro saranno là presenti per me. Non è umanamente possibile.

Porca Eva contro Eva

Domani uscirà il nuovo cd di Carmen Consoli. Applausi. Dopodomani c’è il concerto. Standing ovation. Si perchè la cantantessa nei live ci da dentro che è un piacere ed è in grado di gasarmi come una Paris Hilton infoiata.
A proposito della Hilton, la donzella ha comunicato che, dopo la fine della sua storia con il miliardario greco Stavros Niarchos "desidera un uomo gay"?. Quindi colgo l’occasione per…

Cara Paris ciccina bella di Italian Psycho tuo,
se vuoi io son qui. Mi propongo come tuo partner gay. Visto che, ora come ora, solo il pensiero di avere un fidanzato maschietto mi fa rigirare lo stomaco come manco le montagne russe di Gardaland, potrei anche affrontare questa nuova avventura con te. Un pò di esperienza con le donne l’ho avuta. non che mi sia piaciuto tanto ma un secondo tentativo lo si può pure fare.
Sarà a tua completa e totale disposizione e sottomissione. Manda una mail, un sms, fai un colpo a casa, lascia un messaggio in segreteria o basta che lasci l’imbasciata a SuperM che lei è più adatta in ’ste cose rispetto a Yoghi, lascia un commento…non so vedi tu, come vedi hai molta scelta. Sarò il tuo zerbino. Ci divertiremo, lo sai anche tu. Basta solo che mi spesi il viaggio, alloggio e che mi rifai un armadio per i prossimi 20 anni. Come vedi ho poche pretese.
Ti aspetto. A presto zoccolona mia porcosa.

P.s. Se vuoi puoi trovare delle mie foto sul nuovo profilo che ho su gaydar. Beh si ho riattivato un profilo ma solo per tre settimane, dopo si autodistruggerà, quindi afrettati!

Ma torniamo alla Consoli e non ci distraiamo: io mi chiedo, perchè ‘sta cessa fa uscire il cd il giorno prima del concerto? Fare il tour un po’ più in là no?
Mi costringe a correre a prima mattina alla Fnac e imparare a tempo record tutte le nuove canzoni. Perchè devo pur reggere il confronto con la mandria di lesbiche imbufalite che marcheranno il territorio del Palapartenope e che, sono sicuro come la morte, già sapranno ogni singola parola delle canzoni.
Però ripensandoci potrei ovviare a questo problema armandomi di uno spruzzino di acido muriatico da vaporizzare a mò di umidificatore.
Perchè in fondo si deve pur tornare alle vecchie abitudini, ultimamente son diventato troppo buono…non trovate?

Ideona!

E se ne facessi uno? Tranquilli, ho finalmente smaltito la sbornia pasquale…quindi sono serio.
Un paio di idee su dove farlo le ho, voi che suggerite?

Comunque potetete proporre anche altri posti…le foto sono solo esemplificative. Potete osare.

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