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Archive for Dubbi

Misteri dell’universo maschile

C’è una cosa degli uomini che davvero non la capisco: Se un uomo ha studiato da avvocato o da medico, a rigor di logica dovrebbe fare l’avvocato o il medico. Così come se uno ha deciso che nella vita vuole fare l’idraulico questo, almeno in teoria, dovrebbe fare pratica per diventare poi un buon idraulico.
E allora perché se l’idraulico non va in tribunale a difendere un cliente o non si sostituisce al dottore nella cura di un paziente, un avvocato o un dottore dovrebbero cercare di mettere a posto un tubo che perde?

Disse Italian Psycho con l’acqua alta che manco a Venezia.

Moda uomo: la camicia avvitata

Da un paio di stagioni si è deciso che una nuova moda per l’uomo è la camicia avvitata.
E allora, se è una moda che va così forte, perché i negozianti non decidono di fare un bel carico di questo tipo di merce invece di continuare a mettere in vetrina manichini camiciati con avvitamento farlocco dovuto a due graffette nascoste dietro la schiena?
Roba che se uno fa notare che la camicia è leggermente diversa da quella in vetrina e che uno la cerca avvitata alla nascita senza dover andare in giro con le graffette dietro, hanno anche il coraggio di dire che “No, questo modello è  proprio avvitato di suo! Le graffette non c’entrano niente!”.
Con commesse del genere poi non ci stupiamo se per strada ci troviamo gente vestita come un Barbapapà.

Altri misteri dell’universo femminile

E’ da un pò che mi chiedo come facciano le donne a sopportare il prurito da ricrescita del pelo dovuto alla ceretta.
Ragionando si potrebbe pensare che, come si sa, le donne hanno la soglia di dolore più elevata rispetto all’uomo. L’uomo, con un calcio ben assestato nelle palle, sbatte lungo lungo a terra. La donna può scodellare anche due gemelli e non fa una piega. Epidurale permettendo.

Però ho come il sentore che anche loro in quel paio di giorni critici di ricrescita vorrebbero rotolarsi su un tappeto di carta vetrata.

Beyoncè, Shakira e la crisi di identità 

Credo che la ragione che fa da perno all’usanza della discografia americana di inserire il nome dell’artista all’interno del testo della canzone sia una semplice crisi di identità dell’artista. Altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui si debba urlare il proprio nome tra un ritornello e l’altro.
L’ultimo esempio è il duetto di quelle due Ringo Girls oliate di Beyoncè e Shakira dove a turno ansimano “Beyoncè Beyoncè” e “Shakira Shakira”.
Che poi Shakira è pure recidiva. Se non erro in “Hips don’t lie” si fa urlare in bocca il nome da Wyclef Jean. E mi sembra che pure Beyoncè non ci scherzi.
Meno male che è una moda oltreoceano perché non potrei proprio sentire tipo un AlBano che, mentre canta, fa “Albano Albano”. Se invece è una moda che sta prendendo piede, fatemelo sapere che comincio ad importarla al blog per scrivere ogni due righe “ItalianPsycho, ItalianPsycho”.
Ah, sempre a proposito della canzone o meglio del video: mai visto tale bruttezza. Entrambe che cercano, tra una botta di bacino e un’occhio alla Bambi di fare le sexy. Peccato che siano sexy a turni alterni.
Quando una fa la languida, l’altra ha lo sguardo a patata. Quando l’altra finalmente diventa pseudo credibile, quell’altra pare che stia pensando alla nuova lacca da comprare. Inguardabili.
Che poi è un peccato, perché prese singolarmente non sono male. Sempre in un ottica di canzuncelle danzerecce però, eh.

Mandateli in pensione

Qualche sera fa, dopo aver bocciato il secondo capitolo dei pirati dei Carabi, ho visto, insieme ad una mandria di amici, un film completamente passato inosservato: “The Hoax”. Bastato su una storia vera, tutto sommato non è male. Sopratutto se si è un pò fatti.
Io però mi domando perché Hollywood, con tutta la valanga di attori a disposizione, si ostina imperterrita a scegliere Richard Gere?

- E’ completamente inespressivo
- E’ una maschera di cera con gli occhi a cinese
- E’ un mimo
- E’ un manichino con un mocio in testa.

Mai trovato attore peggiore. Ah, no: c’è Clooney. E chi se lo scorda quello. Pure la Bellucci non ci scherza. Sarà la più bella donna del mondo e per questo tanto di cappello, ma dove la vedi la vedi rimane sempre immobile che pare una statua di cera. Per non parlare della voce: apre bocca e si trasforma in Asia Argento.

E voi avete una personale Top 3 dei peggiori attori?
Per i peggiori film rimandiamo.

Mai più senza: Girlie Algida

Nuove news dal nostro corrispondente Isteria Personificata:

Gustare un delizioso gelato e poi cospargersi di luccicanti brillantini? Da quest’anno è possibile con Girlie: goloso gelato al lampone a forma di stella con tanti pezzetti di zucchero caramellato, il cui stecco contiene tanti glitter perfetti per il make up.


Si dice che da piccoli i bambini apprendono meglio e che siano soprattutto le bambine ad avere una marcia in più. Quindi perchè non insegnare da subito a truccarsi come una mignotta?
Sarà il vero must delle gaie serate estive: ci metto la mano suo fuoco. Anzi due. Pure un piede và.

Pharmacy industry

Oscar Wilde diceva che "la moda è una cosa talmente brutta che va cambiata ogni sei mesi".
Che lo dico a fare che il trend di questi spero solo sei mesi sarà la "felpa con le stelle" della Pharmacy Industry?
La si vede ovunque anche perchè è già stata clonata da 800 aziende in una forsennata corsa a chi copiava per prima per imporre il proprio prodotto sul mercato prima che i ragazzi si fidelizzassero su un marchio ben preciso. H&M in primis che sotto Natale era invasa di queste felpe in ogni colore e taglia.
Si dice anche che quando non si comprende più la moda dei ragazzi significa che si sta invecchiando, che l’età ahimè avanza, che ci si allontana inevitabilmente dallo status di ragazzo, che aumenta il cosiddetto gap generazionale e tutte le menate da sondaggio di costume da due soldi.
Bene, se le cose stanno così allora significa due cose: o ho avuto una botta di vecchiaia tutta assieme e non me ne sono accorto o la gente incomincia ad avere seri problemi di vista e, semmai l’avesse avuto, di gusto in fatto di moda.
A questo punto preferisco quell’altra roba allucinante che sono le magliette con i funghi porcini di sono un porcino punto ittì che ho scoperto grazie a Tumy.
Madre de Dios, ayùdame.

Poi però capita che ti passano un link e ti rendi conto che non c’è stellina o porcino che tenga: la cosa importante è che non abbia il pelo di alcun animale.
Sfido qualsiasi donna, o qualsiasi uomo con evidenti problemi di identità, ad indossare una pelliccia dopo aver visto questo filmato. O a non convertirsi a mangiare vegetariano.
Anche se come fa il polletto alla piastra Burger King…

La prova del cuoco #1


Giuro solennemente che non dirò mai più qualcosa di cattivo su Antonella Clerici e il suo programma "la prova del cuoco", anzi. A parte sul pubblico in studio che, nonostante il coreografo, non posso trattenermi dal dire sia coordinato come un ragno a cui si fa prendere fuoco con un fiammifero.
Ho solo un pò di problemi sul taglio non proprio netto del cibo a causa della mancanza dei coltelli Miracle Blade edizione perfetta e sui i tempi di preparazione: perchè nel programma a cucinare sono in due ed in 20 minuti riescono a preparare un pasto completo mentre noi in quattro ci riusciamo solo dopo 3 ore e mezza e con una cucina che sembra la stanza delle torture di Hannibal Lecter?

Per il potere di Greyskull

Una delle cose che più mi affascina dall’universo femminile è la dote innata che le donne hanno nel lavarsi i denti e, allo stesso tempo, fare altre cose: mettono a posto le creme in rigoroso ordine di utilizzo, si depilano col Silk Epil facendo quel rumore assordante che deconcentrerebbe anche un criceto che gira nella ruota, si pettinano con tanto di piastra lisciante e parlano al telefono in conversazioni a tre peggio di Carrie Bradshaw e compagne.
Sono invidioso marcio perché non comprendo la dinamica per cui solo io devo stare praticamente steso nel lavandino inondato da chili e chili di schiuma bianca che mi cola fin sotto al gomito destro facendo un laghetto per terra.
Eppure sono ad un livello di multitasking abbastanza avanzato: Riesco, ad occhi chiusi, a
toccare la punta del naso con la punta del dito indice e, contemporaneamente, cantare a richiesta una qualsivoglia canzone dei "Ricchi e Poveri" mentre con le gambe eseguo una perfetta coreografia di "The Hustle". Mica pizza e fichi.

Le cose che abbiamo in comune

Annie Leibovitz, per la nuova campagna promozionale “Year of a million dreams” commissionata dalla Disney Park, ha fotografato David Beckham in veste di principe Filippo de "La bella addormentata", Beyoncé come "Alice nel paese delle meraviglie" e Scarlett Johansson come “Cenerentola”.

Il risultato, tralasciando la povera Beyoncè che sembra più una Cabbage Patch,  corrisponde alle mie aspettative. E’ brava e su questo non ci piove. Non al livello di David La Chapelle, ma è comunque brava.
Solo che adesso mi domando se anche all’estero vedere un volto dello ShowBiz utilizzato in pubblicità provochi lo stesso effetto di insofferente urticaria che proviamo noi italiani ogni giorno.
Noi abbiamo Totti che da mesi ci sta uccidendo la salute assieme a Gattuso, al “No problem” di Vodafone ed al “Life is Now”.
Perché ho la sensazione che Beckham e tutto il vippume d’oltreoceano non rompano così l’anima? Forse perché sono meno invasivi?
A proposito di Beckham, ho scoperto che il ragazzo ha come fobia quella dell’ordine e che è così ossessionato da allineare tutto per colore. Quasi peggio di me e non siamo manco dello stesso segno. Lo amo lo stesso che mi frega dello zodiaco.
Tornando invece a cabbage Patch/ Bejoncè, vi propongo un video parodia
che mette il dito nella piaga sulle ragioni dello scioglimento dalle Destiny’s. Enjoy it.

Cenerentola con fuso orario sballato

Non so se sia solo dalle mie parti o se sia una legge universalmente riconosciuta quella per cui allo scoccare delle 2.30 del mattino la discogay si trasforma in quello che definisco l’attesissimo momento dei “saldissimi di fine serata”.
Fino alle 2.29 si attende il principe azzurro con tanto di scarpetta di cristallo e sguardo sognante. Il minuto dopo gli va bene tutto.
Basta che respiri.

Sogno o son desto?

Partendo dal presupposto che il cambo di stile musicale e di look di Nelly Furtado lo trovo fantastico così come l’album, vorrei capire perchè ha voluto rovinare clamorosamente il suo terzo singolo di "Loose" che è "All Good Things (Come To An End)" cantandola insieme a quei due chiavatoni volti da telenovela brasiliana di quart’ordine che sono gli Zero Assoluto?
Che poi la canzone è stata pure scritta da Chris Martin dei Coldplay e da Tim Mosley aka Timbaland. Mica Al Bano e Romina.

Ma resto ancora così

Che poi io devo capire cosa è passato nella testa del vetrinista nell’istante in cui ha pensato che si, mettere in una vetrina di un negozio di scarpe un manichino in posizione da gestante fosse una brillante idea.
Meno male che con me ho il fido Isteria Personificata che ha il ditino più veloce del west e scatta foto a raffica con suo sboronissimo cellulare. Così almeno ho una prova tangibile di quello che dico.
E poi mi sono proprio stancato di tenere un blog dove avrei 900 cose da dire tra novità, trasferimenti e qualsiasi altra cosa, ma mi metto la lingua in culo e scrivo queste idiozie.

E vorrei fuggire via, e nascondermi da tutto questo.

C’è in giro di meglio

Il problema alla base dei miei reali o presunti fidanzamenti da 8 mesi a questa parte ne è solo ed esclusivamente uno. Ma andiamo con calma per creare un po’ di suspance.
Dopo 7 anni in cui sono rientrato nello status di perenne fidanzato, se non per brevissimi momenti che rientrano  nell’ordine delle due settimane, ed aver dato di tutto e di più ai miei ex ragazzi mi sto effettivamente rendendo conto che ciò che mi piaceva tanto altro non era che, indossato il mio cappellino da Candy Candy, un continuo sbattimento di coglioni a causa di elevate incompatibilità caratteriali a cui ho sempre tentato di porre rimedio con sforzi disumani.
E a parte questa presa di coscienza che mi sembra già un ottimo passo avanti, mi sono reso conto che lo stato di single non è poi così male. Ed è questo il primo punto. Prima avevo sempre da dare conto a qualcuno e cercare di conciliare le esigenze di entrambi che alla fine di entrambi non possono mai essere, ora posso fare quello che voglio senza crearmi 2824 problemi che mi portavano a rinunciare a molte delle cose che desideravo fare.
Perché in coppia io, purtroppo, penso sempre per due, divento lo slot di memoria di espansione del cervello dell’altro ed ho una elevata tendenza allo zerbinaggio. Sarà un latente, ma mica tanto, istinto sadomaso.  
Dall’altro lato mi rendo conto che forse in due si sta effettivamente meglio anche perché avere un punto di riferimento con cui confrontarsi in ogni campo e con cui condividere passioni e altro, male non farebbe. Anzi.
Ed ecco che viene il problema di inizio post.
Ogni qualvolta ho conosciuto qualcuno che sarebbe potuto diventare il mio potenziale ragazzo mi sono tirato indietro poichè in me nasceva, come ne "La Donna Perfetta", un pensiero: “C’è in giro di meglio”.
Anche ad inizio settembre quando avevo deciso di lanciarmi con tutto me stesso in una storia che si è rivelata un fallimento da vari punti di vista, nasceva quel “ma se in giro ci fosse di meglio”?. Ed è questo che alla fine mi ha portato a scappare a gambe levate davanti ad un piccolo problema del tutto risolvibile con un minimo di buona volontà. Ma perché sbattermi già da adesso se in giro potrebbe esserci di meglio?
Ora come ora, come mezzo web sa e 2/3 dei blogger che mi legge, dopo una estate di pseudo relax, una certa personcina è ritornata all’attacco macinando come sempre chilometri su chilometri ed eliminando problemi meglio di Wolf di “Pulp Fiction”. Questa volta ho macinato anche io i miei buoni chilometri e ho un po’ allentato la corda riuscendo a passare insieme due settimane insieme in un primo tentativo di timido trasferimento. Alla fine quando si è insieme le cose vanno bene, è logico. Ma c’è sempre un “ma”. Se in giro ci fosse di meglio?
Le cose, insieme, vanno. Come ho imparato prendo ciò che di buono ne può uscire senza dare un nome a niente.
Però poi mi domando se ha senso ufficializzare a parole un qualcosa di già ufficializzato a fatti se c’è, da una parte, un elevato rischio di tradimento per questa esigenza di “trovare in giro di meglio”?
C’è chi dice di attendere. Attendere i campanelli che suoneranno quando davanti a me avrò finalmente la persona giusta. Anche se di questo passo questi campanelli non credo li sentirò mai.
Pare proprio una lettera da mandare alla posta di Mina su Vanity Fair.

Come una partita di poker

Tra le varie persone che ho conosciuto l’estate scorsa una menzione d’onore va a Sbullonato. Prende questo soprannome a causa di 3 giorni passati insieme in cui, nonostante i miei continui e infiniti chiarimenti, decise autonomamente di trattarmi come se fossi stato il suo fidanzato offrendomi tanto di cenette a lume di candela per poi propormi di cominciare una fantomatica storia con lui. Illuso.
Io gli ho ovviamente negato questa possibilità per tutta una serie di motivi che è meglio non trattare per non scrivere 8 fogli A4 e far cadere le palle a terra a tutti quanti.

Sbullonato: Sai, ho pensato molto a noi due.
Italian Psycho: A noi due?
S: Si certo. Tu no?
IP: Beh io non ci ho minimamente pensato
S: Ma come?!?
IP: Forse mi sono perso un pezzo…ma da quando c’è stato un “noi due”?
S: Beh, non puoi negare che tra di noi è nato subito un certo feeling…
IP: Si definisce scopata, non feeling.

E qui ho chiaramente sentito il suo cuore fare “CRACK”.

Sbullonato ha incassato il colpo ed è ripartito alla volta di Milano seppur rilanciando l’offerta mettendosi a disposizione per prenotarmi i voli aerei per tutti i weekend invernali nel caso cambiassi idea. Ma io, niente. Ho mantenuto la mia ferrea posizione. E per rafforzare la mia posizione ed evitare che certi miei comportamenti potessero essere fraintesi ho cominciato a rispondere ad una telefonata ogni venti tentativi di chiamata.
Nella telefonata fortunata ha rilanciato ancora. Dice che ha pensato molto a me e che tramite conoscenze avrebbe la possibilità di farmi lavorare per una nota multinazionale cosmetica parigina e di non pensare minimamente di trovarmi alloggio a Milano visto che mi ospiterebbe vita natural durante a casa sua.
Non so voi, ma questa situazione ha un solo nome: Trappola da puttana.
Sappiamo tutti che un impiego in quella multinazionale farebbe gola a tutti, ma che fare?
Mi sa che con una chiavata di ringraziamento ci faccio ben poco anche perché il ragazzo vuole ovviamente di più. Brrrr. Ma fare la parte del fidanzatino riconoscente o del bell’oggettino mi sta a morte come solo Hitler può capire. Ma non tenendomelo buono perderò l’opportunità di lavorare in quella e altre aziende ad essa collegate per i prossimi 40 e passa anni a meno che non vada di cambio di connotati dal chirurgo estetico. Mi sento molto Elisabetta Gregoraci, lo ammetto. Ma non credevo che anche il mondo del lavoro fosse così palesemente un puttanaio.
E se mandassi tutto a monte per andare a vendere noci di cocco ai cinesi o allevare api assassine in Tanzania?
In tutto ciò, come se non bastasse, domani riapre "la stagione delle danze". E sono convinto che non perderò occasione per fare altri lutti. L’unica cosa che spero è di riuscire a contenermi con la mia fidata ancora di salvezza: l’alcol. Anche se la vedo molto difficile.

Madonna Vs Armani Remix


Le confezioni flowpack stampate con il logo cromato Remix si uniscono e si completano in un gioco di specchi, per un effetto riflettente, urbano e alla moda, che prende spunto dai volantini dei concerti.

Di Madonna aggiungerei io. E non parliamo della pubblicità  in tv che è un plagio pauroso.
E dire che c’è gente che viene davvero pagata, e bene, per questi colpi di genio.

Po po po po po poooo poooo

Che poi io lo vorrei proprio capire il passaggio per cui una bellissima canzone come “Seven Nation Army” dei “White Stripes” sia, dall’oggi al domani, diventata l’inno della mazzamma calcistica esaltata di questo mondiale.
Come se domattina Cristina D’Avena si conciasse come Marilyn Manson ed iniziasse a sputare in faccia ai bambini o vomitasse fuori alle scuole elementari. E’ sacrilegio allo stato puro. E’ una roba che il mio cuore non può davvero reggere.

Ideona!

E se ne facessi uno? Tranquilli, ho finalmente smaltito la sbornia pasquale…quindi sono serio.
Un paio di idee su dove farlo le ho, voi che suggerite?

Comunque potetete proporre anche altri posti…le foto sono solo esemplificative. Potete osare.