L’occasione per cui io, Isteria Personificata e la di lui amica ci siamo messi in macchina in pieno orario pennica proprio nel giorno esatto del puntatone topico della stagione 2007/2008 di "Uomini e Donne" non era una delle più allegre, diciamolo.
Armati di un Tom Tom (Santo subitissimo…proprio mò mò), eravamo alla ricerca di un cimitero di un paesino nell’entroterra campano dove dovevamo essere presenti improrogabilmente alle 16. Dallo stupore che suscitava il nome dell’ameno paesello, che di volta in volta veniva anche storpiato, abbiamo pensato potesse essere in provincia di Avellino, poi di Benevento, finchè ci siamo resi conto che faceva parte della sesta provincia campana: InCuloAiLupi.
Arrivati al casello, dopo che l’omino si è preso ben 4,60€ e ci ha guardato con l’espressione tipo "abbandonate ogni speranza voi ch’ entrate", ci immergiamo in un luogo che è esattamente la copia perfetta del set di "The Texas Chainsaw Massacre". L’atmosfera, poi, era precisa precisa. Soprattutto quando il Tom Tom, dopo aver inserito la via precisa da raggiungere, ci ha delocalizzati.
Ma noi, spavaldi, abbiamo ben pensato di chiedere a qualcuno del posto.
1. LE DUE SIGNORE
Mi accosto con la macchina e le due vecchie ci fanno ciao ciao con la manina come se ci conoscessero da una vita. Dicono di tornare indietro, prendere "la nazionale" aka strada senza guardrail mezza sterrata e girare a destra. Indicando la sinistra. E di prendere la strada che scende. Indicando verso l’alto. Chiarissime.
2. IL SIGNORE IL MACCHINA
Dò la precedenza e mentre passa agitiamo le braccia per far richiamare l’attenzione, chiediamo la strada per il cimitero e lì scopriamo di aver beccato l’unico abitante operato di laringe con tanto di tubicino che fuoriesce dalla gola che ci tiene tanto a spiegare la strada parlando come Nemo. Fortunatissimi.
3. IL VECCHIETTO
Stava bello bello entrando in casa sua quando ci accostiamo e chiediamo del cimitero. Alza la mano e dice "Spè, non sento". Si avvicina e si incolla allo sportello che pareva se lo volesse portare a casa o, alternativa valida, avesse le mani magnetiche e già me lo immaginavo mentre correvo con questo attaccato alla portiera, celo portavamo a spasso per la cittadella. Richiediamo dove sia il cimitero e scopriamo che era non vedente da un occhio: oltre che sordo. "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me".
Arrivati a destinazione, per opera e virtù dello spirito santo è il caso di dirlo, neanche il tempo di presentarci che arriva il prete. Anzi no. Arriva il prete gay. Anzi no. Arriva il prete più gay che abbia mai visto in vita mia. E per dirlo io che per capire se uno è gay c’è bisogno della freccia lampeggiante sopra, eh. [...]
[...] Dopo un caffè che pareva acqua marrone, dopo aver salutato i presenti, veniamo invitati a fare un giro al negozio. Il negozio trattasi di una fabbrica di cioccolato. Un fabbrica di cioccolato in fermento per Pasqua.
Avete presente i bambini nel negozio di giocattoli. Uguali. Parevamo Charlie, Violetta e Mike di "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato".
Entriamo nel retro e che me ne faccio di "Gay Odin": vasche di cioccolato al latte, fondente, bianco, mandorle ovunque, noccioline, arachidi, zucchero soffiato, uova di pasqua che girano girano girano, altre che escono dal tubo refrigerante, altre in attesa di essere impacchettate, torroni, ovettini, gallinelle, campane, conigli, sorprese, colombe in forno che girano e crescono, dovunque ci si girava ecco comparire vassoi di cioccolato per farceli provare.…una roba che la mia dieta voleva prendermi a craniate. Così come le lavoratrici che mi vedevano mettere la mani ovunque e provare ogni cosa.
Dopo che Isteria Personificata un’occhiata di disapporvazione, mi compongo, salutiamo i presenti e ce ne torniamo direzione casa.
Il Bottino: 2 uova di Pasqua (femminuccia e maschietto), 1 gallinella di cioccolato bianco, 2 pacchi di ovetti (latte e fondente), 4 torroni (due morbidi e due duri) e kg di assaggini vari.
Insomma, domani appuntamento col Topexan. Sicuro.
marzo 14th, 2008 | Category: Isteria Personificata, PsychoLife | Comments (3)