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Archive for Isteria Personificata

Isteria Personificata tree edition 2009

Non è una novità che quest’anno non faccia l’albero di Natale.
E non è che lo spirito del Natale, diciamo per il troppo impegno lavorativo và, lo senta così tanto. Quando La Maison du Monde, ad inizio ottobre, era trasbordante palle e decorazioni natalizie sarei voluto scappare dritto dritto a prendere a capate una a caso delle due torri.
La neve è scesa copiosa, ha ricoperto silenziosamente ogni cosa e sembra di vivere in una casetta di Cogne, i taxi non mi vengono a prendere per inagibilità veicolare e la Psychomobìl si è sputtanata per il freddo. Un periodo proprio fortunato.
Meno male che come ogni anno ci pensa Isteria Personificata a tirarmi su il morale con il suo alberello che, devo ammettere, quest’anno è molto ma meno kitch degli scorsi Natali.

Ma l’anno prossimo mi metto a fare a gara eh, che ho una decorazione con tanto di tacco a spillo e piuma rossa sul davanti che manco Tina a Uomini & Donne!

Gatto Rognoso, bel gattone, tu puzzi come un caprone

So di essere in ritardo, ma tra partenze e ritorni qua non si è capito più niente. Tutta colpa del jet lag manco fossi andato a Palm Springs. L’età non aiuta più, lo dico sempre.
Come dicevo un po’ di tempo fa, se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. In questo caso, la montagna era Cats che è arrivato a Caserta per il suo ultimo e definitivo, si come no, tour.
Tutto è cominciato con IsteriaPersonificata che avrebbero di sicuro portato ad una organizzazione calma
e serena. Già dalle 8 del mattino, infatti, si rincorrevano sms del tipo "che ansia", "a che ora ci vediamo", "dobbiamo arrivare puntuali", "devo ancora ripetere le canzoni", "sono emozionatissimo".
Appuntamento per le 19 prontamente spostato alle 19.30 per ovvi problemi lavorativi: IsteriaPersonificata comincia ad avere la schiuma alla bocca.
Prendiamo gli altri che non si fanno trovare dove dovevano essere: IsteriaPersonificata è colpito da un mancamento e gli occhi gli si rigirano all’indietro.
Alla richiesta di fermarci ad un baretto per mangiare e prendere una cosa da bere, mi lancio col defibrillatore su IsteriaPersonificata gridando "libera! libera!".
Apro una parentesi del viaggio in macchina dove in cinque siamo riusciti a riversare una quantità di bile da fare impallidire un camion cisterna. Perchè noi siamo tutti molto calmi, ci vogliamo tutti tanto bene e ci sappiamo relazionare con gli altri. Ma soprattutto non ci facciamo un fegato tanto per situazioni che si ripropongono anno dopo anno in tutta la loro interezza.
Finalmente arriviamo alle 20.45, tappa al merchandising dove Isteria compra in fretta e furia un cappellino e un tour book.

ItalianPsycho: Scusa ma perchè compri il cappellino, non ne hai già 40?
IsteriaPersonificata: Vabbè ma era a 5€.
ItalianPsycho: Si ma tu sempre una testa tieni…

Che poi parlo io che quasi ad ogni musical compro la maglietta e faccio l’amico di Maria in casa. Ho già quella di "Grease", "Footloose", "Fame" ed ora anche quella di "Cats". Taglia baby. Mi sta di un bene ma di un bene, che lo dico a fare.

Insomma, comincia lo spettacolo. Nessuno sa niente eccetto IsteriaPersonificata che di lì a poco sarebbe asceso lui stesso al paradiso dei Jellicle al posto di Grizabella. La cosa comica è che lo spettacolo è stato tutto in inglese a cui sono stati tolti i sopratitoli perchè distoglievano l’attenzione dalla scena. Della serie, ‘azzi vostri.
Meno male che il nostro fido Isteria ci ha dotato un bel mappozzo di foglietielli con la storia del musical, la sinossi e le note critiche di Andrew Lloyd Webber. La classe non è acqua.
Ma passiamo allo spettacolo partendo dalla scena che è una enorme discarica. Un pò pochino lo ammetto ma grazie a delle luci stratosferiche, sembra sempre che la scena cambi ad ogni cambio di musica. In Italia ce la sognamo una cosa così.
Gli attori sono esageratissimi: fisici pazzeschi quasi da atleti, bravura infinita, voci da urlo, trucco da paura, coreografie magiche e musiche favolose….insomma anche qui, ripeto, una cosa così ce la sognamo. Non capisco quali pene dobbiamo ancora scontare visto che a noi è toccato il tour di 9 mesi di "A un passo dal sogno" mentre in Inghilterra e in qualsiasi altro luogo del globo ci sono dei musical da capogiro.
Da menzionare il fattaccio dei nomi dei gatti che, per uno come me che era alla prima visione, impararli al volo al volo era qualcosa di impossibile. Ecco perchè, per la gioia di Isteria, ho prontamente ribattezzato i gatti per memorizzarli in modo rapido ed indolore: Macavity era diventato Malkovich, così come Demeter e Bombalurina erano rispettivavemente Desdemona e Bambulella, poi diventata bomba-all’-urina.
Ovviamente il "Memory" finale è stato un momento davvero molto toccante che ha generato il più grande applauso all’interno della reggia.
Insomma, da rivedere assolutamente più e più volte. Ops, è terminato. Mannaggia.


Io non è che voglio mettere il dito nella piaga

Ma voi mangereste mai una roba così?

Giusto per capire se sono io che col tempo sono diventato tremendamente acido e schizzinoso.

Hey tu cuoco, cosa ci fai di buono? Le Frit’ Up!

I più attenti lettori conosceranno sicuramente la violenza culinaria a cui si sottopone assiduamente IsteriaPersonificata, fedele sostenitore del trash foods o, più in generale, del cibo precotto (o quasi) e dei preparati per dolci di ogni specie.
Per chi se lo fosse perso, cliccando qui si verrà catapultati in un suo famigerato tentativo di Zuppa Inglese che ancora mi sogno la notte. Per non parlare di quella torta "shake ‘n bake" che mi fece, molto carinamente, quando lo andai a trovare. Un bustone king size pieno di un preparato a cui doveva essere aggiunto del latte per poi shakerare il tutto per tre minuti ed infornare.
Come tocco di classe, lo ricoprimmo di panna montata che montata non era e che dopo 24 ore cominciò ad assumere una sospetta nuance verdognola assieme ad una consistenza molto simile al muffin da combattimento di Lucy Liu in "Charlie’s Angels". Cemento armato.
Oppure del risotto da microonde pronto in due minuti poi ripassato in padella perchè in due minuti non si era cotto manco per il sasiccio.
Oggi ci propone delle meravigliose patatine fritte da microonde della McCain.

Rabbrividisco.

Quando rimpiangi di non essere rimasto a vedere La Corrida

Che poi, di dilettanti allo sbaraglio pur sempre si tratta. Ma andiamo con ordine.

Sabato, bella serata, tiepida, di quelle in cui in una qualsiasi città del mondo si va a passeggio in centro e si beve qualcosa con gli amici. A Milano no! A Milano ti viene proposto il Ricci, storico bar che ha di recente rinnovato e se avesse chiuso per sempre non avrebbe fatto una lira di danno, a quanto si dice anche friendly.
Ci presentiamo con un mostruoso ritardo di 25 minuti, tanto sappiamo che c’è chi ci batterà. E così è. Tanto che DueNeuroni riesce a stabilire il ritardo record di 1h 10′, secondo solo al tempo di riflesso di Paris Hilton.
Nel frattempo abbiamo tutto il tempo di renderci conto in quale agghiacciante situazione ci troviamo. Sotto un portico in stile fascista, su un marciapiede di travertino bianco su quella strada da panorama subatomico che è via Vittor Pisani, una colata di cemento senza un singolo cespuglio verde, che conduce dal centro alla stazione centrale, divanoni e puffoni di pelle bianca, tavolini finto IKEA (il cattivo gusto qui impone di imitare, in chiave dispendiosa, il LACK di IKEA), una popolazione del posto composta da mignotte e papponi che nemmeno all’epoca d’oro del Jackie ‘O a Roma e un gruppetto di filippini, chiaramente infiltrati, ma tollerati in nome del "facciamo i politically correct, tanto domani vengono gli squadristi della Lega e di voi resteranno solo i piumini per spolverare". Dentro il locale l’accesso è proibito, è "privato". Privato di gente, a quanto pare.
Dopo lunga attesa ci sediamo su un meritato divanone bianco, ordiniamo due Cosmopolitan che la cameriera, al suo secondo giorno di lavoro non aveva mai sentito nominare e, a quanto pare, non ha manco visto mezza puntata di Sex and The City, più un Gin Tonic: costo totale 45 euro. Per poggiare il culo su un divano che sta praticamente in mezzo ad una strada.
Almeno il cocktail è buono, tanto che Isteria Personificata accusa il colpo – il mix di alcool e 15 euro che volano producono sempre un effetto devastante su Isteria Personificata – e comincia a prodursi in una serie di risatine squillanti come i dialoghi di Cip e Ciop. Ma il peggio deve ancora arrivare.
Ed arriva! Personificato in un checcone di circa 50 anni, sniffato fino alla cima dei capelli, accompagnato da una sedicente stilista che dichiara, ad un certo punto, di avere 36 anni. Con stupore alcolico alle stelle ci chiediamo chi sia questa gente, quando capiamo che è gente della cricca di DueNeuroni (che, come indica il nick, è un imbarazzante incrocio tra un ologramma e una figurina della Panini, con la differenza che alcune figurine della Panini hanno un QI più alto). Come se stessimo scarsi a scemi, arriva persino una bionda modello Barbie con la S a zeppola, che si fa maniare da chiunque, compreso il checcone 50enne.
Ed è qui che accade il miracolo. Quando si crede di aver toccato veramente il fondo e di aver buttato inutilmente una serata della propria vita, la sedicente 36enne-per-gamba si produce in un numero che deve aver spopolato all’ultima riunione annuale "amici del Cottolengo": l’imitazione della modella che cade durante una sfilata. Roba che o sei totalmente fatta o sei una figa spaziale autoironica.
Descrizione della bionda: caschetto platinato alla Caterina Caselli, occhio vitreo a palla, naso a becco e doppio mento (praticamente il profilo di Gonzo dei Muppets), assurdo gilettino su camicia bianca, banalissimo short da signorina bene alle corse di Ascot, stivaletto arraffazzonato pescato in qualche retrobottega degli ambulanti di viale Papiniano.
Non è possibile descrivere la scena. Causa shock visiovo, Isteria Personificata si è immediatamente ripreso dal coma etilico e soprattutto dal rodimento di essere stato stronziato per un drink. Va solo specificato che l’agghiacciante esibizione è stata ripetuta circa 8 o 9 volte, all’arrivo di ogni nuovo pessimo elemento che si univa al gruppo.
La bionda si ripeteva nell’esibizione in un crescendo che si sperava culminasse in una sua corsa sfrenata attraverso via Vittor Pisani con arrotamento da parte di un rumeno ubriaco che, quando servono, non si trovano mai.

Ora la linea dovrebbe andare alla regia per il contributo filmato, ma io, Anotonio dell’eredità (a cui vanno i miei più sentiti ringraziamenti per il post), e Isteria Personificata vorremmo evitare di stare in mezzo agli avvocati. A meno che non siano gatti. E questa l’abbiamo capita in tre.

Quasi rimpiango quello blu

Tempo fa mi bullavo di non essere stato fortunatamente scelto come destinatario di uno dei regali più kitch che si possa comprare all’Ikea.
Oggi Isteria Personificata ha ben pensato di colmare questa lacuna e, dopo essersi invitato a pranzo facendomi cambiare il menu che per poco non si trovava con l’happy meal a tavola, mi ha omaggiato con un gadget della nuova collezione estiva di uccellini luminosi: mi è toccato quello itterico.
E’ chiaro che da questo preciso istante, io e Drunken Fairy, siamo autorizzati a comprargliene uno che gli verrà recapitato a breve durante la mia prossima visita in cui gli andrò a mettere in ordine l’armadio mentre lui urlerà ad ogni mia imposizione di gettare vestiti che a breve verranno categorizzati con il termine vintage. O, al limite, vestiti così passati di moda da fare un figurone in un outlet o in una soap opera brasiliana fine anni 80.

Però devo ammettere che è tanto caruccio: mi ha eliminato il Disk Knight che si era impossessato del mio pc e mi ha pure illustrato la via dei giochini sul cellulare. Paris Hilton Diamonds Quest, sto arrivando.

Alla fine pure ci è riuscito

Dopo 15 anni di tentativi, chi la dura la vince: e "Cats" sia.

Come dentro a un film

L’occasione per cui io, Isteria Personificata e la di lui amica ci siamo messi in macchina in pieno orario pennica proprio nel giorno esatto del puntatone topico della stagione 2007/2008 di "Uomini e Donne" non era una delle più allegre, diciamolo.
Armati di un Tom Tom (Santo subitissimo…proprio mò mò), eravamo alla ricerca di un cimitero di un paesino nell’entroterra campano dove dovevamo essere presenti improrogabilmente alle 16. Dallo stupore che suscitava il nome dell’ameno paesello, che di volta in volta veniva anche storpiato, abbiamo pensato potesse essere in provincia di Avellino, poi di Benevento, finchè ci siamo resi conto che faceva parte della sesta provincia campana: InCuloAiLupi.
Arrivati al casello, dopo che l’omino si è preso ben 4,60€ e ci ha guardato con l’espressione tipo "abbandonate ogni speranza voi ch’ entrate", ci immergiamo in un luogo che è esattamente la copia perfetta del set di
"The Texas Chainsaw Massacre". L’atmosfera, poi, era precisa precisa. Soprattutto quando il Tom Tom, dopo aver inserito la via precisa da raggiungere, ci ha delocalizzati.
Ma noi, spavaldi, abbiamo ben pensato di chiedere a qualcuno del posto.

1. LE DUE SIGNORE
Mi accosto con la macchina e le due vecchie ci fanno ciao ciao con la manina come se ci conoscessero da una vita. Dicono di tornare indietro, prendere "la nazionale" aka strada senza guardrail mezza sterrata e girare a destra. Indicando la sinistra. E di prendere la strada che scende. Indicando verso l’alto. Chiarissime.

2. IL SIGNORE IL MACCHINA
Dò la precedenza e mentre passa agitiamo le braccia per far richiamare l’attenzione, chiediamo la strada per il cimitero e lì scopriamo di aver beccato l’unico abitante operato di laringe con tanto di tubicino che fuoriesce dalla gola che ci tiene tanto a spiegare la strada parlando come Nemo. Fortunatissimi.

3. IL VECCHIETTO
Stava bello bello entrando in casa sua quando ci accostiamo e chiediamo del cimitero. Alza la mano e dice "Spè, non sento". Si avvicina e si incolla allo sportello che pareva se lo volesse portare a casa o, alternativa valida, avesse le mani magnetiche e già me lo immaginavo mentre correvo con questo attaccato alla portiera, celo portavamo a spasso per la cittadella. Richiediamo dove sia il cimitero e scopriamo che era non vedente da un occhio: oltre che sordo. "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me".

Arrivati a destinazione, per opera e virtù dello spirito santo è il caso di dirlo, neanche il tempo di presentarci che arriva il prete. Anzi no. Arriva il prete gay. Anzi no. Arriva il prete più gay che abbia mai visto in vita mia. E per dirlo io che per capire se uno è gay c’è bisogno della freccia lampeggiante sopra, eh. [...]

[...] Dopo un caffè che pareva acqua marrone, dopo aver salutato i presenti, veniamo invitati a fare un giro al negozio. Il negozio trattasi di una fabbrica di cioccolato. Un fabbrica di cioccolato in fermento per Pasqua.
Avete presente i bambini nel negozio di giocattoli. Uguali. Parevamo Charlie, Violetta e Mike di "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato".
Entriamo nel retro e che me ne faccio di "Gay Odin": vasche di cioccolato al latte, fondente, bianco, mandorle ovunque, noccioline, arachidi, zucchero soffiato, uova di pasqua che girano girano girano, altre che escono dal tubo refrigerante, altre in attesa di essere impacchettate, torroni, ovettini, gallinelle, campane, conigli, sorprese, colombe in forno che girano e crescono
, dovunque ci si girava ecco comparire vassoi di cioccolato per farceli provare.…una roba che la mia dieta voleva prendermi a craniate. Così come le lavoratrici che mi vedevano mettere la mani ovunque e provare ogni cosa.
Dopo che Isteria Personificata un’occhiata di disapporvazione, mi compongo, salutiamo i presenti e ce ne torniamo direzione casa.

Il Bottino: 2 uova di Pasqua (femminuccia e maschietto), 1 gallinella di cioccolato bianco, 2 pacchi di ovetti (latte e fondente), 4 torroni (due morbidi e due duri) e kg di assaggini vari.

Insomma, domani appuntamento col Topexan. Sicuro.

E’ che si voleva suicidare…


Io ho perfettamente capito il motivo per cui Isteria Personificata, nonostante gli avessi giurato sulla prima stagione di Desperate Housewives che sarei andato a trovarlo, ha voluto fare l’albero di Natale il 28 novembre anticipandosi di ben 10 giorni.
E’ che l’albero, intuito il suo infelice destino, voleva sottrarsi alla carneficina annuale decidendo di farla finita infilando il puntale nella presa della corrente. E come dargli torto.

Qui la violenza dell’anno precedente.

Comunque la cornice di Auchan si poteva pure togliere giusto quel secondo per scattare la foto. Sono pignolo, I know.

Ecco perchè non uso i preparati per dolci

Zuppa inglese prima e dopo.

Ad opera esclusiva di quel cuoco provetto di Isteria Personificata.
Consiglio: una botta di forno gliela darei lo stesso. Giusto per ammazzare quell’Alien che si è nascosto sotto la glassa.
Ma poi…con Pompi dietro l’angolo che necessità c’è di fare ’ste robe?

Il giorno della tartaruga

Una delle caratteristiche del mio amico Isteria Personificata è, a parte quello di essere un portatore insano di stress cosmico, l’imprevedibilità.
Uno se ne sta tranquillo a mettersi in pari con la stagione 3 di Lost quando nel giro di 12 minuti arrivano, Vodafone Infinity Sms ti odio, giusto una 20ina di Sms per comunicarmi che saremmo andati a teatro di lì a 1 ora.
Poichè il ragazzo oramai conosce chiunque che lavori in quel mondo, ci becchiamo due ricchi posti centrali in quarta fila per "Il giorno della tartaruga", un omaggio de "La Compagnia della Rancia" a Garinei e Giovannini di uno spettacolo già messo in scena nel 1964 da Delia Scala e Renato Rascel riportato sul palcoscenico da Chiara Noschese e Christian Ginepro.
Lo spettacolo è molto molto bellino e, visto che sarà in tour per un bel pò, consiglio a tutti di andarlo a vedere. La Noschese ha su di me lo stesso effetto della Littizzetto: apre bocca e scoppio a ridere. Bravissima e comicissima.
Come sempre, a fine spettacolo, tour dietro le quinte con Isteria Personificata che inciuciava con mezzo cast mentre io facevo un pò di carrambate e amicizie suggerendo locali, musei e visite all’altra metà che girava discinta per i camerini. L’inciucio, ovviamente, continua prima a cena e poi al cinema. Potrei fare del gossip. Ma anche no.
Ultime cose:

  • La pubblicità a teatro è qualcosa di inconcepibile.
  • La quantità di vecchiaccie era così elevata che io e Isteria non siamo riusciti a abbassare la media dell’età. Erano davvero troppe.
  • Le vecchie puzzano di Patchouli e Borotalco altolà al sudore.
  • E’ ufficiale. Io amo i rasati col sorriso malefico.

Sms sconnessi

Isteria Personificata: Mentre aspetto un amico per andare a teatro assisto alle vicende di una lattina sull’asfalto.
IP: Che romantico, fa molto sacchetta di "American Beauty" o piuma di "Forrest Gump".
Isteria Personificata: Oramai è troppo tardi. E’ già morta.
IP: Questo fa molto "pessimismo e fastidio" invece.
Isteria Personificata: E davanti a me c’è una frocia che porta a spasso il cane in una borsa di Gucci.
IP: Hai presente la lattina sull’asfalto? Tiragliela dietro la testa. Tanto è morta.

Update serale
Isteria Personificata, in un impeto registico, ha deciso di condividere con tutti noi il suo estro nel cogliere, come in "American beauty" gli attimi di vita di un sacchetto della spesa. Come noterete, il sacchetto è isterico come il regista.
Se posso dire la mia….avrei preferito vedere il cane nella borsa Gucci però.

L’ uccello blu

Credo che a tutti sia capitato di ricevere uno di quei regali che una volta aperto e constatato sia quanto di più indecente, senza gusto ed inguardabile si potesse mai ricevere, si è fatto buon viso perché a caval donato non si guarda in bocca e tutte quelle menate lì sul non far dispiacere qualcuno che ha avuto un pensiero tanto carino. A meno che non si tratti di un riciclo. Là si può essere spietati da mò fino alla morte.
Da un po’ di tempo a questa parte, complice Isteria Personificata, abbiamo deciso che ogni qual volta si organizzi una cena, di non presentarci mai a mani vuote e portare sempre un cadeau a qualcuno dei presenti.
La regola che impone la scelta dell’oggetto da regalare è una sola: deve essere qualcosa che di più kitsch e di più trash non si può. Caratteristiche necessarie affinché lo trasformino a breve in un oggetto splendido e invidiato da tutti. Questa almeno è la nostra legge assoluta.
L’ultimo arrivato è un uccello blu che, ahimè, non è toccato a me perché mi era stato destinato un pacco di vinili e riviste straniere di una famosa cantante americana che nessuno indovinerà mai e di cui ringrazio genuflesso Antonio de "l’eredità".
La fortuna questa volta ha baciato The Drunk Fairy che, con questo splendido uccello in plastica satinata con luce interna blu pile escluse, può così incrementare la sua collezione personale. Visto che a breve vorrei vincere il premio come Miglior Ragalo Orrido per Isteria Personificata, qualcuno ha qualche oggetto del genere da suggerire?
O, giusto per farmi un po’ di fatti vostri, qual è stato il più orrido dei regali che avete mai ricevuto?

Image Mosaic Generator


Il corrispondente Isteria Personificata mi manda un link interessante: l’Image Mosaic Generator.

Volete creare un Maxi-Mosaico composto da centinaia di altre foto?
Lo so che in giro c’è già un programma, ma ci mette una vita ed è necessario caricare una quantità di foto spropositata dalla quale si sceglierà quali utilizzare per il mosaico. Ed attendere una vita intera per la creazione.
Ora invece è facilissimo: basta scegliere la foto che volete trasformare in mosaico, uplodarla e attendere che il lavoro sia pronto.
Massimo il tempo per bere un caffè o un drink ed è pronto, server permettendo.
Non provate a fare “Salva immagine come” o quello che esce dal menu a tendina di explorer, anche perchè vi salva solo una striscia di foto e non ve ne fate niente.
In basso alla creazione basterà cliccare su “Print” per stampare o su “Download” per scaricare.
Facile facile, ma soprattutto aggratisse.
Qui di lato, un esempio.


Mai più senza: Girlie Algida

Nuove news dal nostro corrispondente Isteria Personificata:

Gustare un delizioso gelato e poi cospargersi di luccicanti brillantini? Da quest’anno è possibile con Girlie: goloso gelato al lampone a forma di stella con tanti pezzetti di zucchero caramellato, il cui stecco contiene tanti glitter perfetti per il make up.


Si dice che da piccoli i bambini apprendono meglio e che siano soprattutto le bambine ad avere una marcia in più. Quindi perchè non insegnare da subito a truccarsi come una mignotta?
Sarà il vero must delle gaie serate estive: ci metto la mano suo fuoco. Anzi due. Pure un piede và.

Tra il mio dire ed il mio fare

Una delle poche certezze di questi giorni è che rimarrò uno dei pochi blogger a non aver visto il mini tour in 6 date di Elisa. E, a dir la verità, sto prendendo la cosa con una calma ed una tranquillità che pensavo di aver tirato nello sciacquone anni e anni fa.
Sarà forse stato che Isteria Personificata, oramai diventato il corrispondente ufficiale di questo postaccio, mi ha immaginato al buio della mia Psycho-caverna in una crisi di deprimente rassegnazione mentre mi fustigavo con la vhs delle finali del Grande Fratello dalla prima alla sesta edizione ed ha pensato bene di fare un’opera pia e chiamare per farmi ascoltare, in diretta dal Palalottomatica di Roma, Luce (Tramonti e Nord Ovest) e Labyrinth.
E visto che il mio amichetto è ottimo e operativo come pochi, ha altresì pensato bene di spedirmi il filmatino de “Gli ostacoli del cuore” che ho prontamente uplodato.
Il mio senso di decenza ringrazia sentitamente Isteria Personificata per non aver pensato di mandare “Eppure sentire” in modo da evitare di essere riposseduto dallo spirito della carampana estasiata.

Separati alla nascita 1#

Mentre dal fido Isteria Personificata, corrispondente in trasferta, giunge la segnalazione di un dilagante cattivo gusto dalle pagine di Dipiù Tv, io suggerisco il prossimo set fotografico per la rubrica di Panorama "Separate alla nascita": Gisele Bundchen Vs Eva Robin’s.
Ditemi se non sono uguali.