In certe parti d’Italia esistono delle celebrazioni collettive familiari che più che un invito rappresentano un sottile obbligo a cui non si può rifiutare. Già sentita questa cosa, vero?
Questo, per una serie di eventi che in futuro si chiariranno, è stato l’ultimo anno della mia presenza al party di casa Psycho, evento oramai consolidato, che caratterizza il primo/weekend del mese di maggio.
Infighettato come un matrimonio con la mia stupenda camicia bianca avvitata che finalmente sono riuscito a trovare come dico io, con 28° al sole che mancava tanto così che non cacciavo lo specchio e l’olio Johnson’s per schiattarmi sul campo da tennis, con Falanghina a seguito meglio di un pulcino appena nato con la mamma o come un carrellino da flebo, sono stato catapultato ad una mega festa di bambini con un centinaio di nani assortiti vestiti con maglia Lacoste o Ralph Lauren, pantaloncini al ginocchio Levi’s o Bikkemberg e scarpe Adidas o Nike.
E si, confesso che per un più di un istante mi è passato per la testa di rapirne uno e, col riscatto, andare ad aprire un hotel di lusso a Dubai.
Ah si, potrei anche raccontare della cesta di Chupa Chups lasciata lì sul tavolo e della mia regressione infantile mentre spintonavo i bambini per prendere quello gusto Cocomero, ma direi che non farei una gran bella figura. Quindi facciamo finta che non ho detto niente.
maggio 12th, 2008 | Category: Istinti Omicidi | Comments (12)