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Archive for Istinti Omicidi

Giusto per riprendere il discorso di cui sotto

Ero in metro a farmi moderatamente i fatti miei. Moderatamente perchè cercavo di fotografare l’abbigliamento di una ragazza 14enne che incitava alla prostituzione ma, causa occhi puntati addosso, non ho potuto deliziarvi con cotanta gazia e beltà.
Ero nella mia palla quando mi sono trovato davanti un bel ragazzotto alto, per me tutto è alto persino dieci puffi uno sopra all’altro, con una carnagione perfetta, non aveva l’aspetto vampiresco e denutrito ma neache quel colore giallo-arancione derivato da una full immersion di lampade, manco un filo di barba beato a lui, lineamenti delicati ma non troppo ed era vestito molto caruccio con quella T-Shirt viola di Hallo Spank e la cinta Burberry. Si e no avrà avuto 22 anni.
Ma c’era qualcosa che non quadrava. Lo guardavo e non capivo cosa fosse. Sembrava tutto ok, un manzetto caruccio e perbene che non segue la scia del cafunciello. Lo continuavo a guardare e mi domandavo cosa avesse di strano. Lui, di rimando, guardava me in un imbarazzo cosmico. Era anche molto educato perchè io al posto suo o mi sarei spostato prevenendo ogni tipo di approccio o avrei urlato "Ma che tieni da guardare, lurido rattuso?". Tre fermate dopo l’ho capito. Nel preciso istante in cui con un gesto ha accarezzato con l’indice il labbro inferiore da destra a sinistra e viceversa ho capito tutto: aveva il lucidalabbra.
Da qual giorno ho deciso che una delle mie tante missioni su questa terra era quella di investigare e svelare l’arcano sull’utilizzo del lucidalabrba nell’universo maschile e, inforcati gli occhiali, ho constatato ahimè l’inevitabile.
L’uomo, prettamente eterosessuale e con capello medio lungo, usa il lucidalabbra.

Se uno è finocchio, lo capisco ma mica tanto. Non è che se a uno gli piace il finferlo deve necessariamente usare trucco e imbellettamenti vari. Soprattutto quelli che rientrano nella categoria manzo doc. Se si rientra nella categoria Britney Spears alzo le mani e si può fare un pò quel che pare. Pure uscire con un chihuahua sul cappellino ed una gonna con spacco da qua fino a Parigi.
Per l’etero, non c’è tipologia che tenga. il lucidalabbra è un affronto.
Posso comprendere il burro di cacao: posso pure accettare il burro di cacao Labello "Cherry Kiss" o "Passion Fruits" che lasciano sulle labbra quel pò di colore tanto dopo 10 minuti già va via. Ma il lucidalabbra, NO.

Poi però faccio un’ulteriore analisi girando per la rete e trovo una vagonata di siti con lookmaker invasati che danno consigli sul trucco per uomo: mascara trasparenti, gel abbronzanti o terre, lucidalabbra e smalti opachi. Gautiel ha creato addirittura tre rossetti: rosè, trasparente e marrone.
A quando il tacco 12 e la borsetta modello Chanel?

Cosa spinge un uomo, apparentemente eterosessuale, ad usare il lucidalabbra ed assomigliare ad una Barbie "fashion fever"?

Svergliarsi moderatamente polemici

In Italia non si fa mai niente. Si sta a guardare.
Prendiamo per esempio Grillo. Fino ad un mese fa, nessuno se lo filava di striscio. Poi ha promosso il "Vaffa Day".
Ed ecco che, come ogni volta che succede qualcosa che si ritiene di interesse generale, sono partiti gli speciali ovunque. Tre serate a Porta a Porta, Tre a Matrix, Santoro ad Annozero, Ballarò, Otto e 1/2 e notizie di massa nei Tg. Un mese intero a discutere. Per arrivare a cosa? A dichiararsi pro o contro. Che poi si debba fare qualcosa, lasciamolo stare. E’ solo fatica inutile. Perchè muoverci? Diciamo solo se siamo favorevoli e contrari, ammazziamoci in diretta e poi quel che sarà, sarà.

Dall’altro lato ci stanno dei politici che invece, a prescindere da ciò che ha detto e fatto Grillo, tentano di svolgere il loro lavoro nel migliore dei modi.
Io non ho niente verso i politici in generale o in particolare. Fosse per me potrebbero essere tranquillamente bruciati vivi e sbranati dai leoni nel mezzo del Colosseo. Che siano di destra o di sinistra non importa. Tanto siamo arrivati al punto che dove andiamo andiamo, la sostanza è sempre quella.

Sono però davvero stupito da quello che dichiara Tommaso Padoa Schioppa. Prima va in televisione dicendo che pagare le tasse è bellissimo. Eh si, io quando vado dal commercialista mi sento davvero appagato. Proprio come dopo una serata a base di vodka e sesso di gruppo.
Poi, non contento, chiama "bamboccioni" i ragazzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni che vivono ancora a casa con mammà e papà. Fondamentalmente farebbe pure una cosa giusta: incentivare l’uscita di casa di figli per renderli autonomi aiutandoli con un incentivo che varia in base alle entrate del ragazzo. Tutto però fa acqua da tutte le parti perchè quello che offre sono un massimo di 900 e rotti euro dilazionati in 3 anni. Manco la bolletta dell’acqua uno ci paga.
Ma non pensiamo subito male anche perchè se si deve scegliere tra non avere niente e avere 900 euro in tre anni è sempre meglio avere qualcosa.

Poi però apro la busta paga e vedo che questo mese stati selvaggiamente decurtati, oltre alle solite tasse, ulteriori 400€ per delle tasse nuove nuove. Il che significa che 400€ per 12 mesi fa 4.800€. Per tre anni fa 14.400€. E mi si viene a dire che mi offrono l’incentivo di 30€ al mese per tre anni per andarmene di casa?

A Tommà, facciamo una cosa, ognuno si tiene il suo: io i 14.400 e tu i 900.

Sempre in materia di politica, domenica ci saranno le primarie dove si dovrebbe votare per eleggere il leader del PD e leggo sul giornale che tra i candidati c’è Mario Adinolfi. Rimango sorpreso dalla presentazione: Blogger e giornalista.
Fatemi capire, da quando l’essere blogger è diventata una professione?

In diretta dal treno #1

Due bambini, di cui uno palesemente impossessato da Satana, con loro la nonna che ora sta cantando "Carissimo Pinocchio", Svetlana a cui Chernobil non ha tolto la favella e il nonno che deve essere tra i più grandi rompimaroni della storia dell’umanità che ha appena chiamato la centrale taxi per lamentarsi del taxista.
Inoltre l’aria condizionata non va e neanche la luce. E il nonno si rivolge alle creature parlando dei programmi per dopo l’imbrunire…ma porca puttana, neanche parlano e questo gli dice imbrunire!
E io morirò…

Un martedì da leoni

Credo che non ci sia niente di meglio che svegliarsi di soprassalto e rendersi conto che, essendo il giorno dopo la festa del Santo Patrono, è necessario anticipare tutta una serie di commissioni e scadenze che si sarebbero potute svolgere tranquillamente in due giorni invece che in un’unica mattinata estenuante trotterellando per mezza città.
Ed è meraviglioso quando tutto fila liscio come l’olio:

- Gli sportelli della mia banca, che durante l’estate è stata acquistata e venduta una cosa come 4 volte, hanno finito la carta così che sono caduto da 18 giorni in panico preventivo in attesa di sapere se i versamenti sono andati a buon fine ma soprattutto se è necessario mettere un’asta del mio rene su ebay e finalmente rimpinguare il mio conto bancario.

- Il negozio di arredamento, da cui sto cercando disperatamente di acquistare una libreria, lavora alla cazzo. Da oggi fa orario pomeridiano fino a sabato. Ma sabato è chiuso. E domani pure perchè è S. Gennaro. E giovedì e venerdì forse aprono dalle 8.30 alle 10.30. Noi napoletani siamo degli instancabili lavoratori.

- L’assicurazione si è fatta altri 500 euri dei mortacci suoi più mi ha costretto al rinnovo della tessera annuale Aci pena il rifiuto di assicurarmi. Chiaviche. Allo sportello un deficiente mi chiede come mai non rinnovo dal 2005. Gli rispondo che per 2 anni me l’hanno regalata e quest’anno, visto che mi obbligano a farla se voglio ancora avere un’assicurazione sulla macchina, la vorrei rinnovare. Mi chiede come mai non ho rinnovato la tessera dell’anno scorso. Gli chiedo come posso rinnovare una tessera che deve ancora scadere. Mi chiede un minuto. Ne passano 30 e vicino al computer si affollano 5 persone che sembrava stessero giocando alla battaglia navale ed invece parlano della partita del Napoli. Poi compare magicamente la tessera che posso ricevere solo se gioco a "un, due, tre, stella" con la diretterice. Mi danno finalmente la tessera. E poichè sono riuscito a stare su una gamba con sul naso una foca in perfetto equilibrio, vinco un borsone. Avrei voluto il loro sangue, altro che borsone.

- Alla Fnac, stranamente, va tutto liscio e oltre all’offerta per il rinnovo triennale di cui però mi sono ancora oscuri i punti riguardanti le giornate di benvenuto che in teoria potrei sfruttarne già 4 ma che ad ogni tentativo mi fanno sempre problemi come se stessi chiedendo una pastiera con la cioccolata, continuo a non trovarmi con il saldo punti. Però, per quietarmi, mi hanno regalato un magnifico dizionario che utilizzero per non far ballare la mazurka alla mia scrivania da battaglia.

- Scene di panico alla biglietteria per l’abbonamneto annuale dei mezzi: Finti svenimenti, napoletani che parlano un linguaggio a me oscuro che mi si dice sia napoletano ma io non ci credo, chiattone inguainate in top di pelle dorata, furti improvvisi perchè se sei sotto la metro e ti sventoli con 252€ di certo non puoi aspettarti che ti lecchino il culo, madri cariche di fogli e fogli di cui non comprendono manco ul nome della figlia che nel frattempo sta shoppeggiando alla Coin, dei pensionati che no non è quella la fila per la pensione, della classica vecchia che cerca di superare su cui è possibile inveire come su un politico italiano, del gay che ti spinge la gamba sulla chiappa l’istente prima di prendersi una gomitata sullo zigomo.

- Alla Vodafone, per chiedere fino a quando dura l’offerta del -30% su tutti i cellulari, ho impiegato qualcosa come 35 minuti. Di cui altri 20 per capire che non era una fila ordinata quella vicino al bancone glitterato e che era necessario prendere il numerino anche per dire "brutta stronza". Tutti indaffarati indaffaratissimi e così gentili che meriterebbero una legnata tra i denti. Per ripicca ripasso a Tim. Anzi no. Tim no. Che quelli che ci lavorano a piazza Vanvitelli mi stanno ancora più sul culo.

- Dulcis in fundo mi è venuto a fare visita il pittore di famiglia. Uno che di anno in anno ha atterrato tutti i parenti fino0 al 4° grado. Uno che deambula per casa raccontando aneddoti di quando eravamo piccini. Soprattutto di quando a 6 anni presi un paletto di ferro e lo bastonai urlando di andare via. Ero proprio un pargolo precoce.

E domani si dovrebbe sciogliere il sangue di S. Gennaro. In mancanza, il mio ribolle che è una bellezza.

La devo smettere di farmi rapinare di mia volontà 

Andare in gelateria per me è come andare al ristorante cinese. Quando si decide per la serata al cinese già mi viene l’acquolina in bocca. Manco il tempo di entrare che già so cosa prendere senza neanche dare una sbirciata al menù: Involtini primaveLa, Lavioli di giada al vapoLe, spaghetti saltati con caLne e veLduLe, pollo in agLodolce, gelato fLitto alla vaniglia, biLLa cinese, biscottino della foLtuna, gLappa alle Lose, punti peL il seLvizio da Thè cinese o peL il vaso cinese, vomito libero.
Per il gelato il discorso è lo stesso. Posso trovare i gusti più strani di questa terra (dal Mars al Magnum temptation, dal Raffaello al Galak e Kinder) ma io sceglierò sempre la brioche al cocco.
Per me il cono non esiste e neanche la coppetta. Esiste solo la brioche: Che non sia di quelle imbustate tipo merendina del Mulino Bianco. Una volta presi il frappè alla modica cifra di 3,70 per una pallina di gelato frullata con latte caldo e versato in un bicchiere di plastica tipo quelli che si vendono al Gs. Cosa sono…degli 0,2 cl? Non mi perdonerò mai quell’errore.
Oggi pomeriggio, in preda ad un caldo boia, decido di andare in una gelateria sulla collina di Posillipo nota alle cronache perchè anni fa bastava chiedere il gelato alla ********** per ottenere un cono alla panna con la sorpresina di 1 grammo di cocaina dentro.

Italian Psycho: ‘pomeriggio, due brioche gelato per piacere.
CassieraGrassaEtSprucida: Con panna o senza?
IP: Con, grazie.
CGES: 8 euro.

Vista la rapina a cassa armata, quasi mi sono dispiaciuto di non aver trovato almeno un tocchettino di fumo. O, che so, di erba. Tanto oramai il prezzo è pure sceso.
E comunque comincio sempre di più a credere che abbiamo sbagliato tutto: altro che laurea in economia, ingegneria o medicina. Il mestiere che risolve la vita è il gelataio. Per non parlare poi dell’idraulico.

Misunderstanding

Spiaggia, due settimane fa

Italian Psycho: In effetti si, è un connubio perfetto…non credi?
Intelligentone: Connubio a chi?

Disse il bello bello bello in modo assurdo ma stupido come una paletta mentre cercava di mettermi le mani in faccia.

Credo che la stupidità di questi ragazzotti sia direttamente proporzionale alla loro bellezza. Sarà forse un caso, ma mi sa tanto che è come per le bionde. Loro più sono bionde, più sono stupide. I ragazzotti più sono belli, più hanno il cervello di un criceto russo.

Controllo un attimo se la macchina deve fare la revisione

Uno tornerebbe pure con una certa calma e tranquillità nonostante in queste tre settimane abbia fatto altri due traslochi e mezzo (l’altra metà è in queue), studiato in una corsa contro il tempo qualcosa che non mi servirà ne mò nè mai ma dobbiamo pur farci prendere un pò per il culo no?, trovato gli affittuari per i mesi estivi di una casa al mare che con le loro richieste mi hanno ucciso un intero weekend di sole della Madonna, fatto il giardiniere per due case e compreso che non potrà essere il lavoro per me,  preso la febbre due volte due perchè qua le cose si fanno in grande, pulito fino allo sfinimento 3 case, stato a sentire le disquisizioni dell’elettricista sul perchè era necessario inserire il quadro da quattro con: luci del piano terra, luci del primo piano, prese e salvavita, giocato a Risiko con i falegnami che per convincerli a fare il loro lavoro era necessaria solo astuzia e strategia insieme ad una buona dose di culo, fatto una ceretta che la cerettara mi ha sguarrato una spalla staccandomi 7 strati di pelle che i morti che le sto mandando si sentono ancora, innaffato per giorni e giorni un deserto del Sahara che è diventato in breve tempo una giungla che manca solo Tarzan, Jane e Cita coi sette nani e Biancaneve, macinato chilometri e chilometri alle ore più impensate per eventi arcora più improbabili, portato la mia macchina a lavare che era di un lurido che ho atteso 2 ore e mezza prima di poterla riavere insieme ai morti dei ragazzi che l’hanno lavata e, dulcis in fundo, fare una 9 ore non stop di Parco Commerciale Auchan, Leroy Marlin, Ciat, Euronics, Eldo, Expert, altro Euronics e un altro Eldo per trovare nello stupore generale il frigorifero della vita (la mia che se ne è andata) e festeggiare l’acquisto con un tour all’Ikea di venerdì pomeriggio alle 19 per poi tornarci il giorno dopo per cambiare un tagliere e trovarsi sommersi in un orda di napeletani chiatti, puzzolenti e impazziti.
Uno arriva pure calmo e tranquillo nonostante ci si ricorda all’improvviso che si deve fare il controllo generale della macchina: controllo candele, filtro olio, olio motore, filtro benzina e freni.
E, con la calma e la tranquillità che mi contraddistingue, si va dal solito omino in tutina grigio-gialla e, mentre gli si chiede il lavoro da compiere, comincia a sgranare gli occhi come se volessi insistentemente chiavare con il suo Fox Terrier a pelo liscio. Poi ci si accorge che sono troppe le cose che si chiedono per quella testolina che immagazzina una nozione all’ora e, quindi, gli si va incontro stilandogli una bella lista in stampatello includendo nome, cognome, tipo di auto, targa e numero di telefono per avvertire quando sarà pronta.
Poi chiederà di poter vedere il libretto. E, con tutto lo stupore di questa terra, uno potrebbe domandare il perchè. Ma lui, con fare deciso, risponderà che vuole controllare se deve fare anche la revisione.
Ed è in quel preciso istante che la mia calma va compretamente a farsi un giro con le puttane di Piazza Nazionale.
Perchè si, può anche controllare la data della revisione, per fare poi finta di averla fatta. Così poi ci si fa fermare di 20 agosto dalla Guardia di Finanza che non troverà il bollino perchè la revisione, ahimè, non è stata fatta nonostante i 450 € spesi lo scorso giugno. E via di multa, ritiro del libretto e blocco della macchina di una settimana poi diventati due mesi, revisione alla motorizzazione e mazzetta all’agenzia che ha velocizzato la pratica.
E’ esattamente in quel preciso momento che avrei voluto prendere lo svitabulloni a croce, pucciarlo nel silicone, cospargelo di chiodi, attendere con calma l’ascigatura e, con gran goduria, ficcarglirlo in gola e cominciare a sbullonargli l’esofago.
Ma ho deciso che non potevo rovinarmi l’estate così su due piedi.
Ma a settembre tenetemelo presente.

Giusto per mettere i puntini sulle i

Che poi a me la gente che di sabato 7 luglio, con un’afa che solo chi era con me al mare lo sa assieme ai pazzi di Rio che hanno seguito il Live Earth ad una temperatura da sbattere a terra più e più volte come un pesce appena pescato, non tiene una cazzo di cippa da fare che rompere i coglioni nell’istante in cui uno si allontana per un periodo X dal pc, fa veramente cacare ad un cesso con le rotelle.
Stiamo ancora al penoso livello di voler entrare nei miei account? E su che ne è passata di acqua sotto i ponti. E poi, mica sono un rincoglionito, pare che lascio gli stessi dati vita natural durante? Suvvia. Come minimo si cambiano due volte al mese.
Ciò nonostante stiamo ancora a questo infimo squallore da portinaia da quattro soldi?
Ma soprattutto, visto che ci si vanta ai 4 venti di avere una stracazzo di bella vita che quella di Lucignolo è manco merda di vacca essiccata, mi chiedo se questa vita si abbia realmente. Ma diamola per buona.
E allora, visto che l’abbiamo data per buona, vediamo di alleggerirla facendo meno stronzate e riempirla un po’ di più di cazzi in culo.
Almeno si impiega il tempo in modo più fruttuoso. Perchè è inutile nascondersi dietro un dito. C’è chi, con i proprio sbagli, impara e chi no. Tu, chiaramente, no.

Rimaniamo amici

S: Ma perché fai finta di non vedermi?
IP: Scusa?
S:
Puoi anche salutarmi, eh!
IP:
Questa è l’ennesima prova che di me non hai capito un emerito cazzo.
S: In che senso?
IP: Io non faccio finta di non vederti. E’ proprio perché ti ho visto e non ho la ben che minima voglia di salutarti che volutamente ti ingnoro. E’ esattamente il contrario.

Sarà il caldo che, come uno yogurt al sole, mi rende acido? Bah.

La pazienza verso i dissociati mentali ha un limite…molto basso

A me la matematica è sempre piaciuta.

  • 1 + 1 farà sempre 2.
  • Il quadrato di un binomio sarà sempre uguale al quadrato del primo monomio più il doppio del prodotto del primo per il secondo più il quadrato del secondo.
  • Un’equazione sarà sempre una uguaglianza tra due espressioni contenenti una o più variabili, dette incognite.

E’ però quando ti trovi a che fare persone che ragionano come se 1 + 1 facesse 8, che un quadrato di un binomio fosse una matrice o come se un’equazione fosse l’area della sfera che vorresti tanto augurargli di svegliarsi tra le braccia di un paroliere 70enne dal parrucchino bicolore.
Perchè non è possibile, per giungere in meno tempo da A a B, dover fare il giro dell’alfabeto e dei sette numeri primi facendo uscire il disegno del coniglio che mangia la arota [come nell' "unisci i puntini" de "la settimana enigmistica"] invece di tirare una linea dritta tra i due punti.

Quasi rimpiango la Ruta

Questo è un altro che non ci leveremo dalle balle tanto facilmente.

La scelta del nickname

Una delle cose che suscita da sempre in me molta curiosità è la scelta del nickname. Nelle mie chattate passate una delle mie domande preferite era sempre "perchè hai scelto quel nick?" perchè, al di là di quanto uno ce l’ha lungo o largo e di quanto è brava e bella Madonna, in molti casi dice qualcosa in più della persona con la quale si sta interagendo.
Si può presto scoprire se è un movie addicted, se impazzisce per la musica e in particolare quale genere, se è un assiduo lettore di libri e così via spostando l’attenzione su un argomento comune che vada al di là delle solite quattro parole in croce.
Detto ciò, posso spostare l’attenzione su altro.
Quando mi capita di fare un giretto sui sitacci di profili per noi gente felice in cerca di ammore, rimango sempre inorridito nel vedere foto di ragazzi che, nonostante i miracoli di Fotosciòpp o le pose da modello Abercrombie & Fitch, sono palesemente dei cessi con le rotelle che si fanno accompagnare da un il nick a scelta vincolata tra le varianti BoyFigo, BellissimoBoy, BonoBoy e simili. Non mi fate mettere i link che vojo stà tranquillo.
Il mio non è razzismo, è semplice oggettività. Che ci vuole a vedersi ad uno specchio e fare un briciolo di autocritica? Vorrei tanto essere nella loro testa quando scelgono un nick simile.
O, per cambiare target, nella testa di quelle persone che prima di uscire si danno un’occhiata allo specchio e dicono “si, oggi sono vestito così bene che mi tromberei da solo” e poi li ritrovi per strada a fare a gara con Ronald McDonald.

Ah, visto che siamo in argomento gayo vorrei dare una brutta notizia al lettore che cerca "cazzi lunghi un metro". Mi spiace, li abbiamo terminati. Provi a ripassare tra una settimana o dieci giorni. Sa com’è, dopo la Pasqua stiamo facendo un pò di inventario.

Chi coglie il perchè della scelta della foto, vince un bacio in bocca. Con un pò di lingua, và.

Manco Dante fu così sfigato

On air from the train
Gli altri cinque presenti sono: una mamma, due marmocchie, nonno e nonna.

Bimba Pisciona: Mamma mi scappa la pipì!
Madre Snaturata: Tesoro fattela addosso, tanto hai il pannolino.

Ed io posso vomitare nello scompartimento? Tanto c’è qualcuno che verrà a pulire…

Generazione X vs Generazione Y

Quando un secolo e mezzo fa avevo 18 anni ed andavo ad un concerto, appena attaccava la canzone romantica tutti tiravano fuori l’accendino e lo tenevano acceso per tre o quattro minuti di seguito per ritrovarsi il pollice con ustioni di terzo grado mentre si ondeggiava il braccio e la testa in sincronia con il pubblico in estasi.
Ora si ondeggia con acceso il display del telefonino.
Il display del telefonino. Non ci posso pensare, non ci posso.
E’ proprio vero che si stava meglio quando si stava peggio.
Ad esempio quando avevamo "Non è la Rai". E ci lamentavamo pure, ci lamentavamo.

Il manuale della sopracciglia perfetta

Poiché sono masochista fino in fondo, dopo aver passato un paio di sabati fa una giornata all’Ikea, ho pensato di bissare la gita al super mega sbarabauz parco commerciale da mille e una notte per tuffarmi nel solito girone delirante di famiglie isteriche. Questa volta la fortuna ha toccato “Leroy Merlin”, centro di bricolage adatto a chi deve ristrutturare, abbellire, rendere più funzionale casa e giardino.
Accanto ai vari prodotti ho potuto largamente constatare che la politica di assunzione di Leroy Merlin non fa alcun tipo di discriminazione, soprattutto di orientamento sessuale, dato che i commessi sembravano appena scesi dal carro del Gay Pride. Una percentuale di gay che manco al concerto di Madonna.
Soprattutto il commesso a cui ho chiesto consiglio per la scelta di un cristallo che era uomo tanto quanto una Cher glitterata in "Dov’è l’amore?".
E questo post è per lui. Perché se è all’ascolto vorrei dire un paio di cosette che, per ovvi motivi che non sto qui a dire, non ho potuto comunicargli a voce:

Caro Gay,
non ti stavo guardando insistentemente per farmi scrivere il tuo numero di cellulare dietro il preventivo dell’idromassaggio cabinato, ero solo sconcertato dalla visione delle tue sopracciglia perfettamente depilate che da un lato sfidavano le leggi dell’ala di gabbiano e dall’altro erano così perfettamente sfoltite da sembrare un ordinatissimo prato all’inglese appena tagliato.
E mi sono chiesto come si facesse a diventare così e se per caso esistesse un manuale.
Per andare a bruciarne ogni singola copia.

Ricordarsi di fissare l’appuntamento con il dentista

Uccidetemi. Adesso.

Update
Ringrazio Ste per questa segnalazione. Lui sì che sa come dare il colpo di grazia.

Per tutto il resto c’è Mastercard

Incontrare un compagno delle medie che, con puzza sotto al naso e superiorità, sbatte in faccia il suo non aver perso tempo a laurearsi come hai fatto tu per lanciarsi direttamente nello spumeggiante mondo del lavoro, essersi sposato, aver avuto una figlia ed aver in brevissimo tempo ottenuto la qualifica di Sales Marketing Manager.

LUI: +8000 punti chiachiello
IO: +10.000 punti tentato omicidio con lo sguardo

Dirgli con un sorriso a 72 denti che insomma, le cose possiamo pure chiamarle in inglese ma stiamo parlando di fare l’agente della Folletto che va a romper il cazzo porta a porta ai privati. E non è che ci voglia molto. Come mantenere quel tremendo aspetto da Pacciani.

LUI: +10.000 punti cazzone
IO: +20.000 punti acidità

Certe soddisfazioni non hanno prezzo…
Ed ora con i punti vinti vado a ritirare il set di tazzine a righe della Naj Oleari.

Ah, l’amour

A me S. Valentino è sempre andato in fronte. Odio quel doversi mettere in macchina e imbottigliarsi nel traffico manco fosse sabato sera al termine della partita del Napoli al S. Paolo. Odio la città ed i locali tappezzati di cuori, cuoricini e candele rosse anche se meglio cuori e cuoricini che i babbi natali appesi ai balconi. Odio quegli sguardi di quando si entra nel locale perché "si, siamo due ragazzi, e allora che cazzo tieni da guardare stupida idiota cogliona?".
Ecco perché in genere mi premunisco per tempo di un fucile a pallettoni.
Al limite al limite meglio una cenetta in due a casa e basta. [occhiolino]
Ma poi dove sta scritto che queste sono cose da fare solo a S. Valentino? [doppio occhiolino]
A parte questo, girando per la rete ho scoperto che il 14 febbraio è il giorno in cui la voglia di rompere si impenna. Almeno a detta di vari sondaggi.
A questo punto, se siete in crisi e volete qualche idea originale per lasciare la vostra ragazza o il vostro ragazzo posso venirvi incontro suggerendo qualche modo alternativo oltre al noioso vis a vis che, sempre a detta di un altro sondaggio, è diventato demodè. Come ce piasce ‘sto franscese.

Dillo con un peluche
Dumpmonkey per la cifra di 25 $ vi offre un pacchetto completo che include l’invio a domicilio di uno scimpanzè con annessa locandina funebre dell’amore e telefonata da parte dei gestori per la verifica dell’ effettuata consegna del pacco.

Dillo con un biglietto
PoisonPen vi offre biglietti neri con scritte color rosso sangue del tipo “Il nostro amore è morto” e, voltando pagina, “perché non muori anche tu?”. Oppure "scusa se ho dimenticato della festa" e, votlando la pagina, "ma chi se ne fotte!". Da veri gentelemen direi.

Dillo con un regalo
ThePayback è il mio preferito. Per 25 $ spedisce all’ex una dozzina di rose appassite o di gambi secchi, una scatola di cioccolatini avariati o, meraviglia delle meraviglie, un pesciolino rosso in decomposizione. Pensate alla faccia di chi apre il pacchetto e trova il pesciolino morto.

E visto che non ho ancora terminato con la mia dose di cinismo quotidiano, vi presento una galleria di romanticherie tra innamorati che avevo trovato tempo fa su Carloneworld e conservato per mesi nella mia cartella “Varie”. Quale momento più adatto per proporla?

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