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Archive for Madonna

Cercasi Susan Disperatamente

1#
IP: Uh ma stasera a Milano c’è Madonna…
L:Pure io l’ho letto e mi è venuta una nostalgia….
IP: Vedi, dovevamo prendere un paio di biglietti anche di quelli in culo al mondo! Prendevo un treno e arrivavo giusto per l’inizio! E ora le vendite son chiuse…
L: Ma a te non fregava un cazzo?
IP: Si vabbè ma a questo punto facevamo giusto un salutino tipo Regina Elisabetta! Poi potrebbe essere l’ultimo tour!

L: Questa la sento come minimo da dieci tour…
IP: Senti tu! Guarda Michael Jackson!

L: Si ma lui non aveva Jesus che ti tiene in forza.
IP:
Giusto, lui aveva i bambini.

L: Quelli ti esauriscono e basta! A meno che non ti chiami Angelina. Ma credo che ne suo caso sia uan forma di feticismo. 

Il lavoro ci incatttivisce, è questa la verità.

2# 
IP: La lo sai che stasera Madonna ospiterà sul palco una delegazione di Rom per lanciare un messaggio contro il razzismo? Cioè…i ROM?!?! A MILANO?!?
Pero: Venisse a farsi un giro in pieno centro storico a Brescia ORA, e poi vediamo se fa ancora le campagne antirazzismo lei che come vicina di casa c’ha Gwynet Paltrow. Pare di stare in un sobborgo di Instanbul!  

Noi invece siam sempre così: nature.

Madonna: lo Sticky & Sweet Tour a Roma

Essendo ormai inutile premettere che tutta la giornata si è svolta nella solita calma e tranquillità che mi contraddistingue, credo che potrei cominciare con la sveglia intorno alle 8 del mattino che è stata caratterizzata da un’attenta organizzazione sui tempi e i modi della partenza per lo stadio Olimpico ma anche su cibo e bevande da portare nonchè sul tipo di abbigliamento per la serata. Qua mica siamo fan piza e fichi. Bisogna essere pronti ad ogni situazione. Di pericolo e non.
Tipo che se ad un certo punto si conosce qualcuno e ci invita ad un locale figoso che si fa? si va in infradito e pantaloncino corto? Giammai!!! Tipo che se c’è una fuga di finocchie mica si pùò stare in infradito, ma è necessario optare per delle più pratiche Caterpillar con suola rinforzata in acciaio inox 18/10 che manco le pentole Mondial Casa.
Comunque si diceva dell’organizzazione.
Da un lato IsteriaPersonificata che voleva andare a parcheggiare l’auto all’Olimpico già alle 9, così da trovarla a fine concerto in posizione strategica per calpestare stouli e stuoli di sfrante ormai accaldate e sfatte, dall’altro io che trovavo tutto ciò inutile e che suggerivo di andare in auto o in tram senza ansia.
Ok dall’altro lato ancora c’era il mio womo che non ha fatto una piega. Anzi, fosse per lui avrebbe pagato di tasca sua pure un elicottero vista la stanchezza che aveva addosso dopo il tipico giretto turistico che gli ho fatto fare per vedere due cose due e che ha incluso Re di Roma, S. Giovanni, la gay street, il Colosseo, il Campidoglio e Piazza Venezia, Via del Corso, Piazza del Popolo, Piazza Navona e il leone che piace a me, Pantheon, pausa pranzo di 40 minuti da "Scusate il ritardo" al Pantheon (che per una fritturina, due piatti di pasta e due calici di bianco ci hanno rapinato di 66 euri mortacci loro), via Condotti, Gucci, D&G, la festa da Vuitton, Piazza di Spagna, Trinità dei Monti, Villa Borghese e Metro per tornare a casa.
Tempo di una doccia e di un acchittamento poco improvvisato e siamo pronti per la battaglia: il piano prevedeva Metro fino a Flaminio, tram e dita incrociate.
A flaminio becco OcchioMalefico, vecchia conoscenza di questo blog, che distrugge in un solo istante tutti gli studi di statistica dalle origini ad oggi. Occhio Malefico nasce, cresce e vive fuori Napoli. Io nasco, cresco e vivo ancora per poco a Napoli. Ci siamo beccati solo una volta con appuntamento ma, per puro caso, lo beccai fuori all’Olimpico 2 anni fa. In mezzo a 50.000 persone. Due anni dopo in pieno centro di Roma in mezzo a…quanti abitanti ha Roma? bene, quelli…lo incontro nuovamente. Altro che mistero dei templari, tzè.
Alla fermata del tram accade un fenomeno che pensavo fosse destinato solo a Napoli e provincia. L’assalto al primo tram quando attaccato dietro ne arriva un’altro vuoto. Tutti che si strusciano peggio che un vecchio bavoso in una dark room per entrare nel primo tram mentre il secondo, quasi vuoto, se lo filano 4 gatti. Io ero uno dei 4 micetti furbi.
Scesi dal tram ci dirigiamo con calma e tranquillità ai cancelli a tal punto che dobbiamo quasi mettere il collare al collo di Isteria che quasi crede di gareggiare alla corsa alle Olimpiadi di Pechino tra i bancarellari campani di ciarpame concertantesco favezo. Il ragazzo però ha tutte le scusanti di questa terra visto che voleva essere certo di accaparrarsi due o tre mug del concerto.
Entriamo ed è subito lutto: le tazze sono finite. Ore 18 e le tazze sono andate via. Mentre Isteria vorrebbe saltare il collo alle guardie per scendere sul prato o scavalcare le transenne per vedere se negli altri gazebi ne sono rimaste, lo convinco a comprarla sul sito. Tanto sempre quella è, non è che cambiano.
Ci sediamo e abbiamo la fortuna di avere davanti a noi un gruppo alquanto misto di individui composto da: grassona fumatrice sociopatica e albina, coppia gay uno grasso e 30enne l’altro 17enne anoressico che ogni due per tre limonavano con tre metri di lingua fuori, terzo incomodo in mezzo a loro due, ragazza cubista tarantolata e stripper che a fine esibizione di Benny Benassi era praticamente nuda e col culo da fuori. Abbiamo tentato in ogni modo di fare un video, ma era così tarantolata che è stato impossibile filmarla in modo che non si vedesse la faccia.
Lascio stare il dj set di Benny Benassi. Croce nera. Luna nera. Come diceva la Littizzetto quando imitava Loris la zingara? Ecco, quella.

Puntuale come un orologio svizzero con i suoi elegantissimi 5 minuti di ritardo, il concerto parte. Io non conoscevo niente. Ebbene si. Dopo i tour passati che sapevo pure in che direzione alzava la coscia o quando faceva l’occhiolino mente ballava Hung Up, volutamente non ho voluto sapere niente. Beh, 10 giorni di tour prima che arrivasse e con un pc fuori uso ce la potevo pure fare!
Tutto fila via liscio come sempre, splendidamente coreografato e cantato (cioè, più o meno) come sempre. In testa ho ancora una confusione totale su quello che ho visto ma di certo è impossibile non ricordare:
- L’uscita, già vista nella preview dell’album, sul trono col solito sguardo da "gasatevi, stronzi".
- Su "Human Nature" ero in panne quasi con le lacrime agli occhi.
- Vogue in versione sadomaso: il sogno di ogni gay divenuto finalmente realtà.
- "Devil Would’nt Recognize" me dopo l’intro di "Rain" con quel che che di magico che solo quella stronza è in grado di dare.
- "Miles Away" dove stavo per avere un altro mancamento.
- Il momento zingaresco che avrei buttato taniche su taniche di benzina su tutto il palco prosciugando tutti i pozzi di petrolio di questa terra. Cioè, pareva la sagra della porchetta. E poi parlavano di Max vs Federico ad Amici 6.
- "Like a Prayer": ed è subito rave party e gasamento a mille. Ed ecco perchè non capisco Madonna: fai un album di merda ma ci tieni a sbattere nel tour tutto. Persino "Spanish Lessons" che pare una cameriera sudamericana che arranca con l’apprendimento dell’inglese. Poi metti "Like A Prayer" o "La Isla Bonita" ed è l’inferno che pare se ne crolli lo stadio.
- "Ray of Light": che spero dopo tre tour che la fa tale e quale mò ci metta una bella pietra sopra se mi la prossima volta entro con una fionda.
- "Hung up" un pò sotto tono rispetto al tour precedente e "Give It 2 me", cafonissima come non mai, che entra in testa per tutto il resto della notte e del giorno successivo.

Come sempre non saluta, cala una scritta Game Over sul palco e le luci si riaccendono. Neanche un palloncino o un coriandolo. Neanche delle fiamme, delle stelle cadenti, delle stelline di capodanno. Niente di niente. Braccino corto che non è altro.

Rapido incontro, difficilissimo, a fine concerto con un blogger con cui oramai mi scambio più sms con lui che col mio womo. Il tutto con un appuntamento meraviglioso: "sono sul ponte, lato destro, vicino al cubo, accanto a xxxxxxxxxxxx (vincitore di una edizione di un famoso reality che in quattro giorni avrò beccato duecento volte che alla fine siamo usciti a parenti)". Quattro inciuci, saluti e promessa poi mantenuta di un caffè prima della partenza l’indomani pomeriggio e via da altri amici che ci stavano aspettando per un post serata.

E un pò storditi e stanchi ce ne andiamo a Campo dei Fiori dove tra una pizza, una birra, quattro risate e una "Give It 2 Me" canticchiata finisce anche questa serata. Che chiude un capitolo personale riaprendone uno nuovo con un interrogativo che da 12 giorni mi sta dilandiando: Napoli, Roma o Milano?

Per i coraggiosi che sono arrivati fin qui ed hanno voglia di rinfrescarsi la memoria leggendo un altro papiello, cliccate qui per il tour precedente.

Tanto tuonò che piovve

Potrei parlare della preparazione fisica e psicologica durata mediamente 5 giorni.
Potrei parlare delle due sveglie puntate alle 6.35 e 6.37 ma che alla fine stavo con due occhi tanti già alle 5.00.
Potrei parlare del fatto che, come ogni volta, ero primo della fila in mezzo al gelo dell’alba vomerese cercando di ripararmi dalle ventate con una copia di City come il migliore dei barboni.
Potrei parlare della più classica e rodata delle organizzazioni che si estendeva sull’asse Napoli-Roma-Milano.
Potrei parlare delle orde di fan agguerrite con occhio spiritato e mp3 già a manetta che meritavano di essere incatenate al bancariello dei libri in offerta.

Ma potrei pure lasciare tutto da parte e dire che quel mazzoso di Isteria Personificata, come ogni volta, ha sfidato gli impallamenti di Ticketone uscendone vincitore praticamente l’istante successivo alla messa in vendita. Insomma, da farlo Santo Subito.

Mò però una cosina alla Sig.ra Ciccone: Mò basta venì in Italia che qua non siamo più dei ragazzetti. Non teniamo più l’età per ’ste tachicardie e ’ste follie. Mio dio sembro mia madre.

Un’altra dura battaglia avrà inizio

Madonna.
Sticky & Sweet Tour.
6 settembre.
Roma.
Stadio Olimpico.

Inizio prevendita: 23 maggio.
Inizio prevendita per i membri Icon: 19 Maggio.

Biglietti e prezzi
Prato: 60 euro più prevendita.
Tribuna Monte Mario Centrale: 125 euro più prevendita.
Tribuna Monte Mario Laterale: 90 euro più prevendita.
Curva e distinti: 60 euro più prevendita.

Tribuna Tevere: 70 euro più prevendita.


Pensavo di non dover più rivivere questo incubo.

Io non chiedo tanto


 

Ma che almeno alla Fnac non facciano scrivere i cartelli a qualche illetterato con la sindrome da T9.

Ed io che pensavo esattamente il contrario

In genere ci metto un pò di tempo a farmi prendere da un cd, invece devo dire che già dal primo ascolto, Hard Candy di Madonna, sembrerebbe davvero niente male. Forse a tratti un pò troppo truzzo, ma è ovvio con Timbaland in mezzo.

Un grazie immenso al mio fidato pusher.

Qui le foto del booklet: bella chiavica.

4 Minutes

Per una volta si vorrebbe pure fare le cose in regola. Poi però quando ci si connette all’orario prestabilito da praticamente 10 giorni, ancora non è possibile scaricare nulla. E, venticinque minuti dopo, quando tutto parte ecco che si impalla il server della banca online. Come se non si sapesse cosa succede ogni volta che questa fa uscire qualcosa. Bah.

Poi che nessuno si chieda perchè ci si dà alla pirateria in attesa che esca la versione cd.

Che bellino Justin col faccino da Tenerone del Drive In.

UPDATE
23 ore e mezza dopo, una volta ottenuto il download per 0,99 centesimi, posso felicemente constatare che è un fetente di file wma da 192 Kps con le rane che gracchiano sullo sfondo. bella pensata la mia. Fatta ora e mai più.

Qua lo dico e qua lo nego


Toh, è tornata Kylie Minogue.
 

Madonna – 4 Minutes To Save The World (feat. Timbaland & Justin Timberlake)

Il Broogo, come sempre, batte sempre tutti sul tempo.

Ma chi è quella pazza che urla? Una fan di Madonna infiltrata al live di Timbaland?

Ditemi che non c’entra nulla con l’attività digestiva

Come le migliori previsioni è in atto nei forum di mezzo web il solito dibattito civile, controllato e rispettoso delle opinioni e dei punti di vista altrui sul possibile titolo del nuovo album di Sua Santissima Santità Madonna la cui uscita è prevista per la fine di Aprile 2008: "Give it to me" o "Licorice"? I roumors protendono per la seconda alternativa.
In linea di massima dopo quest’album è previsto un nuovo Greatest Hits di cui nessuno sentiva la necessità tantomeno se non si deciderà di dare in pasto ai fan almeno un paio di bonus track. Se no 30 euri non glieli vado mica a dare come feci per la versione cartonata di "The Ultimate Collection". Manco sotto minaccia di abbandono dalle scene.
Subito dopo passerà alla casa discografica Live Nation che le ha dato qualcosa come 50 milioni di sterline per poter sfruttare il suo nome a scopi di merchandising, siti e fan club, produzioni di film, programmi tv, Dvd, spot, tour e quant’altro. Ed ecco che potrebbe essere confermata la notizia data da Vanity della scorsa settimana sulla possibile creazione, seguendo le fortunate orme delle colleghe Britney e J-Lo, di un profumo marcato Madonna.
Suggerirei alla Sig.ra Ciccone di evitare una scelta di marchio del tipo "Acqua della Madonna". Suonerebbe un tantinello blasfema.

Madonna – Candy Shop

Il buon Brugo offre un altro giro di Madonna.

Anche questa canzone, niente di nuovo sotto il sole. Utilizzare il sound più inflazionato dell’universo musicale lo trovo del tutto sconveniente per una come Madonna. Ok, il risultato è carino e orecchiabile, ma come dice lui tutto rientra nella famosa legge di Madonna che prevede come minimo due o tre flop per avere un album che faccia il botto. Vedi "Confession on a dancefloor". E vedi pure "Ray of Light".

Madonna Feat Pharrell Williams- The Beat Goes On

In principio fu "Candy Shop". 23 secondi rubati dalla sala di registrazione e messi online con un audio a dir poco pessimo.
Ora la talpa ci ha riprovato riversando in rete "The Beat Goes On", una delle tracce del nuovo album che la Signora Ritchie avrebbe intenzione di fare uscire a Novembre. Ma diciamo pure che di questo passo, se non decide di anticipare la data, si butta a mare con tutti i panni.
Niente di che come canzone. A parte che ricorda un pò troppo "Like A Love You" dell’amico Justin. Ma oramai la musica è tutto un omaggio. Zucchero insegna.
Per il download, seguite il Brugo.

Madonna – Hey You: exclusive limited-time download

Per i più veloci a cliccare, la nuova canzone di Madonna scritta appositamente per il Live Earth, è disponibile ora in download limitato qui.                                           Thanx to DrownedMadonna


Quanto Fotosciòp in questa foto…è tutta storta. Non si può proprio guardare.

Update
Dopo averla messa in loop ed averla ascoltata una media di 15 volte posso affermare con certezza che mi fa cagare. E con la stessa certezza affermo che tra altri 15 ascolti la adorerò e non potrò più farne a meno. E’ la legge di Madonna.

Qualcuno la fermi

Tralascio il fatto che “Nothing At All” di Chiara Iezzi delle fu Paola & Chiara è una copia spudorata della versione di Erotica/You Thrill Me del Confession Tour di Madonna. E se qualcuno dice che si è solo ispirata, per premo chiamo Stranamore e gli faccio vincere una crociera romantica per i paesi caldi con Giletti.
Tralascio anche il fatto che il video che ho da poco visto su AllMusic vede una Chiara completamente trasformata in Madonna in trucco, parrucco e lip sync pessimo. E se qualcuno non vede la somiglianza è meglio che prenda urgentemente appuntamento con l’ottico.
Tralascio persino, vedete come sono buono, la presentazione a Cd Live dove la coreografia aveva un grado di somiglianza del 99% con "Get Together" presentato a novembre in preview a Star Accademy.
Non posso però tralasciare le foto scattate da Gossipnews.it.


Che poi a me, sia Chiara che Paola sono sempre state molto simpatiche nonostante andassero a Sanremo vestite come due geishe dark con quel punta di clochard londinese. Anche quando volevano fare le sensuali nel video “Kamasutra” mezze nude e con lo sguardo arrapante. Anche quando non bisognava chiamarle bambine e gracchiavano “bella” dedicata all’amica anoressica. Anche quando sempre Chiara, perseverare è diabolico, si è lanciata nella carriera di pittrice hard.
Io le ho sempre amate incondizionatamente come due dee.
Ed ora una delle due ha intenzione di fare vacillare la mia fede, ma io non ci casco. Ho compreso in anticipo l’infimo e dubbio giochetto di marketing della bionda e dico che no, non ci sto.
Di Madonna ce ne è una, tutte le altre son nessuna!!!

Ora possiamo mettere su “Off” l’interruttore carampanico.

Madonna Vs Armani Remix


Le confezioni flowpack stampate con il logo cromato Remix si uniscono e si completano in un gioco di specchi, per un effetto riflettente, urbano e alla moda, che prende spunto dai volantini dei concerti.

Di Madonna aggiungerei io. E non parliamo della pubblicità  in tv che è un plagio pauroso.
E dire che c’è gente che viene davvero pagata, e bene, per questi colpi di genio.

Datemi dell’ossigeno


Non che voglia essere monotematico, ma di fronte a delle foto del genere non posso assolutamente tacere.
Che fino alla settimana scorsa andasse dallo stesso parrucchiere di Amanda Lear, lo si può pure comprendere visto che è più di un anno ce la sta mettendo tutta per rilanciare la moda degli anni 80.
Ma decidere, una volta arrivata in Giappone, di correre dal parrucchiere di Maria De Filippi
Questo è un affronto che non riescono a reggere neanche le mie stanche coronarie seppur abituate da massicce dosi di trash giornaliero a cui vengono sottoposte.

 

Madonna: Il Confession tour a Roma

Eh, si. Finalmente è arrivato il post del concerto di Madonna. In molti mi hanno chiesto come fosse o non fosse andato ma soprattutto mi hanno fatto notare che non avevo scritto assolutamente niente sebbene avessi cacato il cazzo per oltre 3 mesi.
Come la migliore delle carampane già due giorni prima ero andato, insieme a Isteria Personificata e Antonio dell’Eredità, a effettuare un sopralluogo all’Olimpico per constatare l’eventuale affluenza e valutare le possibili strategie per evitare la fila il giorno del concerto.
Ciò che si parava dinanzi ai nostri occhi era questo. Un accampamento di 100 e più metri di checche assolate ed impazzite italiane e non che agonizzanti tenevano saldamente il posto con beauty case a tracolla contenenti cremine solari e antirughe. Come ho fatto a capire che erano checche eliminando il vantaggio del beauty ? Beh facile…ditemi un etero che campeggia per 2 giorni fuori all’olimpico in attesa dell’apertura dei cancelli e che vesta Gucci e Dolce & Gabbana. Solo un gay lo può fare, perché anche nella lotta per la sopravvivenza si deve essere chic e prevalere esteticamente sull’altri.
Il giorno del concerto ho la malaugurata idea di prendere appuntamento con Toxic. Eh si, perché alla fine ero stato bidonato dal precedente accompagnatore per essere sostituito nel più ignobile dei modi. Ma lasciamo stare questa parentesi visto che è acqua passata e la cosa è già stata fatta scontare. E non solo da me.
Arriviamo da Isteria Personificata che era intento a organizzarsi dettagliatamente i musical da vedere e i suoi incontri vacanzieri e pensiamo che non possiamo mica andare al concerto di Madonna vestiti tutti fighetti. Eh no. E’ il concerto dell’anno e, come diceva Rds, “l’estate si ferma per un giorno”. Dovevamo osare. Opto per una tinta ai capelli: Blu.
Sebbene fossi altamente consapevole che il risultato sicuramente non sarebbe stato manco lontano un miglio quanto Ryan Phillippe in “Scherzi del cuore” ci abbiamo lo stesso provato. Il risultato era una sorta di stoppa blu elettrico con brillantini fosforescenti. Roba che Ru Paul avrebbe vomitato all’istante e i vigili del fuoco mi avrebbero visto a 35 Km di distanza anche in completa assenza di luce. Nel frattempo tuoni e fulmini.
Colsi il messaggio che il buon Dio volle darmi e mi lanciai sotto la doccia con Toxic che, grazie al cielo, mi aiutò a eliminare ogni traccia della tinta. Anche perchè mica potevo rischiare di prendere la pioggia in testa e colare di blu per tutta la serata.
Comunque si diceva che una delle peggiori idee fu stata quella di avviarsi prima con Toxic, lasciare Isteria Personificata a casa e prendere un fantomatico appuntamento “fuori allo stadio tanto ci si becca”. Si si. In mezzo ad 80.000 persone. Come no.
Perché è stata malaugurata questa andata con Toxic? Semplice, entravamo in ogni bar che incontravamo per la via per brindare con shot di vodka liscia. Alle 5.30 ero ubriaco perso e strisciavo per Roma. 
Aarrivati a destinazione decidiamo che, finiti i bar, avremmo ripiegato con la birra. E così come barboni ubriachi ci accasciamo verso uno degli ingressi ancora chiusi mentre la popolazione gay mondiale si maniava animatamente camuffando i movimenti con delle spinte che provenivano da dietro.
Lì fuori ho incontrato chiunque. Ricordate Occhiomalefico? Ecco c’era. Ricordate Lorenzo? Ecco, c’era anche lui. Ricordate Isteria Personificata e il suo fantomatico appuntamento? C’era anche lui con Antonio dell’eredità. Finito qui? Assolutamente no: camminare con me significava essere connessi a Gaydar. Guarda là c’è questo, là c’è quest’altro, guarda dal vivo com’è una passiva, ecc.
Nel bel mezzo degli incontri e scontri ecco che iddio interviene nuovamente facendo piovere come solo lui la può mandare. Ed ecco il panico. Avete presente un gaypride di cotonate e truccate colte all’improvviso da uno tzunami? Perfetto. Era peggio. Partono grida di un acuto che Katia Ricciarelli è ancora lì che prende a capate il muro.
Il sottoscritto e Toxic prendono la palla al balzo e appena aprono i cancelli ci buttiamo a pesce in mezzo alla folla. Tanto siamo piccolini e parliamo in americano, mica ci picchieranno. Superiamo praticamente tutti, entriamo e parte la corsa per i posti.
Ho visto cose che voi umani non potete immaginare: Trans che cadevano dai tacchi 20 cm, trucco delle sfrante che si liquefava e loro in ginocchio a urlare “perché?” al cielo, ragazze etero che si aggrappavano in modalità koala ai ragazzi e con l’ombrello fendevano colpi a coloro che attentavano alla virilità dell’amore loro, invasate vestite da barbie magia della luna che evitavano gli ostacoli umani meglio di Fiona May. Roba che ancora me la sogno la notte.
Nel delirio totale io e Toxic pensiamo alle uniche due cose da salvare: la birra e la macchina digitale. Ci denudiamo all’unisono per coprire la digitale e correre all’impazzata bevando più che possiamo mentre la schiuma della birra comincia ad assumere fattezze inquietanti. Toxic sostiene che un pezzo di schiuma sembrava Patty Pravo. Io ero troppo impegnato a tenere, durante la corsa, i pantaloni ad una giusta altezza tale da far uscire lo slip Cavalli di 3 cm.
Raggiungiamo la postazione, gli altri e mettiamo da bravi napoletani i panni spasi ad asciugare sulla balaustra dello stadio. Un po’ come nei quartieri spagnoli.
E’ il momento del merchandise! Ufficiale è logico! Si scende e, porca bubbazza, sebbene i prezzi siano esagerati non posso fare a meno di comprare uno splendido polsino viola per la modica cifra, mortacci loro, di 15 euri. Però ne valeva tutti, era un polsino quasi doppio rispetto ai normali. Si deve pur trovare una scusa per gli acquisti stronzi, no?
Chiedo la bustina e quell’etero del cazzo cosa mi dà? Questa. Ora…signori e signori della giuria vi sembra normale che io debba aver provato sulla mia pelle un sopruso del genere? Come io, fan della divina, posso riporre gelosamente il divin polsino all’interno di una pezzottatissima bustina trasparente così brutta che manco ci potevano mettere le prove per incriminarmi di omicidio? Ed ecco Toxic interviene per evitare di finire la serata al gabbio e chiede cortesemente la bustina del tour. “Ma che cazzo di busta hai dato, dai quella del tour strunz! Abbiamo pagato. Ricchiò!”. Lo adoro quando fa l’uomo.
Nel mentre ricevo la telefonata di un coso di 3 anni che corrisponde al nome di Nipote nr 1.

Nipote n. 1: “Zio, hai visto la Madonna?”
Italian Psycho: “Eh, no prosutto ancora no. Ma lo zio non va a vedere la Madonna che trovi in chiesa. Uddio stasera si crocifigge e ci potrebbe essere confusione ma non è lei, ti assicuro”
N: E chi è?
IP: E’ un’altra Madonna, si chiama allo stesso modo ma questa canta.
N: Ah, va bene. Mi chiami dopo?
IP: Si piccirillo ti chiamo dopo e ti faccio sentire “Like a Virgin, ok?”
N: Si si si!

Che nipote ottimo.
Comunque. Dopo poco parte la musica prima dell’inizio del concerto: Suona Paul Oakenfold. Delirio. Si balla, si balla e si balla. Mezzi nudi col sole in faccia si balla fino allo sfinimento. La sbornia passa e si comincia con le canne. Si balla si balla si balla, si fa amicizia con mezzo stadio, si becca un gay che abita praticamente sotto casa mia e che è nella mia stessa situazione sentimentale e cioè con l’ex nel prato che si diverte col suo ex, si fa la ola e si canta quella cafonata di “Seven Nation Army”, si fuma, si riballa e si fanno foto mentre lo stadio si riempie come un uovo.
Ore 21.20: Booooooom! Boato immondo: il concerto inizia. Ecco che nel panico totale da una enorme palla da discoteca che scende a metà stadio esce lei, figa come sempre, perfetta come solo lei sa essere e bianca come un morto canta “Future Lover”. E’ il panico. Lo stadio diventa un rave party.
Su “Like a Virgin” altro boato immenso. Con “Live to tell”, canzone che notoriamente odio, sono quasi sullo scioglimento delle lacrime di S. Italian Psycho.
Perché alla fine i giornalisti sono dei minchioni, loro e quel cazzo di crocifisso che fa tanto blasfemo e che in realtà blasfemo non è. Una canzone che fa riflettere con le infinite immagini di bambini che muoiono di fame e di aids in africa messe a rotazione sui megaschermi con tanto di indirizzo internet finale per dare un contributo.
Con “Forbidden Love” mi sciolgo. Ebbene si. Nessuno se ne accorge ma il sottoscritto diventa uno psychino di due anni con occhi lucidi e tanto di moccolo che esce dal naso.
”Like or Not” ci fa ritornare alla normalità: una Madonna che canta come una gatta partoriente dopo che è stata colpita da una martellata in testa.
Il momento Rock e Acustico passano via in un attimo e si finisce nella sezione Dance. Un continuo spettacolo.
Da “la Isla Bonita” alla prima versione di “Erotica” che mi ha fatto scappare anche lì una lacrimuccia. Aò che volete, so sentimentale. 
Finale spettacolo con una “Hung Up” di 10 minuti ed uno stadio trasformato in dancefloor colorato e pieno di palloncini dorati che piovono dal cielo. E lo spettacolo è finito, purtroppo. Nessun bis. Ed è per questo che Madonna ci piace, perché è una stronza con la S maiuscola. Non regala niente a nessuno se non quattro parole per dire che per fortuna la pioggia è finita, che abbiamo vinto i mondiali e non ricordo che altro.
A fine concerto io e Toxic cerchiamo di recuperare i palloncini dorati che erano caduti nel blocco sotto al nostro, quello dei disabili. Chiediamo gentilmente se possiamo avere un palloncino e i disabili diventano la reincarnazione di Satana. I palloncini li vogliono tutti per loro. Ognuno ne raccoglie a decine e se li porta a casa. Stronzi figli di puttana. E non aggiungo altro.
Tutti fuori in poco tempo nonostante quegli ambulanti napoletani continuassero a fare muro per costringere a comprare un ricordo del concerto. Col cazzo. Dopo i 15 euri direi basta.
Fuori, incredibile, ritroviamo Isteria Personificata e Antonio dell’Eredità con i palloncini in mano: Il fido Isteria si era lanciato a pesce nel settore sottostante e sottratto i palloncini a chiunque. Lo adoro. E così, con i palloncini invidiati da tutti, ci allontaniamo dallo stadio.
Un altro concerto è andato. Forse sarà l’ultimo, forse no. L’importante è stato esserci. Lì in mezzo ad 80.000 che saranno pure dei devastati mentali ma di sicuro si sono divertiti come dei matti.
Come me.

Wilfried Knight

Sarà che io alle cose ci arrivo con notevole ritardo ma mi sono giustappunto reso conto che il manzo strafigo re dei miei sogni erotici estivi da un paio di settimane a questa parte altri non è che quella chiavata incommensurabile che appare anche nel video di Madonna “Sorry”.

Lui è Wilfried Knight, un attore di film porno gay che appartiene alla Lucas Entertainment di Michael Lucas e che appare in tanti film usciti recentemente. E’ praticamente la nuova stella del porno gay. E che stella.
Non mi stupisce che anche Madonna l’abbia scelto anche perché si sa che la signora ha un po’ il debole per i froci. E i froci hanno un debole per lei. La cosa è biunivoca. E la buonanima di Joey Stefano ne è la prova visto che è stato fotografato in ogni posizione possibile e immaginabile nel libro “Sex”.
Come se non bastasse, ultimamente Wilfried è in nomination ai Gayvn Awards, una sorta di premi oscar del porno, nelle sezioni Best Group Scene, Best Sex Scene (Duo) e Best Threesome.
Io glielo darei. Il premio. Ed anche qualcos’altro.