Essendo ormai inutile premettere che tutta la giornata si è svolta nella solita calma e tranquillità che mi contraddistingue, credo che potrei cominciare con la sveglia intorno alle 8 del mattino che è stata caratterizzata da un’attenta organizzazione sui tempi e i modi della partenza per lo stadio Olimpico ma anche su cibo e bevande da portare nonchè sul tipo di abbigliamento per la serata. Qua mica siamo fan piza e fichi. Bisogna essere pronti ad ogni situazione. Di pericolo e non.
Tipo che se ad un certo punto si conosce qualcuno e ci invita ad un locale figoso che si fa? si va in infradito e pantaloncino corto? Giammai!!! Tipo che se c’è una fuga di finocchie mica si pùò stare in infradito, ma è necessario optare per delle più pratiche Caterpillar con suola rinforzata in acciaio inox 18/10 che manco le pentole Mondial Casa.
Comunque si diceva dell’organizzazione.
Da un lato IsteriaPersonificata che voleva andare a parcheggiare l’auto all’Olimpico già alle 9, così da trovarla a fine concerto in posizione strategica per calpestare stouli e stuoli di sfrante ormai accaldate e sfatte, dall’altro io che trovavo tutto ciò inutile e che suggerivo di andare in auto o in tram senza ansia.
Ok dall’altro lato ancora c’era il mio womo che non ha fatto una piega. Anzi, fosse per lui avrebbe pagato di tasca sua pure un elicottero vista la stanchezza che aveva addosso dopo il tipico giretto turistico che gli ho fatto fare per vedere due cose due e che ha incluso Re di Roma, S. Giovanni, la gay street, il Colosseo, il Campidoglio e Piazza Venezia, Via del Corso, Piazza del Popolo, Piazza Navona e il leone che piace a me, Pantheon, pausa pranzo di 40 minuti da "Scusate il ritardo" al Pantheon (che per una fritturina, due piatti di pasta e due calici di bianco ci hanno rapinato di 66 euri mortacci loro), via Condotti, Gucci, D&G, la festa da Vuitton, Piazza di Spagna, Trinità dei Monti, Villa Borghese e Metro per tornare a casa.
Tempo di una doccia e di un acchittamento poco improvvisato e siamo pronti per la battaglia: il piano prevedeva Metro fino a Flaminio, tram e dita incrociate.
A flaminio becco OcchioMalefico, vecchia conoscenza di questo blog, che distrugge in un solo istante tutti gli studi di statistica dalle origini ad oggi. Occhio Malefico nasce, cresce e vive fuori Napoli. Io nasco, cresco e vivo ancora per poco a Napoli. Ci siamo beccati solo una volta con appuntamento ma, per puro caso, lo beccai fuori all’Olimpico 2 anni fa. In mezzo a 50.000 persone. Due anni dopo in pieno centro di Roma in mezzo a…quanti abitanti ha Roma? bene, quelli…lo incontro nuovamente. Altro che mistero dei templari, tzè.
Alla fermata del tram accade un fenomeno che pensavo fosse destinato solo a Napoli e provincia. L’assalto al primo tram quando attaccato dietro ne arriva un’altro vuoto. Tutti che si strusciano peggio che un vecchio bavoso in una dark room per entrare nel primo tram mentre il secondo, quasi vuoto, se lo filano 4 gatti. Io ero uno dei 4 micetti furbi.
Scesi dal tram ci dirigiamo con calma e tranquillità ai cancelli a tal punto che dobbiamo quasi mettere il collare al collo di Isteria che quasi crede di gareggiare alla corsa alle Olimpiadi di Pechino tra i bancarellari campani di ciarpame concertantesco favezo. Il ragazzo però ha tutte le scusanti di questa terra visto che voleva essere certo di accaparrarsi due o tre mug del concerto.
Entriamo ed è subito lutto: le tazze sono finite. Ore 18 e le tazze sono andate via. Mentre Isteria vorrebbe saltare il collo alle guardie per scendere sul prato o scavalcare le transenne per vedere se negli altri gazebi ne sono rimaste, lo convinco a comprarla sul sito. Tanto sempre quella è, non è che cambiano.
Ci sediamo e abbiamo la fortuna di avere davanti a noi un gruppo alquanto misto di individui composto da: grassona fumatrice sociopatica e albina, coppia gay uno grasso e 30enne l’altro 17enne anoressico che ogni due per tre limonavano con tre metri di lingua fuori, terzo incomodo in mezzo a loro due, ragazza cubista tarantolata e stripper che a fine esibizione di Benny Benassi era praticamente nuda e col culo da fuori. Abbiamo tentato in ogni modo di fare un video, ma era così tarantolata che è stato impossibile filmarla in modo che non si vedesse la faccia.
Lascio stare il dj set di Benny Benassi. Croce nera. Luna nera. Come diceva la Littizzetto quando imitava Loris la zingara? Ecco, quella.
Puntuale come un orologio svizzero con i suoi elegantissimi 5 minuti di ritardo, il concerto parte. Io non conoscevo niente. Ebbene si. Dopo i tour passati che sapevo pure in che direzione alzava la coscia o quando faceva l’occhiolino mente ballava Hung Up, volutamente non ho voluto sapere niente. Beh, 10 giorni di tour prima che arrivasse e con un pc fuori uso ce la potevo pure fare!
Tutto fila via liscio come sempre, splendidamente coreografato e cantato (cioè, più o meno) come sempre. In testa ho ancora una confusione totale su quello che ho visto ma di certo è impossibile non ricordare:
- L’uscita, già vista nella preview dell’album, sul trono col solito sguardo da "gasatevi, stronzi".
- Su "Human Nature" ero in panne quasi con le lacrime agli occhi.
- Vogue in versione sadomaso: il sogno di ogni gay divenuto finalmente realtà.
- "Devil Would’nt Recognize" me dopo l’intro di "Rain" con quel che che di magico che solo quella stronza è in grado di dare.
- "Miles Away" dove stavo per avere un altro mancamento.
- Il momento zingaresco che avrei buttato taniche su taniche di benzina su tutto il palco prosciugando tutti i pozzi di petrolio di questa terra. Cioè, pareva la sagra della porchetta. E poi parlavano di Max vs Federico ad Amici 6.
- "Like a Prayer": ed è subito rave party e gasamento a mille. Ed ecco perchè non capisco Madonna: fai un album di merda ma ci tieni a sbattere nel tour tutto. Persino "Spanish Lessons" che pare una cameriera sudamericana che arranca con l’apprendimento dell’inglese. Poi metti "Like A Prayer" o "La Isla Bonita" ed è l’inferno che pare se ne crolli lo stadio.
- "Ray of Light": che spero dopo tre tour che la fa tale e quale mò ci metta una bella pietra sopra se mi la prossima volta entro con una fionda.
- "Hung up" un pò sotto tono rispetto al tour precedente e "Give It 2 me", cafonissima come non mai, che entra in testa per tutto il resto della notte e del giorno successivo.
Come sempre non saluta, cala una scritta Game Over sul palco e le luci si riaccendono. Neanche un palloncino o un coriandolo. Neanche delle fiamme, delle stelle cadenti, delle stelline di capodanno. Niente di niente. Braccino corto che non è altro.
Rapido incontro, difficilissimo, a fine concerto con un blogger con cui oramai mi scambio più sms con lui che col mio womo. Il tutto con un appuntamento meraviglioso: "sono sul ponte, lato destro, vicino al cubo, accanto a xxxxxxxxxxxx (vincitore di una edizione di un famoso reality che in quattro giorni avrò beccato duecento volte che alla fine siamo usciti a parenti)". Quattro inciuci, saluti e promessa poi mantenuta di un caffè prima della partenza l’indomani pomeriggio e via da altri amici che ci stavano aspettando per un post serata.
E un pò storditi e stanchi ce ne andiamo a Campo dei Fiori dove tra una pizza, una birra, quattro risate e una "Give It 2 Me" canticchiata finisce anche questa serata. Che chiude un capitolo personale riaprendone uno nuovo con un interrogativo che da 12 giorni mi sta dilandiando: Napoli, Roma o Milano?
Per i coraggiosi che sono arrivati fin qui ed hanno voglia di rinfrescarsi la memoria leggendo un altro papiello, cliccate qui per il tour precedente.
settembre 18th, 2008 | Category: Madonna | Comments (19)