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Archive for Markette

Non sei per nulla obbligato a comprendermi

In genere appena si mette in mezzo il discorso Carmen Consoli sono sempre accerchiato da una elevata percentuale di persone che la ritengono una gatta che si lamenta durante la gestazione, un robot con le pile scariche, una che scrive testi forzatamente artefatti, che lascia le canzoni a metà o senza alcuna ritmica.
Potete dire tutto quello che volete ma a me Carmen Consoli piace. E non poco.
Mi è piaciuta dalla sua prima apparizione al Sanremo del 1996 con “Amore di plastica” con quel caschettino nero e quel fare un po’ impacciato. Da quel momento, tralasciando il discorso look che a volte ha toccato picchi da film horror di serie b, è stato amore folle.
Più di una volta andai anche da solo al suo concerto perchè nessuno si passò la mano per la coscienza per accompagnarmi. C’è chi potrebbe dire che è triste e che è come andare al cinema da soli ma per me non è assolutamente così. Perché rimanere a casa e, rivedendo poi i filmati online, pentirsi amaramente  e mangiarsi falange, falangina e falangetta?
L’altro ieri, a Napoli, è sbarcato il tour teatrale di Carmen Consoli che altro non era che una riproposizione acustica dell’ “Eva contro Eva Tour” con intermezzi teatrali curati da Emma Dante, autrice e regista palermitana, rappresentati da una bravissima Simona Malato che ha dato vita alle eroine delle canzoni di Carmen: da “Contessa Miseria” a “Maria Catena” passando per la sposa di “Fiori d’arancio”.
Il palco è spoglio e nero, tutto è concentrato sulla musica, sul recitato e sui giochi di luci. Il concerto è diviso in due parti: la prima abbastanza introspettiva per non dire moscetta, la seconda è quello che tutti ci aspettiamo da lei…come direbbe qualcun altro, crea un varco dove la realtà sconfina nella fantasia.
Ed è sempre il momento del bis che quello in cui Carmen Consoli dà sempre del suo meglio e questa volta lo fa con Marina Rei con cui canta prima una stupenda versione romantica de “I miei Complimenti” e poi una travolgente “Malarazza” (Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastune e tira fora li denti…).
Insomma, anche questa volta Carmen ha superato l’esame e per chi ancora avesse dubbi sul concerto non posso che rispondere con le stesse parole di Emma Dante: “la voce di Carmen corre, rallenta, cade, si rompe, ci entra nel cuore a pezzetti ed il suo ritornello ci rimane in testa come una tempesta nel cervello”.


                        L’Ultimo Bacio                                             I Miei Complimenti

Per altri video del concerto basta cliccare qui per essere automaticamente redirezionati alla mia pagina su YouTube. So che sembrerebbe difficile da credere, ma gli urli da groupie ad inizio canzone provengono dai miei vicini di posto.

Saturno Contro

I film di Ferzan Ozpetek li riconosci tra mille. E “Saturno Contro” è un film che può essere uscito solo dal suo genio poichè è caratterizzato da quel mix di elementi che ritroviamo in tutti i suoi film.
Come ne “le fate ignoranti” è un film corale con un cast di bravissimi attori le cui avventure si mischiano e si confondono, come ne “La finestra di Fronte” c’è il tema dell’omosessualità come normalità e non come quel baraccone che spesso viene rappresentato, come in “Cuore sacro” c’è quel velo di tristezza che avvolge l’intero film.
Saturno Contro è una storia di amicizie che avrebbero potuto essere amori e di amori che sono diventati amicizie.
Ozpetek anche questa volta tende a rimarcare che la famiglia convenzionale formata da marito, moglie e figli non funziona. Funzionano le famiglie allargate, quelle fatte di amici che fanno le ore piccole ridendo e scherzando intorno al tavolo di una cucina. Ed ha ragione. L’amore arriva, ti travolge e se ne va: l’amicizia resta. Anche tra ex. E su questo si potrebbe parlare fino al 2008.
La vera sorpresa è la parte di Ambra, figura centrale che dà il senso del titolo del film. La sua è la parte di una astrologa drogata con problemi di autostima e il Saturno del titolo è il pianeta che quando è "contro" al proprio segno porta rotture, nuovi incontri, cambiamenti, dai quali si può uscire provati, cambiati e ,perchè no, migliorati.
La ricordo ancora, con un brivido lungo la schiena, quando in “Favola” recita la famosa frase “Che fico!” con tanto di occhio socchiuso. Ora invece regge benissimo la parte, la si vede in piccoli flash d’effetto per tutta la durata del film. Stupenda la scena di lei che fuma e fa fare un paio di tiri ad una anziana: nessuna parola, solo un perfetto gioco di sguardi. O quando non ha il coraggio di rivedere il suo amico e la cinepresa indugia sul suo volto.
Come per i precedenti film, anche qui la musica ha il suo ruolo da protagonista. Se per i precedenti lavori Ferzan Ozpetek ha collaborato con i Tiromancino per “Due Destini” e con Giorgia per “Gocce di Memoria” ora si affida alla “Passione” di Neffa che firma l’intero commento musicale del film.
Oltre ad una bellissima “Je suis venue te dire que je m’en vais di Carmen Consoli, un capolavoro vintage riproposto è “Remedios” di Gabriella Ferri utilizzato anche nel trailer che non conoscevo e che rimarrà, ne sono certo, nella memoria di tutti come un marchio.
Ah, Luca Argentero con la fila di lato non si può proprio guardare.

Appendice: Mejo de Branko.
Saturno è "contro" ogni 7 anni e mezzo quando transita in un segno che si trova ad una distanza zodiacale di 90 o 180 gradi rispetto a quello in cui siamo nati.
Fino a settembre sarà il Leone ad avere Saturno contro insieme alla terza decade del Toro e dello Scorpione, entrambi a 90° (non pensate male) e Acquario a 180 gradi.
Da settembre, Saturno è tutto contro la Vergine. Segno del destino?

Marie Antoinette

L’ho visto. Parlo di Marie-Antoinette di Sofia Coppola.
Devo innanzitutto dire che le aspettative erano alte ed io ho puntualmente pensato al peggio aspettandomi una robaccia indecente da porno di serie b con una colonna sonora stratosferica.
Ma questo è il prezzo che si deve pagare se sei una delle più apprezzate registe del momento e con due film quali “Il giardino delle vergini suicide” e “Lost in translations” alle spalle che sono, dal punto di vista del soggetto, quanto di più distante da Marie Antoinette.
E’ ovvio che la Coppola ha un suo stile particolare nell’affrontare una qualsiasi storia. Per lei il dialogo passa quasi sempre in secondo piano a favore di una elegante tecnica registica
, dal gusto raffinato per l’inquadratura e da una scelta delle musiche azzeccatissima.
Spesso sono le immagini, i gesti e gli sguardi associati ad una musica a riempire i silenzi e danno un senso ad una scena che potrebbe risultare noiosa. Invece la Coppola non annoia, incanta.
Ma d’altra parte io sono con lei, il dialogo è davvero così importante? Soprattutto nella vita di tutti i giorni, quanti effettivamente utilizzano il dialogo? Un gesto, uno sguardo o una nota spesso riescono a dire più di una parola. E non facciamo esempi con “In the mood for love” che potrei diventare violento, per piacere.
Ampia parte del film vede la regista presa e compresa in scene del tutto estranee ai film precedenti.
Una volta salita al trono Maria Antonietta si annoia, mangia dolci, gioca d’azzardo, snobba la corte e frequenta una cerchia ridotta di amici festaioli in un tripudio di balli e feste deliranti dove scorrevano alcol a fiumi e venivano serviti cibi di ogni genere. Così come è folle il momento “Gira la moda” dove Maria Antonietta sceglie abiti, cappelli, acconciature e gioielli sempre più sfarzosi noncurante di un popolo vessato dalle tasse.
Visivamente, tutto è sicuramente degno di quell’altro geniaccio di Baz Luhrmann. Ma Baz è su un altro livello, chiariamolo subito.
Insomma, il risultato è un film sulla storia della “breve” vita di Maria Antonietta dal momento in cui, per
scongiurare una guerra tra Austria e Francia, sposa un frigido nipote di Luigi XV fino alla decapitazione. Un pezzettino della storia di Francia vissuto attraverso gli occhi della giovanissima e dissoluta regina interpretata da una sensuale e, a ragion veduta, poco fedele Kristen Dunst a cui dovrebbero limare i canini visto che in qualche ripresa assomigliava ad una delle vampiresse di “Dracula”.
Scena eliminata è la decapitazione per fare posto ad una sorta di finale in fade. Nessun versamento sangue e nessuna disperazione, solo una lucida consapevolezza di andare incontro al proprio destino senza vergogna alcuna.
Colonna sonora da 10 e lode. Ma su questo credo ci troveremmo sempre tutti d’accordo. Insomma, anche questa volta Sofia ha fatto centro.

Merda per me, merda per tutti

Solitamente odio dal profondo delle mie viscere dilaniate da anni di alcol i concorsi tra blogger. Non tanto per il discorso della sfida ma per la sindrome del dito puntato contro per essere giudicato attraverso un fetente di post e dell’ansia da prestazione da foglio bianco. Non c’è niente di peggio che farmi scrivere a comando. Vuoto totale che manco lo stomaco di un bambino biafra.
Tutto questo per dire che cosa? Che alla fine ho ceduto anche io. E pariamoci il culo dietro al luogo comune che solo gli stupidi non cambiano idea.
Da fine settembre sono iscritto al concorso Scrittomisto con un testo che altro non è che un “best of” di questo blog. Esattamente sulla scia del lavoro che hanno fatto le blogstar già affermate e che hanno visto già pubblicare il loro libricino.
Il concorso è una sorta di premio letterario ed è distinto in due fasi:
1. Fino al 30 novembre sarà la rete a giudicare le opere attraverso un sistema certificato di voti. Certificato manco per il cazzo visto che ogni registrazione dà la possibilità di votare una volta tutte le singole opere. 300 email = 300 voti. Che bel voto certificato.
2. Dal 1 dicembre le 30 opere che avranno raggiunto la media maggiore saranno sottoposte ad un comitato di esperti e decreterà i 3 vincitori che vedranno pubblicata la propria opera entro la primavera del 2007.
Bene, sembra facile vero? Eh, no.
Poiché sono sempre il povero idropene saturo che crede alla sana competizione e alla lealtà dei partecipanti in un mondo felice dove splende sempre il sole e tutti sorridono correndo spensierati tra le farfalline in immensi prati verdi, da quando la mia opera è stata messa online ho evitato di fare pubblicità se non ad Isteria Personificata che tanto ha appoggiato la mia candidatura. Per non dire che mi stava quasi per attaccare con le palle al soffitto se non mandavo il lavoro.
Ho evitato di fare pubblicità per puro spirito di competizione. Nonostante questo qualcuno tra i commenti del gran premio ha accusato la redazione di aver accettato dei blogger famosi e ha suggerito l’idea di eliminarli. Famosi, poi. Bah. Mica sono il Daveblog!
Di sicuro faccio molti contatti, in molti leggono il blog ed ho molti amici. Ci avrei messo un secondo netto a sbatterli fuori ma non l’ho fatto. Non mi sembrava corretto. Poi mi sono reso conto che sono davvero un grande stronzone.
Perchè? Chiaramente quasi la totalità dei 102 partecipanti hanno fatto una pubblicità spudorata per fare votare la propria opera da una quantita di persone indicibile. Roba che dopo 5 minuti dalla messa online dei testi qualcuno aveva già più di 100 voti con una media del 9.8. Roba da voltastomaco.
Io che non pensavo minimamente di avere a che fare con gente che ha il cavo usb iniettato nelle vene e passa la sua giornata a crearsi 2000 email e altrettanti profili su Scrittomisto attraverso cui darsi tanti bei 10, sono rimasto a guardare esterrefatto il delirio più puro. Fino ad oggi.
Io mi rendo conto che essere pubblicati e vedere il proprio libercolo in bella mostra alla Feltrinelli fa piacere a tutti, ma se mi devo mettere in gara con 12enni appena mestruale o imbecilli che distribuiscono a iosa degli 1 buttando giù le medie degli altri è una cosa che mi ispira una violenza che mi sale l’irrefrenabile istinto di scuoiarli vivi per rivestire la mia sedia in pelle umana.
Ed ecco che mi sono rotto i coglioni. E all’inno di “Merda per me, merda per tutti!” eccomi qua a fare il mio bello spot.

Da oggi fino a fine novembre avrete dei nuovi amici che rallegreranno la barra laterale di questo blog e che vi chiederanno un piccolo voto. Basterà cliccare sui ragazzotti che cambieranno di settimana in settimana per venire automaticamente ridirezionati nella pagina di Italian Psycho. 30 secondi per registrarsi al sito e sarete pronti per votare.
Io vi chiedo solo di votare. Votare, votare, vortare senza alcuna pietà da tutte le vostre email e da tutti i vostri pc.
Il mio blog lo conoscete, e nell’opera presentata c’è tutto quello che avete letto da febbraio fino a qualche post fa. Io preferirei delle cascate di 10 ma mi rendo perfettamente conto che posso non piacere a tutti. Quindi che dire? Distruggiamoli e fatemi passare il turno. Sono nelle vostre mani.
Questo post verrà lasciato tranquillamente online e sarò già schierato per combattere senza esclusione di colpi bassi l’esercito di carampane assassine che mi si riverserà contro cercando di gettare infamità e merda. E poi, come dimostra la foto, dalla mia parte ho pure l’esercito di conigli da battaglia.

Evritaim ai luc in ior ais ai donnò uot iu dù

Che io mi domandavo com’è che ultimamente mi arrivavano mail di invasati che volevano sapere news sul nuovo singolo in inglese di Valentina.
Il mistero è stato presto risolto andando sul sito personale della mia cantante neomelodica preferita. E a controprova di questa mia ultima affermazione, visto non siamo dei quaqquaraqquà, potete trovare un post passato.

Si apre per l’artista Valentina una nuova era musicale con la versione inglese del successo “OK”. Il brano dell’autore Vincenzo D’Agostinoè stato nuovamente arrangiato e tradotto dal cantautore Luca Sepe. Vi renderete conto del completo rinnovamento della cantante che negli anni 98 – 2000 sconvolse l’Italia con la sua verve e la sua grinta. La versione dance ci riporta facilmente ai successi estivi che imperversano sulle spiagge italiane.

Ed ecco il momento che io e tutte voi carampane assetate di sangue aspettavamo da tempo: l’uscita del nuovo fantasmagorico e orgasmico video di Valentina che non farà rimpiangere i tempi di Jeansy, del suo inglese da cattiva digestione da pasta e fagioli con le cozze e del suo cavallo di battaglia diventato presto un cult della musica pop mondiale che è stato "Game Over".

 

Sempre collegandosi al sito è possibile anche scaricare la suoneria per il tuo cellulare in formato mp3. Cosa volete di più? La parrucca a strisce rosse bianche e blu, la coppola del gay pride o il cappello da joker con tanto di fiori di peluche in pandan?!?

UPDATE: Mi accorgo solo ora che al 43° secondo una tigre si trasforma in Valentina con una abile mossa di morphing: Basta, è il mio mito incontrastato. Da oggi tutto il resto non ha più ragion d’essere.

Napoli by night: Kukai

Che alla fine l’aver aspettato 1h e 50 min per un fetente di tavolo, quando nel bel mezzo dell’attesa ti esce BelloccioAllaCassa con una bottiglia di bianco e quattro calici per intronarci di vino per ben due volte sebbene mi sia presentato nel più odioso dei modi, devo dire che è stata una attesa molto piacevole.
Anche perché, ascoltando le presentazioni degli altri clienti in fila, ho scoperto l’esistenza del nome “Maraica” che non ho ben capito sia una immonda storpiatura di “Marica”/”Marika” in “Maryca/Maryka” o se sia nome proprio di gentil donzella.
Comunque…a mangiare, si mangia bene. A bere, si beve bene. A stare bene, si sta bene. Cosa si vuole di più?

L’unica cosa che consiglio è quella di prenotare, soprattutto la sera. Per la mattina andate pure tranquilli, non c’è da fare a capate per un tozzo di sushi.

The Duckfather

Meglio di Tarantino, Fincher e Burton messi assieme. Un thriller ricco di pathos e meravigliosamente geniale. Prendete, mangiatene tutti e condividetelo più che potete. I ragazzi meritano. O no?

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