I love this man
L : Senti, parliamone subito così evitiamo litigate quando sarà il momento: tu le posate nel cassetto in che ordine le metti?
L : Senti, parliamone subito così evitiamo litigate quando sarà il momento: tu le posate nel cassetto in che ordine le metti?
Quando Bree, nella seconda puntata della terza stagione, chiede a Orson perchè risciacqui i bicchieri che erano già stati precedentemente lavati da lei stessa e lui le risponde che erano rimaste delle piccole tracce di sporco che sarebbero facilmente scomparse con aceto di vino rosso non diluito o, per macchie più insistenti, una miscela metà acqua metà alcol denaturato o, per lo sporco intrattabile tipo quello della cabina doccia, semplicemente con del solvente per vernici, lei gli si butta al collo e parte un amplesso da paura con una Bree mai vista così infoiata che manco quando faceva la dottoressa Kimberly in "Melrose Place" e a tutti i costi voleva soffiare il Dr. Michael Mancini a Jennifer.
Anche per me ci sono delle cose che fanno letteralmente perdere la testa. Come il perfetto ordine di un ragazzo per i suoi libri che ha perfettamente suddiviso tra rilegati e tascabili.

Bene, è arrivato il momento di rimboccarmi le maniche e mettere mano alla libreria.
Non può mai essere che la sua è più ordinata della mia.
L’unica cosa che continua a sopravvivere ai miei ripetuti attacchi maniacali di pulizia ed ordine sono e saranno sempre i fili di qualsivoglia apparecchiatura tecnologica.

E’ una cosa che mi manda davvero ai pazzi.
E’ che sono in quei momenti dove, per scaricare una 40ina di tensioni ed evitare di fratumare il muro a testate e macchiare di sangue le mie candide pareti, il mio corpo diventa la naturale rappresentazione vivente di Bree Van De Kamp. In 48 ore ho buttato la qualsiasi, inclusi 50 cd musicali risalenti al periodo 18/19 anni, e sto mettendo e rimettendo in ordine qualsiasi cosa mi trovi davanti. In un attimo di annebbiamento ho persino sostituito i quadri. Via Monet, arriva Keith.
E ora sono in ritardo. Sono a zero e devo ancora ordinare i dvd per generi, i libri per colore e subito dopo devo raddrizzare tutti i prodotti della dispensa e suddividerli secondo un criterio che sto ancora valutando: scadenza? livello di utilità? peso? dimensione? colore? arma contundente?
E’ che la serialità mi calma che uno non se l’immagina proprio.
Forse era meglio se me ne andavo a vedere Ambra.
Da un lato c’è l’istinto da casalinga disperata che impone una ramazzata qui nell’angolo se no poi quando torno ci metto il doppio del tempo a pulire, dall’altro c’è un comportamente ossessivo compulsivo che mi spinge a dover scrivere per forza qualcosa giusto per far comparire nell’archivio anche il link del mese di agosto che tenere un buco tra luglio e settembre fa brutto.
Bene, ora torno a prendere un pò di sole che qua sono incredibilmente indietro con la colorazione carbone.
Ma soprattutto sono indietro su tante altre cose:
- Entrare in coma etilico
- Farmi venire un coccolone
- Ricoverarmi con ustioni del 80° grado
- Fare causa alla Olio Johnson’s che ogni anno mi dilania la pelle
- Sabotare la nuova moda da spiaggia di asciugare il sudore con una salvietta profumata all’olio di Jojoba
Insomma, come si noterà, ho davvero un gran da fare.
Non poteva mancare un pò di gossip. Ho scoperto chi, tra i tronisti , ha preso per il culo un pò tutti perchè gay. E non mi si venga a dire che in certi posti, diciamo un pò frù frù ed equivochi, ci si trovi così per caso…anche perchè non ci credo manco se lo vedo trombare a riccio una ragazza.
Applicazione 1#
Quando avete intenzione di pulire le finestre, il sole splenderà e il mondo vi sorriderà.
Quando le finestre saranno linde, pinte e brillanti, in quel preciso istante, pioverà che Dio solo lo sa.
Applicazione 2#
Quando volete asciugare i vetri per evitare che si formi quel fastidioso effetto gocciolina calcarea avrà smesso di piovere e gli uccellini canteranno YMCA facendo anche il balletto.
Quando tutto sarà di nuovo lindo, pinto e brillante e voi una pezza umana, pioverà di nuovo che Noè se la passava bene sull’arca assieme agli animali.
Ed io sono già in piena crisi Van De Kampiana.
E parliamo di un’altro dei miei esaurimenti quotidiani: il tè.
Partiamo dal fatto che non è niente di lontanamente somigliante al Cha No Yu giapponese che mi piacerebbe tantissimo ma che sono sicuro che, nelle varie fasi, le palle mi cadrebbero a terra dopo manco 20 minuti di attesa. Ma ci andiamo vicino.
Il mio, ovviamente, è un approccio ossessivo-compulsivo che si attiene a regole ferree.
Innanzitutto io non bevo il tè nelle bustine. Ne ho provato di ogni marca e di ogni tipologia. E ognuno fa cagare allo stesso modo. Il tè deve essere rigorosamente acquistato in negozi appositi (meglio quelli che vendono robe orientali) che lo conservano in boccioni trasparenti sottovuoto. La scelta deve essere fatta dopo innumerevoli e continui sniffamenti.
Lo sniffamento non deve avvenire direttamente con la testa nella boccia ma odorando solo ed esclusivamente il lato interno del coperchio dopo 1 minuto che è stato lasciato a prendere aria per scaricare un po’ di aroma.
Poiché le tipologie di tè sono centinaia ed ognuna ha un particolare sapore, è facile capire il perchè quando esco da uno di questi negozi pare che mi sono fatto una boccetta maxi di popper.
Tornati a casa si deve riporre il tè in dei barattoli sottovuoto come quelli per le conserve di marmellate e tenere sempre a vista le modalità di preparazione.
Eh si perché mica tutti i tè si preparano allo stesso modo. Varia tutto. Dal tempo di infusione, all’eventuale mescolatura, alla copertura, alla quantità di zucchero o al miele da abbinarci.
Il perché il tè deve essere acquistato essiccato è facile. E’ più fresco rispetto a quelle cacate che vendono nei supermercati che hanno tutti lo stesso sapore. E anche perché per preparare un ottimo tè è necessario un colino a molla di forma tonda o a doppio cucchiano oppure una tazza con tisaniera incorporata e coperchio.
Chiaramente scordatevi di scaldare l’acqua con un bollitore (che dà all’acqua un meraviglioso aroma di calcare) o, peggio ancora, nel forno a microonde (che dà all’acqua quell’unico sapore di cesso di treno interregionale Napoli-Roma).
Si usa un pentolino di acciaio da riempire con acqua di bottiglia e da scaldare a fuoco medio facendo attenzione a toglierlo dal fuoco l’istante precedente all’ebollizione.
Oggi ho preparato un tè alle scorzette di arancia, fiori di lillà e cannella. Tempo di infusione 3 minuti. Proibito mescolare. Consentito l’utilizzo di zucchero di canna ed una scorzetta di arancia fresca.
Sono un preparatore di tè perfetto. L’unica pecca è che io, odiando cibi e bevande caldissime attendo un pò perché non si è mai visto che devo mettermi a soffiarci sopra. Nel raffreddamento naturale della tazza di tè c’è un istante ben preciso in cui la temperatura scende e il tè si trasforma in una ciofeca da oscar.
E oggi ho chiaramente passato quell’istante.
Secondo me è che si è preso collera che non avendo l’arancia ho messo una fetta di mandarino. E lo so, lo so, ho sbagliato alla grande. Certi errori non dovrebbero essere commessi.
Però spezzo una lancia in mio favore nel dire che d’estate non sono così azzeccato.
Mi basta un qualsiasi tipo di tè.
Basta che sia al limone.
E non sia S. Benedetto.
E sia ben ghiacciato.
Poi me ne sto calmino.
Giuro.
1. Smettere di fare rifornimento allo spaccio della Nato di quanto di più calorico possa mai esistere sulla faccia del pianeta ed ingurgitarlo davanti alle nuove serie di Lost, Desperate Housewives e Heroes a tempo di record.
2. Iscriversi in palestra ed evitare di rimandare di mese in mese con la scusa che il prossimo sarà quello giusto per poi finire a correre in mezzo allo smog perché nella palestra dove tu vuoi andare fa solo iscrizioni semestrali e farne una a Maggio è inutile.
3. Mettersi a dieta. O almeno visto che ho da tempo raggiunto e stabilizzato il mio peso intorno ai
4. Limitare il feticcio per l’underwear Intimissimi e Yamamay. E per la marca Puma e Adidas. O comunque evitare di dare spettacolo come una checca impazzita come se avesse appena visto Madonna. O Mina. O Patty Pravo. O
5. Concupire selvaggiamente e sfrontatamente il commesso di H&M Donna vicino al Duomo.
6. Concupire i commessi di via della spiga che sembrano appena usciti da un cartonato Dolce & Gabbana, Gucci o Armani. Ma fanno i casting per sceglierli?
7. Dimezzare le uscite aperitivo. Perché non ho più l’età per tornare a casa strisciando già alle 8 di sera e biascicare discorsi strani con gli sconosciuti.
8. Smettere di fumare. Canne.
9. Imparare a mettere le lenti a contatto. O non essere pigro e pulire le lenti con la loro pezzuola più volte nell’arco della giornata per evitare di arrivare dover fare movimenti strani con la testa perchè l’oggetto della nostra attenzione è coperto da una macchia unta ben spalmata sulla lente.
10. Non cambiare mai barbiere prima di un colloquio di lavoro importante. Mai. Indossare anche un cappello, ma mai tradire il barbiere di fiducia.
11. Vedere di mettermi in contatto con qualcuno per diventare autore televisivo e fare soldi a palate sfruttando le debolezze della gente.
12. Aprire i casting per raggiungere un congruo e selezionatissimo numero di fan adoranti e, con loro, conquistare il mondo ad ogni mezzo.
13. Smettere di truffare l’assicurazione inscenando falsi incidenti dove un camion della nettezza urbana mi avrebbe messo sotto gettandomi in stato di incoscienza per 3 minuti esatti in cui ho visto una luce bianca e tutti i parenti dall 8° grado che giocavano ad asso che passa con Napoleone e Cleopatra.
14. Imparare a memoria il nome del mio cameriere srilankese e recitarlo a mò di poesia assieme ai miei nipoti prima della cena di Natale 2007.
15. Riprendere in mano quella sorta di romanzo e quella pseudo tragedia e trasformarli in qualcosa di più che un fermaporta per vendere milioni di milioni di milioni di copie, diventare famoso e avere una rubrica fissa su Vanity Fair accanto a quella di Daria Bignardi.
16. Smettere di farmi. In generale.
Visto che sono arrivato al punto che anche il rumeno del figlio del macellaio mi ha suggerito di installare Firefox, ho deciso di seguire il gregge come una pecorella keniota a sei gambe e diventare cool come mezza blogosfera per dare addio all’amico di tante avventure Internet Explorer.
Ora, sarò io un imbecille integrale, ma tanta differenza non ce l’ho mai trovata mica. Se si pensa che quando vado a cercare una cosa la trovo esattamente dal lato opposto o rimango come un beota a guardare lo schermo per un tempo variabile tra i 5 ed i 18 minuti, direi che ricordo perfettamente quale furono le ragioni dei miei 3 tentativi passati di installazione di Firefox che andarono a tempo di record a puttane.
Ci vorrà abitudine e un po’ di volontà, lo so.
Ma oggi non cederò! Iddio mi ha dato una missione da compiere.
Navigando sul mio blog mi sono reso conto che ciò che vedevo perfettamente con Internet Explorer è completamente a puttane con Firefox. A cominciare dai caratteri che fanno un po’ come cazzo gli pare a loro. Alcuni sono della grandezza impostata da me, altri più piccoli, le robe centrali stanno tutte a sinistra…insomma è un caos totale. E voi non mi avete mai detto nulla. Attenti stanotte quando andrete a dormire. Non è una minaccia, noooooo. E poi immaginarvi mentre vi cacate sotto fa sempre piacere.
E visto che da quando mi sono accorto di questo disordine cosmico mi stava quasi venendo un’embolia polmonare, mi sono rimboccato le maniche e sto passando tutte le pause della mia giornata per risolvere la questione invece di farmi venire una fetente di idea brillante per scrivere una parvenza di post decente.
Quindi, già ve ne sarete sicuramente accorti, oggi non c’è trippa per gatti. Se volete vi passo un po’ di Whiskas delicato in salsa con coniglio scelto dal gatto Arturo in persona. Non scherzo. Alla Whiskas i prodotti vengono testati su Arturo, il gatto highlander.
Le trasmissioni riprenderanno con ogni probabilità domani, perché lo sapete che se non rimetto tutto il blog a posto potrei anche correre a casa del Sig. Firefox per intubargli dell’ottimo acido muriatico d’annata.
Con affetto e devozione, il vostro Italian Psycho preferito vi bacia con risucchio proprio in mezzo alla fronte come Giuda.
See you.
Scommetto che eravate in tanti a pensare che mi avessero denunciato nuovamente per diffamazione ed avessi dovuto chiudere in fretta e furia baracca e burattini mentre la polizia postale bussava alla porta e mi trascinava a Potenza per fare un po’ di salotto con Vittorio Emanuele di Savoia, vero? Ed invece no. Almeno per il per il momento.
Determinati errori si fanno una sola volta. In ogni campo. Perseverare sarebbe eccessivamente diabolico.
Questa volta giuro che non è stata colpa mia ma del server a cui mi appoggio che intorno alle 23 di qualche giorno fa è esploso in mille pezzi provocando la temporanea scomparsa di questo ed altri postacci. Giusto perché stavamo scarsi a tarantelle.
Si perché ultimamente mi sta succedendo di tutto e non riesco a trovare un istante per fermarmi e stare lì a pensare ai cazzacci miei. Son sempre a trotterellare come se mi avessero messo su per il culo un peperoncino messicano king size. Sarà per questo che in concomitanza dell’esplosione del server ho mandato tutto a puttane e sono scappato per due giorni in località segreta per un pò di… uhm…diciamo tranquillità.
Ed in più è comparsa, puntuale come i servizi dei telegiornali su come affrontare il caldo, la crisi del trentesimo anno. Che poi si chiama così ma a me viene regolarmente ogni giugno/luglio.
Sapete com’è, sono sempre un tipo ben organizzato e mi piace anticiparmi con il lavoro.
E’ questo infatti uno di quei periodi in cui si tirano le somme. Perché uno può dire quello che vuole, ma l’anno non termina il 31 dicembre ma alla metà di luglio.
Ed ecco quindi, come sempre, che mi ritrovo a fare un po’ di bilanci in ogni campo e vedere che, nonostante da gennaio sia stato travolto da mille miliardi di eventi di ogni tipo, tanto male non me la sono poi cavata. In parte per una forza di volontà che straripa come il Nilo nel periodo di piena ed in parte per una ritrovata voglia di cambiare. Sempre e comunque. Quel cambiare che ho sempre, più o meno, lasciato da parte per rivestire i panni di Mr. Perfezione che fa tutto per gli altri e poco e niente per se stesso.
In questi giorni invece qualcosa sta cambiando. Sarà il caldo, sarà la crisi anticipata dei 30 anni, sarà che il criceto obeso ospitato dal mio cervello riesce a stento a far girare la sua ruota, sarà che c’è un momento in cui è necessario mettersi in gioco, sarà che sono stanco degli standard a cui vengo sottoposto ogni giorno, sarà che il mio spirito di cambiamento si sta risvegliando sempre più dal suo torpore.
Fatto sta che mi sto lanciando in un paio di nuove situazioni che, per chi mi conosce, sono al limite della pazzia. Ma si sa che spesso si fanno delle scelte non perché siano quelle giuste o perché più facili ma solo perché c’è bisogno di mettere un nuovo punto fermo in una situazione troppo complicata e ricominciare da zero. Qualcuno di voi sa di cosa parlo, altri meno. Per il momento mi fermo qui. E che qualcuno me la mandi buona. Perché su, un pochino pochino me lo merito.
Dentro di me ci sono due persone. Anzi, correggo il tiro, c’è una folla di gente impazzita che manco di prima mattina nella metro di Tokyo.
Esternamente potete osservare una splendida Bree Van De Kamp con le sue manie di meccanica perfezione, snervante ordine ed estenuante precisione.
Se ci addentriamo ecco che potete imbattervi in un magnifico esemplare di Hannibal Lecter pronto a cibarsi selvaggiamente di chiunque si trovi a tiro solo per il fatto di esistere.
Se mi seguite, ai piani alti troverete il rinomatissimo Parlamento composto da un numero variabile di membri che hanno ragion d’essere per il massiccio contributo alle scelte decisionali.
Oggi, a prendere il sopravvento, stata Bree Van De Kamp. Sono in fase riordino. E si sa, quando riordino c’è qualcosa che non va e tutti mi devono stare a distanza di sicurezza.
Vuol dire che c’è qualcosa da pensare, da rimuginare, da metabolizzare.
L’ordine fisico di giornali, libri, cd, dvd e tutti gli altri oggetti è un semplice paravento per un più complicato ed impossibile ordine mentale che provo ripetutamente ad ottenere.
Ed eccomi qua tra le mura di una nuova stanza, con luci soffuse e un numero pari ad n più infinito di candele accese che da fuori potrebbe sembrare che mi stia romanticamente intrattenendo con qualche aitante ragazzotto. O più semplicemente che stia con una siringa in mano pronto a farmi 28 pere di morfina dritte dritte nell’aorta.
Ma è tutto sotto controllo. Quasi. C’è solo bisogno di riassettare. Oggi e domani. Anzi, oggi per un domani. E dopotutto, come dice Rossella O’Hara, domani è un altro giorno.
Ora che il palinsesto televisivo mi ha strappato dalle mani il trash televisivo quotidiano, posso finalmente fare la persona seria quale in fondo, ma molto in fondo, sono.
– Ebbene si, ci sono delle responsabilità che è giusto vengano perseguite. Ci sono delle priorità che è giusto vengano prese in seria considerazione. Ci sono degli obblighi da dover assumere. Ed ora è arrivato il momento.
– Finire la visione della seconda stagione di "Lost"? per ingripparsi ulteriormente il cervello almeno fino alla messa in onda della terza serie. Quindi per molto tempo ancora. Attesa peraltro che potrà essere colmata dalla visione del cofanetto di "Desperate Housewives"? prima della rota della seconda serie.
– Optare il miglior modo per disintegrare il nuovo cd di Raf. Da Carampana impazzita mi sono oramai trasformato in boia sanguinario. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. E dopo 3 album direi che è davvero il caso di punirlo.
– Terminare la lettura di "Esperimenti di felicità provvisoria"?. Ma anche no. Perchè un po’ mi dispiace finire un libro che è stato in grado di farmi piangere come un bambino. Sarà stato il ciclo. E la marketta settimanale è stata fatta.
– Fare ordine materiale, visto che di ordine mentale già ci sto lavorando con scarsi risultati da tempo immemore. Si deve buttare un po’ di roba. E quando si fa ordine, so cazzi. Chi mi conosce lo sa.
– Organizzare una sparizione per i lidi del nord. Eh si, devo pur salire anche io ogni tanto. E se facessi il vip con l’aereo?
– Studiare.
Non so voi ma, ogni domenica sera, mi capita di fare il punto della settimana e vedere cosa è andato bene e cosa no, cosa avrei potuto fare di più e cosa di meno. E così decido che dal lunedì bisogna rimettersi in pari con la propria coscienza e darsi una sana svegliata. Questa settimana lunedì era festa, mica si fa ordine in un giorno di festa. Eh no, eh? Si cazzeggia e si sposta tutto al martedì. Qua siamo gente seria, che credete.
Vediamo quindi quelli che sono i buoni propositi settimanali. Anzi, visto che mi sento gasato come una Coca Cola dopo 24 ore nel congelatore…rilancio! I buoni propositi sono per tutto il mese di Maggio, Olè!
1. Aprire un po’ di più la mia capa di merda per studiare i due esami da dare entro giugno visto che i libri sono abbandonati a loro stessi da tempo immemore e la colonia di ragni che ha colonizzato il territorio già sta correndo ai ripari mettendo su il sindacato antisfratto. Oramai hanno tessuto una bella ragnatela e, poverini, hanno pure un po’ ragione. Uno mica può svegliarsi e bruciargli la ragnatela da un giorno all’altro. Hanno bisogno di organizzarsi un po’ di tempo prima. Per questo già nel weekend ho fatto presente delle mie intenzioni anche se la gentil famiglia continua a non capire. Mi sembra che per il primo maggio siano venuti a trovarli anche gli zii con i quali hanno banchettato fino a tarda sera.
2. Regolarizzare un po’ gli orari visto che non è più umanamente pensabile di andare a ballare, farsi cacciare dal locale e tornare a casa trovando SuperM in lacrime davanti al caffellatte della mattina mentre prega tutti i santi e le madonne dell’universo poichè già mi ha immaginato assassinato e stuprato da una popolazione di zingari al completo prima di essere gettato nudo in una pozza di urina o in un canale di scolo dei loro cessi. Non che mi dispiaccia di passare del tempo abbracciato ad una certa personcina, anzi! Ma quando l’illuminazione stradale si spegne mentre gli uccellini salutano il nuovo giorno con cipcip esaurito forse è il caso di capire che si è fatto un po’ tardi. Soprattutto se il giorno dopo si ha intenzione di studiare e lo si passa a vegetare per riprendersi dalla serata precedente. Ma si sa, non sono più il giaguaro di una volta.
3. Rimettersi in forma. Perchè l’estate sta arrivando si sa e la prova costume è in agguato. Soprattutto se si decide di indossare un costumino D&G a vita ultrabassa di un frocio che non se ne ha una idea. Non che sia così a terra, sia chiaro. Anzi, recentemente un sacco di persone mi fanno molti complimenti soprattutto per l’aspetto fisico. E’ bello constatare che non sono il solo ad essere miope.
4. Alcolizzarsi di meno. Ogni serata mi propongo di tornare sobrio a casa e puntualmente riverso in uno stato comatoso che manco le foche al sole. Davanti all’alcol già mi freno poco, se poi mi istigano pure è la fine. Però una delle cose positive da ubriachi e che si fanno così tante di quelle amicizie che non si immagina proprio. Soprattutto nei cessi. Si, perchè io questa cosa non l’ho mai capita. Nei cessi si socializza che è una bellezza. Là si è tutti friends. E il giorno dopo si trovano i bigliettini nelle tasche. Mi sono sentito a metà strada tra una marchetta ed un po’ spogliarellista a dir la verità.
Ed adesso signori belli pasticciotti vi abbandono, domattina ho la sveglia presto. Per far cosa? Studiare? Ma ovviamente no. Vado a fare la “Desperate Housewives"?. Ho il giardiniere che mi aspetta. Mi sa che comincio da mercoledì. O facciamo da lunedì prossimo?
In molti, tra i commenti e tramite mail, mi avevano dato per disperso o, nella migliore delle ipotesi, mi vedevano già tagliato in un numero variabile di pezzettini buttati in qualche putrido cassonetto del napoletano. Ed invece sono qua. Ma vediamo più o meno cosa è successo in questi giorni:
1. La mia autostima sta finalmente risalendo rendendomi in grado di rimettere in piedi i milioni di pezzi in cui un mesetto e mezzo fa ero esploso e, allo stesso tempo, i miei attacchi maniaco depressivi delle ore 19 in punto sono oramai un ricordo. Ieri ho festeggiato il 4° giorno consecutivo di calma. Speriamo queste non siano le ultime parole famose.
2. Non ho fatto altro che vedere dvd. Quelli che avevo a partire dalla serie completa di “Sex & the city” fino ai drammoni tipo “boys don’t cry” più una serie di nuovi acquisti quali “Harry Potter ed il calice di fuoco”. Ma soprattutto era arrivato il momento di acquistare l’opera omnia di un film che ora come ora non potevo assolutamente non avere: “Bridget Jones”, la paladina di tutti i single.
3. Le cose con FitBoy sono stazionarie. Dopo il pacco che gli ho mollato la serata scorsa siamo stati al cellulare per 2 ore e 15 buttando dritto dritto la mia fresca ricarica di 50 euri. Alla fine credo che le cose si siano appianate, o almeno mi illudo sia così. Staremo a vedere. Fatto sta che questa situazione mi sta notevolmente pesando più del previsto poiché il ragazzo sta bello e lanciato mentre io sono terrorizzato per ogni sua attenzione o messaggino. Anche perché mi ha detto che con me ha avuto un colpo di fulmine. -.-‘
4. Sono in fase di restyling. Totale. Per quanto riguarda l’aspetto fisico e non. In un mese e mezzo sono dimagrito di 6 Kg. E la cosa mi fa di un piacere che non se ne ha una idea. Peccato che ogni pantalone se ne scenda di dosso ed inizio ad assomigliare tremendamente ad un 15enne col culo da fuori. Dall’altro punto di vista c’è bisogno di cambiare aria, conoscere nuove persone e fare cose nuove. Se no qua inizio a prendere a capate il muro fino a che non mi si sfracelli per benino il lobo occipitale.
5. La lista di persone che vogliono conoscermi si sta allungando in maniera vorticosa ed io, per il momento, li lascio in stand by mantenendo i contatti spedendo sms. Un po’ come nel Marketing è stata fatta una selezione che passa per diversi screaning che ha portato alla vittoria di alcuni ragazzi davvero interessanti. Il tempo dirà se saranno davvero interessanti o se saranno dei pazzi fottuti. Ora però c’è bisogno di fermarsi un po’ è concentrarsi su di loro invece che continuare a collezionare contatti msn, foto e numeri di cellulare.
6. Sto cercando in maniera affannosa qualcuno che mi accompagni alla serata anni 80 del DuelBeat di sabato sera. E’ una serata di un esagerato che non si ha minimamente una idea. Sabato scorso mi hanno trascinato fuori per i capelli alle 4.45 ed io avrei ballato fino a che le donne delle pulizie non avessero sbaraccato il locale. Costa 10 euri comprensivi di consumazione. Su, chi viene con me? Guardate che non sto minimamente scherzando…
Tra i risvolti positivi del mio nuovo stato di single c’è la possibilità di avere molto, pure troppo, tempo a disposizione ed una vasta scelta di cose da fare che, durante gli anni, per forza di cose ho stupidamente messo da parte.
Confrontandomi con gli amici che stanno cercando in tutti i modi di trascinarmi fuori dalla bara che ho costruito con tanta dovizia, mi hanno proposto tutta una serie di opzioni per cercare di passare al meglio questo momento… uhm… diciamo particolare.
C’è chi dice di non abbattersi e andare alla ricerca della vera anima gemella. Che esiste per davvero. Basta solo trovarla. La mia risposta è secca e coincisa: Manco i cani.
Altri invece consigliano di darmi al sesso occasionale. Il che non sarebbe mica male. Peccato che per il momento, il mio stimolo alla trombata è sotto i binari della Metropolitana di Piazza Amedeo in piena corsa. Al massimo ci si potrebbe mettere sul mercato a fare il puttaniere. Qualcosa di positivo sicuramente ne uscirà fuori.
Poi mi hanno suggerito di distrarmi. Non molto chiari in realtà sulla modalità di distrazione. Che dovrei fare, un corso di cucito? Un corso di baciata? Entrare a far parte degli alcolisti anonimi? Al massimo potrei coltivare nuovamente la mia passione per le bamboline woodoo. Questa sarebbe una cosa buona e giusta.
Altri ancora mi hanno detto di fare chiarezza. Peccato che le mie cervella stanno assumendo terribilmente la forma di un triplo nodo del marinaio o, al meglio, la linearità di una palla di pelo appena vomitata da un gatto.
Ma io, come sempre, faccio sempre e comunque di testa mia. E così ho deciso che da adesso in poi, per un periodo X di tempo, farò il vip.
Piccolo incidente di percorso è stato ieri a teatro per andare a vedere, con l’amico Isteria Personificata, un “Pinocchio" che a confronto la prova musical di "Amici di Maria De Filippi" è arte allo stato puro.
Si comincia da adesso.
In settimana sono stato inserito in lista per una festa molto particolare. Se qualche blogger o lurker napoletano vorrebbe venire a farmi compagnia, mi contatti tra i commenti o in mail. L’ingresso è solo su lista.
In questa situazione sono ben accetti quantità industriali di abbracci. Non i biscotti.
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