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Archive for Roba Gay

Nuove rivelazioni inaspettate

In tutti i film e telefilm americani c’è sempre la scena scolastica della mensa con tutti i tavoli divisi per categorie: tavolo Cheerleader, tavolo Nerd, tavolo SuperGnocche, tavolo AtletiFigosi e così via. Oggi in mensa, quando ero sceso per prendere un caffè anti ribaltamento sul desktop, ho scoperto che c’è il tavolo finocchio: 4 smandrappate apparentemente molto simpatiche con cui dovrò per forza fare amicizia.
Io però per queste cose sono negato. Posso mica sedermi con loro e chiedere “posso essere amico vostro?” come una Lindsay Lohan qualunque in Mean Girls!
Sono aperto a suggerimenti.

Che musica ascolti?

Io sono un cacacazzo per molti versi ma soprattutto per la musica. Se qualcuno mi chiedesse mai che musica ascolto, di sicuro risponderei con un elenco infinito di gruppi o solisti ben organizzato: maggiore predilezione per generi stranieri tipo Radiohead, Portishead, Kraftwerk, Massive Attack, Air, Tom Yorke, Erykah Badu, una spolverata di musica italiana ma solo quella con voce lamentosa e sofferente tipo la Consoli pur non disdegnando un po’ di becero pop anche perché volente o nolente lo si ascolta sempre.
Poi vado su iTunes nella sezione “i 25 più ascoltati” e mi scontro con una dura realtà.

Altro che alternativo, sono troppo ricchione.

Mi sono innamorato

Si vabbè, giusto due capelli in più sarebbe proprio l’ideale. E comunque a questo punto non posso che dare piena ragione a lui che ci ha visto lungo già da tempo.

On air da Londra

 Fantasticoso Mozzafiatante. *_*

Enigmi idraulici

Il ragazzetto aiuto-idraulico fa "Giorgio" di nome di battesimo e, da due giorni, viene puntualmente appellato con il nome di Giorgina
C’è qualcosa che non dovrebbe sfuggirmi oppure è più semplicemente un modo cameratesco di scherzare sullo stile del Dr. Perry Cox in Scrubs?

E aveva pure un cane che si chiamava Pepita

Pero: Goldie Gold te la ricordi?
Italian Psycho: Quella con Action Jack?
P: Shhhhhiiiiiiiiii! *_* Bravo! Bravo! Bravo!
IP: Che poi secondo me è l’erede naturale di Penelope Pitstop
P: *____* Siamo troppo froci.
IP: Milva mi manca, ma sui cartoni sono bravissimo!
^^
P: Và, ti seleziono una raccolta su Milva e poi sarai un vero frocetto certificato doc.

Ok, taccio su Mina. Che è meglio.

L’imperdibile accessorio estate 2008

Isteria Personificata, e chi altrimenti, ha scovato l’accessorio da borsetta per l’estate 2008: Le caramelle Flormenta.

La cosa che differenzia Flormenta dalle altre caramelle è il packaging: pensate per un target prettamente femminile, la scatola in alluminio contiene uno specchietto che lo trasforma in un accessorio per il make up.
Ci sarà il piglia piglia tra i gay, ne sono certo.

Cioè ma la privacy?!?

Un lampante esempio dell’essere alla frutta

Che tra profili di noi gente felice ci fosse qualcuno che inserisse foto del viso altrui per spacciarle e proprie era cosa già nota, ma i rubapacchi sono una novità che davvero mi mancava e di cui non sentivo assolutamente il bisogno.

Qui l’originale e qui la copia.

Très chic

Al Teatro India di Roma sta andando in scena in questi giorni "Le cinque rose di Jennifer". L’opera è un omaggio al primo lavoro autonomo del commediografo, attore e regista napoletano Annibale Ruccello la cui vita venne spezzata nel 1986 a causa di un terribile incidente stradale.
Il personaggio principale è un travestito e, come nelle migliori tradizioni, la platea di ieri sera è stata uno sbrilluccicante gaypride che ha incluso le più note tipologie di gay compresa la coppia Dad & Son che ultimamente mi si dice stia trovando nuova linfa vitale.
Spettacolo nello spettacolo, il ragazzo con la pelliccia dal collo leopardato.

Ed è in quell’attimo che vorrei essere invisibile anche solo pochi secondi per poter assistere al momento in cui davanti allo specchio si è guardato ed ha escalmato, con tutta la convinzione di questa terra, "Si, vestito così sono proprio una gran chiavata".

L’essere single è inconcepibile


A 40 anni, se non si ha una vrenzola di femmina, si è per forza dei gran ricchioni.

Ok che qua si sfonda una porta aperta, ma io ancora mi stupisco per come a volte siano trucidi i componenti della Psychofamily.

Una porta dice più di mille parole

Quando entro in un bagno degli uomini rimango sempre colpito, oltre che dal lerciume di cui ho già trattato, dalla creatività degli annunci gay.
Potrei restare ore a leggerli. Ricordo ancora piacevolmente dell’illetterato di Monte S.Angelo che, avendo trovato il suo "annuncio d’acchiappo sicuro", lo copincollava sulle porte di qualsivoglia bagno. Ed io che ogni volta prendevo la matita e lo correggevo. Come una maestrina. Pignolo e rompimaroni da sempre. Pure se uno deve cercarsi solo una ciulata sacrosanta.


La foto è volutamente sfocata. Se qualche lettore fosse interessato ad uno specifico annuncio, potrà trovare l’originale nei bagni della Feltrinelli di Piazza dei Martiri di Napoli oramai diventata luogo di battuage.
E, poichè ci metto sempre un pò capire le cose, ho finalmente compreso che quelle lingue che venivano rapidamente passate sulle labbra nel settore culinaria non avevano niente a che fare con l’acquolina dei cibi illustrati nei libri. No no.

Elementare Watson

Il mio gayradar ha sempre fatto abbastanza cilecca. A meno che non mi trovi di fronte un ragazzo che palesementa sculetti, urli come una grupie assatanata, si stucchi il viso col fondotinta "True Cover" (adoooooro la televendita) e abbia entrambi i polsi slogati, ho sempre avuto seri problemi ad individuare gay in giro. Anche perchè se prima ci si poteva aiutare dall’aspetto e dall’abbigliamento, ora cado nel più totale disorientamento. Chiunque si veste da gay. E’ l’inflazione della moda del metrosexual. Per me, apparentemente, sono tutti potenziali gay. Un mondo di sfrante. Non sia mai.
Questo weekend, in una spiaggia etero, mi sono divertito a giocare ad "Indovina chi?" è gay: Tutti con Vanity Fair in mano. Specifico: Vanity Fair della scorsa settimana. Specifico ulteriormente: Vanity Fair della scorsa settimana al punto della foto di spalle di David Breckham con lo slippino bianco a costine di Dolce & Gabbana.
Ma, a parte Vanity Fair che è diventato di diritto il nuovo Batsegnale del mondo gaio, c’è qualche altro segnale?

Spoiler: Desperate Housewives quarta serie

Spoiler, spoiler, spoiler!!!
Ci sono degli Spoiler quindi se non volete sapere niente non continuate a leggere. Io vi ho avvertito eh.

Secondo fonti certe, a Wisteria Lane arrivano due nuovi casalinghi disperati. Sta infatti per entrare nel cast una coppia gay: Bob tranquillo e pacioccone e Lee estroverso e scatenato. Gli attori scelti per interpretare il ruolo sono i quasi sconosciuti Tuc Watkins, già precedentemente visto ne "La Mummia", e Kevin Rahm, visto in Grey’s Anatomy.
Inizialmente i due ruoli erano stati offerti a Robbie Williams e David Beckham, il quale da Madrid dove giocava nel Real si è appena trasferito al Galaxy di Los Angeles, sede degli studios dove viene girato "Desperate". I due hanno però rifiutato anche solo di comparire in un cameo.
Secondo alcuni rumours, Bob e Lee si trasferiranno nella casa ormai abbandonata alla fine della seconda serie da Betty Applewhite. e che uno dei due potrebbe avere un rigurgito di eterosessualità con Susan Mayer.
Questo Mike Delfino non può strare quieto manco mezzo secondo.

Le belle sorprese del web

Hanno cambiato i ragazzi della homepage di Gaydar.
Anche perché quelli di prima hanno raggiunto come minimo gli 80 anni a coccia vista la muffa che facevano.

Sms sconnessi

Isteria Personificata: Mentre aspetto un amico per andare a teatro assisto alle vicende di una lattina sull’asfalto.
IP: Che romantico, fa molto sacchetta di "American Beauty" o piuma di "Forrest Gump".
Isteria Personificata: Oramai è troppo tardi. E’ già morta.
IP: Questo fa molto "pessimismo e fastidio" invece.
Isteria Personificata: E davanti a me c’è una frocia che porta a spasso il cane in una borsa di Gucci.
IP: Hai presente la lattina sull’asfalto? Tiragliela dietro la testa. Tanto è morta.

Update serale
Isteria Personificata, in un impeto registico, ha deciso di condividere con tutti noi il suo estro nel cogliere, come in "American beauty" gli attimi di vita di un sacchetto della spesa. Come noterete, il sacchetto è isterico come il regista.
Se posso dire la mia….avrei preferito vedere il cane nella borsa Gucci però.

La scelta del nickname

Una delle cose che suscita da sempre in me molta curiosità è la scelta del nickname. Nelle mie chattate passate una delle mie domande preferite era sempre "perchè hai scelto quel nick?" perchè, al di là di quanto uno ce l’ha lungo o largo e di quanto è brava e bella Madonna, in molti casi dice qualcosa in più della persona con la quale si sta interagendo.
Si può presto scoprire se è un movie addicted, se impazzisce per la musica e in particolare quale genere, se è un assiduo lettore di libri e così via spostando l’attenzione su un argomento comune che vada al di là delle solite quattro parole in croce.
Detto ciò, posso spostare l’attenzione su altro.
Quando mi capita di fare un giretto sui sitacci di profili per noi gente felice in cerca di ammore, rimango sempre inorridito nel vedere foto di ragazzi che, nonostante i miracoli di Fotosciòpp o le pose da modello Abercrombie & Fitch, sono palesemente dei cessi con le rotelle che si fanno accompagnare da un il nick a scelta vincolata tra le varianti BoyFigo, BellissimoBoy, BonoBoy e simili. Non mi fate mettere i link che vojo stà tranquillo.
Il mio non è razzismo, è semplice oggettività. Che ci vuole a vedersi ad uno specchio e fare un briciolo di autocritica? Vorrei tanto essere nella loro testa quando scelgono un nick simile.
O, per cambiare target, nella testa di quelle persone che prima di uscire si danno un’occhiata allo specchio e dicono “si, oggi sono vestito così bene che mi tromberei da solo” e poi li ritrovi per strada a fare a gara con Ronald McDonald.

Ah, visto che siamo in argomento gayo vorrei dare una brutta notizia al lettore che cerca "cazzi lunghi un metro". Mi spiace, li abbiamo terminati. Provi a ripassare tra una settimana o dieci giorni. Sa com’è, dopo la Pasqua stiamo facendo un pò di inventario.

Chi coglie il perchè della scelta della foto, vince un bacio in bocca. Con un pò di lingua, và.

Uffa, solo io non le ho!

Fiera del Baratto e dell’Usato 2007 all’orario di chiusura

Bambina Grassa: Bimba lo vuoi il peluche della carica dei 101?
Bambina Witch: No!
BG: Bimba, hai le ali da fata?
BW: Si le ho!
PG: Non è vero, non le hai!
BW: Si, le ho.

IP: Io però le ali da fata non le ho…
Amica con Santa Pazienza: Una Vodka al ragazzo, presto! Sta delirando!

Che poi per 3 € me le potevo pure comprare se qualcuno non avesse chiamato d’urgenza il reparto di psichiatria del Cardarelli per farmi venire a prendere da due uomini vestiti di bianco che mi hanno fatto indossare una camicia altrettanto bianca che aveva le maniche legate dietro la schiena.
Hanno detto che per essere alla moda ora la camicia si porta così.
Già mi vedevo turnicare come una libellula per via Caracciolo durante la mia oretta di jogging quotidiano mentre mi esercitavo nei saltelli. Eeeeeeee vola vola vola vola!