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Archive for Roba Gay

Sms sconnessi

Isteria Personificata: Mentre aspetto un amico per andare a teatro assisto alle vicende di una lattina sull’asfalto.
IP: Che romantico, fa molto sacchetta di "American Beauty" o piuma di "Forrest Gump".
Isteria Personificata: Oramai è troppo tardi. E’ già morta.
IP: Questo fa molto "pessimismo e fastidio" invece.
Isteria Personificata: E davanti a me c’è una frocia che porta a spasso il cane in una borsa di Gucci.
IP: Hai presente la lattina sull’asfalto? Tiragliela dietro la testa. Tanto è morta.

Update serale
Isteria Personificata, in un impeto registico, ha deciso di condividere con tutti noi il suo estro nel cogliere, come in "American beauty" gli attimi di vita di un sacchetto della spesa. Come noterete, il sacchetto è isterico come il regista.
Se posso dire la mia….avrei preferito vedere il cane nella borsa Gucci però.

La scelta del nickname

Una delle cose che suscita da sempre in me molta curiosità è la scelta del nickname. Nelle mie chattate passate una delle mie domande preferite era sempre "perchè hai scelto quel nick?" perchè, al di là di quanto uno ce l’ha lungo o largo e di quanto è brava e bella Madonna, in molti casi dice qualcosa in più della persona con la quale si sta interagendo.
Si può presto scoprire se è un movie addicted, se impazzisce per la musica e in particolare quale genere, se è un assiduo lettore di libri e così via spostando l’attenzione su un argomento comune che vada al di là delle solite quattro parole in croce.
Detto ciò, posso spostare l’attenzione su altro.
Quando mi capita di fare un giretto sui sitacci di profili per noi gente felice in cerca di ammore, rimango sempre inorridito nel vedere foto di ragazzi che, nonostante i miracoli di Fotosciòpp o le pose da modello Abercrombie & Fitch, sono palesemente dei cessi con le rotelle che si fanno accompagnare da un il nick a scelta vincolata tra le varianti BoyFigo, BellissimoBoy, BonoBoy e simili. Non mi fate mettere i link che vojo stà tranquillo.
Il mio non è razzismo, è semplice oggettività. Che ci vuole a vedersi ad uno specchio e fare un briciolo di autocritica? Vorrei tanto essere nella loro testa quando scelgono un nick simile.
O, per cambiare target, nella testa di quelle persone che prima di uscire si danno un’occhiata allo specchio e dicono “si, oggi sono vestito così bene che mi tromberei da solo” e poi li ritrovi per strada a fare a gara con Ronald McDonald.

Ah, visto che siamo in argomento gayo vorrei dare una brutta notizia al lettore che cerca "cazzi lunghi un metro". Mi spiace, li abbiamo terminati. Provi a ripassare tra una settimana o dieci giorni. Sa com’è, dopo la Pasqua stiamo facendo un pò di inventario.

Chi coglie il perchè della scelta della foto, vince un bacio in bocca. Con un pò di lingua, và.

Uffa, solo io non le ho!

Fiera del Baratto e dell’Usato 2007 all’orario di chiusura

Bambina Grassa: Bimba lo vuoi il peluche della carica dei 101?
Bambina Witch: No!
BG: Bimba, hai le ali da fata?
BW: Si le ho!
PG: Non è vero, non le hai!
BW: Si, le ho.

IP: Io però le ali da fata non le ho…
Amica con Santa Pazienza: Una Vodka al ragazzo, presto! Sta delirando!

Che poi per 3 € me le potevo pure comprare se qualcuno non avesse chiamato d’urgenza il reparto di psichiatria del Cardarelli per farmi venire a prendere da due uomini vestiti di bianco che mi hanno fatto indossare una camicia altrettanto bianca che aveva le maniche legate dietro la schiena.
Hanno detto che per essere alla moda ora la camicia si porta così.
Già mi vedevo turnicare come una libellula per via Caracciolo durante la mia oretta di jogging quotidiano mentre mi esercitavo nei saltelli. Eeeeeeee vola vola vola vola!

Il precursore del bambino de “Il sesto senso”

Uno dei miei primi ragazzi, da chiunque soprannominato “il cuoco anoressico” per le ovvie attività che svolgeva nell’arco della giornata, una volta mi prese da parte e mi fece sedere per condividere con lui il suo piccolo segreto.

CA: Io ti devo dire una cosa ma sono sicuro che riderai.
IP: Ma no figurati, perché dovrei ridere?
CA: Per me è una cosa molto importante, giura che non ti metterai a ridere.
IP:Appunto per quello, non ti preoccupare. Se è una cosa seria per quale motivo dovrei prenderti in giro? Vai tranquillo, spara! Non ti preoccupare.
CA: Non saprei…è che è così difficile da dire.
IP: Uddio mi stai facendo preoccupare. Dillo come vuoi ma dillo, non mi fare pensare al peggio.
CA: Ok, vado?
IP: Vai.
CA: Vedo la gente morta.
IP:Tu sei fuori. [S
eguirono risate malefiche in fade ]
CA: E tu sei uno stronzo.

Ok, sono stato uno stronzo e ci metto dentro anche un bell’insensibile che non guasta mai, ma voi come avreste reagito?
Però, col senno di poi, potrei anche richiamarlo per suggerirgli citare la produzione de “Il sesto senso” per aver plagiato la battuta.
Ok, sono ancora più stronzo ed ancora più insensibile. C’est la vie.

Ma davvero siamo nel 2007?

Dalle pagine di gossip di TgCom riesco vedere la tanto chiacchierata foto piccante di Francesco Coco che sarebbe stato pizzicato in atteggiamenti intimi con dei maschietti.
In realtà, come lo stesso Coco afferma e come ritengo anche io, sono semplici foto di una festa tra amici forse un pò allegrotta.
Ma lui ci tiene a precisare che è vittima di una manovra per metterlo in cattiva luce e si discolpa a gran voce.

"Mi hanno chiesto 12mila euro per farle sparire – ha raccontato il difensore dell’Inter a Novella 2000 -. Ma io non ho niente da nascondere: non sono gay, né pervertito"

Visto che smentire semplicemente di essere gay è troppo poco, perché non aggiungerci oltre al non essere un pervertito che non è neanche sodomita o culattone?
Giusto perché se si deve fare il razzista, almeno lo si fa per bene. Perchè lasciare le cose a metà?

Cenerentola con fuso orario sballato

Non so se sia solo dalle mie parti o se sia una legge universalmente riconosciuta quella per cui allo scoccare delle 2.30 del mattino la discogay si trasforma in quello che definisco l’attesissimo momento dei “saldissimi di fine serata”.
Fino alle 2.29 si attende il principe azzurro con tanto di scarpetta di cristallo e sguardo sognante. Il minuto dopo gli va bene tutto.
Basta che respiri.

Free 4 All

Dire “ti aspetto qui nel frattempo che scendi” mentre ci si trova al parcheggio Brin di Napoli, luogo noto come il miglior battouge gay della città sito in quelle lande desolate della stazione centrale, appoggiato ad un macchinone tirato a lucido e vestito di rosa come Barbie Raperonzolo, forse non è stata una delle mosse più strategiche.
Soprattutto perché, vista la fila che si creava manco mi fossi portato un cartello con su scritto “Free For All”, mancava solo che abbagliassero o abbassassero il finestrino per chiedermi “con o senza?”.
Solo io riesco a mettermi in situazioni così imbarazzanti.

Fittiamenti metropolitani

Noi napoletani siamo i maestri del fittiare.
Il fittiamento è un sogguardare insistentemente una persona in maniera concupiscente e vogliosa fino a determinare, a seconda dei casi, fastidio cosmico o sesso brutale nella persona oggetto di cotanta attenzione.
Ed io, come al solito, sono l’eccezione che conferma la regola. Quelle rare volte che ci ho provato sembrava che stessi disperatamente cercando di sparare dalle coronarie un raggio laser per incenerire qualcuno o, peggio, che stessi alla ricerca di cocaina da bravo drogato in completo stato di rota.
In genere elimino il problema alla radice optando per un ammiccante occhilino accompagnato da un sorriso da furbetto da eseguire rigorosamente al rellenty come la migliore delle Paris Hilton insegna.
Non che se fossi il ricevente delle attenzioni del fittiatore le cose vadano meglio, anzi. Da bravo svampito quale sono, dovrei innanzitutto accorgermi di avere un paio d’occhi in modalità stupro puntati addosso. Se, nella migliore delle ipotesi, me ne dovessi casualmente accorgere, dovrei tenere a bada la "sindrome del dito puntato contro" in perfetto binomio con quella del “che cazzo tieni da guardare, stronzo?”. Superata questa fase si dovrà combattere con il pensiero fisso che no, non possono assolutamente guardare me per provarci e finire a scopare nel cesso del bagno dell’università. Infine, anche se ad intenzione ormai palesata, ultimo combattimento con la sindrome del “sicuramente vuole solo ed esclusivamente fare quattro chiacchiere”.
Certe volte mi stupisco per come posso essere così ingenuo. Anche se sto finalmente riacquistando punti scaltrezza che sono oramai andati persi nelle passate lobotomie.
Ieri sera vado in funicolare ed eccolo. lo vedo. E’ lui in tutta la sua lascivia. Lo riconosco. Una fittiata lussuriosa coi controcoglioni effettuata da un paio d’occhi azzurro cielo da sbattere a terra più e più volte.
Si apre il cancello. Io vado al mio posto. Lui entra nella porta successiva e di siede in modo da mantenere il contatto visivo. Ci sono! Ci sono! Sta fittiando! Ora è chiaro anche a me! Recepisco e fisso a mia volta con tutta l’arte che dovrei aver imparato in tanti anni di troieggio libero e che, secondo me, mi fa assomigliare ad un procione miope affetto da dissenteria acuta. Lui guarda, io guardo. Io guardo, lui guarda. E’ reciproca la cosa. Ancora. Lui ri-guarda, io ri-guardo. Io ri-guardo, lui ri-guarda.
Arriva la mia fermata. Mi giro. Occhilino e sorriso al rallenty. Esco. Altro occhilino, altro sorriso al rallenty e le porte si chiudono. Lui si alza e si ferma davanti alla porta continuandomi a fissare. Allargo le braccia, alzo le spalle. Lui fa la faccina triste da Whinnie Pooh beccato con le mani nel miele. E via ognuno per la propria strada.
Bene. Ed ora che ho messo a posto l’aspetto del fittiare, vediamo di fare qualcosa per il concetto di “carpe diem” che a quanto pare è nascosto sotto cumuli di pippe mentali stagionate. Sono un caso patologico, non c’è nulla da fare.
Proprio niente.

Evritaim ai luc in ior ais ai donnò uot iu dù

Che io mi domandavo com’è che ultimamente mi arrivavano mail di invasati che volevano sapere news sul nuovo singolo in inglese di Valentina.
Il mistero è stato presto risolto andando sul sito personale della mia cantante neomelodica preferita. E a controprova di questa mia ultima affermazione, visto non siamo dei quaqquaraqquà, potete trovare un post passato.

Si apre per l’artista Valentina una nuova era musicale con la versione inglese del successo “OK”. Il brano dell’autore Vincenzo D’Agostinoè stato nuovamente arrangiato e tradotto dal cantautore Luca Sepe. Vi renderete conto del completo rinnovamento della cantante che negli anni 98 – 2000 sconvolse l’Italia con la sua verve e la sua grinta. La versione dance ci riporta facilmente ai successi estivi che imperversano sulle spiagge italiane.

Ed ecco il momento che io e tutte voi carampane assetate di sangue aspettavamo da tempo: l’uscita del nuovo fantasmagorico e orgasmico video di Valentina che non farà rimpiangere i tempi di Jeansy, del suo inglese da cattiva digestione da pasta e fagioli con le cozze e del suo cavallo di battaglia diventato presto un cult della musica pop mondiale che è stato "Game Over".

 

Sempre collegandosi al sito è possibile anche scaricare la suoneria per il tuo cellulare in formato mp3. Cosa volete di più? La parrucca a strisce rosse bianche e blu, la coppola del gay pride o il cappello da joker con tanto di fiori di peluche in pandan?!?

UPDATE: Mi accorgo solo ora che al 43° secondo una tigre si trasforma in Valentina con una abile mossa di morphing: Basta, è il mio mito incontrastato. Da oggi tutto il resto non ha più ragion d’essere.

Nuovi trend da discoteca

Il locale del giovedì è uno dei migliori luoghi per studiare al meglio l’ambiente gay napoletano e intuire quelle che saranno le mode della stagione invernale prossima ventura.
Qui di seguito una pratica guida per non rimanere impreparati ad un invito dell’ultimo momento e sapere sempre come vestirsi e che argomenti trattare al fine di evitare di essere guardati come una merda secca al sole d’agosto.

1#
La scena sarà presa d’assalto da ragazzini massimo 18enni ed anoressici che avranno appena preso il patentino o che si saranno appena iscritti alla prima elementare dopo aver superato a pieni voti la scuola materna. Gli over 20 saranno una specie in via di estinzione. Appena entrati, infatti, il WWF tatuerà un codice a barre dietro la nuca e inserirà un chip nel lobo dell’orecchio per tenere sotto controllo con un Tom Tom Go gli sfortunati che potrebbero essere attaccati da eventuali istinti isterici da parte dell’asilo presente.

2#
Altro trend sarà l’abbronzatura. Tutti i gay dovranno essere abbronzati come se fossero appena tornati da 4 mesi a Sharm El Sheik. Il gay Doc non sarà colorito, sarà nero pece.

3#
Per l’abbigliamento permarrà la moda delle righe ma saranno messe al bando le magliette attillate. Ora si indosserà solo ed esclusivamente camicie avvitate. Per quanto riguarda l’underwear si sceglierà ovviamente per slip o parigamba “Dolce & Gabbana” che dovranno fuoriuscire quel tantinello che basta affinché la marca sarà visibile da 8 km di distanza anche in assenza di luce.

4#
Per i capelli non ci saranno mezze misure. O lunghi lunghissimi che sfideranno la forza di gravità in strane architetture dal misterioso equilibrio, o corti cortissimi con eventuali finte cicatrici in perfetto stile Daniele Interrante.

5#
Il gay dovrà profumare, sempre e comunque, emanando zaffate come se si stesse entrando da Sephora. Chi ha mai detto che “l’uomo ha da puzzà”? Il gay, non può puzzare e non può assolutamente sudare. Si dice che ai ribelli verrà iniettato direttamente nell’ascella una dose massiccia di Ck Summer in limited edition.

6#
L’ala da gabbiano sfiorerà il limite dell’indecenza. Se in passato si era abituati ad una sottile strisciolina di peluria ben potata e coltivata amorevolmente dal proprietario, d’ora in poi si estirperà il problema alla radice. Via tutto! Non ci sarà praticamente più nulla come una agghiacciante versione aliena.

7#
Il gay deve seguire con il labiale almeno l’80% delle canzoni pop e dance che metteranno durante la serata. Per il restante 20% si informerà su titoli e artisti per scrivere un memorandum su un cellulare di ultimissima generazione che fa anche da caleidoscopio multicolore e che a tratti telefona pure.

8#
Argomenti di conversazione saranno i soliti: Christina Aguilera, Britney Spears, Madonna e Beyoncè. Il tutto intervallato dal solito gossip becero da “Diva e Donna”o “Dippiù”.

9#
Altro trend sarà il bere. Al bando il fumo che impuzzolentisce come manco un camion della nettezza urbana, ora si beve. Indecentemente. Perché si dovrà socializzare completamente ubriachi e uscire dal locale strisciando. E qua ci siamo: una Heineken e mezza da 66 Cl, due vodka liscia, mezzo caipiroska, due birre rosse alla spina e mezza vodka lemon. Sono perfetto su questo aspetto, o no?

A. A. A. Cercasi costumista

Quando vedo il video “Borderline” di Michael Gray il mio cervello entra in modalità “segreteria telefonica lasciare un messaggio dopo il segnale inesistente”. Occhio vitreo e perso nella tv per tutta la durata della canzone con affioramento di due istinti completamente opposti.
Il primo è quello di stuprare selvaggiamente i quattro puttanoni che:
1# fanno di un sesso indicibile
2# sono riusciti nella massima prova di risvegliare i miei defunti istinti eterosessuali.
E un po’ mi preoccupo. Eh si. Se stessi inconsciamente ritornando etero? E se domani, giusto per parafrasare “Ricomincio da tre”, mi svegliassi e cominciassi a uscire, toccare le femmine e andare a rubare? Improbabile, ma mai dire mai nella vita.
Il secondo istinto è di natura omicida: Vorrei colpire a violente forchettate negli occhi le suddette puttanone, gettare i loro corpi nelle fogne dopo averli segati in pezzi 10×10 e seguire l’irrefrenabile desiderio di andare a sculettare e troieggiare al loro posto.
E qui mi rendo conto che sono gay. Proprio gay. Ma gay perso.

Madonna: Il Confession tour a Roma

Eh, si. Finalmente è arrivato il post del concerto di Madonna. In molti mi hanno chiesto come fosse o non fosse andato ma soprattutto mi hanno fatto notare che non avevo scritto assolutamente niente sebbene avessi cacato il cazzo per oltre 3 mesi.
Come la migliore delle carampane già due giorni prima ero andato, insieme a Isteria Personificata e Antonio dell’Eredità, a effettuare un sopralluogo all’Olimpico per constatare l’eventuale affluenza e valutare le possibili strategie per evitare la fila il giorno del concerto.
Ciò che si parava dinanzi ai nostri occhi era questo. Un accampamento di 100 e più metri di checche assolate ed impazzite italiane e non che agonizzanti tenevano saldamente il posto con beauty case a tracolla contenenti cremine solari e antirughe. Come ho fatto a capire che erano checche eliminando il vantaggio del beauty ? Beh facile…ditemi un etero che campeggia per 2 giorni fuori all’olimpico in attesa dell’apertura dei cancelli e che vesta Gucci e Dolce & Gabbana. Solo un gay lo può fare, perché anche nella lotta per la sopravvivenza si deve essere chic e prevalere esteticamente sull’altri.
Il giorno del concerto ho la malaugurata idea di prendere appuntamento con Toxic. Eh si, perché alla fine ero stato bidonato dal precedente accompagnatore per essere sostituito nel più ignobile dei modi. Ma lasciamo stare questa parentesi visto che è acqua passata e la cosa è già stata fatta scontare. E non solo da me.
Arriviamo da Isteria Personificata che era intento a organizzarsi dettagliatamente i musical da vedere e i suoi incontri vacanzieri e pensiamo che non possiamo mica andare al concerto di Madonna vestiti tutti fighetti. Eh no. E’ il concerto dell’anno e, come diceva Rds, “l’estate si ferma per un giorno”. Dovevamo osare. Opto per una tinta ai capelli: Blu.
Sebbene fossi altamente consapevole che il risultato sicuramente non sarebbe stato manco lontano un miglio quanto Ryan Phillippe in “Scherzi del cuore” ci abbiamo lo stesso provato. Il risultato era una sorta di stoppa blu elettrico con brillantini fosforescenti. Roba che Ru Paul avrebbe vomitato all’istante e i vigili del fuoco mi avrebbero visto a 35 Km di distanza anche in completa assenza di luce. Nel frattempo tuoni e fulmini.
Colsi il messaggio che il buon Dio volle darmi e mi lanciai sotto la doccia con Toxic che, grazie al cielo, mi aiutò a eliminare ogni traccia della tinta. Anche perchè mica potevo rischiare di prendere la pioggia in testa e colare di blu per tutta la serata.
Comunque si diceva che una delle peggiori idee fu stata quella di avviarsi prima con Toxic, lasciare Isteria Personificata a casa e prendere un fantomatico appuntamento “fuori allo stadio tanto ci si becca”. Si si. In mezzo ad 80.000 persone. Come no.
Perché è stata malaugurata questa andata con Toxic? Semplice, entravamo in ogni bar che incontravamo per la via per brindare con shot di vodka liscia. Alle 5.30 ero ubriaco perso e strisciavo per Roma. 
Aarrivati a destinazione decidiamo che, finiti i bar, avremmo ripiegato con la birra. E così come barboni ubriachi ci accasciamo verso uno degli ingressi ancora chiusi mentre la popolazione gay mondiale si maniava animatamente camuffando i movimenti con delle spinte che provenivano da dietro.
Lì fuori ho incontrato chiunque. Ricordate Occhiomalefico? Ecco c’era. Ricordate Lorenzo? Ecco, c’era anche lui. Ricordate Isteria Personificata e il suo fantomatico appuntamento? C’era anche lui con Antonio dell’eredità. Finito qui? Assolutamente no: camminare con me significava essere connessi a Gaydar. Guarda là c’è questo, là c’è quest’altro, guarda dal vivo com’è una passiva, ecc.
Nel bel mezzo degli incontri e scontri ecco che iddio interviene nuovamente facendo piovere come solo lui la può mandare. Ed ecco il panico. Avete presente un gaypride di cotonate e truccate colte all’improvviso da uno tzunami? Perfetto. Era peggio. Partono grida di un acuto che Katia Ricciarelli è ancora lì che prende a capate il muro.
Il sottoscritto e Toxic prendono la palla al balzo e appena aprono i cancelli ci buttiamo a pesce in mezzo alla folla. Tanto siamo piccolini e parliamo in americano, mica ci picchieranno. Superiamo praticamente tutti, entriamo e parte la corsa per i posti.
Ho visto cose che voi umani non potete immaginare: Trans che cadevano dai tacchi 20 cm, trucco delle sfrante che si liquefava e loro in ginocchio a urlare “perché?” al cielo, ragazze etero che si aggrappavano in modalità koala ai ragazzi e con l’ombrello fendevano colpi a coloro che attentavano alla virilità dell’amore loro, invasate vestite da barbie magia della luna che evitavano gli ostacoli umani meglio di Fiona May. Roba che ancora me la sogno la notte.
Nel delirio totale io e Toxic pensiamo alle uniche due cose da salvare: la birra e la macchina digitale. Ci denudiamo all’unisono per coprire la digitale e correre all’impazzata bevando più che possiamo mentre la schiuma della birra comincia ad assumere fattezze inquietanti. Toxic sostiene che un pezzo di schiuma sembrava Patty Pravo. Io ero troppo impegnato a tenere, durante la corsa, i pantaloni ad una giusta altezza tale da far uscire lo slip Cavalli di 3 cm.
Raggiungiamo la postazione, gli altri e mettiamo da bravi napoletani i panni spasi ad asciugare sulla balaustra dello stadio. Un po’ come nei quartieri spagnoli.
E’ il momento del merchandise! Ufficiale è logico! Si scende e, porca bubbazza, sebbene i prezzi siano esagerati non posso fare a meno di comprare uno splendido polsino viola per la modica cifra, mortacci loro, di 15 euri. Però ne valeva tutti, era un polsino quasi doppio rispetto ai normali. Si deve pur trovare una scusa per gli acquisti stronzi, no?
Chiedo la bustina e quell’etero del cazzo cosa mi dà? Questa. Ora…signori e signori della giuria vi sembra normale che io debba aver provato sulla mia pelle un sopruso del genere? Come io, fan della divina, posso riporre gelosamente il divin polsino all’interno di una pezzottatissima bustina trasparente così brutta che manco ci potevano mettere le prove per incriminarmi di omicidio? Ed ecco Toxic interviene per evitare di finire la serata al gabbio e chiede cortesemente la bustina del tour. “Ma che cazzo di busta hai dato, dai quella del tour strunz! Abbiamo pagato. Ricchiò!”. Lo adoro quando fa l’uomo.
Nel mentre ricevo la telefonata di un coso di 3 anni che corrisponde al nome di Nipote nr 1.

Nipote n. 1: “Zio, hai visto la Madonna?”
Italian Psycho: “Eh, no prosutto ancora no. Ma lo zio non va a vedere la Madonna che trovi in chiesa. Uddio stasera si crocifigge e ci potrebbe essere confusione ma non è lei, ti assicuro”
N: E chi è?
IP: E’ un’altra Madonna, si chiama allo stesso modo ma questa canta.
N: Ah, va bene. Mi chiami dopo?
IP: Si piccirillo ti chiamo dopo e ti faccio sentire “Like a Virgin, ok?”
N: Si si si!

Che nipote ottimo.
Comunque. Dopo poco parte la musica prima dell’inizio del concerto: Suona Paul Oakenfold. Delirio. Si balla, si balla e si balla. Mezzi nudi col sole in faccia si balla fino allo sfinimento. La sbornia passa e si comincia con le canne. Si balla si balla si balla, si fa amicizia con mezzo stadio, si becca un gay che abita praticamente sotto casa mia e che è nella mia stessa situazione sentimentale e cioè con l’ex nel prato che si diverte col suo ex, si fa la ola e si canta quella cafonata di “Seven Nation Army”, si fuma, si riballa e si fanno foto mentre lo stadio si riempie come un uovo.
Ore 21.20: Booooooom! Boato immondo: il concerto inizia. Ecco che nel panico totale da una enorme palla da discoteca che scende a metà stadio esce lei, figa come sempre, perfetta come solo lei sa essere e bianca come un morto canta “Future Lover”. E’ il panico. Lo stadio diventa un rave party.
Su “Like a Virgin” altro boato immenso. Con “Live to tell”, canzone che notoriamente odio, sono quasi sullo scioglimento delle lacrime di S. Italian Psycho.
Perché alla fine i giornalisti sono dei minchioni, loro e quel cazzo di crocifisso che fa tanto blasfemo e che in realtà blasfemo non è. Una canzone che fa riflettere con le infinite immagini di bambini che muoiono di fame e di aids in africa messe a rotazione sui megaschermi con tanto di indirizzo internet finale per dare un contributo.
Con “Forbidden Love” mi sciolgo. Ebbene si. Nessuno se ne accorge ma il sottoscritto diventa uno psychino di due anni con occhi lucidi e tanto di moccolo che esce dal naso.
”Like or Not” ci fa ritornare alla normalità: una Madonna che canta come una gatta partoriente dopo che è stata colpita da una martellata in testa.
Il momento Rock e Acustico passano via in un attimo e si finisce nella sezione Dance. Un continuo spettacolo.
Da “la Isla Bonita” alla prima versione di “Erotica” che mi ha fatto scappare anche lì una lacrimuccia. Aò che volete, so sentimentale. 
Finale spettacolo con una “Hung Up” di 10 minuti ed uno stadio trasformato in dancefloor colorato e pieno di palloncini dorati che piovono dal cielo. E lo spettacolo è finito, purtroppo. Nessun bis. Ed è per questo che Madonna ci piace, perché è una stronza con la S maiuscola. Non regala niente a nessuno se non quattro parole per dire che per fortuna la pioggia è finita, che abbiamo vinto i mondiali e non ricordo che altro.
A fine concerto io e Toxic cerchiamo di recuperare i palloncini dorati che erano caduti nel blocco sotto al nostro, quello dei disabili. Chiediamo gentilmente se possiamo avere un palloncino e i disabili diventano la reincarnazione di Satana. I palloncini li vogliono tutti per loro. Ognuno ne raccoglie a decine e se li porta a casa. Stronzi figli di puttana. E non aggiungo altro.
Tutti fuori in poco tempo nonostante quegli ambulanti napoletani continuassero a fare muro per costringere a comprare un ricordo del concerto. Col cazzo. Dopo i 15 euri direi basta.
Fuori, incredibile, ritroviamo Isteria Personificata e Antonio dell’Eredità con i palloncini in mano: Il fido Isteria si era lanciato a pesce nel settore sottostante e sottratto i palloncini a chiunque. Lo adoro. E così, con i palloncini invidiati da tutti, ci allontaniamo dallo stadio.
Un altro concerto è andato. Forse sarà l’ultimo, forse no. L’importante è stato esserci. Lì in mezzo ad 80.000 che saranno pure dei devastati mentali ma di sicuro si sono divertiti come dei matti.
Come me.

Tipi da spiaggia

IL FASHION
E’ colui che non spreca nessuna occasione per essere alla moda osservando tutti i comuni mortali dall’alto in basso assumendo smorfie di dolore inarcando il labbro superiore e spostando il capo all’indietro con compresa rigirata di occhi. La moda di cui parlo è chiaramente quella gay. Quindi ecco l’esercito compatto di soldatini in coordinato costume-telo da mare-visiera-occhiale specchiato D&G summer 2006. Il picco si è avuto con un 22enne che indossava anche una finissima catenazza con medaglione D&G diametro 10 cm in acciaio inox 18/10. Ovviamente la tribù D&G è gelosa dei suoi acquisti tanto da voler vedere morti chinque indossi lo stesso costume. Assistere alle guerre di conquista del territorio è stata una esperienza indimenticabile.

LO SNOB
E’ in spiaggia ma è come se non ci fosse. Arriva la mattina all’alba per andarsene in tarda serata a sole già tramontato. Stende la sua intera collezione di parei sul lettino e non caga di striscio nessuno. Sguardo perenne verso l’infinito ed oltre. Legge libri a cui elimina la copertina per non sentirsi approcciare con la frase “Bello quasto libro, l’ho letto anche io…che ne pensi?”. E’ fumatore solo da spiaggia perché fa figo e perché deve pur riempire le 12 ore di sole in cui è solo come un cane abbandonato. Quando cammina evita mirabilmente lo sguardo di chiunque, così come quando si butta in mare forza 10 dove riesce a trovare l’unico metro quadrato libero di silenziosa sociopatia.

LA CAPERA
L’esemplare maschio di capera inizia il suo lavoro di piccola vedetta lombarda di mattina presto per poi riunirsi successivamente al branco per comunicare le importanti e succose scoperte della giornata: La cellulite di quello sotto l’ombrellone rinbow, la panzetta di quel bonazzo in perizoma, la bruttezza del ragazzo che a riva costruisce cazzi giganti, di come è femmina quello sul materassino di tv sorrisi e canzoni, di come è troia quello che si tocca il pacco però che pacco. Sono quasi sempre in branco ed evitano minuziosamente di allontanarsi da soli e conoscere simili per non trovarsi nella spiacevole condizione di essere a loro volta additati da altri gruppi rivali mentre si esce allo scoperto.

IL GYM ADDICTED
E’ colui che ha passato gli ultimi 18 inverni in palestra ed è così fiero che tiene a farlo sapere a tutti indossando microcostumi, o al peggio nudo mostrando un coso a dir poco ridicolo, oliandosi un secondo si e l’altro pure, facendo esercizi sulla riva per evitare di perdere l’allenamento e farsi notale anche dal più cieco degli esseri umani, guizzando i muscoli al passaggio di qualsiasi forma di vita umana e vegetale. Il Gym Addicted in genere è con i suoi simili e passa la sua giornata al mare trovando difetti nei fisici altrui e osservando con sguardo di sufficienza la plebaglia non addicted alla palestra.

IL BELLO E IMPOSSIBILE
Come lo snob difficilmente caga nessuno ma lui se lo può permettere perché è un figo da paura. Quando si muove tutta la spiaggia si ferma e parte il primo piano al rallenty del Bello ed Impossibile. Ogni gesto, movimento, camminata, sguardo o scaccolata assume una valenza sexy ed erotica da fare i buchi nella sabbia. Di solito ogni buona spiaggia gay è dotata di almeno un paio di belli ed impossibili al giorno. Mi han detto sia per legge.

LA COPPIA
Il 50% delle coppie sono apparentemente felicissime ed innamoratissime. Vengono a mare vestiti uguali o quasi, si spalmano amorevolmente la crema protezione 2000 a vicenda, sono attenti a togliere quei fastidiosi granelli di sabbia che vanno a finire vicino agli occhi e che potrebbero dare fastidio al ragazzo, sempre pronti ad aggiustare il capello ed il telo da mare del compagno per essere sempre in ordine e dargli tutto il confort possibile. Insomma, fanno gli “Innamorati di Peynet” in grande stile impennando di gelosia e invidia la popolazione single o fidanzata perché si sa che l’erba del vicino è sempre più verde.
Peccato che quando uno dei due vada al bar o a mare, l’altro inizi i 10 minuti di flirt matto e disperatissimo cercando il più delle volte qualcuno con cui fare roba alla spalle del fidanzato. Che a sua volta fa lo stesso in acqua.

FLASHDANCE
Sono coloro che evitano come la peste di buttarsi per farsi il bagno. Preferiscono però riempire bottiglie da 2 litri di acqua vera per poi, a riva, buttarsela addosso. Come la scena finale di flashdance dove le scaraventano il fabbisogno di acqua dell’italia mentre si siede. Avete presente vero?

IL GENIO DELLA CONQUISTA
E’ l’ultima persona sulla faccia della terra che vorreste si presentasse per “fare 4 chiacchiere”. In genere è un 35enne o 40enne viscido da far paura e con una capacità di fare girare le palle in un nanosecondo in grado di dire la cosa sbagliata al momento sbagliato. Seguirà post dimostrativo.

Wilfried Knight

Sarà che io alle cose ci arrivo con notevole ritardo ma mi sono giustappunto reso conto che il manzo strafigo re dei miei sogni erotici estivi da un paio di settimane a questa parte altri non è che quella chiavata incommensurabile che appare anche nel video di Madonna “Sorry”.

Lui è Wilfried Knight, un attore di film porno gay che appartiene alla Lucas Entertainment di Michael Lucas e che appare in tanti film usciti recentemente. E’ praticamente la nuova stella del porno gay. E che stella.
Non mi stupisce che anche Madonna l’abbia scelto anche perché si sa che la signora ha un po’ il debole per i froci. E i froci hanno un debole per lei. La cosa è biunivoca. E la buonanima di Joey Stefano ne è la prova visto che è stato fotografato in ogni posizione possibile e immaginabile nel libro “Sex”.
Come se non bastasse, ultimamente Wilfried è in nomination ai Gayvn Awards, una sorta di premi oscar del porno, nelle sezioni Best Group Scene, Best Sex Scene (Duo) e Best Threesome.
Io glielo darei. Il premio. Ed anche qualcos’altro.

Moda mare uomo: estate 2006

Ok che siamo nel 2006 e dovremmo essere aperti ad ogni novità . Ok che la tipologia di uomo metrosexual la sta facendo da padrone e oramai non si capisce più chi è frocio e chi no. Ok che i costumi da uomo sono da anni sempre uguali a se stessi mentre per le donne c’è una varietà  di scelta che manco i cereali della corsia “prima colazioneâ€? dell’ipermercato Auchan di Mugnano. Ok che anche noi uomini dovremmo un po’ di più osare. Ok che per gli etero “osareâ€? significa indossare lo slip.
Ok che il caldo spesso e volentieri dà  alla testa, ma credo proprio che se questa estate incontrerò mai qualcuno con i costumi della Vizeau mi scaglierò contro con una mazza ferrata per punirli barbaramente.
Perchè nessuna persona un minimo sana di mente può scegliere di indossare un costume della serie “pronti all’usoâ€? o un modello “Sacchetto di biglieâ€? o ancora un “Veet timeâ€?. E non pensate minimamente che con l’underwear ci andrete a guadagnare.
E guardate che nel sito c’è MOLTO di peggio…

E’ partito il Gay Pride

Il 21 Maggio al Forum di Los Angeles è iniziato il "Confession Tour"?.
Visto che un minimo minimo vorrei andare al concerto senza sapere tutto nei minimi dettagli come fu per il "Drowned World Tour"? ho deciso di evitare news e foto fino al fatidico 6 Agosto.
Partiamo da domani però. Lo giuro. O almeno ci provo.

Qualche immagine di un tour book inondato da cavalli, animali che notoriamente odio, e per questo volutamente omessi da me medesimo nel set sottostante.

Qualche shoot dello spettacolo con croce Swarovski da 5 milioni di dollari annessa.

La strana setlist del "Confession Tour"?. Mai che si possa sfrociare con "Material Girl"?, dico mai

Future Lovers
Get Together
Like a Virgin
Jump
Live to Tell
Forbidden Love
Isaac
Sorry
Like It Or Not
Sorry (remix)
I Love New York
Let It Will Be
Ray of Light
Drowned World/Substitute for Love
Paradise [Not For Me]
Music Inferno
La Isla Bonita
Erotica/You Thrill Me
Lucky Star
Hung Up

 

Per fortuna anche questa è andata

Devo ammettere che in questi mesi mi sono scappottato senza problemi tutta l’innumerevole serie di reality che hanno inondato quel che resta della televisione italiana. Anche perché ammettiamolo, sono merda fritta e rifritta ma soprattutto di una noia che non se ne ha una idea.
Il “Grande Fratello” era di un pattume immondo con tutti quei falsi sentimentalismi e scenette da attorucoli da quattro soldi che sono a intravederli mi facevano salire l’orticaria. “La Fattoria”, programma da me mai amato, è diventato la parodia di se stesso con una Barbara D’Urso simpatica come un chiodo arrugginito piantato nei coglioni affetti da cancro. Poi c’è stato anche il fantasma di “Music Farm” che con i suoi due milioni di share non riesco a comprendere da tre anni la necessità di riproporlo.
Devo ammettere che anche la De Filippi ha già dato: Oramai utilizzo “Uomini e Donne” come cura per il sonno. Finiscono i Simpson, si cambia canale, si attendono 2 minuti e sbadabam Morfeo mi trascina con sé.
Devo però fare Mea Culpa. Ebbene si, ieri ho ceduto. Sarà stata la temperatura interna del mio corpo che sfiorava i 38.8 gradi e che deliravo come Rocco Siffredi con la cintura di castità in un oceano di femminone. Fatto sta che ho visto la finale di “Music Farm” e sono rimasto schifato come poche volte. Ha vinto quel bel pezzo di manzo che è Pago, marito o ex marito ancora devo capirlo di Miriana Trevisan, che ha battuto cucciolotto Massimo di Cataldo.
La vittoria è stata indecente perché tutti erano contro cucciolotto Massimo di Cataldo. A dir la verità a quanto pare è stato sempre trattato di merda da tutto il cast, più di una volta ha preso il titolo di “reietto” ed è uno che è stato in sfida una volta si e l’altra pure. Cantava Pago e via la standing ovation e delirio totale. Cantava cucciolotto Massimo di Cataldo e via con fischi e teste che facevano no no. Gli opinionisti e i cantanti delle passate edizioni invitati come ospiti d’onore ci azzuppavano il pane che era una bellezza.
Ma io mi chiedo, si può così pilotare un televoto? ‘Sta gente c’ha un’età che cazzo.
Ma comunque non era di questo che volevo parlare. Uddio un po’ si, ma volevo spostare l’attenzione su due eventi trash di portata stratosferica:

1. La ragazza di Cucciolotto Massimo di Cataldo da ribattezzare seduta stante “nuova icona gay trash” che ha capovolto la tesi sostenuta da molti che cucciolotto fosse una checcaccia persa. Pareva Ariel de “La Sirenetta” con quel capello boccoloso e rosso ramato, vestitino savage style e pelle chiarissima.

Ventura: Tu sei italiana ma non abiti qui, vero? Dove abiti?
Ariel: Su Marte. La adoro già.

2. Un opinionista/giornalista molto uscito da un film gay genere leather/bear. Baffetto malefico, camicia nera trasparente, cinghie sadomaso sotto la camicia con anello centrale e unghie smaltate. Così maschio che a breve gli urlavano passiva dietro. Lo avrei buttato a calci solo per questo. Ostentare è una cosa che non sopporto.

Io certe cose non le posso guardare, mi sale troppo la bile.
E comunque doveva vincere Spagna. Che poi sbaglio o oramai si è rifatta tutto almeno due o tre volte?

Sugar Baby Love

Spot* straniero chiaramente fenomenale. Poi uno pensa all’ Italia e cadono davvero le palle a terra, fanno un buco e si ritrovano in Nuova Zelanda.

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