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Archive for Toxic

I go crazy, crazy, baby, I go crazy

Toxic, il mio amichetto ammericano tornato all’ovile di cui abbiamo una diapositiva che certifica la pulizia della sua auto, mi ha appena convinto a mettere il muso fuori casa nonostante avessi un genio nelle cazette e, prima di riattaccare il telefono, ha dichiarato che sarò il suo "partners in crime" o, se preferisco, la sua Thelma.
Vorrei aiutare già da ora la Sciarelli dicendo che probabilmente mi ritroveranno a faccia in giù nella spiaggia delle trans di Licola mentre dei topiratti giganti lotteranno con dei granchi mutanti per sbrindellarmi il corpo già martoriato da chissà quali nefandezze.
Come foto, opterei per quella di facebook visto che stranamente sono riuscito a scattarne una che possiede un’elevata percentuale di pisellabilità.

Californication

Se un paio di settimane fa è stata Calamity Sex ad abbandonare l’Italia per le Hawaii, ora è arrivato il turno di Toxic che, dopo un non tanto onorato servizio di 4 anni su territorio italiano, torna nella sua natia California.
Toxic, nano conosciuto in spiaggia due anni fa, ha avuto un notevole impatto sulla mia vita in quanto mi è stato molto vicino in una serie di situazioni difficili che non sto qui a ripetere e che, in un modo o nell’altro, ha rappresentato da un lato un punto di riferimento sempre presente con cui sfogarsi e riversare bile, dall’altro una variabile completamente impazzita impossibile da tenere a freno.
Era uno dei pochi che ha saputo come prendermi e che ha immediatamente capito perfettamente di cosa avessi bisogno. Trattato come un novello Bridjet Jones mi lanciava, invece che sulla Vodka e Chaka Khan, solamente sulla Vodka. Preferibilmente Absolut che era più posh. Da evitarla con l’acqua tonica a mò di Tiromancino.
Brevemente alcuni dei fatti salienti che hanno caratterizzato il suo soggiorno italiano e che me lo hanno fatto apprezzare a pieno.

  • La quasi overdose del fratello che abbiamo trovato riverso a faccia in giù sul tappeto della sua camera con tanto di bava dalla bocca e bustina di cocaina nella mano.
  • Il quasi collasso, sempre del fratello, trovato quasi morente per aver fatto fuori una Absolut Vodka da un litro con una bottiglia di Xanax liquido. E’ un intenditore il ragazzo.
  • Delle varie volte che ha perso le chiavi dell’auto e che ho dovuto fare da taxi: una volta dopo una serata elettronica, una volta sulla spiaggia, l’altra volta in casa. In una situazione le ha ritrovate: erano nel calzino che indossava. Se credete che era l’ipotesi casa, sbagliate. Era l’ipotesi festa elettronica. Per non perderle le aveva messe nel calzino e poi se le era dimenticate. le ha ritrovate quando si è buttato in mare vestito e si è trovato con qualcosa di rigido sul tallone.
  • Ha perso/rotto 5 cellulari: Uno non si sa dove, uno in casa (sostengo che ci sia un buco nero nel suo appartamento), uno è caduto in mare, uno l’ha rotto perchè si è fatto la doccia vestito, uno gliel’hanno rubato.
  • 6 incidenti in auto che hanno portato alla distruzione di 3 macchine e una frattura del piede per Calamity Sex.
  • Delle fughe in tenda al mare davanti ad un falò ad insegnarci ad usare i "Poi".
  • Le numerose cene a base di schifezze americane di cui non potrò dimenticare mai e poi mai quella porcata immonda del Philadelphia con le verdure, le salse messicane piccanti, le salse al formaggio con le patatine fritte, il cibo cino-giapponese, gli hamburgher di soia che sapevano di carne, l’olio spray, e il mix da fame chimica che era la salsa messicana unita alla salsa al formaggio da pucciarci le Pringles.
  • Delle feste di cui si occupava del reparto alcolici strabiliandoci con una attrezzatura che Tom Cruise in Cocktail era una pippa.
  • Delle scorte di preservativi alla Nato.
  • Le telefonate ad orari impossibili. Fissa la telefonata dalle 14 alle 16 nonostante tutto il mondo sia a conoscenza del veto che impongo su quell’orario. In più una trelefonata random dalle 00,30 alle 5,30 di notte perchè si è perso e non sa come tornare a casa. Impagabili le telefonate dall’America alle 5 del mattino. Tutto ubriaco, as usual.
  • Le 8 risse di cui 3 ero presente in cui l’ho dovuto trascinare via per i capelli.
  • Delle infinite giornate ad arrostirci al sole con un tasso alcolico che per alzarci poi ci voleva una gru.
  • La labirintite di cui soffre. In due anni non ha ancora capito come si fa ad arrivare a casa mia nonostante abbia fatto la strada qualcosa come 20 volte. Così come ancora non ha capito come arrivare al consolato americano che ho più volte illustrato con tanto di mappa con una precisa localizzazione dei bar lungo il percorso.
  • Chiarissimo nelle sue spiegazioni per tornare casa la prima volta che lo andai a trovare in un luogo in culo ai lupi.
  • I dollari persi. Roba che poteva comprare un’auto.
  • Delle infinite litigate perchè come sempre, capisce il cazzo per la banca dell’acqua.
  • La cura che ha per la carta di credito: Una tessera cancellata, presa a morsi e così piegata che ha bloccato 3 bancomat.
  • Il freddo glaciale della sua prima casa e di noi sotto il plaid a vedere l’anime night il martedì sera du Mtv.
  • Del gazebo-bar che ha comprato e montato sul terrazzo che si è ben presto trasformato in un parafulmine facendo fondere per ben due volte la caldaia.

Ma le cose che ricordo più di tutto son state le lezioni di italiano che si sono rivelate un fallimento completo.
A nulla è valso correggere i suoi "i personi, il carne, vado a California e penzavo.

Ma quello che mi faceva più ridere era l’uso del "sto andando pazzo", perfetta traduzione di "I’m going crazy". Non fa una piega.

Ma confesso che un pò mi macherà. Mi mancherà il suo essere splendidamente surreale. Ma soprattutto mi mancherà il sorriso che nasceva sul mio viso ogni volta che sentivo quel piccolo gnomo fuori di testa chiamarmi Kikko.

i don’t like mondays

Tornato più abbronzato che mai da 3 giorni di mare, spiaggia e sole e da due feste di compleanno (che in realtà erano 6 ma questa è una lunga storia) mi ritrovo ad essere una pezza umana: Gola infiammata come una fu Twin Tower, linfonodi belli gonfi e tronfi come due Super Santos, testa che gira come un ottovolante in cortocircuito e un paio di chiodi tra le tempie che a Gesù Cristo in croce gli faccio un baffo.
Forse forse mi sta salendo una bella febbre niente male. A volte mi complimento da solo per le mie trovate strategiche. Come quella di sostituire la corsa con una bella nuotata a -35°. Certe cose me le sogno proprio la notte.
Come quella di fare, alle 3 del mattino, a gavettoni con i liquidi fosforescenti non tossici (mah) dei Glosticks.
Che poi, sto come sto, ma mi sono divertito come un bambino di due anni.
E come volevasi dimostrare sono a vegetare davanti ad un pc invece di mettermi con la testa su quel maledettissimo libro chiaro come i geroglifici.
Vabbè, male che vada invece di lanciarmi nel meraviglioso mondo del marketing potrei buttarmi sotto ad un ponte ed esibirmi nella ancor più meravigliosa carriera di Glosticks Man al centro storico.
Ho pure imparato la figura delle farfalla, che credete!

 

It’s a mad mad world

Serata al centro storico con Toxic

Suona il cellulare: Time Goes By, so slowly…Time Goes By…

Toxic: Te lo butto nel cesso questo cellulare se non la smetti di farti chiamare!
Italian Psycho: Ma mica sono io che mi faccio chiamare, sono gli altri che mi chiamano! E non toccare a Madonnina mia!
T: Oh My God!

IP: Pronto?
Maniaco: Alza un secondo la mano…
IP: scusa?
M: Alza la mano un attimo.
IP: Ok, alzata.
M: Allora sei tu! Ti raggiungo!
IP: O_o

Si avvicina un tipo
M: Uè ciao io sono Xxxxxx di Gaydar
IP: Uh ciao! Non ti avevo proprio riconosciuto! Ma questa non è una novità…non riconosco mai nessuno! Scusami!
M: eheheh
IP: Che poi, come hai fatto? Oramai ho tolto il profilo da una decina di giorni…
M: Ho la tua foto sul cellulare.
IP: In che senso? Io non ho mai mandato Mms.
M: Feci la foto del tuo profilo e la tengo nel cellulare.

Non so voi…ma io ho un pò paura.

Cattive amicizie

Ok che ho bisogno di distrarmi e che forse mi sto un tantinello lasciando trasportare dagli eventi e dagli amici, ma sto seriamente pensando che passare intere giornate con Toxic non sia stata una delle migliori trovate.
Anche perchè non è umanamente normale che, preciso come un orologio svizzero, prima delle 11 del mattino mi faccia ubriacare con 3 vodka liscia.
Questa conversione caffè-vodka mi lascia un po’ perplesso.
Qualcuno ha il numero degli alcolisti anonimi? Giusto per sondare un po’ il terreno…

 

I’m Alive

Sono vivo. E questo basterebbe. Reduce da una due giorni a dir poco massacrante sono ritornato, purtroppo, nei miei appartamenti. In procinto di una nuova imminente fuga.
La festa elettronica si è rivelata una vera sorpresa in tutti i sensi. Due sono le cose che ricordo. Uddio, più di due, ma meglio fermarmi a queste per ovvie cause di forza maggiore.
1. L’omaggio di mascherine ed un mio improvviso dejavù di "Eyes Wide Shut"?.
2. L’incontro fortuito con LaRouge che, elargendo free drink come Zigulì, ha voluto mettercela tutta per disintegrare i miei due neuroni che si aggrappavano con i denti alla vita.

Visto che le foto della serata saranno presto online, volevo rassicurare i fortunati che riusciranno a beccarle che non sono sempre così. A volte sono anche peggio. In ogni senso.

Sorprese inaspettate

Sono una persona che difficilmente chiede. Sono sempre stato eccessivamente autonomo e ho sempre fatto molto, pure troppo, da solo. Per gli altri do tutto me stesso. Sempre e comunque. Accontentandomi di quel poco che mi ritorna che è comunque grasso che cola. Ed è forse per questo che le persone sono abituate a pensare che non abbia mai bisogno di niente. Ho una grande forze di volontà, lo ammetto. Anche se questa, a volte, vacilla. Inutile dire che questo è uno di quei momenti. Uno di quei momenti in cui vorrei gridare aiuto ma che sono troppo bloccato dalle aspettative che hanno di me. Non voglio essere pesante, depresso e triste anche per evitare di trasformare questo blog in un diario delle mie incertezze. Non è da me, e poi diciamolo…fa più share sparare a zero sulla De Filippi o sulla parrucca di Moira Orfei che mettere in piazza me in prima persona.
Il tutto è solo per dire che è molto bello sentire qualcuno vicino attraverso dei piccoli gesti nati spontaneamente. E ieri il mio cuore ha sorriso. E’ sempre ammaccato e malconcio, ma per un istante quando si è aperta la porta e ho ricevuto questa l’ho sentito chiaramente sorridere.
Ed adesso torniamo seri, che ho una immagine da rispettare.

Io scelsi la Vodka. E Tori Amos

Stamattina, reduce da una tranquilla serata con Toxic e Paul, mi sono svegliato con dei piccoli gnometti assatanati che mi picconavano le poche cellule cerebrali ancora rimaste. Una volta ero così bravo a riconoscere il limite entro il quale la fattanza di medio livello diventava sturbo totale. E mi sa che questo livello, ieri sera, mi è passato davanti e l’ho proprio perso di vista. Come ho perso di vista il controllo del muscolo oculare. Un modo pulito per dire che mi si sono quasi rigirati gli occhi all’indietro come nell’Esorcista. Ah che bella serata. Da quanto non mi distruggevo così.
Nel frattempo è possibile reclamare la presenza di qualche infermierina in stile Candy Candy che mi porti una dozzina di Moment?